Dott.ssa Fernanda Lascala de Senna

Psicologa · Altro

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Esperienze

Sono psicologa specializzata in salute e perinatalità. Provvedo supporto psicologico a individui e famiglie principalmente nell’ambito perinatale (concepimento, gravidanza, puerperio), genitoriale e prima infanzia.

Ho più di 10 anni di esperienza lavorando in contesti diversi come scuole, ospedali, studio privato e iniziative sociali all’estero. Posso offrire sostegno psicologico in italiano, inglese e portoghese.
Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicologia dell'età evolutiva
  • Psicologia perinatale
  • Psicologia della salute
  • Psicologia clinica

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Dott.ssa Fernanda Lascala de Senna

Piazza dell'Otto Agosto 29, Bologna 40126

Supporto Psicologico

16/05/2025

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    60 €

  • Corso pre-parto

    Da 80 €

  • Test psicologici

    Da 60 €

  • Tecniche di rilassamento

    60 €

  • Superamento di eventi traumatici

    60 €

Indirizzi (2)

Disponibilità

Telefono

051 952...

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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Perla - Sostegno alla genitorialità

Piazza dell'Otto Agosto 29, Bologna 40126

Disponibilità

Telefono

051 952...

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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4 recensioni

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  • V

    Dottoressa molto accogliente, calma e empatica. È facile raccontarsi

     • Perla - Sostegno alla genitorialità colloquio psicologico  • 

  • S

    Sono arrivata dalla dottoressa Lascala de Senna circa due mesi dopo la nascita della mia bambina, in un momento in cui mi sentivo molto sola e sopraffatta. Abbiamo fatto la nostra prima consulenza online, ma nonostante la distanza mi sono sentita subito accolta e ascoltata con grande empatia. La dottoressa è molto preparata, ha una conoscenza profonda del mondo dei neonati e comprende davvero le difficoltà che si possono vivere nel post parto. Mi ha fatto sentire meno sola e più sicura come mamma. La prossima volta ci incontreremo a domicilio, e non vedo l’ora di proseguire questo percorso con lei. La consiglio con tutto il cuore a chi sta cercando un supporto competente e umano in un momento così delicato.

     • Perla - Sostegno alla genitorialità colloquio psicologico individuale  • 

  • L

    Sono arrivata dalla dottoressa Lascala de Senna circa due mesi dopo la nascita della mia bambina, in un momento in cui mi sentivo molto sola e sopraffatta. Abbiamo fatto la nostra prima consulenza online, ma nonostante la distanza mi sono sentita subito accolta e ascoltata con grande empatia. La dottoressa è molto preparata, ha una conoscenza profonda del mondo dei neonati e comprende davvero le difficoltà che si possono vivere nel post parto. Mi ha fatto sentire meno sola e più sicura come mamma. La prossima volta ci incontreremo a domicilio, e non vedo l’ora di proseguire questo percorso con lei. La consiglio con tutto il cuore a chi sta cercando un supporto competente e umano in un momento così delicato.

     • Consulenza online sostegno genitoriale  • 

  • S

    La dott.ssa Lascala De Senna è stata di grande aiuto per il nostro percorso genitoriale. Io e mia moglie ci siamo rivolti a lei per cercare un sostegno ed un aiuto concreto per superare insicurezze e ansie all'arrivo del nostro primo figlio. Il percorso di gravidanza di mia moglie era stato infatti piuttosto complesso e impegnativo, anche per il fatto di non avere una rete di supporto vicino a noi. La dott.ssa Lascala De Senna ci ha presi per mano nei primi mesi di vita di nostro figlio, guidandoci in un percorso condiviso che ci sta permettendo di affrontare la nuova situazione con maggiore serenità.

     • Perla - Sostegno alla genitorialità sostegno alla genitorialità  • 

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 12 domande da parte di pazienti di MioDottore

Sono fidanzata con il mio ragazzo (25 anni) da quando ne avevamo 18.
Da anni soffre di ludopatia. Non me l’ha mai nascosta, anzi: mi ha sempre resa sua complice.

All’inizio ho sottovalutato il problema. Giocava cifre che non mi spaventavano e pensavo di poter gestire la situazione. Con il tempo, però, il gioco è diventato sempre più grave: ha iniziato a puntare cifre molto alte, ben oltre le sue possibilità.

Lavora da anni, ma ogni mese il suo stipendio finisce in pochissimi giorni.
Nonostante io non lavorassi, ho sempre cercato di colmare le sue perdite con i soldi che i miei genitori mi davano. Sono sempre stata una persona responsabile e attenta al denaro, anche perché i miei genitori non mi hanno mai fatto mancare nulla e ho sempre avuto grande rispetto per i sacrifici che hanno fatto.

Col tempo però la situazione è degenerata.
Ho iniziato a rubare: prima oggetti d’oro, poi dalle carte che avevo a disposizione, poi direttamente dal conto dei miei genitori.
Questa cosa mi spaventa profondamente. So di essere stata “furba” nel farlo, ma non in un modo che mi rende orgogliosa: mi fa paura rendermi conto di cosa sono arrivata a fare.

Nonostante tutto, sono riuscita a portare avanti il mio percorso di studi: mi sono laureata con il massimo dei voti e ho trovato subito un lavoro full-remote dopo la laurea magistrale, con uno stipendio molto buono.
Lavoro da giugno, ora siamo a gennaio, e di quei soldi non mi è rimasto nulla.

Ogni mese lui spende tutto il suo stipendio e aspetta i miei soldi per “recuperare”.
So che può sembrare assurdo pensare che perda sempre, ma purtroppo non è così: ad aprile dell’anno scorso ha vinto circa 100.000 euro, persi interamente nel giro di una settimana.

Non ha un’auto, fa un lavoro che detesta, ha perso molte amicizie nel tempo.
Io continuo a lasciarlo, ma non riesco mai a farlo definitivamente. Mi sento bloccata in una relazione tossica che mi sta logorando, emotivamente ed economicamente.

Sono consapevole che questa situazione non è sana.
So di aver bisogno di aiuto, perché da sola non riesco più a uscirne.

Cara utente,

Quello che racconti è una storia di grande sofferenza, ma anche di grande lucidità. Il fatto che tu riesca oggi a riconoscere che questa relazione ti sta logorando è un passaggio fondamentale e tutt’altro che scontato.

Nelle relazioni affettive, soprattutto quando sono molto lunghe e iniziate in giovane età, può accadere che il confine tra “amare” e “sacrificarsi” diventi sempre più sottile, fino quasi a scomparire. In questo caso, la ludopatia del tuo partner non è rimasta “sua”, ma è entrata progressivamente nella relazione, trasformandoti da compagna a sostenitrice, poi a mediatrice, fino a diventare – tuo malgrado – parte attiva di un meccanismo distruttivo.

Un punto centrale che emerge dal tuo racconto riguarda i limiti. I limiti non sono punizioni né atti di egoismo: sono strumenti di tutela della propria integrità emotiva, morale ed economica. Quando, per amore o paura di perdere l’altro, iniziamo a oltrepassare i nostri limiti personali, il prezzo da pagare è spesso molto alto. Nel tuo caso, questi confini sono stati superati poco alla volta, fino ad arrivare a comportamenti che oggi ti spaventano e che non rispecchiano i tuoi valori profondi. Questo non parla di chi “sei”, ma di quanto una situazione relazionale possa spingere una persona oltre se stessa.

È importante sottolineare un aspetto chiave: non è possibile salvare qualcuno sacrificando se stessi. La dipendenza è una condizione che richiede un percorso di cura specifico e una responsabilità personale che non può essere delegata al partner. Continuare a “coprire”, recuperare o tamponare le conseguenze del gioco, per quanto comprensibile sul piano emotivo, rischia di mantenere il problema e di intrappolarti in una relazione sempre più sbilanciata.

Rinforzarsi interiormente è il primo passo per poter mettere limiti chiari all’altro. Ma questo è molto difficile da fare da soli, soprattutto quando sono in gioco anni di legame, senso di colpa, paura, speranza e affetto. Un percorso di sostegno psicologico personale può aiutarti a:
• comprendere i meccanismi relazionali in cui sei coinvolta
• recuperare il contatto con i tuoi bisogni e valori
• lavorare sul senso di responsabilità e di colpa
• costruire confini più solidi e sostenibili
• ritrovare una posizione di scelta, anziché di blocco

Chiedere aiuto non significa fallire, ma iniziare a prendersi cura di sé. È uno spazio sicuro in cui poter rimettere ordine, senza giudizio, e iniziare a fare scelte che non siano più contro di te.

Se senti che questa situazione ti sta portando troppo lontano da chi sei, fermarti e cercare un supporto professionale è un atto di grande coraggio e di profondo rispetto verso te stessa.

Mi rendo disponibile (on line o presenzialmente) caso decidessi iniziare un percorso di sostegno,
Dottoressa Fernanda Lascala de Senna

Dott.ssa Fernanda Lascala de Senna

Come faccio a cambiare mia moglie? Salve dottori è una domanda che da qualche giorno mi passa per la testa ma non perché mia moglie non sia serena e non abbia pregi ma logicamente come tutti ha difetti io da qualche tempo mi sommo avvicinamento al buddismo e conosciuto dei maestri e ho in sto ad applicare alcune cose che ritenevo giusto mi sono imbattuto quasi per caso anche se prima seguivo diversi canali che parlavano della psicologia dove trovavo spunti molto interessanti per la mia serenità adesso ho iniziato a vedere qualcosa sulla spiritualità orientale e sembra che sia di un livello superiore è molto più elevata rispetto altre discipline ma anche alla psicologia stessa , io amo molto mia moglie e mia figlia e i miei amici ma loro non sono vicini a questo mondo e pensavo che se li ama veramente dovrei cercare di fargli elevare , perché molti maestri parlano di condividere il sapere anche se sono frenato sul condividere , forse dovrei vincere quest altra cosa per il bene di mia moglie e dei miei cari e renderli più spirituali ?

Caro utente,
È una domanda comprensibile e profonda, che nasce dal desiderio di condividere ciò che ci fa stare meglio con le persone che amiamo. Quando intraprendiamo un percorso di crescita personale o spirituale e ne sperimentiamo i benefici, è naturale volerli estendere anche ai nostri affetti più cari.

Dal punto di vista psicologico, tuttavia, è importante chiarire un aspetto centrale: non è possibile cambiare un’altra persona dall’esterno, nemmeno con le migliori intenzioni. I cambiamenti autentici non avvengono per insegnamento, convinzione o “guida”, ma nascono sempre da una motivazione interna e personale. Quando il cambiamento non parte da dentro, rischia di rimanere superficiale o di generare resistenze.

Il vero “luogo di cura” non è l’altro, ma la relazione. E all’interno della relazione, ciò che ha maggiore forza trasformativa non è ciò che si propone o si spiega, bensì ciò che si incarna. Un percorso spirituale vissuto in modo autentico si riflette nella qualità della presenza, nell’ascolto, nella capacità di accogliere l’altro così com’è, senza il bisogno di correggerlo o migliorarlo.

Tentare di cambiare una persona amata può involontariamente comunicare che “così com’è non va bene”, creando distanza o senso di inadeguatezza. L’amore, invece, si esprime nel riconoscere e rispettare i tempi, i bisogni e i percorsi individuali.

La condivisione può essere preziosa solo quando nasce da una richiesta esplicita o da un interesse spontaneo dell’altro. In caso contrario, il lavoro più profondo diventa accettare che le persone a noi vicine possano seguire strade diverse dalle nostre, senza che questo diminuisca il valore del legame.

Paradossalmente, è proprio quando smettiamo di voler cambiare gli altri che il nostro cambiamento personale diventa davvero generativo: perché ciò che è autentico si trasmette per risonanza, non per spinta. O sia, vivendo a pieno la tua propria spiritualità porterai benefici anche ai tuoi cari.

Cordialmente,
Dottoressa Fernanda Lascala de Senna

Dott.ssa Fernanda Lascala de Senna
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