Cari dottori vi volevo porre un questito sono sono un ragazzo nella mia vita ho raggiunto molti obbi

24 risposte
Cari dottori vi volevo porre un questito sono sono un ragazzo nella mia vita ho raggiunto molti obbiettivi prefissati mi sento sereno e in equilibrio con il mio vivere , seguendo molto canali di psicologia mi sono imbattuto su un canale di un counseling filosofico , dove sosteneva l importanza di informarsi sulle questioni globali in corso guerra ecc ecc per far sì di essere immuni alla manipolazione e al condizionamento e di svegliarci al nostro vero sé e di non vivere come addormentati , io personalmente non seguo molto telegiornali giornali non mi interesso molto su fatti di cronaca guerra politica ecc ecc , ma per lo più mi interessa vivere la mia quotidianità di guardare le persone intorno a me e magari dove opportuno dargli una mano di non alimentari conflitti con persone vicine infatti prendo tutta con molta calma senza agitarmi troppo anche le cose brutte che mi possono capitare secondo voi dottori mi dovrei informare di più su questioni sopra citate ho va bene vivere come sto vivendo? Mi dovrei appunto risvegliare il mio vero se ? Grazie per un vostro chiarimento per me molto importante
Dott.ssa Jane Bonanni
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Caro Ragazzo Anonimo, lei parte già da una situazione invidiabile: sereno, in equilibrio con il suo vivere e ha raggiunto molti degli obiettivi prefissati... sto usando, volutamente, parole sue.
Ora però qualcosa sembra far breccia in una condizione apparentemente già "risolta". Non sarà che la sua zona di comfort non le basta più? Non sarà che sente la necessità di mettere il naso fuori dal recinto che si è costruito da solo e confrontarsi con il grande mondo che c'è la fuori? Confesso di non amare particolarmente questi video / tutorial che si trovano sui social ma se alla fine portano a porsi delle domande, ben vengano anche loro. La sensazione che mi danno le sue parole è quella di un giovane uomo che, raggiunti i risultati più immediati, ora cerchi il confronto con qualcosa di "più grande". Allora che sia il benvenuto: si informi, legga, confronti e si confronti con opinioni diverse, con idee diverse e tragga le sue conclusioni. Solo sentendo tutte le campane potrà farsi un'idea che sia la sua e non qualcosa di preconfezionato da altri. Cosa cambia, lei si chiede. Non posso cambiare nulla di ciò che accade nel mondo, quindi a che scopo tutto ciò? Certo che non può cambiare il mondo, che esagerazione! Però può cambiare sé stesso, ampliare i suoi orizzonti, nutrire la sua mente. Le sembra poco?

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Dott.ssa Federica Di Maggio
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Palermo
Caro utente,
la sua riflessione è profonda e merita attenzione, perché tocca un nodo importante: il rapporto tra il mondo interno e quello esterno, tra ciò che accade dentro di noi e ciò che accade fuori, nella società.

Dal punto di vista sistemico-relazionale, l'individuo è sempre in relazione con un contesto, che può essere più o meno ampio: la famiglia, il gruppo di amici, la comunità, ma anche il mondo in senso più globale. Tuttavia, non esiste un'unica modalità "giusta" di stare nel mondo. La sua scelta di vivere con equilibrio, centratura e attenzione alla propria quotidianità, alle relazioni vicine, e di non farsi travolgere da ansie o notizie negative, è un modo legittimo e sano – soprattutto se le consente di vivere bene e in pace con se stesso.

Informarsi è certamente utile e può aiutare a comprendere meglio il mondo, ma non è obbligatorio farlo in un certo modo o con una certa intensità per essere "svegli" o autentici. Ogni persona ha il proprio percorso di consapevolezza, e non sempre questo passa attraverso l'assorbire costantemente notizie, spesso drammatiche o polarizzate, che possono anche generare ansia o confusione.
Inoltre, mi sembra che lei sia già molto "sveglio" rispetto al suo mondo interno e alle sue relazioni: osserva, riflette, si pone domande, coltiva la calma e la gentilezza. Questa è già una forma di consapevolezza molto profonda.
Se un giorno sentirà il bisogno di ampliare il suo sguardo anche su questioni più globali, potrà farlo liberamente, ma non credo che debba viverlo come un dovere o una mancanza. Ogni percorso è personale, e non esistono ricette valide per tutti.
Grazie per aver condiviso il suo pensiero,
Rimango a sua disposizione per ulteriori chiarimenti
Dott.ssa DI MAGGIO FEDERICA
Dr. Andrea Luca Bossi
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Arese
Buongiorno ragazzo. Avere la sensibilità di aggiornarti del mondo circostante è già di per sé un risveglio, considero inoltre lo sforzo di intervenire su ciò che "è possibile", ossia sui contesti e coloro attorno a te sia definitivamente una consacrazione della volontà sulla speranza. Un giorno un uomo straordinariamente saggio e dalle grandi visioni - Antonio Gramsci - scrisse: "L'ottimismo della volontà ed il pessimismo della ragione", come dire "non spendere tempo ed energie a rifugiarti nelle astrazioni, e fa ciò che puoi cambiare attorno a te nella misura in cui ti è dato farlo". Il mio consiglio perciò è ovvio, considera ciò che puoi fare per le persone attorno a te come un gesto sufficiente e meritorio per accettare il tuo "sé" come giusto, adulto e maturo, secondo la misura in cui puoi fare. Qualsiasi siano le cose che puoi considerare attorno alla tua identità, nel tentativo di realizzarla fino ad un punto di arrivo, mi permetto di ricordarti che l'identità non è un approdo, ma un cammino. Buona camminata ragazzo
Dott. Armin Villa
Psicologo
Turano Lodigiano
Premesso che non credo che un qualsiasi dottore abbia il diritto di dirti cosa fare nella tua vita, specialmente in relazione ad un tema cosi sensibile e per certi versi privato, credo sia importante però distinguere due questioni.
La prima questione da te riportata riguarda il tema della manipolazione attraverso false o distorte informazioni; in tal caso sicuramente arricchire il proprio bacino informativo può sicuramente essere utile per poter affrontare il tema in modo critico e senza farsi trascinare da discorsi convincenti, spesso convincenti dal punto di vista emotivo.
La seconda questione è più delicata, ognuno di noi può scegliere liberamente se contemplare nel proprio "mondo" il pianeta intero o il proprio quartiere, e a quale ambiente applicare i propri valori. Sicuramente una visione più ampia e comprensiva genera strutture più stabili e spesso permette di generare domande e riflessioni che portano l'individuo a crescere; richiede però anche un dispendio di risorse ed energie maggiore.
Dott.ssa Marzia Mazzavillani
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Forlì
Buongiorno , ho come la sensazione che questa domanda sia già stata posta in forma diversa, ma il succo resta sempre lo stesso. ti dico comunque quello che penso:

La questione che poni riguarda due piani diversi: da un lato il benessere individuale e la cura della tua vita privata, dall’altro la dimensione collettiva, legata a ciò che accade nel mondo. Non è necessario che tutti abbiano lo stesso grado di coinvolgimento: ci sono persone che trovano energia nell’approfondire costantemente questioni politiche o sociali, altre che rischiano invece di sentirsi sovraccaricate o destabilizzate da troppe informazioni. L’aspetto essenziale è riconoscere che NON ESISTE un unico modo “giusto” di stare al mondo, ma che ognuno deve trovare il proprio equilibrio.

Il “risveglio al vero sé” non dipende dal leggere notizie o dal seguire la geopolitica, ma dal grado di consapevolezza con cui vivi la tua quotidianità, dal modo in cui sei presente nelle tue relazioni, dalla capacità di riconoscere ciò che per te è significativo.

Se per te ha valore vivere con calma, coltivare la serenità, offrire una mano quando serve, questo è già un modo autentico di stare in contatto con il tuo sé. Informarsi sugli eventi globali può certamente arricchire la tua visione, ma non diventa un obbligo morale: lo diventa solo se senti dentro di te il desiderio di allargare lo sguardo, non perché qualcun altro stabilisce che è necessario.

Il punto quindi non è “devo svegliarmi?” ma piuttosto “cosa rende la mia vita più ricca e più vera?”. Se un’informazione ti apre la mente senza toglierti equilibrio, allora può essere utile. Se invece ti sottrae serenità e ti fa vivere con ansia, allora non ti aiuta.

Ti propongo come lavoro terapeutico con un esercizio di ascolto interiore: prova per un periodo breve (ad esempio due settimane) a leggere ogni giorno una notizia di attualità e osserva cosa suscita in te, annota le emozioni, le riflessioni e le eventuali tensioni che emergono. Al termine, confronta questa esperienza con il tuo modo abituale di vivere senza seguire le notizie. Questo confronto ti permetterà di chiarire qual è la misura giusta per te, senza dover aderire a modelli esterni. Un cordiale saluto

Dott.ssa Marzia Mazzavillani
Psicologa clinica - Voice Dialogue - Mindfulness - Dreamwork
Dott.ssa Francesca Messina
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, credo sia importante distinguere il counseling, attività svolta nella maggior parte di casi da non-psicologi, dalla pratica professionale di un psicologo o di uno psicoterapeuta. Comunque, si può informare maggiormente sulle questioni globali se ha questo interesse, al di là di quanto detto da un counselor.
Dott.ssa Cecilia Mancini
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Caro Paziente Anonimo,
dalle tue parole emerge un equilibrio che hai costruito nel tempo, insieme a un modo di vivere che sembra in sintonia con ciò che per te conta davvero: la serenità quotidiana, le relazioni vicine, il non alimentare conflitti, il prendersi le cose con calma.

Il confronto con il counseling filosofico ti ha portato a interrogarti su un punto diverso: quanto spazio dare alle questioni globali, ai temi di cronaca, politica o guerra. Da un lato c’è l’idea che informarsi e “risvegliarsi” sia una forma di consapevolezza e protezione; dall’altro c’è la tua esperienza, in cui il benessere nasce dal vivere il presente e dalla cura per ciò che ti circonda.

La tua domanda sembra muoversi proprio in questo spazio di tensione: tra il “guardare fuori” e il “guardare dentro”, tra la voce di chi sollecita a non restare addormentati e la voce del tuo modo di vivere, che già ti appare autentico e sereno.

Forse ciò che emerge non è tanto una ricetta su cosa fare, ma il valore di chiederti cosa significhi per te “risvegliarsi al vero sé”: se abbia più a che fare con l’essere informati sul mondo o con il restare fedele al tuo modo di stare nelle relazioni e nel quotidiano. Un passo alla volta, Insieme. Dr.ssa Cecilia Mancini
Gentile utente, la ringrazio per questa condivisione. Il tema che lei solleva mi fa riflettere sul tema della solidarietà, e mi pare dalle sue parole che lei tenda ad essere più solidale con le persone più vicine a lei o che incontra nel suo percorso di vita, piuttosto che interessarsi e informarsi circa tematiche globali, secondo alcuni pensatori questa modalità rappresenta una maniera più autentica di vivere. Non è necessario e non ci sono regole prestabilite rispetto al fatto di interessarsi a questioni più grandi di noi che spesso e quasi sicuramente sfuggono al nostro controllo. Se lei sente di aver raggiunto un livello di soddisfazione nella sua vita ciò è molto importante, tuttavia se sente di voler approfondire delle questioni più personali a volte prendere come riferimento canali online può sì far aprire delle riflessioni ma difficilmente riceverà una risposta alle sue domande personali, perché il taglio di questo genere di contenuti è piuttosto generico e può avere un significato diverso a seconda dell'interlocutore e dalle domande che lo muovono.
La ringrazio ulteriormente per la sua condivisione, se fosse interessato a intraprendere un percorso di maggiore consapevolezza personale sono a sua disposizione. Cordialmente, Dott.ssa Palumbo
Dott.ssa Federica Giudice
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Ciao cara, piuttosto che aderire rigidamente a un modello esterno (come quello proposto dal counseling filosofico), ti proporrei di interrogarti piuttosto su ciò che ti fa sentire in sintonia con i tuoi valori e ti sostiene nel benessere. Se avverti il desiderio di approfondire queste riflessioni e comprendere meglio il tuo rapporto con le informazioni esterne e con la tua identità, un percorso psicologico individuale potrebbe offrirti uno spazio sicuro e strutturato per esplorarle in profondità. Credi che informarti di più potrebbe migliorare o peggiorare il tuo equilibrio emotivo? o senti pressione sociale/personale a “dover sapere” sempre tutto? Se ti andrebbe poi mi farebbe piacere conoscere meglio la tua storia e capire cosa significa per te “risvegliare il vero sé”. Se ti va rispondimi pure con un messaggio.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Gentile,
quello che racconta mostra un buon equilibrio personale e una capacità di vivere la quotidianità con serenità, senza lasciarsi travolgere dalle preoccupazioni esterne. Questo è sicuramente un punto di forza.

Informarsi sulle questioni globali può essere utile per comprendere meglio il mondo che ci circonda e per sviluppare un pensiero critico, ma non è detto che debba diventare un obbligo o una fonte di ansia. Ognuno di noi trova il proprio equilibrio tra il dedicare attenzione al contesto esterno e il coltivare la propria vita interiore e relazionale.

Se per lei questo equilibrio attuale funziona, se la fa sentire sereno, presente e attento ai rapporti con chi le sta vicino, allora non è necessariamente “dormiente” o inconsapevole: semplicemente sta scegliendo di dare priorità a ciò che ritiene più importante per il suo benessere.

Il “risveglio del vero sé” non ha un’unica strada valida per tutti: può passare sia dall’aprirsi al mondo esterno sia dal coltivare la propria interiorità e la propria quotidianità. Dipende dalla persona, dai suoi bisogni e dai suoi valori.

In ogni caso, può essere molto utile e consigliato approfondire questi temi con uno specialista, per comprendere meglio se desidera integrare nuove prospettive senza perdere la serenità che ha costruito.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Monica Venanzi
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Chi dice che non sia questo il tuo vero sé.
Qualsiasi genere di canale che tratti determinati argomenti andrebbe preso e pesato per quello che è: ovvero una fonte d'ispirazione talvolta; uno spunto per riflettere; un consiglio da ascoltare senza dubbio, ma non necessariamente da seguire.
Ad ogni modo possono coesistere diverse caratteristiche all'interno di questo vero te.
Ti direi che se hai trovato il tuo equilibrio, nel tuo quotidiano, nel tuo ambiente e nella tua dimensione, non vedo perché tu debba cambiare. Tuttavia se senti anche solo una curiosità ascoltala, e sono sicura che al momento opportuno amplierai i tuoi interessi e le tue vedute.
Salve, il suo quesito è molto interessante e trovo funzionale il suo interessarsi ad aspetti di psicologia.
Il mio suggerimento é di rivolgersi sempre a professionisti seri ed affidabili, regolarmente iscritti ad albi professionali in modo tale da non correre alcun rischio.
Iniziare un percorso psicologico con un professionista serio ed accreditato non è mai una cattiva idea in quanto può darci sempre e comunque degli strumenti in più per conoscere meglio noi stessi,le persone che ci circondano e gestire meglio le varie situazioni della vita.
Può dare strumenti per migliorare la comunicazione, i rapporti familiari, di amicizia e col partner andando a lavorare su eventuali dubbi, ansia e preoccupazioni .
Buone cose, dott.Marziani
Dott.ssa Ilaria De Pretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
La riflessione che porti è molto interessante e tocca un tema che riguarda tanti: quanto spazio dare alle informazioni globali (guerre, politica, cronaca) e quanto invece concentrarsi sulla propria vita quotidiana e sul benessere personale.

Da una parte è vero che essere informati ti rende meno vulnerabile a manipolazioni e condizionamenti: conoscere il contesto sociale e politico aiuta a capire meglio ciò che accade nel mondo e a sviluppare uno spirito critico. Questo può essere importante soprattutto quando si devono prendere decisioni che hanno un impatto concreto (ad esempio votare, partecipare a scelte collettive).

Dall’altra parte, però, non è affatto detto che per “risvegliarsi” sia necessario immergersi continuamente in notizie e dibattiti globali. Al contrario, un eccesso di esposizione a guerre, conflitti e cronaca nera può portare a ansia, frustrazione e impotenza, senza migliorare la qualità della propria vita.

Quello che descrivi di te – serenità, equilibrio, capacità di affrontare anche le difficoltà con calma, attenzione alla tua quotidianità e alle relazioni vicine – è un valore grande. Significa che hai trovato un tuo modo di vivere in armonia.

Il punto non è scegliere tra “informarsi tanto” o “non informarsi affatto”, ma trovare una misura che senti adatta a te. Per alcuni bastano pochi canali affidabili da consultare ogni tanto, senza lasciarsi travolgere. Per altri è più importante coltivare la vita quotidiana, le relazioni, la crescita personale.

Il “vero sé” non è qualcosa che si raggiunge leggendo più notizie, ma nel vivere in coerenza con i propri valori. Se i tuoi sono calma, vicinanza alle persone, assenza di conflitti, allora sei già sulla strada giusta.

In sintesi: non c’è un obbligo a informarsi di più se per te questo non porta valore. Essere critici e vigili sì, ma senza perdere l’equilibrio che hai costruito. Informarsi quel tanto che basta, e vivere pienamente la tua vita: questa può essere una sintesi sana.

Dott.ssa De Pretto
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buonasera, la sua riflessione è molto profonda e tocca un tema che riguarda il rapporto tra la realtà esterna e il proprio modo di viverla. Da quello che racconta, mi sembra che lei abbia trovato un equilibrio personale che le consente di affrontare la quotidianità con serenità, senza lasciarsi sopraffare da ciò che non può controllare. Questa capacità di accettare gli eventi e mantenere la calma anche di fronte alle difficoltà è una risorsa preziosa, frutto probabilmente di un percorso interiore e di una consapevolezza maturata nel tempo. Quando ascolta messaggi che invitano a “risvegliarsi” e a informarsi costantemente su ciò che accade nel mondo, può nascere la sensazione che il proprio modo di vivere sia incompleto o addirittura poco autentico. Tuttavia, dal punto di vista psicologico, non esiste un unico modo corretto di rapportarsi alle notizie e ai temi globali. Alcune persone sentono il bisogno di essere molto aggiornate, altre preferiscono dedicare le proprie energie a ciò che rientra nel loro spazio di azione e influenza. Entrambe le modalità possono essere valide, purché non siano dettate dalla paura o dall’evitamento. Quello che può fare la differenza è chiedersi se il suo attuale approccio la fa stare bene e se corrisponde ai suoi valori. Lei scrive che trova soddisfazione nel coltivare le relazioni, nell’essere d’aiuto alle persone vicine e nel vivere con calma e senza conflitti. Questo indica che ha scelto consapevolmente di concentrare le sue energie su ciò che è davvero sotto il suo controllo, un principio molto vicino anche alla prospettiva cognitivo-comportamentale, che aiuta proprio a distinguere ciò che possiamo cambiare da ciò che è al di fuori della nostra portata. Informarsi di più sulle questioni globali potrebbe essere utile se sente che la arricchisce, se stimola la sua curiosità o le permette di comprendere meglio il mondo in cui vive. Ma se farlo dovesse portarla ad ansia, a una sensazione di impotenza o a un continuo stato di allerta, probabilmente non le sarebbe di reale beneficio. In questo senso, non si tratta di essere “addormentati” o “svegli”, ma di trovare un equilibrio che le consenta di vivere in coerenza con i suoi valori senza perdere la sua serenità. In conclusione, non c’è una regola universale: può scegliere di restare aggiornato solo su ciò che ritiene rilevante per la sua vita, mantenendo comunque la consapevolezza che esiste un mondo più ampio. La vera “veglia” non sta tanto nell’assorbire informazioni, quanto nell’avere chiara la direzione che si vuole dare alla propria vita e nel coltivare le risorse per affrontarla con lucidità ed equilibrio. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dr. Lorenzo Cella
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Torino
La sua domanda è molto preziosa perché tocca un punto che riguarda molte persone: il rapporto tra la vita interiore, la propria serenità quotidiana, e l’esposizione continua a temi globali, spesso fonte di ansia e turbamento
È naturale che, di fronte a messaggi che invitano a “risvegliarsi” attraverso un costante aggiornamento sulle questioni mondiali, possa emergere il dubbio di non fare abbastanza o di non essere davvero “consapevole”.
Il benessere personale non dipende tanto dalla quantità di informazioni a cui siamo esposti, quanto dalla capacità di dare loro un significato coerente con i nostri valori e di regolare le emozioni che ne derivano.
Non esiste quindi un unico modo “giusto” di essere consapevoli, ma piuttosto una coerenza tra ciò che si sceglie di coltivare e la storia che si sta vivendo. Lei descrive una modalità di vita orientata alla calma, al sostegno reciproco e alla gestione equilibrata delle difficoltà.
Risvegliarsi a sé stessi non significa necessariamente informarsi su ogni evento geopolitico, ma piuttosto riconoscere e vivere in linea con ciò che per lei ha valore.
Buongiorno, è un punto di vista interessante e grazie per la richiesta. Essere aggiornati e consapevoli rispetto a ciò che accade intorno a noi ritengo sia importante perché siamo persone che vivono in una comunità e le azioni degli altri, che queste siano del nostro vicino o dei politici delle altre nazioni, avranno sempre una conseguenza su di noi. E' altrettanto importante essere comunque consapevoli e interessati di ciò che ci accade più da vicino, perché chiaramente sono quelle cose che potrebbero avere un impatto più immediato. Posto che non c'è un modo che va più o meno bene di vivere, ritengo che potresti provare a trovare il tuo equilibrio nell'interesse tra il globale e il quotidiano, in modo da essere "sveglio" su entrambi i fronti.
Dott.ssa Silvia Ferraro
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente,
sembra che lei abbia trovato un suo modo di vivere la quotidianità, che lo faccia stare sereno. Rispetto al quesito che solleva, credo che ciò che conti sia capire se questo stile di vita la fa sentire davvero libero e consapevole, oppure se rappresenta un modo per tenere lontano pensieri che la mettono in difficoltà. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a esplorare meglio questi interrogativi, così da distinguere ciò che è equilibrio autentico da ciò che può essere una difesa.
Resto a disposizione,
un caro saluto
dott.ssa Silvia Ferraro
Dott. Amedeo Fonte
Psicologo, Psicologo clinico
Pescara
Lei porta una domanda che riguarda non tanto il dover o meno informarsi, ma il senso che per lei avrebbe farlo. Se oggi vive con serenità, attento alle relazioni vicine e capace di affrontare anche le difficoltà senza agitazione, questo mostra già una scelta precisa. Informarsi di più potrebbe darle la sensazione di essere più partecipe, ma potrebbe anche incrinare quell’equilibrio che sente di avere. Forse la questione è chiedersi se davvero percepisce un vuoto o un desiderio in quella direzione, o se il suo “vero sé” trova già espressione nel modo in cui vive la quotidianità.
Ciao,
È positivo che tu ti senta sereno e in equilibrio: questo è già un grande traguardo. Informarsi sulle questioni globali può essere utile, ma non è un obbligo né una misura del “vero sé”. Ognuno ha il proprio modo di stare nel mondo: se per te vivere con attenzione alla quotidianità, alle relazioni vicine e alla calma interiore ti fa stare bene, non c’è nulla di sbagliato. Puoi scegliere liberamente quanto spazio dare alle notizie, senza sentirti in colpa: la consapevolezza di sé nasce soprattutto dall’ascolto dei propri bisogni e valori, non da regole esterne.

Un caro saluto,
Dott.ssa Janett Aruta
Psicologa - ricevo su MioDottore e in studio a Palermo
Dr. Mauro Terracciano
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Gentile utente, grazie per aver condiviso la sua situazione.
Dalle sue parole emerge una condizione di equilibrio e serenità, frutto di un percorso personale che l’ha portata a raggiungere obiettivi importanti e a vivere la quotidianità con calma e attenzione verso le persone vicine. La riflessione che porta riguarda il confronto con un messaggio esterno: l’idea che per “risvegliarsi al proprio vero sé” sia necessario informarsi costantemente su guerre, politica e fatti di cronaca.
Lei racconta invece di trarre valore dal prendersi cura delle relazioni quotidiane, dal ridurre i conflitti e dal mantenere una presenza serena nella vita di tutti i giorni. Questo contrasto sembra sollevare in lei la domanda: “Va bene vivere come sto vivendo?” oppure “mi sto perdendo qualcosa?”.
Più che una risposta assoluta, sembra importante interrogarsi su quale significato abbia per lei il concetto di “vero sé” e in che modo desideri coltivarlo, senza trasformare un messaggio esterno in una prescrizione che rischi di incrinare il suo benessere attuale. Esplorare insieme questi significati potrebbe aiutarla a chiarire se ciò che sente come autenticità già le appartiene, o se desidera integrare nuovi aspetti nella sua vita.

Per ogni eventuale approfondimento sono a sua disposizione, anche online, il primo colloquio è gratuito.
Un caro saluto, Dott. Mauro Terracciano.
Dott. Luca Vocino
Psicologo clinico, Psicologo
Trezzano Rosa
Buongiorno gentile Utente, la sua domanda rivela una sensibilità particolare rispetto al tema dell’autenticità e al modo in cui scegliamo di rapportarci al mondo che ci circonda. Da come si descrive, appare come una persona che ha trovato un buon equilibrio nella propria vita, che coltiva la serenità e che si impegna a mantenere relazioni sane e rispettose con chi gli sta vicino. Questo è già un segnale di consapevolezza e maturità.

Il fatto che alcuni canali, come quello che cita, propongano l’idea che sia necessario “risvegliarsi” informandosi costantemente sulle vicende globali non significa che questa debba essere una regola valida per tutti. Informarsi può certamente arricchire, stimolare il pensiero critico e offrire strumenti per comprendere meglio la società. Tuttavia, un eccesso di esposizione a notizie spesso negative e drammatiche può diventare fonte di ansia o disorientamento, soprattutto quando si tratta di eventi su cui non abbiamo un potere diretto di cambiamento.

Lei sembra avere già chiaro che il suo modo di vivere è improntato sulla concretezza: prestare attenzione alle persone vicine, aiutare dove possibile, non alimentare conflitti, affrontare anche le difficoltà con calma. Questo non significa vivere “addormentati”, ma al contrario dare valore a ciò che è realmente alla sua portata.

Potrebbe scegliere, se lo desidera, una via di mezzo: mantenere il suo atteggiamento di equilibrio e serenità, integrando una dose di informazione che ritiene sostenibile e utile, senza sentirsi obbligato a trasformarla in un impegno quotidiano totalizzante. In fondo, il “risveglio” del vero sé non dipende dalla quantità di notizie che leggiamo, ma dalla coerenza tra i nostri valori e i nostri comportamenti.

Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
Dr. Seby Torrisi
Psicologo, Psicologo clinico
Catania
Caro Utente,
da come racconti la tua vita, sembra che tu stia già vivendo in modo molto autentico, hai raggiunto obiettivi, coltivi serenità e relazioni pacifiche, affrontando le difficoltà con calma. Questo è un segno di equilibrio e consapevolezza. Informarsi sulle questioni globali può ampliare la prospettiva e aiutare a sviluppare pensiero critico, ma non è l’unica via per “risvegliare il vero sé”. Essere presenti, gentili e consapevoli nella vita quotidiana è altrettanto, se non più, importante. Non esiste un obbligo, se leggere certe notizie ti arricchisce senza appesantirti, fallo; se invece ti senti bene vivendo come fai ora, va benissimo così. Il tuo vero sé si manifesta nel modo in cui vivi, non solo in ciò che sai.
Dott. Riccardo Fabbrini
Psicologo, Psicologo clinico
Lissone
La ringrazio per il suo messaggio, che esprime una riflessione profonda e molto attuale. Dalle sue parole emerge una persona che ha lavorato su di sé, che vive con equilibrio e che cerca di mantenere una relazione serena con il mondo e con gli altri — elementi preziosi e tutt’altro che scontati.

Il quesito che pone è interessante, perché tocca un punto di equilibrio delicato: quanto è giusto “aprire gli occhi sul mondo” senza però perdere la propria serenità interiore? Qualora volesse discutere di questo e altri quesiti, la invito a prenotare la prima seduta conoscitiva! Un caro saluto
Dott.ssa Donatella Costanzo
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Salve,
la serenità e l’equilibrio che descrive sono segnali importanti che indica che il suo modo di vivere le quotidianità le consente di stare bene con se stesso e con chi la circonda.
Non esiste un obbligo di informarsi costantemente su eventi globali per “risvegliarsi”: ciò che conta è trovare un equilibrio tra consapevolezza e benessere personale.
Se la sua vita è soddisfacente, significativa e le permette di essere presente e gentile con gli altri, questo può essere già un modo autentico di vivere il suo “vero sé”.
Se lo desidera, può contattarmi e sarò lieto di aiutarla a trovare un professionista vicino alla zona in cui vive, che possa approfondire insieme a lei questi temi di consapevolezza e crescita personale.
Un cordiale saluto.

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