Io e l’amore siamo stati sempre così lontani, o meglio sono io che per mie insicurezze ho preferito

19 risposte
Io e l’amore siamo stati sempre così lontani, o meglio sono io che per mie insicurezze ho preferito tenere alla larga l’amore dalla mia vita, e si un po mi vergogno a dirlo ma non so cosa vuol dire dare un bacio o fare l’amore all’età di 30 anni.

Da più di un anno conosco questo ragazzo, davvero una bravissima persona, buona, lui mi trasmette protezione e sensibilità allo stesso tempo, ma io non provo niente, cioè aiutatemi a capire….

Fisicamente per lui non provo niente ma gli voglio un gran bene e mi fa piacere passare del tempo insieme a lui. E’ lui che è innamorato di me, la cosa mi lusinga molto, io sono stata sincera con lui sin dal primo momento e cioè che lo vedo come un amico e un fratello.

Ho paura di rovinare tutto….ho paura di averlo illuso o peggio di averlo fatto soffrire senza saperlo….allo stesso tempo è una persona che non voglio perdere nella mia vita.

Tutti quando ci vedono insieme ci scambiano per fidanzati ed io provo imbarazzo e disagio ogni volta.

Ultimamente cerca molto il mio contatto fisico, mi stringe le mani con la scusa di vedere se sono fredde, oppure mi da delle pacche sulla spalla quando scherziamo, o ancora le volte in cui andiamo ad una festa con amici lui vuole ballare insieme a me, mi stringe, mi abbraccia e l’ultima volta eravamo davvero tanto vicini che ho sentito la sua eccitazione…..

Tutto questo sta degenerando…io mi sento così a disagio che non so come affrontarlo…mi vergogno troppo.

Non so più mantenere dei confini, perché mi piace scherzare con lui ma allo stesso tempo mi sento a disagio, lui non mi attrae….

Siamo entrambi molto timidi e impacciati, il che non aiuta per niente.

Molte delle mie amiche mi dicono “State così bene insieme, provaci”, “Io faccio il tifo per lui..”, “è un bravissimo ragazzo”, ma ditemi, è questo l’amore? E’ così che funziona? Cioè può esserci amore se non c’è attrazione fisica da una parte? Mi sento così confusa…forse mi sto facendo condizionare da tutti questi giudizi, su una cosa sono certa, non voglio rovinare il legame che ho con questa persona. Perderla mi causerebbe un forte dispiacere.

Ma voglio dire, quando lo vedo non sento le tanto citate “farfalle nello stomaco”, ma allora come si chiama quello che sto vivendo….?

Aiutatemi a non rovinare tutto vi prego, se avete esperienze simili raccontatemele se vi va.
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Bruino
Buongiorno,
è normale sviluppare un legame affettivo profondo verso qualcuno senza provare attrazione fisica o “farfalle nello stomaco”. Il piacere di stare insieme, la cura e l’affetto che si sente sono comunque sentimenti reali e significativi: si tratta di un legame affettivo profondo, anche se diverso dall’innamoramento romantico o sessuale.
Il disagio rispetto ai contatti fisici è un segnale importante dei propri limiti e confini personali. Riconoscerli e rispettarli non significa mancare di affetto, ma prendersi cura di sé e dell’altro, proteggendo il proprio benessere.
In sintesi, capire i propri confini e ascoltare i propri sentimenti aiuta a vivere qualsiasi relazione in modo sano, rispettoso e libero da sensi di colpa.
Promemoria pratico: rispettare i propri limiti e confini è un gesto di cura verso se stessi e verso gli altri.
Un caro saluto!
Dott.ssa Cinzia Pirrotta

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Dr. Antonio Rivetti
Psicologo, Psicoterapeuta
San Nicola la Strada
Gentile Utente ... come fa a conoscere l'amore se gli è stata lontana per 30 anni? Mentre leggevo il suo post, ho avuto la sensazione che Lei parli di amore senza conoscerlo ma, soprattutto, che Lei non conosce il suo corpo o, almeno, non lo ascolta. Tutti gli esseri umani sono fatti di energia sessuale ... Lei compresa. Lei è stata onesta con il suo amico ma, adesso, la paura di perderlo non Le permette di dirgli la verità. Il fatto che sia un bravo ragazzo che, forse, si è innamorato di Lei non significa che è "disposto a tutto".
"Lui non mi attrae ..." questa è una verità che va detta in modo da lasciare libere le persone di scegliere se andare o rimanere e, soprattutto, avere il coraggio di dire la verità ed accettare le conseguenze. Grazie.
Dott. Salvatore Augello
Psicologo, Psicologo clinico
Palermo
Salve, prima di scendere a conclusioni sul vostro rapporto, rifletterei sul rapporto che lei ha con il suo corpo. Si sente disconnessa, lontana dagli altri e dal suo corpo? Ha mai provato delle sensazioni legate all'eccitazione per qualche persona? Quando si emoziona riesce a riconoscere che emozione sta provando e a sentirla nel corpo nominandola e differenziandola dalle altre?
Se ha bisogno di ulteriori chiarimenti mi può contattare in privato.
Cordiali saluti.
Dott.Salvatore Augello.
Dott.ssa Giuliana Galise
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Napoli
Ciao credo che tu abbia confezionato ed etichettato così bene la tua idea di amore che anche se ti innamorassi non te ne renderesti conto veramente …. Se vai tanto d accordo con questo ragazzo lasciati andare un poco alla volta a questo legame senza esserne così spaventata . Buttarsi di. Getto in un legame può essere “pericoloso “ ma farlo un po’ alla volta può darci invece la misura di come stiamo e cosa proviamo nel frequentare quella data persona. É ovvio e palese comunque che sei restia nel confronti dell idea di innamorarti…. Sarebbe opportuno capire dietro quali paure si celano ….
Dott.ssa Anna Periz
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Verona
Buongiorno, bisognerebbe estendere il suo scritto a una comunità di poeti oltre che di psicanalisti, chiedere anche a loro cosa sia l’amore! 
Nel mio ruolo professionale invece noto una certa ambivalenza tra le sue parole: da un lato lei scrive ‘non provo nulla’, dall’altro traspare molta sintonia, stima, sensibilità, attaccamento. Da un lato vergogna e disagio, dall’altro avvicinamento ‘paura di rovinare tutto’. Perchè bisognerebbe rovinare tutto, soprattutto se non è quello che lei vuole? A questo proposito sarebbe più corretto forse affermare che tra lei e questa persona si è creato un legame e che questo legame ha un’importanza evidente. Forse è prematuro immaginare che questo legame porti a una relazione erotica o altro, però il legame c’è. É rischioso cercare di applicare categorie ed etichette ai nostri sentimenti, perchè le etichette non tengono conto dell’infinita variabilità dei rapporti e dei sentimenti umani. Surreale sarebbe desiderare una relazione erotica che al momento non si desidera! Se il legame evolverà in una relazione sentimentale si vedrà probabilmente in futuro. Dalle sue parole non traspare un ultimatum o altre richieste/pretese da parte di quest’uomo; forse non le serve ora mettersi in un atteggiamento psichico di ‘urgenza-di-capire’. È pericoloso e confusivo utilizzare le categorie degli altri per leggere i nostri sentimenti. 
Forse lei si può permettere di darsi del tempo affinché la sua “con-fusione” si chiarisca; laddove per ‘fusione’ si può pensare sia ancora una indistinzione di sentimenti ancora senza una forma precisa.
Dott.ssa Maria Rosa Biondo
Psicologo, Psicoterapeuta
Vizzini
Buon pomeriggio,
capisco profondamente il tuo smarrimento. Spesso ci sentiamo in colpa quando il cuore non segue la logica: lui è perfetto, ma per te resta un amico. Vorrei che tenessi a mente:
-Non sei sbagliata: l'amore non è un premio per la gentilezza, è un'alchimia che non si può forzare.
-Ascolta il tuo disagio: quell'imbarazzo che provi è il tuo corpo che ti chiede di proteggere i tuoi confini. Non ignorarlo per paura di ferirlo.
-La sincerità è una forma di rispetto: stare con lui per gratitudine o per pressione esterna sarebbe meno onesto che dirgli la verità. Meriti di provare "le farfalle nello stomaco" e lui merita qualcuno che lo desideri davvero.
Non aver paura di deludere le aspettative, la vita è tua! Mettere dei paletti oggi servirà a proteggere il bene che vi volete, evitando che il risentimento rovini tutto in futuro.
Dott. Fabio Romano
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Ferrara
Buonasera! Le sue parole trasmettono paura, confusione, insicurezza. Considerato i limiti del contesto, proverò ad offrire un contributo di pensiero. Poiché non dice molto di sé e della sua storia, non mi resta che “sognarla”. Sembra esserci un filo rosso in tutto quello che scrive, la distanza dall’altro e dall’amore sensuale. Come se, nel corso della sua storia personale (infanzia, adolescenza, adultità) sia stata costretta a fare i conti con il pericolo di una vicinanza eccessiva, con la minaccia di una distanza non sufficientemente sicura. Forse, l’unico modo per sopravvivere emotivamente a qualcosa che sentiva essere “troppo”. Si è difesa come poteva, “tenendosi alla larga”. Ho avuta la sensazione che la relazione attuale, questo avvicinarsi dell’altro, lo stare così “tanto vicini da sentire la sua eccitazione”, possa aver riattivato uno teatro interno in cui si sente fragile, esposta al giudizio, a rischio di essere ferita o abbandonata, ma anche sopraffatta dal desiderio. Forse, questo potrebbe aiutarci a dare senso ai sentimenti di vergogna, di disagio, di colpa, che descrive e che sembrano infiltrare questa relazione (e i tentativi di relazioni precedenti?), tanto da non riuscire a viverla, comprenderla, goderne per quello che è. Da quanto leggo, non avrà nessuna difficoltà a tracciare i confini, ne ha diritto e dovrà pretenderne il rispetto. Ho cercato di pensare insieme a lei a quanto le sta accadendo e forse le accade da sempre (in famiglia, con gli amici, con un/una potenziale partner) da un punto di vista più intimo, personale, profondo. Spero sia l’occasione affinché si apra in lei lo spazio per affidarsi ad una seconda mente con cui ri-significare esperienze, pensieri, emozioni. Lei è molto giovane, merita una vita piena e serena. In bocca al lupo per tutto.
Dott.ssa Fortunata La Mura
Psicoterapeuta, Psicologo
Pompei
Buonasera,
la ringrazio per la fiducia e per la delicatezza con cui ha raccontato qualcosa di così intimo. In quello che scrive non c’è nulla di cui vergognarsi. C’è, piuttosto, una grande sensibilità e un forte desiderio di non ferire né se stessa né l’altro.
Dal punto di vista gestaltico, ciò che emerge con chiarezza è il suo disagio corporeo ed emotivo. Il suo corpo parla molto chiaramente: quando lui si avvicina, quando il contatto fisico aumenta, lei sente tensione, imbarazzo, chiusura. Questo è un segnale importante. In Gestalt diamo grande valore a ciò che sentiamo nel qui e ora, perché spesso è più sincero delle idee che abbiamo su come “dovrebbero” andare le cose.
Lei descrive un legame affettivo profondo, fatto di stima, tenerezza, protezione. Questo è un sentimento reale e prezioso, ma non è detto che coincida con il desiderio amoroso o erotico. L’amore non nasce perché una persona è “brava” o perché gli altri tifano per lei. Né nasce per dovere o per riconoscenza. L’attrazione non si decide a tavolino, e non sentirla non significa essere sbagliata o bloccata.
Il punto centrale non è se “così funziona l’amore”, ma come funziona per lei. E per lei, oggi, sembra esserci una linea chiara: affetto sì, attrazione no. Forzarsi a oltrepassare questo confine, solo per paura di perdere l’altro o per le aspettative esterne, rischia di farle perdere il contatto con se stessa. E questo, nel tempo, crea ancora più sofferenza.
La confusione che sente nasce anche dal fatto che i confini si sono fatti sfumati. Lei ha detto con chiarezza come lo vede, ma nei fatti si trova a tollerare situazioni che la mettono a disagio. Non perché lo voglia davvero, ma perché teme di rovinare il legame. Qui non si tratta di colpa, ma di imparare ad ascoltare fin dove può arrivare senza tradirsi.
Quello che sta vivendo potrebbe essere un legame affettivo importante, ma non amoroso. E riconoscerlo non lo sminuisce. A volte la vera cura di una relazione sta nel darle il nome giusto e i confini giusti, anche se questo fa paura.
Non sentire le “farfalle” non è un problema in sé. Diventa un problema quando si prova a convincersi che dovrebbero arrivare. Il suo corpo, oggi, sembra chiederle rispetto, lentezza, chiarezza. Da lì può nascere una scelta più autentica, qualunque essa sia.
Proteggere questo legame passa prima di tutto dal proteggere se stessa. Restare in contatto con ciò che sente, anche quando è scomodo, è già un modo molto profondo di prendersi cura di entrambi.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Ciao, grazie per aver condiviso i tuoi pensieri con tanta sincerità. Da quello che scrivi, sembra che tu stia vivendo un legame affettivo molto importante, ma che si colloca più nell’ambito dell’amicizia profonda e dell’affetto fraterno che in quello sentimentale-romantico. È normale provare gratitudine, piacere di stare con qualcuno e desiderio di vicinanza senza necessariamente sentire attrazione fisica o “farfalle nello stomaco”.

Spesso ci si confonde tra affetto, amicizia e amore romantico perché possono condividere elementi simili: cura, attenzione, desiderio di stare insieme. La tua difficoltà a gestire i contatti fisici deriva dal fatto che senti disagio e imbarazzo perché le tue emozioni non corrispondono a quelle di lui. Questo non significa che tu stia sbagliando o che ci sia qualcosa di “rotto” in te: molte persone scoprono l’intimità sentimentale e sessuale più tardi nella vita, e va bene così.

Riguardo ai consigli degli amici, è naturale ricevere pressioni esterne, ma la cosa più importante è ascoltare sinceramente te stessa e rispettare i tuoi confini. Cercare di forzare un sentimento che non c’è può creare disagio e conflitto, anche se le intenzioni sono buone. È possibile avere un legame profondo, duraturo e affettuoso senza che diventi romantico o sessuale: quello che stai vivendo potrebbe semplicemente essere un amore platonico, fatto di cura e affetto reciproco.

Per affrontare la situazione, può essere utile chiarire con lui i tuoi limiti e ciò che ti fa sentire a disagio, mantenendo il rispetto e la sincerità che già dimostri. Questo aiuta a preservare il legame senza sentirsi sopraffatti.

Data la complessità delle emozioni e del disagio fisico che descrivi, può essere davvero utile approfondire questi temi con uno specialista, che ti aiuti a comprendere meglio i tuoi sentimenti e a gestire i confini in modo sereno.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Jessica Ceccherini
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Gentile Utente,
da quanto descrive, sembra che Lei provi per questa persona affetto, stima, senso di sicurezza e vicinanza, ma non attrazione fisica né desiderio. Questo non è raro e non è patologico: sono dimensioni diverse del legame, che possono coesistere oppure no. Il punto centrale, però, è che l’attrazione non nasce per decisione, per riconoscenza o perché “sarebbe giusto provarci”.

Il disagio che sta vivendo non sembra derivare dal rapporto in sé, quanto dal fatto che i confini tra amicizia e relazione sentimentale stanno diventando sempre più sfumati, soprattutto sul piano del contatto fisico. Il corpo, da quello che racconta, sta già comunicando qualcosa di molto chiaro: quando lui si avvicina, la stringe o cerca un’intimità maggiore, Lei prova imbarazzo, tensione, confusione. Questi segnali meritano ascolto.

È comprensibile il timore di farlo soffrire o di perderlo, ma è importante considerare che mantenere una relazione ambigua, anche senza volerlo, può generare ancora più dolore per entrambi. Essere gentili non significa rinunciare ai propri limiti. Al contrario, i confini chiari sono spesso una forma di rispetto profondo.

Per quanto riguarda le domande sull’amore: non esiste un unico modo “giusto” di amare, ma è altrettanto vero che l’amore di coppia, nella maggior parte dei casi, implica una forma di desiderio e di attrazione reciproca. L’assenza delle “farfalle” non è di per sé un problema, ma l’assenza di attrazione accompagnata da disagio corporeo e confusione è un segnale da non ignorare.

Può darsi che ciò che sta vivendo sia un legame affettivo importante, ma non una relazione sentimentale. Oppure può darsi che, in questa fase della sua vita, l’intimità fisica rappresenti ancora un territorio carico di timori e vergogna. Sono ipotesi diverse, che meritano tempo e uno spazio di riflessione protetto.

In questo senso, potrebbe esserle molto utile un percorso psicologico, non per “decidere cosa fare” o per “imparare ad amare”, ma per comprendere meglio:
- che posto ha l’altro nella sua vita;
- che rapporto ha Lei con il corpo, il desiderio e l’intimità;
- come riconoscere e comunicare i propri confini senza sentirsi in colpa.

Proteggere questo legame non significa forzarsi a diventare qualcosa che non sente, ma piuttosto chiarire – prima di tutto con se stessa – cosa può e cosa non può offrire in questo momento.

Cordiali Saluti
D.rssa Jessica Ceccherini
Dr. Marco Feola
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Capua
Gentile utente, la dinamica relazionale che racconta è sicuramente complessa e richiederebbe ulteriori indagini volte soprattutto a comprendere il suo vissuto personale all'interno della relazione. Qualora volesse, le propongo un colloquio conoscitivo gratuito (anche online) in cui approfondire queste tematiche.
Un saluto,
dottor Marco Feola
Dott.ssa federica pomente
Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Buonasera, leggendo quello che scrivi, mi colpisce molto quando all’inizio dici che per tue insicurezze hai tenuto lontano l’amore. Lo dici quasi di passaggio, ma forse già lì c’è un punto importante di riflessione. Non so se tu abbia avuto modo di esplorare che tipo di insicurezze sono, quali emozioni ingenerano in te e quali comportamenti metti in atto quando ti senti insicura. Mi colpisce anche la vergogna che senti rispetto al fatto di non aver mai baciato o fatto l’amore a 30 anni e mi chiedo se questa vergogna possa avere avuto (e avere ancora) un effetto anche sul tuo desiderio e sul modo in cui vivi il contatto fisico. Quando le insicurezze e la vergogna restano a lungo senza uno spazio in cui essere pensate e accolte, spesso il corpo impara a proteggersi: il desiderio può attenuarsi, il contatto fisico può diventare fonte di imbarazzo o di tensione, più che di curiosità o piacere. Forse vale la pena chiederti se, accanto all’assenza di desiderio per questa persona, ci sia anche la paura della intimità, di renderti vulnerabile e di esporti. Puoi valutare di esplorare senza giudizio quello che provi e pensi in un percorso di sostegno psicologico per darti l’opportunità di amare ed essere amata, nel rispetto dei tuoi tempi e indipendentemente dall’esito di questo legame.
Dott.ssa Ilaria Innocenti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Firenze
Carissima, innanzitutto vorrei tranquillizzarla sul fatto che una ricetta dell'amore non esiste, esistono vari ingredienti che ognuno fa stare insieme a modo proprio. Nelle sue parole, ne individuo diversi: stare bene insieme, condividere, scherzare. Tuttavia, dice lei, manca l'attrazione fisica. Cosa potrebbe significare questo: mancanza d'amore o difesa dall'amore? Una risposta non gliela so dare, perché non ci conosciamo, ma la invito a riflettere su questo interrogativo, tenendo conto anche di due cose che scrive: "mi sento confusa" e "io e l’amore siamo stati sempre così lontani, o meglio sono io che per mie insicurezze ho preferito tenere alla larga l’amore dalla mia vita". A volte, la paura può allontanarci da ciò che desideriamo. Buoni pensieri! Un saluto, Ilaria Innocenti
Dott.ssa Giulia Scalvini
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Brescia
Ciao,
grazie per aver condiviso qualcosa di così intimo e delicato. Quello che racconti merita rispetto e molta gentilezza, prima di tutto da parte tua. Non c’è nulla di sbagliato in te, nei tuoi tempi, né nel modo in cui vivi (o non vivi) l’attrazione e l’intimità.
Da ciò che descrivi emerge con chiarezza che per questo ragazzo provi affetto, stima, vicinanza emotiva, ma non attrazione fisica né desiderio. Questo non invalida il legame, ma spiega il disagio crescente che stai sentendo. Quando il contatto fisico aumenta e non è davvero desiderato, il corpo parla prima delle parole: imbarazzo, tensione, confusione, blocco. Sono segnali importanti, da ascoltare.
La pressione esterna, gli sguardi degli altri, i commenti delle amiche, l’idea che “dovresti provare” perché è una brava persona, rischia di allontanarti ancora di più da ciò che senti davvero. L’amore non nasce perché qualcuno è giusto sulla carta, né perché viene “tifato” dagli altri. E soprattutto, l’amore non si costruisce forzandosi.
Quello che stai vivendo può essere un affetto profondo, un attaccamento, una forma di amicizia intensa. Ha valore, ma ha anche bisogno di confini chiari, perché quando i confini diventano confusi tu inizi a stare male e lui, forse senza rendersene conto, continua a sperare. Nel tempo questo può far soffrire entrambi, anche se le intenzioni sono buone.
Prima ancora di chiederti se questo sia amore, forse è importante fermarsi su un’altra domanda: come stai tu, nel corpo e nelle emozioni, quando sei con lui? Se il contatto ti mette a disagio, non è qualcosa da ignorare o da superare per forza. Non significa essere crudele o ingrata, significa ascoltarti.
Se senti il bisogno, io posso offrirti uno spazio in cui parlare con calma di tutto questo:
del tuo rapporto con l’intimità, della vergogna che nomini, della paura di perdere una persona importante, della difficoltà a sentire e mantenere confini senza sentirti in colpa. In un percorso terapeutico è possibile fare chiarezza su ciò che senti davvero, distinguendo i tuoi desideri dalle aspettative esterne, e trovare un modo per proteggerti senza distruggere i legami.
Non sei obbligata a decidere adesso, né a forzarti a provare qualcosa che non senti. Hai diritto di andare piano, di non sapere ancora, e di rispettare i tuoi tempi. Se vorrai, possiamo esplorare insieme tutto questo con delicatezza e senza giudizio.
Dott.ssa Gabriella Elmo
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera l'amore comporta passione e credo che non sia questo il caso. Lei è stata sincera con questo ragazzo dicendogli che si sente solo amica, ma lui mi sembra che non voglia accettare la realtà. Non si faccia condizionare dalle sue amiche e pensi con la sua testa. Cordiali saluti dott.ssa G.Elmo
Dott.ssa Elisa Fedriga
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Iseo
Buonasera,
Potrebbe funzionare invece un periodo di distacco dove entrambi vi prendete una pausa per capire cosa siete l’uno per l’altro?
Dott. Emiliano Perulli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Lecce
Buongiorno,
dalle sue parole emerge una grande sincerità e anche molta confusione, che è comprensibile quando ci si trova in una situazione in cui affetto, amicizia, paura di perdere qualcuno e assenza di attrazione si intrecciano.
È importante distinguere due piani diversi:
– quello del bene che prova per questa persona
– quello dell’attrazione e del desiderio, che invece racconta di non sentire
Entrambi sono veri, ma non sono la stessa cosa.
Volergli bene, sentirsi protetta, apprezzare la sua presenza non significa automaticamente provare un sentimento romantico o sessuale. A volte le relazioni più significative della nostra vita non rientrano nelle categorie che gli altri si aspettano da noi.
Il disagio che sente quando lui cerca un contatto fisico è un segnale importante: il corpo spesso parla prima della mente. Non è un errore, non è una mancanza, è semplicemente un’informazione su ciò che lei sente davvero.
Anche la paura di “rovinare tutto” è comprensibile: quando una persona è importante, si teme di ferirla o di perderla. Ma mantenere un legame che va oltre ciò che lei sente rischia di creare ancora più confusione, sia per lei che per lui.
L’amore non nasce perché “dovrebbe”, perché gli altri lo vedono, o perché una persona è oggettivamente “brava”. Nasce quando c’è spazio interno per farlo. E se questo spazio oggi non c’è, non significa che ci sia qualcosa di sbagliato in lei: significa che sta ascoltando con onestà ciò che prova.
Forse il punto non è capire “come non rovinare tutto”, ma capire che posto vuole dare a questa relazione e quali confini la fanno sentire al sicuro e rispettata. Parlare apertamente con lui, con delicatezza, può essere un modo per proteggere il legame senza forzarlo in una direzione che non sente.
La confusione che prova è un punto di partenza prezioso: sta cercando di capire se stessa, e questo è sempre un passo nella direzione giusta
Dott.ssa Elisa Oliveri
Psicoterapeuta, Psicologo
Torino
Cara ragazza mi sembra che dentro di lei sia tutto molto chiaro: prova affetto per questo ragazzo e nessuna attrazione fisica e questo non può essere amore. Capisco da parte sua la paura di perderlo e la pressione da parte delle sue amiche ma sei stata chiara con lui e è una sua scelta decidere se continuare a frequentarti pur sapendo che non ricambiate lo stesso sentimento. Forse dovresti chiarirgli nuovamente la situazione specificando che certi atteggiamenti troppo intimi possano essere fraintendibili e non chiari e che quindi dovrebbe evitarli. Le auguro il meglio.
Dott.ssa Giulia Antonacci
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, nelle sue parole si sente molta confusione, ma anche grande lucidità. Lei descrive affetto, stima, protezione, complicità… ma allo stesso tempo dice con chiarezza che non prova attrazione fisica e che il contatto le crea disagio. Questo è un dato importante, non secondario. L’amore può avere forme diverse, ma non nasce dall’obbligo, dalla pressione degli altri o dal timore di perdere una persona. Le frasi delle amiche, o il fatto che “sareste una bella coppia”, possono influenzare, ma non possono sostituire ciò che lei sente davvero. Se il contatto fisico la mette a disagio, è un segnale da ascoltare. Il rischio di “rovinare tutto” a volte nasce proprio quando si mettono da parte i propri confini per paura di ferire l’altro. Essere chiara e coerente, invece, è una forma di rispetto sia verso di lui sia verso sé stessa. Voler bene a qualcuno non significa necessariamente esserne innamorati. E non provare le “farfalle” non è un difetto: è semplicemente un’informazione su ciò che sta accadendo dentro di lei. Forzarsi a sentire qualcosa che oggi non c’è potrebbe aumentare la confusione e il disagio. Forse la domanda più utile non è “è questo l’amore?”, ma “come mi sento io quando sono con lui, al di là delle aspettative?”. Dare spazio a questa risposta, con sincerità, può aiutarla a non tradire né lui né sé stessa. Se sente che il tema dell’intimità, della vergogna e delle sue insicurezze è più ampio e la accompagna da tempo, uno spazio psicologico potrebbe aiutarla a esplorarlo con maggiore serenità. Un caro saluto

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