Buongiorno, il mio compagno è dipendente da cocaina da molti anni (ha quasi 40 anni, pare abbia comi

22 risposte
Buongiorno, il mio compagno è dipendente da cocaina da molti anni (ha quasi 40 anni, pare abbia cominciato verso i 13 anni). Lui di solito la utilizza tutti i giorni, alla sera, oltre a quello, si beve almeno una bottiglia di vino (rosso o bianco), o in alternativa 2 bottiglie di tennets, o 5 o 6 birre. Dice che così può dormire, ma poi non dorme fino a tarda notte. Io sono preoccupata perchè lo vedo sveglio tutte le notti, molte volte ha anche delle visioni, diventa paranoico e convinto che lo tradisco, soprattutto quando mischia alcool e cocaina. Oltretutto è asmatico e quindi utilizza cortisone tutti i giorni.
E' un pò di tempo che la situazione è diventata insostenibile, anche perchè non rimane lucido. Ho provato a dirgli di andare al Sert, ma lui ribatte che deve essere una cosa che deve fare da solo. Ho provato a parlare con la cognata, che ha riferito ai familiari. La madre gli ha consigliato una psicologa, che lui non ha mai chiamato. Secondo me dovrebbe chiudersi in comunità, ma ha due figli che sono stati collocati presso di lui, per cui la situazione diventa complicata anche per i bambini, che tante volte lo vedono in stato confusionale.
Io l'altra notte ho sbottato con lui e gli ho ripetuto apertamente che ho paura che gli succeda qualcosa. Che non posso non dormire tutte le notti, e che deve essere responsabile x i suoi figli almeno.
Ora mi ha lasciato dicendo che ho fatto la "sbirra" raccontando che tutte le sere si sfascia. Atteggiamento di chi è stato punto sul vivo, perchè non vuole aiuto da nessuno. A me dispiace perchè lui fondamentalmente è una buonissima persona, non so come aiutarlo, anche perchè non vorrei intervenissero gli assistenti sociali.
Grazie e mi scuso se mi sono dilungata.

Ad oggi abbiamo rotto, perchè ho racconta
Dott. Matteo Mossini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Parma
Buongionro, purtroppo è impossibile aiutare chi non vuole essere aiutato, anche per chi fa un lavoro come il nostro. In questo particolare caso entrano in gioco i meccanismi delle dipendenze ed il suo (ex?) compagno sembra non aver ancora sviluppato sufficiente consapevolezza rispetto al problema che ha, per cui non sembrerebbe avere particolare motivazione al cambiamento e tantomento alla messa in discussione.

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Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dr. Andrea Luca Bossi
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Arese
Buongiorno, Il suo ex compagno è diretto verso una traiettoria spiacevolmente scontata, di cui sta già dando abbondanti segnali, si chiama Psicosi indotta da sostanze. Nella mia esperienza con le dipendenze posso riferirle che su una cosa il suo ex compagno ha perfettamente ragione: deve decidere da solo. Le decisioni sovente arrivano a seguito di episodi di grave crisi in cui le persone affette da dipendenza crollano, e spesso devono essere ricoverate. Cerchi di non lasciarsi andare ad un inutile sconforto, non servirebbe a nulla e a nessuno, piuttosto si dovrebbe concentrare l'attenzione sulle vittime di turno, i figli. La convivenza con una persona in condizioni talmente croniche (lei ha parlato di uso di sostanze per 27 anni, quindi la condizione è cronica) può arrecare gravi danni allo sviluppo sia emotivo che cognitivo dei ragazzi (o addirittura bambini, non è chiaro) perciò l'intervento di un/una assistente sociale è fondamentale per rompere questa situazione che non può essere chiamata altrimenti se non patologica. Dia pure purtroppo per scontato l'insorgere di un momento di grave crisi, nella speranza che i figli siano in condizioni protette, perciò lontani dal padre. A fronte del sopraggiungere della crisi, se il suo ex riuscirà a sentire l'eco di quella "buonissima persona" che lei dichiara che era, allora avrà l'occasione di dimostrarlo, faccio i migliori auguri a tutti, soprattutto ai figli.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buongiorno,

Comprendendo profondamente la sua preoccupazione e il senso di impotenza che sta vivendo. La dipendenza da cocaina, associata all'abuso di alcol, può avere un impatto devastante non solo sulla persona che ne soffre, ma anche su chi le sta vicino, come lei ei suoi figli. La combinazione di sostanze che descrive, unita all'insonnia, alle visioni e ai comportamenti paranoici, indica una situazione che richiede un intervento tempestivo e professionale.

È comprensibile che il suo compagno resista all'idea di chiedere aiuto, perché il riconoscimento di un problema di dipendenza spesso porta con sé sentimenti di vergogna, paura o negazione. Tuttavia, il rischio per la sua salute fisica e mentale, così come per il benessere dei bambini, rende necessario affrontare la questione con determinazione e chiarezza.

L'idea di rivolgersi al SerD (Servizio per le Dipendenze) è un passo importante, ma se lui non è disposto a farlo autonomamente, potrebbe essere utile coinvolgere un professionista che possa aiutarla a capire come gestire la situazione, senza che si senta colpevole o minacciato. La dipendenza è una malattia complessa che richiede un approccio multidisciplinare, che può includere supporto psicologico, farmacologico e, in alcuni casi, l'ingresso in comunità terapeutiche.

Anche per lei, affrontare questo percorso con il supporto di uno psicologo potrebbe aiutarla a gestire le emozioni, i conflitti ea trovare strategie efficaci per affrontare le difficoltà relazionali.

Ritengo che in situazioni come questa sia fondamentale non affrontare tutto da soli. Rivolgersi a uno specialista potrebbe offrirle strumenti utili per comprendere meglio come muoversi e per proteggere anche la sua salute mentale ed emotiva.

Le consiglio di considerare l'opportunità di un confronto con un professionista che possa guidarla in questo momento complesso.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa






Dott. Daniela Recchia
Psicologo, Psicoterapeuta
Valmontone
buonasera, mi dispiace molto per la sua situazione, per questi casi esistono dei centri non residenziali ma che prendono in carico il paziente solo i fine settimana, mentre infrasettimanalmente ci sono incontri di gruppo o individuali, si potrebbe affiancare per lavorare sulla motivazione un lavoro psicologico a studio dove potrebbe venire lei insime al suo compagno.
le faccio tanti auguri
dott.ssa Daniela Recchia
Dott.ssa Ornella Prete
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gentile signora,
Purtroppo la dipendenza da sostanze psicotrope, è assolutamente un fattore che stravolge la vita, in questo caso mi sembra che ha provato a fare di tutto per aiutarlo a desistere, ma non basta anzi spesso è inutile. Il processo di uscita dall' uso deve avere una forte motivazione che chi usa non lo fa' per sé, ma dovrebbe la responsabilità genitoriale in questo caso essere la spinta. Dovete spingerlo ad una responsabilità verso I suoi figli che non possono assistere a simili visioni del padre. Purtroppo alle volte interventi bruschi risvegliano un "sentire"sopito o nascosto. Rivolgetevi a team di professionisti come i SerD o a professionisti esperti in tali percorsi che sa attivare reti di cura. Non si perda d'animo e fatevi aiutare come "caregiver" in questo momento per poter vedere che interventi attivare.
Dott.ssa Cristina Bernucci
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Psicologo
Velletri
Buongiorno,
grazie per aver condiviso la sua esperienza e le sue preoccupazioni. La situazione che descrive è estremamente complessa e carica di emozioni intense. Di seguito, alcune riflessioni che potrebbero aiutarla a comprendere meglio come affrontare questa difficile situazione.
Riflessioni sulla Situazione
Dipendenza e Comportamenti Associati: la dipendenza da cocaina e alcol del suo compagno, unita all'uso di cortisone per l'asma, crea una combinazione pericolosa che può avere gravi conseguenze sulla sua salute fisica e mentale. Le visioni e la paranoia che descrive sono sintomi preoccupanti che richiedono un intervento urgente.
Impatto sui bambini: la presenza di bambini in questa situazione aggiunge un ulteriore livello di complessità. È fondamentale considerare il loro benessere e la loro sicurezza, poiché vivere in un ambiente instabile e confuso può avere effetti negativi sul loro sviluppo emotivo e psicologico.
Necessità di supporto professionale: il rifiuto del suo compagno di cercare aiuto professionale è un ostacolo significativo. Tuttavia, è importante continuare a incoraggiarlo a cercare supporto, sottolineando che farlo non è un segno di debolezza, ma un passo necessario per migliorare la sua vita e quella dei suoi figli.
Strategie di Gestione
Coinvolgimento di professionisti: potrebbe essere utile cercare il supporto di un professionista della salute mentale specializzato in dipendenze. Anche se il suo compagno rifiuta di andare al Sert o di contattare una psicologa, lei potrebbe beneficiare di consulenze per capire come gestire la situazione e trovare strategie efficaci per incoraggiarlo a cercare aiuto.
Supporto familiare e sociale: coinvolgere altre persone di fiducia, come familiari o amici, può creare una rete di supporto che può aiutare a gestire la situazione. Avere un gruppo di persone che comprendono e sostengono può fare una grande differenza.
Protezione dei bambini: è essenziale garantire che i bambini siano protetti e che il loro benessere sia una priorità. Se la situazione diventa insostenibile, potrebbe essere necessario considerare l'intervento di assistenti sociali per garantire che i bambini siano al sicuro.
Autocura e benessere: si prenda cura di sé stessa, dedicando tempo alle attività che la fanno sentire bene e cercando supporto emotivo. Affrontare una situazione così stressante può essere estremamente difficile, e il suo benessere è altrettanto importante.
Conclusione
Affrontare questa situazione richiede tempo, pazienza e il giusto supporto. È importante continuare a cercare soluzioni e non perdere la speranza. Le auguro di trovare la serenità e la forza necessarie per affrontare questa situazione nel modo migliore per lei e per i suoi cari.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Elena Avanzi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Mestre
Buongiorno, capisco il suo disagio nell'affrontare tale situazione di dipendenza, che richiede interventi specialistici come il SERD e la volontà del suo ex compagno di uscirne. E' importante che lei stessa si prenda cura di quanto ha vissuto e sta provando attualmente. Un percorso di psicoterapia la può aiutare ad esplorare quali siano i motivi anche delle scelte compiute.
Dott.ssa Nadia Ermini
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Grottaferrata
buongiorno,
capisco la situazione complicata che sta vivendo, ma in tutto questo scenario mi chiedo, lei come sta? come si vive questa situazione? sta facendo qualcosa per se stessa?
sono esperta in disturbi da dipendenza e in genere ad una persona dipendente da sostanze si lega sempre una persona che a sua volta si sente in qualche modo legata "troppo" affettivamente.
inoltre in molti casi, queste persone riconoscono l'importanza di fare un percorso solo quando percepiscono che il contesto che li circonda sta crollando.

Dott. Eros Rossetti
Psicologo, Psicoterapeuta
Chivasso
Mi dispiace molto per la situazione che stai vivendo, ed è chiaro che stai affrontando una realtà complessa e dolorosa. Ti fornisco alcune riflessioni e indicazioni utili che potrebbero aiutarti a gestire questo momento difficile:

### 1. **Comprendere la dipendenza**
La dipendenza da cocaina, combinata con abuso di alcol, è una condizione medica seria e cronica che altera il comportamento, i pensieri e la percezione della realtà di chi ne soffre. Le paranoie, le visioni e l’atteggiamento difensivo del tuo compagno possono essere sintomi comuni della sua condizione, non solo scelte consapevoli.

### 2. **La sua responsabilità nel cercare aiuto**
È importante riconoscere che, per quanto tu voglia aiutarlo, il cambiamento deve partire da lui. Non è raro che chi soffre di dipendenze rifiuti aiuto o neghi il problema. Questo non significa che tu debba accettare passivamente la situazione, ma che la sua guarigione non può essere forzata da te o da altri.

### 3. **Proteggere te stessa e i bambini**
La tua preoccupazione per lui è ammirevole, ma è fondamentale che tu dia priorità alla tua sicurezza e a quella dei bambini coinvolti.

### 4. **Affidarti a professionisti**
Anche se il tuo compagno non vuole aiuto, tu puoi cercare supporto. Puoi rivolgerti al **SERT** (Servizio per le Dipendenze) della tua zona per ricevere consulenza specifica su come affrontare la situazione. I SERT possono fornire supporto non solo ai pazienti, ma anche ai familiari, offrendo strategie su come gestire relazioni difficili con persone dipendenti. Altrimenti ad un professionista che ti possa aiutare a riflettere sulla situazione per arrivare a comprendere quale sia la strada migliore per te.

### 5. **Valutare una comunità terapeutica**
Se lui accettasse, una comunità terapeutica sarebbe un’ottima soluzione, soprattutto considerata la lunga storia di dipendenza. Tuttavia, come hai sottolineato, ci sono implicazioni importanti per i figli. In questo caso, il supporto di assistenti sociali o mediatori familiari può essere determinante per creare un piano che tenga conto di tutti gli aspetti.

### 6. **Proteggere il tuo benessere**
Le situazioni di dipendenza spesso trascinano i partner in dinamiche di stress e ansia costanti. Considera di cercare uno spazio per te stessa, magari con uno psicoterapeuta o un gruppo di supporto per familiari di persone dipendenti

### 7. **Ripensare il concetto di "tradimento"**
Lui ha interpretato il tuo intervento come un tradimento, ma in realtà hai agito spinta dall'amore e dalla preoccupazione. Tuttavia, la sua reazione è comune nelle persone dipendenti, che spesso si sentono vulnerabili e in colpa. Non lasciare che il senso di colpa ti trattenga dall’agire in modo responsabile per il tuo bene e quello degli altri coinvolti.

### Conclusione
Purtroppo, non puoi salvare qualcuno che non vuole essere salvato. Il tuo compito principale ora è proteggere te stessa e i bambini, e cercare supporto professionale per gestire questa situazione nel modo più efficace possibile. La tua decisione di essere onesta con lui è un segnale di forza, anche se ora potrebbe sembrare difficile. Non sei sola: ci sono risorse, professionisti, istituzioni, associazioni e persone pronte ad aiutarti.

Dr. Fabio Ricardi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Nella tua lettera descrivi una situazione sicuramente difficile, perchè determinata da comportamenti di un'altra persona, che non sei tu! Quello che fa il tuo compagno dipende da sue scelte: tu puoi cercare di essere persuasiva con lui, e capisco che tu lo faccia, visto il legame affettivo che credo tu abbia con lui, ma non puoi "obbligarlo" a fare quello che sinora non ha voluto fare. Quello che tu riporti, e cioè che lui ti ha accusato di fare la "sbirra", mi fa immaginare che che la sua paura sia di farsi condizionare dagli altri, e che voglia a tutti i costi dipendere solo da sè ( anche se poi si comporta in un modo che è molo dannoso per lui ). Questo suggerisce che forse l'unica strada che lo possa portare a prendersi cura di sè sia il richiamo alle sue responsabilità e alla cosiderazione che, se lo vuole davvero, può scegliere un modo di vivere che sia migliore, per lui anzitutto!
Dott. Simone Festa
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Napoli
Buonasera, situazione piuttosto seria che lei non può gestire a sola, le raccomando di non intromettersi nel rapporto che lui ha con la droga perché questo non aiuterebbe, ma la farebbe passare solo come una ficcanaso. Se è nelle sue possibilità provi ad avere cura lei di questi due figli, e abbia in particolar modo cura di sé stessa. Mentre fa queste due cose si assicuri che lui la veda e ne prenda atto. Questo è l'atto terapeutico che le prescrivo.

Dott. Festa Simone
Dr. Michele Scala
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova
Buongiorno, capisco la tua preoccupazione e la difficoltà nel gestire una situazione così complessa. La dipendenza da sostanze come cocaina e alcool, specialmente in combinazione, è estremamente dannosa sia per la persona che per le relazioni familiari. Il fatto che tuo compagno rifiuti l’aiuto, nonostante le evidenti conseguenze negative sulla sua vita e quella dei suoi figli, rende la situazione ancora più difficile.

Se lui non è disposto a chiedere aiuto, l’approccio migliore potrebbe essere quello di fargli capire, senza giudicare, che l’unica via per migliorare la sua situazione è affrontare il problema con l’aiuto di professionisti. Purtroppo, se lui non riconosce il problema e non vuole intraprendere un percorso di disintossicazione, può essere difficile cambiarlo da fuori. L’intervento in comunità è una buona opzione, ma deve essere una sua decisione, altrimenti i risultati potrebbero non essere efficaci.

Nel frattempo, ti consiglio di cercare sostegno per te stessa, magari da un professionista o un gruppo di supporto per familiari di persone con dipendenze, che possa aiutarti a comprendere meglio come affrontare la situazione e a proteggere la tua salute mentale ed emotiva.

Riguardo ai bambini, la situazione è complicata, e può essere utile coinvolgere i servizi sociali per garantire che non siano esposti a situazioni pericolose. Non è un tradimento, ma una forma di protezione per il benessere dei minori.

Infine, continua a comunicare con lui con empatia e comprensione, ma rispetta anche i tuoi limiti per non perdere te stessa in questa relazione. La dipendenza è un problema che può richiedere tempo per essere affrontato, ma se la persona non è pronta a cambiare, è importante pensare anche alla propria sicurezza e serenità.
Dott.ssa Annesa Farinello
Psicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
Vicenza
Buona sera. Per queste problematiche di dipendenza da sostanze, che durano da lungo tempo (27 anni) la via che suggerisco è il ricovero in una comunità per tossicodipendenti, come lei ha perfettamente compreso. Risulta estremamente difficile (se non impossibile) arrivare a gestire queste problematiche da soli. Questa scelta deve essere compiuta per lui stesso, per i figli e per lei stessa. Ogni situazione di abuso di sostanza è potenzialmente connessa a situazioni di perdita del controllo che possono causare danno alla famiglia e all'ambiente relazionale nel suo complesso. Deve spiegare, con calma, facendosi aiutare dalle persone più vicine e più care al suo compagno, che non vi sono alternative a curarsi un problema così grave e potenzialmente distruttivo per tutti. Il compagno deve capire che ha più rischi nel non curarsi, rispetto al "curarsi" anche e soprattutto in relazione ai figli. Le auguro davvero un felice anno, mi faccia sapere.
Dott.ssa Giada Di Veroli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, situazione molto difficile poiché è difficile aiutare chi non riesce a farsi aiutare. Quindi il punto di partenza dovrebbe essere la consapevolezza del suo compagno. Mi pare mancare questo aspetto. Credo che lei si stia scontrando con un profondo sentimento di impotenza. Mi domando se per lei intanto, provare a parlare con uno specialista potrebbe essere utile, quando meno per aiutarla a fare chiarezza sulla vostra relazione e su come, eventualmente, poterla portare avanti. Cordialmente, Giada di veroli
Dott.ssa Laura Spagnolo
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Salerno
Sei davanti ad una situazione che non si risolve da sola. Non mi sembra che il tuo compagno abbia l’intenzione di risolverla. Forse pensa di non esserne in grado. Resta il fatto che i suoi figli porteranno per sempre il segno di quello che stanno vivendo e occorre urgentemente metterli al riparo. Perché questo sia, le strade sono due: o vengono affidati ad altri (e non vedo perché i servizi dovrebbero essere la soluzione peggiore), o lui mette le condizioni per tenerli con sé al sicuro. Ci sono comunità che prevedono il riavvicinamento dei figli: San Patrignano, ad esempio, dispone di nidi, scuole, attività di alto livello per i figli degli ospiti che dimostrano di voler completare il programma fino in fondo, magari proprio per amore dei figli. Credo, tuttavia, che il primo passo sia quello di riconoscere che lui ha un problema che lo porta ad offuscare tutta la bellezza della persona che sicuramente è e che potrebbe trasmettere sia a lei che ai figli; il secondo passo credo sia quello di decidere di risorgere. Per il resto, tutto è possibile, ma a partire dalla sua volontà. Ti direi di non restare inerme altrimenti saresti complice della devastazione che la droga porterebbe a te e ai suoi figli oltre che a lui stesso.
Mi viene ora in mente che esiste una possibilità di liberarsi dalla dipendenza dalla cocaina usando un sistema chiamato TMS, che agisce sul cervello e allontana il “craving”, la voglia. Data l’età d’inizio dell’uso, il sistema non sarebbe certamente risolutivo senza una psicoterapia ma darebbe almeno il tempo di praticarla. Non ti sarà difficile recuperare notizie e numeri di telefono, né trovare persone o servizi che ti aiutino in questa difficilissima impresa.
Ti abbraccio
Dott. Marco Di Campli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Verona
Buongiorno,

La tua preoccupazione è più che comprensibile, e hai dimostrato grande coraggio nell'affrontare una situazione così complessa. La dipendenza da cocaina e alcool, unita alla responsabilità dei figli e al rifiuto di aiuto, crea una rete di sofferenza che coinvolge tutti: lui, te e soprattutto i bambini.

È importante sottolineare che non sei responsabile della sua guarigione, così come non puoi forzarlo a chiedere aiuto. La dipendenza è un problema che richiede un'assunzione di responsabilità personale, ma anche un sistema di supporto adeguato, spesso professionale.

Il tuo timore per un intervento dei servizi sociali è comprensibile, ma il loro scopo è garantire la sicurezza dei bambini e offrire supporto, non punire. A volte, un intervento esterno può essere un punto di svolta.

Ti invito a riflettere anche su di te: quanto puoi reggere ancora questa situazione senza che ti consumi? Non sei egoista se scegli di proteggere la tua salute fisica ed emotiva. Un percorso psicologico, magari con un approccio interazionista, potrebbe offrirti uno spazio per esplorare come gestire il tuo ruolo in questa dinamica e comprendere fino a dove puoi spingerti per aiutare, senza sacrificare te stessa.

Marco Di Campli, psicologo psicoterapeuta
Dott.ssa Caterina Testa
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Salve, ho lavorato tanti anni con le dipendenze patologiche e purtroppo ci sono molte storie che vanno così. Ci vuole molto tempo per le persone per rendersi conto che hanno bisogno di aiuto e che alle volte l'unico modo è quello fare un programma di comunità. Se lei fosse nel territorio di Roma potrei darle il contatto di una struttura dove è possibile accedere intanto ad una fase di prima accoglienza diurna che magari lo può aiutare a orientarsi nella scelta e così capire quello che gli sta succedendo. Per quanto riguarda lei, sta già facendo tutto il possibile, cerchi sempre il sostegno della sua rete famigliare, è importante che lei non stia da sola ad affrontarlo per una questione di sicurezza personale. Ma ovviamente è importante fare squadra tutti insieme per non abbandonarlo. Un'altro consiglio che mi permetto di darle è quello di non rivolgere ad un professionista privato, ma sempre a strutture. Anche io nonostante più di 10 anni di esperienza sul campo trovo più saggio un lavoro di equipe quando il soggetto è ancora così attivo nelle condotte di abuso. in bocca al lupo
Dott.ssa Simona Marzano
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Mi dispiace molto sentire della difficile situazione che stai vivendo. La dipendenza da sostanze, come la cocaina e l'alcol, è un problema complesso che coinvolge molti aspetti psicologici, emotivi e fisici. Comprendo che tu voglia aiutarlo, ma è altrettanto importante che tu non ti perda nel cercare di salvare una persona che non è ancora pronta a farsi aiutare.

Il comportamento del tuo compagno, come la paranoia, le visioni e la negazione del problema, è purtroppo comune in chi lotta con la dipendenza. La combinazione di cocaina, alcol, e l’uso quotidiano di cortisone può essere estremamente dannosa per la salute, e potrebbe avere un impatto negativo sul suo comportamento e sulla sua capacità di ragionare lucidamente.

Tuttavia, sebbene tu stia cercando di aiutarlo, è fondamentale ricordare che la decisione di cercare aiuto deve venire da lui. L’intervento di una persona cara può avere un impatto positivo, ma solo se la persona dipendente è pronta a riconoscere la necessità di cambiare. La tua preoccupazione per lui e per i suoi figli è del tutto legittima, ma è altrettanto importante considerare anche la tua salute e benessere.
In ogni caso, è importante che tu non ti senta responsabile per il comportamento del tuo compagno. La dipendenza è una malattia che richiede l’aiuto di professionisti, e tu meriti di vivere una vita serena, anche se questo implica prendere delle decisioni difficili.

Se hai bisogno di parlare con qualcuno o avere supporto psicologico, non esitare a cercarlo, sia per te che per i bambini coinvolti.
Dott.ssa Jasmine Scioscia
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
Buonasera cara utente, mi spiace molto per la situazione che vive e forse per la frustrazione che sente ma credo che non possa fare molto per il suo ex compagno perché non vuole fasi aiutare . Purtroppo le persone che hanno dipendenze sono cosI ,io ho lavorato in un SerT ed e parecchio difficile che seguano una terapia, comunque sia non potrebbe dipendere da lei. Su questo non può aiutarlo di più di quanto ha già fatto secondo me. Per lei com'è viversi tutto questo? cerchi di dare un senso di questa relazione a se stessa per mettere e definire dei confini tra lei e il suo ex.
In bocca al lupo, resto comunque a disposizione in caso necessiti. Buona serata Dr. Jasmine Scioscia
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Buongiorno,

le problematiche di dipendenza da alcol e droghe possono esser trattate chiedendo aiuto ai SERT/D. Sono servizi di competenza che garantiscono una assistenza sanitaria completa al paziente. Lei non può convincere il suo compagno a curarsi, è una situazione come spesso accade in questi casi molto complessa. Vista la situazione, il rischio è che perda di vista se stessa; in questi casi la possibilità di ammalarsi è molto alta. Pensi ad un supporto psicologico, potrebbe restituirle maggior lucidità e comprendere cosa sia giusto anche per lei.

Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buonasera, purtroppo non è insolito sapere di storie simili. Chi soffre di dipendenza ha sicuramente necessità impellente di un aiuto professionale. Se lui è il primo a negarlo a se stesso non c'è altro da fare, oltre quello che ha fatto, per aiutarlo. Spero che i figli siano rimasti con lei e le suggerisco di chiedere un aiuto per sé al sert. Potrebbero darle suggerimenti legali e professionali su come indirizzarlo ad una comunità.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi

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