Buongiorno, mi chiamo Cristina e scrivo, nonostante la vergogna che provo (i veri problemi, mi dico,

20 risposte
Buongiorno, mi chiamo Cristina e scrivo, nonostante la vergogna che provo (i veri problemi, mi dico, sono ben altri) perché mi sento bloccata in una sorta di spirale tossica dalla quale, da sola, non riesco ad uscire. Ho 47 anni, fino a 9 anni fa ho vissuto in una città dove avevo amicizie, genitori, lavoro, seppur precario e non sempre appagante. Un posto dove era facile spostarsi attraverso i mezzi di trasporto pubblici. Poi ho conosciuto il mio attuale compagno e, quindi, mi sono trasferita nel suo paese, dove i mezzi pubblici di trasporto sono scarsi, dove non ho amicizie, dove la gente è chiusa, fredda e indifferente, diversissima dal luogo da cui provengo, per cui è difficile fare amicizia, specie dai 40 anni in su. La mia famiglia ovviamente è rimasta dove vivevo prima, nella mia città natale. Inoltre, qui, non un lavoro, un po' per la difficoltà di trovarlo e, negli ultimi anni, perché non ho più cercato, volendo avere la libertà di andare e tornare dalla mia città natale per aiutare i miei genitori ormai anziani. Dunque, a intervalli mensili faccio la pendolare tra la mia città natale e dove vivo con il mio compagno. Quando torno nella mia città natale va tutto bene. Sto benissimo. Quando, invece, mi ritrovo nel paese del mio compagno sto male. Soffro di solitudine, e vivo praticamente di noia. Una noia che mi soffoca e mi spegne. Somatizzo feroci mal di testa dalle troppe letture e feroci mal di stomaco. Non mi fido della gente del posto che ho constatato sulla mia pelle essere, appunto, fredda e indifferente. Non ho amici. Non amo la palestra. E ogni cosa mi sembra irraggiungibile, in quanto si trova in città, costringendomi a guidare, per giunta in strade che non conosco, quando prima, nel mio paese, bastavano un treno o un autobus. Qui, in questo posto, tutto è spento, grigio, povero. Povere, culturalmente, le persone e poveri i luoghi, privi di stimoli e occasioni. Un trasferimento del mio compagno nel mio paese è impossibile, al momento, non è fattibile. Un mio ritorno nel mio paese, idem, dato che dovrei andare a vivere con i miei genitori. Non so come uscirne. Mi sento sbagliata io. Sento che la noia che provo mentre aspetto che il mio compagno torni dal lavoro è sempre più un muro. Ho come perso quello slancio interiore, la curiosità di vedere come sarà ogni giorno nuovo, che ho sempre avuto, l'entusiasmo, l'allegria. Leggo compulsivamente, è la mia unica salvezza. Cerco stimoli, slancio, vitalità, contro tutto il grigiore che sento circondarmi. Solo spesso non basta. La testa mi scoppia... e mi ritrovo a guardare una stanza circondata di solitudine, di noia, di nostalgia. Ricordando gli anni della scuola, pieni di voci, di scoperte, di attività. Come posso uscire da questa spirale? Grazie.
Dott.ssa Alessia Supino
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Formia
Buon pomeriggio gentile Cristina,
ho letto con attenzione la sua richiesta.
Sta vivendo un momento di crisi personale poichè ha subito un cambiamento importante nella sua vita, forse non ha ancora bene accettato il cambiamento e non elaborato bene la perdita della sua vecchia vita.
Sintomi fisici come mal di testa sono un chiaro segnale di ciò.
le consiglio un colloquio con uno psicoterapeuta che possa ascoltarla e capire assieme il percorso da intraprendere.
Resto disponibile anche in video call.
Saluti
Dott.ssa Supino Alessia

Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online

Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.

Mostra risultati Come funziona?
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Sara Pascoli
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Trieste
Buona sera, mi spiace per questa sua situazione che descrive come una spirale senza uscita. Da quanto tempo si è trasferita in questa nuova città? Paese? Si è spostata dal sud Italia al nord? Quando ci si trasferisce si può vivere uno shock da cambiamento, perché è tutto diverso e da ricostruire ed un senso di disorientamento e sradicamento. Se guarda a tutto quello che manca nel nuovo posto e se crede che sia impossibile fare amicizie, rischia di cadere in un tunnel dove vede tutto nero. Lei dice che non le piace la palestra, ma cosa le piace fare oltre a leggere? passeggiare, dipingere, ballare? Riparta da sé, non dall'esterno ma da quello che ama, e con questo potrebbe inserirsi in gruppi che svolgono le attività che piacciono anche a lei.
Potrebbe essere utile in questo periodo di riadattamento farsi sostenere da uno psicologo o psicoterapueta che possa aiutala a capire che cosa le sta accadendo davvero e a trovare i giusti stimoli per riaccendere la fiamma vitale assopita in lei. Resto a sua disposizione, non si scoraggi, ogni problema ha una soluzione. Un abbraccio.
Dr. Elia Cadente
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buonasera Cristina.
E' importante poter riflettere sulle proprie scelte e non lasciarsi abitare dal sentimento del sentirsi sbagliati. Questo cambiamento nella sua vita, questo passaggio viene da lei descritto come difficile e poco vitalizzante. E' quello che si aspettava? La noia, la nostalgia e la solitudine sono emozioni che necessitano una elaborazione soggettiva rispetto alla condizione attuale che sente di vivere. C'è sempre una via di uscita. C'è sempre la possibilità di poter riscrivere il proprio presente.
Poter parlare ed affrontare tali emozioni in un percorso di psicoterapia le potrebbe essere di grande aiuto al fine di ritrovare lo slancio vitale che in questo momento avverte come perduto.
Un caro saluto.
Dr. Elia Cadente
Dott. Giuseppe Berenati
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Milano
Purtroppo lei sta vivendo un cambiamento che non riesce a fare suo per n motivazioni… e la somatizzazione è un chiaro sintomo. Forse sarebbe utile chiedersi, non come uscirne ma, perché vi è ancora dentro senza per forza arrivare a una soluzione risolutiva. Spesso non esistono soluzioni che vanno bene per ogni cosa, ogni caso è a se ed è chiaro che c’è bisogno di più info per capire meglio, però intanto iniziare a pensare a questo quesito potrebbe portare a possibilità.
Stia bene.
Dott Giuseppe Berenati.
Dott.ssa Silvia Di Chio
Psicoterapeuta, Psicologo, Terapeuta
Roma
Buongiorno Cristina, capisco quanto questa situazione possa farla stare male. L'unica cosa che penso possa aiutarla è intraprendere un percorso di terapia per pensare a se stessa e a tutto quello che in questo momento la tormenta. Solo così potrà, con l'aiuto di qualcuno, comprendere davvero le ragioni del suo malessere. Saluti
Dott.ssa Lina Robertiello
Psicologo, Psicoterapeuta
Bologna
Buongiorno Cristina. Ho letto attentamente il suo scritto. Ogni cambiamento porta con se qualche disorientamento, ma può essere anche l'occasione di un nuovo inizio. Quello che le posso suggerire è intraprendere un percorso di terapia per affrontare la situazione in cui attualmente si trova.
Un caloroso saluto.
 Sara Genny Chinnici
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Seregno
Buongiorno Cristina, quanta solitudine e quanto dolore mi raggiunge. Sarebbe importante esplorare questo senso di solitudine e questo malessere per scoprire quali sono i bisogni sottostati profondi e come lei se ne può prendere cura.
Un caro saluto
Sara Genny Chinnici
Dott.ssa Giada Bruni
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Firenze
Buongiorno Cristina, comprendo quello scrive, ha pensato di intraprendere un percorso di psicoterapia che la aiuti ad attraversare tanti cambiamenti?
Cordiali saluti,
Giada Bruni
Dott.ssa Rossella Chiusolo
Psicologo, Psicoterapeuta
Aprilia
Buongiorno Cristina ne ha parlato con il suo compagno di come si sente? La prima cosa è parlare con lui in modo sincero,chiedervi anche a che punto è la vostra relazione. Il mondo dei libro sembra essere diventato un rifugio per lei e per un certo periodo va anche bene l unica cosa è che per sentirsi vitali abbiamo bisogno del confronto con gli altri. Le consiglio di intraprendere una psicoterapia per capire cosa le sta succedendo in questo periodo. Un caro saluto Rossella Chiusolo
Dott.ssa Martina Panerai
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Roma
Gentilissima, la immagino davanti a un bivio, congelata e comprendo quanto debba essere frustrante percepirsi in una impasse così delicata: da una parte, una quotidianità confortevole, accogliente, stimolante, comoda. Dall'altra, la necessità di tutelare il legame con il suo compagno, evidentemente molto prezioso se l'ha portata, tempo fa, a lasciare la sua zona di comfort per stargli vicino. Sembra che trovare un equilibrio tra queste due dimensioni le risulti impossibile e allora la invito a fermarsi un attimo, prendersi del tempo per riflettere, e soffermarsi su di lei, sui suoi personali bisogni, sul comprendere intimamente cosa sia più giusto per Lei. Prema il pulsante 'pausa' e, in questo tempo sospeso, di stagionatura, si faccia supportare da uno psicoterapeuta per uscire da questa ragnatela di pensieri ed emozioni al fine di voltare pagina, come quella dei tanti libri che divora giorno dopo giorno, pronta a leggere un nuovo capitolo della vita. La sua. Un caro saluto
Dott.ssa Roberta Croatti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Santarcangelo di Romagna
Signora Cristina lei appare molto confusa . Penso che un aiuto psicologico le possa servire a fare chiarezza dentro di sè e capire cosa desidera veramente dalla vita. Sia fiduciosa e si rivolga ad un professionista. Auguri
Dott.ssa Giada Magnani
Psicoterapeuta
Santarcangelo di Romagna
Buongiorno Cristina, leggo la sua fatica e la sua ricerca di un posto giusto in cui poter mettere radici, che la possa nutrire e far crescere. Nel paese nuovo in cui si è trasferita sperimenta una delusione delle aspettative; aspettative riguardo al luogo ma forse anche nei confronti della relazione col suo compagno, che non riesce a riempire il suo vuoto in questo momento. Nella città natale mi chiedo se anche lì la situazione sia cambiata rispetto a quando è partita, vista l'anzianità dei suoi genitori e il bisogno che sia lei in questo momento a prendersi cura di loro. In una città c'è un vuoto e nell'altra città c'è un pieno. In entrambe, forse, sente di non riuscire a esprimere le sue reali potenzialità, a realizzarsi. Una sua grande risorsa, Cristina, è quella di chiedere aiuto e di provare a cercare soluzioni. La psicoterapia può esserle di grande sostegno nell'elaborare questi cambiamenti, nel comprendere le emozioni che sente contrastanti e nell'intraprendere un percorso verso una maggiore soddisfazione personale. Cordiali saluti
Dott.ssa Elena Santomartino
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Psicologo
Preganziol
Buongiorno, i suoi dubbi sono legittimi. Una psicoterapia è consigliata perché, se da una parte "guarisce" gli stati d'animo che non la fanno stare bene, dall'altro "educa" alla consapevolezza e alla conoscenza di sé. La conseguenza di questa "educazione" è che poi lei è in grado di fronteggiare tutto ciò che la vita ci riserva quotidianamente, in modo adeguato. Se non trova riscontro con lo psicoterapeuta che sta frequentando o dovesse frequentare, conviene cambiare. Ognuno ha un suo metodo di lavoro e non è detto che quel metodo vada bene per lei. A disposizione per qualsiasi chiarimento, la saluto cordialmente. dr.ssa Elena Santomartino, psicologa psicoterapeuta
Dott.ssa Giuseppina Cavallo
Psicologo, Psicoterapeuta
Pieve di Cento
Gentile Cristina,
innanzitutto bisogna lavorare sul suo senso di vergogna...Non le basta soffrire così tanto in questo periodo di cambiamenti importanti? Trovare uno spazio d ' ascolto per elaborare e dare significato ai vissuti spiacevoli che sta provando, Le darà modo di accogliere e " perdonare" quelle immagini di sé che attualmente sembrano in
aspro conflitto tra loro. Si sente più una compagna amorevole che attende con nostalgia il suo principe azzurro...o una figlia affezionata al suo regno dorato che rimpiange damigelle e privilegi? Questo solo uno dei conflitti interiori a cui dare voce... Un caro saluto
Giuseppina Cavallo
Pieve di Cento ( Bo)
Dott.ssa Sara Vignali
Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
qui bisogna cambiare qualcosa, parliamone. saluti
Dott.ssa Silvia Ragni
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gentile Cristina, bisogna uscire dalla spirale! Altrimenti la depressione è a un passo. e la sua relazione ? Non credo che vada a gonfie vele. Si direbbe che non ha accettato proprio questo trasferimento e il fatto di non avere un lavoro la taglia fuori dall'ambiente (che lei comunque rifiuta).
Le consiglio nell'immediato una psicoterapia, anche on line se non vuole avere a che fare con persone di lì, che l'aiuti ad esternare il suo vissuto, pensieri, timori, rimpianti, rimproveri...mi fermo qua ma troppo ci sarebbe da dire. Poi ricomporrà il puzzle della sua vita e prenderà le sue decisioni, che oggi non può sapere quali siano, è troppo immersa nella spirale. Le auguro un atto di coraggio: contattare il/la terapeuta al più presto. Rimango a disposizione, cordiali saluti dott.ssa Silvia Ragni
Prenota subito una visita online: Consulenza online - 70 €
Per prenotare una visita tramite MioDottore, clicca sul pulsante Prenota una visita.
Dr. Michele Scala
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova

Cara Cristina, il suo malessere è comprensibile: la solitudine, la mancanza di stimoli e l’isolamento geografico pesano molto. Potrebbe cercare nuove occasioni sociali attraverso corsi, associazioni o volontariato, oltre a integrare attività creative nella sua routine. Valuti anche piccoli passi per aumentare la sua autonomia, come esplorare i dintorni o migliorare la confidenza nella guida. Pianificare obiettivi a medio termine, come un lavoro part-time o un progetto personale, può darle una prospettiva più positiva. Un supporto psicologico potrebbe aiutarla a ritrovare entusiasmo e gestire meglio le difficoltà attuali. Dialoghi col suo compagno per esplorare insieme soluzioni che migliorino il suo benessere.
Dott.ssa Roberta Cimaglia
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Buongiorno Cristina,
grazie per aver trovato il coraggio di scrivere e condividere la Sua esperienza, anche attraverso il peso della vergogna che sente. Posso immaginare quanto sia stato difficile aprirsi, e desidero dirLe che il Suo dolore e il Suo vissuto meritano tutta la nostra attenzione. Non ci sono problemi “veri” più o meno importanti di altri: ciò che Lei sente è autentico e significativo, ed è importante darle spazio per esplorarlo.
Le Sue parole dipingono una situazione complessa, fatta di radici profonde e nuovi adattamenti che sembrano averla progressivamente allontanata dal Suo Sé, da quella vitalità e curiosità che sente di aver perso. La nostalgia per ciò che aveva, il senso di isolamento nel presente e la difficoltà a trovare punti di connessione sembrano aver costruito intorno a Lei un muro che la soffoca.
In una psicoterapia relazionale, il primo passo sarebbe proprio quello di creare uno spazio sicuro in cui possa esplorare queste emozioni, dare loro un nome e una voce. Il lavoro terapeutico potrebbe aiutarLa a comprendere non solo come è arrivata a sentirsi in questa spirale, ma anche come costruire una nuova narrazione, un nuovo equilibrio tra il passato che ama e il presente che sembra grigio e inospitale.
La relazione terapeutica sarebbe uno strumento prezioso per riflettere su come le Sue relazioni – con il Suo compagno, con la Sua famiglia, ma anche con sé stessa – influenzino la Sua esperienza. Ad esempio, potremmo indagare insieme cosa rappresentano per Lei i due luoghi: il paese dove vive ora e la Sua città natale. Potrebbe esserci qualcosa, oltre alle difficoltà esterne, che La trattiene nel provare a costruire una nuova rete o una nuova appartenenza nel presente? O che la lega così profondamente a ciò che ha lasciato?
Al contempo, si potrebbero esplorare modi per riconnettersi con le Sue risorse interne, con quel desiderio di scoperta e quella curiosità che descrive come una parte importante di Lei. Non si tratta di forzarLa a cambiare o ad adattarsi, ma di sostenerLa nel trovare nuovi spazi di libertà, anche all’interno delle limitazioni attuali, e di coltivare ciò che può darle piacere, senso e vitalità.
Questa esplorazione non sarebbe un percorso immediato, ma passo dopo passo, potrebbe aiutarLa a sentire meno il peso della noia e della solitudine e a riconquistare quella fiducia in sé stessa e negli altri che oggi sente mancare.
Lei non è sbagliata. Sta vivendo una situazione difficile, e merita di essere accolta, compresa e sostenuta nel Suo desiderio di uscire da questa spirale.
Un caro saluto.
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Buongiorno Cristina, la sensazione di isolamento in un ambiente poco stimolante può davvero pesare molto sul benessere emotivo. La noia che descrive e i sintomi fisici che somatizza sono segnali importanti che il corpo e la mente le stanno inviando, chiedendo attenzione. Un percorso di Mindfulness effettuato con uno psicologo psicoterapeuta potrebbe aiutarla a riconnettersi con il presente, coltivando la consapevolezza delle proprie emozioni senza giudizio, e a sviluppare nuove strategie per affrontare la solitudine e la mancanza di stimoli. La invito a considerare piccoli passi concreti, magari iniziando con attività che possano stimolare la curiosità anche in questo nuovo contesto, senza fretta né pressioni. Saluti, dott.ssa Sandra Petralli

Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda

  • La tua domanda sarà pubblicata in modo anonimo.
  • Poni una domanda chiara, di argomento sanitario e sii conciso/a.
  • La domanda sarà rivolta a tutti gli specialisti presenti su questo sito, non a un dottore in particolare.
  • Questo servizio non sostituisce le cure mediche professionali fornite durante una visita specialistica. Se hai un problema o un'urgenza, recati dal tuo medico curante o in un Pronto Soccorso.
  • Non sono ammesse domande relative a casi dettagliati, richieste di una seconda opinione o suggerimenti in merito all'assunzione di farmaci e al loro dosaggio
  • Per ragioni mediche, non verranno pubblicate informazioni su quantità o dosi consigliate di medicinali.

Il testo è troppo corto. Deve contenere almeno __LIMIT__ caratteri.


Scegli il tipo di specialista a cui rivolgerti
Lo utilizzeremo per avvertirti della risposta. Non sarà pubblicato online.
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.