Dott.ssa
Giulia Scalvini
Psicologa
·
Psicologa clinica
Psicoterapeuta
Altro
Brescia 1 indirizzo
Esperienze
Mi occupo di supporto psicologico e di psicoterapia con minori, adulti ed anziani. Tratto problematiche di varia natura legate al ciclo di vita (disturbi d'ansia, depressione, attacchi di panico ...) e alle difficoltà cognitive e psicologiche legate ad una condizione di malattia.
Svolgo valutazioni neuropsicologiche, stimolazione cognitiva e sostegno ai pazienti e ai caregivers nell’ambito delle demenze e delle malattie neurodegenerative.
Svolgo inoltre supporto nell’ambito della diabetologia, fornendo assistenza a seguito della diagnosi, psicoeducazione sul diabete, la sua gestione e supporto alle problematiche psicologiche ad esso associate.
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicodiagnostica
- Psicologia clinica
- Psicoterapia
- Psicoterapia cognitivo comportamentale
Principali patologie trattate
- Ansia
- Depressione
- Attacco di panico
- Disturbo d'ansia generalizzato
- Fobia
- +13 a11y_sr_more_diseases
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Foto e video
Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
60 € -
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Sostegno alla genitorialità
60 € -
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Test psicologici
Da 80 € -
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Test di personalità
Da 80 € -
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Tecniche di rilassamento
40 € -
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Indirizzi (2)
Disponibilità
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Via Pasubio 19, Brescia 25050
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Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Recensioni
20 recensioni
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R
R.P.
La dottoressa é stata fondamentale durante un periodo difficile della mia vita. É una persona professionale, gentile e molto disponibile. Consiglio vivamente!
Lo studio, inoltre, essendo in zona centrale a Brescia é facilmente raggiungibile.• Altro • Altro •
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A
A.C.
Consiglio vivamente la Dott.ssa Scalvini. Fin dal primo incontro, ho apprezzato la sua gentilezza e professionalità. La dottoressa mi ha messo a mio agio creando un ambiente accogliente e sicuro, permettendomi di esprimermi liberamente e con fiducia. Ho trovato il suo approccio molto attento e scrupoloso ed ha dimostrato di saper ascoltare con grande empatia e di comprendere le mie esigenze.
• MindCanvas - Studio di Psicologia e Psicoterapia • colloquio psicologico •
Dott.ssa Giulia Scalvini
Grazie mille per la tua recensione!
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C
C. N.
La dott.ssa è stata molto utile nel aiutarmi a superare un momento difficile della mia vita. È una persona empatica e comprensiva, e mi ha fatto sentire a mio agio a parlare con lei. Comodo anche lo studio in Brescia centro.
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Dott.ssa Giulia Scalvini
Grazie di cuore per le tue parole gentili e la tua recensione positiva. Sono davvero felice di sapere che il nostro lavoro insieme ti è stato d'aiuto.
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F
F. C.
Ho avuto un'esperienza molto positiva con la Dott.ssa Scalvini. È una professionista molto attenta, e mi ha aiutato a superare un periodo difficile della mia vita. È stata molto disponibile a rispondere alle mie domande e a chiarire i miei dubbi. I tempi di attesa sono brevi e lo studio è facilmente accessibile. Consiglio vivamente la Dott.ssa Scalvini a chiunque stia cercando un aiuto psicologico.
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Dott.ssa Giulia Scalvini
Ti ringrazio sinceramente per la tua recensione positiva!
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A
A.D.
La Dottoressa Scalvini si è dimostrata una psicologa altamente disponibile ed empatica. La sua capacità di ascolto e comprensione ha reso le sedute confortevoli, facilitando una comunicazione aperta. Le sue strategie terapeutiche hanno apportato chiarezza e benessere alla mia vita. Consiglio vivamente la sua professionalità a chiunque cerchi supporto psicologico di qualità.
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Dott.ssa Giulia Scalvini
Ti sono grata per la fiducia che hai riposto in me, continua così!
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P
P. M.
Consiglio vivamente la dottoressa. Sin dal primo incontro, abbiamo costruito insieme un percorso mirato ai miei obiettivi, e mi ha aiutato a migliorare il mio benessere psico-fisico.
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Dott.ssa Giulia Scalvini
Ti ringrazio di cuore per la tua gentile recensione
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M
M.A.
Dottoressa davvero preparata, gentile e puntuale. Chiara nella spiegazione prima della visita
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Dott.ssa Giulia Scalvini
Grazie di cuore per la tua recensione così positiva e per aver dedicato del tempo a condividere la tua esperienza.
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E
EH
Molto disponibile e comunicativa. Attenta ai dettagli e ottime doti di ascolto. Studio accogliente.
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Dott.ssa Giulia Scalvini
Grazie di cuore per il tempo che hai dedicato a scrivere questa recensione
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C
CS
Consiglio vivamente la dottoressa Giulia a chiunque cerchi un aiuto psicologico. La sua approfondita comprensione delle dinamiche mentali e delle emozioni mi ha aiutato a superare i miei problemi di ansia. È una professionista straordinaria che si prende davvero cura dei suoi pazienti.
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Dott.ssa Giulia Scalvini
Le tue parole gentili e il riconoscimento del mio lavoro sono per me fonte di grande soddisfazione e motivazione. Grazie di cuore
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G
Giovanni
La dottoressa Giulia è una psicologa davvero competente e professionale. Durante le nostre sedute, mi ha fatto sentire ascoltato e compreso. Ha una capacità unica di analizzare le situazioni e suggerire soluzioni concrete. La consiglio vivamente a chiunque abbia bisogno di un supporto psicologico.
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Dott.ssa Giulia Scalvini
È stato un vero piacere lavorare con te e vedere i progressi che hai fatto durante il nostro percorso insieme. Grazie di cuore
Risposte ai pazienti
ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore
buona sera purtroppo sono qui a chiedere un consiglio un aiuto. ho 40 anni sono di Roma.io ci provo a scrivere quello che mi gira nella testa. ci provo perchè è molto confuso non capisco bene perchè faccio così come uscirne. e Quali psicoterapie sono più adatte a problematiche come questa che sto per dire. Premetto che sono 1 anno e mezzo che ho preso il diploma da oss. mi sono avvicinata a questa professione perchè ho fatto volontariato e molte amiche e suora mi dicevano che mi faceva bene uscire da me fare del bene. e mi consigliavano di fare il corso oss. ma io dopo 5 anni ho preso coraggio e ho fatto il corso. anche perchè non sapevo più che cosa fare nel 2023 infatti mi sono chiusa molto e ho avuto una ricaduta un pò di depressione lieve. Sono Seguita da uno psichiatra che mi ha dato Citalopram, e da poco ha introdotto Norcapto ma ancora devo prenderlo. Prima ho fatto la segretaria e altre varie cose ma non mi sentivo serena. Ho iniziato da 2 giorni un lavoro come oss in un reparto di psichiatria SPDC. volevo provare anche questa. Non è difficile di per se il lavoro. La fatica che io ho è tutta mentale. Mi iniiano a entrare pensieri di sfiducia in me, timore di essere giudicata dagli infermieri o medici. attivo un atteggiamento di difesa o troppo amicale per sembrare alla mano. Inizio a vedere gli altri con poca stima oppure a pensare in modo critico. Mi porta da un'altra parte che non è lì il lavoro. infatti poi sembro che sto sulle nuvole o sembro imbranata. faccio un'altra cosa poi mi sembra di compiacere poi gli altri con gli atteggiamenti facendo sorrisi stupidi, questo mi espone tanto al giudizio, a sentirmi rifiutata, giudicata per una minima cosa anche per un saluto non ricevuto. poi io non voglio essere un cagnolino. Io ormai ho imparato questi atteggiamenti automatici che con difficoltà riesco a gestire. perchè mi arrivano come una valanga. Non mi basta a volte fare le cose manuali per distrarmi. Sento che gli altri mi obbligano a fare così invece di gestire io le mie cose interiori... tutta la mia insicurezza si vede sul viso, soprattutto la stanchezza. Io lo so questo dipende da una profonda svalutazione che ho in me. Per me lavorare è importante mi rimette un pò nella società ma avere questi pensieri per me sono molto invalidanti tanto da pensare che non è per me. Di volere scappare. Anzi sono stata anche fortunata perchè ho trovato questi giorni ragazze carine che mi hanno insegnato. Il fatto è che già il lavoro è complicato, non agevolo il lavoro mi do la zappa sui piedi. Pure un signore oss mi ha detto qui la comunicazione è fondamentale se non si parla da infermieri e oss è finita.
Io non ho trovato una psicoterapia che mi faccia sviscerare tutti questi pensieri no ho trovato forse la fiducia. Penso che dovrei andarci io in una comunità e non sto scherzando perchè a lungo andare io attiro poi persone che possono approfittarsi di me subire sopprusi che mi farebbero esaurire perchè già ci sono passata nel 2023. Spero di ricevere un consiglio. saluti
Ciao,
ti ringrazio per aver scritto in modo così sincero e dettagliato. Si sente quanto tu stia facendo uno sforzo per capire cosa ti succede e per rimetterti in gioco, nonostante la fatica. Questo, già di per sé, dice molto delle tue risorse.
Da quello che racconti emergono alcuni punti centrali:
- un forte dialogo interno critico e svalutante, che si attiva soprattutto nei contesti relazionali e lavorativi;
-una paura intensa del giudizio e del rifiuto, che ti porta ad oscillare tra difesa, compiacenza e iper-adattamento;
-reazioni automatiche (fare sorrisi, cercare approvazione, “stare sulle nuvole”) che non scegli davvero, ma che arrivano “come una valanga”;
-un evitamento interno: mentre sei fisicamente al lavoro, mentalmente vieni portata altrove dai pensieri;
-stanchezza emotiva profonda, che si legge anche sul corpo e sul viso.
È importante dirti una cosa con chiarezza: non c’è nulla di “sbagliato” in te. Questi meccanismi non sono capricci né mancanza di volontà, ma strategie apprese nel tempo per proteggerti dal sentirti rifiutata, giudicata o non abbastanza. Il problema è che oggi queste strategie, invece di aiutarti, ti fanno soffrire e ti sabotano.
Il contesto che hai scelto è ad altissima intensità emotiva e relazionale, soprattutto per una persona sensibile e con una storia di vulnerabilità depressiva e di svalutazione. Il fatto che tu faccia fatica non significa che tu non sia adatta al lavoro, ma che questo lavoro sta toccando direttamente i tuoi nodi più profondi.
Il desiderio di “scappare” non va letto come fallimento, ma come segnale di sovraccarico.
Da ciò che descrivi, una psicoterapia dovrebbe lavorare su più livelli:
- riconoscere e rallentare i pensieri automatici di giudizio, catastrofizzazione e lettura della mente
-lavorare sulla svalutazione di base e sul senso di sé
-imparare a regolare le emozioni intense che ti travolgono nei contesti relazionali
-ridurre la compiacenza e costruire confini più solidi, senza chiuderti o attaccarti
Oltre alla terapia cognitivo-comportamentale “classica”, potrebbero essere particolarmente indicate: una CBT focalizzata sull' integrazione tra regolazione emotiva e relazioni.
Il punto fondamentale, però, non è solo l’approccio, ma la relazione terapeutica: serve uno spazio in cui tu possa sentirti vista, non giudicata, e accompagnata passo dopo passo nel mettere ordine dentro questo caos che oggi ti sembra ingestibile.
Stai facendo tante cose insieme: un lavoro nuovo, un contesto difficile, una terapia farmacologica in aggiustamento. È normale che il sistema sia in allarme. Forse, in questo momento, il lavoro più urgente non è “funzionare meglio”, ma imparare a trattarti con meno durezza.
Se vorrai, possiamo valutare insieme: che tipo di percorso terapeutico possa aiutarti davvero, come sostenerti in questa fase lavorativa senza forzarti né scappare, come ridurre il rischio di ricadere in dinamiche di sottomissione.
Hai già fatto qualcosa di molto importante: hai chiesto aiuto. Non sei sola, e non sei irrecuperabile come a volte la tua mente ti fa credere.
Un caro saluto.
Buongiorno , ho 33 anni e quando ne avevo 29 è finita la mia relazione dopo 4 anni perchè ho iniziato a chiedermi se l amassi , se stessi bene , se mi mancasse ecc ecc... sono andato subito in terapia e mi è stato detto di avere il doc da relazione.
In questi 4 anni sono sempre andato in terapia e negli ultimi due con frequenza settimanale.
Ho imparato come funziona e da cosa deriva questa mia continua ricerca di conferme ma in questi anni quando ho conosciuto 3 ragazze il doc si è rifatto vivo e lottando alla fine mi arrendevo.
Ora non sono certo che la mia psicoterapeuta cognitivo comportamentale mi stia davvero aiutando.
Naturalmente cerco su internet e mi esce che per il doc la terapia piu efficace è la ERP , cosa che la mia psicoterapeuta non fa.
Non so piu cosa fare, ricominciare un percorso sarebbe difficile mentalmente perche è come se avessi buttato via questi anni ma non voglio neanche rimanere bloccato senza poter decidere in maniera autonoma e secondo quello che sento se una persona è compatibile o meno con me. Grazie.
Buongiorno,
grazie per aver condiviso una storia così delicata e personale. Si sente tutta la tua stanchezza, ma anche il desiderio profondo di non rimanere bloccato e di poter finalmente fidarti di ciò che senti, senza che il dubbio prenda il controllo.
Capisco molto bene la confusione che stai vivendo. Dopo anni di lavoro su di te è normale chiedersi se la terapia che si sta facendo sia davvero quella giusta, soprattutto quando il problema si ripresenta e quando online si leggono indicazioni che sembrano andare in un’altra direzione. È umano anche il timore di “aver buttato via tempo”: in realtà, nulla di ciò che hai fatto in questi anni è perso, perché hai costruito consapevolezza, linguaggio emotivo e conoscenza di te, anche se oggi questo non ti sembra sufficiente.
Detto questo, la cosa più importante ora non è prendere decisioni affrettate o restare da solo con questi dubbi, ma portare apertamente queste domande nella relazione con la tua terapeuta. Parlare con lei del fatto che ti senti fermo, che temi di non stare migliorando come vorresti, e che ti stai interrogando sul ruolo dell’ERP nel DOC da relazione è un passaggio fondamentale. Non è una mancanza di fiducia, né un attacco: è parte del lavoro terapeutico.
Ogni percorso cognitivo-comportamentale può avere sfumature diverse, tempi diversi e strumenti diversi. L’ERP è certamente una tecnica molto utilizzata nel DOC, ma il modo in cui viene integrata, il momento in cui introdurla e il lavoro che la precede dipendono molto dalla storia della persona e dalla formulazione del caso. Solo confrontandoti apertamente con la tua terapeuta potrai capire se: state già lavorando in una direzione coerente, anche se non la chiama ERP in modo esplicito oppure se c’è spazio per modificare il focus del trattamento o ancora, se insieme potete valutare serenamente altre opzioni.
Il punto centrale è che tu non devi decidere tutto da solo e non devi scegliere tra “restare bloccato” o “buttare via tutto”. La terapia è anche il luogo in cui poter dire: “Ho paura di non stare migliorando”, “Mi sento confuso”, “Ho letto cose che mi fanno dubitare”. Proprio questo tipo di dialogo può diventare parte della cura.
Il tuo desiderio di poter scegliere una relazione in modo libero e autentico è legittimo, e il fatto che tu sia ancora qui a cercare una strada dice che non ti sei arreso. Ti incoraggio davvero a fare questo passo: porta queste parole alla tua terapeuta, così come sono. Da lì potrà nascere maggiore chiarezza, qualunque direzione prenderà il tuo percorso.
Un caro saluto.
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