Io e l’amore siamo stati sempre così lontani, o meglio sono io che per mie insicurezze ho preferito

9 risposte
Io e l’amore siamo stati sempre così lontani, o meglio sono io che per mie insicurezze ho preferito tenere alla larga l’amore dalla mia vita, e si un po mi vergogno a dirlo ma non so cosa vuol dire dare un bacio o fare l’amore all’età di 30 anni.

Da più di un anno conosco questo ragazzo, davvero una bravissima persona, buona, lui mi trasmette protezione e sensibilità allo stesso tempo, ma io non provo niente, cioè aiutatemi a capire….

Fisicamente per lui non provo niente ma gli voglio un gran bene e mi fa piacere passare del tempo insieme a lui. E’ lui che è innamorato di me, la cosa mi lusinga molto, io sono stata sincera con lui sin dal primo momento e cioè che lo vedo come un amico e un fratello.

Ho paura di rovinare tutto….ho paura di averlo illuso o peggio di averlo fatto soffrire senza saperlo….allo stesso tempo è una persona che non voglio perdere nella mia vita.

Tutti quando ci vedono insieme ci scambiano per fidanzati ed io provo imbarazzo e disagio ogni volta.

Ultimamente cerca molto il mio contatto fisico, mi stringe le mani con la scusa di vedere se sono fredde, oppure mi da delle pacche sulla spalla quando scherziamo, o ancora le volte in cui andiamo ad una festa con amici lui vuole ballare insieme a me, mi stringe, mi abbraccia e l’ultima volta eravamo davvero tanto vicini che ho sentito la sua eccitazione…..

Tutto questo sta degenerando…io mi sento così a disagio che non so come affrontarlo…mi vergogno troppo.

Non so più mantenere dei confini, perché mi piace scherzare con lui ma allo stesso tempo mi sento a disagio, lui non mi attrae….

Siamo entrambi molto timidi e impacciati, il che non aiuta per niente.

Molte delle mie amiche mi dicono “State così bene insieme, provaci”, “Io faccio il tifo per lui..”, “è un bravissimo ragazzo”, ma ditemi, è questo l’amore? E’ così che funziona? Cioè può esserci amore se non c’è attrazione fisica da una parte? Mi sento così confusa…forse mi sto facendo condizionare da tutti questi giudizi, su una cosa sono certa, non voglio rovinare il legame che ho con questa persona. Perderla mi causerebbe un forte dispiacere.

Ma voglio dire, quando lo vedo non sento le tanto citate “farfalle nello stomaco”, ma allora come si chiama quello che sto vivendo….?

Aiutatemi a non rovinare tutto vi prego, se avete esperienze simili raccontatemele se vi va.
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Bruino
Buongiorno,
è normale sviluppare un legame affettivo profondo verso qualcuno senza provare attrazione fisica o “farfalle nello stomaco”. Il piacere di stare insieme, la cura e l’affetto che si sente sono comunque sentimenti reali e significativi: si tratta di un legame affettivo profondo, anche se diverso dall’innamoramento romantico o sessuale.
Il disagio rispetto ai contatti fisici è un segnale importante dei propri limiti e confini personali. Riconoscerli e rispettarli non significa mancare di affetto, ma prendersi cura di sé e dell’altro, proteggendo il proprio benessere.
In sintesi, capire i propri confini e ascoltare i propri sentimenti aiuta a vivere qualsiasi relazione in modo sano, rispettoso e libero da sensi di colpa.
Promemoria pratico: rispettare i propri limiti e confini è un gesto di cura verso se stessi e verso gli altri.
Un caro saluto!
Dott.ssa Cinzia Pirrotta

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Dr. Antonio Rivetti
Psicologo, Psicoterapeuta
Caserta
Gentile Utente ... come fa a conoscere l'amore se gli è stata lontana per 30 anni? Mentre leggevo il suo post, ho avuto la sensazione che Lei parli di amore senza conoscerlo ma, soprattutto, che Lei non conosce il suo corpo o, almeno, non lo ascolta. Tutti gli esseri umani sono fatti di energia sessuale ... Lei compresa. Lei è stata onesta con il suo amico ma, adesso, la paura di perderlo non Le permette di dirgli la verità. Il fatto che sia un bravo ragazzo che, forse, si è innamorato di Lei non significa che è "disposto a tutto".
"Lui non mi attrae ..." questa è una verità che va detta in modo da lasciare libere le persone di scegliere se andare o rimanere e, soprattutto, avere il coraggio di dire la verità ed accettare le conseguenze. Grazie.
Dott. Salvatore Augello
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Palermo
Salve, prima di scendere a conclusioni sul vostro rapporto, rifletterei sul rapporto che lei ha con il suo corpo. Si sente disconnessa, lontana dagli altri e dal suo corpo? Ha mai provato delle sensazioni legate all'eccitazione per qualche persona? Quando si emoziona riesce a riconoscere che emozione sta provando e a sentirla nel corpo nominandola e differenziandola dalle altre?
Se ha bisogno di ulteriori chiarimenti mi può contattare in privato.
Cordiali saluti.
Dott.Salvatore Augello.
Dott.ssa Giuliana Galise
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Napoli
Ciao credo che tu abbia confezionato ed etichettato così bene la tua idea di amore che anche se ti innamorassi non te ne renderesti conto veramente …. Se vai tanto d accordo con questo ragazzo lasciati andare un poco alla volta a questo legame senza esserne così spaventata . Buttarsi di. Getto in un legame può essere “pericoloso “ ma farlo un po’ alla volta può darci invece la misura di come stiamo e cosa proviamo nel frequentare quella data persona. É ovvio e palese comunque che sei restia nel confronti dell idea di innamorarti…. Sarebbe opportuno capire dietro quali paure si celano ….
Dott.ssa Anna Periz
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Verona
Buongiorno, bisognerebbe estendere il suo scritto a una comunità di poeti oltre che di psicanalisti, chiedere anche a loro cosa sia l’amore! 
Nel mio ruolo professionale invece noto una certa ambivalenza tra le sue parole: da un lato lei scrive ‘non provo nulla’, dall’altro traspare molta sintonia, stima, sensibilità, attaccamento. Da un lato vergogna e disagio, dall’altro avvicinamento ‘paura di rovinare tutto’. Perchè bisognerebbe rovinare tutto, soprattutto se non è quello che lei vuole? A questo proposito sarebbe più corretto forse affermare che tra lei e questa persona si è creato un legame e che questo legame ha un’importanza evidente. Forse è prematuro immaginare che questo legame porti a una relazione erotica o altro, però il legame c’è. É rischioso cercare di applicare categorie ed etichette ai nostri sentimenti, perchè le etichette non tengono conto dell’infinita variabilità dei rapporti e dei sentimenti umani. Surreale sarebbe desiderare una relazione erotica che al momento non si desidera! Se il legame evolverà in una relazione sentimentale si vedrà probabilmente in futuro. Dalle sue parole non traspare un ultimatum o altre richieste/pretese da parte di quest’uomo; forse non le serve ora mettersi in un atteggiamento psichico di ‘urgenza-di-capire’. È pericoloso e confusivo utilizzare le categorie degli altri per leggere i nostri sentimenti. 
Forse lei si può permettere di darsi del tempo affinché la sua “con-fusione” si chiarisca; laddove per ‘fusione’ si può pensare sia ancora una indistinzione di sentimenti ancora senza una forma precisa.
Dott.ssa Maria Rosa Biondo
Psicologo, Psicoterapeuta
Vizzini
Buon pomeriggio,
capisco profondamente il tuo smarrimento. Spesso ci sentiamo in colpa quando il cuore non segue la logica: lui è perfetto, ma per te resta un amico. Vorrei che tenessi a mente:
-Non sei sbagliata: l'amore non è un premio per la gentilezza, è un'alchimia che non si può forzare.
-Ascolta il tuo disagio: quell'imbarazzo che provi è il tuo corpo che ti chiede di proteggere i tuoi confini. Non ignorarlo per paura di ferirlo.
-La sincerità è una forma di rispetto: stare con lui per gratitudine o per pressione esterna sarebbe meno onesto che dirgli la verità. Meriti di provare "le farfalle nello stomaco" e lui merita qualcuno che lo desideri davvero.
Non aver paura di deludere le aspettative, la vita è tua! Mettere dei paletti oggi servirà a proteggere il bene che vi volete, evitando che il risentimento rovini tutto in futuro.
Dott. Fabio Romano
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Ferrara
Buonasera! Le sue parole trasmettono paura, confusione, insicurezza. Considerato i limiti del contesto, proverò ad offrire un contributo di pensiero. Poiché non dice molto di sé e della sua storia, non mi resta che “sognarla”. Sembra esserci un filo rosso in tutto quello che scrive, la distanza dall’altro e dall’amore sensuale. Come se, nel corso della sua storia personale (infanzia, adolescenza, adultità) sia stata costretta a fare i conti con il pericolo di una vicinanza eccessiva, con la minaccia di una distanza non sufficientemente sicura. Forse, l’unico modo per sopravvivere emotivamente a qualcosa che sentiva essere “troppo”. Si è difesa come poteva, “tenendosi alla larga”. Ho avuta la sensazione che la relazione attuale, questo avvicinarsi dell’altro, lo stare così “tanto vicini da sentire la sua eccitazione”, possa aver riattivato uno teatro interno in cui si sente fragile, esposta al giudizio, a rischio di essere ferita o abbandonata, ma anche sopraffatta dal desiderio. Forse, questo potrebbe aiutarci a dare senso ai sentimenti di vergogna, di disagio, di colpa, che descrive e che sembrano infiltrare questa relazione (e i tentativi di relazioni precedenti?), tanto da non riuscire a viverla, comprenderla, goderne per quello che è. Da quanto leggo, non avrà nessuna difficoltà a tracciare i confini, ne ha diritto e dovrà pretenderne il rispetto. Ho cercato di pensare insieme a lei a quanto le sta accadendo e forse le accade da sempre (in famiglia, con gli amici, con un/una potenziale partner) da un punto di vista più intimo, personale, profondo. Spero sia l’occasione affinché si apra in lei lo spazio per affidarsi ad una seconda mente con cui ri-significare esperienze, pensieri, emozioni. Lei è molto giovane, merita una vita piena e serena. In bocca al lupo per tutto.
Dott.ssa Fortunata La Mura
Psicoterapeuta, Psicologo
Pompei
Buonasera,
la ringrazio per la fiducia e per la delicatezza con cui ha raccontato qualcosa di così intimo. In quello che scrive non c’è nulla di cui vergognarsi. C’è, piuttosto, una grande sensibilità e un forte desiderio di non ferire né se stessa né l’altro.
Dal punto di vista gestaltico, ciò che emerge con chiarezza è il suo disagio corporeo ed emotivo. Il suo corpo parla molto chiaramente: quando lui si avvicina, quando il contatto fisico aumenta, lei sente tensione, imbarazzo, chiusura. Questo è un segnale importante. In Gestalt diamo grande valore a ciò che sentiamo nel qui e ora, perché spesso è più sincero delle idee che abbiamo su come “dovrebbero” andare le cose.
Lei descrive un legame affettivo profondo, fatto di stima, tenerezza, protezione. Questo è un sentimento reale e prezioso, ma non è detto che coincida con il desiderio amoroso o erotico. L’amore non nasce perché una persona è “brava” o perché gli altri tifano per lei. Né nasce per dovere o per riconoscenza. L’attrazione non si decide a tavolino, e non sentirla non significa essere sbagliata o bloccata.
Il punto centrale non è se “così funziona l’amore”, ma come funziona per lei. E per lei, oggi, sembra esserci una linea chiara: affetto sì, attrazione no. Forzarsi a oltrepassare questo confine, solo per paura di perdere l’altro o per le aspettative esterne, rischia di farle perdere il contatto con se stessa. E questo, nel tempo, crea ancora più sofferenza.
La confusione che sente nasce anche dal fatto che i confini si sono fatti sfumati. Lei ha detto con chiarezza come lo vede, ma nei fatti si trova a tollerare situazioni che la mettono a disagio. Non perché lo voglia davvero, ma perché teme di rovinare il legame. Qui non si tratta di colpa, ma di imparare ad ascoltare fin dove può arrivare senza tradirsi.
Quello che sta vivendo potrebbe essere un legame affettivo importante, ma non amoroso. E riconoscerlo non lo sminuisce. A volte la vera cura di una relazione sta nel darle il nome giusto e i confini giusti, anche se questo fa paura.
Non sentire le “farfalle” non è un problema in sé. Diventa un problema quando si prova a convincersi che dovrebbero arrivare. Il suo corpo, oggi, sembra chiederle rispetto, lentezza, chiarezza. Da lì può nascere una scelta più autentica, qualunque essa sia.
Proteggere questo legame passa prima di tutto dal proteggere se stessa. Restare in contatto con ciò che sente, anche quando è scomodo, è già un modo molto profondo di prendersi cura di entrambi.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Ciao, grazie per aver condiviso i tuoi pensieri con tanta sincerità. Da quello che scrivi, sembra che tu stia vivendo un legame affettivo molto importante, ma che si colloca più nell’ambito dell’amicizia profonda e dell’affetto fraterno che in quello sentimentale-romantico. È normale provare gratitudine, piacere di stare con qualcuno e desiderio di vicinanza senza necessariamente sentire attrazione fisica o “farfalle nello stomaco”.

Spesso ci si confonde tra affetto, amicizia e amore romantico perché possono condividere elementi simili: cura, attenzione, desiderio di stare insieme. La tua difficoltà a gestire i contatti fisici deriva dal fatto che senti disagio e imbarazzo perché le tue emozioni non corrispondono a quelle di lui. Questo non significa che tu stia sbagliando o che ci sia qualcosa di “rotto” in te: molte persone scoprono l’intimità sentimentale e sessuale più tardi nella vita, e va bene così.

Riguardo ai consigli degli amici, è naturale ricevere pressioni esterne, ma la cosa più importante è ascoltare sinceramente te stessa e rispettare i tuoi confini. Cercare di forzare un sentimento che non c’è può creare disagio e conflitto, anche se le intenzioni sono buone. È possibile avere un legame profondo, duraturo e affettuoso senza che diventi romantico o sessuale: quello che stai vivendo potrebbe semplicemente essere un amore platonico, fatto di cura e affetto reciproco.

Per affrontare la situazione, può essere utile chiarire con lui i tuoi limiti e ciò che ti fa sentire a disagio, mantenendo il rispetto e la sincerità che già dimostri. Questo aiuta a preservare il legame senza sentirsi sopraffatti.

Data la complessità delle emozioni e del disagio fisico che descrivi, può essere davvero utile approfondire questi temi con uno specialista, che ti aiuti a comprendere meglio i tuoi sentimenti e a gestire i confini in modo sereno.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa

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