Buongiorno, sono una ragazza di 20 anni e ho sempre sofferto di un sonno disturbato a causa dell’ans
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Buongiorno, sono una ragazza di 20 anni e ho sempre sofferto di un sonno disturbato a causa dell’ansia. 2/3 mesi fa ho attraversato una sorta di crisi di ansia a seguito della quale ho sentito il medico che mi ha dato circadin (1 volta prima di dormire) e lexotan (anche 3 volte al giorno per 5 gocce). Ho superato questa crisi ma continuo ad avere problemi.
il mio sonno è disturbatissimo, faccio sogni strani e disturbanti, ne faccio anche molteplici a notte e quando mi sveglio spesso mi sento turbata e insoddisfatta del sonno, che non è quasi mai ristoratore. Mi capita anche di risvegliarmi brevemente e poi cadere nel sonno di nuovo, il che è molto fastidioso perché è un risveglio “scomodo”, accompagnato da una sensazione sgradevole. Volevo chiedervi come potrei intervenire a riguardo, perché non so più cosa fare. Vorrei dormire anche solo una notte senza sogni, in un sonno profondo.
Ps. Alcune volte vedendo che non riuscivo a dormire ho preso altre 5 gocce, sommandole quindi a quelle prese precedentemente per prepararmi a dormire.
Grazie per le eventuali risposte.
il mio sonno è disturbatissimo, faccio sogni strani e disturbanti, ne faccio anche molteplici a notte e quando mi sveglio spesso mi sento turbata e insoddisfatta del sonno, che non è quasi mai ristoratore. Mi capita anche di risvegliarmi brevemente e poi cadere nel sonno di nuovo, il che è molto fastidioso perché è un risveglio “scomodo”, accompagnato da una sensazione sgradevole. Volevo chiedervi come potrei intervenire a riguardo, perché non so più cosa fare. Vorrei dormire anche solo una notte senza sogni, in un sonno profondo.
Ps. Alcune volte vedendo che non riuscivo a dormire ho preso altre 5 gocce, sommandole quindi a quelle prese precedentemente per prepararmi a dormire.
Grazie per le eventuali risposte.
Buongiorno! Suggerisco un consulto con lo psichiatra per valutare se il dosaggio frazionato di Lexotan stia alimentando la sonnolenza diurna e l'instabilità notturna, o se sia il caso di scalare gradualmente la benzodiazepina in favore di un approccio diverso + Lavorare sulla decatastrofizzazione del "non dormire bene" e sull'accettazione del sogno come materiale psichico non pericoloso, per abbassare il carico emotivo associato al momento di andare a letto ( pscioterapia )+ Sebbene la crisi acuta sembri superata, il sonno disturbato indica che l'attivazione neurofisiologica è ancora alta. I sogni multipli e disturbanti sono spesso il segnale di un'elaborazione emotiva incompleta durante la veglia.+ sembra che ti trovi in una fase di "veglia agitata" mascherata da sedazione farmacologica. Il focus terapeutico dovrebbe spostarsi dal "cercare di dormire a tutti i costi" (che genera ansia) al ridurre l'allerta generale e regolarizzare i ritmi circadiani senza eccedere nell'uso al bisogno di benzodiazepine.
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Gentile utente,
al di la della gestione del supporto farmacologico, credo che tutte queste sensazioni stiano chiedendo di ricevere attenzione. Posso consigliare di valutare un percorso psicoterapico così da cercare di capire cosa ti sta chiedendo il tuo mondo interno.
Saluti
al di la della gestione del supporto farmacologico, credo che tutte queste sensazioni stiano chiedendo di ricevere attenzione. Posso consigliare di valutare un percorso psicoterapico così da cercare di capire cosa ti sta chiedendo il tuo mondo interno.
Saluti
Gentile utente,
deve essere davvero faticoso affrontare notti così poco riposanti.
Da come lo descrive, sembra che il suo corpo sia ancora un in allerta dopo il periodo di ansia che ha attraversato, e questo può influenzare molto il sonno, rendendolo leggero, frammentato e accompagnato da sogni intensi o disturbanti.
La buona notizia è che non è una situazione rara e si può lavorare su questi aspetti.
Un percorso psicoterapeutico può aiutarla a ritrovare maggiore tranquillità interna e, di conseguenza, migliorare anche il sonno in modo graduale e stabile.
Le consiglierei anche di non modificare da sola le dosi dei farmaci, ma di confrontarsi sempre con il suo medico.
Se sente che può essere il momento giusto, una prima consulenza può aiutarla a capire meglio cosa sta succedendo e a trovare insieme un modo per tornare a dormire con più serenità.
Resto a disposizione
deve essere davvero faticoso affrontare notti così poco riposanti.
Da come lo descrive, sembra che il suo corpo sia ancora un in allerta dopo il periodo di ansia che ha attraversato, e questo può influenzare molto il sonno, rendendolo leggero, frammentato e accompagnato da sogni intensi o disturbanti.
La buona notizia è che non è una situazione rara e si può lavorare su questi aspetti.
Un percorso psicoterapeutico può aiutarla a ritrovare maggiore tranquillità interna e, di conseguenza, migliorare anche il sonno in modo graduale e stabile.
Le consiglierei anche di non modificare da sola le dosi dei farmaci, ma di confrontarsi sempre con il suo medico.
Se sente che può essere il momento giusto, una prima consulenza può aiutarla a capire meglio cosa sta succedendo e a trovare insieme un modo per tornare a dormire con più serenità.
Resto a disposizione
Gentile utente, il sonno disturbato è un sintomo assai fastidioso e complesso da gestire. Immagino il suo malessere a riguardo. Credo che gestire l'ansia prima dell'addormentmaneto con esercizi di rilassamento e respirazione potrebbero aiutarla verso un sonno più continuo e ristoratore. Tuttavia credo anche possa essere utile ed importante per lei comprendere l'origine di sìquesta sua ansia pervasiva e presente in modo così costante e invalidante. Un percoroso psicologico potrebbe aiutarla in tal senso. Cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo
Buonasera, le gocce che le sono state prescritte le sono state di aiuto per superare una situazione di "emergenza". Malgrado le gocce che prende (e sembra che la dose consigliata non sembri bastare più), i sogni sono vissuti come disturbanti. I sogni invece potrebbero essere la chiave di accesso alla comprensione della sua angoscia, che non la lascia dormire e forse, non le fa vivere una vita troppo serena. Forse sarebbe il caso di far una consultazione con uno psicologo o psicoterapeuta per esplorare meglio i motivi che soggiacciono alla sua ansia. Cordiali saluti
A 20 anni vivere con l'ansia può essere davvero pesante soprattutto perchè è un periodo pieno di cambiamenti ( studio, relazioni ,identità , indipendenza).
Però è una fase in cui si può imparare a conoscersi meglio.
Le consiglio un percorso breve di sostegno psicologico ad orientamento sistemico relazionale
Però è una fase in cui si può imparare a conoscersi meglio.
Le consiglio un percorso breve di sostegno psicologico ad orientamento sistemico relazionale
Buongiorno comprendo bene come possa sentirsi con un sonno cosi disturbato. Poiché da quanto comprendo probabilmente il suo disturbo del sonno é connesso ad uno stato ansioso, credo che sia importante che lei si prenda cura di questo aspetto. Oltre ad un sostegno farmacologico che la possa aiutare in prima istanza ad alleviare la sua sintomatologia senza però eccedere, sarebbe necessario andare a lavorare da un punto di vista personale. Provi a rivolgersi ad uno psicoterapeuta per indagare e lavorare sul suo stato ansioso. E' importante che elabori una sua metodologia nell'affrontare quelle dinamiche che la agitano e la mettono in allarme sarà difficile che potrà dormire distesa e tranquilla.
Per qualsiasi domanda non esiti a contattarmi.
Per qualsiasi domanda non esiti a contattarmi.
Buongiorno, grazie per la tua condivisione, mi permetto di darti del tu per la tua giovane età. Credo che il sonno sia un sintomo che sta cercando di avvisarti che qualcosa non va: tu stessa lo connetti subito all'ansia. Credo che se da una parte sia fondamentale agire a livello fisico per poter recuperare una condizione base di equilibrio, proprio a livello di sonno, dall'altra sia fondamentale capire questi disturbi continui che significato hanno, e a cosa sono connessi. Il primo aspetto potrebbe essere preso in carico da uno o una psichiatra, mentre il secondo da uno o una psicoterapeuta, che possano lavorare in sinergia. Credo sia fondamentale cominciare un percorso che ti aiuti a capire che cosa il tuo sonno disturbato sta cercando di comunicarti. I nostri sintomi, quando presi in carico e accolti, possono diventare grandi alleati, che ci avvertono di quando qualcosa nel nostro mondo interiore ha bisogno di essere curato e attenzionato. Se avessi domande, o volessi approfondire la questione, mi trovi a disposizione, anche online. Un caro saluto, dott.ssa Elena Gianotti
Buongiorno, ha già provato ad affiancare all'uso dei farmaci anche un trattamento di psicoterapia? Spesso l'uso combinato delle due terapie garantisce risultati più rapidi e duraturi, in particolar modo nei casi in cui sono presenti vissuti emotivi come quelli che descrive. Con il giusto approccio potrà trovare sollievo. Augurandole il meglio, le porgo cordiali saluti.
Buongiorno. Comprendo il disagio che le da' il sonno disturbato. Insieme al supporto farmacologico, ritengo sia importante comprendere i fattori psico-emotivi che sono alla base dell'ansia con un approfondimento psicologico/psicoterapico. Esplorare questi fattori può essere anche un aspetto protettivo e preventivo rispetto ad ulteriori nuove "crisi d'ansia".
Cordiali saluti.
Dott.ssa Alessandra Marra
Cordiali saluti.
Dott.ssa Alessandra Marra
Gentile utente, quello che descrive è sicuramente molto faticoso, soprattutto quando il sonno non riesce a dare una sensazione di vero riposo. Dopo periodi di ansia intensa può capitare che il sonno resti più “sensibile”, con risvegli frequenti, sogni vividi e la percezione di non dormire in modo ristoratore, ma è una condizione su cui si può intervenire. Può essere utile mantenere orari il più possibile regolari e dedicare l’ultima parte della serata ad attività tranquille e ripetitive. Nei risvegli notturni è meglio evitare di forzarsi a dormire e lasciare che il sonno torni spontaneamente. I sogni disturbanti, per quanto spiacevoli, sono spesso un segnale di una mente ancora in attivazione. Le suggerisco inoltre di non modificare autonomamente i dosaggi dei farmaci e di confrontarsi con il medico se sente che l’effetto non è quello desiderato. Un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarla. Un caro saluto
Buongiorno,da ciò che descrive emerge una difficoltà del sonno molto frequentemente associata a periodi di ansia, anche quando la fase più acuta sembra essere superata.
In questi casi il sonno può rimanere “leggero” e disturbato: è comune sperimentare sogni intensi o frequenti, risvegli notturni e una sensazione di scarso ristoro al risveglio. Si tratta spesso di una condizione legata a una attivazione persistente del sistema nervoso, che rende più difficile raggiungere e mantenere un sonno profondo e continuo.
È importante sapere che i sogni, anche se vividi o disturbanti, fanno parte del normale funzionamento del sonno ei risvegli brevi durante la notte sono fisiologici, ma diventano più percepiti quando c’è ansia. La sensazione di “non aver dormito bene” non sempre corrisponde alla reale quantità di sonno.
Per quanto riguarda la terapia farmacologica, è sempre fondamentale attenersi alle indicazioni del medico, evitando modifiche autonome del dosaggio. In generale, quando il sonno resta disturbato dopo un periodo di ansia, è utile non intervenire solo sul sintomo, ma considerare un lavoro più ampio sulla regolazione dell’ansia e sulle abitudini legate al sonno. Approcci psicologici strutturati possono essere particolarmente efficaci nel migliorare sia la qualità del sonno sia il benessere generale. Se il problema persiste, può essere indicato un approfondimento con un professionista, così da individuare le strategie più adatte alla sua situazione.
Un caro saluto.
In questi casi il sonno può rimanere “leggero” e disturbato: è comune sperimentare sogni intensi o frequenti, risvegli notturni e una sensazione di scarso ristoro al risveglio. Si tratta spesso di una condizione legata a una attivazione persistente del sistema nervoso, che rende più difficile raggiungere e mantenere un sonno profondo e continuo.
È importante sapere che i sogni, anche se vividi o disturbanti, fanno parte del normale funzionamento del sonno ei risvegli brevi durante la notte sono fisiologici, ma diventano più percepiti quando c’è ansia. La sensazione di “non aver dormito bene” non sempre corrisponde alla reale quantità di sonno.
Per quanto riguarda la terapia farmacologica, è sempre fondamentale attenersi alle indicazioni del medico, evitando modifiche autonome del dosaggio. In generale, quando il sonno resta disturbato dopo un periodo di ansia, è utile non intervenire solo sul sintomo, ma considerare un lavoro più ampio sulla regolazione dell’ansia e sulle abitudini legate al sonno. Approcci psicologici strutturati possono essere particolarmente efficaci nel migliorare sia la qualità del sonno sia il benessere generale. Se il problema persiste, può essere indicato un approfondimento con un professionista, così da individuare le strategie più adatte alla sua situazione.
Un caro saluto.
Buongiorno, l’ansia che descrive è spesso il segnale di un equilibrio interno più complesso e non il problema in sé: per questo, un percorso con uno psicologo psicoterapeuta (ed eventuale supporto farmacologico) può aiutarla a comprendere meglio l’origine del disagio ed individuare un intervento realmente mirato ed efficace.
Buongiorno signorina,
vede il problema è che lei crede che i sogni siano un problema e che non raggiunga un sonno profondo in quel momento, ma è l'esatto opposto.
Andrebbe però capito tutto quel materiale che la sua mente sta producendo in questa fase della vita. La psicoterapia aiuta in questo processo.
Un saluto cordiale
Dott.ssa Marzia Sellini
vede il problema è che lei crede che i sogni siano un problema e che non raggiunga un sonno profondo in quel momento, ma è l'esatto opposto.
Andrebbe però capito tutto quel materiale che la sua mente sta producendo in questa fase della vita. La psicoterapia aiuta in questo processo.
Un saluto cordiale
Dott.ssa Marzia Sellini
Buongiorno, dalle sue parole si sente quanto questa difficoltà con il sonno stia diventando faticosa e frustrante, soprattutto perché sembra protrarsi nel tempo nonostante il tentativo di affrontarla.
Il sonno, soprattutto quando è influenzato dall’ansia, può diventare uno spazio in cui ciò che si vive durante il giorno trova una forma diversa, a volte più intensa o disturbante. I risvegli, i sogni agitati e quella sensazione di non sentirsi davvero riposati sembrano raccontare proprio uno stato interno che fatica a trovare quiete, anche nei momenti che dovrebbero essere di riposo.
Nel suo racconto emerge anche un forte desiderio di “dormire profondamente”, quasi come se il sonno potesse rappresentare un luogo sicuro, libero da pensieri o sensazioni spiacevoli. Allo stesso tempo, però, più questo bisogno diventa importante, più può caricarsi di aspettative e rendere il rapporto con il sonno stesso ancora più delicato.
Si coglie inoltre una certa attenzione e preoccupazione rispetto a ciò che accade durante la notte, come se il sonno fosse diventato qualcosa da osservare, controllare o “far funzionare”, piuttosto che un’esperienza spontanea.
Forse questo momento, per quanto faticoso, può essere letto anche come un segnale di qualcosa che dentro di lei sta chiedendo attenzione e ascolto, oltre al solo bisogno di dormire.
un caro saluto.
Il sonno, soprattutto quando è influenzato dall’ansia, può diventare uno spazio in cui ciò che si vive durante il giorno trova una forma diversa, a volte più intensa o disturbante. I risvegli, i sogni agitati e quella sensazione di non sentirsi davvero riposati sembrano raccontare proprio uno stato interno che fatica a trovare quiete, anche nei momenti che dovrebbero essere di riposo.
Nel suo racconto emerge anche un forte desiderio di “dormire profondamente”, quasi come se il sonno potesse rappresentare un luogo sicuro, libero da pensieri o sensazioni spiacevoli. Allo stesso tempo, però, più questo bisogno diventa importante, più può caricarsi di aspettative e rendere il rapporto con il sonno stesso ancora più delicato.
Si coglie inoltre una certa attenzione e preoccupazione rispetto a ciò che accade durante la notte, come se il sonno fosse diventato qualcosa da osservare, controllare o “far funzionare”, piuttosto che un’esperienza spontanea.
Forse questo momento, per quanto faticoso, può essere letto anche come un segnale di qualcosa che dentro di lei sta chiedendo attenzione e ascolto, oltre al solo bisogno di dormire.
un caro saluto.
Buonasera, ci tengo a ringraziarla sinceramente per aver condiviso la sua storia. Le difficoltà che ha descritto sono più comuni di quanto si pensi e meritano tutta la nostra attenzione. Capisco quanto l’ansia possa influire sul sonno, rendendolo più difficile e portando, giorno dopo giorno, ad una stanchezza crescente e ad una maggiore fatica nel mantenere la lucidità. Vivere con questa costante pressione è davvero impegnativo, specialmente quando il riposo viene meno e la qualità della vita ne risente. Le suggerisco di rivolgersi al suo medico di fiducia per parlare insieme della terapia e del dosaggio più adatto, perché ogni cambiamento è bene venga valutato con attenzione da uno specialista.
Consideri anche la possibilità di intraprendere un percorso di psicoterapia: potrebbe essere un valido supporto per capire meglio e affrontare l’ansia, oltre a lavorare sui sogni che disturbano il suo riposo. Prendersi cura di sé è un passo importante e merita tutto il rispetto.
Spero possa risolvere al più presto, per qualsiasi necessità rimango a disposizione, un caro saluto.
Dott.ssa Selene Quercioli
Psicologa-Psicoterapeuta
Consideri anche la possibilità di intraprendere un percorso di psicoterapia: potrebbe essere un valido supporto per capire meglio e affrontare l’ansia, oltre a lavorare sui sogni che disturbano il suo riposo. Prendersi cura di sé è un passo importante e merita tutto il rispetto.
Spero possa risolvere al più presto, per qualsiasi necessità rimango a disposizione, un caro saluto.
Dott.ssa Selene Quercioli
Psicologa-Psicoterapeuta
Grazie per aver condiviso quello che stai vivendo. Si sente quanto queste notti ti lascino stanca e anche un po’ turbata, come se non riuscissi mai davvero a “lasciarti andare”.
Provo a offrirti una lettura che possa darti un po’ di senso. Nella prospettiva junghiana, quando dopo una crisi d’ansia i sogni diventano così intensi e frequenti, spesso significa che la psiche sta ancora lavorando: non è qualcosa che si è “rotto”, ma qualcosa che si sta muovendo dentro di te e cerca spazio. I sogni, in questo senso, non sono il problema, ma il segnale.
Capisco però il tuo desiderio di dormire profondamente, senza tutto questo “rumore interno”. Anche i risvegli brevi e scomodi che descrivi sono molto coerenti con uno stato di allerta che non si è ancora del tutto calmato.
Ti direi due cose importanti, con delicatezza: la prima è di non modificare da sola il Lexotan, il bisogno di sollievo è comprensibile, ma è qualcosa da condividere con il medico. La seconda è che forse, più che cercare di eliminare i sogni, può aiutare cambiare il modo in cui li vivi: non come qualcosa che ti invade, ma come qualcosa che sta cercando di essere elaborato.
Non sei “bloccata”: sei in una fase in cui il tuo mondo interno è ancora attivo dopo ciò che hai attraversato. Con un po’ di accompagnamento (anche psicologico, se possibile) questa intensità può trasformarsi, e il sonno tornare gradualmente più calmo e ristoratore.
Provo a offrirti una lettura che possa darti un po’ di senso. Nella prospettiva junghiana, quando dopo una crisi d’ansia i sogni diventano così intensi e frequenti, spesso significa che la psiche sta ancora lavorando: non è qualcosa che si è “rotto”, ma qualcosa che si sta muovendo dentro di te e cerca spazio. I sogni, in questo senso, non sono il problema, ma il segnale.
Capisco però il tuo desiderio di dormire profondamente, senza tutto questo “rumore interno”. Anche i risvegli brevi e scomodi che descrivi sono molto coerenti con uno stato di allerta che non si è ancora del tutto calmato.
Ti direi due cose importanti, con delicatezza: la prima è di non modificare da sola il Lexotan, il bisogno di sollievo è comprensibile, ma è qualcosa da condividere con il medico. La seconda è che forse, più che cercare di eliminare i sogni, può aiutare cambiare il modo in cui li vivi: non come qualcosa che ti invade, ma come qualcosa che sta cercando di essere elaborato.
Non sei “bloccata”: sei in una fase in cui il tuo mondo interno è ancora attivo dopo ciò che hai attraversato. Con un po’ di accompagnamento (anche psicologico, se possibile) questa intensità può trasformarsi, e il sonno tornare gradualmente più calmo e ristoratore.
Buongiorno, mi dispiace per la situazione, immagino che ti senta stanca durante il giorno con queste notti poco riposanti!
Ti consiglio però di non fare di testa tua con le medicine, piuttosto, hai pensato di fare un percorso psicoterapeutico?
Se sogni così tanto evidentemente c'è qualcosa che non vuoi vedere,ma che ha necessità di essere visto.
I sogni parlano delle parti di noi che non vogliamo vedere, ma, anche se angoscianti, possono aiutarci a stare meglio, a sciogliere nodi!
Sei giovane ed hai tanto "materiale" in mano per poter lavorare e capire cosa ti fa sentire così ansiosa!
Un saluto
Ti consiglio però di non fare di testa tua con le medicine, piuttosto, hai pensato di fare un percorso psicoterapeutico?
Se sogni così tanto evidentemente c'è qualcosa che non vuoi vedere,ma che ha necessità di essere visto.
I sogni parlano delle parti di noi che non vogliamo vedere, ma, anche se angoscianti, possono aiutarci a stare meglio, a sciogliere nodi!
Sei giovane ed hai tanto "materiale" in mano per poter lavorare e capire cosa ti fa sentire così ansiosa!
Un saluto
Buongiorno. I sogni, anche se disturbati fanno parte del lasciarsi andare e permettere all'inconscio di vivere emozioni che di giorno non riusciamo a sopportare. L' ansia e l'intolleranza alla veglia complicano il sonno e fare "amicizia" con queste componenti permette di rapportarsi al sonno in modo naturale, senza dover ricorrere al continuo aiuto chimico Pratiche di Mindfulness per l'insonnia le possono giovare per il suo problema. A disposizione, Dr. Gianpietro Rossi
Buongiorno, sarebbe interessante comprendere quale funzione ha per te l'ansia, ovvero cosa sta cercando di dirti. Il sonno è sempre stato disturbato da che ti ricordi, oppure c'era un periodo anche solo quando eri piccola, in cui riuscivi a dormire bene? Inoltre, 2/3 mesi fa, come mai hai avuto una sorta di crisi d'ansia? E' per caso successo qualcosa? A mio avviso i farmaci possono aiutarti, ma se non comprendi le radici di questa ansia, la funzione "protettiva" che può possano andare bene se accompagnati da una Psicoterapia che ti permetta di vedere questa ansia non come qualcosa da combattere, ma come qualcosa da comprendere, da conoscere, da ascoltare. Spero di averti aperto le porte della curiosità. Buona giornata. Valentina
Quello che descrivi è tipico di un sistema nervoso ancora “attivato” dopo una fase d’ansia: il sonno arriva, ma resta leggermente frammentato e più ricco di sogni.
Più cerchi un sonno “senza sogni”, più la mente tende a restare vigile su questo obiettivo.
Può essere utile spostare l’attenzione su altro: il corpo che si lascia andare, il respiro che continua da solo, i risvegli notturni vissuti senza interpretarli.
Ilsonno tende a riequilibrarsi quando non viene più controllato ma lasciato accadere.
Per il farmaco, qualsiasi variazione va sempre concordata con il medico.
Più cerchi un sonno “senza sogni”, più la mente tende a restare vigile su questo obiettivo.
Può essere utile spostare l’attenzione su altro: il corpo che si lascia andare, il respiro che continua da solo, i risvegli notturni vissuti senza interpretarli.
Ilsonno tende a riequilibrarsi quando non viene più controllato ma lasciato accadere.
Per il farmaco, qualsiasi variazione va sempre concordata con il medico.
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