Buongiorno sono una donna di 59 anni un anno fa ho avuto un incidente ho respirato tutta la polvere
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Buongiorno sono una donna di 59 anni un anno fa ho avuto un incidente ho respirato tutta la polvere dell' arbeg penso di aver avuto una Forte intossicazione questo mi ha portato un forte calo di peso problemi di peso dal peso che facevo 54 adesso faccio 39 chili con una forte ansia è paura ho smesso di mangiare la sera ho paura adesso sto ricoverata secondo loro e depressione mi stanno curando con le gocce di en la mattina e sera a parte con la lamentazione secondo me è tutto sbagliato premesso che la mattina prendo anche il sereupin. Che ne pensate? grazie attendo risposta
Buonasera,
per quanto riguarda la terapia farmacologica io non essendo medico non posso pronunciarmi, ma per quanto riguarda la causa scatenante penso che l'incidente da lei avuto possa essere considerato un vero e proprio trauma e come tale debba essere trattato da uno specialista.
le consiglio di intraprendere un percorso terapeutico per analizzare l'emotività legata a quell'evento per poterla poi elaborare e mitigare così la sua sintomatologia .
Sono a sua disposizione per ulteriori chiarimenti anche online.
Un caro saluto
Dott.ssa Laura Bova
per quanto riguarda la terapia farmacologica io non essendo medico non posso pronunciarmi, ma per quanto riguarda la causa scatenante penso che l'incidente da lei avuto possa essere considerato un vero e proprio trauma e come tale debba essere trattato da uno specialista.
le consiglio di intraprendere un percorso terapeutico per analizzare l'emotività legata a quell'evento per poterla poi elaborare e mitigare così la sua sintomatologia .
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Buonasera mi spiace per l'accaduto ma forse per ridurre uso di farmaci potrebbe introdurre un percorso di terapia. Un caro saluto
Buon pomeriggio.
In quale contesto si trova ricoverata? In un contesto medico internistico? La valutazione circa la depressione è stata fatta da psichiatrə di consulenza? E' importante avere una visione di insieme di quanto Lei espone, conoscerla in modo approfondito: è possibile che una condizione di malessere profondo possa essere conseguente all'esperienza che ha fatto con l'incidente di cui parla, ma andrebbe approfondita la Sua storia personale per individuare se anche prima dell'incidente non ci fossero elementi riconducibili a una deflessione del tono dell'umore. E' importante che la prescrizione sia gestita da specialisti, soprattutto perché è importante una valutazione complessiva della condizione di sofferenza della persona, anche eventualmente per individuare l'opportunità di intraprendere serenamente un percorso psicologico.
Se si trova in un contesto ospedaliero, può anche chiedere se l'ospedale abbia il servizio di psicologia ospedaliera, per poter rivolgere anche a unə psicologə i suoi quesiti circa il suo malessere (sulla terapia occorre che chieda un parere medico).
Un caro saluto, Dott.ssa Micaela Bozzetti (Terni)
In quale contesto si trova ricoverata? In un contesto medico internistico? La valutazione circa la depressione è stata fatta da psichiatrə di consulenza? E' importante avere una visione di insieme di quanto Lei espone, conoscerla in modo approfondito: è possibile che una condizione di malessere profondo possa essere conseguente all'esperienza che ha fatto con l'incidente di cui parla, ma andrebbe approfondita la Sua storia personale per individuare se anche prima dell'incidente non ci fossero elementi riconducibili a una deflessione del tono dell'umore. E' importante che la prescrizione sia gestita da specialisti, soprattutto perché è importante una valutazione complessiva della condizione di sofferenza della persona, anche eventualmente per individuare l'opportunità di intraprendere serenamente un percorso psicologico.
Se si trova in un contesto ospedaliero, può anche chiedere se l'ospedale abbia il servizio di psicologia ospedaliera, per poter rivolgere anche a unə psicologə i suoi quesiti circa il suo malessere (sulla terapia occorre che chieda un parere medico).
Un caro saluto, Dott.ssa Micaela Bozzetti (Terni)
Salve, deve essere un periodo difficile per lei. Comprendo il suo stato d’animo e le suggerisco di intraprendere un percorso di psicoterapia per lavorare su quanto accaduto e scoprire risorse ed imparare a gestire la sua emotività
Resto a disposizione per eventuali dubbi
Cordiali saluti
Dott.ssa Daniela Chieppa
Resto a disposizione per eventuali dubbi
Cordiali saluti
Dott.ssa Daniela Chieppa
Buonasera, mi dispiace molto per quello che Le è accaduto.
La reazione del Suo corpo comunica proprio che Lei ha bisogno di aiuto, anche per capire cosa Le sta succedendo.
Le gocce di EN sicuramente danno un aiuto. Ma è importante che esse siano un supporto per la PSICOTERAPIA e non viceversa la psicoterapia a sostegno della farmacoterapia.
In una psicoterapia si deve principalmente lavorare sul suo corpo e sulle emozioni che sta esprimendo. Ritornare in contatto con esse dopo la Sua esperienza traumatica dell’incidente, è l’unica strada per ritrovare il Suo equilibrio di prima.
Le faccio i miei migliori auguri e rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento
Cordiali saluti
Dott.ssa Monika Elisabeth Ronge
La reazione del Suo corpo comunica proprio che Lei ha bisogno di aiuto, anche per capire cosa Le sta succedendo.
Le gocce di EN sicuramente danno un aiuto. Ma è importante che esse siano un supporto per la PSICOTERAPIA e non viceversa la psicoterapia a sostegno della farmacoterapia.
In una psicoterapia si deve principalmente lavorare sul suo corpo e sulle emozioni che sta esprimendo. Ritornare in contatto con esse dopo la Sua esperienza traumatica dell’incidente, è l’unica strada per ritrovare il Suo equilibrio di prima.
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Dott.ssa Monika Elisabeth Ronge
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Gentile utente,
É importante possa approfondire la sua problematica con un professionista, per esplorare più a fondo i vissuti legati all’incidente e come ad oggi influiscano sul suo equilibrio.
Dr.ssa Damiano Maria
É importante possa approfondire la sua problematica con un professionista, per esplorare più a fondo i vissuti legati all’incidente e come ad oggi influiscano sul suo equilibrio.
Dr.ssa Damiano Maria
Salve, ritengo utile esporre la questione al medico che ha prescritto i farmaci, figura professionale più competente in materia.
Tenga presente che la letteratura scientifica è concorde nel sostenere l'efficacia dell'intervento combinato ossia costituito da farmaco più psicoterapia dunque la invito, qualora non lo avesse fatto, a richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Tenga presente che la letteratura scientifica è concorde nel sostenere l'efficacia dell'intervento combinato ossia costituito da farmaco più psicoterapia dunque la invito, qualora non lo avesse fatto, a richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Buongiorno e grazie per aver condiviso la sua esperienza. Aver avuto un incidente è un evento potenzialmente traumatico che può avere conseguenze sulla nostra psiche. Secondo me potrebbe valutare la possibilità di approfondire la cosa con un professionista della salute psichica per esplorare anche altri aspetti della situazione.
Buongiorno, ora è ricoverata in quale reparto ospedaliero e per quale problema? Dalle sue parole si comprende che l'incidente subito è stato per lei un grosso trauma, ma sarebbe necessario approfondire con più informazioni l'attuale sua condizione di disagio. Cordialmente dott.ssa Gabriella Pringigallo
Salve e grazie per la condivisione della sua storia. Il suo evento traumatico che ha creato questa situazione di ospedalizzazione va sicuramente affrontata e superata. Sicuramente ha necessità di elaborare e superare l'evento traumatico per ritrovare un equilibrio fisico e psichico. Se dovesse avere bisogno sono disponibile per altri chiarimenti.
Cordiali saluti Dott.ssa Barretta
Cordiali saluti Dott.ssa Barretta
Buongiorno mi dispiace molto per l'accaduto! Iniziare un percorso di psicoterapia la potrebbe aiutare ad elaborare l'evento traumatico e i suoi vissuti emotivi cosi da ritrovare il suo equilibrio. Resto a disposizione per eventuali informazioni. un saluto Dott.ssa Valentina Biddau
Buongiorno, sulla terapia farmacologica, come Psicologa/psicoterapeuta non posso esserle di aiuto, credo però, sia importante che insieme alla terapia farmacologica consulti una/o psicoterapeuta. L'incidente può essere stata la causa scatenante dell'ansia o la causa principale.
E' importante, che lei esprima i suoi dubbi le sue perplessità sulla cura che sta facendo, ai medici che la seguono, i quali sicuramente stanno osservando anche l'aspetto organico (la sua perdita di peso).
Grazie per aver condiviso il suo vissuto.
Dott.ssa Nicoletta Gentile
E' importante, che lei esprima i suoi dubbi le sue perplessità sulla cura che sta facendo, ai medici che la seguono, i quali sicuramente stanno osservando anche l'aspetto organico (la sua perdita di peso).
Grazie per aver condiviso il suo vissuto.
Dott.ssa Nicoletta Gentile
Buongiorno,
Se allo stato attuale è ancora ricoverata in ospedale esprima i suoi dubbi ai medici in reparto. In merito alla terapia farmacologica in atto non è di mia competenza in quanto psicologa, ma, da quanto riporta, appaiono elementi di tipo traumatico che necessitano di un'adeguata presa in carico dal punto di vista psicologico. Restando a disposizione, le invio un caro saluto
Se allo stato attuale è ancora ricoverata in ospedale esprima i suoi dubbi ai medici in reparto. In merito alla terapia farmacologica in atto non è di mia competenza in quanto psicologa, ma, da quanto riporta, appaiono elementi di tipo traumatico che necessitano di un'adeguata presa in carico dal punto di vista psicologico. Restando a disposizione, le invio un caro saluto
Buongiorno, mi spiace per come ti senti, l'incidente immagino sia stato un evento per te traumatico...oltre ai farmaci sarebbe utile intraprendere un percorso psicoterapeutico che ti aiuti a ritrovare il tuo equilibrio,
Un abbraccio
Jessica Scheggi
Un abbraccio
Jessica Scheggi
Buongiorno, grazie per la sua condivisione e mi dispiace per ciò che sta vivendo. Per la parte farmacologica dovrebbe chiedere pareri allo psichiatra. Le consiglierei inoltre, di affiancare un percorso psicoterapeutico oltre a quello farmacologico al fine di indagare la causa del disagio che ha esternato e trovare strategie per fronteggiarlo.
Cordiali saluti, Dott.ssa Di Gennaro Laura
Cordiali saluti, Dott.ssa Di Gennaro Laura
Salve, ritengo che l'incidente è considerato un vero e proprio trauma e come tale va trattato. Le suggerisco un percorso psicoterapeutico per togliere quell'evento. La terapia EMDR è la migliore in questi casi. Se desidera una consulenza mi contatti.
Salve sicuramente una situazione pesante ma non hachiesto un supporto psicoterapico? lo vedo indicato in questa situazione. Buona guarifgione
Salve, la ringrazio per aver condiviso i suoi vissuti personali. Mi dispiace poiché comprendo il disagio che sta vivendo. Ritengo utile che lei possa approfondire il tema e dunque richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare e comprendere meglio la situazione. Un caro saluto.
Cara signora, l'incidente è un evento traumatico che assolutamente affrontato da un punto di vista psicologico, al di là della terapia farmacologica. Di questa dovrà parlare con gli specialisti che la seguono. Per quanto riguarda lo stato psicologico e il relativo trauma subito, sarebbe utile un lavoro psicoterapeutico al fine di superare lo choc che ha avuto. La combinazione dei due interventi può darle l'aiuto di cui ha bisogno. Cordiali saluti SR
Sicuramente le farebbe bene accompagnare ai farmaci anche un percorso di psicoterapia che la aiuti ad affrontare il forte trauma che ha subito e che probabilmente è alla base del suo malessere.
Cordiali saluti
Alessandra Albanese
Cordiali saluti
Alessandra Albanese
Salve, come da lei descritto, sicuramente l'incidente ha sortito un impatto importante e non può essere escluso il fatto che l'ansia, che giustamente prova, e la mancata voglia di mangiare siano dovuti al trauma che ha subito. Non mi esprimo dal punto di vista farmacologico in quanto non ho le competenze adeguate per farlo, ma mi sento di consigliarle un percorso psicoterapeutico parallelo che la possa aiutare, insieme alla terapia farmacologica, l'entità del disagio che prova.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Cordiali saluti
Dott.ssa Mariachiara Grassi
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Cordiali saluti
Dott.ssa Mariachiara Grassi
Buongiorno ,
non entro in merito alla cura farmacologica, poiché non di mia competenza; ciò che mi sento di consigliarle è di valutare l'inizio di un percorso psicoterapeutico durante il quale si possa usare il modello EMDR, molto utile nell'elaborazione dei traumi (in questo caso l'incidente che sembra il fattore scatenante).
Per qualsiasi informazioni resto a sua disposizione.
Cordiali saluti
non entro in merito alla cura farmacologica, poiché non di mia competenza; ciò che mi sento di consigliarle è di valutare l'inizio di un percorso psicoterapeutico durante il quale si possa usare il modello EMDR, molto utile nell'elaborazione dei traumi (in questo caso l'incidente che sembra il fattore scatenante).
Per qualsiasi informazioni resto a sua disposizione.
Cordiali saluti
Gentile utente, è importante condividere i suoi dubbi con le figure professionali che la stanno seguendo. La combinazione della terapia farmacologica e della psicoterapia è accertato dalla letteratura scientifica dare i risultati migliori, quindi la invito ad approfondire le tematiche relative ai suoi vissuti anche con un terapeuta per affrontare al meglio questo periodo sicuramente complicato.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti. Un saluto, Dott.ssa Giorgia Colombi
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti. Un saluto, Dott.ssa Giorgia Colombi
Gentile utente, grazie per aver raccontato la sua esperienza, si evince l'impatto doloroso che l'incidente ha avuto sulla sua vita. Certamente la sua condizione di peso corporeo indica un elemento da non trascurare per la sua salute fisica. La terapia farmacologica può essere molto utile per i sintomi che i medici riferiscono di depressione. Non entro nel merito della valutazione medica fatta, aggiungo solo che, qualora lo ritenesse opportuno, sarebbe altrettanto utile un percorso di psicoterapia, che possa aiutarla a superare questo momento di fragilità. resto a disposizione, dott.ssa amelia capezio
Gentile utente buongiorno, difficile dare una risposta. Ha avuto un incidente che potrebbe averle causato un trauma, ha respirato la polvere o gas dell’airbag che le ha procurato un’alta preoccupazione per la salute. Attualmente è ricoverata, le hanno fatto una diagnosi nella quale lei non si riconosce e immagino che possa sentirsi spaesata e/o confusa per quel che sta accadendo.
Ritengo che un colloquio di approfondimento con uno specialista psichiatra, psicologo o terapeuta possa aiutarla a capire meglio la sua situazione e consentirle di scegliere se e quale direzione prendere per raggiungere il benessere desiderato.
Un cordiale saluto
Ritengo che un colloquio di approfondimento con uno specialista psichiatra, psicologo o terapeuta possa aiutarla a capire meglio la sua situazione e consentirle di scegliere se e quale direzione prendere per raggiungere il benessere desiderato.
Un cordiale saluto
Buongiorno, la sua situazione andrebbe approfondita con una valutazione sia tramite colloquio chre tramite test specifici per i sintomi da lei riportati. L'aspetto emotivo di ansia che lei riferisce e che lei riporta collegato al suo disturbo con il cibo andrebbe indagato in profondità. Da quanto le scrive sembra che la priorità di cura sia sull'aspetto depressivo/ansioso che probabilmente è stato valutato dai curanti come predominante. Un suggerimento: nei disturbi dell'alimentazione (in eccesso o in restrizione) spesso vi sono diversi aspetti da considerare. La terapia farmacologica è un valido aiuto, i disturbi dell'alimentazione e della nutrizione richiedono un approccio multidiscilinare che includa sia uno psichiatra che un nutrizionista/dietologo (laddove necessario per una valutazione nutrizionale) e soprattutto uno psicoterapeuta formato e specializzato in questi disturbi poichè sono una categoria diagnostica specifica e non possono essere trattati in maniera efficace senza le giuste competenze. Quando fosse ritenuto dai colleghi che l'hanno in cura utile un supporto per l'aspetto di restrizione alimentare che sostiene e mantiene oggi il suo stato d'ansia, si rivolga ad un collega formato in CBT-E. Spero di esserle stata utile. Saluti
Buonasera,
oltre alla cura farmacologia ha fatto un percorso di psicoterapia? Conosce la tecnica EMDR? E' una stimolazione bilaterale oculare che agisce sul ricordo traumatico in modo da far sì che il nostro cervello possa elaborarlo.
Insieme ai farmaci potrebbe aiutarla dal punto di vista psicologico.
In bocca al lupo!
oltre alla cura farmacologia ha fatto un percorso di psicoterapia? Conosce la tecnica EMDR? E' una stimolazione bilaterale oculare che agisce sul ricordo traumatico in modo da far sì che il nostro cervello possa elaborarlo.
Insieme ai farmaci potrebbe aiutarla dal punto di vista psicologico.
In bocca al lupo!
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza. Quello che ha vissuto è stato sicuramente un evento traumatico, e comprendo quanto possa sentirsi smarrita e impaurita di fronte a questi sintomi così intensi e debilitanti. Il suo calo di peso, l’ansia, la difficoltà a mangiare e la paura costante sono segnali importanti che meritano attenzione profonda, non solo medica, ma anche umana. Detto ciò, è possibile che il trauma respiratorio che ha subito abbia scatenato una forte risposta dell’organismo, che a lungo andare ha influito anche sul suo equilibrio psicologico. Vorrei suggerirle di intraprendere un percorso psicologico, così da esplorare più a fondo la situazione e affrontare i pensieri e le emozioni legati ad essa, con l’obiettivo di trovare maggiore serenità.
Resto a disposizione anche per consulenze online.
Un caro saluto,
Dott.ssa Valentina De Chiara
Brescia
Resto a disposizione anche per consulenze online.
Un caro saluto,
Dott.ssa Valentina De Chiara
Brescia
Gentilissima,
grazie per aver condiviso con me la sua esperienza e le sue preoccupazioni. È evidente che sta attraversando un momento molto difficile, e il modo in cui ha raccontato ciò che le è successo dimostra quanto stia cercando, con tutte le sue forze, di comprendere e dare un senso a ciò che sta vivendo.
L’incidente che ha avuto un anno fa ha rappresentato per lei un vero e proprio spartiacque: non solo fisico, ma anche psicologico ed emotivo. Respirare polvere dell’airbag, vivere uno spavento improvviso, e poi iniziare a stare male senza riuscire a trovare risposte certe… tutto questo può lasciare un senso profondo di insicurezza e paura.
Lei descrive sintomi molto intensi: un dimagrimento importante, l’ansia, la paura di mangiare la sera, la sensazione che qualcosa di grave sia successo dentro di lei e che forse non sia stato del tutto capito da chi la sta curando. È comprensibile che, in un contesto così complesso, possa sentirsi frustrata o poco ascoltata.
Vorrei però proporle una riflessione importante: il corpo e la mente non sono due mondi separati. Quando viviamo un trauma, una paura intensa, o un periodo prolungato di stress, il corpo reagisce. E lo fa in tanti modi: l’appetito si modifica, il sonno cambia, il peso ne risente, l’intestino si ribella, il respiro si fa più corto, e la mente inizia a entrare in una modalità di allarme costante.
Non si tratta di “tutto sbagliato”. Si tratta, piuttosto, di un sistema che ha perso equilibrio. Quello che lei descrive non è soltanto “una depressione”, come forse gliel’hanno comunicato in modo freddo o poco chiaro, ma può essere il risultato di un trauma psicofisico complesso, un evento che ha avuto un impatto profondo sul suo senso di sicurezza, sulla fiducia nel corpo, sul modo di percepire il cibo, il tempo e le sue emozioni.
Le gocce che sta assumendo, così come il Sereupin, fanno parte di una strategia farmacologica che spesso serve a “tenere a bada” i sintomi più invalidanti, come l’ansia, l’angoscia o la perdita di appetito. Non sono sbagliate in sé. Ma da sole, come lei giustamente intuisce, non bastano.
Non bastano perché ciò che serve davvero è uno spazio dove poter raccontare ciò che le è accaduto non solo in termini clinici, ma esistenziali. Un luogo dove poter elaborare, senza giudizio, la paura che ha provato, il senso di smarrimento, la fatica di sentirsi capita, la rabbia forse, e anche quel senso di impotenza che descrive quando dice “secondo me è tutto sbagliato”.
Lei non è sbagliata. Quello che sta sentendo è la risposta di un sistema che è stato troppo a lungo sotto pressione, senza trovare un posto sicuro dove potersi fermare, essere visto, e curato nella sua interezza.
Forse, un percorso di psicoterapia orientato proprio all’elaborazione del trauma e al lavoro sul corpo (non solo sulla mente), potrebbe aiutarla a rimettere in contatto la sua esperienza interiore con ciò che le accade nel corpo, e a recuperare gradualmente un senso di padronanza sulla sua vita.
Il suo disagio merita di essere ascoltato con attenzione e rispetto. E il fatto che lei stia cercando risposte, e ponga domande così precise e consapevoli, è già un passo fondamentale.
Non ha perso la strada: sta cercando un modo nuovo per ritrovarla. E questa è una forza, non una debolezza.
Resto a disposizione se ha bisogno di approfondire o anche solo di continuare a raccontare.
Un caro saluto,
Dott.ssa Stefania L.
grazie per aver condiviso con me la sua esperienza e le sue preoccupazioni. È evidente che sta attraversando un momento molto difficile, e il modo in cui ha raccontato ciò che le è successo dimostra quanto stia cercando, con tutte le sue forze, di comprendere e dare un senso a ciò che sta vivendo.
L’incidente che ha avuto un anno fa ha rappresentato per lei un vero e proprio spartiacque: non solo fisico, ma anche psicologico ed emotivo. Respirare polvere dell’airbag, vivere uno spavento improvviso, e poi iniziare a stare male senza riuscire a trovare risposte certe… tutto questo può lasciare un senso profondo di insicurezza e paura.
Lei descrive sintomi molto intensi: un dimagrimento importante, l’ansia, la paura di mangiare la sera, la sensazione che qualcosa di grave sia successo dentro di lei e che forse non sia stato del tutto capito da chi la sta curando. È comprensibile che, in un contesto così complesso, possa sentirsi frustrata o poco ascoltata.
Vorrei però proporle una riflessione importante: il corpo e la mente non sono due mondi separati. Quando viviamo un trauma, una paura intensa, o un periodo prolungato di stress, il corpo reagisce. E lo fa in tanti modi: l’appetito si modifica, il sonno cambia, il peso ne risente, l’intestino si ribella, il respiro si fa più corto, e la mente inizia a entrare in una modalità di allarme costante.
Non si tratta di “tutto sbagliato”. Si tratta, piuttosto, di un sistema che ha perso equilibrio. Quello che lei descrive non è soltanto “una depressione”, come forse gliel’hanno comunicato in modo freddo o poco chiaro, ma può essere il risultato di un trauma psicofisico complesso, un evento che ha avuto un impatto profondo sul suo senso di sicurezza, sulla fiducia nel corpo, sul modo di percepire il cibo, il tempo e le sue emozioni.
Le gocce che sta assumendo, così come il Sereupin, fanno parte di una strategia farmacologica che spesso serve a “tenere a bada” i sintomi più invalidanti, come l’ansia, l’angoscia o la perdita di appetito. Non sono sbagliate in sé. Ma da sole, come lei giustamente intuisce, non bastano.
Non bastano perché ciò che serve davvero è uno spazio dove poter raccontare ciò che le è accaduto non solo in termini clinici, ma esistenziali. Un luogo dove poter elaborare, senza giudizio, la paura che ha provato, il senso di smarrimento, la fatica di sentirsi capita, la rabbia forse, e anche quel senso di impotenza che descrive quando dice “secondo me è tutto sbagliato”.
Lei non è sbagliata. Quello che sta sentendo è la risposta di un sistema che è stato troppo a lungo sotto pressione, senza trovare un posto sicuro dove potersi fermare, essere visto, e curato nella sua interezza.
Forse, un percorso di psicoterapia orientato proprio all’elaborazione del trauma e al lavoro sul corpo (non solo sulla mente), potrebbe aiutarla a rimettere in contatto la sua esperienza interiore con ciò che le accade nel corpo, e a recuperare gradualmente un senso di padronanza sulla sua vita.
Il suo disagio merita di essere ascoltato con attenzione e rispetto. E il fatto che lei stia cercando risposte, e ponga domande così precise e consapevoli, è già un passo fondamentale.
Non ha perso la strada: sta cercando un modo nuovo per ritrovarla. E questa è una forza, non una debolezza.
Resto a disposizione se ha bisogno di approfondire o anche solo di continuare a raccontare.
Un caro saluto,
Dott.ssa Stefania L.
Ha vissuto un trauma importante, il corpo ha reagito con allarme profondo.
L'ansia, la perdita di peso e il rifiuto del cibo parlano di una psiche in difesa.
I farmaci aiutano a contenere, ma non bastano.
Serve ascolto, non solo cura del sintomo.
La sua percezione merita spazio, non va ignorata.
L'ansia, la perdita di peso e il rifiuto del cibo parlano di una psiche in difesa.
I farmaci aiutano a contenere, ma non bastano.
Serve ascolto, non solo cura del sintomo.
La sua percezione merita spazio, non va ignorata.
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