Gentilissimi dottori, sono un ragazzo di 33 anni, scrivo sperando in una risposta riguardo le cause,

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Gentilissimi dottori, sono un ragazzo di 33 anni, scrivo sperando in una risposta riguardo le cause, sono un ragazzo che in passato ho sofferto credo di derealizzazione perchè mi succedeva che tutto quello che guardavo lo vedevo come strano, distaccato, come se non lo riconoscevo ecc, in poche parole come se fossi dentro una bolla, adesso tutto questo da inizio marzo e ritornato che melo sento h24 ci sono momenti che più leggero ci sono momenti invece che sembra che sti per diventare pazzo, perchè questa sensazione di distacco certe volte e forte, mi sento come se tutto quello che guardo lo vedo tramite una bolla, poi più mi focalizzo con il pensiero più si fa intenso, perchè quando non ci penso sembra come se scompare oppure si fa più leggero, a tutto questo i primi tempi avevo pensieri di fare del male a chi avevo vicino, adesso non più, solo che adesso ho la necessità di ripetere cosa ho fatto giorno per giorno, settimana per settimana, per tenere tutto sotto controllo e per vedere se la mia memoria ha dei problemi, in più nella mia mente mi chiedo ma oggi e martedi o mercoledi anche se dentro di me so che siamo martedi ma la mia testa si pone queste domande... tutto questo secondo lei sono ossessioni o inizio di psisosi?

Perchè talmente sono in allerta certe volte che penso che sia psiocis che sto con il pensiero chissa se vedro un allucinazione o deliro anche se non ne ho mai avute
Dr. Fabio Lodico
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno caro,
innanzitutto la ringrazio per la sua condivisione e la sua richiesta.
Non saprei dirle con certezza se si tratta di un'inizio di psicosi senza conoscere nei dettagli la sua situazione, anche se certamente la sintomatologia potrebbe suggerirlo.
Il mio consiglio è quello di rivolgersi ad uno psichiatra così come ad uno psicoterapeuta per riuscire a fare chiarezza sui suoi dubbi legittimi e per far fronte alle sue difficoltà personali.
Spero di esserle stato utile! In bocca al lupo.

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Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
La ringrazio per aver espresso con tanta chiarezza e onestà le sue preoccupazioni, che sono del tutto legittime e comprensibili, soprattutto considerando la forte angoscia che sta vivendo. La sua descrizione di come si sente, con quella sensazione di distacco dalla realtà, come se vedesse tutto "tramite una bolla", e il timore di "diventare pazzo", sono esperienze profondamente destabilizzanti e so bene quanto possano generare un grande senso di allarme. Quello che lei descrive come derealizzazione, ovvero la percezione che il mondo esterno sia strano, irreale o distaccato, è un sintomo che, pur essendo molto spiacevole e a volte spaventoso, rientra spesso in quadri di forte ansia o stress. È una sorta di meccanismo di difesa che la mente mette in atto per proteggersi da un sovraccarico emotivo o da una situazione percepita come troppo difficile da gestire. Immagini la sua mente come un sistema che, di fronte a un eccesso di stimoli o a un pericolo percepito (anche se non reale), decide di "abbassare il volume" della percezione per non essere travolta. Questo può portare a quella sensazione di ovattamento, di estraneità, come se ci fosse un velo tra lei e il mondo. È un fenomeno che può essere transitorio e solitamente non indica una perdita di contatto con la realtà nel senso di una psicosi. È molto importante notare la sua osservazione chiave: "più mi focalizzo con il pensiero più si fa intenso, perché quando non ci penso sembra come se scompare oppure si fa più leggero". Questa è una dinamica tipica di molti disturbi d'ansia, e in particolare del Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC), in cui i pensieri stessi, e il modo in cui ci si relaziona ad essi, diventano parte del problema. I pensieri che lei ha, come la necessità di ripetere cosa ha fatto giorno per giorno per controllare la sua memoria, o le domande interne sul giorno della settimana, pur sapendo la risposta, rientrano perfettamente in quelle che in ambito cognitivo-comportamentale chiamiamo "ossessioni". Le ossessioni sono pensieri, immagini o impulsi ricorrenti e persistenti che vengono percepiti come intrusivi e indesiderati, e che generano ansia o disagio significativi. Le compulsioni, invece, sono comportamenti ripetitivi (fisici o mentali, come nel suo caso) che la persona si sente spinta a eseguire in risposta a un'ossessione, per ridurre l'ansia o per prevenire un evento temuto. Il fatto che lei temesse di fare del male agli altri e ora abbia questi pensieri di controllo sulla memoria e sul tempo, sono diverse manifestazioni di un medesimo meccanismo: l'ansia che si aggrappa a specifici contenuti mentali, generando dubbi e spingendola a mettere in atto "controlli" per rassicurarsi. La sua paura di "impazzire" o di avere allucinazioni o deliri, anche se non li ha mai avuti, è un'altra ossessione molto comune in chi soffre di ansia intensa e pensieri intrusivi. Non è un'indicazione che stia sviluppando una psicosi, ma piuttosto che sta vivendo una paura molto forte di perdere il controllo della sua mente. La differenza fondamentale tra un quadro di ansia con derealizzazione e ossessioni e una psicosi sta proprio in quella consapevolezza che lei dimostra. Lei si chiede se le sue percezioni sono alterate, teme di "impazzire", di avere allucinazioni, ma riconosce che questi sono solo pensieri e paure, non esperienze reali e concrete. In una psicosi, la persona perde il contatto con la realtà e non ha questa capacità critica di distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è; il delirio o l'allucinazione sono vissuti come assolutamente veri e non sono messi in discussione dal soggetto. La sua lucida descrizione e la sua capacità di riconoscere l'ansia e la paura dietro questi pensieri sono un chiaro indicatore che siamo in un ambito di disturbo d'ansia, probabilmente con caratteristiche ossessive, piuttosto che di psicosi. Comprendo quanto sia estenuante e logorante vivere con questa sensazione costante di allerta e con pensieri che sembrano non darle tregua. La buona notizia è che sia la derealizzazione che i pensieri ossessivi rispondono molto bene a un intervento psicoterapeutico di tipo cognitivo-comportamentale. L'obiettivo della terapia non sarebbe quello di eliminare questi pensieri, cosa impossibile, ma di aiutarla a cambiare la sua relazione con essi. Imparerà a non dare peso a questi pensieri intrusivi, a non aggrapparsi ad essi, a non eseguire le "compulsioni" (come i controlli sulla memoria o le domande sul giorno) che, pur dando un sollievo momentaneo, in realtà alimentano il ciclo dell'ansia e dell'ossessione. Lavoreremo per ridurre l'iper-focalizzazione che lei stesso ha notato, quella che intensifica la sensazione di derealizzazione, e per aiutarla a ripristinare un senso di familiarità e di connessione con la realtà. Non è solo una questione di "cause", ma di capire i meccanismi che mantengono questi sintomi e di fornirle strategie concrete per affrontarli. Il suo sistema è sovraccarico di ansia e i suoi pensieri stanno diventando una fonte di ulteriore ansia. Con un percorso mirato, può imparare a gestire questa ansia, a ridurre l'impatto dei pensieri ossessivi e a recuperare un senso di benessere e di controllo sulla sua vita. resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Comprendo la sua preoccupazione e la complessità delle sensazioni che sta vivendo. Le esperienze che descrive, come la sensazione di distacco dalla realtà (vedere le cose come "strane" o "dentro una bolla"), la necessità di controllare e ripetere azioni, i dubbi sulla propria memoria e i pensieri intrusivi, possono essere molto angoscianti. La sua preoccupazione riguardo a un possibile inizio di psicosi è comprensibile, soprattutto in un momento in cui si sente particolarmente in allerta.

Derealizzazione
La derealizzazione è proprio quella sensazione di distacco dall'ambiente circostante che lei descrive: il mondo appare irreale, distorto, come un sogno o un film. Spesso è associata a periodi di forte stress, ansia o traumi. Il fatto che si allevi quando non si concentra su di essa è un elemento comune, poiché l'attenzione e la ruminazione tendono ad amplificarla.

Pensieri Ossessivi
La necessità di ripetere mentalmente le azioni della giornata, il controllo della memoria e i dubbi sulla data odierna sono molto simili a pensieri ossessivi. Le ossessioni sono pensieri, immagini o impulsi ricorrenti e persistenti che vengono percepiti come intrusivi e inappropriati e che causano ansia o disagio significativi. Spesso, per ridurre l'ansia associata a questi pensieri, le persone mettono in atto dei comportamenti ripetitivi (compulsioni), anche se nel suo caso sembrano più che altro compulsioni mentali (il controllo della memoria). I pensieri intrusivi, anche quelli riguardanti la possibilità di fare del male, sono un'esperienza comune nel contesto dei pensieri ossessivi e non indicano necessariamente un'intenzione reale.

Ansia e Stress
È importante considerare che tutti questi sintomi possono essere fortemente influenzati e amplificati da elevati livelli di ansia e stress. La derealizzazione, in particolare, è un meccanismo di difesa che il cervello può attivare in situazioni di forte sovraccarico emotivo. La sua attuale condizione di "allerta" e la paura di sviluppare allucinazioni o deliri sono elementi che alimentano un circolo vizioso di ansia.

Ossessioni o Inizio di Psicosi?
Riguardo alla sua domanda specifica se si tratti di ossessioni o inizio di psicosi, è fondamentale chiarire che solo uno specialista può fare una diagnosi accurata. Tuttavia, posso dirle che i sintomi che lei descrive, in particolare la derealizzazione e i pensieri di controllo, sono più comunemente associati a disturbi d'ansia o al disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) piuttosto che all'esordio di una psicosi.

Le psicosi sono caratterizzate da una perdita del contatto con la realtà più profonda, con la presenza di deliri (credenze false e irremovibili che non sono condivisibili da altre persone o dalla cultura di appartenenza) o allucinazioni (percezioni che avvengono in assenza di uno stimolo esterno reale, come vedere o sentire cose che non ci sono). Il fatto che lei sia preoccupato di poter avere allucinazioni o deliri e che si interroghi sulla realtà dei suoi pensieri, mantenendo una capacità critica, è un elemento che tende a discostarsi da un quadro psicotico, nel quale spesso la persona è convinta della realtà delle proprie percezioni e dei propri deliri. Sebbene il senso di distacco possa essere presente in entrambi i casi, la natura specifica dei suoi pensieri e delle sue preoccupazioni sembra indirizzarsi verso un quadro diverso.

Sarebbe utile e consigliato, per approfondire la sua situazione e ricevere una valutazione accurata e un percorso di supporto personalizzato, rivolgersi ad uno specialista.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Cristina Schirato
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Vicenza
Gentile utente,
grazie per la sua condivisione. Immagino che non sia semplice il momento che sta attraversando e, proprio per questo, le consiglio un incontro con uno psichiatra che la possa aiutare a comprendere meglio questi suoi pensieri.
Un caro saluto,
Dott.ssa Cristina Schirato
Dott. Dario Papa
Psicologo, Psicologo clinico
Chieti
Ciao,
quello che descrivi è qualcosa che tante persone provano, anche se in pochi ne parlano davvero. Sentirsi “dentro una bolla”, come se la realtà fosse strana, distaccata, può far spaventare parecchio ma non vuol dire che stai impazzendo.
Si chiama derealizzazione, ed è un'esperienza che spesso si accompagna all’ansia. Succede quando la mente è sotto stress continuo, al punto da “disconnettersi” un po’ dalla realtà per proteggersi. Non è psicosi, e da come ne parli si capisce che sei ancora ben ancorato alla realtà.
Il bisogno di controllare, di ricordare ogni dettaglio, di verificare le cose (come il giorno della settimana) sono meccanismi tipici dei pensieri ossessivi. Anche questi sono legati all’ansia, non alla perdita del contatto con la realtà. La tua mente è iperattiva, in allerta continua.. ed è questo che ti stanca e ti fa sentire fuori fase.
Il fatto che ti sia già successo in passato e sia passato è un buon segno. Ma ora è importante non restarci dentro da solo. Parlane con uno psicologo puòaiutarti a capire meglio cosa succede e come uscirne, passo dopo passo.
Scrivimi pure se hai bisogno.

Dott. Dario Papa.
Dott.ssa Rossella Carrara
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Buongiorno, le consiglio un consulto da uno psichiatra e un percorso di psicoterapia. Cordiali saluti.
Dott.ssa Giada Bossi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Gentile paziente,
grazie per aver condiviso la tua esperienza in modo così onesto e sentito. Purtroppo non posso offrirti una diagnosi in questo spazio, ma da ciò che racconti, più che un esordio psicotico, sembra esserci un sistema in allarme costante, che si esprime con sintomi dissociativi e ossessivi. È come se una parte di te lanciasse un SOS continuo…
Con le manifestazioni dissociative, è come se una parte di te cercasse di proteggersi da un sovraccarico emotivo, prendendo le distanze dalla realtà. A volte quesyo si intreccia con pensieri ossessivi, e bisogno di controllo cognitivo (il tuo ripassare le giornate per verificare la memoria). Queste strategie, per quanto faticose, mi sembra possano essere tentativi di restare ancorati alla realtà, di non cedere al panico.

Il mio consiglio, per prenderti cura in modo completo di questo momento così delicato, è rivolgerti a uno psichiatra per una valutazione approfondita, per chiarire insieme a lui la natura di questi vissuti così dolorosi. In parallelo e di concerto con il medico, credo possa essere utile iniziare un percorso psicoterapeutico, che possa accompagnarti in questa fase per dare senso e gestione a questi vissuti così spaventosi.
In un percorso psicoterapeutico, soprattutto se orientato alla regolazione emotiva e alla reintegrazione del sé, si può esplorare con delicatezza ciò che ha portato a questa attivazione e aiutarti a ritrovare un senso di continuità, di radicamento, di fiducia nel tuo corpo, nei tuoi pensieri e in te.
Importante a mio parere che la terapia non sia scelta casualmente ma con attenzione all’approccio: il mio suggerimento è intraprendere una psicoterapia sensomotoria o comunque un approccio bottom-up centrato sul trauma, con componente somatica e di stabilizzazione.
Il primo passo, però, lo hai già compiuto: stai cercando risposte, non stai scappando da te.
Un saluto e buon percorso! Giada
Dott.ssa Angelica Guido
Psicologo, Psicologo clinico
Perugia
Gentile utente, grazie per aver condiviso con così tanta precisione il suo vissuto. Le sue parole restituiscono bene quanto questa esperienza sia angosciante e totalizzante. Detto ciò, non credo si tratti di un esordio psicotico, ma piuttosto di un quadro di derealizzazione legato ad ansia e pensieri ossessivi. Il fatto che lei riconosca come strani questi pensieri, che abbia consapevolezza che non corrispondano a una perdita di contatto con la realtà, è un elemento molto importante. Le ossessioni spesso si rafforzano proprio quando cerchiamo di controllarle o analizzarle continuamente, come accade nei rituali mentali di verifica che lei descrive.
è importante non ridurre questa sofferenza a una semplice etichetta, ma a esplorarla nel suo significato profondo: chi è lei, oggi, che vive tutto questo? E che senso ha questa esperienza nella sua storia?
Un percorso psicoterapeutico orientato in questa direzione può aiutarla a ritrovare continuità, significato e fiducia nel suo modo di essere al mondo, partendo proprio da questo spaesamento che sta vivendo.
Un caro saluto e rimango a disposizione per eventuali approfondimenti.
Dott.ssa Beatrice Dono
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile Utente, accolgo la sua sofferenza in merito e a tal proposito, per dedicarle l'attenzione e riservatezza che merita, la invito a richiedere una consulenza psicologica per iniziare a ricercare un equilibrio e ragionare sui termini riportati nella richiesta. Rimango disponibile.
Dott.ssa Dono
Gentile utente. Le sensazioni che descrivi – come sentirti dentro una "bolla", vedere le cose in modo strano, avere dubbi continui e il bisogno di controllare la memoria – sono sintomi che molte persone provano quando vivono periodi di forte ansia o stress.

Questi sintomi spesso fanno molta paura, soprattutto quando sembrano non andare via o quando ti fanno pensare che ci sia qualcosa di grave che non va. Ma in realtà, si tratta di reazioni della mente che può imparare a gestire, soprattutto con l’aiuto giusto.

In particolare, può essere utile un percorso con uno psicologo, in particolare con approccio cognitivo-comportamentale (CBT) che può essere d'aiuto per:

- capire da dove vengono queste sensazioni di distacco o confusione,
- imparare a gestire i pensieri che ti spaventano,
- ridurre l’ansia e ritrovare stabilità nella tua vita quotidiana.

Inoltre, il fatto che tu ti faccia queste domande e che ti rendi conto che “qualcosa non torna” è un segno che hai consapevolezza di quello che succede, e questo è molto rassicurante.

In conclusione, ti invito a non rimanere solo con queste paure. Con il supporto di uno specialista potrai capire meglio quello che ti sta succedendo.

Un caro saluto
Dott.ssa Laura Lanocita
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente, la descrizione delle sue esperienze indica un profondo stato di preoccupazione e di ricerca di un equilibrio interno, che al momento sembra sfuggirle. La sensazione di essere "dentro una bolla" e di percepire il mondo come distaccato è sintomatica di un vissuto di disconnessione, un modo in cui la mente cerca di proteggersi da un'angoscia che non riesce a essere completamente risolta o compresa. Il fatto che questi sintomi diventano più intensi quando ci si focalizza su di essi e sembrano attenuarsi quando la sua attenzione è altrove, può indicare che queste esperienze sono collegate a uno stato di ansia profonda e a un desiderio di mantenere il controllo su una realtà che sente sfuggente. La necessità di ripetere azioni o pensieri per tenere tutto sotto controllo potrebbe rappresentare un tentativo inconscio di ristabilire un senso di sicurezza e integrità; questa modalità di funzionamento può aumentare in situazioni di stress o di incertezza. È importante comprendere che i suoi sintomi, per quanto spaventosi, potrebbero non indicare necessariamente un inizio di psicosi, ma piuttosto un modo dinamico e complesso che il suo inconscio ha trovato per segnalare la necessità di attenzione e cura. Nell'ambito del mio orientamento psicoanalitico, si parte dalle esperienze emotive più profonde per esplorare come le dimensioni inconsce influenzano il vissuto presente, cercando nuove vie di comprensione e di riconciliazione con se stessi.
Se desidera un luogo in cui poter approfondire questi vissuti e ricevere supporto in un contesto privo di giudizio, la invito a contattarmi.
Sarò al suo fianco per accompagnarla in un percorso di scoperta personale. Cordialmente, dottoressa Laura Lanocita.
Dott. Luca Vocino
Psicologo clinico, Psicologo
Trezzano Rosa
Buongiorno gentile Utente, la ringrazio per aver condiviso con sincerità un’esperienza che, da quanto descrive, le sta creando grande disagio e preoccupazione. Posso immaginare quanto possa essere faticoso vivere con questa sensazione di distacco dalla realtà e con il timore costante di perdere il controllo della propria mente.

La sintomatologia che riporta (la percezione di essere “dentro una bolla”, il mondo che sembra estraneo o distante, i dubbi ripetitivi su aspetti della memoria o della quotidianità, il bisogno di controllare e ripercorrere gli eventi per rassicurarsi) rientra spesso in un quadro clinico di ansia con tratti ossessivi e componenti dissociative, piuttosto che in un esordio psicotico. Il fatto che lei conservi sempre un alto livello di consapevolezza e spirito critico rispetto a quello che le succede (per esempio quando dice “dentro di me so che è martedì”) è un indicatore importante: significa che mantiene un gradiente di contatto con la realtà, anche se fortemente influenzato da stati emotivi disturbanti.

La derealizzazione che descrive, specialmente quando nota che si accentua quando ci pensa o si focalizza, è una reazione molto comune allo stress, all’ansia cronica e al sovraccarico emotivo. Spesso non è il segnale di una malattia mentale grave, ma piuttosto un meccanismo difensivo del cervello per ridurre l’impatto di emozioni troppo intense. In periodi prolungati di allerta o paura, la mente può sviluppare questi stati come forma di “protezione”, anche se poi diventano a loro volta fonte di disagio.

Anche i pensieri intrusivi violenti che menziona di aver avuto inizialmente, e la necessità attuale di controllare e monitorare la propria memoria e percezione del tempo, sono elementi spesso presenti nel disturbo ossessivo-compulsivo, soprattutto nelle sue forme più silenziose e interiorizzate. Non sono segnali che lei sta “impazzendo”, ma piuttosto che la sua mente è sotto forte pressione e sta cercando un equilibrio.

Comprendo il timore che ci sia sotto qualcosa di più grave, come una psicosi, ma al momento non emergono elementi clinici che assicurano un esordio psicotico, come perdita di giudizio di realtà, allucinazioni vere e proprie, deliri strutturati o alterazioni gravi della percezione. Al contrario, ciò che colpisce è proprio la sua continua vigilanza e il bisogno di rassicurarsi, che sono più tipici di un funzionamento ansioso.

Resta comunque fondamentale che lei possa confrontarsi in modo approfondito con uno specialista, in modo da avere un inquadramento diagnostico preciso e condividere un percorso di trattamento. Un intervento psicoterapeutico di tipo cognitivo-comportamentale, magari integrato da un supporto farmacologico se ritenuto necessario, può aiutarla a ritrovare equilibrio e ridurre notevolmente questo tipo di sintomi.

Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
Dott.ssa Irene Moraldi
Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Gentilissimo utente, se non capisco male negli ultimi mesi si sente come dentro una bolla, come distaccato dal mondo circostante al punto da sentirsi disorientato e questo la spaventa e la porta anche a mettere in atto dei comportamenti per cercare di tenere sotto controllo questa sensazione di distacco. A volte pensare a ciò che ci spaventa può portarne ad un aumento del sintomo, ad una sensazione di panico e di perdita di controllo. In questa forse potrebbe esserle di aiuto un supporto da parte di un professionista, per esplorare quella che può essere l'origine di questa sensazione che la accompagna da mesi e svolgere un percorso per poterle dare sollievo.
Dott.ssa Anna Maria Nicoletti
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Sora



Gentile utente,
le sensazioni che descrive, come la percezione di vivere “dentro una bolla”, il bisogno di controllare i pensieri, la paura di perdere il contatto con la realtà, possono essere molto destabilizzanti e spaventose. È comprensibile che si stia ponendo molte domande e che senta il bisogno di trovare chiarezza.
Da quanto scrive, emerge una forte componente di ansia e di ipercontrollo del pensiero, elementi che spesso accompagnano esperienze di derealizzazione e depersonalizzazione. Questi fenomeni, sebbene molto sgradevoli, non significano che si tratti di un esordio psicotico. Spesso, infatti, sono legati a periodi di forte stress, ansia o vissuti traumatici, e possono essere affrontati e compresi meglio con l’aiuto di un professionista.
Il fatto che lei si interroghi sulla natura dei suoi pensieri, che mantenga un contatto critico e che cerchi un confronto, è un segnale importante di consapevolezza. Tuttavia, per poterle dare un parere accurato e responsabile, è fondamentale un colloquio clinico approfondito.
Nessuna diagnosi può essere fatta in modo serio attraverso un messaggio, ma ciò che è certo è che non è solo e che può essere aiutato.
Resto a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti ed eventualmente anche online.
Un caro saluto,
Dott.ssa Anna Maria Nicoletti
Dr. Marco Cenci
Psicologo, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno,
E' impossibile fare diagnosi online. Le sensazioni che descrive andrebbero approfondite con l'aiuto di un collega.
Dott. Marco Cenci
Dott. Marco Squarcini
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Gentilissimo, sono estremamente dispiaciuto per la situazione che descrive. Comprendo anche la sua ricerca di risposte, di cause, che cosa mi sta succedendo. Credo fortemente che per quanto utile, questo format non possa in alcun modo sostituirsi ad una valutazione fatta a un professionista in presenza, il rischio è quello di produrre ipotesi e supposizioni senza conoscerla minimamente. Ecco che, a tal proposito, mi verrebbe da consigliarle di rivolgersi ad un professionista della salute mentale che possa esplorare insieme a lei sintomi e difficoltà che in questo periodo sono presenti nella sua vita. Le auguro il meglio e la saluto, cordialmente Dott. Marco Squarcini
Dott. Stefano Recchia
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Roma
Gentile utente grazie per aver condiviso con sincerità ciò che stai vivendo.
Da ciò che scrivi non descrivi allucinazioni visive, uditive o deliri strutturati (cioè credenze false mantenute nonostante le prove contrarie). Hai inoltre una buona consapevolezza (ti chiedi se è una psicosi, quindi sei critico verso i tuoi pensieri).
Tutti questi sintomi si accentuano quando ci pensi, e migliorano quando sei distratto.
I tuoi sintomi sono molto più compatibili con un disturbo d’ansia e/o ossessivo-compulsivo. In ogni caso ti suggerisco di rivolgerti ad un professionista. Potrà aiutarti a capire meglio il tuo funzionamento mentale e darti sollievo. Spero di esserti stato d'aiuto. Resto a disposizione. Un caro saluto.
Dott. Stefano Recchia
Dott.ssa Francesca Gottofredi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
Le sensazioni che descrivi sembrano legate a stati d’ansia, derealizzazione e pensieri ossessivi, non necessariamente a una psicosi. Il controllo costante e l’allerta mentale sono segnali di disagio che meritano attenzione clinica. Ti consiglio un percorso psicoterapeutico per esplorare e gestire questi vissuti in modo più sereno.
Dott.ssa Francesca Gottofredi.
Dott.ssa Ilenia Colasuonno
Psicologo, Psicologo clinico
Cerveteri
Certo. Ecco una versione più personale, mantenendo lo stesso messaggio chiaro ma con un tono più empatico e vicino:



Caro ragazzo, ti ringrazio per aver trovato il coraggio di scrivere e raccontare cosa stai vivendo.

Quella sensazione di vivere “dentro una bolla”, di percepire il mondo come se fosse distante o irreale, può essere davvero spiazzante e angosciante. Ma non sei solo, e non sei “pazzo”. Questi vissuti assomigliano molto a una forma di derealizzazione, spesso collegata a periodi di forte ansia. Il fatto che tu riesca a descrivere così bene quello che provi e a notare come i pensieri si intensifichino quando ti concentri su di essi, è un segnale che hai un buon livello di consapevolezza: qualcosa che nelle psicosi vere e proprie tende a mancare.

Anche il bisogno di ripercorrere mentalmente le giornate, o il dubbio sul giorno della settimana pur sapendolo bene, sembrano più legati a pensieri ossessivi e a un forte bisogno di controllo, tipico dei momenti di ansia e incertezza. Sono strategie mentali che la mente usa per cercare sicurezza, ma che alla lunga possono alimentare ancora più tensione.

Ti direi sinceramente che un percorso con uno psicoterapeuta specializzato in CBT (terapia cognitivo-comportamentale) potrebbe aiutarti tanto. È un tipo di terapia molto adatta in questi casi, e potresti svolgerla anche online se ti è più comodo.

Non c’è niente di sbagliato in te, e quello che provi si può affrontare e superare. Se vuoi, sono qui anche per aiutarti a muovere i primi passi.
Dott.ssa Stefania Borriello
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente, intanto la ringrazio per aver condiviso tutto questo, non deve essere stato semplice. Sicuramente, l'aspetto positivo è la sua estrema consapevolezza di queste esperienze di derealizzazione e distacco. Posso comprendere la sua preoccupazione al riguardo e voglio incoraggiarla a non aver paura di fare una valutazione psichiatrica. So che può spaventare ma lo psichiatra potrà inquadrare i suoi sintomi e indicarle il percorso migliore da seguire per prendersi cura di se in questo momento.
Resto a disposizione se dovesse aver bisogno di ulteriori chiarimenti.
Un cordiale saluto
Dott.ssa Stefania Borriello
Dott. Nunzio Spina
Psicologo, Psicologo clinico
Amantea
Ciao, grazie per aver condiviso con tanta precisione e sincerità quello che stai vivendo, ciò che descrivi è molto intenso e può far sentire davvero spaventati, ma il fatto che tu riesca a raccontarlo con lucidità è già un segnale importante. I sintomi che stai sperimentando, come la sensazione di vivere “dentro una bolla”, il bisogno di controllare la memoria, i dubbi ripetitivi sul giorno della settimana, e l’iperfocalizzazione su questi pensieri “sembrano più vicini a un disturbo ossessivo o dissociativo” (come la derealizzazione), piuttosto che a una psicosi vera e propria. MA QUESTA MIA SUPPOSIZIONE ANDREBBE VALUTATA MEGLIO E CON PIU CURA. Penso questo perché: Le ossessioni sono caratterizzate da pensieri intrusivi, ripetitivi e spesso angoscianti, che la persona riconosce come propri e irrazionali. Il bisogno di controllare la memoria o ripetere mentalmente eventi può rientrare in questo quadro. La derealizzazione invece è una forma di dissociazione in cui l’ambiente circostante appare irreale o distorto, come se si fosse “separati” dalla realtà. È spesso può essere legata a stress, ansia o traumi, e può essere transitoria o più persistente. Infine la psicosi, comporta una perdita del contatto con la realtà, con deliri o allucinazioni vissuti come veri. Il fatto che tu ti chieda se stai impazzendo, ma mantieni consapevolezza che qualcosa non va, è un segnale che il contatto con la realtà è ancora presente. Inoltre, il fatto che i sintomi si intensifichino quando ci pensi e si attenuino quando ti distrai è tipico dei disturbi d’ansia o ossessivi, non della psicosi. Detto questo, RIBADISCO, |non è possibile fare una diagnosi online|, ti consiglio vivamente di parlarne con uno psichiatra o psicologo clinico, che potrà valutare il quadro completo e aiutarti a trovare un percorso di cura adatto. Se dovessi avere bisogno, potremmo parlarne e magari valutare insieme in quanto psicologo clinico, mi trovi su miodotte e/o online Nunzio Spina.
Dott.ssa Marianna Mansueto
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno, comprendo quanto la situazione che sta vivendo possa essere difficile e spaventosa. I sintomi che descrive – come la sensazione di distacco dalla realtà, i dubbi continui e il bisogno di controllare la memoria – meritano attenzione, ma non è possibile, né corretto, azzardare una diagnosi a distanza.

Quello che posso dirle con certezza è che il disagio che sta provando va ascoltato e affrontato con l’aiuto di un professionista in presenza. Le consiglio vivamente di rivolgersi quanto prima a uno psicoterapeuta o a uno psichiatra per una valutazione approfondita e un supporto adeguato.
Dott. Omar Vitali
Psicologo, Terapeuta, Professional counselor
Dalmine
Buongiorno, a volte l'ansia può produrre stati di derenalizzazione: I sintomi includono la sensazione che il mondo sia irreale, distaccato, distorto, o come se si stesse guardando il mondo attraverso un velo o un vetro. Possono verificarsi anche alterazioni della percezione del tempo, difficoltà a riconoscere le persone e gli oggetti, e un senso di estraneità verso il mondo circostante.
Come affrontare la derealizzazione:
La derealizzazione può essere un disturbo transitorio o parte di un disturbo dissociativo più ampio. È importante cercare l'aiuto di un professionista della salute mentale per valutare la causa.
Gentilissimo,
dal suo messaggio appare evidente un forte (e giustificato) stato di ansia, stress e preoccupazione relativo a tutto ciò che ha - brevemente, se teniamo conto della complessità relativa alla sintomatologia lamentata - descritto.
In assenza di un'anamnesi completa e puntuale, di un colloquio clinico che le permetta di raccontare più dettagliatamente il suo vissuto e i suoi pensieri a un professionista, ritengo personalmente azzardato avanzare qualsivoglia ipotesi diagnostica.
Di certo, però, la sua è una condizione da attenzionare e sulla quale indagare.
Laddove volesse farlo, resto a disposizione per offrirle le mie competenze: per rispondere ai suoi dubbi, così come per - se vorrà - accompagnarla in un percorso volto al raggiungimento del suo pieno benessere psicosociale.

Cordialmente,
Dott.ssa Sofia Mezzasalma

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