Ma dalla ludopatia si puo guarire? O per tutta la vita si ha un marchio indelebile io ho 50 anni ho
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Ma dalla ludopatia si puo guarire? O per tutta la vita si ha un marchio indelebile io ho 50 anni ho un bambino di 6 e una moglie
Buongiorno,
provi a considerare la sua passione per il gioco come uno strumento sbagliato che le permette di raggiungere il giusto fine, qualunque esso sia. E' possibile, per la ludopatia come per altri disturbi, imparare a servirsi di modalità meno dannose per Lei e per i Suoi cari, attraverso un percorso psicoterapeutico.
Un caro saluto,
mg
provi a considerare la sua passione per il gioco come uno strumento sbagliato che le permette di raggiungere il giusto fine, qualunque esso sia. E' possibile, per la ludopatia come per altri disturbi, imparare a servirsi di modalità meno dannose per Lei e per i Suoi cari, attraverso un percorso psicoterapeutico.
Un caro saluto,
mg
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Buongiorno, piuttosto che considerarla una malattia dalla quale si guarisce, proverei a comprendere, con l aiuto di un professionista, qual è il suo effetto e significato. Comprenderne il senso le permette di ri-leggere il sintomo da un altro punto di vista, sicuramente meno patologico.
Riappropriarsi della sua esperienza e sofferenza, le da' l opportunita' di imparare, anche a gestire i suoi vissuti che a tutt'oggi vive come un "marchio indelebile."
Cordiali saluti. Paola Uriati
Riappropriarsi della sua esperienza e sofferenza, le da' l opportunita' di imparare, anche a gestire i suoi vissuti che a tutt'oggi vive come un "marchio indelebile."
Cordiali saluti. Paola Uriati
Fino a quando non si raggiunge la consapevolezza delle dinamiche psicologiche sottostanti, la ludopatia, come altri tipi di dipendenza, può essere sperimentata come una strada senza uscite o un marchio indelebile. Un percorso di psicoterapia le può offrire la possibilità di osservare e comprendere quanto le accade da un diverso punto di vista e di adottare modalità nuove e costruttive per rispondere ai propri bisogni. Personalmente trovo utile in questi casi lavorare con l'approccio EMDR, un tipo di psicoterapia che, in numerosi studi, ha dimostrato la sua efficacia nel trattamento di varie psicopatologie, tra cui le dipendenze. Cordiali saluti.
Gentile utente la ludopatia come tutte le dipendenze ha un suo significato da ricercare nella propria storia individuale e familiare. Quella che lei vive come paura di avere un “marchio indelebile” probabilmente è legato all’incertezza che caratterizza la sua condizione.
Si faccia aiutare da un terapeuta ad elaborare i suoi vissuti e a definire meglio i rischi che possono perpetuare la sua dipendenza in modo da esserne consapevoli e gestirli al meglio.
Saluti Dott.ssa Anna Tomaciello
Si faccia aiutare da un terapeuta ad elaborare i suoi vissuti e a definire meglio i rischi che possono perpetuare la sua dipendenza in modo da esserne consapevoli e gestirli al meglio.
Saluti Dott.ssa Anna Tomaciello
Buongiorno. La.ludopatia è una patologia che, come altre dipendenze, a volte richiede un allontanamento dal contesto ambientale, con inserimento temporaneo in un percorso terapeutico residenziale. Esiste una rete di strutture rappresentate sul sito dell'Istituto Superiore di Sanità. Se mai provato potrebbe essere un nuovo settimana di cura
Buonasera, si può guarire se ci si affida a chi di dovere (psicoterapeuta).
Ottime cose, Dottor Andrea De Simone
Ottime cose, Dottor Andrea De Simone
La ludopatia è una dipendenza che bisogna avere il desiderio di affrontare affidandosi ad uno psicoterapeuta o altrimenti rivolgendosi ad una comunità terapeutica che da la possibilità da un lato di lavorare sia individualmente sia in gruppo dall'altro lato di allontanarsi dal contesto ambientale. Cordiali saluti
Caro utente, sperando di accendere in lei la speranza che dalla sua domanda sembra essersi affievolita, le rispondo positivamente. È possibile "guarire dalla ludopatia", ma come in tutte le altre dipendenze ed in generale problematiche è necessario promuovere un lavoro psicoterapeutico. Con la guida e le competenze di un professionista potrà infatti prima di tutto comprendere le ragioni di questi suoi tratti, per poi modificarli, ridurli, trasformarli. Insomna, far sì che da "marchio" diventino semplicemente il suo "sigillo", una sua componente personale che in quanto tale la caratterizza e contraddistingue dagli altri ma senza recarle disturbi, problemi, sofferenza. Le auguro il meglio, dott. ssa Silvia Findanno
Avere il desiderio di uscire dalla dipendenza è un buon primo passo, occorre partire da lì per affrontare un percorso con un professionista o meglio con un'equipe in un centro specializzato, pubblico o privato, e lavorare sulle dinamiche sottese al mantenimento della dipendenza. Dr.ssa Daniela Benvenuti
Gentile utente,
certo che si può uscire dalla ludopatia, a condizione che non la si tratti come un gioco. Il discorso è molto serio ed i meccanismi implicati sono duri a mollare la presa. Non bastano buona volontà o buoni proposoti, serve seguire un percorso serio e continuativo nel tempo.
Le auguro il meglio,
Dr Antonio Raia
certo che si può uscire dalla ludopatia, a condizione che non la si tratti come un gioco. Il discorso è molto serio ed i meccanismi implicati sono duri a mollare la presa. Non bastano buona volontà o buoni proposoti, serve seguire un percorso serio e continuativo nel tempo.
Le auguro il meglio,
Dr Antonio Raia
Esistono servizi specializzati che trattano la ludopatia, molti di questi sono presenti all'interno dei Ser.D, servizi pubblici che si occupano della dipendenza patologica.
Oltre a seguire i consigli dei colleghi, consigli validissimi, potrebbe anche provare a rivolgersi al servizio più vicino a lei, cercando su internet o altri canali di ricerca, troverà al suo interno equipe multidisciplinari e specializzate (psicologi, psicoterapeuti, medici) pronti ad accoglierla ed ad aiutarla.
Dr. Marenco
Oltre a seguire i consigli dei colleghi, consigli validissimi, potrebbe anche provare a rivolgersi al servizio più vicino a lei, cercando su internet o altri canali di ricerca, troverà al suo interno equipe multidisciplinari e specializzate (psicologi, psicoterapeuti, medici) pronti ad accoglierla ed ad aiutarla.
Dr. Marenco
Buongiorno, non consideri la ludopatia come una malattia ma come una modalità disfunzionale che è necessario comprendere, affinché possa essere modificata. Sono necessari un buon lavoro di psicoterapia sui significati affettivi sottostanti e un significativo lavoro sulla gestione del gioco. Cordiali saluti Dr.ssa Federica D'Avanzo
Buongiorno! Dalle dipendenze si può guarire quando il problema è preso seriamente in considerazione, cioè viene affrontato dall'interessato con la massima collaborazione possibile e con il percorso più adatto. A volte serve un po ' di tempo ma di certo si può uscire dalla sofferenza perché già altri lo hanno fatto e perché esistono anche centri specializzati che altrimenti non avrebbero motivo di esistere. In bocca al lupo per tutto...
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott.ssa Valeria Randisi
Buonasera, penso che sia possibile liberarsi da questa dipendenza se la si riconosce come un modo per segnalare un malessere più profondo. La dipendenza è solo la “strategia” che lei ha utilizzato per rispondere ad un bisogno ben più profondo che va analizzato all’interno di un percorso psicoterapico. Piuttosto che vederla come una “patologia” la colga come un richiamo di aiuto e le dia ascolto. Saluti, dottoressa Daniela Germano.
Buonasera, ci sono moltissimi modi per trovare una soluzione alle dipendenze: spesso si tratta semplicemente di aumentare la consapevolezza delle dinamiche "a monte" di un dato comportamento. Mi piace pensare anche a qualcosa di pratico e veloce, dunque mi riferisco ai molti studi clinici che convalidano e raccomandano l'ipnosi proprio in certe circostanze.
Un saluto
Dott. Guido Rutili
Un saluto
Dott. Guido Rutili
Buon giorno, la ludopatia è una forma di dipendenza, con un percorso psicoterapico può giungere a comprendere in senso di tale dinamica, che probabilmente ha radici più profonde a livello emotivo. Un percorso di psicoterapia può condurla alla consapevolezza di tali aspetti emotivi, trovando modi più funzionali per soddisfare tali bisogni.
Può cercare nella sua zona se ci sono centri oppure ricolgersi ad un terapeuta per iniziare un percorso individuale.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Barbara Assaiante
Può cercare nella sua zona se ci sono centri oppure ricolgersi ad un terapeuta per iniziare un percorso individuale.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Barbara Assaiante
Buonasera, se lei intende chiedere se un giocatore patologico, guarito dalla ludopatia, possa giocare d'azzardo responsabilmente senza avere problemi, le posso dire per esperienza che non è possibile. Questo però non significa avere un marchio indelebile, ma una necessità di non riattivare meccanismi che poi gradualmente impediscono di poter avere il controllo dei propri comportamenti auto ed etero distruttivi. Saluti. Dott. Donato Scorza
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Salve,
certo che si può guarire, basta affidarsi ad un bravo professionista o ad un centro specializzato per ludopatia in modo da iniziare un percorso. Sicuramente il suo riconoscimento del problema è già un primo passo verso la guarigione.
Saluti.
certo che si può guarire, basta affidarsi ad un bravo professionista o ad un centro specializzato per ludopatia in modo da iniziare un percorso. Sicuramente il suo riconoscimento del problema è già un primo passo verso la guarigione.
Saluti.
Gentile utente la ludopatia è una forma di dipendenza e, come tale, crea per la persona una sorta di "prigione" in cui ci si sente in trappola e senza speranza... bisogna comprendere cosa la spinge a ricorrere alla ludopatia, quale dolore sta anestetizzando con il ricorso al gioco che da esperienza di piacere diventa drammatica.
Si può guarire? Vale la pena comprendere insieme come uscire dalla prigione e godersi un figlio di 6 anni ed una moglie.
Dr.ssa Lo Re Tiziana
Si può guarire? Vale la pena comprendere insieme come uscire dalla prigione e godersi un figlio di 6 anni ed una moglie.
Dr.ssa Lo Re Tiziana
Buongiorno. La Sua domanda tocca un punto nevralgico: il timore che un errore o una fragilità possano trasformarsi in una condanna definitiva, in un "marchio" che cancella tutto il resto della Sua identità di uomo, di padre e di marito.
Le rispondo subito con chiarezza: dalla ludopatia si può guarire. Non è un destino ineluttabile né una macchia indelebile, ma una patologia del comportamento che, per quanto complessa, può essere affrontata e superata. A 50 anni, Lei si trova in un'età di bilanci, ma anche di grandi possibilità: ha un bambino di 6 anni che rappresenta il Suo legame più forte con il futuro e una moglie che è parte della Sua storia presente.
Il gioco come "fuga" dalla realtà
Nella prospettiva della psicologia del profondo, il gioco d'azzardo patologico spesso non riguarda solo il denaro, ma è il tentativo di colmare un vuoto o di gestire un’ansia che non trova altre parole.
Il meccanismo del controllo: Paradossalmente, chi gioca cerca di "dominare il caso" in momenti della vita in cui sente di avere poco controllo su tutto il resto.
L'identità ferita: Il "marchio" di cui Lei parla è spesso più interno che esterno. È il senso di colpa che La porta a vedersi solo come un "giocatore", dimenticando che Lei è prima di tutto un padre e un compagno. Questo senso di indegnità è proprio ciò che a volte spinge a tornare a giocare, in un circolo vizioso di autosabotaggio.
Come riprendere in mano la propria vita
La guarigione non è un evento magico, ma un processo relazionale che richiede tempo e coraggio.
Uscire dalla segretezza: La ludopatia si nutre di ombre e silenzi. Parlarne apertamente, prima di tutto con Se stesso e poi con i Suoi cari, è il primo passo per rompere l'incantesimo del gioco.
Il supporto specialistico: La forza di volontà da sola spesso non basta perché il gioco agisce sui circuiti del piacere nel cervello (il sistema dopaminergico). È fondamentale rivolgersi ai servizi territoriali specializzati (come i SerD) o a psicoterapeuti esperti in dipendenze comportamentali. Un approccio psicodinamico può aiutarLa a capire quale bisogno profondo stesse cercando di soddisfare attraverso le scommesse.
Ricostruire il legame: Suo figlio di 6 anni ha bisogno di un padre presente, non di un padre "perfetto". Ogni giorno trascorso lontano dal gioco è un mattone che Lei mette nella costruzione della sicurezza di quel bambino.
Non è un marchio, è una ferita che può diventare una cicatrice. Una cicatrice non impedisce di camminare; ci ricorda solo che siamo stati capaci di sopravvivere a una tempesta.
In questo momento, sente che la spinta verso il gioco sia più legata a un bisogno di "svago" dalla fatica quotidiana o è più un tentativo disperato di risolvere problemi economici che La preoccupano?
Dottssa Giovanna Costanzo
Le rispondo subito con chiarezza: dalla ludopatia si può guarire. Non è un destino ineluttabile né una macchia indelebile, ma una patologia del comportamento che, per quanto complessa, può essere affrontata e superata. A 50 anni, Lei si trova in un'età di bilanci, ma anche di grandi possibilità: ha un bambino di 6 anni che rappresenta il Suo legame più forte con il futuro e una moglie che è parte della Sua storia presente.
Il gioco come "fuga" dalla realtà
Nella prospettiva della psicologia del profondo, il gioco d'azzardo patologico spesso non riguarda solo il denaro, ma è il tentativo di colmare un vuoto o di gestire un’ansia che non trova altre parole.
Il meccanismo del controllo: Paradossalmente, chi gioca cerca di "dominare il caso" in momenti della vita in cui sente di avere poco controllo su tutto il resto.
L'identità ferita: Il "marchio" di cui Lei parla è spesso più interno che esterno. È il senso di colpa che La porta a vedersi solo come un "giocatore", dimenticando che Lei è prima di tutto un padre e un compagno. Questo senso di indegnità è proprio ciò che a volte spinge a tornare a giocare, in un circolo vizioso di autosabotaggio.
Come riprendere in mano la propria vita
La guarigione non è un evento magico, ma un processo relazionale che richiede tempo e coraggio.
Uscire dalla segretezza: La ludopatia si nutre di ombre e silenzi. Parlarne apertamente, prima di tutto con Se stesso e poi con i Suoi cari, è il primo passo per rompere l'incantesimo del gioco.
Il supporto specialistico: La forza di volontà da sola spesso non basta perché il gioco agisce sui circuiti del piacere nel cervello (il sistema dopaminergico). È fondamentale rivolgersi ai servizi territoriali specializzati (come i SerD) o a psicoterapeuti esperti in dipendenze comportamentali. Un approccio psicodinamico può aiutarLa a capire quale bisogno profondo stesse cercando di soddisfare attraverso le scommesse.
Ricostruire il legame: Suo figlio di 6 anni ha bisogno di un padre presente, non di un padre "perfetto". Ogni giorno trascorso lontano dal gioco è un mattone che Lei mette nella costruzione della sicurezza di quel bambino.
Non è un marchio, è una ferita che può diventare una cicatrice. Una cicatrice non impedisce di camminare; ci ricorda solo che siamo stati capaci di sopravvivere a una tempesta.
In questo momento, sente che la spinta verso il gioco sia più legata a un bisogno di "svago" dalla fatica quotidiana o è più un tentativo disperato di risolvere problemi economici che La preoccupano?
Dottssa Giovanna Costanzo
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