Cosa deve fare un genitore di due figli uno di 11 e uno di 7 che si accorge del fatto che si stanno

21 risposte
Cosa deve fare un genitore di due figli uno di 11 e uno di 7 che si accorge del fatto che si stanno esplorando fisicamente ? Non voglio che ricolleghino a questo evento qualcosa di negativo, parlarne? O non parlarne?
Dott.ssa Annalisa Lo Magno
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Caltanissetta
Questa è una situazione che mette spesso a disagio i genitori, ma che è molto comune e, nella maggior parte dei casi, priva delle malizie che noi adulti tendiamo a proiettarvi.
Parlarne è fondamentale, ma il come fa la differenza. Ignorare l'evento lascerebbe i bambini nel dubbio che abbiano fatto qualcosa di "sporco" o segreto. Se il genitore non ne fa un dramma, i figli non lo vivranno come un trauma.
Cosa fare dunque? Utilizzerei questa situazione come un'ottima occasione per fare educazione all'affettività Partirei con lo spiegare ai bambini cosa è privato, facendo l’esempio del costume che a breve indosseremo in spiaggia. Spiegherei anche che non si tocca il corpo degli altri senza permesso e che, anche se c'è il permesso, certe parti rimangono private. Fondamentale è non dare punizioni, se il genitore punisce, crea il "frutto proibito" o associa il corpo al senso di colpa.

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Dott.ssa Elisa Oliveri
Psicoterapeuta, Psicologo
Torino
Caro Anonimo,
l'esplorazione del corpo tra fratelli è assolutamente normale. Il rischio è che possano invece percepire nell'adulto reazioni di vergogna o disagio.
Credo che si possa parlarne in un momento di tranquillità, utilizzando, se ritenuto utile, anche albi illustrati sul tema e spiegare il genitore è disponibile a rispondere con serenità a tutte le loro domande. La genitorialità è una bella e entusiasmante avventura.
Dott.ssa Rosa Russiello
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Arzano
Gentile Signora/Gentile Signore,

tenderei a considerare quanto accaduto più come un’occasione di ascolto e comprensione che come un problema in sé. A 7 e 11 anni i bambini attraversano fasi evolutive differenti, nelle quali la curiosità verso il corpo e le differenze può emergere in modo spontaneo. Ritengo utile affrontare l’argomento con calma e naturalezza, senza colpevolizzare né drammatizzare, aiutandoli però a comprendere gradualmente il significato dei confini personali e dell’intimità.
Resto a disposizione qualora desiderasse approfondire meglio la situazione o confrontarsi ulteriormente su come gestirla nel modo più adeguato.

Un cordiale saluto.
Io direi prima li lasci esplorare, poi tra un poco parlarne. l'importante è che lo facciano a casa in un contesto adeguato. Non blocchi la scoperta del loro corpo anche perché quello di 11 anni sta entrando nella fase adolescenziale é normale che si voglia conoscere, il suo corpo sta cambiando
Dott.ssa Giovanna Costanzo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno. La ringrazio per la delicatezza con cui pone questa domanda. Si sente chiaramente la Sua preoccupazione di agire con cura, bilanciando la necessità di proteggere i Suoi figli con il desiderio profondo di non marchiare la loro sessualità nascente con il sigillo della vergogna o del peccato. Validare il Suo vissuto significa riconoscere che il senso di allarme che prova è naturale, ma che la Sua intenzione di non rendere questo evento "negativo" è il miglior punto di partenza possibile per la loro crescita.
L'identità è un processo relazionale che si costruisce proprio attraverso il corpo e il riconoscimento dell'altro. I bambini, specialmente in queste fasce d'età, utilizzano il corpo come uno strumento di conoscenza. Tuttavia, a 11 e 7 anni, i Suoi figli si trovano in fasi evolutive diverse: il più grande sta entrando nella pre-adolescenza, un periodo di grandi mutazioni ormonali e curiosità nuove, mentre il più piccolo vive ancora in una dimensione più ludica e imitativa.
Parlarne o non parlarne?
La risposta è: parlarne, ma non come se si trattasse di un "processo" o di una punizione. Il silenzio rischierebbe di lasciare l'evento sospeso in un'area d'ombra, dove il bambino può sviluppare fantasie di colpa o segretezza. Parlarne significa dare un nome alle cose e stabilire una "cornice" di sicurezza.
Ecco una direzione che mi sento di indicarLe, basata su uno stile narrativo ed empatico:
1. Il momento e il tono
Non intervenga con urgenza o concitazione. Cerchi un momento di calma, magari separatamente con ognuno di loro, adattando il linguaggio alla loro età. Il Suo obiettivo non è "scoprire il colpevole", ma agire come una guida che spiega le regole del gioco sociale e del rispetto di sé.
2. Cosa dire al figlio di 11 anni
Con lui il discorso deve vertere sulla responsabilità e sul cambiamento del corpo. Può dirgli che è normale provare curiosità verso il proprio corpo e quello degli altri, ma che a questa età è importante capire il concetto di intimità privata. Spieghi che il corpo è un luogo sacro e che l'esplorazione fisica è qualcosa che appartiene a una sfera più adulta e consapevole, sottolineando che, essendo lui il più grande, ha il compito di proteggere la sensibilità del fratello minore.
3. Cosa dire al figlio di 7 anni
Con il più piccolo, il messaggio deve essere più semplice e rassicurante. Può spiegargli che il corpo ha delle "parti private" che sono solo nostre e che non si mostrano o si toccano insieme agli altri, nemmeno per gioco. L'idea deve essere quella di proteggere il proprio "tesoro" personale, senza fargli sentire di aver fatto qualcosa di "sporco".
4. Stabilire i confini (Setting familiare)
Come genitore, Lei deve ripristinare i confini del setting domestico. Ricordi loro che ci sono giochi che si possono fare insieme e altri che riguardano l'intimità di ciascuno. Se l'evento è avvenuto in un momento di noia o solitudine, provi a riflettere su come vengono occupati i loro spazi di condivisione.
Invece di dire "Non si fa", provi a dire "Questo è un gesto che richiede una maturità che ancora stiamo costruendo". In questo modo, l'evento non diventa una "macchia" indelebile, ma un'occasione educativa per parlare di consenso, rispetto dell'altro e valore della propria privacy.
Il Suo compito è quello di restare uno specchio accogliente: se i Suoi figli sentiranno che possono parlare con Lei senza essere giudicati, avranno sempre un porto sicuro dove tornare quando le tempeste della crescita si faranno più forti. Non si spaventi di questo episodio; lo consideri un segnale che i Suoi figli stanno crescendo e che hanno bisogno di Lei per imparare a leggere l'alfabeto delle emozioni e del corpo.

Cordialità
Dottssa Giovanna Costanzo.
La situazione che descrive può mettere in difficoltà molti genitori, ma è importante partire da un punto fondamentale: l’esplorazione corporea in età evolutiva può rientrare nella normalità dello sviluppo, soprattutto quando avviene in modo spontaneo e senza forzature o dinamiche di potere. Questo non significa ignorarla, ma accompagnarla nel modo giusto. La cosa più importante è evitare reazioni di allarme o giudizio, che rischierebbero di creare vergogna o associazioni negative. Allo stesso tempo è utile introdurre dei confini chiari e con bambini di età diverse è necessario fare una distinzione: nei più piccoli si può spiegare in modo semplice che il corpo è qualcosa di personale e che certe esplorazioni appartengono alla sfera privata e vanno fatte da soli; nei più grandi è importante iniziare a parlare di intimità, rispetto e differenza tra sé e l’altro, anche comprendendo il contesto in cui l’episodio è avvenuto. Quindi sì, è utile parlarne, ma con calma, senza caricare l’episodio di significati negativi, trasformandolo in un’occasione educativa. L’obiettivo non è reprimere, ma insegnare il rispetto del proprio corpo e di quello dell’altro, introducendo il concetto di privacy in modo adeguato all’età. Spero di esserle stata utile.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Quando un genitore si accorge che due fratelli si stanno esplorando fisicamente, la prima cosa importante è cercare di mantenere la calma ed evitare reazioni impulsive, punitive o fortemente allarmate. Nei bambini, soprattutto in età evolutiva, la curiosità verso il corpo, le differenze fisiche e la sessualità può far parte di una fase esplorativa e non necessariamente indica un problema o una connotazione patologica.

Detto questo, l’età dei bambini è un elemento molto importante: tra un bambino di 7 anni e uno di 11 esiste una differenza significativa sul piano dello sviluppo cognitivo, emotivo e corporeo. Per questo motivo è fondamentale intervenire con delicatezza, ma anche con chiarezza, aiutandoli a comprendere il concetto di intimità, rispetto reciproco e confini corporei.

Il consiglio è di parlarne, ma senza colpevolizzare né spaventare. Ignorare completamente l’episodio potrebbe lasciare i bambini senza una guida rispetto a ciò che è appropriato o meno. È utile affrontare il tema in modo semplice e adeguato alla loro età, ad esempio spiegando che:

la curiosità verso il corpo può succedere;
alcune parti del corpo appartengono alla sfera privata;
ci sono comportamenti che non si fanno con fratelli o altre persone;
il rispetto del corpo proprio e altrui è importante;
se hanno domande possono parlarne serenamente con gli adulti.

È preferibile evitare etichette come “vergognoso”, “sporco” o “sbagliato”, perché potrebbero creare vissuti di colpa, confusione o difficoltà future nel rapporto con il corpo e con la sessualità.

Può essere utile anche osservare alcuni aspetti:

l’episodio è stato occasionale o ripetuto?
vi era reciprocità e curiosità oppure pressione da parte del più grande?
i bambini sembravano sereni o a disagio?
ci sono stati cambiamenti comportamentali, regressioni, chiusura o conoscenze sessuali non adeguate all’età?

Nella maggior parte dei casi, un intervento educativo calmo e contenitivo è sufficiente. Tuttavia, vista la differenza di età tra i due bambini, è consigliabile approfondire la situazione con uno specialista dell’età evolutiva, che possa aiutare i genitori a comprendere meglio il significato dell’episodio e a gestirlo nel modo più adeguato e sereno possibile.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Jasmine Scioscia
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
Salve caro /a utente
scusa non ho capito bene se i tuoi figli si stanno esplorando reciprocamente, nel caso volessi intendere questo quello che ti suggerisco è in primis contattare quello che senti dopo aver saputo questa cosa e cercarla di ascoltarla il più possibile stando sul tuo vissuto emotivo per poi avere la giusta possibilità di parlarne con loro, magari prima separatamente per non creare eventuali imbarazzi e poi insieme, cerca di capire qual'è il tuo obiettivo e come faglielo arrivare senza giudizio ma con molta amorevolezza.
Buen camino.....
Dr Jasmine Scioscia
Dott.ssa Ilaria Visone
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pomigliano d'Arco
Salve ho letto le sue parole, il ricorso all’autoerotismo molto spesso è semplicemente la scoperta del proprio corpo e di ciò che può fare secondo le nostre volontà. In alcuni casi però, l’autoerotismo mette a disagio gli adulti poiché non si sa come affrontare questo argomento. In realtà si tratta di una normale tappa dello sviluppo di ogni essere umano. Se volesse avere uno spazio in cui poter approfondire tali perplessità nella gestione della sessualità e dell'affettività dei suoi figli, potrebbe pensare ad un percorso psicologico di sostegno alla genitorialità, in cui poter ottenere più strumenti per affrontare temi delicati tipici della pre adolescenza. Spero di esserle stata d'aiuto.
Dott.ssa Elvira Cerullo
Psicologo, Psicoterapeuta
Pescara
Capisco la preoccupazione di molti genitori davanti a situazioni come questa, ma è importante sapere che durante la crescita i bambini possono attraversare fasi di curiosità verso il proprio corpo e la corporeità in generale. La cosa più utile è cercare di mantenere un atteggiamento calmo e non giudicante, evitando reazioni di allarme, vergogna o punizione, che potrebbero far vivere al bambino il corpo e la sessualità con paura o senso di colpa. Anche se il bambino non manifesta questi comportamenti davanti al genitore, può essere comunque importante parlarne con delicatezza, senza interrogatori o toni accusatori. Spesso basta introdurre in modo naturale il tema della privacy, dell’intimità e del rispetto del proprio corpo e di quello degli altri, usando parole semplici e adatte all’età. Anzi, credo possa essere utile affrontare questi temi già dalla prima infanzia, in modo semplice e adeguato all’età, proprio perché oggi osserviamo sempre più spesso nei giovani difficoltà legate al rispetto dei confini personali, dell’intimità e della relazione con il proprio corpo e quello degli altri. I bambini, inoltre, ricevono molto precocemente stimoli e informazioni provenienti da internet e dai social, senza avere ancora gli strumenti emotivi e cognitivi per comprenderli ed elaborarli. Per questo il dialogo con gli adulti diventa fondamentale: parlare di privacy, consenso, rispetto e corporeità non significa “sessualizzare” i bambini, ma offrire loro parole e riferimenti sani con cui orientarsi nella crescita. È utile anche distinguere tra comportamenti occasionali, legati alla curiosità e vissuti nella privatezza, e comportamenti invece messi in atto apertamente davanti agli altri, molto frequenti o privi della percezione dei confini personali e sociali, che meritano maggiore attenzione.
L’obiettivo non è far sentire il bambino “sbagliato”, ma accompagnarlo con serenità nella comprensione dei confini e delle regole sociali legate all’intimità. Se dovessero emergere comportamenti persistenti, molto espliciti o associati a disagio emotivo, allora può essere utile confrontarsi con un professionista dell’età evolutiva.
Credo che il ruolo di un genitore sia soprattutto quello di contenere e regolare, offrendo ai bambini una cornice sicura dentro cui poter crescere ed esplorare il mondo. In questo senso gli adulti diventano una sorta di bussola: non giudici che colpevolizzano, ma punti di riferimento capaci di dare significato, confini e orientamento a esperienze che i bambini, da soli, non hanno ancora gli strumenti per comprendere pienamente.
Un caro saluto
Dott.ssa Marzia Sellini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno,
l'educazione sessuale e sentimentale avviene in famiglia, in primis. Parlarne con loro è fondamentale, altrettanto quanto aiutarli a capire cosa si può fare e cosa no, e perchè non si possono fare certe cose con il proprio fratello. Come ci si è arrivati a certi saperi può essere un percorso di conoscenza da sviluppare nel corso degli anni, se l'argomento interessa.
Se serve una consulenza per sapere come parlarne e cosa dire e fare, mi contatti.
Un saluto cordiale
dott.ssa Marzia Sellini
Dott.ssa Aurora Quaranta
Psicologo, Psicoterapeuta
Vimodrone
ciao capisco la tua preoccupazione, ed è positivo che tu voglia affrontare la situazione con attenzione senza trasmettere vergogna o paura. A queste età può succedere che i bambini esplorino per curiosità, senza comprenderne davvero il significato. È importante non reagire con allarmismo o punizioni, ma nemmeno ignorare.

Parlarne con calma è generalmente la scelta più utile: puoi spiegare che il corpo è una cosa importante e privata, che ci sono confini da rispettare e che certe esplorazioni non sono appropriate tra fratelli. Un messaggio semplice, chiaro e sereno aiuta a educare senza associare il corpo a qualcosa di negativo.

Ad esempio: ‘Capisco che possiate essere curiosi, ma ci sono parti intime che vanno rispettate e tenute private.’

L’obiettivo è offrire guida, protezione e regole sane, osservando anche se si tratta di semplice curiosità o se emergono dinamiche più preoccupanti. Se il comportamento dovesse essere ripetitivo, coercitivo o particolarmente sessualizzato, potrebbe essere utile confrontarsi con un professionista dell’età evolutiva.
Dott. Gianluca Pignatelli
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera,
la ringrazio per aver posto una domanda tanto delicata quanto importante. Comprendo la preoccupazione che può provare nel trovarsi davanti a una situazione che coinvolge i propri figli e che inevitabilmente può generare dubbi, timori o incertezza su come comportarsi nel modo più adeguato. Nell’infanzia può capitare che i bambini manifestino curiosità verso il corpo, proprio e altrui, anche attraverso forme di esplorazione reciproca. Questo non va automaticamente interpretato come qualcosa di patologico o negativo. È però importante osservare il contesto: la spontaneità dell’interazione, la differenza di età e l’assenza di coercizione o disagio.
In genere, reazioni troppo allarmate o punitive rischiano di associare vergogna e paura a temi corporei e affettivi. Può invece essere utile parlarne con calma, introducendo confini chiari e adeguati alla loro età, spiegando il rispetto della privacy e del corpo proprio e altrui.
Qualora dovesse notare comportamenti insistenti, eccessivamente sessualizzati o vissuti di disagio nei bambini, potrebbe essere utile un confronto con uno psicologo dell’età evolutiva.
Un cordiale saluto,
Dott. Gianluca Pignatelli
Dott.ssa Francesca Torretta
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Busto Arsizio
Buongiorno, mantenere calma e non trasmettere vergogna o allarmismo è molto importante. A quell’età può capitare che i bambini esplorino il corpo, ma è utile parlarne con delicatezza, spiegando i concetti di intimità, confini, rispetto del corpo e consenso, senza colpevolizzarli.
Può essere di supporto confrontarsi con uno psicoterapeuta dell’età evolutiva o sessuologo che potrebbe aiutarvi a gestire la situazione nel modo più sereno e adeguato possibile.
Cordialmente
Dott.ssa Francesca Torretta
Dott.ssa Daniela Testa
Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Dialogare con i figli sui temi legati al corpo e ai cambiamenti che accompagneranno la loro crescita significa offrire loro uno spazio sicuro in cui fare domande, esprimere emozioni e condividere eventuali dubbi o preoccupazioni legati al diventare grandi.

Un genitore può iniziare ad affrontare questi argomenti in modo naturale, partendo da aspetti quotidiani come lo sport, l’abbigliamento o la cura del corpo. Questi temi rappresentano spesso una prima porta d’accesso a conversazioni più ampie riguardanti lo sviluppo personale e la sessualità.

Creare nel tempo un’abitudine al dialogo permette ai figli di percepire questi argomenti come affrontabili senza imbarazzo, favorendo fiducia e apertura. In questo modo il genitore può accompagnare la crescita dei propri figli con presenza ed educazione, rispettando al tempo stesso il loro bisogno di privacy e autonomia.
Dott.ssa Carolina Conti
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Gentile utente, è importante trovare il giusto equilibrio tra la naturalezza dell'evento e la necessità di una guida. Scegliere di non intervenire affatto potrebbe lasciare i bambini privi di quei punti di riferimento necessari per comprendere il valore dell'intimità e del limite personale. Senza un piccolo chiarimento da parte dell'adulto, i figli potrebbero non acquisire la consapevolezza che il corpo è uno spazio privato da tutelare, una nozione fondamentale per la loro sicurezza e crescita armoniosa. Parlarne con serenità serve semplicemente a dare un nome alle cose e a stabilire una regola di rispetto reciproco, evitando che la curiosità si trasformi in un'abitudine confusa. Un intervento discreto agisce quindi come una bussola educativa che rassicura i bambini e definisce uno spazio di gioco più appropriato alla loro età.

Un caro saluto
Dott. Raffaele Simone Scuotto
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Milano
A 7 e 11 anni l’esplorazione del corpo e della curiosità reciproca può rientrare nello sviluppo, ma è importante osservare che non ci siano coercizione, differenze di potere marcate o comportamenti persistenti e invasivi. Evitare reazioni punitive o spaventate aiuta a non associare vergogna o colpa alla sessualità.

Può essere utile parlarne con calma, in modo semplice e adeguato all’età, spiegando il concetto di confini, consenso, privacy e rispetto del corpo proprio e altrui. Più che “fare finta di niente”, spesso è meglio trasformarlo in un’occasione educativa serena e non giudicante. Se dovessero emergere dubbi, disagio o comportamenti ripetitivi, confrontarsi con un professionista può aiutare a comprendere meglio la situazione.
Dott.ssa Simona Rivolta
Psicoterapeuta, Psicologo
Novara
Buonasera, l’esplorazione corporea e la curiosità verso il corpo fanno parte dello sviluppo, ma è importante considerare alcuni elementi: la differenza di età, la dinamica tra i bambini, il contesto in cui avviene e il significato che può avere. Non tutte le situazioni hanno lo stesso significato e vanno comprese con attenzione. Può essere utile parlarne in modo semplice, sereno e adeguato all’età, senza colpevolizzare o trasmettere l’idea che il corpo sia qualcosa di sbagliato. Può essere importante introdurre temi come questo e del rispetto dei confini personali, della privacy e del consenso, aiutando i bambini a comprendere che esistono spazi e comportamenti intimi che richiedono regole e tutela. In generale, è importante poter affrontare il tema della sessualità in modo aperto, sereno e adeguato alle diverse fasi di crescita, creando uno spazio in cui i bambini possano fare domande e sentirsi accolti senza giudizio. L’importante è che i figli possano sentirsi accolti e non colpevolizzati, così da mantenere nel tempo la percezione di uno spazio sicuro in cui poter tornare a confrontarsi con il genitore.
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Bruino
Buongiorno,
nelle diverse fasi della crescita può capitare che i bambini manifestino curiosità verso il corpo, il proprio e quello degli altri. In questi casi è importante cercare di mantenere una posizione calma e non colpevolizzante, evitando reazioni di forte allarme o vergogna che potrebbero far vivere l’esperienza come qualcosa di “sbagliato”.
Allo stesso tempo, vista la differenza di età tra i bambini, è importante non ignorare la situazione, ma utilizzarla come occasione per introdurre in modo semplice e adeguato alla loro età alcuni temi legati ai confini corporei, alla privacy e al rispetto reciproco.
Parlarne può essere utile, purché con un tono tranquillo e non accusatorio. Più che entrare nei dettagli dell’episodio, può essere importante trasmettere messaggi come:
il corpo è qualcosa di personale e va rispettato;
la curiosità verso il corpo può far parte della crescita, ma ci sono spazi e limiti da rispettare;
se hanno domande o curiosità possono parlarne con gli adulti senza paura.
Se dovesse notare comportamenti molto insistenti, coercitivi, ripetitivi o non adeguati all’età, allora potrebbe essere utile confrontarsi con un professionista dell’età evolutiva per comprendere meglio la situazione.
Un caro saluto!
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Buongiorno,

rimanga disponibile a parlarne qualora volessero farlo loro. Altrimenti nel caso, lasci fare senza cercare di indagare, a quella età è molto importante la libertà di esplorazione, non se ne preoccupi.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Anna Maria Chiaia
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Reggio Calabria
Buongiorno, l'esplorazione del corpo è del tutto naturale e fa parte del processo di crescita. Ciò che è importante è trasmettere un atteggiamento di apertura e non far vivere la cosa come qualcosa di sbagliato o un tabù. Utile far percepire fin da piccoli la riservatezza e il rispetto della privacy... essendo parti intime va insegnato loro che non si toccano in pubblico e che nn vanno fatte toccare da nessuno senza il permesso. Se sente di avere difficoltà ad affrontare questo argomento può sempre farsi una chiacchierata con uno psicologo che la aiuterà sul come gestire e comunicare con i figli.

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