La mia compagna da 15 anni mi offende ,denigra ed è sempre nervosa per qualsiasi cosa Succede Le
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La mia compagna da 15 anni mi offende ,denigra ed è sempre nervosa per qualsiasi cosa
Succede
Le sue reazioni non sono proporzionate alle situazioni che accadono
Per lei sono tutti sbagliati intento la gente che la circonda infatti ha difficoltà abbiamo difficoltà ad avere amici
Sto sempre in tensione perché qualsiasi passo falso lei si innervosisce e mi prende in malo modo con gesti e parole anche davanti a terze persone
Non so più come fare
Penso abbia problemi
Succede
Le sue reazioni non sono proporzionate alle situazioni che accadono
Per lei sono tutti sbagliati intento la gente che la circonda infatti ha difficoltà abbiamo difficoltà ad avere amici
Sto sempre in tensione perché qualsiasi passo falso lei si innervosisce e mi prende in malo modo con gesti e parole anche davanti a terze persone
Non so più come fare
Penso abbia problemi
Buon pomeriggio, non conoscendo la Sua compagna nè potendo intervenire in alcun modo su di lei, Le suggerisco di provare a cercare un supporto per sè stesso - in modo da non dover subire più questa relazione e le sue conseguenze. Nessuno dovrebbe vivere in maniera infelice e non riuscire ad instaurare neppure qualche relazione di amicizia...
Le suggerisco di pensare a quanto avere un supporto psicologico aiuterebbe innanzi tutto Lei, e, chissà, magari successivamente sarebbe possibile pensarlo e proporlo anche per e/o con la Sua compagna.
Augurandole buon proseguimento, resto a Sua disposizione!
Le suggerisco di pensare a quanto avere un supporto psicologico aiuterebbe innanzi tutto Lei, e, chissà, magari successivamente sarebbe possibile pensarlo e proporlo anche per e/o con la Sua compagna.
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Grazie per aver condiviso questa situazione così delicata. È molto importante che tu abbia trovato il coraggio di parlarne, perché vivere a lungo in un clima come quello che descrivi può avere effetti profondi sul benessere psicologico e sulla qualità della vita.
Cosa stai vivendo?
Dalle tue parole emerge **un contesto relazionale con dinamiche disfunzionali**, che sembrano ricorrenti nel tempo e cariche di tensione, giudizio e svalutazione. In particolare:
* **Offese e denigrazione costanti** da parte della tua compagna.
* **Reazioni sproporzionate** e scatti di rabbia.
* **Isolamento sociale** dovuto al suo modo di rapportarsi agli altri.
* **Tensione continua** da parte tua, come se camminassi sempre sulle uova.
* **Umiliazioni anche in pubblico**.
Questi comportamenti possono configurarsi, almeno in parte, come **comportamenti emotivamente abusanti**. E vivere per tanto tempo in una relazione con queste caratteristiche può portare **sfinimento emotivo**, **perdita di autostima**, e nei casi più intensi **forme di stress cronico o ansia relazionale**.
Cosa potresti considerare?
1. **Non è colpa tua**: Quando si vive in una relazione con una persona che tende ad attaccare, sminuire o reagire in modo sproporzionato, è facile iniziare a dubitare di se stessi. Ma è importante ricordare che **la responsabilità delle sue reazioni è sua**, non tua.
2. **È lecito chiedere rispetto**: In una relazione sana, il confronto può esserci, ma deve esserci **reciprocità**, **rispetto** e **ascolto**. Nessuno ha il diritto di aggredire o umiliare l'altro, soprattutto non in modo sistematico.
3. **Può esserci un disagio profondo anche in lei**: Le reazioni di rabbia continua, l’ostilità verso gli altri, la percezione generalizzata di essere “contro tutti”, potrebbero indicare un **disagio emotivo o una difficoltà nella gestione delle emozioni**. Tuttavia, anche se fosse così, **questo non giustifica i maltrattamenti**.
4. **Pensa a te stesso**: Dopo 15 anni, è naturale che tu ti sia adattato a certi meccanismi. Ma ora ti stai facendo una domanda importante: “**Cosa posso fare per me?**”. È il primo passo verso un cambiamento.
Cosa puoi fare adesso?
* **Rivolgiti a uno psicologo o psicoterapeuta**: Avere uno spazio tutto tuo, dove elaborare ciò che vivi e dove capire cosa vuoi davvero per il tuo futuro, è fondamentale.
* **Fai il punto della situazione**: Come ti senti davvero in questa relazione? Ti senti libero? Stimato? Protetto? Se la risposta è no, hai tutto il diritto di cercare un equilibrio nuovo.
* **Valuta l’idea di una terapia di coppia**, *solo se* c’è da parte di entrambi la volontà di mettersi in gioco con onestà. Ma non dev’essere un modo per “aggiustare te”, bensì per creare uno spazio sicuro dove entrambi possiate lavorare sul rispetto e sulla comunicazione.
* **Ricostruisci i tuoi spazi personali**, anche emotivi: amicizie, passioni, contatti esterni. L’isolamento, spesso presente in relazioni di questo tipo, è un fattore di rischio.
Un messaggio finale
Tu **meriti rispetto, serenità e ascolto**. Non devi giustificare continuamente il malessere altrui a spese del tuo. Iniziare a dare voce ai tuoi bisogni è un atto di coraggio e di amore verso te stesso. Non sei solo.
Se vuoi, possiamo approfondire come affrontare questi primi passi.
Con rispetto e vicinanza,
*una psicologa che ti ascolta senza giudicare*
Cosa stai vivendo?
Dalle tue parole emerge **un contesto relazionale con dinamiche disfunzionali**, che sembrano ricorrenti nel tempo e cariche di tensione, giudizio e svalutazione. In particolare:
* **Offese e denigrazione costanti** da parte della tua compagna.
* **Reazioni sproporzionate** e scatti di rabbia.
* **Isolamento sociale** dovuto al suo modo di rapportarsi agli altri.
* **Tensione continua** da parte tua, come se camminassi sempre sulle uova.
* **Umiliazioni anche in pubblico**.
Questi comportamenti possono configurarsi, almeno in parte, come **comportamenti emotivamente abusanti**. E vivere per tanto tempo in una relazione con queste caratteristiche può portare **sfinimento emotivo**, **perdita di autostima**, e nei casi più intensi **forme di stress cronico o ansia relazionale**.
Cosa potresti considerare?
1. **Non è colpa tua**: Quando si vive in una relazione con una persona che tende ad attaccare, sminuire o reagire in modo sproporzionato, è facile iniziare a dubitare di se stessi. Ma è importante ricordare che **la responsabilità delle sue reazioni è sua**, non tua.
2. **È lecito chiedere rispetto**: In una relazione sana, il confronto può esserci, ma deve esserci **reciprocità**, **rispetto** e **ascolto**. Nessuno ha il diritto di aggredire o umiliare l'altro, soprattutto non in modo sistematico.
3. **Può esserci un disagio profondo anche in lei**: Le reazioni di rabbia continua, l’ostilità verso gli altri, la percezione generalizzata di essere “contro tutti”, potrebbero indicare un **disagio emotivo o una difficoltà nella gestione delle emozioni**. Tuttavia, anche se fosse così, **questo non giustifica i maltrattamenti**.
4. **Pensa a te stesso**: Dopo 15 anni, è naturale che tu ti sia adattato a certi meccanismi. Ma ora ti stai facendo una domanda importante: “**Cosa posso fare per me?**”. È il primo passo verso un cambiamento.
Cosa puoi fare adesso?
* **Rivolgiti a uno psicologo o psicoterapeuta**: Avere uno spazio tutto tuo, dove elaborare ciò che vivi e dove capire cosa vuoi davvero per il tuo futuro, è fondamentale.
* **Fai il punto della situazione**: Come ti senti davvero in questa relazione? Ti senti libero? Stimato? Protetto? Se la risposta è no, hai tutto il diritto di cercare un equilibrio nuovo.
* **Valuta l’idea di una terapia di coppia**, *solo se* c’è da parte di entrambi la volontà di mettersi in gioco con onestà. Ma non dev’essere un modo per “aggiustare te”, bensì per creare uno spazio sicuro dove entrambi possiate lavorare sul rispetto e sulla comunicazione.
* **Ricostruisci i tuoi spazi personali**, anche emotivi: amicizie, passioni, contatti esterni. L’isolamento, spesso presente in relazioni di questo tipo, è un fattore di rischio.
Un messaggio finale
Tu **meriti rispetto, serenità e ascolto**. Non devi giustificare continuamente il malessere altrui a spese del tuo. Iniziare a dare voce ai tuoi bisogni è un atto di coraggio e di amore verso te stesso. Non sei solo.
Se vuoi, possiamo approfondire come affrontare questi primi passi.
Con rispetto e vicinanza,
*una psicologa che ti ascolta senza giudicare*
Buon pomeriggio,
sono la Dott.ssa Beatrice Moro, psicologa e sessuologa clinica.
Grazie per aver trovato il coraggio di raccontare quello che sta vivendo, non è facile parlare di queste situazioni, eppure è un primo passo fondamentale.
Da ciò che descrive, emerge un clima relazionale carico di tensione, in cui si sente spesso svalutato, in allerta, e messo sotto pressione da reazioni e comportamenti che vanno oltre il normale conflitto di coppia. Quando una relazione diventa un luogo in cui si vive con paura o costante ansia, è importante fermarsi e riflettere: non è normale, né sano, sentirsi umiliati, aggrediti verbalmente o denigrati in modo sistematico.
Il fatto che queste reazioni avvengano anche in presenza di altre persone e che lei tenda a colpevolizzare gli altri può indicare dinamiche disfunzionali che meriterebbero attenzione professionale. È possibile che la sua compagna stia attraversando un disagio profondo, ma ciò non giustifica comportamenti offensivi o svalutanti nei suoi confronti.
Lei ha diritto a sentirsi rispettato, ascoltato e al sicuro nella relazione. Può essere utile valutare un supporto psicologico per sé, per chiarire come si sente, rafforzare i propri confini e capire che direzione dare a questa situazione. In alcuni casi, anche un percorso di coppia può offrire uno spazio protetto per affrontare ciò che non funziona, ma è fondamentale che ci sia rispetto reciproco come base.
Non è solo. E merita relazioni in cui possa stare bene.
Cordiali Saluti,
Dott.ssa Moro
sono la Dott.ssa Beatrice Moro, psicologa e sessuologa clinica.
Grazie per aver trovato il coraggio di raccontare quello che sta vivendo, non è facile parlare di queste situazioni, eppure è un primo passo fondamentale.
Da ciò che descrive, emerge un clima relazionale carico di tensione, in cui si sente spesso svalutato, in allerta, e messo sotto pressione da reazioni e comportamenti che vanno oltre il normale conflitto di coppia. Quando una relazione diventa un luogo in cui si vive con paura o costante ansia, è importante fermarsi e riflettere: non è normale, né sano, sentirsi umiliati, aggrediti verbalmente o denigrati in modo sistematico.
Il fatto che queste reazioni avvengano anche in presenza di altre persone e che lei tenda a colpevolizzare gli altri può indicare dinamiche disfunzionali che meriterebbero attenzione professionale. È possibile che la sua compagna stia attraversando un disagio profondo, ma ciò non giustifica comportamenti offensivi o svalutanti nei suoi confronti.
Lei ha diritto a sentirsi rispettato, ascoltato e al sicuro nella relazione. Può essere utile valutare un supporto psicologico per sé, per chiarire come si sente, rafforzare i propri confini e capire che direzione dare a questa situazione. In alcuni casi, anche un percorso di coppia può offrire uno spazio protetto per affrontare ciò che non funziona, ma è fondamentale che ci sia rispetto reciproco come base.
Non è solo. E merita relazioni in cui possa stare bene.
Cordiali Saluti,
Dott.ssa Moro
Gentile Utente, Lei è molto concentrato sulla sua compagna. Cosa La spinge a restare in relazione con una persona che La denigra, offende e con la quale vive continuamente in ansia e tensioni? La questione non è perché la sua compagna si comporti in questo modo ma cosa succede dentro di Lei quando succedono queste situazioni e quali emozioni ci sono dietro la decisione di continuare a restare in relazione con questa persona. Grazie.
Gentile paziente,quello che stai descrivendo non è un semplice rapporto conflittuale, ma una relazione che da anni ti logora e ti fa vivere nella paura costante di sbagliare. Quando una persona ti offende, ti denigra e ti umilia, soprattutto davanti agli altri, non è più un problema di "nervosismo", ma di mancanza di rispetto profondo. È comprensibile pensare che lei possa avere delle difficoltà, ma tu hai il diritto di proteggerti. Vivere in tensione continua non è sostenibile, né sano. Forse è arrivato il momento di chiederti non solo cosa non va in lei, ma cosa ti sta trattenendo dal mettere al primo posto la tua dignità.
Un caro saluto
Un caro saluto
Grazie per aver condiviso una situazione così delicata e dolorosa.
Da ciò che descrivi, sembri trovarti in una relazione caratterizzata da una forte tensione emotiva, dove il rispetto reciproco e la serenità sembrano essere venuti meno. Offese frequenti, denigrazioni, scoppi di rabbia non proporzionati e un costante senso di allerta sono segnali che non devono essere sottovalutati. Vivere costantemente nella paura di sbagliare o essere aggrediti verbalmente, soprattutto anche in presenza di altre persone, può avere un impatto molto negativo sul benessere psicologico e sulla qualità della vita.
La difficoltà della tua compagna a mantenere relazioni sociali, il suo atteggiamento ipercritico verso gli altri e la continua tensione nel rapporto potrebbero indicare una sofferenza profonda o delle problematiche psicologiche che andrebbero indagate con attenzione. Allo stesso tempo, è importante che tu prenda consapevolezza del tuo disagio e di quanto questa situazione stia influenzando anche la tua salute emotiva.
In questi casi, può essere molto utile un confronto con uno specialista, sia per comprendere meglio la dinamica relazionale in cui sei coinvolto, sia per valutare percorsi di supporto individuale o di coppia. Il primo passo è proprio questo: riconoscere che c’è un problema e cercare aiuto.
Sarebbe utile e consigliato per approfondire rivolgersi ad uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Da ciò che descrivi, sembri trovarti in una relazione caratterizzata da una forte tensione emotiva, dove il rispetto reciproco e la serenità sembrano essere venuti meno. Offese frequenti, denigrazioni, scoppi di rabbia non proporzionati e un costante senso di allerta sono segnali che non devono essere sottovalutati. Vivere costantemente nella paura di sbagliare o essere aggrediti verbalmente, soprattutto anche in presenza di altre persone, può avere un impatto molto negativo sul benessere psicologico e sulla qualità della vita.
La difficoltà della tua compagna a mantenere relazioni sociali, il suo atteggiamento ipercritico verso gli altri e la continua tensione nel rapporto potrebbero indicare una sofferenza profonda o delle problematiche psicologiche che andrebbero indagate con attenzione. Allo stesso tempo, è importante che tu prenda consapevolezza del tuo disagio e di quanto questa situazione stia influenzando anche la tua salute emotiva.
In questi casi, può essere molto utile un confronto con uno specialista, sia per comprendere meglio la dinamica relazionale in cui sei coinvolto, sia per valutare percorsi di supporto individuale o di coppia. Il primo passo è proprio questo: riconoscere che c’è un problema e cercare aiuto.
Sarebbe utile e consigliato per approfondire rivolgersi ad uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buonasera,
quella che descrive è una situazione relazionale molto faticosa.
La tensione costante, la paura di sbagliare e la solitudine che può derivare dalla difficoltà a costruire legami con gli altri sono vissuti che pesano profondamente.
Potrebbe essere utile, se possibile, provare a parlarne insieme come coppia, affrontando apertamente il disagio e la frustrazione che state vivendo.
E se questo confronto non bastasse, un supporto professionale potrebbe aiutarvi a comprendere meglio le dinamiche che si sono instaurate ed eventualmente trovare nuove modalità per stare insieme.
Resto a disposizione, dott.ssa Elena Dati
quella che descrive è una situazione relazionale molto faticosa.
La tensione costante, la paura di sbagliare e la solitudine che può derivare dalla difficoltà a costruire legami con gli altri sono vissuti che pesano profondamente.
Potrebbe essere utile, se possibile, provare a parlarne insieme come coppia, affrontando apertamente il disagio e la frustrazione che state vivendo.
E se questo confronto non bastasse, un supporto professionale potrebbe aiutarvi a comprendere meglio le dinamiche che si sono instaurate ed eventualmente trovare nuove modalità per stare insieme.
Resto a disposizione, dott.ssa Elena Dati
salve, mi dispiace molto, sicuramente vivere con il peso e la paura di qualsiasi cosa lei possa dire o fare deve essere frustrante; ma tenga presente, che più lei cerca di essere accondiscendente e permissivo, più darà alla sua compagna il potere di alzare l'asticella. Non possiamo sapere il motivo di tali atteggiamenti, ma forse dovremmo chiederci, perchè non facciamo nulla per modulare tali comportamenti. Nessuna merita di essere trattato così. Ci rifletta.
Caro Utente, ascoltando il tuo racconto, emerge un quadro di profonda sofferenza che si protrae ormai da quindici anni. Mi chiedo con fermezza e schiettezza, ma con l'intento di spronarti a riflettere: come mai permetti a te stesso di essere trattato in questo modo? La tua compagna ti offende, ti denigra, è costantemente nervosa, e le sue reazioni sono sproporzionate, tanto da allontanare chi vi sta intorno e creare in te uno stato di tensione perenne, anche in pubblico. Questa non è una relazione sana; è una dinamica che, purtroppo, assume chiaramente i contorni di un abuso emotivo persistente.
Mi chiedo, in tutta onestà: in questi lunghi quindici anni, hai mai preso in seria considerazione l'idea di intraprendere un percorso terapeutico per te stesso? Non per cambiare lei, ma per capire le ragioni profonde per cui, nonostante questa situazione dolorosa e denigrante, sei rimasto in questo tipo di relazione per un tempo così prolungato. È fondamentale esplorare cosa ti lega a queste dinamiche, quali sono i tuoi confini personali e come puoi rafforzarli. Un percorso psicologico individuale potrebbe offrirti gli strumenti per comprendere meglio te stesso, le tue reazioni, e soprattutto, per trovare la forza di ridefinire il tuo benessere e la tua felicità. Nessuno merita di vivere in uno stato di costante tensione e svalutazione. È tempo di rimettere te stesso al centro.
Mi chiedo, in tutta onestà: in questi lunghi quindici anni, hai mai preso in seria considerazione l'idea di intraprendere un percorso terapeutico per te stesso? Non per cambiare lei, ma per capire le ragioni profonde per cui, nonostante questa situazione dolorosa e denigrante, sei rimasto in questo tipo di relazione per un tempo così prolungato. È fondamentale esplorare cosa ti lega a queste dinamiche, quali sono i tuoi confini personali e come puoi rafforzarli. Un percorso psicologico individuale potrebbe offrirti gli strumenti per comprendere meglio te stesso, le tue reazioni, e soprattutto, per trovare la forza di ridefinire il tuo benessere e la tua felicità. Nessuno merita di vivere in uno stato di costante tensione e svalutazione. È tempo di rimettere te stesso al centro.
Buongiorno gentile Utente, quello che descrive è un vissuto di sofferenza prolungata e complessa, che coinvolge non solo la relazione con la sua compagna, ma anche il suo benessere personale, il senso di sicurezza emotiva e la qualità della vita quotidiana. Vivere per lungo tempo accanto a una persona che manifesta reazioni eccessive, toni denigratori e una costante tensione verso l’esterno può portare a sviluppare un senso di allerta cronica, come se si camminasse sempre su un filo, nel timore di innescare l’ennesima esplosione. È una condizione logorante e, nel tempo, può lasciare profonde ferite interiori.
Il fatto che lei riconosca che queste reazioni non sono proporzionate, e che sente di non avere più strumenti per fronteggiarle, è un primo passo importante per riflettere su cosa può essere fatto per tutelare sé stesso e provare a riportare maggiore equilibrio nella sua vita. Quando una persona tende a denigrare, svalutare costantemente chi le è accanto, manifestando rabbia frequente, scarsa empatia e un giudizio negativo verso il mondo esterno, spesso può esserci alla base una forma di disagio profondo, anche se non necessariamente consapevole. Tuttavia, riconoscere che “può avere un problema” non significa che questo debba essere accettato passivamente, né che le sue sofferenze debbano essere messe in secondo piano.
La convivenza con chi presenta questi tratti rischia di creare un ambiente relazionale tossico, in cui il rispetto reciproco, il sostegno emotivo e la comunicazione sana vengono progressivamente erosi. Se ci sono gesti o parole umilianti, soprattutto in presenza di terze persone, il senso di isolamento e impotenza può diventare ancora più forte. È importante che lei possa trovare uno spazio per sé dove essere ascoltato, compreso e aiutato a fare chiarezza: non solo su ciò che sta accadendo nella relazione, ma anche su cosa desidera per il proprio futuro e quali limiti sente necessario proteggere.
Un percorso psicologico individuale potrebbe offrirle un sostegno concreto per esplorare più a fondo le dinamiche relazionali che sta vivendo, rafforzare le sue risorse personali e prendere decisioni con maggiore lucidità e serenità. Anche la sua compagna potrebbe trarre beneficio da un aiuto specialistico, ma è essenziale che la motivazione parta da lei. In questo momento, ciò che conta è che lei possa rimettere al centro la sua dignità, il suo benessere e la possibilità di vivere relazioni basate sul rispetto e sulla reciprocità.
Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
Il fatto che lei riconosca che queste reazioni non sono proporzionate, e che sente di non avere più strumenti per fronteggiarle, è un primo passo importante per riflettere su cosa può essere fatto per tutelare sé stesso e provare a riportare maggiore equilibrio nella sua vita. Quando una persona tende a denigrare, svalutare costantemente chi le è accanto, manifestando rabbia frequente, scarsa empatia e un giudizio negativo verso il mondo esterno, spesso può esserci alla base una forma di disagio profondo, anche se non necessariamente consapevole. Tuttavia, riconoscere che “può avere un problema” non significa che questo debba essere accettato passivamente, né che le sue sofferenze debbano essere messe in secondo piano.
La convivenza con chi presenta questi tratti rischia di creare un ambiente relazionale tossico, in cui il rispetto reciproco, il sostegno emotivo e la comunicazione sana vengono progressivamente erosi. Se ci sono gesti o parole umilianti, soprattutto in presenza di terze persone, il senso di isolamento e impotenza può diventare ancora più forte. È importante che lei possa trovare uno spazio per sé dove essere ascoltato, compreso e aiutato a fare chiarezza: non solo su ciò che sta accadendo nella relazione, ma anche su cosa desidera per il proprio futuro e quali limiti sente necessario proteggere.
Un percorso psicologico individuale potrebbe offrirle un sostegno concreto per esplorare più a fondo le dinamiche relazionali che sta vivendo, rafforzare le sue risorse personali e prendere decisioni con maggiore lucidità e serenità. Anche la sua compagna potrebbe trarre beneficio da un aiuto specialistico, ma è essenziale che la motivazione parta da lei. In questo momento, ciò che conta è che lei possa rimettere al centro la sua dignità, il suo benessere e la possibilità di vivere relazioni basate sul rispetto e sulla reciprocità.
Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
Caro utente,
da ciò che descrive posso immaginare la difficoltà che ad oggi riconosce e che la porta a chiedere consiglio. Se si desidera lavorano insieme, per trovare una soluzione e un nuovo equilibrio, allora la terapia di coppia potrebbe risultare molto utile. Se sente invece il bisogno di avere uno spazio tutto suo, in cui parlare, sfogarsi, sentirsi ascoltato e accolto e dove possa lavorare solo su di sé...allora l'alternativa è una terapia individuale con lo psicologo che più può fare al caso suo.
Per qualsiasi cosa rimango a disposizione
Un caro saluto
Dott.ssa Claudia Fontanella
da ciò che descrive posso immaginare la difficoltà che ad oggi riconosce e che la porta a chiedere consiglio. Se si desidera lavorano insieme, per trovare una soluzione e un nuovo equilibrio, allora la terapia di coppia potrebbe risultare molto utile. Se sente invece il bisogno di avere uno spazio tutto suo, in cui parlare, sfogarsi, sentirsi ascoltato e accolto e dove possa lavorare solo su di sé...allora l'alternativa è una terapia individuale con lo psicologo che più può fare al caso suo.
Per qualsiasi cosa rimango a disposizione
Un caro saluto
Dott.ssa Claudia Fontanella
Quello che racconti non è un semplice malinteso di coppia: stai vivendo da molto tempo una relazione emotivamente tossica e destabilizzante, in cui il tuo benessere psicologico sembra seriamente compromesso. I segnali che descrivi sono molto chiari e stanno ad indicare che il rapporto è entrato in una dinamica disfunzionale e potenzialmente lesiva della tua identità, della tua autostima e del tuo equilibrio.Quando scrivi “sto sempre in tensione”, emerge che la tua mente e il tuo corpo vivono in uno stato di allerta cronica, una forma di stress relazionale prolungato. Parla con un professionista: il sostegno psicologico può aiutarti a ritrovare lucidità, forza e a costruire una strategia concreta per tutelarti.
Da quanto descrive, la situazione sembra indicare un possibile comportamento abusante e disfunzionale da parte della sua compagna, che potrebbe avere origine in problematiche personali (es. disturbi dell’umore, della personalità o stress cronico).
È fondamentale che lei non sottovaluti l’impatto di questa relazione sulla sua salute emotiva. Vivere costantemente in tensione e sotto attacco può portare a conseguenze psicologiche serie, come ansia, depressione o perdita di autostima.
È fondamentale che lei non sottovaluti l’impatto di questa relazione sulla sua salute emotiva. Vivere costantemente in tensione e sotto attacco può portare a conseguenze psicologiche serie, come ansia, depressione o perdita di autostima.
Sicuramente i comportamenti della sua compagna non sono accettabili, ma è altrettanto certo che si manifestino per nascondere un dolore o una frustrazione o una delusione. Ne avete mai provato a parlare assieme o con qualcuno? Mi rendo conto che Lei si senta a disagio e in sofferenza per questo, ma anche la rabbia ha una sua ragione d'essere che forse va chiarita quanto prima
iao! Capisco quanto questa situazione possa essere pesante e stressante per te. Vivere con una persona che reagisce in modo così nervoso e denigratorio può davvero mettere a dura prova il benessere emotivo. Da quello che mi racconti, potrebbe essere utile cercare un supporto professionale, come una consulenza o terapia di coppia, per affrontare insieme queste difficoltà e capire meglio cosa sta succedendo. Anche se può sembrare difficile, non sei solo e ci sono modi per migliorare la situazione e trovare un equilibrio. Se vuoi, posso aiutarti a trovare le risorse giuste o a pianificare i prossimi passi. Sono qui per te!
Dott.ssa Labriola Chiara Rita
Dott.ssa Labriola Chiara Rita
Mi dispiace molto per la situazione. Purtroppo sull'altra persona non possiamo agire, ma possiamo farlo su noi stessi ..aiutandoci e, nella situazione descritta, tutelandoci. Si prenda cura di se stesso cercando uno spazio terapeutico.
Dal racconto si intuisce una sofferenza che va avanti da non poco tempo ma sembra che ci sia in lei anche un sentimento forte nei confronti della sua compagna in quanto preoccupato per il suo comportamento.
Chiaramente possono essere svariate le cause e i motivi che generano questo tipo di comportamento e di pensiero anche nei confronti degli altri. Sarebbe interessante approfondire se la sua compagna si è sempre comportata così o se magari il suo comportamento si sia modificato nel tempo. Potrebbe essere il caso di affidarsi ad un esperto attraverso un percorso singolo o di coppia ma chiaramente nel caso in cui ci fosse da parte della sua compagna la consapevolezza di una condizione problematica o che quello che fa e pensa genera malessere.
Chiaramente possono essere svariate le cause e i motivi che generano questo tipo di comportamento e di pensiero anche nei confronti degli altri. Sarebbe interessante approfondire se la sua compagna si è sempre comportata così o se magari il suo comportamento si sia modificato nel tempo. Potrebbe essere il caso di affidarsi ad un esperto attraverso un percorso singolo o di coppia ma chiaramente nel caso in cui ci fosse da parte della sua compagna la consapevolezza di una condizione problematica o che quello che fa e pensa genera malessere.
Grazie per aver condiviso una parte così delicata e personale della sua vita. Leggendo le sue parole si avverte chiaramente quanto stia vivendo una condizione di forte disagio emotivo, caratterizzata da tensione costante, frustrazione e una sofferenza relazionale che si è probabilmente accumulata nel tempo. Quando una relazione diventa fonte di paura e insicurezza, piuttosto che di sostegno e serenità, è naturale sentirsi smarriti e iniziare a dubitare di sé, delle proprie reazioni e perfino delle proprie percezioni. Il fatto che lei descriva un clima in cui ogni “passo falso” può provocare una reazione spropositata nella sua compagna indica che sta vivendo un’esperienza relazionale che potremmo definire invalidante, cioè un contesto in cui i suoi stati d’animo, i suoi comportamenti o anche solo il suo modo di essere vengono continuamente messi in discussione, criticati, svalutati. Da un punto di vista cognitivo-comportamentale, l’esposizione costante a situazioni come quelle che descrive può portare nel tempo allo sviluppo di uno stato di allerta permanente, che è molto simile a quello che vivono le persone sottoposte a stress cronico. Il cervello, infatti, inizia a percepire il contesto come minaccioso e mantiene attivi meccanismi di difesa, anche quando non ce ne sarebbe un reale bisogno. Questo può spiegare la sensazione di vivere in tensione continua, la difficoltà a rilassarsi, la paura di sbagliare, persino la fatica ad avere rapporti sociali che siano sereni e spontanei. Riguardo alla sua compagna, da come la descrive, sembra mostrare modalità relazionali che potrebbero essere molto rigide e cariche di ostilità. Se tende a vedere gli altri sempre in modo negativo, a non tollerare gli errori altrui e a reagire con rabbia e aggressività anche a stimoli banali, potrebbe trovarsi anch’ella in una condizione di sofferenza interna, che si esprime però in modo disfunzionale e danneggia gravemente le relazioni attorno a lei. Tuttavia, è importante chiarire che comprendere la sofferenza dell’altro non significa giustificare comportamenti che feriscono o annullano l’altro, soprattutto quando questi diventano sistematici. In una coppia sana, è fondamentale che entrambi i partner possano sentirsi ascoltati, rispettati e liberi di esprimere ciò che provano senza il timore costante di essere attaccati o svalutati. Se questa dimensione viene meno, come sembra accadere nel suo caso, è necessario fare una riflessione importante sulla qualità del legame e su quanto esso stia effettivamente nutrendo il suo benessere psicologico. Lei ha il diritto di vivere una vita affettiva in cui sentirsi accolto, valorizzato e protetto, e non prigioniero di dinamiche disfunzionali. Un percorso di supporto psicologico individuale potrebbe esserle molto utile per comprendere meglio cosa sta vivendo, rafforzare la sua autostima e chiarire quali confini vuole porre per tutelare sé stesso. Nei casi in cui entrambi i partner siano disposti a mettersi in gioco, può essere utile anche una terapia di coppia, ma è fondamentale che ci sia una reale motivazione da parte di entrambi. In ogni caso, lavorare su di sé è sempre un atto di responsabilità e cura verso il proprio benessere, indipendentemente da ciò che sceglierà di fare rispetto alla relazione. Le auguro di trovare dentro di sé la forza e la lucidità necessarie per scegliere ciò che è meglio per la sua serenità emotiva. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Gentile Utente,
la ringrazio per aver trovato il coraggio di condividere una situazione così difficile. È comprensibile che lei si senta stanco, confuso e in tensione costante: vivere in un clima relazionale segnato da denigrazione, nervosismo e reazioni sproporzionate può avere un impatto molto profondo sul benessere emotivo e sulla fiducia in sé stessi.
Dal suo racconto, sembra che ci siano delle dinamiche relazionali che nel tempo sono diventate disfunzionali, e che la stanno facendo sentire svalutato, non ascoltato e costantemente sotto pressione. Questo tipo di relazione può generare un progressivo logoramento emotivo e farla sentire bloccato, come se non ci fosse uno spazio sicuro per esprimersi.
Non possiamo fare diagnosi a distanza né etichettare il comportamento della sua compagna, ma è importante che lei non sottovaluti l’effetto che questa relazione sta creando.
Potrebbe essere utile intraprendere un percorso individuale di supporto psicologico, per aiutarla a capire meglio cosa desidera, cosa è disposto a tollerare e uno di coppia per discutere insieme alla sua compagna: a volte, capire dove iniziano i bisogni dell’altro e dove finiscono i propri può fare la differenza.
Resto a disposizione se desidera approfondire o trovare insieme dei primi strumenti per affrontare questa situazione.
Un caro saluto,
Dott.ssa Farese Lucrezia
la ringrazio per aver trovato il coraggio di condividere una situazione così difficile. È comprensibile che lei si senta stanco, confuso e in tensione costante: vivere in un clima relazionale segnato da denigrazione, nervosismo e reazioni sproporzionate può avere un impatto molto profondo sul benessere emotivo e sulla fiducia in sé stessi.
Dal suo racconto, sembra che ci siano delle dinamiche relazionali che nel tempo sono diventate disfunzionali, e che la stanno facendo sentire svalutato, non ascoltato e costantemente sotto pressione. Questo tipo di relazione può generare un progressivo logoramento emotivo e farla sentire bloccato, come se non ci fosse uno spazio sicuro per esprimersi.
Non possiamo fare diagnosi a distanza né etichettare il comportamento della sua compagna, ma è importante che lei non sottovaluti l’effetto che questa relazione sta creando.
Potrebbe essere utile intraprendere un percorso individuale di supporto psicologico, per aiutarla a capire meglio cosa desidera, cosa è disposto a tollerare e uno di coppia per discutere insieme alla sua compagna: a volte, capire dove iniziano i bisogni dell’altro e dove finiscono i propri può fare la differenza.
Resto a disposizione se desidera approfondire o trovare insieme dei primi strumenti per affrontare questa situazione.
Un caro saluto,
Dott.ssa Farese Lucrezia
Gentile utente, la situazione descritta deve essere molto pesante da vivere. Ha valutato di parlarne con un professionista?
Un consulto psicologico potrebbe rispondere a tutte le sue domande e aiutarla a capire come ritrovare la serenità.
Cordiali saluti, Dott.ssa Claudia Torrente Cicero
Un consulto psicologico potrebbe rispondere a tutte le sue domande e aiutarla a capire come ritrovare la serenità.
Cordiali saluti, Dott.ssa Claudia Torrente Cicero
Gentile utente, comprendo come la situazione che sta vivendo possa essere difficile da affrontare. Ha provato a confrontarsi con la sua compagna rispetto alle motivazioni secondo cui gli altri sono tutti sbagliati? Il fatto che sia sempre in tensione o nervosa andrebbe approfondito rispetto anche agli eventi di vita, al ciclo evolutivo che sta attraversando, ed agli schemi relazionali appresi. Quando dice che “la prende in malo modo con gesti e parole anche davanti a terze persone”, qual è la sua risposta a questi comportamenti? Ed ancora sarebbe interessante capire qual è la consapevolezza della sua compagna, in seguito ad un vostro eventuale confronto sulle modalità di relazione descritte. Sono molti gli spunti di riflessione che si potrebbero approfondire, come anche quello dei confini per mantenere integri quelli del rispetto, stabilendo dei limiti da non violare. Comunicare alla sua compagna in modo chiaro e aperto le sue emozioni, chiarendo i suoi bisogni potrebbe essere un buon punto di partenza. Resto a disposizione per un eventuale percorso, anche online.
Un caro saluto
Dott.ssa Laura Soldati
Un caro saluto
Dott.ssa Laura Soldati
Salve , sono spiacente per la sua situazione.
Suggerirei due strade: o provare a parlare con la sua compagna e vedere se é disposta ad iniziare insieme un percorso con un professionista psicologo/terapeuta oppure qualora lei dovesse rifiutarsi suggerirei a lei di farlo in autonomia per capire cosa fare e come uscire da questa situazione che genera stress, malcontenti continui , ansia ed insoddisfazione.
Buone cose, dott.Marziani
Suggerirei due strade: o provare a parlare con la sua compagna e vedere se é disposta ad iniziare insieme un percorso con un professionista psicologo/terapeuta oppure qualora lei dovesse rifiutarsi suggerirei a lei di farlo in autonomia per capire cosa fare e come uscire da questa situazione che genera stress, malcontenti continui , ansia ed insoddisfazione.
Buone cose, dott.Marziani
Gentile utente,
vivere per anni nella costante tensione di essere svalutato o aggredito – verbalmente o con gesti – logora l’autostima e può indurre a normalizzare comportamenti che in realtà superano la soglia del rispetto reciproco. Le reazioni sproporzionate di cui parla, l’attitudine a denigrare lei e “tutti gli altri” e la difficoltà a mantenere amicizie delineano un clima relazionale che somiglia più a un campo minato che a una partnership affettuosa.
Faccia innanzitutto chiarezza su ciò che per lei è non negoziabile in una relazione: rispetto, sicurezza emotiva, possibilità di esprimersi senza paura di ritorsioni. Se questi valori sono costantemente violati, il problema non è un “passo falso” suo, ma un modello comunicativo basato sul disprezzo e sul controllo.
Provare a “correggere” ogni piccolo dettaglio per evitare l’ira dell’altro raramente funziona; anzi, rafforza l’idea che l’aggressività sia un modo efficace per ottenere ciò che si vuole. Un primo passo pratico è dunque smettere di giustificare gli eccessi e nominare il problema con calma e fermezza: «Quando mi offendi o alzi la voce, mi sento svalutato e in tensione; il rispetto reciproco per me è fondamentale, non possiamo continuare così».
Se a questa comunicazione segue ancora denigrazione o minimizzazione («esageri», «non è successo nulla»), consideri di coinvolgere un professionista: una consulenza di coppia può aiutare a verificare se esiste la volontà concreta di cambiare dinamiche ormai radicate. In parallelo, un sostegno individuale la aiuterà a ricostruire confini interni e a recuperare energie, così da decidere – con lucidità e non per paura – quali passi intraprendere.
Nel breve periodo, preservi spazi propri: coltivi amicizie, hobby, contatti familiari che nutrano il senso di identità al di fuori della coppia. Più risorse ha all’esterno, meno rischia di sentirsi “ingabbiato” in un unico sistema relazionale disfunzionale.
Se mai dovesse percepire che la situazione sfocia in minacce o rischio concreto per la sua incolumità fisica o psicologica, non esiti a chiedere aiuto immediato a servizi di emergenza, centri antiviolenza (rivolti anche agli uomini) o linee di ascolto: la protezione personale viene prima di ogni tentativo di mediazione.
In sintesi, il disagio che avverte non è un difetto di tolleranza da parte sua: è la spia di un ambiente relazionale che viola costantemente i valori di rispetto e sicurezza. Riconoscere la gravità di ciò che vive è il primo passo; il secondo è agire – anche con supporto professionale – per ripristinare condizioni relazionali sane o, se necessario, per allontanarsene.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Un cordiale saluto.
vivere per anni nella costante tensione di essere svalutato o aggredito – verbalmente o con gesti – logora l’autostima e può indurre a normalizzare comportamenti che in realtà superano la soglia del rispetto reciproco. Le reazioni sproporzionate di cui parla, l’attitudine a denigrare lei e “tutti gli altri” e la difficoltà a mantenere amicizie delineano un clima relazionale che somiglia più a un campo minato che a una partnership affettuosa.
Faccia innanzitutto chiarezza su ciò che per lei è non negoziabile in una relazione: rispetto, sicurezza emotiva, possibilità di esprimersi senza paura di ritorsioni. Se questi valori sono costantemente violati, il problema non è un “passo falso” suo, ma un modello comunicativo basato sul disprezzo e sul controllo.
Provare a “correggere” ogni piccolo dettaglio per evitare l’ira dell’altro raramente funziona; anzi, rafforza l’idea che l’aggressività sia un modo efficace per ottenere ciò che si vuole. Un primo passo pratico è dunque smettere di giustificare gli eccessi e nominare il problema con calma e fermezza: «Quando mi offendi o alzi la voce, mi sento svalutato e in tensione; il rispetto reciproco per me è fondamentale, non possiamo continuare così».
Se a questa comunicazione segue ancora denigrazione o minimizzazione («esageri», «non è successo nulla»), consideri di coinvolgere un professionista: una consulenza di coppia può aiutare a verificare se esiste la volontà concreta di cambiare dinamiche ormai radicate. In parallelo, un sostegno individuale la aiuterà a ricostruire confini interni e a recuperare energie, così da decidere – con lucidità e non per paura – quali passi intraprendere.
Nel breve periodo, preservi spazi propri: coltivi amicizie, hobby, contatti familiari che nutrano il senso di identità al di fuori della coppia. Più risorse ha all’esterno, meno rischia di sentirsi “ingabbiato” in un unico sistema relazionale disfunzionale.
Se mai dovesse percepire che la situazione sfocia in minacce o rischio concreto per la sua incolumità fisica o psicologica, non esiti a chiedere aiuto immediato a servizi di emergenza, centri antiviolenza (rivolti anche agli uomini) o linee di ascolto: la protezione personale viene prima di ogni tentativo di mediazione.
In sintesi, il disagio che avverte non è un difetto di tolleranza da parte sua: è la spia di un ambiente relazionale che viola costantemente i valori di rispetto e sicurezza. Riconoscere la gravità di ciò che vive è il primo passo; il secondo è agire – anche con supporto professionale – per ripristinare condizioni relazionali sane o, se necessario, per allontanarsene.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Un cordiale saluto.
Salve,
grazie per aver condiviso una parte così difficile della tua esperienza: le sue parole mi colpiscono perché raccontano una situazione di forte tensione, dolore e stanchezza emotiva, che merita ascolto e attenzione.
Da psicologa e sessuologa, ti confermo che vivere accanto a una persona che tende a denigrare, offendere o reagire in modo sproporzionato può avere effetti profondi sulla propria autostima, sul senso di sicurezza e sul benessere generale, portandola così a vivere con un senso di costante tensione e timore di sbagliare, segnali importanti da non sottovalutare.
È naturale preoccuparsi per la persona che abbiamo accanto e voler "aiutarla a cambiare". Ma è importante chiarire che non possiamo lavorare sulla personalità o sul comportamento di qualcun altro, se non è quella persona stessa a volerlo. Non può cambiare lei, né prendersi la responsabilità del malessere o delle reazioni della sua partner.
Quello su cui può lavorare, invece, è sé stesso: capire come si sente davvero in questa relazione, cosa sta tollerando e perché, cosa desidera per il suo futuro e che visione avete della vostra coppia.
Un percorso di supporto psicologico individuale può essere molto utile per ritrovare consapevolezza e lucidità, oltre che per aiutarla a fronteggiare meglio questi eventi spiacevoli. La aiuterebbe a definire meglio i propri confini, le esigenze affettive ed emotive, e a prendere decisioni basate sul rispetto di sé.
Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma un atto di profonda cura verso di sé. Se sente che è il momento di cambiare qualcosa, fallo partendo da sé.
Se vuole, resto a sua disposizione per un approfondimento e per un supporto psicologico.
Dott.ssa Marika Fiengo.
grazie per aver condiviso una parte così difficile della tua esperienza: le sue parole mi colpiscono perché raccontano una situazione di forte tensione, dolore e stanchezza emotiva, che merita ascolto e attenzione.
Da psicologa e sessuologa, ti confermo che vivere accanto a una persona che tende a denigrare, offendere o reagire in modo sproporzionato può avere effetti profondi sulla propria autostima, sul senso di sicurezza e sul benessere generale, portandola così a vivere con un senso di costante tensione e timore di sbagliare, segnali importanti da non sottovalutare.
È naturale preoccuparsi per la persona che abbiamo accanto e voler "aiutarla a cambiare". Ma è importante chiarire che non possiamo lavorare sulla personalità o sul comportamento di qualcun altro, se non è quella persona stessa a volerlo. Non può cambiare lei, né prendersi la responsabilità del malessere o delle reazioni della sua partner.
Quello su cui può lavorare, invece, è sé stesso: capire come si sente davvero in questa relazione, cosa sta tollerando e perché, cosa desidera per il suo futuro e che visione avete della vostra coppia.
Un percorso di supporto psicologico individuale può essere molto utile per ritrovare consapevolezza e lucidità, oltre che per aiutarla a fronteggiare meglio questi eventi spiacevoli. La aiuterebbe a definire meglio i propri confini, le esigenze affettive ed emotive, e a prendere decisioni basate sul rispetto di sé.
Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma un atto di profonda cura verso di sé. Se sente che è il momento di cambiare qualcosa, fallo partendo da sé.
Se vuole, resto a sua disposizione per un approfondimento e per un supporto psicologico.
Dott.ssa Marika Fiengo.
Mi dispiace molto per la situazione difficile che stai vivendo. Le reazioni intense e continue offese possono creare molta tensione e disagio. Spesso dietro a questo tipo di comportamenti ci possono essere difficoltà personali o problemi emotivi che sarebbe importante affrontare con un aiuto professionale. Se ti va, potremmo anche parlare insieme per capire come gestire al meglio questo momento e valutare un percorso che possa portare sollievo a te e, se possibile, anche a lei. Non sei solo in questa situazione.
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