Buongiorno, Sto passando un momento difficile con la mia compagna. Io vorrei iniziare la conviven

24 risposte
Buongiorno,
Sto passando un momento difficile con la mia compagna.
Io vorrei iniziare la convivenza, ma lei non vuole perché ho a mio carico un finanziamento. È un finanziamento fatto fao miei genitori per le spese di casa. Lei pretende fi rimuovere questo finanziamento e che se lo riprendano i miei, ma loro non possono. Inoltre, dato che non conviviamo, lei mi obbliga a fare la spesa per lei tutte le settimane e di dargli una cifra di denaro ogni mese (cifra pari a quella che pago per il finanziamento) perché io aiuto i miei genitori e a lei non gli va bene. Io devo capire se sono io che sbaglio o è lei che sta esagerando? Lei è una persona che lavorava, divorziata e abbastanza pignola. I suoi genitori sono separati. Io devo capire se mi sta sottomettendo o sono io che sto sbagliando. Ho bisogno di un aiuto.
Vi ringrazio.
Buona giornata.
Dott.ssa Alessandra Domigno
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buongiorno, sono dispiaciuta per le difficoltà che sta incontrando con la sua compagna e comprendo i diversi interrogativi. Ritengo che passaggi così importanti di vita debbano esser fatti sciogliendo i nodi che emergono e spesso anche tutti quegli ingarbugliamenti fra un mio e un tuo... Il mio consiglio è quello di sentire nel profondo la scelta che lei intende fare e pian pianino sciogliere alcune questioni che si sono messe in mezzo fra voi. Se desidera effettuare qualche colloquio con più spazio e calma per lei, io sono disponibile. Cordiali saluti. Alessandra Domigno

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Dott.ssa Marina Costantini
Psicologo, Psicologo clinico
Colleferro
Buongiorno caro utente, mi sembra una situazione complicata con più punti da snocciolare per lei e la sua relazione. Non si dia la colpa di uno sbaglio, cerchi piuttosto di fare chiarezza su cosa è meglio per lei in questo momento con un professionista e vedrà che diventerà il tutto più lineare.
Cordialmente
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso.
Ritengo fondamentale che lei possa ritagliarsi uno spazio per capire ciò che pensa e ciò che prova verso questa persona dunque la invito a richiedere un consulto psicologico al fine di approfondire la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla a identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto.
Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale traumatico connesso con la genesi della sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Sara Bachiorri
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buonasera la ringrazio per la condizione.
L'evidenza dalle sue parole è rappresentata che la sua compagna ritenga la sua famiglia per lei disfunzionale e attua tali strategie per esasperare la situazione. Se volesse approfondire in un colloquio individuale la situazione che sta vivendo con l'obiettivo di risolverla mi rendo disponibile.
Dott.ssa Bachiorri Sara
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Dott.ssa Raffaella Lombardo
Psicologo, Psicologo clinico
Marina di Gioiosa Ionica
Buonasera grazie per la sua condivisione. Non penso debba sentirsi in colpa solo perché aiuta i suoi genitori, cosa non da tutti! Potrebbe approfondire gli interrogativi che ha nei confronti della sua compagna, se ha bisogno mi può contattare anche online con un primo colloquio gratuito, cordialmente Dott.ssa Raffaella Lombardo
Ciao, grazie per ave condiviso la sua esperienza. Cedo che sia difficile dare un consiglio sapendo così poche informazioni, tuttavia leggendo le tue mi arriva un senso di esasperazione oltre che di sofferenza. La tua compagna potrebbe anche tentare di "sottometterti" ma se c'è un dominatore vuol dire che c'è un sottomesso.. ti sembra di stare in questa posizione? se si, come mai secondo te? qual'è il bisogno sotteso? un consulto con uno psicologo potrebbe aiutarti a conoscerti meglio e dunque a fare delle scente più in sintonia con te stesso.
Rimango a disposizione.
Dott.ssa Eleonora Donatelli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Torino
Buonasera, innanzitutto grazie per aver condiviso questo momento di difficoltà. Dalle sue parole sembra che stia vivendo tra l'incudine ed il martello, e si sente molto forte la confusione di capire cosa ha portato a questa situazione. Si pone molte domande che vanno alla ricerca di "cosa viene da me e cosa viene dall'altro", le suggerisco anche io di approfondire questa indagine con un percorso per poter davvero prendere consapevolezza dei meccanismi che sono all'interno di questa relazione (e di altre) e che portano a questi incastri, cosa l'ha portato a vivere questo momento.
Le faccio i miei auguri,
dott.ssa Eleonora Donatelli
Dott.ssa Loredana Beligni
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno,
ho provato a mettermi nei suoi panni e ho vissuto la sensazione di essere tra due fuochi. Però ho anche pensato che nessuno dovrebbe sentirsi obbligato a fare qualcosa. La questione non è chi sbaglia e chi ha ragione ma prendere consapevolezza di ciò che è meglio per noi, senza imposizioni. Si rivolga con fiducia a un professionista per lavorare su questi aspetti.
Un cordiale saluto.
Dr.ssa Loredana Beligni
Dott.ssa Martina Gallo
Psicologo, Psicoterapeuta
Gorla Minore
Buongiorno, posso immaginare la difficoltà di questa situazione. La decisione di una convivenza è un passo importante per una coppia e spesso richiede la creazione di nuovi equilibri. Prima di fare questo passo le consiglio, quindi, di risolvere le divergenze emerse fino ad ora con la sua compagna eventualmente facendovi aiutare da uno specialista.

cordiali saluti
Dott.ssa Martina Gallo
Dott.ssa Sara Colnaghi
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Milano
Buongiorno, mi sembra di capire che oltre alla sofferenza per le difficoltà che sta vivendo con la sua compagna ci sia in lei anche uno stato di confusione. Quando chiede se sta sbagliando lei o se sia sottomesso dalla sua compagna, mi fa capire che sta mettendo in discussione sia la relazione di coppia sia se stesso. Credo valga la pena per lei approfondire questi interrogativi in un percorso che le permetta di avere più tempo e più spazio per andare in profondità. Anticipo però alcune domande che forse possono aiutarla: come mai la sua compagna rifiuta una convivenza con lei a causa di questo finanziamento? Teme forse che non riesca a far fronte sia alle spese di convivenza sia al finanziamento per i suoi genitori? Ci sono altri motivi? Come mai le chiede del denaro mensilmente? Vuole "impartirle" una lezione? Punirla? Metter da parte i suoi risparmi per progetti di coppia futuri?
Sarebbe utile anche capire come si sente lei, come sta fronteggiando la situazione, che obiettivi si pone...Qualora volesse approfondire l'argomento con dei colloqui clinici, può contattarmi per fissare un appuntamento.
Le rivolgo cordiali saluti. Dott.ssa Sara Colnaghi
Dott.ssa Luisa Anibaldi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Senigallia
Buonasera per prima cosa mi sentirei di consigliarla di cercare di affrontare tutti questi nodi e suoi interrogativi parlandone con la sua compagna; in seguito qualora non si riuscisse a trovare un punto di incontro e qualora ci fosse una motivazione da parte di entrambi sarebbe importante un percorso di psicoterapia di coppia al fine di cominciare a sperimentare seduta dopo seduta modalità alternative di relazione.
Buona serata
Dott. Raffaello Di Monte
Dott.sa Luisa Anibaldi
Dott. Andrea Brumana
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buonasera, capisco la difficoltà del momento e della situazione che sta vivendo e penso che sia complicato poterle dare un parere se non quello di affrontare la questione con la sua compagna. Se invece desiderasse comprendere qualcosa in più riguardo se stesso potrebbe essere molto utile un percorso psicologico in cui cercare di dare un significato più profondo e consapevole al suo sentire. Cordialmente, dott. Andrea Brumana
Dott.ssa Laura Chiuselli
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Pesaro
Buongiorno,
comprendo come possa essere difficile per lei questa situazione che sta vivendo. L'ambivalenza tra il desiderio di convivere con la sua fidanzata e il timore che alcune modalità relazionali possano essere disfunzionali. Credo che possa esserle utile rivolgersi ad un professionista, in uno spazio a lei dedicato in assenza di giudizio, così da poter esplorare le sue emozioni .
Rimango a disposizione anche per una consulenza online.
Un caro saluto
Dr.ssa Laura Chiuselli
Dott.ssa Erica Farolfi
Psicologo, Psicologo clinico
Forlì
Buongiorno, a parer mio non c'è nessuno di sbagliato, avete solo visioni diverse della cosa. Ha provato a chiedere alla sua fidanzata perchè la pensa così? e che cosa vorrebbe? e invece lei che cosa vorrebbe oltre che vivere con la sua fidanzata? Purtroppo dalle poche informazioni fornite è difficile comprendere la situazione nel dettaglio, le consiglierei di parlarne apertamente con la sua compagna per poter capire le vostre motivazioni alla base della scelta e se è possibile arrivare ad un compromesso e nel caso una terapia di coppia per ottenerlo. A tal proposito rimango disponibile.
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Dott.ssa Ilaria De Pretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno,

Comprendo che stai attraversando un periodo complicato e che sei alla ricerca di chiarezza rispetto alla situazione con la tua compagna. È normale sentirsi confusi quando ci si trova in una situazione di conflitto o di disaccordo all'interno di una relazione.

È importante riconoscere che ogni relazione è unico e può comportare diverse dinamiche e sfumature. Nel vostro caso, sembra che ci siano divergenze riguardo alla gestione finanziaria e alle aspettative reciproche in termini di contributi economici e responsabilità condivise.

È fondamentale comunicare apertamente con la tua compagna per cercare di capire i punti di vista e le preoccupazioni di entrambi. Una comunicazione onesta e rispettosa può aiutare a chiarire i sentimenti e le aspettative in modo da poter trovare un terreno comune.

Tuttavia, la decisione sulla convivenza e la gestione dei finanziamenti deve essere presa in modo equo e basata sul rispetto reciproco. In una relazione, è importante che entrambi i partner si sentano coinvolti e ascoltati nelle decisioni che riguardano il futuro.

Riflettere sulle tue priorità, sulle tue esigenze e sui tuoi valori può aiutarti a prendere decisioni informate e a valutare se la situazione attuale è in linea con ciò che desideri da una relazione.

Se la comunicazione tra te e la tua compagna è difficile o se avete difficoltà a trovare un compromesso, potrebbe essere utile considerare l'opzione di coinvolgere un consulente o uno psicoterapeuta. Un professionista può aiutare a facilitare la comunicazione e fornire uno spazio neutrale per esplorare le questioni sottostanti e trovare soluzioni condivise.

Ricorda che ogni relazione richiede un impegno reciproco e la volontà di lavorare insieme per superare gli ostacoli. Prendersi cura della comunicazione e del benessere emotivo di entrambi è fondamentale per la crescita e la salute della relazione.

Cordialmente,
Ilaria
Dott.ssa Arianna Mercurio
Psicologo, Psicologo clinico
Padova
Buonasera, mi dispiace molto per la situazione che sta vivendo. Le questioni che lei riporta in questo messaggio sono complesse ricollegandosi a dinamiche relazionali e storia personale di entrambi. Il passaggio alla convivenza è un momento importante per la coppia e fa bene a riflettere a fondo sulla sua fattibilità, ed eventuali conseguenze. Potrebbe esserle utile in tal senso provare a capire perché per la sua compagna questi elementi che riporta sono così importanti, che cosa sta cercando di evitare e/o di favorire con questi comportamenti, che cosa si immagina che accadesse se smettesse di metterli in atto. Una comunicazione aperta e reciprocamente rispettosa su questi temi potrebbe aiutarla a trovare una nuova prospettiva scavalcando le dimensioni "io sbaglio" vs "lei esagera" e favorire un nuovo modo di stare in coppia. Nel caso senta la necessità di un supporto personale si rivolga a un professionista psicologo. Resto a disposizione. Un caro saluto, dott.ssa Arianna Mercurio
Dott.ssa Francesca Gottofredi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
Sarebbe utile approfondire meglio per poter esser certa di non darle delle direttive o consigli che potrebbero risultare imprudenti e basati su pochi dati. Da quello che dice, sembra ci sia una complementarietà relazionale. Se vuole possiamo approfondire meglio tramite colloquio.
Rimango a disposizione, Dott.ssa Francesca Gottofredi.
Dott.ssa Jennifer Saias
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Buongiorno, la situazione che sta vivendo è molto complicata. Ci sono però molti punti su cui bisognerebbe soffermarsi e appronfondire. La questione non è chi ha torto e chi ha ragione, ma questa situazione come la fa stare? Perchè non cerca una comunicazione che sia efficace, da entrambe le parti, per comprendere il punto di vista della sua compagna ma anche per spiegare a lei quale è il suo di punto di vista. In alcune situazioni non c'è chi ha torto e chi ha ragione, esistono però nodi di una vita su cui i pensieri e i punti di vista non si incrociano e allora bisogna lavorare per comprendere come affrontarli. Se ha bisogno sono a disposizione, Dott.ssa Jennifer Saias
Dott. Mattia Moraschini
Psicologo, Psicologo clinico
Fano
Buonasera. Piuttosto che rispondere alle sue domande, visto che molte risposte sono già nel testo, mi permetta di chiederle in che senso la sua compagna lo costringe? ed inoltre, perchè lei paga una cifra pari a quella del finanziamento alla sua compagna?
Sono tutte domande che spero possano farla riflettere sulla sua posizione: una posizione di passività e sottomissione come l'ha definita lei, ma è anche una posizione in cui lei attivamente ci si è messo ed in cui attivamente ci rimane. Questo per sottolineare che il tutto dipende da lei, ma a volte non è così semplice. Le consiglio vivamente di iniziare un percorso con un professionista, psicologo o psicoterapeuta che sia, al fine di provare a modificare anche solo in parte questa sua posizione che le procura disagio e che l'ha messa in contatto con noi.
Per qualsiasi cosa rimango a disposizione, cordialmente Dottor Moraschini
Dr. Domenico Pianelli
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Ciao, un breve recap per vedere se ho capito bene, tu lavori e paghi le spese per i tuoi genitori, paghi le spese alla tua compagna che da quel che mi pare di capire è divorziata e comunque abile al lavoro (e quindi potenzialmente può avere due entrate oltre alla tua).
Quello che mi chiederei, al di là se è giusto o sbagliato, se vale veramente la pena di sacrificare così tanto in cambio di... come contribuisce questa persona nella vostra relazione?

Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, mi rendo conto di quanto questa situazione possa essere difficile per lei, perché da un lato c’è il desiderio di costruire un futuro con la sua compagna e dall’altro la necessità di mantenere un equilibrio tra gli impegni economici e le relazioni familiari. Questi conflitti spesso generano stress e confusione, soprattutto quando le aspettative di coppia non coincidono perfettamente. Da quello che scrive, sembra che il nodo centrale sia la gestione delle responsabilità economiche e il ruolo che esse giocano nella relazione. La sua compagna pone come condizione per la convivenza la rimozione del finanziamento, ma questo non è un vincolo che lei può modificare facilmente, perché riguarda un impegno preso per la sua famiglia. La questione non è solo finanziaria, ma anche emotiva: lei sente la necessità di aiutare i suoi genitori e allo stesso tempo si trova a dover giustificare questa scelta alla sua compagna. È comprensibile che si senta diviso tra due esigenze che per lei sono entrambe importanti. Il fatto che lei venga spinto a contribuire economicamente nella relazione in un modo che le crea disagio può essere un segnale da approfondire. È importante che in una coppia le richieste siano bilanciate e che ci sia spazio per il confronto senza che uno dei due si senta obbligato o in debito. Il modo in cui vengono gestite le spese e le aspettative economiche è una questione che richiede dialogo e condivisione di valori. Si chieda: sente che queste richieste sono giuste e in linea con la sua idea di coppia? Le pesa perché mettono in difficoltà la sua autonomia o perché avverte una pressione che non le sembra equa? Da un punto di vista cognitivo-comportamentale, potrebbe essere utile analizzare i pensieri automatici che emergono in questa situazione. Ad esempio, quando dice di temere di essere sottomesso, quali pensieri accompagnano questa sensazione? Si sente privato della sua libertà decisionale? Oppure teme che, se non accogliesse le richieste della sua compagna, il rapporto potrebbe incrinarsi? Lavorare su questi aspetti potrebbe aiutarla a capire se si tratta di una sua percezione o se effettivamente ci sono dinamiche relazionali che necessitano di essere riequilibrate. Le consiglio di affrontare questa situazione con un dialogo aperto e assertivo, cercando di spiegare alla sua compagna che per lei la famiglia è un valore importante e che il supporto economico ai suoi genitori non è un elemento negoziabile in questo momento. È fondamentale che entrambi troviate un punto di incontro in cui nessuno dei due si senta sacrificato o costretto a rinunciare a qualcosa di essenziale per il proprio benessere. Se sente che la comunicazione da soli non porta a una soluzione, potrebbe essere utile rivolgersi a un professionista per lavorare insieme su queste difficoltà e comprendere meglio i bisogni reciproci. Qualsiasi decisione prenderà, è importante che sia frutto di una scelta consapevole e non solo di un compromesso imposto da uno dei due. Resto a disposizione, le auguro il meglio. Dott. Andrea Boggero
Dott. Marco Lenzi
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Buongiorno,
Dal suo resoconto emergono alcuni aspetti meritevoli di approfondimento. Da quanto scritto, appare uno sbilanciamento per cui lei deve mettere dei soldi per finanziare la convivenza e la sua compagna no. Inoltre, ciò avviene tramite una costrizione. Non mi è chiaro se il finanziamento che sta pagando è per la casa dei suoi genitori o per la casa in cui abita lei e dove vorrebbe andare a convivere. In una convivenza, dovrebbero esserci pari diritti e un accordo su come vengono gestite le entrate e su come si effettuano le spese. Mi sembra di capire che qui non c'è un accordo tra di voi ma un'imposizione da parte della sua compagna. Un altro elemento interessante è relativo al fatto che non è chiaro se la sua compagna percepisce un reddito o un assegno di mantenimento da parte dell'ex coniuge. Se la risposta è affermativa, sarebbe equo trovare un compromesso sulla divisione delle spese tra di voi, così da tutelare entrambe le parti. Per quale motivo la sua compagna non vuole che lei aiuti i suoi genitori? Potrebbe parlare con lei di questo aspetto. Se non avete stipulato un contratto di convivenza, lei non è tenuto a dare dei soldi alla sua compagna mensilmente contro la sua volontà, dal momento che vivete in luoghi separati. Rimango a disposizione per ulteriori informazioni e domande nell'eventualità di un colloquio psicologico di approfondimento. Cordiali saluti
Dott.ssa Sara Petroni
Psicologo clinico, Psicologo
Tarquinia
Ciao,
quello che descrivi fa pensare a una relazione in cui l’equilibrio tra dare e ricevere si è spezzato, e dove le richieste della tua compagna sembrano sconfinare nel controllo e nella pretesa.

Il fatto che tu voglia convivere e che lei ponga come condizione l’eliminazione di un finanziamento fatto per aiutare i tuoi genitori, non riguarda solo una questione economica: tocca il tema più profondo della libertà e del rispetto reciproco.
Quando un partner inizia a imporre cosa fare con i propri soldi, o pretende contributi economici senza condivisione o trasparenza, non si tratta più di una negoziazione di coppia ma di una forma di sottomissione emotiva.

In una relazione sana, le decisioni economiche si discutono, si ragiona insieme sulle priorità, si cerca una soluzione che rispetti entrambi. Qui, invece, emerge un controllo unilaterale: ti chiede di interrompere un aiuto familiare, di fare la spesa per lei, di darle denaro ogni mese — senza una base di equilibrio o di reale convivenza.
Tutto questo può farti sentire in colpa o inadeguato, ma in realtà è un segnale che i confini stanno saltando.

Ti consiglio di fermarti e chiederti:
– cosa mi fa restare in questo schema? paura di perderla o senso di colpa?
– se fossi libero da questo peso economico ed emotivo, vorrei davvero convivere con lei?

Un confronto con uno psicologo può aiutarti a riconoscere meglio i meccanismi di dipendenza o manipolazione che, a volte, si mascherano da “amore forte” o da “carattere deciso”.
L’amore non dovrebbe mai chiederti di rinunciare alla tua libertà né ai tuoi legami familiari.

Un caro saluto,
Dott.ssa Sara Petroni – Psicologa
Dott.ssa Chiara Avelli
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera, da ciò che descrive emerge una situazione relazionale caratterizzata da forti tensioni sul piano economico e decisionale, che meritano di essere osservate con attenzione. È legittimo che, in una coppia, ci siano timori o preoccupazioni rispetto alla convivenza e agli aspetti finanziari, ma è altrettanto importante distinguere tra un confronto basato sul dialogo e richieste che assumono una forma coercitiva o sbilanciante. Il finanziamento che lei sostiene è una scelta personale e familiare che precede la convivenza e, in assenza di un progetto economico condiviso, non può essere imposto che venga eliminato o trasferito ad altri. Allo stesso modo, il fatto che lei debba contribuire economicamente in modo regolare a una persona con cui non convive, per compensare una scelta che riguarda i suoi genitori, introduce una dinamica di controllo e di pressione che può diventare problematica. Dal punto di vista psicologico, non è tanto rilevante stabilire “chi ha torto o ragione”, quanto interrogarsi sull’equilibrio della relazione: una relazione sana si fonda su accordi liberi, rispetto dei confini individuali e possibilità di negoziazione, non su obblighi imposti per evitare conflitti o perdite affettive. Il dubbio che lei esprime, cioè se si stia sottomettendo, è un segnale importante e indica che qualcosa, dentro di lei, non si sente rispettato. Può essere utile chiedersi se le richieste della sua compagna tengano conto anche dei suoi bisogni, delle sue responsabilità e della sua autonomia, e se lei si sente libero di dire di no senza temere conseguenze relazionali. Un supporto psicologico potrebbe aiutarla a fare chiarezza su questi aspetti, a rafforzare i suoi confini e a comprendere se questa relazione, così strutturata, le consente di sentirsi partner alla pari oppure no. Dott.ssa Chiara Avelli

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