Mio marito ogni volta che arriva lo stipendio spende 200/300 nelle applicazioni sul telefono (che no

21 risposte
Mio marito ogni volta che arriva lo stipendio spende 200/300 nelle applicazioni sul telefono (che non possiamo permetterci di giocare)e una volta finito di giocare tutti i soldi ammette di sbagliare e che ho ragione io.. ma puntualmente lui sbaglia sempre come posso fare x aiutarlo??
Salve, mi spiace per la situazione ed il disagio espresso. Se ritenete che lo spendere soldi sia diventato un gesto compulsivo, credo sia fondamentale una presa in carico psicologica per affrontare cause e fattori di mantenimento del disturbo.
Cordialmente, dott. FDL

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Buona sera!
Mi dispiace molto per il suo malessere, data la situazione si può pensare che l’acquisto sia compulsivo, quindi tanta invidia qualche modo di compensare un malessere psicologico.
Potrebbe essere utile una terapia.. ma questo sta a suo marito decidere di farsi aiutare.. oppure può manifestare il suo malessere a suo marito e decidere di farvi aiutare insieme.
Un cordiale saluto

Così descritta può essere una dipendenza che ovviamente va indagata da un professionista. Quindi se queste compulsioni e agiti sono spropositati bisognerebbe farsi affiancare da uno psicologo. Può contattarlo presso consultori, asl/usl oppure attraverso il canale privato. Ci tenga aggiornati!

Gentile Utente, mi spiace per la situazione che si trova a dover affrontare. Temo che a parte qualche piccolo accorgimento (come disinstallare le app dal cellulare, avere le notifiche sul suo cellulare nel momento in cui vengono spesi soldi dal conto) lei possa fare poco a riguardo. Sembra che suo marito stia soffrendo di una dipendenza che andrebbe valutata e nel caso presa in carico da un professionista della salute mentale. Chiaramente servirebbe il consenso di suo marito, non si può obbligare nessuno a fare una terapia.. provi a parlargliene mostrandosi preoccupata per la vostra situazione, provi a parlare con la parte di suo marito che sta soffrendo in questo momento. Arrabbiarsi in questo caso potrebbe farlo peggiorare. Cordialmente, dott. Simeoni

Gentile utente mi dispiace per la situazione . Da come lei scrive il comportamento di suo marito è un comportamento compulsivo che ha portato ad una dipendenza . Consiglio di fare intraprendere a suo marito, se lui è d'accordo, un percorso psicoterapeutico dal quale troverà giovamento fino alla risoluzione del problema . Per qualsiasi informazione resto a sua disposizione. Un caro saluto

Gentile utente, potrebbe trattarsi di un disturbo da gioco d'azzardo (ludopatia), se le spese all'interno di tali applicazioni riguardano delle scommesse. È necessaria innanzitutto una valutazione psicodiagnostica volta ad accertare la presenza di questa condizione, dopodiché si avvia un intervento psicoterapico. La terapia cognitivo-comportamentale si è dimostrata efficace in questo tipo di disturbo.

Buongiorno. Approfondisca con ulteriori dettagli e informazioni la situazione. Al momento sembra prendere corpo una potenziale dipendenza, tuttavia, meglio non essere frettolosi.

Cordialità

MT

Buonasera, consulti uno specialista per una diagnosi e in caso di ludopatia si orienti verso gruppi di auto-aiuto specifici

Buongiorno signora, dalle informazioni che ci fornisce emerge la possibile presenza di una dipendenza da parte di suo marito. Le consiglio di parlare con lui della possibilità di richiedere una consulenza psicologica. Sarebbe importante comprendere le motivazioni che sono dietro alla sua compulsione.
Resto a disposizione, un caro saluto, dottoressa Paola De Martino

Salve, prima di tutto deve essere effettuata una valutazione psicodiagnostica e poi decidere se intraprendere un percorso di psicoterapia.
Buona giornata.
Dott. Fiori

Gentile signora,

purtroppo sembra che il comportamento di suo marito sia una forma di dipendenza. Comprendo il suo dolore e la difficoltà della sua situazione: il primo passo non è litigare con suo marito per farlo smettere, ma cercare di convincerlo ad accettare il fatto che ha un problema, una dipendenza, che la sua volontà da sola può poco, e che ha bisogno di aiuto.

Si rivolga al SERD della sua ASL la struttura che si occupa di dipendenza - per avere indicazioni sulla dipendenza da gioco d'azzardo.

con i migliori auguri
dr. Ventura

Buonasera,
verosimilmente suo marito ha sviluppato una dipendenza.
Gli proponga di considerare l'idea di farsi aiutare da un professionista esperto in dipendenze oppure dal servizio territoriale per le dipendenze (SERD).

A disposizione per chiarimementi, in bocca al lupo!
RM

Buongiorno,
senz'altro suo marito ha bisogno di aiuto e senza un professionista sarà molto ardita poterlo aiutare.

Cordiali saluti,
Dott. Leonardo Gottardo

Buongiorno, la fase che mi pare descrivere è quella della precontemplazione: suo marito riconosce solo in parte la presenza del problema e non ha una vera motivazione a cambiare. In questa fase, purtroppo, il lavoro di indirizzamento ad un intervento è abbastanza delicato, la invito pertanto a non colpevolizzarsi qualora i suoi tentativi non siano da subito efficaci.
Come già accennato da alcuni colleghi, il primo passo potrebbe essere quello di rivolgersi al proprio medico curante per conoscere i percorsi specifici per la ludopatia che operano sul suo territorio (gruppi di auto-aiuto, SERD ecc.) ed, eventualmente, prendere contatto per avere alcuni suggerimenti specifici per motivare suo marito.
Purtroppo questi momenti sono molto provanti per chi si prende cura delle persone che mostrano comportamenti di gioco patologico. La invito a non eccedere sul versante rabbioso e a cercare (con grande pazienza) di far riconoscere la problematica a suo marito.
In bocca al lupo!
dott. De Rosa Saccone


Buongiorno. Mi dispiace molto per la situazione che sta attraversando. Il gioco patologico è una dipendenza a tutti gli effetti, e per questo va affrontata come tale. Può proporre a suo marito di rivolgersi ad una psicoterapeuta, magari specializzata in nuove dipendenze, per poter affrontare questo problema. Provi magari anche a rivolgersi al sert della sua zona (il servizio pubblico per le dipendneze); magari provi a chiedere al suo medico.
Un caro augurio.

Salve, suo marito dovrebbe intraprendere un percorso di Psicoterapia cognitivo comportamentale per gestire il suo disturbo da dipendenza da gioco ( ludopatia). È l'unico reale modo che ha per aiutarlo.... Ammettere di sbagliare è già un buon passo, ma la sola promessa che non lo farà più purtroppo non basta. Se non cura il problema ci ricadrà. In bocca al lupo di cuore.

Salve, mi spiace per la situazione. Le consiglierei di pensare se per suo marito fosse possibile e pensabile l'idea di venire insieme a lei da uno specialista (psicologo) per discutere della sofferenza che sta provando in seguito a questa situazione. In alternativa potrebbe valutare l'idea di iniziare lei individualmente per ragionare su come trovare la possibilità di coinvolgere il suo partner in un secondo momento, valutando insieme allo psicologo le strategie per affrontare insieme questa situazione. Sono disponibile ad approfondimenti. Intanto le auguro una buona giornata

Buonasera, mi dispiace per questa situazione che sta vivendo.
Da quello che descrive, sembra che suo marito abbia una dipendenza dal gioco online. Come tutte le dipendenze è difficile da "sconfiggere" da soli.
Le consiglio di parlare con suo marito e cercare uno psicologo che possa ascoltarvi anche come coppia o che possa sostenere suo marito. È importante, ovviamente, che, se ne sente il bisogno, anche lei abbia un suo spazio, per poter parlare delle difficoltà che sta vivendo nel rapporto con suo marito.
Per qualsiasi cosa, sono disponibile.
Le auguro una buona serata
Un caro saluto
Dott.ssa Alice Carbone

Buonasera, quello che descrive può rientrare in un quadro di dipendenza da gioco. Se suo marito è d’accordo la scelta più opportuna sarebbe rivolgersi ad un professionista esperto di dipendenze o ai servizi appositi della Usl/ASL, in modo da poter fare una valutazione della situazione e un’eventuale presa in carico. Saluti, dott.ssa Beatrice Aisa

Gentile utente di mio Dottore,
le suggerisco di rivolgersi ad un centro specializzato per le dipendenze.
Potrà fare riferimento a quelli presenti sul suo territorio secondo la sua ASL di appartenenza.
Quello che viene proposto è un lavoro integrato che supporta il soggetto e la famiglia, inevitabilmente coinvolta nelle dimaniche che la dipendenza genera.
Saluti,
Dott. Diego Ferrara

Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini

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