Buongiorno, scrivo per avere un Vostro parere su un aspetto che a volte mi risulta difficile credere
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Buongiorno, scrivo per avere un Vostro parere su un aspetto che a volte mi risulta difficile credere. Da oltre un anno, con alti e bassi, soffro, di cosa non lo so di preciso nemmeno io...non è una vera depressione ma somatizzo praticamente in tutte le parti del corpo....quotidianamente ho fastidi un po' ovunque, anche se il vero punto debole è tutto l'apparato gastroenterologico. La tendenza è verso l'ipocondria. Organicamente non ho nulla, ho fatto infiniti esami ( 4 esami del sangue in un anno, visita neurologica, 4 visite gastroenterologiche, gstroscopia, ecoaddome, elettrocardiogramma, ecocardiogramma, RX torace) e non ho assolutamente nulla!! Sto facendo una terapia con un dosaggio piuttosto basso di antidepressivi e va un po meglio...ma la mia domanda è : DAVVERO DEI DISTURBI DI ANSIA (GIUSTO PER USARE UN TERMINE TRASVERSALE) POSSONO PROVOCARE DEI DISTURBI FISICI COSI' INCISIVI????? Grazie mille in anticipo a chi mi risponderà.
Ebbene si, accade con una certa frequenza che problematiche di tipo psicologico si trasformino in somatizzazioni, più spesso a carico dell'apparato intestinale. Questo è dato dalla connessione mente corpo e le persone ansiose tendono ad ascoltare molto il proprio corpo, per cui percepiscono ogni piccola modifica creando così allarme. Altresì ci sono organi bersaglio, chiamati così perché svolgono una funzione di catalizzatore di conflitti irrisolti.
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Salve signora le rispondo subito, sì i disturbi d’ansia possono avere degli effetti diretti sulla apparato gastroenterico. Vedo che al momento sta ricorrendo al solo supporto farmacologico, mi sento di proporle di andare più a fondo per comprendere il significato di questa sintomatologia, la divisione metaforica tra mente e corpo È in realtà una metafora. Siamo mente e siamo corpo contemporaneamente e tra di loro c’è una connessione . La invito ad occuparsi di quello che la sua mente le sta comunicando attraverso il dolore del corpo un caro saluto buone cose
Gentile utente, e’ importante che prenda consapevolezza della eventualità che il legame tra psiche e corpo ci sia.
Le somatizzazioni sono spesso una via di fuga a tensione e aspetti conflittuali affettivi/ emotivi non risolti.
A volte la conseguenza a situazioni stressanti non altrimenti affrontate.
La prima reazione che il nostro corpo mette in atto come difesa o fuga da qualcosa che non può essere affrontato in altro modo.
E’ importante che lei possa prendere in considerazione di fare una psicoterapia che possa affrontare al meglio le dinamiche psichiche interessate
Le somatizzazioni sono spesso una via di fuga a tensione e aspetti conflittuali affettivi/ emotivi non risolti.
A volte la conseguenza a situazioni stressanti non altrimenti affrontate.
La prima reazione che il nostro corpo mette in atto come difesa o fuga da qualcosa che non può essere affrontato in altro modo.
E’ importante che lei possa prendere in considerazione di fare una psicoterapia che possa affrontare al meglio le dinamiche psichiche interessate
Gentile utente, confermo quanto già esposto dalle colleghe affermando che psiche e corpo sono correlate nel senso che le nostre ansie e preoccupazioni sono espresse spesso dal nostro corpo che ci trasmette dei segnali di allarme ( mal di testa, stomaco, etc.. ) Le consiglio di approfondire con una psicoterapia, avendo già escluso una problematica di tipo organico. Un caro saluto
G.Clementelli
G.Clementelli
Sì. Siamo un unicum
Sì i sintomi fisici, in assenza di disturbi organici, possono essere frutto degli stati d'animo. Le consiglio di valutare il caso insieme ad un professionista che saprà inquadrare il tutto.
Salve
l'errore di base è credere che la parla 'depressione' sia quella giusta o che possa essere di qualche utilità. Se lei fosse 'depressa' le garantisco che se ne accorgerebbero tutti.
Provi a sostituirla con 'infelicità'. Cambia qualcosa?
La depressione è spesso l'effetto apparente di un ingolfamento di tante altre cose: esperienze, emozioni, incontri, fatica fisica, ecc. Ciascuna da sola sembra essere poco o nulla o trascurabile. la somma fa il totale, per dirla con Totò.
La fatica di vivere è faticosissima. Anche una vita normale.
Capita che i medici non trovino nulla ma si sta male lo stesso, spesso è perché il medico non sa cercare bene e lei forse non ha trovato il medico giusto.
Anche la parola 'ipocondria' aiuta poco o magari complica le cose: se sente di stare male lei sta già male. Anche gli ipocondriaci soffrono e di loro bisogna prendersi cura.
Prenda anche con più gentilezza quello che lei chiama 'ansia' è come la sirena di un incendio: un segnale. Di cosa?
Mi piacerebbe dirglielo ma non posso tirare a indovinare da qui.
Concludendo: quando stiamo male è il momento di occuparci di noi. O almeno anche di noi.
Da dove partire? Magari da un sogno, da una canzone che la emoziona e che dentro ha qualcosa che la fa risuonare, da un desiderio, da un fastidio.
Ascolti, ascolti e ascolti. Come in una caccia al tesoro, un passo alla volta.
Gentilmente
l'errore di base è credere che la parla 'depressione' sia quella giusta o che possa essere di qualche utilità. Se lei fosse 'depressa' le garantisco che se ne accorgerebbero tutti.
Provi a sostituirla con 'infelicità'. Cambia qualcosa?
La depressione è spesso l'effetto apparente di un ingolfamento di tante altre cose: esperienze, emozioni, incontri, fatica fisica, ecc. Ciascuna da sola sembra essere poco o nulla o trascurabile. la somma fa il totale, per dirla con Totò.
La fatica di vivere è faticosissima. Anche una vita normale.
Capita che i medici non trovino nulla ma si sta male lo stesso, spesso è perché il medico non sa cercare bene e lei forse non ha trovato il medico giusto.
Anche la parola 'ipocondria' aiuta poco o magari complica le cose: se sente di stare male lei sta già male. Anche gli ipocondriaci soffrono e di loro bisogna prendersi cura.
Prenda anche con più gentilezza quello che lei chiama 'ansia' è come la sirena di un incendio: un segnale. Di cosa?
Mi piacerebbe dirglielo ma non posso tirare a indovinare da qui.
Concludendo: quando stiamo male è il momento di occuparci di noi. O almeno anche di noi.
Da dove partire? Magari da un sogno, da una canzone che la emoziona e che dentro ha qualcosa che la fa risuonare, da un desiderio, da un fastidio.
Ascolti, ascolti e ascolti. Come in una caccia al tesoro, un passo alla volta.
Gentilmente
Buonasera, sì, può accadere che i disturbi somatici (specialmente dell'apparato digerente) derivino da problematiche di tipo psicologico. In fondo, mente e corpo sono profondamente connesse e a volte succede che il corpo ci invia dei segnali (i sintomi) per farci capire che qualcosa non va, che forse non ci stiamo ascoltando abbastanza oppure che abbiamo delle preoccupazioni che arrivano da lontano e che in questo momento stiamo focalizzando sul corpo (come nel caso dell'ipocondria).
Dal momento che lei si è già saggiamente sottoposta/o ai dovuti accertamenti medici che hanno escluso cause organiche, sarebbe a questo punto consigliabile intraprendere un percorso di supporto psicologico per approfondire meglio la natura di questa ansia che si ripercuote a livello fisico.
Spero di esserle stata utile e resto a sua disposizione per eventuali chiarimenti.
Dottoressa Silia Lafortezza (Milano | Buccinasco)
Dal momento che lei si è già saggiamente sottoposta/o ai dovuti accertamenti medici che hanno escluso cause organiche, sarebbe a questo punto consigliabile intraprendere un percorso di supporto psicologico per approfondire meglio la natura di questa ansia che si ripercuote a livello fisico.
Spero di esserle stata utile e resto a sua disposizione per eventuali chiarimenti.
Dottoressa Silia Lafortezza (Milano | Buccinasco)
Salve,
Come detto già dai colleghi, dopo i vari accertamenti medici con esito negativo che ha effettuato, è probabile che i disturbi corporei che riporta siano dovuti a disagi psicologico-relazionali. Provi pertanto a considerare la possibilità di rivolgersi ad uno psicoterapeuta, il quale valuterà il tipo di disturbo di cui soffre e le dirà se e quale tipo di percorso terapeutico intraprendere. Inoltre, in qualità di trainer di training autogeno mi sento di dirle che spesso, per i disturbi gastrointestinali, è consigliabile appunto il training autogeno, consistente in una serie di esercizi che facilitano la respirazione e la aiutano a prendere contatto con le parti in tensione del suo corpo facilitandone il rilassamento. In tal caso è comunque opportuno che si rivolga ad un professionista. In ultimo, per l’aspetto farmacologico, la invito a consultare sempre il medico che le ha prescritto i farmaci per qualsiasi informazione volesse avere in merito.
Spero di esserle stata di supporto.
Un saluto
MF
Come detto già dai colleghi, dopo i vari accertamenti medici con esito negativo che ha effettuato, è probabile che i disturbi corporei che riporta siano dovuti a disagi psicologico-relazionali. Provi pertanto a considerare la possibilità di rivolgersi ad uno psicoterapeuta, il quale valuterà il tipo di disturbo di cui soffre e le dirà se e quale tipo di percorso terapeutico intraprendere. Inoltre, in qualità di trainer di training autogeno mi sento di dirle che spesso, per i disturbi gastrointestinali, è consigliabile appunto il training autogeno, consistente in una serie di esercizi che facilitano la respirazione e la aiutano a prendere contatto con le parti in tensione del suo corpo facilitandone il rilassamento. In tal caso è comunque opportuno che si rivolga ad un professionista. In ultimo, per l’aspetto farmacologico, la invito a consultare sempre il medico che le ha prescritto i farmaci per qualsiasi informazione volesse avere in merito.
Spero di esserle stata di supporto.
Un saluto
MF
Gentile, si l'ansia può provocare ciò che descrive come ipocondria. Ci sarebbe da capire cosa c'è dietro questo suo stato e cosa fa attivare il processo e la somatizzazione. Le consiglio un percorso psicoterapico e di rivedere la cura farmacologica Con il suo medico curante. Saluti.
Salve signora. Certamente! Mente e corpo sono Un'unica cosa e interagiscono tra loro ogni giorno. Poi ciascuno di noi può manifestare il proprio disagio mediante sintomi corporei scegliendo un "organo bersaglio", un organo che può essere la pelle, l'apparato gastroenterico, la schiena, La testa e accoglie gran parte dei disagi e diventa una sorta di spia per segnalare il malessere senza che ciò comporti una malattia organica. Si è mai chiesta come mai proprio l'apparato gastroenterico nel suo caso? Che significato può assumere nella sua storia personale? Dr Maria Elena Cinti
Buongiorno, dati per completi tutti i controlli medici sicuramente l'ansia può provocare i sintomi che lei descrive. Le suggerisco di accompagnare la cura farmacologica a un percorso psicoterapico specifico. Cordiali saluti.
Buongiorno
assolutamente si, i sintomi fisici possono avere un'origine di tipo psicologico.
Le consiglio di iniziare un percorso di cura di sé considerando il suo corpo come una risorsa e porsi in una posizione di ascolto ai messaggi che le invia.
Morena Spinello
assolutamente si, i sintomi fisici possono avere un'origine di tipo psicologico.
Le consiglio di iniziare un percorso di cura di sé considerando il suo corpo come una risorsa e porsi in una posizione di ascolto ai messaggi che le invia.
Morena Spinello
Gentile Utente,
Il corpo è il canale più immediato attraverso il quale il dolore psicologico arriva ad assumere una forma, ma al tempo stesso svia la nostra attenzione, impedendoci di comprendere immediatamente di quale natura sia la difficoltà che il corpo sta esprimendo. L'attenzione focalizzata, poi, funge da meccanismo di rinforzo, e finisce che la nostra mente viene colonizzata dai sintomi, che si rinforzano e ci impediscono poi di godere davvero di ciò che facciamo, qualunque attività sia.
Ha pensato di rivolgersi ad uno psicologo/psicoterapeuta per provare a restituire significato all'intenso coinvolgimento del suo corpo nel problema che ci racconta?
Un caro saluto
Il corpo è il canale più immediato attraverso il quale il dolore psicologico arriva ad assumere una forma, ma al tempo stesso svia la nostra attenzione, impedendoci di comprendere immediatamente di quale natura sia la difficoltà che il corpo sta esprimendo. L'attenzione focalizzata, poi, funge da meccanismo di rinforzo, e finisce che la nostra mente viene colonizzata dai sintomi, che si rinforzano e ci impediscono poi di godere davvero di ciò che facciamo, qualunque attività sia.
Ha pensato di rivolgersi ad uno psicologo/psicoterapeuta per provare a restituire significato all'intenso coinvolgimento del suo corpo nel problema che ci racconta?
Un caro saluto
Si parla di somatizzazioni proprio per questo motivo:
Il sistema nervoso, ancor prima di rendere razionali i pensieri, li rende somatici.
Le sensazioni che prova sono valutazioni inconscie che il suo cervello fa. Valutazioni così veloci che non sono ancora affiorate alla mente.
Un percorso terapeutico la può aiutare sicuramente a identificare questi messaggi e ad accoglierli
Il sistema nervoso, ancor prima di rendere razionali i pensieri, li rende somatici.
Le sensazioni che prova sono valutazioni inconscie che il suo cervello fa. Valutazioni così veloci che non sono ancora affiorate alla mente.
Un percorso terapeutico la può aiutare sicuramente a identificare questi messaggi e ad accoglierli
Alla base del Disturbo di Somatizzazione vi sono disturbi fisiche ricorrenti e molteplici, della durata di diversi mesi o anni, che portano chi ne è affetto a richiedere le cure dei medici, ma che apparentemente non sembrano avere una causa organica.
Fondamentale è il trattamento psicologico.
È molto difficile per le persone accettare di avere un problema di natura psicologica, ma quanto prima avviene questa accettazione, tanto prima si può intervenire sullo stato di malessere. La terapia in questi casi ha il compito ed il senso di portare alla luce e rendere cosciente tutto ciò che non era pensabile, mentalizzabile e che trovava uno sbocco solo sul versante organico.
Per maggiori informazioni resto a sua completa disposizione.
Cordiali saluti.
Fondamentale è il trattamento psicologico.
È molto difficile per le persone accettare di avere un problema di natura psicologica, ma quanto prima avviene questa accettazione, tanto prima si può intervenire sullo stato di malessere. La terapia in questi casi ha il compito ed il senso di portare alla luce e rendere cosciente tutto ciò che non era pensabile, mentalizzabile e che trovava uno sbocco solo sul versante organico.
Per maggiori informazioni resto a sua completa disposizione.
Cordiali saluti.
Il nostro corpo è un potente veicolo per tradurre i nostri stadi d'animo. A volte, ciò che non siamo pronti a vedere e a riconoscere in modo più consapevole, lo dobbiamo leggere attraverso dei segnali inequivocabili che viaggiano nel corporeo.
In un percorso terapeutico focalizzato, si può dare un senso al nostro malessere e arrivare così a comprendere in maniera più consapevole e funzionale le nostre difficoltà e allo stesso tempo le nostre stesse armi per combatterle.
In un percorso terapeutico focalizzato, si può dare un senso al nostro malessere e arrivare così a comprendere in maniera più consapevole e funzionale le nostre difficoltà e allo stesso tempo le nostre stesse armi per combatterle.
Salve. Il corpo esprime lo squilibrio derivante dal malessere emotivo quando la nostra espressività non è libera e spontanea. La patologia é sempre psicosomatica perché 'psiche' e 'soma' altro non sono che concetti astratti che si riferiscono a un sistema estremamente complesso: l'essere umano. Lei ha escluso le cosiddette 'cause organiche' eppure i suoi organi, i suoi apparati (in particolare quello digerente) 'parlano' dei suoi conflitti interiori, della sua infelicità. Si trovi uno spazio di confronto con se stesso per il tramite di un bravo terapeuta, vedrà che le sarà d'aiuto più di tutti gli accertamenti svolti finora. Cordiali saluti.
Buongiorno, si, si tratta dei così detti "disturbi psicosomatici". Provi a prendere in considerazione la possibilità di affiancare alla cura farmacologica anche un percorso di psicoterapia.
Ottime cose, Dott. Andrea De Simone
Ottime cose, Dott. Andrea De Simone
Salve, la risposta è si, il corpo e ma mentre sono strettamente legate tra loro.
Le consiglio di intraprendere un percorso di psicoterapia, al fine di capire l'origine di questa sua ansia.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Le consiglio di intraprendere un percorso di psicoterapia, al fine di capire l'origine di questa sua ansia.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Salve, la risposta è sì. Il consiglio è di intraprendere un percorso per comprendere il significato di questi vissuti.
Un saluto,
MMM
Un saluto,
MMM
Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Un saluto, Alessandro D'Agostini
Gentile Utente,
la sua domanda è estremamente importante e, mi permetta di dirlo, molto più comune di quanto possa pensare. Spesso chi vive situazioni come la sua tende a sentirsi “un caso a parte”, soprattutto dopo aver escluso, con numerosi accertamenti, la presenza di cause organiche. In realtà, quello che descrive è una manifestazione molto tipica di uno stato d’ansia persistente o di una somatizzazione.
È importante sapere che la mente e il corpo non sono due entità separate, ma parti di un unico sistema che comunica costantemente. Quando l’ansia diventa intensa o cronica, l’organismo resta in uno stato di “allerta continua”: il sistema nervoso autonomo (che regola funzioni come la digestione, il battito cardiaco e la respirazione) lavora come se ci fosse un pericolo costante. Questa attivazione prolungata può tradursi in una serie di disturbi fisici reali, come tensioni muscolari, disturbi gastrointestinali, tachicardia, vertigini, formicolii o senso di affaticamento generale.
Nel suo caso, il coinvolgimento dell’apparato gastroenterico è particolarmente significativo: intestino e cervello sono strettamente collegati attraverso quello che oggi viene definito “asse intestino-cervello”. Lo stress e l’ansia possono influenzare la motilità intestinale, la produzione di acidi gastrici e persino la flora batterica, generando sintomi anche molto fastidiosi, pur in assenza di una patologia organica.
È comprensibile che, di fronte a sintomi fisici così tangibili, emerga la paura che “ci sia qualcosa di grave” ed è proprio questa paura a volte a mantenere o amplificare i disturbi. Il fatto che lei abbia già iniziato una terapia farmacologica e percepisca qualche miglioramento è un ottimo segnale: significa che il corpo sta iniziando a uscire dallo stato di allerta costante.
Parallelamente al trattamento farmacologico, può essere molto utile intraprendere un percorso psicologico per imparare a gestire l’ansia e i pensieri ipocondriaci, comprendere meglio i segnali del corpo e ristabilire un senso di sicurezza interiore.
In sintesi: sì, l’ansia può davvero produrre sintomi fisici anche molto marcati ma, con il giusto percorso di cura, è assolutamente possibile recuperarne il controllo e tornare a sentirsi bene.
Le faccio un grande incoraggiamento: il fatto che stia cercando di capire e di prendersi cura di sé è già parte del processo di guarigione.
Un saluto,
Dott.ssa Susanna Brandolini
la sua domanda è estremamente importante e, mi permetta di dirlo, molto più comune di quanto possa pensare. Spesso chi vive situazioni come la sua tende a sentirsi “un caso a parte”, soprattutto dopo aver escluso, con numerosi accertamenti, la presenza di cause organiche. In realtà, quello che descrive è una manifestazione molto tipica di uno stato d’ansia persistente o di una somatizzazione.
È importante sapere che la mente e il corpo non sono due entità separate, ma parti di un unico sistema che comunica costantemente. Quando l’ansia diventa intensa o cronica, l’organismo resta in uno stato di “allerta continua”: il sistema nervoso autonomo (che regola funzioni come la digestione, il battito cardiaco e la respirazione) lavora come se ci fosse un pericolo costante. Questa attivazione prolungata può tradursi in una serie di disturbi fisici reali, come tensioni muscolari, disturbi gastrointestinali, tachicardia, vertigini, formicolii o senso di affaticamento generale.
Nel suo caso, il coinvolgimento dell’apparato gastroenterico è particolarmente significativo: intestino e cervello sono strettamente collegati attraverso quello che oggi viene definito “asse intestino-cervello”. Lo stress e l’ansia possono influenzare la motilità intestinale, la produzione di acidi gastrici e persino la flora batterica, generando sintomi anche molto fastidiosi, pur in assenza di una patologia organica.
È comprensibile che, di fronte a sintomi fisici così tangibili, emerga la paura che “ci sia qualcosa di grave” ed è proprio questa paura a volte a mantenere o amplificare i disturbi. Il fatto che lei abbia già iniziato una terapia farmacologica e percepisca qualche miglioramento è un ottimo segnale: significa che il corpo sta iniziando a uscire dallo stato di allerta costante.
Parallelamente al trattamento farmacologico, può essere molto utile intraprendere un percorso psicologico per imparare a gestire l’ansia e i pensieri ipocondriaci, comprendere meglio i segnali del corpo e ristabilire un senso di sicurezza interiore.
In sintesi: sì, l’ansia può davvero produrre sintomi fisici anche molto marcati ma, con il giusto percorso di cura, è assolutamente possibile recuperarne il controllo e tornare a sentirsi bene.
Le faccio un grande incoraggiamento: il fatto che stia cercando di capire e di prendersi cura di sé è già parte del processo di guarigione.
Un saluto,
Dott.ssa Susanna Brandolini
Buongiorno, grazie per aver condiviso la sua esperienza così chiaramente, la difficoltà di convivere con sintomi fisici persistenti, pur avendo escluso ogni patologia organica, è una situazione che può essere davvero spiazzante e angosciante.
La risposta alla sua domanda è sì, assolutamente: i disturbi d’ansia possono provocare sintomi fisici molto incisivi e reali. Non si tratta di “immaginazione” né di qualcosa che lei stia facendo “a comando”, ma di un’interazione strettissima tra mente e corpo che è ampiamente riconosciuta in ambito medico e psicologico. L’ansia attiva il sistema di allarme del corpo (il sistema nervoso autonomo), con rilascio di ormoni dello stress come adrenalina e cortisolo, che possono causare tensione muscolare, alterazioni della digestione, nausea, disturbi gastrointestinali, palpitazioni, vertigini, difficoltà respiratorie e molti altri sintomi fisici diffusi, anche se gli esami medici risultano normali (il che conferma che non c’è una malattia organica ma una reazione fisiologica allo stress).
Questi sintomi rientrano nella cosiddetta somatizzazione o disturbi psicosomatici, un fenomeno in cui il disagio psicologico si manifesta attraverso il corpo. La somatizzazione non è “finta” né secondaria: le sensazioni sono reali e percepite dal sistema nervoso ma non sono causate da un danno fisico diagnosticabile con esami medici standard, bensì dal modo in cui ansia, stress e tensione vengono processati e mantenuti nel corpo e nella mente.
Il fatto che lei abbia fatto numerosi esami diagnostici tutti nella norma è una conferma che non c’è una malattia organica grave, ma non sminuisce la realità dei sintomi. In psicoterapia cognitivo‑comportamentale si considera che l’attenzione costante alle sensazioni corporee, l’interpretazione catastrofica di quelle sensazioni (p. es. “forse c’è qualcosa di grave”) e la reazione emotiva intensa contribuiscono a mantenere e amplificare il malessere somatico. Questo crea un circolo in cui ansia e sintomi fisici si alimentano a vicenda, anche se non c’è una causa fisica primaria.
Inoltre, io sottolineerei l’importanza di considerare quanto le reazioni emotive e lo stress prolungato possano influenzare l’apparato gastrointestinale, che è uno dei sistemi più sensibili allo stress.
Detto ciò, è molto importante anche lavorare su alcuni elementi che possono mantenere o peggiorare questo circolo: per esempio il monitoraggio continuo dei sintomi, la ricerca compulsiva di rassicurazioni e la sensibilità alle sensazioni corporee. Spesso questi comportamenti, pur essendo comprensibili, rafforzano l’ansia e i sintomi somatici anziché ridurli. Un percorso psicoterapeutico mirato può aiutare a riconoscere questi schemi e a sviluppare strategie più funzionali di gestione dello stress e delle sensazioni fisiche.
In sintesi: sì, i disturbi d’ansia possono causare sintomi fisici molto intensi e prolungati. Il fatto che siano correlati all’ansia non li rende meno reali o meno fastidiosi, ma spiega perché gli esami medici non trovano nulla. Il corpo e la mente sono strettamente collegati, e uno stato di ansia prolungato può manifestarsi attraverso sintomi corporei estremamente concreti, soprattutto a livello gastrointestinale, muscolare o neurovegetativo. Questo è qualcosa di ben documentato e riconosciuto, e affrontarlo in modo integrato (con supporto medico e psicologico) è la strada migliore per il miglioramento.
Se desidera, possiamo anche parlare di come la psicoterapia lavora proprio sulle somatizzazioni e sull’ansia per aiutare il corpo a “spegnere” gradualmente quella risposta di allerta che genera i sintomi.
La risposta alla sua domanda è sì, assolutamente: i disturbi d’ansia possono provocare sintomi fisici molto incisivi e reali. Non si tratta di “immaginazione” né di qualcosa che lei stia facendo “a comando”, ma di un’interazione strettissima tra mente e corpo che è ampiamente riconosciuta in ambito medico e psicologico. L’ansia attiva il sistema di allarme del corpo (il sistema nervoso autonomo), con rilascio di ormoni dello stress come adrenalina e cortisolo, che possono causare tensione muscolare, alterazioni della digestione, nausea, disturbi gastrointestinali, palpitazioni, vertigini, difficoltà respiratorie e molti altri sintomi fisici diffusi, anche se gli esami medici risultano normali (il che conferma che non c’è una malattia organica ma una reazione fisiologica allo stress).
Questi sintomi rientrano nella cosiddetta somatizzazione o disturbi psicosomatici, un fenomeno in cui il disagio psicologico si manifesta attraverso il corpo. La somatizzazione non è “finta” né secondaria: le sensazioni sono reali e percepite dal sistema nervoso ma non sono causate da un danno fisico diagnosticabile con esami medici standard, bensì dal modo in cui ansia, stress e tensione vengono processati e mantenuti nel corpo e nella mente.
Il fatto che lei abbia fatto numerosi esami diagnostici tutti nella norma è una conferma che non c’è una malattia organica grave, ma non sminuisce la realità dei sintomi. In psicoterapia cognitivo‑comportamentale si considera che l’attenzione costante alle sensazioni corporee, l’interpretazione catastrofica di quelle sensazioni (p. es. “forse c’è qualcosa di grave”) e la reazione emotiva intensa contribuiscono a mantenere e amplificare il malessere somatico. Questo crea un circolo in cui ansia e sintomi fisici si alimentano a vicenda, anche se non c’è una causa fisica primaria.
Inoltre, io sottolineerei l’importanza di considerare quanto le reazioni emotive e lo stress prolungato possano influenzare l’apparato gastrointestinale, che è uno dei sistemi più sensibili allo stress.
Detto ciò, è molto importante anche lavorare su alcuni elementi che possono mantenere o peggiorare questo circolo: per esempio il monitoraggio continuo dei sintomi, la ricerca compulsiva di rassicurazioni e la sensibilità alle sensazioni corporee. Spesso questi comportamenti, pur essendo comprensibili, rafforzano l’ansia e i sintomi somatici anziché ridurli. Un percorso psicoterapeutico mirato può aiutare a riconoscere questi schemi e a sviluppare strategie più funzionali di gestione dello stress e delle sensazioni fisiche.
In sintesi: sì, i disturbi d’ansia possono causare sintomi fisici molto intensi e prolungati. Il fatto che siano correlati all’ansia non li rende meno reali o meno fastidiosi, ma spiega perché gli esami medici non trovano nulla. Il corpo e la mente sono strettamente collegati, e uno stato di ansia prolungato può manifestarsi attraverso sintomi corporei estremamente concreti, soprattutto a livello gastrointestinale, muscolare o neurovegetativo. Questo è qualcosa di ben documentato e riconosciuto, e affrontarlo in modo integrato (con supporto medico e psicologico) è la strada migliore per il miglioramento.
Se desidera, possiamo anche parlare di come la psicoterapia lavora proprio sulle somatizzazioni e sull’ansia per aiutare il corpo a “spegnere” gradualmente quella risposta di allerta che genera i sintomi.
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