Buongiorno, sono una ragazza di 22 anni e sto con il mio ragazzo da 5. Siamo stati innamorati pazzi,

Buongiorno, sono una ragazza di 22 anni e sto con il mio ragazzo da 5. Siamo stati innamorati pazzi, abbiamo vissuto tantissime esperienze e siamo cresciuti insieme. Posso dire che è anche il mio migliore amico. Da un anno le cose sono cambiate gradualmente. Sento di non esserne più innamorata, mi sembra di sentirlo e vederlo più per abitudine, non mi manca particolarmente (l'ho notato nei mesi di quarantena). Quando sono con lui sto bene, ma ho sempre questi pensieri in testa e non riesco più a lasciarmi andare. Mi sembra che non abbiamo nulla da dirci e che non ci capiamo, abbiamo interessi e idee diverse su molte cose, anche sul futuro. Lui lavora e vorrebbe che io andassi a vivere con lui o almeno che ci vedessimo di più, mentre a me va bene così, studio ancora e non ho questi progetti. Capisco il suo desiderio, stiamo insieme da molto, ma non mi sento di volerlo. Lui non mi fa mancare nulla, si vede proprio che è innamorato. Io gli voglio un bene dell'anima, ma da parte mia sta svanendo tutta la passione e il romanticismo. Mi sento malissimo perché lui lo percepisce e io non so cosa fare. Voglio prendere una decisione anche per correttezza nei suoi confronti, non voglio fargli perdere tempo solo per i miei dubbi. Mi sembra impensabile vivere senza di lui, ho paura di accorgermi tardi di aver sbagliato, di aver perso una persona d'oro che mi ama davvero e che farebbe di tutto per me. Forse è tutto nella mia testa, mi dico che potrei impegnarmi di più, provando a comportarmi come prima per vedere se cambia qualcosa, ma non riesco. Grazie molte per aver letto questo messaggio, spero in una vostra risposta. Ho davvero bisogno di un parere oggettivo ed esperto. Grazie!

25 risposte


Cara Ragazza, I rapporti sentimentali vivono fisiologicamente delle fasi di “down” durante le quali è possibile ci si renda conto che le esigenze sono cambiate. Questo ci porta a rivolgere altrove lo sguardo, ma è normale che l’idea di futuro che c’è stata fino a quel momento non venga rimossa da un colpo di spugna, e continui a suscitare qualcosa. Non potrebbe essere altrimenti. Sembra sia alla ricerca di una validazione di sentimenti che sta provando per la prima volta, ed ai quali fatica a concedersi. In questi casi non c’è giudice più affidabile di lei, e posto che mi sembra che ciò che prova (o che non prova...) sia chiaro, resta solo da ammorbidire il giudizio che si darebbe in caso di errore. L’amore non è una scienza esatta, può solo essere vissuto con una ragionevole certezza. Non trascuri la possibilità di portare alla luce i dubbi che ha con il suo Lui, per darsi la possibilità di scoprire se siete in una fase di stanca passeggera, o più profonda. Un caro saluto

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Salve, mi spiace per la situazione ed il disagio espresso. Da come parla si evince un rapporto più amicale che d'amore, d'altronde lei stessa parla più di amicizia che di amore e questo già è fonte di informazioni importanti e significative. Lei si chiede se potrebbe impegnarsi di più... ma a fare che? a cercare di amare qualcuno che, in fondo, non si sa di amare? Sembra emergere inoltre la paura, in futuro, di poter aver fatto la scelta sbagliata. Il futuro è impossibile conoscerlo, meglio focalizzarsi sul presente. Non conosco i dettagli della vostra storia tuttavia ritengo che intraprendere un percorso psicologico possa aiutarla non solo a trovare le risposte che cerca ma anche a capire come mai è così doloroso per lei poter/dover fare una scelta così importante. Rimango a Sua disposizione. Cordialmente, dott. FDL


Salve, credo che sia arrivato il momento per lei di fare un po' di chiarezza rispetto ad alcune domande che si pone. Ha mai pensato di intraprendere un percorso di psicoterapia? Buona giornata. Dott. Fiori


Gentile Signora proviamo a riflettere insieme su quello che scrive. La sua domanda "Voglio prendere una decisione anche per correttezza nei suoi confronti, non voglio fargli perdere tempo solo per i miei dubbi." arriva dopo una lunga serie di elementi e di riflessioni. Prima di questa frase lei testualmente dice: 1. abbiamo vissuto tantissime esperienze e siamo cresciuti insieme. 2. Posso dire che è anche il mio migliore amico. 3. Quando sono con lui sto bene, che di fatto sono degli elementi positivi e che indicano che esiste un vissuto legato ad una relazione emotiva importante. Parallelamente afferma: 1. Siamo stati innamorati pazzi, 2. Da un anno le cose sono cambiate gradualmente. 3. Sento di non esserne più innamorata, 4. mi sembra di sentirlo e vederlo più per abitudine, 5. non mi manca particolarmente (l'ho notato nei mesi di quarantena). 6. ma ho sempre questi pensieri in testa 7. non riesco più a lasciarmi andare. 8. Mi sembra che non abbiamo nulla da dirci 9. non ci capiamo, 10. abbiamo interessi e idee diverse su molte cose, anche sul futuro. 11. non mi sento di volerlo. 12. sta svanendo tutta la passione e il romanticismo. 13. Mi sento malissimo. Come può valutare, lei elenca un numero molto numeroso di elementi complessivamente negativi. Nel rispetto dei presupposti teorici che uso per svolgere il mio lavoro mi astengo dal giudicare o fornire consigli. Questo per rimanere sul piano del reale. Diversamente alla fine della sua nota emerge un tema legato alla perdita alla solitudine e alla paura che potrebbe meritare una maggiore attenzione e che apre la strada a delle possibili valutazioni che forse sono utili, ma ripeto forse. i temi del cambiamento sono molto presenti e forti come forse e mi ripeto ancora forse anche quelli legati al definirsi e molto probabilmente meritano una maggiore attenzione. Ora sta a lei decidere se lavorarci. Prima di concludere le ricordo che i temi del cambiamento e della perdita sono ben presenti nella sua nota e forse è qui che vale la pena di soffermarsi. Un cordiale saluto


Carissima, Lei è molto giovane e state insieme da tanto tempo, può capitare di sentire la persona che ci sta accanto come scontata. È difficile dare una risposta senza aver meglio approfondito i suoi vissuti che ha già iniziato a descrivere. Sicuramente la sua è una scelta importante e quindi credo sia utile prendersi uno spazio per meglio capire i sentimenti verso questo ragazzo. È possibile anche usufruire di consulenze online. Sono a disposizione per qualsiasi chiarimento. Un cordiale saluto


Buonasera, capisco i suoi dubbi xchè quando lei ha iniziato il rapporto con il suo ragazzo aveva 17 anni molto giovane poi si cresce e cambiano molte cose, sicuramente c'è molto affetto ma non sente, come lei scrive, più attrazione, ma nello stesso tempo ha paura di fare un errore e di pentirsi in seguito. Quindi si pone tante domande ed ha dei dubbi che non riesce a risolvere, potrebbe fare degli incontri con una psicoterapeuta e la vorare su ciò che non riesce ad elaborare da sola insieme con una psicoterapeuta pian piano riuscirà a chiarire, la saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli.


Salve da quello che leggo lei sente di non amarlo più, le risposte alle sue domande già le ha dentro di lei. È molto raro che una storia iniziata in età adolescenziale duri per tanto tempo.... Se vuole capire meglio ciò che la sta attraversando può pensare a fare degli incontri di psicoterapia. Se vuole può contattarmi anche online. Dott.ssa Milvia VERGINELLI


Buonasera, capisco molto bene di cosa parla. Purtroppo succede che un sentimento svanisca e in questo non c'è nulla di sbagliato. Come ha scritto siete cambiati, avete progetti di vita diversi e questo è possibile che vi abbia allontanati. Sono situazioni molto complesse da gestire, anche perché spesso irrompono vari consigli da persone diverse che confondono ancora di più le idee. Io posso darle solo un consiglio: ascolti sé stessa. Ascolti i suoi bisogni, i suoi sentimenti. Se è sicura della sua decisione, la prenda, qualunque essa sia. Se invece ha dei dubbi, provi a parlarne direttamente col suo ragazzo; tenere tutto per sé non fa altro che alimentare i dubbi. Il confronto può aiutare, anche per capire la sua reazione. Come ultima cosa, faccio una riflessione personale: spesso succede che manteniamo viva una storia a tutti i costi, pur di evitare il senso di colpa e la vergogna che ne potrebbero derivare. Ci diciamo che almeno l'altra persona non soffrirà, ma così facendo non ci permettiamo di essere felici. In amore, purtroppo, arriva un punto in cui bisogna essere egoisti: faccio il mio bene, lasciandoti, in modo che possa fare anche il tuo! Perché chiunque merita di stare con una persona che la ama. Questo ovviamente solo se è sicura della sua decisione di lasciarlo. Cordialmente, dott. Simeoni


Cara, ho provato tenerezza nel leggere la sua domanda. Conosco questi dubbi e immagino come si sta sentendo. Non posso dare un giudizio oggettivo, piuttosto le farei molte domande per esplorare i suoi sentimenti e i suoi desideri. É naturale avere dubbi e paura di sbagliare nella sua situazione e lei fa bene a dargli spazio e voce. Si sta chiedendo di scegliere come proseguire la sua relazione d'amore e questo mi sembra un buon modo di prendersi cura sia di sé stessa che della relazione. La invito a concedersi il tempo che le serve per continuare a stare in ascolto di ciò che sente e di giorno in giorno scegliere ciò che vuole. In bocca al lupo per questa scelta e se vorrà io sono a disposizione per un consulto anche online.


Cara ragazza, grazie per aver scritto. Immagino la sua confusione e la sofferenza che questa le crea. Le storie importanti sono sempre molto difficili da lasciare andare, si dovrebbe per questo prendere un pò di tempo per fare chiarezza sulle sue emozioni, i suoi bisogni e i suoi desideri. Se vede che da sola non riesce, può pensare di chiedere un aiuto ad uno psicoterapeuta. Se ha bisogno sono qui. Dott.ssa Federica Leonardi


Cara scrittrice, é molto interessante il suo monologo dei pensieri, si legge con chiarezza la differenza/ difficoltà tra volere e potere. Se Lei vorrà forse nel l'incontro con un psi, potrebbe riconoscere quello che potrebbe fare . un caro saluto. A.F.


Gentile ragazza, può capitare un periodo di appannamento e di crisi individuale, in cui non si sa più quello che si vuole realmente. Potrebbe esserle utile in questo momento confrontarsi con uno specialista per poter individuare le ragioni della sua crisi al fine di potersi chiarirsi le idee e risintonizzarsi con ciò che realmente vuole. Vedrà che esser supportata in un momento simile, non potrà farle che bene. In bocca al lupo per tutto. Un caro saluto Dott. Diego Ferrara


Gentile utente, dalle parole che scrive è chiaro il forte conflitto che sta vivendo. Un suggerimento che mi sento di darle e di provare a condividere tutto questo con il suo fidanzato, perché potrebbe essere un’occasione importante per entrambi per comprendere cosa eventualmente fare insieme affinché le cose migliorino o prendere altre decisioni. Oppure potrebbe chiedere una consulenza psicologica che la aiuterebbe a comprendere maggiormente la natura del suo conflitto e come affrontarlo. Un cordiale saluto


Gentile utente, sarebbe interessante sapere se questi sentimenti si sono affievoliti da quando parlate di progetti futuri. I sentimenti e il rapporto di coppia cambia con il tempo ma nel suo caso mi pare che le domande che pone a sé stessa siano molte di più di quelle che qui ha scritto. Rimango a sua disposizione per eventuali chiarimenti in merito. Cordiali saluti Dott.ssa Valeria Randisi

Dott.ssa Valeria Randisi

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psicologo

Casalecchio di Reno

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Buonasera, potrebbe essere utile pensare alla fase di innamoramento che ha avuto con lui e capire quali sono le caratteristiche che di lui l'hanno attratta di più e cosa l'ha spinta a intraprendere questa relazione. Cosa è cambiato nel frattempo? In lei o in lui, o ancora nella vita che state conducendo, studi, lavoro e rispettive famiglie. Spesso quando il rapporto di coppia cambia può essere utile guardare il quadro più ampio e rileggere il contesto e i cambiamenti in questo. Anche un canale comunicativo sincero e aperto al confronto con il suo partner può aiutarvi ad affrontare insieme questo momento difficile. Spero che la mia risposta le sia utile, resto a sua disposizione. Dott.ssa Elisa Brembilla


Buongiorno, credo sia del tutto "normale" volgere lo sguardo altrove quando si sta insieme da tanto tempo e quando si intraprende una relazione amorosa in età giovanile. A volte, la cosa più semplice da fare è condividere con la persona interessata, spiegandogli cosa le sta succedendo in modo da ragionarci insieme. Potreste ripercorrere con lui le prime volte insieme, quando è scattata la scintilla per te e quando è scattata per lui e cosa è stato a farla scattare. Per maggiori informazioni, resto a disposizione. Dott.ssa Antonella Bascià


ciao! posso dirti che la miglior cosa sia quella di essere sincera con il tuo ragazzo dicendogli quello che pensi, ma ovviamente capisco che possa essere difficile, perché sono molti anni, e che magari c'è un coinvolgimento delle rispettive famiglie quindi subentra anche la paura di deludere tutti.. ciò che ti posso dire è rifletti su quello che vuoi veramente. IN CUOR TUO GIA' SAI


Diceva un attore famoso “non mi sposo perché non voglio mettermi un estraneo in casa”. Anche senza essere così tranchant, è chiaro che il cuore accompagna irrevocabilmente alla porta chi è ormai diventato estraneo al suo libero sentire. La ragione gli può però fare più di uno sgambetto inconsapevole lungo la strada: per esempio quando vogliamo distinguere se siamo in un periodo di cambiamento o se effettivamente è finita potrebbe partirci in testa un’edizione speciale di Uomini e Donne in cui siamo insieme conduttori, pubblico e staff vario di superesperti di come dev’essere l’amore, una maratona senza pubblicità e senza fine in cui finiamo per dimenticarci che in realtà noi saremmo i protagonisti, quelle due marionette sul palco, che ora vengono colte in fallo e criticate a ogni mossa o pensiero e ormai non riescono più a muoversi e pensare, sono solo goffe e desincronizzate. Se ci fosse la saggia Maria, fermerebbe tutti e farebbe partire un ballo. Un altro importante impedimento che offusca la visuale del cuore è la paura del cambiamento, ma in natura l’unica costante è il cambiamento, le relazioni sentimentali non fanno eccezione, e se non lo costruiamo e co-costruiamo noi il cambiamento ci ritroveremo a subirlo. Se volessimo invece guardare alla situazione con occhio cinico, mettendo in luce la struttura dell’azione vedremmo la sequenza: presa di decisione sul da farsi, avvio di ciò che si è deciso di fare, mantenere nel tempo la strada presa, gestire gli effetti collaterali della decisione. Ogni fase può giungere a buon fine oppure sbattere contro ostacoli, il più delle volte blocchi emotivi in cui sono implicati la paura e il dolore. Ecco, senza pretesa di essere oggettivo e pur con tutti i limiti del domanda e risposta singoli di questo sito, spero di avere sparso qualche suggestione, magari utile per indirizzare gli sforzi verso una strada, o utile per escluderla e continuare a cercare altrove.


Salve, il primo passo per risolvere la questione è di far chiarezza dentro i lei. Affrontando un percorso con uno specialista, potrà chiarire i suoi dubbi e comprendere meglio le sue esigenze. Le auguro il meglio. MMM


Buongiorno. Capisco come si sente di fronte a questa situazione così difficile. I rapporti cambiano, i bisogni si modificano con il tempo e se la relazione finisce, in questo caso, non si può attribuire una colpa a nessuno. Sarebbe sicuramente opportuna una terapia individuale che la aiuti a capire cosa vuole da questa relazione, e affrontare i suoi dubbi senza senso di colpa o paura di pentirsi della scelta. Cordiali saluti Dott.ssa Valentina Maccioni


Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini


Gentile lettrice, Grazie per la fiducia nel condividere questi sentimenti così intimi e complessi. La situazione che descrive è più comune di quanto si possa pensare, specialmente in relazioni iniziate in giovane età. È importante innanzitutto riconoscere che i suoi sentimenti sono validi e non c'è nulla di cui sentirsi in colpa. Le relazioni evolvono, e talvolta questa evoluzione porta in direzioni diverse da quelle iniziali. Il fatto che lei si ponga queste domande con tale onestà e preoccupazione per il benessere del suo partner dimostra maturità e rispetto. Dopo cinque anni insieme, iniziati a 17 anni, è naturale che entrambi siate cambiati. L'adolescenza e la prima età adulta sono periodi di profonda trasformazione personale. Ciò che ci attraeva e soddisfaceva a 17 anni potrebbe non corrispondere più ai nostri bisogni a 22. I segnali che descrive - mancanza di passione, sensazione di routine, divergenze su progetti futuri, assenza di argomenti di conversazione - sono indicatori importanti da non sottovalutare. Particolarmente significativa è la discrepanza nei vostri progetti di vita: lui desidera una convivenza mentre lei non si sente pronta. Queste differenze di tempistiche e obiettivi possono creare tensioni significative. Il fatto che lui sia una "persona d'oro" che la ama profondamente non è, di per sé, una ragione sufficiente per rimanere in una relazione. L'amore richiede reciprocità per essere sano e soddisfacente per entrambi. Rimanere per paura di sbagliare o per non ferire l'altro può portare a maggiore sofferenza nel lungo termine. La sua idea di "sforzarsi" e "comportarsi come prima" rivela un'incomprensione comune: i sentimenti autentici non possono essere forzati. Se dopo un anno di queste sensazioni non c'è stato un cambiamento spontaneo, è improbabile che lo sforzo conscio possa ricreare ciò che si è naturalmente affievolito. Le suggerisco di riflettere su alcune domande: Come si immagina tra cinque anni? Il suo partner è parte di questa visione? Sta rimanendo per amore o per paura del cambiamento? Cosa consiglierebbe a un'amica nella sua stessa situazione? Potrebbe essere utile prendersi un po' di spazio per riflettere con maggiore chiarezza. A volte la distanza aiuta a comprendere meglio i propri sentimenti. Qualunque decisione prenda, ricordi che non esiste una scelta "sbagliata" in assoluto. Sia rimanere che separarsi comportano rischi e opportunità. L'importante è essere onesti con se stessi e con l'altro. Un caro saluto.


Buonasera, capisco e mi dispiace che stia vivendo questo momento di confusione e difficoltà, ma allo stesso tempo è bello che lei abbia potuto vivere una storia d’amore così importante, intensa e piena di esperienze condivise. Non è facile accorgersi che qualcosa è cambiato, soprattutto quando dall’altra parte c’è una persona che le vuole bene e che ha rappresentato una parte così significativa della sua vita. Tuttavia, non sarebbe giusto nei suoi confronti forzarsi a provare o a fare qualcosa che non sente più. L’amore non funziona con l’impegno o con la forza di volontà: non è detto che, impegnandosi di più o sforzandosi di comportarsi come prima, i sentimenti tornino a essere quelli di un tempo. L’amore non si forza e non si controlla, ed è proprio questa la sua bellezza, ma anche la sua fragilità. E non dovrebbe giudicarsi per i pensieri che sta avendo, né sentirsi in colpa. Non è una decisione che nasce dal voler ferire qualcuno, ma semplicemente la presa di coscienza che i sentimenti possono cambiare, anche senza che lo si scelga. Quello che può fare ora è prendersi un po’ di tempo per sé, per riflettere con calma su ciò che sente e su quale direzione sia più giusta per lei. È comprensibile che tema di pentirsi o di non ritrovare un affetto come quello del suo attuale compagno, ma restare in una relazione solo per paura del futuro o per il timore di ferire l’altro non le permetterebbe comunque di vivere serenamente. A volte la chiarezza arriva proprio nel momento in cui ci si concede di ascoltarsi davvero, senza pressioni e senza sensi di colpa. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a mettere ordine tra i pensieri e le emozioni, a capire meglio cosa desidera e cosa la fa stare bene, così da prendere una decisione che sia davvero in linea con se stessa. Dott.ssa Chiara Avelli.


Buonasera; nelle sue parole si percepisce l’affetto e la gratitudine verso il suo ragazzo, ma anche la fatica nel sentire la passione e il desiderio come prima. Questi sentimenti non sono un difetto né una colpa, ma un punto di partenza prezioso per fare chiarezza dentro di sé. Un percorso psicologico può offrirle uno spazio sicuro per esplorare questi dubbi, comprendere i propri desideri più autentici e accompagnarla verso un cambiamento consapevole, così da riprendere fiducia nella propria capacità di scegliere e vivere relazioni in linea con se stessa. Resto a disposizione se desidera approfondire insieme.


Buongiorno, dal suo racconto emerge una sofferenza che appare molto profonda proprio perché non riguarda una relazione conflittuale, fredda o caratterizzata da mancanze evidenti. Al contrario, descrive una persona a cui vuole molto bene, che considera importante, affidabile e affettuosa. Ed è proprio questo che rende tutto più difficile. Spesso si pensa che le decisioni sentimentali siano semplici quando qualcosa non funziona, quando ci sono litigi continui o quando viene meno il rispetto reciproco. In realtà le situazioni più dolorose sono spesso quelle in cui si continua a stimare e a voler bene all'altra persona, ma si avverte che qualcosa sul piano emotivo è cambiato. Da quello che scrive, sembra che da tempo stia vivendo un conflitto interiore tra ciò che sente e ciò che pensa di dover sentire. Da una parte percepisce un affetto importante, una storia condivisa, una profonda amicizia e la consapevolezza di avere accanto una persona che la ama. Dall'altra avverte il venir meno di alcuni aspetti che per lei sembrano fondamentali, come il coinvolgimento romantico, il desiderio di condividere certi progetti e la sensazione di sentirsi spontaneamente orientata verso il futuro insieme. Quando si entra in questo tipo di conflitto, la mente tende spesso a trasformarsi in un tribunale permanente. Si cercano continuamente prove a favore e contro la relazione. Ci si domanda se i sentimenti siano davvero cambiati oppure se si stia attraversando soltanto una fase. Si cerca di capire se si stia commettendo un errore oppure se si stia ignorando una verità ormai evidente. Più si cerca una risposta definitiva e rassicurante, più spesso si finisce per sentirsi bloccati. Da una prospettiva cognitivo comportamentale, uno degli aspetti che colpisce maggiormente è la presenza di una forte paura legata alle conseguenze della scelta. Non sembra esserci soltanto il dubbio sulla relazione. Sembra esserci anche il timore di perdere una persona importante, di pentirsi, di scoprire troppo tardi di aver commesso un errore irreparabile. E quando entra in gioco la paura del rimpianto, prendere una decisione diventa estremamente difficile. Molte persone, in queste situazioni, cercano di capire cosa provano analizzando continuamente le proprie emozioni. Si osservano mentre sono con il partner, verificano se sentono nostalgia, se provano entusiasmo, se avvertono passione oppure no. Il problema è che più si monitorano i propri sentimenti, più questi tendono a diventare confusi e sfuggenti. È un po' come cercare di addormentarsi controllando continuamente se si sta per prendere sonno. Mi sembra importante anche soffermarsi su un altro elemento. Lei scrive che quando è con lui sta bene. Questo non significa necessariamente che la relazione debba continuare, ma suggerisce che probabilmente il problema non si esaurisce nella semplice presenza o assenza di amore. Potrebbero esserci bisogni personali, aspettative sul futuro, desideri di crescita individuale e rappresentazioni della vita di coppia che meritano di essere esplorati più a fondo. A ventidue anni si è in una fase della vita in cui molte persone iniziano a ridefinire se stesse. Si cambia, si maturano nuovi obiettivi, si scoprono aspetti della propria identità che a diciassette anni non erano ancora emersi. A volte due persone crescono nella stessa direzione, altre volte iniziano lentamente a prendere strade differenti. Comprendere se questo sia ciò che sta accadendo richiede tempo e una riflessione approfondita. Credo che il punto centrale non sia capire se il suo ragazzo sia una persona valida. Da ciò che racconta sembra esserlo. La vera domanda riguarda piuttosto ciò che lei desidera oggi da una relazione e quanto questa relazione sia ancora in sintonia con quella parte di sé che nel frattempo è cresciuta e cambiata. Per questo motivo penso che potrebbe essere molto utile concedersi uno spazio di riflessione psicologica. Non per arrivare velocemente alla decisione di lasciare o restare, ma per comprendere meglio il significato di questi dubbi, il ruolo delle sue paure, delle aspettative e dei bisogni affettivi attuali. Un percorso cognitivo comportamentale può aiutare molto proprio quando ci si sente bloccati tra ciò che si prova, ciò che si teme e ciò che si ritiene giusto fare. Non esistono formule che permettano di sapere con certezza quale sia la scelta migliore. Esiste però la possibilità di conoscere più profondamente se stessi, e spesso è proprio questa maggiore consapevolezza che permette alle decisioni di diventare più chiare e meno guidate dalla paura. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero

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