Buongiorno purtroppo da 2 mesi a questa parte soffro di derealizzazione h24 che in certe giornate e

24 risposte
Buongiorno purtroppo da 2 mesi a questa parte soffro di derealizzazione h24 che in certe giornate e proprio forte che sembra come se sto perdendo la memoria, e qui arrivo al punto, la derelizzazione può portarti al punto che non riconosci più i tuoi cari, dove vivi, ecc, tipo come una demenza vera e propria? oppure non arriva a questi livelli ... grazie
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buongiorno,
la derealizzazione è un'esperienza dissociativa che può risultare molto spaventosa: chi ne soffre descrive una sensazione costante di distacco dalla realtà, come se tutto fosse irreale, ovattato o "sognato". È importante sapere che, pur essendo molto angosciante, questa condizione non comporta una perdita reale delle funzioni cognitive, come accade nelle demenze.

Nel caso della derealizzazione, la percezione alterata è temporanea e legata a uno stato psicologico di forte ansia, stress o trauma, e non è segno di un deterioramento organico del cervello. Nonostante si possa avere l'impressione di non riconoscere i propri cari o i luoghi familiari, si tratta di una sensazione soggettiva e non di una reale perdita di memoria o identità. Le capacità cognitive e mnemoniche, nella maggior parte dei casi, restano integre.

Detto questo, dato che i sintomi che descrive sono presenti da due mesi e interferiscono significativamente con la sua qualità di vita, sarebbe utile e consigliato per approfondire rivolgersi ad uno specialista, che possa valutare la situazione nel dettaglio e individuare il percorso terapeutico più adatto.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa

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 Giuseppe Santonocito
Psicoterapeuta, Psicologo
Signa
Dai sintomi si tratta con tutta probabilità di ansia. Chieda un consulto a uno psicoterapeuta per valutazione ed eventuale trattamento.
Dott. Luca Vocino
Psicologo clinico, Psicologo
Trezzano Rosa
Buongiorno gentile Utente, comprendo quanto possa essere destabilizzante e angosciante vivere uno stato persistente di derealizzazione. Questa condizione, spesso descritta come la sensazione che la realtà sia “ovattata”, distante o irreale, può davvero generare un profondo senso di smarrimento e paura, soprattutto quando si manifesta in modo continuo e intenso, come nel suo caso.

La derealizzazione, così come la depersonalizzazione, rientra nei fenomeni dissociativi e può essere un sintomo transitorio associato ad ansia, stress intenso o altre condizioni psicologiche, ma non è una condizione neurodegenerativa né ha la stessa natura della demenza. Anche se può accompagnarsi a difficoltà di concentrazione, senso di confusione o alterazione nella percezione del tempo e dello spazio, non compromette le funzioni cognitive profonde come avviene nelle forme di decadimento cognitivo. Le sensazioni che descrive (come quella di non riconoscere pienamente le persone care o l’ambiente familiare) sono comuni in stati dissociativi, ma sono esperienze soggettive, reversibili, e non legate a un danno cerebrale progressivo.

Quello che spesso accade è che l’intensità della sintomatologia alimenta un ciclo di iperattenzione, controllo e paura che contribuisce a mantenere viva la sensazione di distacco dalla realtà. In alcuni casi, inoltre, si può aggiungere il timore (del tutto comprensibile) di “impazzire” o di perdere contatto con sé stessi o con gli altri, ma è importante sapere che questo timore, per quanto reale nella percezione, non corrisponde a un rischio concreto di malattia degenerativa.

In questi casi, un percorso psicoterapeutico mirato può essere di grande aiuto, soprattutto per contenere l’ansia che alimenta i sintomi dissociativi, per lavorare sul radicamento corporeo e sulla regolazione emotiva. Esistono approcci integrati basati su evidenze scientifiche, come quelli che integrano la mindfulness, le tecniche cognitive e il lavoro sul sistema nervoso autonomo, che possono offrire strumenti efficaci e concreti.

Le consiglio di non restare da solo in questa esperienza e, se non l’ha già fatto, valutare un confronto clinico per meglio inquadrare la situazione e darle un significato che possa restituirle un senso di sicurezza e orientamento.

Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
La derealizzazione è un fenomeno psicologico che, pur essendo molto angosciante, non implica una perdita reale delle facoltà cognitive né conduce a una forma di demenza. La sensazione di “non riconoscere” ciò che le è familiare – persone, luoghi, esperienze – è tipica di questo stato e nasce da una disconnessione temporanea tra l’esperienza emotiva e la percezione della realtà. Tuttavia, questi vissuti, se persistenti e invalidanti, meritano attenzione clinica. Le consiglio vivamente di rivolgersi a uno specialista in salute mentale, uno psichiatra o uno psicoterapeuta con esperienza nei disturbi dissociativi e d’ansia, per una valutazione approfondita e per impostare un percorso di cura mirato. Un saluto
Dott. Claudio Pieroni
Psicologo, Psicologo clinico
Lecce
Buonasera gentile utente, leggendo la sua testimonianza mi sembra molto importante per lei valutare insieme al suo medico curante la possibilità di esplorare e di escludere cause biologiche. Una volta escluse sarebbe utile intraprendere una valutazione psichiatrica e un percorso parallelo di psicoterapia. Rispetto alla sua domanda la derealizzazione è uno stato dissociato acuto della mente che generalmente non è associabile ad una demenza in giovane età. Cordialmente dr. Claudio Pieroni
Dott.ssa Paola Vitale
Psicologo, Psicologo clinico
Catania

Buongiorno,
quello che sta descrivendo – la derealizzazione percepita h24, la paura di perdere la memoria o non riconoscere più le persone care – è un'esperienza che può essere molto spaventosa, ma è importante chiarire che non equivale a una demenza.

La derealizzazione è un fenomeno dissociativo in cui la realtà appare "strana", distante, irreale, come se ci si trovasse in un sogno o dietro un vetro. Quando è persistente e intensa, può dare la sensazione di "perdere il controllo" o di "impazzire", ma non si tratta di un deterioramento cognitivo, e non porta alla perdita stabile di memoria o di riconoscimento dei propri cari come succede invece nelle vere demenze.

È frequente, però, che chi vive questi stati sperimenti anche ansia elevata, difficoltà di concentrazione, vuoti di memoria legati allo stress e alla paura stessa, che contribuiscono a generare un circolo vizioso.

Detto ciò, è importante non rimanere soli con questi vissuti: il trattamento di questi sintomi prevede spesso un lavoro psicoterapico mirato e, in alcuni casi, anche un supporto farmacologico adeguato.

Può esserci un miglioramento significativo, ma è fondamentale affrontare queste sensazioni con un aiuto professionale. Non è una condizione senza via d’uscita. Coraggio!

Un caro saluto.
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buonasera, le suggerisco una visita psichiatrica per un supporto farmacologico.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott.ssa Claudia Torrente Cicero
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Saronno
Gentile utente, in alcuni casi è possibile che il livello di derealizzazione sia molto alto e causi i sintomi da lei descritti, ma per avere una diagnosi certa, le consiglio di consultare dal vivo uno specialista. Una psicoterapia, magari associata ad una farmacologica, possono aiutare in questi casi.
Se è già in carico e sta seguendo un percorso, rivolga le sue domande ed eventuali dubbi al suo terapeuta, il vostro lavoro insieme potrà aiutarla solo se si fida di lui anche nel affrontare le sue paure.
Cordiali saluti, Dott.ssa Torrente Cicero
Dott. Omar Vitali
Psicologo, Terapeuta, Professional counselor
Dalmine
Tutti i problemi dissociativi portano la persona a vivere la irrealtà. Le cause sono diverse: Ansia, depressione, problemi cognitivi, neurologici o di personalità.
Le consiglio una visita specialistica da un neurologo.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, comprendo quanto la sua esperienza attuale possa essere spaventosa e destabilizzante. Vivere in uno stato di derealizzazione continuo, con l’impressione che la realtà sia sfocata o distante, può far sentire come se si stesse perdendo il contatto con tutto ciò che un tempo era familiare. È una condizione che spesso viene descritta con parole simili alle sue: come essere dentro una bolla, come se il mondo fosse irreale o osservato da lontano. La domanda che pone è molto importante, perché tocca una delle paure più comuni legate a questo tipo di esperienza: la paura che possa evolvere in una perdita di memoria grave o addirittura in una forma di demenza. Voglio rassicurarla su questo punto. La derealizzazione, anche quando si presenta in modo intenso e persistente, non è un segnale di demenza né porta alla perdita irreversibile delle funzioni cognitive. Nel modello cognitivo-comportamentale, la derealizzazione è considerata una risposta dissociativa spesso collegata a uno stato di forte ansia, stress cronico, o traumi emotivi. È come se il cervello, per difendersi da un sovraccarico emotivo, staccasse parzialmente il contatto con l’ambiente circostante. Questo può produrre quella sensazione di irrealtà o di straniamento, ma non equivale in alcun modo alla perdita di identità o alla compromissione delle strutture cerebrali come avviene in patologie neurodegenerative. Il fatto che in certi momenti lei percepisca un indebolimento della memoria o della capacità di riconoscere i volti o i luoghi familiari non è un segno che sta davvero dimenticando o perdendo conoscenze fondamentali. Piuttosto, è una conseguenza indiretta del fatto che l’attenzione e la percezione sono così alterate dall’ansia o dalla dissociazione che l’elaborazione delle informazioni diventa più difficile. È come cercare di leggere in mezzo alla nebbia: non è che il testo sia sparito, ma che il contesto in cui lo sta leggendo è temporaneamente offuscato. Lavorare su questa esperienza in un percorso terapeutico di tipo cognitivo-comportamentale può aiutarla a uscire da questo stato. Si lavora, ad esempio, sul riconoscimento dei pensieri catastrofici, sulla gestione dell’ansia, sulla riattivazione comportamentale e su tecniche di grounding che permettono di ristabilire un senso di presenza e contatto con la realtà. Spesso si tratta anche di ridurre la paura stessa della derealizzazione, perché questa paura la alimenta e la rende più intensa. Le sue sensazioni, per quanto disturbanti, non indicano un deterioramento cognitivo. È una fase difficile, ma da cui si può uscire con gli strumenti giusti e con il giusto supporto. Non è sola in questo e il fatto che stia cercando risposte è già un segnale importante di consapevolezza e volontà di miglioramento. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Laura Gerroni
Psicologo, Psicoterapeuta
Crema
Buongiorno, la derealizzazione può essere sintomo collegato a varie problematiche o situazioni : ne ha parlato con un medico? Lei parla di 'perdita di memoria', e di 'demenza' ma sono timori che andrebbero approfonditi con altre informazioni (presenta altri sintomi? quanti anni ha? assume farmaci? ha altre patologie? sta vivendo un periodo stressante? e altre domande di anamnesi). Le consiglio di rivolgersi al suo medico di base: sono certa che saprà ascoltarla e darle indicazioni utili. Auguri
Dott.ssa Elisa Manfredi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno e grazie per la sua condivisione. Difficile risponderle senza avere altri dettagli. Il mio consiglio é di farsi seguire da una/ o collega psicoterapeuta esperto in questo tipo di tematiche dissociative. Un caro saluto
Dott. Niccolò Orsi Bandini
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Gentile utente, è difficile capire esattamente la sua situazione d queste poche parole, inoltre non è chiaro come sia giunto a capire di soffrire di derealizzazione.
Se continua ad avvertire sintomi disturbanti le consiglierei di rivolgersi da uno specialista, che le potrà dare tutte le spiegazioni del caso.
Cordiali saluti, dott. Niccolò Orsi Bandini.
Dott.ssa Mariella Losavio
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bari
Buongiorno, la derealizzazione può essere legata a fattori quali lo stress, lavorativo o finanziario, l'ansia intensa, eventi traumatici e molto altro, sicuramente dovresti intraprendere un percorso per sbloccare la tua situazione. Non arriverai al punto di cui più temi. Chiaramente non ti conosco, non so la tua età, le tue abitudini e altro, per cui la mia risposta è generalizzata, ma pur sempre esplicativo.
buongiorno, la derealizzazione rappresenta una condizione in cui la persona sente il mondo circostante come irreale o estraneo. Visto che lei parla della preoccupazione della perdita di memoria sarebbe opportuno effettuare una visita medica per escludere eventuali cause organiche. In seguito potrebbe rivolgersi ad uno specialista psicologo per lavorare insieme su questi sintomi e comprendere la causa.
Dott.ssa Floriana Ricciardi
Psicologo, Psicologo clinico
Venegono Inferiore
Gentile utente, la derealizzazione è un sintomo dissociativo che si può trovare in diversi disturbi e quanto questo sintomo intacchi la memoria (soprattutto quella autobiografica) è del tutto soggettivo. Come vede, ci sono molte variabili di cui tener conto. Si rivolga ad uno professionista con cui sviscerare le sue problematiche e trovare delle soluzioni.
Cordialmente.
dr.ssa Floriana Ricciardi
Dott.ssa Federica Ancona
Psicologo, Psicologo clinico
Cagliari
La derelizzazione è una sensazione di distacco dalla realtà esterna che può far sembrare che le persone, i luoghi o gli oggetti siano irreali, un po’ come trovarsi in un sogno o dietro ad un vetro. La sensazione è quella di vivere in un film, il mondo circostante appare irreale, estraneo, distaccato.
Alcuni aspetti possono far pensare a sintomi legati alla demenza, in particolare la confusione. Ma la loro natura è differente: la derealizzazione si verifica spesso come conseguenza di forti emozioni o stress, è un sintomo episodico, non è degenerativa e si può affrontare efficacemente con la terapia cognitivo comportamentale. Nel caso della derealizzazione la persona avverte che ciò che sente è in qualche modo strano, la memoria rimane intatta ed è in grado di mantenere la percezione della realtà.
Di contro la demenza è legata al declino delle funzioni cognitive a causa di patologie neurodegenerative quali ad esempio il Parkinson o l’Alzheimer, in genere queste si manifestano ad una età più avanzata rispetto alla sua. In quel caso la persona perde la consapevolezza della realtà, non è cosciente del proprio deficit. Ha difficoltà gravi di memoria recente, di orientamento spazio temporale (giorno e ora) e nel linguaggio.
Se avverte che questo sintomo si manifesta sempre più di frequente le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta che potrà aiutarla attraverso delle tecniche digestione del sintomo e soprattutto ad individuarne le cause.
Dott.ssa Debora Versari
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Forlì
Ha contatto il suo medico di base? E’ seguito da uno psichiatra e psicoterapeuta? Sembra una sintomatologia molto severa.
Dottoressa Versari Debora.
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Buongiorno,

la problematica da cui è accompagnato potrebbe aver a che fare con un disturbo di matrice ansiosa. Inizi un percorso di psicoterapia, la aiuterà col tempo a trovare le risposte che cerca.

Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Laura Cancellara
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, leggo in queste parole una sensazione di molta fatica a sostenere questo periodo e la sua preoccupazione anche, che la mette in allerta. Mi chiedo come mai definisce lo stato di derealizzazione? ne ha parlato con un professionista o lo pensa di sua spontanea volontà?Il mio consiglio è pensare di poter chiedere qualche consulenza psicologica. Sono certa che con il supporto giusto, riuscirà a sentire fiducia in questo periodo e ad inquadrare meglio i sintomi che descrive. In bocca al lupo. Dottoressa Cancellara Laura
Buonasera,
il sintomo della derealizzazione include una serie di possibili manifestazioni, da valutare soggettivamente; in ogni caso, nella cornice di una valutazione clinica in cui sia possibile cogliere la complessità della la sofferenza e del vissuto soggettivo, comprendendo anche la possibilità di non riconoscere le persone conosciute. Auguri per il suo percorso, saluti. Dott.ssa Adriana Dell'Arte
Dott.ssa Eleonora Errante
Psicoterapeuta, Psicologo, Terapeuta
San matteo della Decima
Buonasera,
le consiglio di parlarne con il suo MMG che eventualmente le farà un invio da uno psichiatra. In questi casi in parallelo potrebbe esserle di aiuto anche un percorso di psicoterapia. Buona presa di cura di sé! Non si trascuri!
In bocca al lupo!
Buongiorno, piacere mi chiamo Irene e sono una psicologa clinica e psicoterapeuta in formazione. E' seguito da qualcuno che le ha avanzato la diagnosi?
Come si presentano questi vuoti di memoria?
Fenomeni di derealizzazione sono presenti nei quadri clinici relativi ai disturbi dissociativi e la sintomatologia può presentarsi in una forma simile a quella che descrive nella sua domanda.
Salve, la rassicuro subito su un punto fondamentale: la derealizzazione non porta a una perdita di memoria, né a forme di demenza o deterioramento cognitivo.
È una condizione ansiosa e dissociativa, non neurodegenerativa. Precisamente il cervello non “si sta spegnendo”, si tratta di una reazione di difesa del sistema nervoso quando è sottoposto a un livello molto alto di stress, ansia o paura.

Le consiglio un percorso di supporto.

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