Buongiorno, sono mamma di due bimbi di 4 anni e 8 mesi. Con l’arrivo del secondo bimbo gli equilibri

Buongiorno, sono mamma di due bimbi di 4 anni e 8 mesi. Con l’arrivo del secondo bimbo gli equilibri si sono un po’ spezzati e, insieme al mio compagno, a volte fatichiamo a vivere una convivenza serena. Siamo alla ricerca di un sostegno alla genitorialità che ci aiuti come coppia e anche nella gestione emotiva della bambina di 4 anni che sembra avere un attaccamento morboso con la mamma e un rapporto conflittuale con il padre. Grazie.

17 risposte


Cara mamma, è normale che l'arrivo del secondo bimbo rimescoli le carte, l'intero sistema familiare sta trovando un nuovo baricentro e non è facile reggere tutto. Il legame stretto della bimba con voi e i conflitti con il papà spesso parlano proprio di questo, cercano un nuovo spazio per ridefinire i ruoli e sentirsi rassicurati. Un percorso di sostegno alla genitorialità serve proprio a questo, a guardare insieme alle dinamiche di coppia e familiari per alleggerire le fatiche e ritrovare serenità e complicità. Un caro saluto.

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Buongiorno, innanzitutto desidero dirLe che trovo molto importante e apprezzabile la scelta che avete fatto di chiedere un aiuto. Riconoscere che, dopo la nascita di un figlio, e ancor più con l'arrivo del secondo, gli equilibri di coppia possano cambiare è un importante segno di consapevolezza. La nascita di un bambino rappresenta sempre una profonda riorganizzazione della famiglia: cambiano i ruoli, le dinamiche e gli spazi della coppia. È quindi naturale che possano emergere difficoltà relazionali e che sia necessario ritrovare un nuovo equilibrio, sia nella relazione di coppia sia in quella genitoriale. Lavorare su questi aspetti non significa occuparsi soltanto del benessere degli adulti, ma rappresenta anche un investimento prezioso per i figli. I bambini crescono all'interno del clima emotivo della famiglia e una coppia che riesce a ritrovare un dialogo e una collaborazione più sereni offre loro una base sicura su cui costruire il proprio sviluppo emotivo. Alcune modalità di attaccamento disfunzionali possono infatti svilupparsi anche in contesti in cui la relazione tra i genitori è caratterizzata da tensioni, conflitti o difficoltà nel trovare un equilibrio. Per questo motivo ritengo che un percorso di sostegno alla genitorialità, che coinvolga anche la dimensione della coppia, possa essere una scelta molto utile. Sarà possibile comprendere meglio i bisogni della vostra bambina, il significato del suo rapporto con ciascuno di voi e, allo stesso tempo, aiutarvi a costruire un nuovo equilibrio familiare che abbia ricadute positive sul benessere di tutti. Vi auguro di cuore di intraprendere questo percorso con serenità e fiducia.


Quando ad una coppia arriva un bimbo, se desiderato, oltre alla contentezza per l'evento, arriva anche un "plus lavoro " che qualche volta " stressa la coppia ". Questa situazione può aggravarsi bel caso di una ulteriore nascita! Anche qui, oltre alla gioia, il lavoro, l'impegno, le rinunce, lo stress crescono ancora di più! E' allora " normale " che gli " equilibri si spezzino ". L'ipotesi di cercare un aiuto ed un sostegno psicologico ritengo sia la risorsa migliore. Con il suo aiuto potreste trovare soluzioni al vostro attuale disorientamento, consigli, ma soprattutto imparare meglio a " dialogare ". Infatti sono proprio in questi frangenti che le due persone pare non si capiscono più come una volta. Ecco, occorre reimparare a dialogare! Questo è ancora più necessario quando ci sono "situazioni particolari" come quella che riferite voi con la bimba.


Buonasera/Buongiorno, in effetti l'arrivo di un nuovo figlio può alterare gli equilibri familiari, anche perchè una cosa è passare "da due a tre", un'altra da "tre a quattro". Sarebbe pertanto neessario approfondire le vostre storie di genitori, com' è stata affrontata la nascita del primo figlio, quali vissti e quali convinzioni hanno accompagnato la prima figlia, quali il secondo e come la figlia maggiore ha vissuto la nascita del fratello, cioè quali attrggiamenti manifestava più o meno apertamente, com'è stata preparata, com'era il rapporto tra vostra figlia e voi genitori prima della nascita, se nato il fratello (o prima) ha manifstato ansie eccessive, manifestazoni di rabbia, comportamenti regressivi, ad esempio abbandonando competenze (compatibili con l'età) già conseguite, ecc. ecc.. Un tanto rappresentato, suggeririrei di contattare un professionista - psicologo, con competenze nel settore infanzia - genitorialità, al fine di superare qiesto periodo critico. Cordialmente, M.M.


Buongiorno, la nascita di un secondo figlio rappresenta spesso un momento di profonda riorganizzazione per tutta la famiglia. È normale che gli equilibri cambino e che, tra stanchezza, nuove responsabilità e bisogni diversi dei figli, anche la coppia possa attraversare un periodo di fatica. Da quello che racconta, però, mi sembra che abbiate già fatto un passo molto importante: avete riconosciuto che da soli state facendo fatica e desiderate chiedere un aiuto. Questo è un segnale di cura, non di fallimento. Un percorso di sostegno alla genitorialità o una psicoterapia familiare possono essere molto utili, perché permettono di comprendere cosa stia accadendo nelle dinamiche familiari e di trovare modalità più efficaci per rispondere ai bisogni di tutti. Anche il rapporto tra la sua bambina e il papà potrà essere esplorato, senza cercare un "colpevole", ma comprendendo quale funzione abbia oggi quel legame così esclusivo con la mamma e come favorire una relazione più serena con entrambi i genitori. Il consiglio è di rivolgervi a uno psicologo o psicoterapeuta che lavori con le famiglie e con la genitorialità. Intervenire ora significa prendersi cura non solo della vostra bambina, ma anche della vostra coppia e del benessere dell'intero sistema familiare.


Buongiorno, sarei disponibile ad accogliere la vostra richiesta di aiuto. Ricevo anche on line. Cordiali saluti Dott. Diego Ferrara


Buongiorno, quello che descrive è una situazione molto frequente dopo la nascita di un secondo figlio. L'arrivo di un nuovo bambino rappresenta un cambiamento importante per tutta la famiglia e spesso richiede una riorganizzazione degli equilibri di coppia e dei legami con i figli. Il fatto che abbiate riconosciuto questa fatica e stiate cercando un aiuto è già un segnale di attenzione e di cura verso la vostra famiglia. Da quello che racconta, mi sembra che la difficoltà non riguardi soltanto il comportamento della vostra bambina, ma il funzionamento dell'intero sistema familiare. È comprensibile che una bambina di quattro anni, dopo la nascita di un fratellino, cerchi con maggiore intensità la vicinanza della mamma, soprattutto se percepisce che le attenzioni si sono inevitabilmente divise. Allo stesso tempo, il rapporto più conflittuale con il papà potrebbe essere un modo per esprimere emozioni difficili da nominare, come gelosia, paura di perdere il proprio posto o bisogno di sentirsi rassicurata. Per questo motivo, più che intervenire esclusivamente sulla bambina, potrebbe essere molto utile un percorso di sostegno alla genitorialità rivolto a entrambi i genitori. Uno spazio in cui possiate comprendere insieme cosa sta comunicando vostra figlia attraverso i suoi comportamenti, come sostenere il suo mondo emotivo senza sentirvi in colpa e come ritrovare una maggiore sintonia come coppia genitoriale. Spesso, quando i genitori riescono a ritrovare una posizione condivisa e a sentirsi più uniti, anche i bambini diventano progressivamente più sereni. Non significa che stiate sbagliando qualcosa. Piuttosto, state attraversando una fase evolutiva delicata che può mettere alla prova anche coppie molto solide. Chiedere un sostegno in questo momento non è il segnale di un fallimento, ma un investimento nella qualità delle vostre relazioni familiari. Se possibile, vi suggerirei di rivolgervi a uno psicologo o a uno psicoterapeuta che lavori con le famiglie e con la genitorialità, preferibilmente con un orientamento sistemico-relazionale o dell'età evolutiva. Un percorso di questo tipo potrà aiutarvi non solo a comprendere meglio vostra figlia, ma anche a ritrovare un equilibrio nella vostra relazione di coppia e nel nuovo assetto familiare, affinché ciascuno possa trovare il proprio spazio senza sentirsi escluso o sovraccaricato.


Gentile signora, ho letto con attenzione quello che racconta e vorrei innanzitutto sottolineare un aspetto importante: il fatto che lei e il suo compagno stiate cercando un sostegno è già un segnale positivo, perché mostra il desiderio di prendervi cura della vostra coppia e della vostra famiglia in un momento di cambiamento. La nascita di un secondo figlio può rappresentare una trasformazione importante per tutti. Anche quando il bambino è desiderato e amato, gli equilibri familiari possono modificarsi: cambiano i tempi, le energie, gli spazi della coppia e anche il modo in cui ciascun membro della famiglia si sente coinvolto. Per una bambina di 4 anni l’arrivo di un fratellino può essere un passaggio delicato. Può emergere un maggiore bisogno di vicinanza alla mamma, la ricerca di rassicurazioni o anche momenti di opposizione e conflitto con il papà. Questi comportamenti non significano necessariamente che ci sia qualcosa che non va, ma possono rappresentare il modo che una bambina ha, alla sua età, per esprimere emozioni, bisogni e difficoltà nel trovare il proprio nuovo posto nella famiglia. Un percorso di sostegno alla genitorialità può essere molto utile per accompagnarvi in questa fase: aiutare voi come coppia a ritrovare un dialogo, comprendere meglio ciò che sta comunicando vostra figlia e trovare modalità condivise per affrontare le situazioni quotidiane. Spesso il punto non è individuare chi ha ragione o chi sbaglia, ma creare uno spazio in cui entrambi i genitori possano sentirsi sostenuti e in cui la bambina possa sentirsi accolta e sicura nella relazione con entrambi. Vi auguro di trovare un percorso che possa aiutarvi a ritrovare maggiore serenità e un nuovo equilibrio familiare. Un caro saluto, Dott.ssa Cinzia Pirrotta


Buongiorno, l’arrivo di un secondo figlio può trasformare profondamente gli equilibri familiari. Un sostegno alla genitorialità potrebbe aiutarvi a comprendere ciò che ciascuno sta vivendo, dando significato anche al forte bisogno di vicinanza della bambina e al rapporto conflittuale con il papà, senza ridurli a comportamenti da correggere. Sono psicoterapeuta in provincia di Napoli e sono disponibile anche online; se desidera, può contattarmi in privato.


Buon pomeriggio, io lavoro da sempre con i bambini e i loro genitori, penso di essere la persona giusta per voi. Io sono a Roma e Monterotondo, ma questo tipo di consulenze si possono fare anche da remoto. Saluti.


Buongiorno, quello che descrive potrebbe essere legato, almeno in parte, al grande cambiamento che la nascita di un fratellino comporta per una bambina di 4 anni. Naturalmente, con le poche informazioni a disposizione, non è possibile stabilire cosa stia realmente accadendo né parlare di “attaccamento morboso”. Il maggiore bisogno della mamma e il rapporto più conflittuale con il papà potrebbero, per esempio, essere una modalità attraverso cui sua figlia sta esprimendo emozioni che fatica ancora a comprendere e comunicare: gelosia, bisogno di rassicurazione, difficoltà ad adattarsi ai nuovi equilibri familiari. Ma potrebbero esserci anche altre ragioni, che sarebbe necessario approfondire. Anche le difficoltà che state incontrando come coppia potrebbero essere influenzate dalla stanchezza, dai nuovi ritmi e dalla necessità di trovare un nuovo equilibrio familiare. Con un bambino di 8 mesi e una bambina di 4 anni, non è affatto insolito attraversare una fase di maggiore fatica. Per questo, la vostra idea di chiedere un sostegno alla genitorialità mi sembra una buona possibilità. Potrebbe aiutarvi innanzitutto a capire meglio cosa sta succedendo e a trovare modalità più serene per affrontare questa fase, senza necessariamente considerarla come il segnale che ci sia qualcosa di “sbagliato” nella vostra famiglia. La cosa positiva è che i bambini sono molto sensibili alle modifiche dell'ambiente familiare e, allo stesso tempo, possono essere altrettanto sensibili ai cambiamenti positivi. Con il giusto sostegno, è assolutamente possibile che questi equilibri possano ritrovare gradualmente una maggiore serenità. In bocca al lupo!


Gentile ..., lei e la sua famiglia state attraversando una fase delicata ed emozionante della vostra vita. Nella vostra ricerca di un sostegno alla genitorialità, mostrate sensibilità e apertura e la consapevolezza che la crescita dei figli e la ricerca di un nuovo equilibrio di coppia richieda cura e impegno. Un supporto alla genitorialità permette di creare uno spazio neutro dove lei e il suo compagno vi potrete confrontare, rinnovare l'alleanza e ridefinire i vostri ruoli. Potrete anche essere guidati nel comprendere meglio le motivazioni che sono alla base dei comportamenti della vostra primogenita e quindi poterla meglio supportare ad affrontare i sentimenti di esclusione e gelosia. Cercando anche strategie che possano aiutare nel trovare un migliore equilibrio nella distanza emotiva tra la bambina e la mamma e il papà. Resto a disposizione se vorrete fissare un primo colloquio in presenza o online, nel quale valutare insieme la situazione e strutturare un percorso adatto ai vostri bisogni. Se volete conoscermi meglio potere visitare il mio profilo su miodottore o visitare il mio profilo instagnam o facebook dove sono presenti alcuni video dedicati a neomamme e genitori. cordialmente Alessandra Moranzoni


Buongiorno Signora, direi che le consiglio un sostegno alla genitorialità con uno psicoterapeuta dedicato preferibilmente di orientamento sistemico. Chiaramente in un caso del genere è assolutamente raccomandata una presa in carico in presenza

Dott. Stefano Bonora

Dott. Stefano Bonora

psichiatra

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Buongiorno, l’arrivo di un secondo figlio rappresenta un cambiamento importante per tutto il sistema familiare e può mettere temporaneamente in difficoltà equilibri che prima sembravano consolidati. Anche la bambina di quattro anni può esprimere attraverso la forte ricerca della mamma e la conflittualità con il papà la fatica di trovare una nuova posizione all’interno della famiglia. Un percorso di sostegno alla genitorialità potrebbe essere molto indicato: non per stabilire chi stia facendo “bene” o “male”, ma per comprendere insieme le dinamiche che si sono create, aiutare voi genitori a ritrovare maggiore sintonia e favorire per vostra figlia un rapporto più sereno e sicuro con entrambi. In una prima fase suggerirei degli incontri con voi genitori; sarà poi il professionista a valutare se sia utile coinvolgere direttamente anche la bambina. Il fatto che abbiate riconosciuto questa difficoltà e stiate cercando un aiuto è un passo molto importante per recuperare un clima familiare più sereno.


Esistono servizi nei consultori che si occupano del sostegno alla genitorialità.


Buongiorno, può contattarmi Dott. A. Masucci

Dott. Armando Masucci

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psicologo

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Gentile mamma, leggendo le sue parole si percepisce chiaramente l'amore, la cura e la profonda responsabilità con cui state affrontando questa fase di trasformazione familiare. L'arrivo di un secondo figlio è un evento bellissimo, ma rappresenta a tutti gli effetti una vera e propria "rivoluzione" che ridefinisce gli equilibri, affatica la coppia e mette a dura prova le risorse emotive dei genitori e della prima figlia. La vostra richiesta di un sostegno alla genitorialità non è affatto un segnale di debolezza o di incapacità, ma un atto di grande maturità e amore verso la vostra famiglia. Le offro alcuni punti di riflessione per iniziare a leggere ciò che sta accadendo tra voi. La ristrutturazione dell'assetto familiare e la stanchezza di coppia: L'arrivo del secondo bambino (specialmente nei primi mesi di vita) riduce drasticamente i tempi di recupero, il sonno e gli spazi d'intimità della coppia. Quando le energie fisiche ed emotive sono al lumicino, la tolleranza al contrasto si abbassa e anche le piccole incomprensioni quotidiane rischiano di trasformarsi in motivi di tensione tra i partner. Il significato dell'attaccamento "morboso" della primogenita: A 4 anni, la nascita di un fratellino viene vissuta come una vera e propria minaccia di "usurpazione" del proprio posto speciale nel cuore dei genitori. Il bisogno continuo di stare appiccicata alla mamma non è un capriccio, ma la ricerca attiva di una rassicurazione: la bambina sta chiedendo conferma che l'amore per lei non sia diminuito. Il rapporto conflittuale con il papà come dinamica triangolare: Spesso la rabbia o il rifiuto verso il padre non sono diretti alla sua figura in sé, ma al fatto che il papà viene percepito come "colui che la allontana dalla mamma" o che prova a sostituire la presenza materna quando la mamma è occupata con il piccolo. Il papà si trova così nell'ingrato compito di dover gestire la frustrazione della bambina, creando un circolo vizioso di reazioni e conflitti. Indicazioni pratiche per la quotidianità: Ritagliare uno spazio "esclusivo" mamma-figlia: Per ridurre la gelosia e il bisogno di attaccamento simbiotico, è molto utile che la mamma riesca a dedicare alla bambina anche solo 15-20 minuti al giorno di tempo esclusivo, senza il neonato e senza distrazioni, facendo un'attività scelta da lei. Questo sconfigge la paura della perdita. Riprogettare l'alleanza tra il papà e la bambina: Il papà non dovrebbe entrare in gioco solo come "sostituto" della mamma nei momenti di crisi. È importante creare momenti speciali e di complicità solo tra papà e figlia (una passeggiata al parco, un gioco speciale, una routine della buonanotte tutta loro) in cui il papà sia fonte di divertimento e non di frustrazione. Proteggere la coppia con piccoli confini di cura: Anche se il tempo è poco, legittimare la fatica reciproca e parlarsi senza colpevolizzarsi aiuta a stemperare il clima cupo. Sostenersi come squadra significa anche dirsi apertamente: "Siamo stanchi, ma siamo insieme in questa tempesta transitoria". Uno spazio per la vostra famiglia: I primi mesi con due bimbi piccoli sono una fase di passaggio delicata, ma con i giusti strumenti è possibile ritrovare la serenità di coppia e guidare la vostra bambina verso una maggiore sicurezza emotiva. Un percorso di sostegno alla genitorialità rappresenta il contesto ideale per accogliere i vostri dubbi, comprendere i bisogni evolutivi della prima figlia e costruire strategie pratiche condivise tra lei e il suo compagno. Sarei davvero felice di offrirvi la mia disponibilità per un primo colloquio conoscitivo, all'interno del quale creare uno spazio protetto, accogliente e privo di giudizio per aiutarvi a ritrovare il vostro equilibrio di coppia e di genitori. Un caro saluto, Dott.ssa Antonella Guiducci Psicologa

Dott.ssa Antonella Guiducci

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psicoterapeuta

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