Buongiorno dottori volevo chiedere in cosa consiste il trattamento con Neurofeedback durante la psic

Buongiorno dottori volevo chiedere in cosa consiste il trattamento con Neurofeedback durante la psicoterapia cognitivo comportamentale. Cos'è e come funziona il Neurofeedback? Grazie

25 risposte


Sostanzialmente si abbina alla classica tecnica psicoterapia basata sul linguaggio, quindi colloqui in cui si analizza la correlazione tra Pensieri-Comportamenti-Emozioni, o in cui si fanno degli esercizi di tipo comportamentale, sia in terapia che fuori, anche una sorta di monitoraggio. Il neurofeedback deriva dal.biofeedback e attraverso un monitor il pz vede come si modifica la conduttanza o il battito cardiaco a seconda del pensiero e dell'emozione associata. Viceversa rilassando la respirazione si apprezzano i miglioramenti sullo stato d'animo

Ottieni una risposta grazie al consulto online

Hai bisogno del consiglio di uno specialista? Prenota un consulto online: riceverai tutte le risposte senza uscire di casa.


Serve a capire meglio l'attivazione del suo corpo attraverso dei rilevamenti fisiologici (conduttanza cutanea, battito, ecc) in associazione con determinati pensieri o emozioni dott Tealdi


Buongiorno. Il Neurofeedback è uno strumento che consente di monitorare le onde cerebrali per avere un rapido riscontro dell'arousal del soggetto (nei termini di eccitazione/rilassamento). Tramite un training apposito è possibile imparare a modulare l'andamento di tali onde, e di conseguenza, di esercitare un controllo volontario sullo stato di agitazione, attenzione, rilassamento. E' un derivato del biofeedback (che fa la stessa cosa, ma con i segnali corporei quali temperatura, conduttanza cutanea, battito cardiaco, frequenza respiratoria, ecc...). Di fatto, lo strumento di per sé è un semplice "termometro" che misura uno stato di attivazione. A seconda di come viene utilizzato, consente diverse possibilità. Nel caso della Sua domanda specifica, potrebbe essere utilizzato per darle un rimando (un feedback, per l'appunto) sul Suo stato fisiologico di attivazione (e quindi in un certo senso di ansia!) e consentirLe una rapida presa di consapevolezza di segnali corporei che, a volte, non sentiamo o non riconosciamo. In altre parole, Le consentirebbe da un lato di abbassare l'attivazione fisiologica, tenendo sotto controllo l'ansia, e dall'altro un migliore riconoscimento della stessa quando essa compare. Tutte queste modalità devono essere ricondotte e finalizzate all'obiettivo della terapia, che è variabile di volta in volta. Lo strumento, come tale, è valido e utile ma solo se declinato nello specifico senso tecnico e teorico del percorso terapeutico concordato con il professionista. Cordialmente, DMP


Salve, come detto dai colleghi che mi precedono il Neurofeedback è una tecnica che può essere utilizzata in psicoterapia soprattutto in casi di depressione o disturbo post-traumatico. Grazie a questa tecnica di rilassamento psico-fisico il pensiero diventa più lucido e sarà quindi possibile avvicinarsi tematiche ad impatto emotivo più profondo. Ci tengo però a sottolineare che per un benessere duraturo è necessario comunque un percorso di psicoterapia strutturato che favorisca una maggiore consapevolezza di se, una modalità differente di ascolto, comprensione, riconoscimento emotivo dell’esperienza traumatica e promuovere un senso di maggiore sicurezza. Spero di esserle stata di aiuto con questa risposta. Cordialmente Dott.ssa Elisa Taverniti


E' una metodologia utilizzata soprattutto nell'approccio cognitivo comportamentale che combina le conoscenze di Neuroscienze con la tecnologia digitale studiata per riportare il cervello al suo equilibrio di funzionamento naturale quando, per vari motivi, funziona in modo non più equilibrato e adattivo. Può essere utilizzato per risolvere alcuni disturbi come l'ansia, la depressione, i disturbi dell'attenzione con o senza impulsività, il Disturbo Post Traumatico da Stress, i comportamenti di dipendenza, le cefalee e le emicranie, il disturbo del sonno e molto altro. E' molto efficace anche per raggiungere la performance cognitiva o sportiva di alto livello, una maggiore stabilità emotiva e in generale una migliore qualità di vita. Valuti anche altri tipi di approcci, anche quelli più profondi come quelli psicodinamici che permettono l'elaborazione delle cause del sintomo. Buona sera Omar Vitali


Sono d'accordo con i colleghi che mi precedono per quanto riguarda l'efficacia e l'utilità del neurofeedback per curare molti disturbi psicologici, circuiti emozionali problematici, disturbi post-traumatici da stress,ecc Ci sono molti strumenti terapeutici e orientamenti che ,a seconda del caso ,possono essere più o meno indicati. Piuttosto è bene valutare anche le tecniche psicodinamiche che considerano il sintomo come tale e quindi vanno alla ricerca di ciò che lo ha determinato e del suo significato. Questo perché ogni sintomo è un messaggio. Cordialmente Enza Marangella

Dott.ssa Enza Marangella

Dott.ssa Enza Marangella

psicoterapeuta

Trebaseleghe

Prenota visita

Il neurofeedback e il biofeedback sono tecniche non invasive che consentono di allenare l’organismo ad essere più efficiente sul controllo delle prestazioni, della salute e del benessere. Durante una seduta di Neurofeedback il paziente è seduto su una poltrona , per favorire il rilassamento, davanti a un computer. Il terapeuta posiziona sulla sua testa alcuni elettrodi per rilevare l’attività cerebrale e, nel caso di una seduta di biofeedback, altri rilevatori di indicatori corporei (battito del cuore, muscoli, risposta galvanica della pelle). Elettrodi e rilevatori corporei trasmettono il segnale al computer e la persona può vedere le proprie onde cerebrali, o gli altri indicatori corporei. Il biofeedback permette al paziente di apprendere e controllare i propri parametri corporali in modo che il paziente stesso possa modificare il comportamento muscolare distonico o dolorante, o controllare il ritmo cardiaco, la sudorazione e il ritmo respiratorio. La persona impara progressivamente a modulare la propria attività cerebrale sotto la guida del computer. Lo psicoterapeuta contribuisce a sostenere la motivazione del paziente, verificando i progressi e modulando il training in base ai risultati raggiunti. La tecnica del NeuroBioFeedback (NBF) può essere utilizzata sia con adulti che con bambini, per risolvere problemi, per potenziare il proprio stato psico-fisico e le proprie capacità. Consiglio un approfondimento anche per il trattamento EMDR che studi psicofiosiologici e neurobiologici hanno evidenziato avere una altissima efficacia, dimostrando un calo dell’iperattivazione, significativi cambiamenti corticali, attivazione limbica e incremento del volume ippocampale. Tutto questo contribuisce all’elaborazione del trauma alla base del disturbo manifestato e quindi alla risoluzione dei sintomi. Cordialmente dott.ssa Tiziana Guidi


I midi colleghi hanno già illustrato il procedimento del neurofeedback. Aggiungerei che in abbinamento ad una psicoterapia pia il risultato è sicuramente più importante, in particolare se abbinato a tecniche che vadano a chiarire pensieri disfunzionali e strategie per farvi fronte. Buon lavoro Dr. Maria Elena Cinti


Buongiorno, Il neurofeedback é una tecnica assolutamente non invasiva utilizzata solitamente per l'ADHD, tuttavia consiglio sempre di non ancorarsi a tecniche ma concordare un piano terapeutico che eventualmente la includa.


Il neurofeedback è un tecnica derivata dal Biofeedback (ad es. MindLAB Set) che si propone di intervenire a livello cognitivo tramite le informazioni derivanti dall'elettroencefalogramma (EEG), fornendo un "feedback" in tempo reale dei processi elettroneurofisiologici e provando a modularli. Quando la modificazione avviene nella "direzione" voluta, il soggetto viene "rinforzato positivamente".


Buongiorno, il trattamento neurofeedback si basa sui medesimi processi alla base del Biofeedback, questa tecnica ha come obiettivo quello di aumentare la consapevolezza della persona dei propri processi fisiologici fornendo un rimando, ovvero un feedback, attraverso uno stimolo sonoro o visivo. Viene spesso usata nel trattamento delle fobie e dell'ansia, oltre a protocolli sullo stress. Per alcuni pazienti può essere difficile ad esempio entrare in uno stato di rilassamento oppure riferiscono di riuscirci ma attraverso il feedback si può notare come il loro corpo sia molto attivato. Il neurofeedback si basa principalmente sull'elettroencefalogramma ma esistono strumentazioni più fruibili anche dal singolo come quelle che si basano sulla conduttanza cutanea, in questo caso si fa riferimento al biofeedback.


Buongiorno, Il neurofeedback è una procedura non invasiva che viene utilizzata soprattutto in ambito psicoterapico, principalmente nel trattamento di: depressione, disturbi d’ansia, disturbo da stress post traumatico (DSPT), disturbo ossessivo-compulsivo, disturbi di personalità, dipendenze ed altre problematiche emotive. Serve principalmente al paziente per capire, in base alle reazioni del proprio corpo, quali strategie adottate funzionano meglio nella regolazione dei suoi stati emotivi (es. come incide la respirazione sul mio stato di ansia?). Il neurofeedback dà evidenza dei cambiamenti a livello neurale a seguito dell'applicazione di alcune strategie, piuttosto che altre e rinforza quindi le strategie vincenti per il paziente.


Buongiorno, è molto semplice. Oltre alla classica tecnica psicoterapia basata sui colloqui, si eseguono in modo controllato degli esercizi che sono monitorabili attraverso uno schermo. L'utilità di questa tecnica è di far vedere al paziente ogni suo cambiamento (in termini di battito cardiaco e altri valori) per infondergli coraggio e fiducia nella sua possibilità di cambiare.

Dr. Argo Penovi

Dr. Argo Penovi

psicoterapeuta

Civita Castellana

Prenota visita

Buonasera! Il neurofeedback è uno strumento che analizza l'attività elettrica del cervello, non è invasivo e non fa male. Vengono apposti degli elettrodi per elettroencefalogramma e si aiuta il paziente a controllare le reazioni agli stimoli.

Dott.ssa Valeria Randisi

Dott.ssa Valeria Randisi

psicologo

Casalecchio di Reno

Prenota visita

Si tratta di una metodologia non invasiva ed indolore che permette di dare informazioni al cervello sul proprio funzionamento in modo da potersi autoregolare e ottimizzare la propria attività. La tecnica si basa sui principi della neuroplasticità e dell'omeostasi dinamica secondo cui il cervello è sempre alla ricerca delle condizioni ottimali di equilibrio. A qualsiasi età e in qualunque condizione psicofisica, il cervello può ritrovare stabilità ed efficienza che possono essere state compromesse a causa di un trauma psico-fisico.


Buongiorno, il biofeedback è una tecnica che può venire in aiuto alle persone che mostrano un’iperattività a situazioni stressanti o comunque un pattern di attivazione anormale che può creare problemi o causare l’aggravamento di disturbi fisici o psicologici già presenti. Lo scopo del biofeedback è quello di aumentare il controllo volontario sulle reazioni del proprio organismo e di portare in equilibrio i sistemi di risposta fisiologica che mostrano un’alterazione. In altre parole, coloro i quali rispondono agli eventi stressanti con un’attivazione eccessiva utilizzeranno il biofeedback per ridurre l’attivazione del sistema simpatico e incrementare l’attivazione del sistema parasimpatico. Viceversa, le persone che rispondono agli stress con una risposta parasimpatica apprenderanno a ridurre quest’ultima e a controbilanciarla incrementando al contempo l’attività del sistema nervoso simpatico. il biofeedback non è altro che un’ informazione biologica di ritorno, ottenuta attraverso specifiche apparecchiature di registrazione. L’idea dell’informazione biologica di ritorno è la stessa di quando misuriamo il nostro peso su una bilancia. Anche in questo caso, infatti, ci affidiamo ad uno strumento che è capace non solo di quantificare il nostro peso, ma di mostrarci il risultato restituendoci un’informazione che rappresenta una sorta di fotografia istantanea del nostro peso corporeo attuale. L’elemento fondamentale da cui partire per imparare ad esercitare una qualche forma di controllo è proprio il feedback, cioè l’informazione restituita dallo strumento. Il processo di apprendimento e consapevolezza è infatti reso possibile dal monitoraggio momento per momento degli effetti somatici prodotti dai pensieri e dalle emozioni. I parametri fisiologici specifici più comunemente considerati comprendono: La frequenza cardiaca; La temperatura cutanea; La tensione muscolare; La risposta psicogalvanica. Le apparecchiature utilizzate invece consistono sostanzialmente in: elettrodi di registrazione; strumento di elaborazione dei segnali; monitor per la visualizzazione e il monitoraggio dei parametri. Molto efficace se usato anche nell'ambito della ipnoterapia. Un cordiale saluto Antonella


Con il termine Neurofeedback (da neuro = sistema nervoso, e feedback = ritorno/retroazione) si indica un sistema di trattamento psicologico non invasivo, cioè che evita l’introduzione di strumenti all’interno del corpo, atto a promuovere la crescita ed il cambiamento a livello delle cellule cerebrali attraverso un sistema di retroazione, mediato dall’utilizzo di un computer e basato su programmi di rinforzo costituiti da protocolli teoricamente fondati e scientificamente validati. L’apparecchiatura consiste fondamentalmente in due o più elettrodi che vengono applicati allo scalpo dopo aver apposto un gel conduttore, collegati ad un hardware in grado di discriminare le principali frequenze d’onda dell’Elettroencefalogramma (EEG) e trasmetterle ad uno schermo (solitamente un computer); sul monitor è quindi possibile osservare quasi in tempo reale (feedback visivo) la propria attività cerebrale sotto forma di un grafico che rappresenta le diverse bande di frequenza d’onda. Grazie alle indicazioni del terapeuta, che propone programmi di allenamento individualizzati basati sui princìpi del paradigma comportamentista del “condizionamento operante” (Skinner B. F., 1954), è possibile condizionare tale attività elettrica verso una direzione desiderata, ottenendo nel corso delle sedute una graduale modificazione degli stati emotivi, di alcuni impulsi ad agire, di alcune funzioni cognitive, apprendendo nel corso delle sedute come raggiungere e mantenere i cambiamenti funzionali desiderati.

Dott.ssa Enza Pecora

Dott.ssa Enza Pecora

psicoterapeuta

Reggio Calabria

Prenota visita

Buongiorno, Il neurofeedback è una tecnica di trattamento psicologico per mezzo della quale si può imparare a modificare l’ampiezza e la frequenza delle onde elettrofisiologiche del nostro cervello. Nella terapia con neurofeedback si visualizza in tempo reale, su un monitor di un computer, la propria attività elettroencefalografica. Lo strumento consente al paziente di educare il proprio cervello a produrre onde cerebrali in specifiche ampiezze e posizioni, tanto da divenire capace di rieducare se stesso, fino a raggiungere il pattern di attività desiderato. Lo scopo del training di neurofeedback è quello di insegnare al paziente come percepire specifici stati di attivazione corticale, valutabili attraverso specifici stati emotivi o sensazioni, controllandoli volontariamente. In seguito al training, il paziente diventa consapevole dei differenti stati EEG, lentamente diventa capace di produrli quando richiesto o durante la giornata. Molti studi e ricerche sul neurofeedback hanno evidenziato l’efficacia nel trattamento di numerose condizioni cliniche, come: l’ADHD, l’epilessia, l’ansia, la depressione, la fibromialgia, i disturbi del sonno, il disturbo ossessivo-compulsivo, la sindrome da affaticamento cronico, la sindrome di Tourette, cefalee, emicranie, per l’aumento delle prestazioni sportive, per migliorare la memoria,… Il neurofeedback si caratterizza per essere una valida alternativa all’intervento farmacologico, poiché è in grado di modificare le connessioni tra le cellule cerebrali senza un intervento di tipo biochimico. Il paziente viene fatto accomodare su una poltrona, davanti a un computer. L’attività cerebrale viene quindi convertita sullo schermo in segnali acustici e visivi di facile comprensione per la persona. In questo modo il paziente vede in tempo reale l’andamento della propria attività cerebrale e può modificarla volontariamente.

Dott.ssa Lidie Cornetti

Dott.ssa Lidie Cornetti

psicologo

Montecchio Emilia

Prenota visita

Salve, è uno strumento che analizza l'attività elettrica del cervello. Da chi le è stato consigliato? E come mai ne sente il bisogno? Buona giornata. Dott. Fiori


Si tratta di misurare le variazioni fisiologiche dell'individiuo in base ai pensieri che fa. Un saluto, MMM


Buonasera, il neurofeedback è una tecnica che accompagna e guida il paziente verso un funzionamento cerebrale dal punto di vista emotivo, cognitivo e comportamentale più performante e armonioso. Si tratta di una una soluzione sicura e non invasiva che può essere utilizzata per terapia o per potenziamento.


Buongiorno, Il neurofeedback è uno strumento attraverso il quale si allena la persona a regolare l’attività cerebrale in modo consapevole, grazie a un feedback in tempo reale basato sull’EEG. Si usa in ambito psicologico, in particolare nella psicoterapia cognitivo-comportamentale di solito come supporto integrativo alla psicoterapia. Non è invasivo ma può essere praticato solo da professionisti qualificati (psicologi, psicoterapeuti o medici) con una formazione specifica. Le applicazioni più efficaci e supportate riguardano l’ADHD ma si mostra utile anche nel trattamento di ansia, insonnia, depressione e stress.


Buongiorno, il Neurofeedback è uno strumento di allenamento cerebrale che può affiancare un percorso psicoterapeutico (quest'ultimo effettuato, ad esempio, tramite terapia cognitivo comportamentale). Funziona attraverso sensori che registrano l'attività elettrica del cervello, tipicamente tramite elettroencefalogramma. Questa attività viene tradotta in segnali visivi o sonori: un'immagine su schermo che diventa videogioco, oppure anche solo un suono piacevole. Quando il cervello produce onde associate a stati desiderabili, ad esempio concentrazione o calma, riceve un "feedback" positivo. Il sistema nervoso ha quindi un riscontro che può essergli utile per allenarsi a riprodurre quegli stati in modo più spontaneo. La psicoterapia cognitivo comportamentale è invece una tecnica terapeutica vera e propria, che può essere molto bene abbinata al Neurofeedback per diversi tipi di disturbo.


Gentile utente, il Neurofeedback è una sorta di "palestra per il cervello" che si integra perfettamente con la terapia cognitivo-comportamentale. In parole semplici, è una tecnica che permette di visualizzare in tempo reale la propria attività cerebrale per imparare a regolarla. In pratica vengono applicati dei piccoli sensori sulla testa (completamente indolori) che leggono le onde prodotte dal cervello. Queste onde vengono trasmesse a un computer e trasformate in un'immagine o in un videogioco. Quando il suo cervello produce onde associate alla calma o alla concentrazione, il gioco prosegue o riceve un premio visivo; se invece subentra l'ansia o la distrazione, il gioco si ferma. Può essere utile perchè permette di allenare il sistema nervoso a restare calmo. È come avere uno specchio che le mostra quando il suo cervello è sotto stress, aiutandola a "imparare la strada" per tornare a uno stato di benessere in modo autonomo e duraturo. È particolarmente efficace per chi soffre di ansia, insonnia o difficoltà di concentrazione. Il mio suggerimento è quello di rivolgersi ad un centro/un professionista che utilizza il Neurofeedback nella pratica clinica quotidiana. Spero di esserle stata d'aiuto, Un cordiale saluto Dott.ssa Camilla Deghi


Gentile utente, il Neurofeedback è una tecnica di allenamento dell’attività cerebrale che può essere utilizzata come supporto ad alcuni percorsi psicologici, tra cui anche la terapia cognitivo-comportamentale (TCC), anche se non fa parte del protocollo standard della TCC e la sua utilità può variare in base al problema trattato e alla persona. In pratica, durante una seduta vengono applicati dei sensori sul cuoio capelluto che registrano l’attività elettrica del cervello (elettroencefalogramma, EEG). I sensori non inviano corrente o stimoli al cervello: servono solo a rilevare alcuni parametri dell’attività cerebrale. La persona riceve un “feedback” in tempo reale, spesso attraverso immagini, suoni o un semplice gioco al computer. Quando il cervello raggiunge determinati schemi di attività che si stanno allenando, il sistema fornisce un rinforzo positivo. L’obiettivo è favorire una maggiore capacità di autoregolazione di alcuni stati attentivi o di attivazione. Nell’ambito della psicoterapia cognitivo-comportamentale può essere proposto, ad esempio, come integrazione per alcune difficoltà legate a: -ansia eccessiva e difficoltà di regolazione dello stress; -problemi attentivi; -gestione dell’attivazione emotiva; -alcuni disturbi specifici, quando indicato dal professionista. È importante però considerarlo come un possibile strumento aggiuntivo, non come una sostituzione della psicoterapia. Nella TCC il lavoro principale rimane quello sui pensieri, sulle emozioni, sui comportamenti e sulle modalità con cui la persona affronta le situazioni problematiche. Prima di iniziare un trattamento con Neurofeedback è consigliabile chiedere al terapeuta quali siano gli obiettivi specifici, quale tipo di Neurofeedback venga utilizzato, perché sia stato scelto nel suo caso e come verranno valutati i progressi. Un cordiale saluto. Dott. Michele Basigli Perugia

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.