In famiglia abbiamo alcuni problemi con mia madre. Si sente perseguitata, e probabilmente sente dell
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In famiglia abbiamo alcuni problemi con mia madre. Si sente perseguitata, e probabilmente sente delle voci ma non vuole dirci nulla, ogni volta che proviamo a chiedere informazioni ci respinge. Vorremmo portarla da uno specialista ma lei si rifiuta dicendo di non essere pazza. Come potremmo approcciarci nel giusto modo per farci dire qualcosa in più o convincerla a farsi visitare?
Salve, mi dispiace per la situazione che ti scrive perché posso comprendere la preoccupazione di voi familiari ed anche il disagio di vostra madre.ritengo fondamentale comunque che possiate elencare alla signora quelle che sono secondo voi le vostre preoccupazioni e possiate trovare un accordo mediante il quale poter effettuare una visita che possa eliminare qualsiasi dubbio, cercate di farvi vedere preoccupati per lei e cercate soprattutto di non far trasparire alcun tipo di giudizio.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
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Buonasera. In primo luogo le esprimo vicinanza rispetto alla difficile situazione che state vivendo in famiglia, deve essere piuttosto faticoso per tutti voi. In questa particolare situazione il consiglio è quello di esprimerle il più possibile vicinanza e calore, e farle capire che le siete vicini e che siete preoccupati per lei. Iniziate ad approcciarla (qualora lei non volesse parlare in alcun modo di questo problema) dicendole cosa avete notato e come e perché la cosa vi desta preoccupazione. Rassicuratela poi sul fatto che una visita da uno specialista non sarà difficile e sarà modo per tutti voi e per lei in primis di capire se c'è (o meno, come dice Sua madre) qualcosa che non va o che comunque può destare preoccupazione. Fatele capire che in tutto questo processo e percorso, breve o meno che sia, le sarete vicini. Probabilmente in questo momento vostra madre è spaventata e si sente in una difficoltà "tutta sua" che magari no vuol far pesare su di voi. O magari cerca di passarci sopra e ignorarla fingendo che non ci sia. Tuttavia in questi casi a cosa migliore da fare è agire il prima possibile quindi, qualunque siano i vissuti di Sua madre relativi a questo problema, la cosa migliore da fare è esprimerle affetto, calore e vicinanza e farle capire che se la situazione un po' vi preoccupa è perché le volete bene. Può essere che sentirvi vicini e preoccupati le consenta di accettare di rivolgersi ad uno specialista non solo per il suo bene, ma anche per l'amore della famiglia. Vi auguro il meglio e resto a disposizione per eventuali altre domande!
Salve, immagino che non sia una situazione semplice, ne per lei ne per la sua famiglia. Credo, in primis, che sia importante che voi familiari facciate sentire vostra madre compresa, capita, nella sua sofferenza. Non si tratta di assecondare, piuttosto di accogliere e essere chiari con lei rispetto alla situazione di difficoltà che sta passando, che di conseguenza ha effetti anche su di voi. Fatto ciò, potrebbe essere utile intraprendere una terapia familiare per avere un quadro generale della situazione. Un caro saluto. Dottor Lorenzo Biagioni.
buonasera, rispetto alla sua richiesta ci sono moltissime variabili in questione. Al momento presente, premesso che sua madre non manifesti, una domanda, potreste intanto valutare in famiglia ed individualmente se possa essere d’ausilio un sostegno per lei ed i suoi familiari. Un saluto cordiale
Gentile utente, innanzitutto la ringrazio per aver condiviso con noi la sua esperienza. Mi spiace molto per la situazione che descrive e posso immaginare il disagio connesso a vedere un familiare soffrire e al sentirsi impotenti nell'aiutarlo.
Le suggerirei in primis di cercare di far sentire a sua madre il sostegno della sua famiglia, rinsaldando la fiducia nel suo nucleo per far sì che vi racconti di più. Potreste inoltre valutare, mentre monitorate la situazione, un consulto psicologico individuale o familiare per voi persone che le state intorno al fine di rielaborare il vostro vissuto e le emozioni connesse e ricevendo sostegno in questo difficile momento.
Nella speranza che questo confronto possa esserle utile, resto a disposizione anche online.
Un caro saluto.
Dott.ssa Elena Sinistrero
Le suggerirei in primis di cercare di far sentire a sua madre il sostegno della sua famiglia, rinsaldando la fiducia nel suo nucleo per far sì che vi racconti di più. Potreste inoltre valutare, mentre monitorate la situazione, un consulto psicologico individuale o familiare per voi persone che le state intorno al fine di rielaborare il vostro vissuto e le emozioni connesse e ricevendo sostegno in questo difficile momento.
Nella speranza che questo confronto possa esserle utile, resto a disposizione anche online.
Un caro saluto.
Dott.ssa Elena Sinistrero
Buongiorno, mi pare una situazione molto complessa e comprendo la Sua preoccupazione. Quello che potreste fare è dirle che voi non la ritenete pazza ma che siete molto preoccupati per Lei e per il suo stato di salute. Se già fatica a parlarne con voi è probabile che sia ancora più diffidente nei confronti di un estraneo, soprattutto se, come da Lei scritto, si sente perseguitata.
Dott. Marco Cenci
Dott. Marco Cenci
Gentile utente, la prima cosa che mi sento di dirle è di mostrarsi comprensiva e accogliente verso la sofferenza di sua madre. Condivida con lei la sua sana preoccupazione e le cose che nota. Anche partendo proprio da le piccole cosa che notate di diverso, dal suo modo di comportarsi e agire. Potreste anche spiegarle che una visita con un medico psichiatra non è vincolante, che non prevede nulla di definitivo. Un consulto è un parere medico poiché siete preoccupati per la sua salute. Non è mai semplice stare accanto a chi soffre. Rimandatele che non è da sola e che comprendete la sua preoccupazione verso una visita ma che sarete con lei sempre. Rimango a disposizione Cordiali saluti Dott.ssa Alessia D'Angelo
Buongiorno
Esprimo tutta la mia vicinanza a lei e alla sua famiglia.
Avete provato in ogni caso ha contattare il servizio ausl presente nella vostra città almeno per capire le liste di attesa ?
Questo potrebbe essere un modo soltanto per informarsi su come funziona anche il fissare una visita del genere in un distretto di salute mentale pubblico.
Inoltre cercare di comunicarci quando le sembra il più lucida possibile ed elencare quelli che sono i vostri dubbi riguardo alcuni comportamenti che mette in atto.
Fare una visita significherebbe togliersi qualsiasi dubbio o altresì aiutarla, non certo perché lei è pazza. Cerchi di farle capire questo.
A sua disposizione
Dott.ssa Silvia MARCELLETTI
Esprimo tutta la mia vicinanza a lei e alla sua famiglia.
Avete provato in ogni caso ha contattare il servizio ausl presente nella vostra città almeno per capire le liste di attesa ?
Questo potrebbe essere un modo soltanto per informarsi su come funziona anche il fissare una visita del genere in un distretto di salute mentale pubblico.
Inoltre cercare di comunicarci quando le sembra il più lucida possibile ed elencare quelli che sono i vostri dubbi riguardo alcuni comportamenti che mette in atto.
Fare una visita significherebbe togliersi qualsiasi dubbio o altresì aiutarla, non certo perché lei è pazza. Cerchi di farle capire questo.
A sua disposizione
Dott.ssa Silvia MARCELLETTI
Buongiorno,
affrontare questa situazione complessa è davvero impegnativo. Vorrei suggerire di considerare attentamente queste aree in modo da creare un contesto favorevole per un dialogo equilibrato.
Comunicare in modo rispettoso: parli con sua madre in un momento tranquillo e rassicurante. Assicuratele che vi state preoccupando per lei e che state cercando di capire cosa sia succedendo. Siate rispettosi e ascoltate attentamente le sue preoccupazioni.
Esprimere le vostre preoccupazioni: condividete le vostre preoccupazioni riguardo ai sintomi che ha manifestato senza giudicarla. Mostratele comprensione.
Proporre un aiuto professionale: provare a spiegarle che vedere uno specialista non significa essere "pazzi". Gli specialisti della salute mentale possono aiutare a comprendere meglio ciò che sta accadendo e offrire supporto.
Coinvolgere un professionista: se la situazione è particolarmente difficile, potreste considerare l'opzione di coinvolgere uno specialista, come uno psicologo o uno psichiatra, per parlare con vostra madre e cercare di aiutarvi a comprendere quanto sta accadendo
Supporto familiare: coinvolgete altri membri della famiglia per offrire un sostegno unificato. Una famiglia unita può essere più persuasiva e fornire un ambiente di supporto.
Rispettare la sua volontà: alla fine, se sua madre persiste nel rifiutare l'aiuto, dovete rispettare la sua decisione. In alcuni casi, potrebbe essere necessario cercare altre risorse per garantire la sua sicurezza e benessere.
Ricordi che è fondamentale cercare di aiutare sua madre senza farla sentire giudicata o isolata. La sua salute mentale è importante, e un approccio "paziente" può fare la differenza. Se crede che la situazione possa mettere in pericolo la sua sicurezza o quella degli altri, cerchi il supporto di professionisti o enti locali.
Un cordiale saluto
affrontare questa situazione complessa è davvero impegnativo. Vorrei suggerire di considerare attentamente queste aree in modo da creare un contesto favorevole per un dialogo equilibrato.
Comunicare in modo rispettoso: parli con sua madre in un momento tranquillo e rassicurante. Assicuratele che vi state preoccupando per lei e che state cercando di capire cosa sia succedendo. Siate rispettosi e ascoltate attentamente le sue preoccupazioni.
Esprimere le vostre preoccupazioni: condividete le vostre preoccupazioni riguardo ai sintomi che ha manifestato senza giudicarla. Mostratele comprensione.
Proporre un aiuto professionale: provare a spiegarle che vedere uno specialista non significa essere "pazzi". Gli specialisti della salute mentale possono aiutare a comprendere meglio ciò che sta accadendo e offrire supporto.
Coinvolgere un professionista: se la situazione è particolarmente difficile, potreste considerare l'opzione di coinvolgere uno specialista, come uno psicologo o uno psichiatra, per parlare con vostra madre e cercare di aiutarvi a comprendere quanto sta accadendo
Supporto familiare: coinvolgete altri membri della famiglia per offrire un sostegno unificato. Una famiglia unita può essere più persuasiva e fornire un ambiente di supporto.
Rispettare la sua volontà: alla fine, se sua madre persiste nel rifiutare l'aiuto, dovete rispettare la sua decisione. In alcuni casi, potrebbe essere necessario cercare altre risorse per garantire la sua sicurezza e benessere.
Ricordi che è fondamentale cercare di aiutare sua madre senza farla sentire giudicata o isolata. La sua salute mentale è importante, e un approccio "paziente" può fare la differenza. Se crede che la situazione possa mettere in pericolo la sua sicurezza o quella degli altri, cerchi il supporto di professionisti o enti locali.
Un cordiale saluto
Buongiorno gentile utente, la ringrazio per la sua condivisione e comprendo la vostra preoccupazione. Potreste farla inizialmente parlare con il medico di base che potrà consigliarle una visita psichiatrica, magari si sentirà meno giudicata in quanto il consiglio arriverà direttamente da un medico.
Rimango a disposizione e Le auguro una buona giornata
Dott.ssa Beatrice Taveggia
Rimango a disposizione e Le auguro una buona giornata
Dott.ssa Beatrice Taveggia
Buongiorno gentile utente, grazie per aver condiviso con noi la sua esperienza. Comprendo le sue difficoltà. Cerchi di avvicinarsi a sua madre con molta pazienza e non abbia paura di mostrare l'affetto che nutre per lei, le dica che è preoccupato/a per lei e la sua salute, che vede che non sta bene e vorrebbe aiutarla. Mostri comprensione, la ascolti molto, quello che sua madre le porterà è il suo vissuto, lo rispetti e non passi subito alla questione "intervento per il suo malessere". Poi, una volta raccolte le informazioni necessarie e averla capita a fondo, può consigliarla oppure, se non sa bene come fare, può parlarne con uno psicologo che la aiuti a capire come procedere per proporle l'aiuto più adeguato.
Buongiorno, mi spiace molto per la situazione in cui vi trovate. Sicuramente un approccio che sia il più possibile empatico e compresivo può dimostrarsi il modo migliore per avvicinarsi a sua madre esprimendo anche la vostra preoccupazione riguardo la situazione. Anche per lei, parlare con un professionista potrebbe rivelarsi una buona risorsa al fine di sostenere la situazione. Cordialmente.
Buongiorno, mi spiace per la situazione che vi trovate a vivere lei e la sua famiglia. In questi casi molto spesso è la famiglia del/della paziente a richiedere l'assistenza, scontrandosi con le resistenze del/della paziente. Potrebbe essere utile iniziare un percorso come sistema famiglia in cui piano piano si inserisce sua madre o un percorso suo personale in modo da comprendere come sostenere la situazione e anche per dare segnali di fiducia nel percorso a sua madre. Saluti.
Buongiorno, mi dispiace molto per la situazione da lei raccontata. Comprendo la difficoltà nella quale lei e la sua famiglia vi trovate a dover vivere ed affrontare. In questi casi molto spesso è la famiglia stessa a richiedere assistenza e supporto, nonostante le resistente del paziente. Potrebbe pertanto essere importante e utile iniziare un percorso familiare per poter gestire la fatica portata o un percorso personale in cui lei possa elaborare e condividere la fatica portata così da poter comprendere come sostenere la situazione e gestirla. Rimango a sua disposizione , Federica
Gentile utente, comprendo la delicatezza della situazione e mi dispiace. Sicuramente un atteggiamento accogliente, paziente e non giudicante è il più adatto in una situazione come quella che descrive per fare arrivare alla signora la vostra sincera e legittima preoccupazione. Un caro saluto
È comprensibile che la situazione sia difficile per lei e la sua famiglia. Potreste cercare di affrontare il problema con sensibilità e compassione. Potreste provare a parlare con sua madre in un momento in cui si sente calma e rilassata, esprimendo le vostre preoccupazioni per la sua salute e il vostro desiderio di aiutarla. Potreste farle sapere che vi preoccupate per lei e che un consulto con uno specialista potrebbe essere utile per capire meglio cosa sta accadendo e come poterla sostenere al meglio. Potrebbe essere utile farle capire che chiedere aiuto non è segno di debolezza, ma un passo coraggioso verso il benessere. È importante anche rispettare i suoi sentimenti e le sue paure, cercando di ascoltarla senza giudizio e mostrando empatia.
Le consiglio di cercare un supporto psicologico di un professionista che possa aiutare la vostra famiglia a comunicare in modo aperto e costruttivo, facilitando una conversazione più efficace con sua madre.
Inoltre, potreste raccogliere informazioni sui sintomi che sua madre sta sperimentando in modo che possiate discuterli in modo chiaro e obiettivo con lei. Mostrare comprensione e gentilezza può aiutare a creare un ambiente sicuro in cui sua madre si senta più incline a condividere i suoi pensieri e sentimenti.
Il supporto da parte di professionisti esperti può fare la differenza in situazioni come questa, quindi non esitate a cercare aiuto da terapisti, psicologi o psichiatri specializzati nelle sfide mentali che sua madre potrebbe affrontare.
Le consiglio di cercare un supporto psicologico di un professionista che possa aiutare la vostra famiglia a comunicare in modo aperto e costruttivo, facilitando una conversazione più efficace con sua madre.
Inoltre, potreste raccogliere informazioni sui sintomi che sua madre sta sperimentando in modo che possiate discuterli in modo chiaro e obiettivo con lei. Mostrare comprensione e gentilezza può aiutare a creare un ambiente sicuro in cui sua madre si senta più incline a condividere i suoi pensieri e sentimenti.
Il supporto da parte di professionisti esperti può fare la differenza in situazioni come questa, quindi non esitate a cercare aiuto da terapisti, psicologi o psichiatri specializzati nelle sfide mentali che sua madre potrebbe affrontare.
Gentile utente, mi dispiace molto per la situazione che sta passando. Sicuramente non è facile stare al fianco di un familiare resistente. Ciò che posso consigliare di fare è stare vicino a sua madre, offrirle ascolto e instaurare con lei un dialogo comprensivo, mettendo da parte il giudizio. Potrebbe provare a dirle "Lo so che non sei pazza, assolutamente, voglio solo capire anche io cosa senti, in che modo senti queste voci e cosa ti dicono".
Provi anche a consigliarle di parlare con il suo medico di base che può indirizzarla a uno psichiatra. Magari dal medico di base si sente meno giudicata.
Le auguro il meglio, Dott.ssa Giorgia Lanza
Provi anche a consigliarle di parlare con il suo medico di base che può indirizzarla a uno psichiatra. Magari dal medico di base si sente meno giudicata.
Le auguro il meglio, Dott.ssa Giorgia Lanza
Buongiorno, capisco che la situazione possa essere difficile da affrontare. È importante rispettare i sentimenti e le opinioni di tua madre, ma allo stesso tempo è fondamentale assicurarsi che riceva il supporto di cui potrebbe aver bisogno. Potreste provare ad avvicinarvi a lei con gentilezza e compassione, esprimendo preoccupazione per il suo benessere e offrendovi a sostenerla durante una visita da uno specialista. Potreste anche suggerirle di parlare con un professionista della salute mentale per esplorare i suoi sentimenti e ricevere supporto. Mostrare comprensione e offrire il vostro sostegno in un momento di bisogno potrebbe aiutare a convincerla a considerare l'opportunità di cercare aiuto professionale. Resto a disposizione per ulteriori consigli o supporto.
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Salve, immagino la condizione di preoccupazione di tutta la famiglia. In questi casi spesso capita di sottovalutare la paura che sente la persona che vive sintomi strani, inspiegabili e per questo spaventosi, come quelli che ha descritto per sua madre. La paura predominante è quella di "diventare pazza" e cerca quindi di nascondere il suo disagio a se stessa e a voi. Per gestire al meglio la situazione, vi consiglierei un aiuto professionale per supportare innanzitutto voi familiari. Un clima familiare più rassicurante e disteso potrà meglio accogliere sua madre per poterle dare le cure di cui ha bisogno. Spero di esserle stata utile e rimango a disposizione. Un caro saluto.
Salve, intanto potrete parlarle spiegando che chi va dallo psicologo non è pazzo, purtroppo a volte c’è ancora questa idea malsana! Inoltre, se è molto restia su questa idea , se conoscete qualcuno che va dallo psicologo o è andato parlare con questa persona potrebbe convincerla! Certamente andare dallo psicologo potrebbe aiutarla molto, sopratutto con le voci che sente e crede di sentire, sarà successo qualcosa che l’ha segnata molto anche se lei non se ne ricorda!
Buonasera, purtroppo non si può curare una persona contro il suo volere. Le consiglio quindi di far parlare sua madre con una persona di cui si fida, sperando che riesca a covincerla di rivolgersi ad uno specialista. Cordiali saluti.
Buongiorno, mi rendo conto della difficoltà della situazione. Se vostra madre si sente perseguitata e avete l'impressione che senta delle voci la cosa giusta da fare è portarla da uno psichiatra, che non deve accertare la sua "pazzia", ma aiutarla a stare meglio. Si fida del vostro medico di famiglia? Potrebbe intercedere lui per voi. Spero di esservi stato d'aiuto.
Buongiorno, mi dispiace molto per quello che state vivendo, capisco quanto possa essere preoccupante e frustrante. Quando una persona si trova ad affrontare difficoltà come quelle che descrivete (sentire voci e sentirsi perseguitata), può essere difficile per lei riconoscere ed accettare l'idea di aver bisogno di supporto. È anche comprensibile che sua madre, quindi, si ponga in una posizione difensiva e rifiuti l'idea di essere "pazza", anche perché, da quello che racconta, la sua percezione della realtà potrebbe essere alterata. Le consiglierei, innanzitutto, di ascoltarla senza giudizio, facendo emergere i benefici di una visita con uno specialista, senza concentravi troppo sulla diagnosi e su quello che potrebbe avere. Inoltre, se sua madre ha un medico di base di fiducia, o una persona di riferimento in ambito medico, potreste provare a coinvolgere il professionista per discutere della situazione e farvi sostenere. Ad ogni modo, non si può costringere nessuno a ricevere aiuto, se non lo vuole, pertanto è importante rispettare i tempi di ognuno, anche se la vostra preoccupazione è, comprensibilmente, molto forte. Vi auguro il meglio, Dott.ssa Carli Priscilla
Buonasera, l'attuale difficoltà di sua madre, che a quanto capisco vedete solo voi, non può essere al centro delle vostre intenzione poichè non ci sono nè un riconoscimento nè un'accettazione da chi in questo momento sta male. Ovviamente, è tutto il sistema che è in sofferenza e potreste prendere spunto da questo, evitando di condurre a tutti i costi in terapia chi non vuole andare. Partite da voi!
Buongiorno, quello che descrive è una situazione delicata e anche emotivamente molto pesante per chi le sta accanto. È comprensibile che vi sentiate preoccupati e, allo stesso tempo, in difficoltà nel capire come muovervi senza farla chiudere ulteriormente. Quando una persona inizia a percepire minacce o presenze che per gli altri non sono condivisibili, e allo stesso tempo rifiuta con forza l’idea di un aiuto esterno, spesso non sta vivendo la propria esperienza come qualcosa di “strano” o “da correggere”, ma come qualcosa di reale e minaccioso. Questo rende ogni tentativo diretto di convincimento molto difficile, perché dal suo punto di vista potrebbe essere vissuto come una smentita o una messa in discussione della propria realtà. Ed è proprio questo punto che spesso alimenta la chiusura. In queste situazioni, un approccio più efficace, anche dal punto di vista cognitivo comportamentale, non è tanto quello di confrontare o correggere direttamente ciò che lei riferisce, quanto quello di partire dalla sua esperienza emotiva. In altre parole, più che entrare subito nel merito delle convinzioni, può essere utile mostrare interesse e comprensione per come si sente, per la paura, per il disagio, per la fatica che può esserci dietro. Questo tipo di atteggiamento non conferma necessariamente ciò che viene percepito, ma permette di ridurre la difensività e mantenere aperto un canale di comunicazione. Un altro aspetto importante è evitare di vivere il momento come una battaglia da vincere. Più la persona si sente “spinta” o “corretta”, più può irrigidirsi nella convinzione di essere fraintesa o non creduta. A volte, invece, piccoli gesti di presenza costante e non giudicante possono creare nel tempo una maggiore disponibilità a considerare un aiuto esterno, non come una imposizione, ma come una possibilità di sentirsi meglio. Può essere utile anche proporre l’idea di un supporto non in termini di “visita perché c’è qualcosa che non va”, ma come uno spazio in cui qualcuno possa aiutarla a ridurre il peso di ciò che sta vivendo. Spostare il focus dalla “patologia” al “benessere” può rendere il passaggio meno minaccioso. È importante, però, che non restiate soli in questo tentativo. Quando una situazione familiare diventa così complessa e carica di preoccupazione, avere un confronto con un professionista può aiutare molto anche chi sta accanto alla persona, per capire come muoversi senza aumentare tensioni o frustrazione. A volte, infatti, il modo in cui ci si avvicina fa una grande differenza nel mantenere aperto o chiudere il dialogo. Il fatto che vi stiate interrogando su come aiutarla già indica una grande attenzione e sensibilità nei suoi confronti. In queste situazioni, i cambiamenti spesso sono graduali e richiedono tempo, ma il modo in cui viene mantenuto il legame può diventare un elemento fondamentale per favorire, nel tempo, una maggiore apertura. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
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