Buongiorno, convivo da un anno col mio fidanzato. Stiamo insieme da circa 10 anni, ci siamo mollati
Buongiorno, convivo da un anno col mio fidanzato. Stiamo insieme da circa 10 anni, ci siamo mollati dopo 7 anni per qualche mese per poi rimetterci assieme. (Ho fatto circa 2anni di terapia dalla rottura fino all'anno scorso) I primi mesi di convivenza sono stati bruttissimi, ero in ansia, avevo blocco allo stomaco e intestinale, ho preso sertralina e dopo alcuni mesi sono stata meglio. Ho interrotto circa 2 mesi fa e in linea generale sto meglio. L'unica cosa continuo ad avere ansia sulla relazione, che lo devo mollare ma in realtà ci sto bene con lui, dopo tutti questi anni sono sempre stata bene con lui, in casa é anche molto bravo perché cucina/pulisce anche lui quindi la sua parte la fa, é gentile con me se sto male mi supporta, fisicamente ha qualche kg in piú ma ormai ci sono abituata. Vorrei capire perché faccio periodi lunghi che da sola calma mi creo ansie di mollarlo poi però mi piace il suo contatto, parlare con lui anche se non può essere il ragazzo perfettissimo ovviamente. Cosa dovrei fare? Terapia di coppia? Terapia individuale? Sarei stanca della terapia individ. non mi ha aiutata troppo su di lui. Io sono insicura in generale ammetto ma lui cosa centra? La convivenza é fatta anche di questi dubbi? O devo leggere tra le righe che ci dobbiamo mollare?
4 risposte
Gentile utente, la ringrazio per la condivisione e mi spiace per le situazioni di turbolenza emotiva che descrive. Mi sembra che lei racconti una sensazione di perenne confusione che si proietta soprattutto sulla relazione attualmente, alternando momenti di certezza ad altri in cui si mette tutto in discussione. Sarebbe importante comprendere se la difficoltà appartiene alla coppia, quindi orientarsi verso una terapia di coppia, oppure se la coppia è più uno specchio di qualcosa che le accade dentro, e allora potrebbe essere prezioso continuare una terapia individuale. Resto a disposizione, nel frattempo le mando un caro saluto. Cordialmente. Dott.ssa Ciaudano
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Buongiorno, dal racconto emerge un’ansia di relazione che si ripete nel tempo, con momenti di piena vicinanza e di forte dubbio, e una storia di terapia individuale che ha aiutato in parte ma non ha risolto il vissuto di insicurezza. Consiglio, in primo luogo, di proseguire la terapia individuale, ma con un focus specifico sull’ansia relazionale e sulle insicurezze di base, anche con un approccio più orientato alle emozioni e ai pattern ripetitivi. In parallelo, se la coppia è stabile e c’è volontà di stare insieme, può essere utile una terapia di coppia, per lavorare sulla comunicazione, sui dubbi ricorrenti e sulla possibilità di vivere la insicurezza in modo meno distruttivo. La convivenza porta sempre con sé momenti di dubbio e di messa in discussione: non è detto che questi dubbi indicano automaticamente la fine, ma segnalano che c’è qualcosa da elaborare. La strada più equilibrata è: non decidere subito se mollare, ma usare la terapia (individuale e, se possibile, di coppia) per capire meglio da dove viene l’ansia e come gestirla, evitando che guidi le scelte sulla relazione.
Buongiorno, da quello che racconta sembra che questa relazione abbia attraversato diverse fasi importanti: una lunga storia insieme, una separazione, un percorso personale e poi la scelta della convivenza. È comprensibile che un cambiamento così significativo possa aver riattivato paure e dubbi. A volte, soprattutto quando c’è una tendenza all’insicurezza o alla ricerca di molte certezze, la mente può trasformare una domanda naturale ("questa è la relazione giusta per me?") in un pensiero ricorrente che genera ansia e bisogno di trovare una risposta definitiva. Avere dei dubbi non significa necessariamente che la relazione non funzioni. Anche nelle relazioni importanti possono esserci momenti di incertezza, soprattutto nei passaggi di vita più significativi come la convivenza. Mi sembra interessante ciò che scrive: da una parte compare il pensiero di lasciarlo, dall’altra racconta una persona con cui sta bene, che la sostiene, con cui condivide una quotidianità e una storia importante. Questo contrasto merita di essere compreso, senza dover arrivare subito a una decisione. Potrebbe essere utile un percorso individuale per esplorare meglio cosa accade dentro di lei quando emerge il pensiero "devo lasciarlo": se si tratta di un desiderio profondo o se, in alcuni momenti, è un modo attraverso cui la mente cerca di liberarsi dall’ansia e dall’incertezza. Anche un percorso di coppia può essere una possibilità, soprattutto se sentite il bisogno di comprendere meglio alcuni aspetti della vostra relazione. Una domanda che potrebbe accompagnarla è: "Quando penso di doverlo lasciare, sto ascoltando davvero ciò che desidero oppure sto cercando di far sparire una sensazione di paura o di disagio?" Un percorso può aiutarla a fare maggiore chiarezza e a distinguere ciò che appartiene alla paura da ciò che appartiene realmente ai suoi bisogni. Un caro saluto. Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Buongiorno, da quello che racconta emerge una situazione complessa, in cui il dubbio sulla relazione sembra intrecciarsi con un'ansia più ampia legata alle scelte, alla sicurezza e alla paura di sbagliare. Le suggerirei un percorso psicoterapeutico individuale con un approccio psicoanalitico, che possa andare più in profondità rispetto alla gestione del sintomo ansioso e aiutarla a comprendere le origini di questi vissuti: il significato del dubbio, il bisogno di certezza, la paura della perdita o della dipendenza, e le modalità con cui vive il rapporto con l'altro. L'obiettivo non sarebbe convincerla a restare o ad andare via, ma aiutarla a distinguere un reale desiderio da una paura o da un conflitto interno. resto a disposizione anche online. cordialmente
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