Buongiorno dottori..sono fidanzata da quasi 2 anni, premetto che abbiamo 20 anni circa di differenza
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Buongiorno dottori..sono fidanzata da quasi 2 anni, premetto che abbiamo 20 anni circa di differenza d'età (io 26), purtroppo mi sta capitando da un pò di non capire più cosa voglio, non so se voglio ancora lui o meno, se provo ancora le stesse cose, io sono una persona che ha paura di fidarsi, quindi tendo a farmi tante paranoie su quello che può fare l'altra persona, a chi scrive e se scrive ad altre, o a chi guarda o meno(forse anche per qualcosa che avevo visto e magari ci sono rimasta un pò che non mi aspettavo quindi ancora di più tendo a credere poco e pensare chissà cosa può fare)..poi l'altro problema principale è l'età.. all'inizio forse ci pensavo poco, poi andando avanti soprattutto in questo periodo tendo a pensarci sempre di più, mi mette a disagio il giudizio degli altri, quello che possono pensare, perché so che può non essere visto bene il fatto di una ragazza con un uomo più grande, quindi questo mi fa vivere male la relazione..dall'altra parte ho "paura" di chiudere con lui perché so che ci starebbe male e me l'ha detto, e io non saprei come fare e non so che fare..
Buongiorno, molto probabilmente sta evolvendo e si sta chiedendo se varie cose della sua vita possono essere ancora affini a lei o deve necessariamente lasciarle andare… si ascolti..rappresenta la miglior cura ed anche il tempo.. le consiglio altresì anche un percorso psicoterapeutico con un collega.
Cordiali saluti.
Dottoressa Versari Debora.
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Avete mai provato a parlare insieme di queste sue preoccupazioni legate all’età? Vi siete mai confrontati sul futuro? È importante comunicare con il proprio partner, anche all’interno di un percorso psicologico di coppia o individuale.
Gentile paziente,quello che stai vivendo è molto più comune di quanto pensi, anche se può farti sentire sola e confusa.Stai attraversando una fase di consapevolezza crescente, in cui cominci a porti domande profonde: su ciò che provi, su quanto ti senti libera nella relazione, su quanto il contesto esterno influenzi il tuo vissuto. E questa non è debolezza, ma un segnale che stai cercando di capire chi sei oggi – e non chi eri all’inizio della storia.
La differenza d’età, che all’inizio sembrava meno rilevante, ora sembra toccare corde più intime, legate al giudizio degli altri, ma forse anche al timore che i vostri bisogni evolutivi possano divergere. È normale che emergano insicurezze, soprattutto se senti di non poterti fidare del tutto, o se qualche episodio passato ha minato la fiducia.
Allo stesso tempo, tenerti in una relazione solo per paura che l’altro stia male ti mette in una posizione molto faticosa. L'amore non dovrebbe nascere dal senso di colpa, ma da un desiderio autentico di condivisione. E non c'è colpa nell’avere dubbi o nel volerci vedere chiaro, anche se l’altro ci vuole bene.
Forse un piccolo percorso con uno psicologo potrebbe aiutarti a fare chiarezza dentro di te, senza fretta e senza giudizio, per comprendere cosa desideri davvero da una relazione e da te stessa.Ricorda: non devi avere tutte le risposte subito. Ma meriti di vivere una relazione in cui sentirti libera, serena e coerente con chi sei davvero.
Un caro saluto
La differenza d’età, che all’inizio sembrava meno rilevante, ora sembra toccare corde più intime, legate al giudizio degli altri, ma forse anche al timore che i vostri bisogni evolutivi possano divergere. È normale che emergano insicurezze, soprattutto se senti di non poterti fidare del tutto, o se qualche episodio passato ha minato la fiducia.
Allo stesso tempo, tenerti in una relazione solo per paura che l’altro stia male ti mette in una posizione molto faticosa. L'amore non dovrebbe nascere dal senso di colpa, ma da un desiderio autentico di condivisione. E non c'è colpa nell’avere dubbi o nel volerci vedere chiaro, anche se l’altro ci vuole bene.
Forse un piccolo percorso con uno psicologo potrebbe aiutarti a fare chiarezza dentro di te, senza fretta e senza giudizio, per comprendere cosa desideri davvero da una relazione e da te stessa.Ricorda: non devi avere tutte le risposte subito. Ma meriti di vivere una relazione in cui sentirti libera, serena e coerente con chi sei davvero.
Un caro saluto
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè capisco quanto questa situazione possa impattare sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale innanzitutto che lei faccia chiarezza circa ciò che sente e ciò che prova verso questa persona, ritagliandosi uno spazio d'ascolto per elaborare pensieri e vissuti emotivi legati alla situazione descritta pertanto la invito a richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Buongiorno, grazie per la sua condivisione. Capisco che ci siano diversi elementi che la mettono in difficoltà, ma più che sul giudizio degli altri mi concentrerei su di lei, e sul disagio che lei in prima persona prova. Il mio suggerimento è di intraprendere un percorso che si focalizzi sull'esplorazione dell'area sentimentale, e sull'approfondimento di quest'ultima relazione: c'è da capire com'è iniziata, di che cosa si è innamorata, se questo sentimento è svanito oppure c'è ancora in qualche modo, che cosa la mette a disagio della differenza d'età, che cosa vorrebbe che succedesse e che cosa si aspetta; se sapesse che lui accetterebbe la fine della relazione, sarebbe più semplice per lei pensare di chiudere? Se volesse approfondire meglio la questione mi trova a disposizione, anche online. Un caro saluto, dott.ssa Elena Gianotti
Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso una parte così delicata della sua storia e per la fiducia con cui ha scritto queste parole. Si percepisce chiaramente quanto lei sia in un momento di grande confusione interiore e quanto sia faticoso per lei convivere con tutti questi pensieri e dubbi. Quello che sta vivendo è una situazione molto comune quando si è coinvolti in una relazione importante, soprattutto se ci sono differenze che possono far nascere insicurezze o paure. Il fatto che lei stia mettendo in discussione ciò che sente, cercando di capire se prova ancora le stesse cose, mostra che è una persona che si ascolta e che cerca di essere onesta con se stessa. È una qualità preziosa, anche se in questo momento la sta facendo sentire in conflitto. Quando ci si trova in una relazione con una differenza di età significativa, può succedere che col tempo emergano domande che all’inizio si tendeva a mettere da parte. All’inizio forse l’entusiasmo e l’attrazione avevano più spazio, ma ora che la relazione è diventata più stabile è naturale interrogarsi su cosa significhi per lei questa differenza, come la fa sentire e come la fa sentire rispetto al giudizio degli altri. È umano temere lo sguardo esterno, soprattutto quando si percepisce di vivere una scelta che può non essere condivisa da tutti. Tuttavia è importante distinguere ciò che sente davvero da ciò che teme che gli altri possano pensare. A volte ci si convince che i dubbi derivino solo da ciò che pensano gli altri, ma spesso sono anche segnali che dentro di noi stiamo rivedendo cosa vogliamo, cosa ci fa stare bene e quali sono i nostri bisogni in questo momento della vita. C’è poi un altro aspetto importante che lei ha raccontato: la paura di fidarsi. Questa insicurezza la porta a controllare mentalmente tanti dettagli, a fare supposizioni, a immaginare scenari che le creano ancora più incertezza. Quando nella coppia si vivono momenti di sfiducia, a volte possono derivare da fatti concreti che hanno incrinato la fiducia, ma altre volte possono essere legati a una propria difficoltà ad affidarsi all’altro. Questo è un aspetto che merita attenzione, perché quando la fiducia vacilla è molto difficile sentire serenità nella relazione. Infine, c’è la sua preoccupazione di ferire lui nel caso decidesse di interrompere questa storia. Si vede che è una persona empatica e che non prende alla leggera i sentimenti dell’altro, ma è altrettanto importante che non dimentichi i propri. Rimanere in una relazione per paura di far soffrire l’altro non la aiuterà a ritrovare chiarezza e non permetterà neppure all’altro di capire davvero come sta andando il vostro rapporto. A volte si ha paura di deludere o di far soffrire, ma non dirsi la verità può generare una sofferenza ancora più grande nel tempo. Se può, provi a dedicarsi uno spazio per capire che cosa davvero desidera. Si chieda se immagina un futuro con questa persona, come si vede accanto a lui tra qualche anno, come si sente quando pensa di rimanere o di lasciare andare. Se le paure e i dubbi sono più forti dei momenti di serenità, forse vale la pena ascoltare queste emozioni senza giudicarle. Un percorso di supporto psicologico può aiutarla a mettere ordine tra i pensieri, distinguere le paure reali da quelle che nascono dall’insicurezza, e darle strumenti per comunicare i suoi sentimenti senza sentirsi in colpa. Prendersi cura di sé in questo momento è un atto di rispetto verso di lei e anche verso la relazione. Non si senta sbagliata per avere questi dubbi, fanno parte del cammino di chi desidera vivere relazioni autentiche e non solo per abitudine o senso di colpa. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno, grazie per aver condiviso la tua esperienza, comprendo quanto possa essere faticoso trovarsi in questo momento di incertezza.
È normale, soprattutto in relazioni dove c’è una differenza di età significativa, che a un certo punto emergano dubbi legati sia ai sentimenti sia al timore del giudizio sociale. All’inizio, spesso l’attrazione o l’innamoramento fanno mettere da parte queste riflessioni, ma col tempo possono riaffiorare e diventare più ingombranti, come sta accadendo a te.
Dal tuo racconto emergono diverse questioni importanti:
La fiducia: dici di avere difficoltà a fidarti, di fare molte supposizioni e di vivere paure legate a ciò che lui possa fare o con chi possa interagire. Questo può generare ansia, gelosia, controllo e mettere sotto pressione la relazione. È utile chiederti se questi dubbi derivano solo da insicurezze tue, da esperienze passate o se ci siano stati episodi concreti che hanno incrinato la fiducia.
I sentimenti: stai mettendo in discussione ciò che provi per lui. È importante ascoltare queste sensazioni, senza giudicarti. Non sempre l’amore resta identico nel tempo, e non sempre una relazione, anche iniziata con entusiasmo, deve per forza continuare se oggi non ti fa stare bene.
Il timore del giudizio sociale: la differenza di età non è di per sé un ostacolo assoluto, ma può diventarlo se tu stessa ti senti a disagio o temi continuamente ciò che penseranno gli altri. Questo disagio potrebbe spingerti a vivere la relazione con vergogna o senso di colpa, aumentando la tua sofferenza.
La paura di ferire lui: è comprensibile non voler far soffrire una persona a cui vuoi bene, ma mantenere una relazione solo per “non farlo stare male” rischia di far star male soprattutto te e, alla lunga, anche lui. Il timore del dolore dell’altro non dovrebbe annullare i tuoi bisogni e la tua serenità.
Il consiglio è di prenderti uno spazio per riflettere su cosa desideri davvero, al di là di paure e sensi di colpa. Parlare con uno psicologo o psicoterapeuta potrebbe aiutarti moltissimo a chiarire le tue emozioni, comprendere meglio le dinamiche della relazione e fare scelte più consapevoli per il tuo benessere.
Sarebbe utile e consigliato per approfondire rivolgersi ad uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
È normale, soprattutto in relazioni dove c’è una differenza di età significativa, che a un certo punto emergano dubbi legati sia ai sentimenti sia al timore del giudizio sociale. All’inizio, spesso l’attrazione o l’innamoramento fanno mettere da parte queste riflessioni, ma col tempo possono riaffiorare e diventare più ingombranti, come sta accadendo a te.
Dal tuo racconto emergono diverse questioni importanti:
La fiducia: dici di avere difficoltà a fidarti, di fare molte supposizioni e di vivere paure legate a ciò che lui possa fare o con chi possa interagire. Questo può generare ansia, gelosia, controllo e mettere sotto pressione la relazione. È utile chiederti se questi dubbi derivano solo da insicurezze tue, da esperienze passate o se ci siano stati episodi concreti che hanno incrinato la fiducia.
I sentimenti: stai mettendo in discussione ciò che provi per lui. È importante ascoltare queste sensazioni, senza giudicarti. Non sempre l’amore resta identico nel tempo, e non sempre una relazione, anche iniziata con entusiasmo, deve per forza continuare se oggi non ti fa stare bene.
Il timore del giudizio sociale: la differenza di età non è di per sé un ostacolo assoluto, ma può diventarlo se tu stessa ti senti a disagio o temi continuamente ciò che penseranno gli altri. Questo disagio potrebbe spingerti a vivere la relazione con vergogna o senso di colpa, aumentando la tua sofferenza.
La paura di ferire lui: è comprensibile non voler far soffrire una persona a cui vuoi bene, ma mantenere una relazione solo per “non farlo stare male” rischia di far star male soprattutto te e, alla lunga, anche lui. Il timore del dolore dell’altro non dovrebbe annullare i tuoi bisogni e la tua serenità.
Il consiglio è di prenderti uno spazio per riflettere su cosa desideri davvero, al di là di paure e sensi di colpa. Parlare con uno psicologo o psicoterapeuta potrebbe aiutarti moltissimo a chiarire le tue emozioni, comprendere meglio le dinamiche della relazione e fare scelte più consapevoli per il tuo benessere.
Sarebbe utile e consigliato per approfondire rivolgersi ad uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buonasera, mi spiace che stia combattendo con questa indecisione ma può trarne beneficio senza dubbio. Per farlo però dovrà necessariamente darsi la possibilità di ascoltarsi ed accogliersi, senza giudizi. Purtroppo i giudizi che teme provengano dagli altri molti spesso partono da noi stessi, ingiustamente oserei dire.
Si dia la possibilità di scegliere ciò che la fa stare bene.
Si dia la possibilità di scegliere ciò che la fa stare bene.
Salve, quello che descrive è un momento di confusione che spesso capita di attraversare: la sensazione di non sapere più cosa si vuole, di sentire emozioni contrastanti, di oscillare tra il desiderio di restare e il bisogno di allontanarsi. Fa parte probabilmente della nostra esperienza di trovarsi in momenti di passaggio importanti.
E' importante non forzarsi a trovare subito una risposta definitiva, ma provare a stare in ascolto di sé. I suoi dubbi non sono "il problema", ma un segnale: parlano di qualcosa che sta cambiando dentro di lei e che merita spazio.
Il bisogno di fidarsi e la fatica a farlo, le paure legate al giudizio altrui, il peso di una responsabilità emotiva verso l’altro (come se non potesse farlo soffrire) sono tutti temi che in terapia aiutano a chiarire non solo cosa vogliamo, ma come ci relazioniamo.
Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a distinguere i pensieri legati alla paura da quelli legati al desiderio, a capire da dove nasce il disagio che sente e a darsi il permesso di cambiare, senza sentirsi in colpa o sbagliata. Quando impariamo a darci ascolto con sincerità, le scelte – anche quelle difficili – diventano più sostenibili.
I miei migliori auguri.
E' importante non forzarsi a trovare subito una risposta definitiva, ma provare a stare in ascolto di sé. I suoi dubbi non sono "il problema", ma un segnale: parlano di qualcosa che sta cambiando dentro di lei e che merita spazio.
Il bisogno di fidarsi e la fatica a farlo, le paure legate al giudizio altrui, il peso di una responsabilità emotiva verso l’altro (come se non potesse farlo soffrire) sono tutti temi che in terapia aiutano a chiarire non solo cosa vogliamo, ma come ci relazioniamo.
Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a distinguere i pensieri legati alla paura da quelli legati al desiderio, a capire da dove nasce il disagio che sente e a darsi il permesso di cambiare, senza sentirsi in colpa o sbagliata. Quando impariamo a darci ascolto con sincerità, le scelte – anche quelle difficili – diventano più sostenibili.
I miei migliori auguri.
Buonasera, le posso dare qualche spunto di riflessione per aiutarla a capire cosa vuole per ritrovare il benessere psicologico.
Quanto conta il giudizio e l'approvazione degli altri nelle scelte delle sue relazioni?
Cosa vorrebbe dalla sua relazione per essere appagante?
Quali sono i suoi principi da condividere nella sua vita con il compagno della sua vita?
Prima di lavorare sul disagio che sente verso il giudizio degli altri, la inviterei ad affrontare e lavorare sulla scoperta delle sue risorse e sui suoi bisogni per farli diventare prioritari e al centro della sua vita. Da qui in poi, potrà avere delle risposte e sapere quanto conta il giudizio delle persone che ti circondano.
Spero di esserle stata di aiuto
Saluti
Quanto conta il giudizio e l'approvazione degli altri nelle scelte delle sue relazioni?
Cosa vorrebbe dalla sua relazione per essere appagante?
Quali sono i suoi principi da condividere nella sua vita con il compagno della sua vita?
Prima di lavorare sul disagio che sente verso il giudizio degli altri, la inviterei ad affrontare e lavorare sulla scoperta delle sue risorse e sui suoi bisogni per farli diventare prioritari e al centro della sua vita. Da qui in poi, potrà avere delle risposte e sapere quanto conta il giudizio delle persone che ti circondano.
Spero di esserle stata di aiuto
Saluti
Buongiorno, i suoi sono dubbi legittimi per chi sta in una relazione, a prescindere dalle differenze di età. Chiedersi cosa si vuole e che direzione prenderà la relazione è un passaggio fondamentale per poter vivere con consapevolezza le scelte che si prendono. Per trovare delle risposte, prima di tutto si fa affidamento al sentimento e a quanto ci si sente coinvolti nella relazione. Tuttavia non possiamo escludere la parte razionale che trova sempre un modo di mettere in equilibrio le scelte prese con i propri valori e obiettivi di vita. Rispetto alla sua situazione, posso capire che il giudizio delle altre presone pesi, sta a lei capire quanto spazio dare a commenti e giudizi che possono arrivare anche per altri motivi e con altri partner. Dall'altra parte occorre fare attenzione a capire se stiamo con una persona prevalentemente per paura che la rottura relazionale possa farla soffrire. Infatti non si deve dimenticare che quest'uomo ha lo stesso diritto che ha lei di essere felice, non maggiore. Nel caso di rottura amorosa, anche lui sarà in grado per muovere le proprie risorse per superare questa difficoltà. Quindi la invito a chiedersi cosa la muove nel prendere una decisione o l'altra e a capire se questa decisione è legata a un suo desiderio, oppure è presa in risposta a una forma d'ansia. In ogni caso non pretenda da se stessa di avere tutto chiaro subito e si prenda il tempo per ascoltarsi e capire cosa è meglio per sè. Dott.ssa Anna Tosi
Buongiorno, dalle sue parole emerge una difficoltà legata a un momento di confusione emotiva, in cui si intrecciano dubbi sulla relazione, timori legati alla fiducia e un disagio crescente rispetto alla differenza d’età e al giudizio degli altri. Durante queste fasi è del tutto comprensibile che si senta in questo modo. Quando iniziano a emergere interrogativi su ciò che si prova o su quanto una relazione rispecchi ancora i propri bisogni profondi, è naturale sentirsi disorientati. Le dinamiche legate alla gelosia e alla fiducia, specialmente se radicate in esperienze precedenti o segnali ambigui, possono amplificare questa fatica interiore. A sua volta il peso del giudizio esterno può influire molto sulla percezione della relazione e del proprio valore all’interno della stessa. È importante, in questa fase, riconoscere e legittimare ciò che sente: i suoi dubbi, le sue paure e anche quel senso di responsabilità verso l’altro. Prendersi del tempo per ascoltarsi a fondo, eventualmente con un supporto professionale, può aiutarla a distinguere tra ciò che nasce dalla paura e ciò che invece esprime un bisogno reale di cambiamento o chiarezza. Le sue preoccupazioni meritano uno spazio di ascolto protetto e riservato, in cui poter dare voce ai propri pensieri, alle proprie emozioni e ai propri conflitti. Questo può permetterle di comprendere meglio cosa sta accadendo dentro di sé e ritrovare una direzione più allineata ai propri bisogni attuali. Ha già fatto un passo importante nell’esprimere ciò che sente, adesso può proseguire in questo cammino con il giusto sostegno.
Salve, grazie innanzitutto per aver condiviso ciò che sta vivendo e sentendo, immagino non sia facile. Quella che riporta è sicuramente una situazione complessa, in una relazione di due anni ci sono tante cose che vengono messe in gioco e l'impegno a mantenere salda la coppia è anche un percorso in salita, perchè deve sempre trovare un equilibrio tra il vedere l'altro e vedere se stessi. Credo che in questo momento debba provare a dare maggiormente rilevanza a quello che potrebbe significare per lei tutto ciò, quindi come riportava la maggiore età o la possibile chiusura. Spostare il focus sull'altro è sicuramente un gesto umano oltre che altruista ed empatico, ma allo stesso tempo, in situazioni come questa, può portarla in un vicolo cieco proprio perchè non c'è spazio per lei e i suoi bisogni.
Un caro saluto
Un caro saluto
Buongiorno, grazie per aver condiviso con sincerità questa situazione complessa. Potresti valutare un supporto psicologico per chiarirti internamente prima di prendere una decisione. Restare in una relazione solo per non ferire l’altro a lungo andare fa soffrire entrambi.
Buon pomeriggio,
grazie per aver condiviso con sincerità ciò che sta vivendo. Quello che viene descritto è un momento molto complesso, in cui si intrecciano insicurezze personali, dinamiche di fiducia e anche il peso delle opinioni esterne.
La difficoltà nel capire cosa si vuole e nel sentire se si provano ancora le stesse emozioni è molto comune quando una relazione attraversa fasi di incertezza, soprattutto se si aggiungono paure legate alla fiducia. Il fatto di farsi molte “paranoie” e di ipotizzare situazioni è un aspetto su cui vale la pena soffermarsi: spesso, quando la fiducia è fragile o la paura di essere feriti è forte, la mente tende ad anticipare possibili minacce per proteggersi.
Sentirsi giudicati può mettere molta pressione e far dubitare di sé e della propria relazione. È utile pertanto riflettere su quali siano i valori, i bisogni e gli elementi che permettono di sentirsi a proprio agio o, al contrario, generano disagio in questa situazione.
Infine, la paura di chiudere la relazione per non far soffrire l’altra persona è comprensibile, ma è importante ricordare che mantenere una relazione solo per evitare di far star male l’altro può portare a un senso di sofferenza anche per sé.
Se lo si desidera, potrebbe essere utile esplorare insieme queste paure e dubbi, capire da dove provengono, cosa serve per sentirsi più sicuri e come prendere decisioni più consapevoli. Resto a disposizione. Un caro saluto!
grazie per aver condiviso con sincerità ciò che sta vivendo. Quello che viene descritto è un momento molto complesso, in cui si intrecciano insicurezze personali, dinamiche di fiducia e anche il peso delle opinioni esterne.
La difficoltà nel capire cosa si vuole e nel sentire se si provano ancora le stesse emozioni è molto comune quando una relazione attraversa fasi di incertezza, soprattutto se si aggiungono paure legate alla fiducia. Il fatto di farsi molte “paranoie” e di ipotizzare situazioni è un aspetto su cui vale la pena soffermarsi: spesso, quando la fiducia è fragile o la paura di essere feriti è forte, la mente tende ad anticipare possibili minacce per proteggersi.
Sentirsi giudicati può mettere molta pressione e far dubitare di sé e della propria relazione. È utile pertanto riflettere su quali siano i valori, i bisogni e gli elementi che permettono di sentirsi a proprio agio o, al contrario, generano disagio in questa situazione.
Infine, la paura di chiudere la relazione per non far soffrire l’altra persona è comprensibile, ma è importante ricordare che mantenere una relazione solo per evitare di far star male l’altro può portare a un senso di sofferenza anche per sé.
Se lo si desidera, potrebbe essere utile esplorare insieme queste paure e dubbi, capire da dove provengono, cosa serve per sentirsi più sicuri e come prendere decisioni più consapevoli. Resto a disposizione. Un caro saluto!
Lui ci starebbe male, ma lei? Ci starebbe male di fronte alla chiusura di questa relazione? Qual è la cosa peggiore che può succedere?
Buongiorno gentile Utente, la ringrazio per essersi espressa con tanta onestà, quello che descrive sembra essere un momento di grande riflessione nella sua vita affettiva, e non è affatto raro che, dopo un primo periodo di entusiasmo o idealizzazione, emergano con più chiarezza dubbi, paure e domande profonde sul significato e sulla direzione di una relazione.
A volte, quando si comincia a percepire una distanza tra ciò che si vive e ciò che si desidererebbe, ci si ritrova in una posizione ambivalente: da un lato la voglia di comprendere e forse anche di cambiare, dall’altro la paura di ferire l’altro, di perdere un punto di riferimento o di affrontare il dolore di una rottura. Questo tira e molla interno può generare molta confusione, e anche un senso di colpa che, come accenna, rischia di condizionare le sue scelte più intime.
La questione della differenza d’età è complessa e merita uno sguardo attento. Spesso all’inizio viene vissuta con leggerezza, ma con il passare del tempo può emergere in modo più evidente, soprattutto quando ci si confronta con lo sguardo altrui o con aspettative diverse sul futuro. Non è l’età anagrafica in sé il problema, quanto il significato che lei le attribuisce oggi, e come questa distanza di età si traduce nel quotidiano, nei valori, nei bisogni e nei progetti condivisi.
Le sue difficoltà legate alla fiducia e alla gelosia sembrano avere radici profonde. È possibile che, anche a partire da esperienze precedenti, si sia sviluppato un bisogno di controllo o una difficoltà a sentirsi pienamente al sicuro nella relazione. La paura che l’altro possa tradire, guardare altrove o deluderla può diventare una lente che rende difficile vivere con serenità anche ciò che potrebbe essere sano o neutro.
In tutto questo, emerge anche una grande sensibilità: la preoccupazione per il benessere del partner, la paura di ferirlo, il timore di “sbagliare”. Ma ciò che più conta, in questo momento, è comprendere se lei si sta ancora riconoscendo in questa relazione, se riesce a sentirsi libera, vista e compresa, o se sta rimanendo per senso di responsabilità o paura della solitudine.
Non si tratta di prendere una decisione affrettata, ma di darsi il diritto di ascoltarsi davvero. A volte, anche solo prendersi uno spazio protetto per nominare le proprie incertezze può fare chiarezza. Non c’è nulla di sbagliato nell’avere dei dubbi, anzi, spesso è proprio da lì che inizia un processo di maturazione e consapevolezza.
Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
A volte, quando si comincia a percepire una distanza tra ciò che si vive e ciò che si desidererebbe, ci si ritrova in una posizione ambivalente: da un lato la voglia di comprendere e forse anche di cambiare, dall’altro la paura di ferire l’altro, di perdere un punto di riferimento o di affrontare il dolore di una rottura. Questo tira e molla interno può generare molta confusione, e anche un senso di colpa che, come accenna, rischia di condizionare le sue scelte più intime.
La questione della differenza d’età è complessa e merita uno sguardo attento. Spesso all’inizio viene vissuta con leggerezza, ma con il passare del tempo può emergere in modo più evidente, soprattutto quando ci si confronta con lo sguardo altrui o con aspettative diverse sul futuro. Non è l’età anagrafica in sé il problema, quanto il significato che lei le attribuisce oggi, e come questa distanza di età si traduce nel quotidiano, nei valori, nei bisogni e nei progetti condivisi.
Le sue difficoltà legate alla fiducia e alla gelosia sembrano avere radici profonde. È possibile che, anche a partire da esperienze precedenti, si sia sviluppato un bisogno di controllo o una difficoltà a sentirsi pienamente al sicuro nella relazione. La paura che l’altro possa tradire, guardare altrove o deluderla può diventare una lente che rende difficile vivere con serenità anche ciò che potrebbe essere sano o neutro.
In tutto questo, emerge anche una grande sensibilità: la preoccupazione per il benessere del partner, la paura di ferirlo, il timore di “sbagliare”. Ma ciò che più conta, in questo momento, è comprendere se lei si sta ancora riconoscendo in questa relazione, se riesce a sentirsi libera, vista e compresa, o se sta rimanendo per senso di responsabilità o paura della solitudine.
Non si tratta di prendere una decisione affrettata, ma di darsi il diritto di ascoltarsi davvero. A volte, anche solo prendersi uno spazio protetto per nominare le proprie incertezze può fare chiarezza. Non c’è nulla di sbagliato nell’avere dei dubbi, anzi, spesso è proprio da lì che inizia un processo di maturazione e consapevolezza.
Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
Buongiorno posso immaginare che la situazione che sta vivendo non sia affatto facile, districarsi tra i sentimenti che proviamo, il giudizio degli altri è la paura ad affidarsi sono ingredienti che possono generare certamente una certa confusione e insicurezza.
Di solito in questi casi con i miei pazienti cerchiamo di capire quali siano i sentimenti che ancora ci legano a quella determinata persona, che cosa proviamo davvero. In questo i Greci ci sono d'aiuto nel definire ad esempio diverse tipologie di amore, quello più passionale, quello più idealizzato, quello che indica reciprocità o quello che assomiglia ad una relazione familiare. Se il sentimento è solido, c'è la condivisione di valori profondi e di interessi e si è complici nel fare progetti insieme, il giudizio degli altri può essere poco rilevante, non voglio dire che non sia importante ma ad un certo punto dobbiamo fare una scelta. Nessuna relazione è perfetta, in qualche modo si scende sempre a patti con la natura e le caratteristiche di un'altra persona. Di certo lei è giovane e ha bisogno di conoscersi ancora bene, ad esempio di comprendere che cosa l'abbia spinta ad iniziare una relazione con un uomo così grande e non è da escludere che tutto questo abbia a che fare con il suo passato. In questi casi un percorso di psicoterapia anche breve può aiutare a comprendere meglio cosa proviamo e quali scelte siano più opportune in relazione alle nostre emozioni e sentimenti più profondi, questo anche per non lasciare nulla di intentato quando dall'altra parte c'è qualcuno a cui teniamo molto. Detto questo resta importante che qualsiasi scelta lei farà, dovrà essere fatta a prescindere dal timore di ferire l'altro, perché rinunciare eccessivamente a noi stessi per non fare del male alla lunga nuoce comunque alla relazione in qualche modo. In questi casi la scelta più sincera e profondamente pensata, anche se può sembrare dolorosa, è quella che fa bene ad entrambi. Spero di essere stata utile in caso mi faccia sapere anche attraverso i canali che questa piattaforma offre . cordialità
Di solito in questi casi con i miei pazienti cerchiamo di capire quali siano i sentimenti che ancora ci legano a quella determinata persona, che cosa proviamo davvero. In questo i Greci ci sono d'aiuto nel definire ad esempio diverse tipologie di amore, quello più passionale, quello più idealizzato, quello che indica reciprocità o quello che assomiglia ad una relazione familiare. Se il sentimento è solido, c'è la condivisione di valori profondi e di interessi e si è complici nel fare progetti insieme, il giudizio degli altri può essere poco rilevante, non voglio dire che non sia importante ma ad un certo punto dobbiamo fare una scelta. Nessuna relazione è perfetta, in qualche modo si scende sempre a patti con la natura e le caratteristiche di un'altra persona. Di certo lei è giovane e ha bisogno di conoscersi ancora bene, ad esempio di comprendere che cosa l'abbia spinta ad iniziare una relazione con un uomo così grande e non è da escludere che tutto questo abbia a che fare con il suo passato. In questi casi un percorso di psicoterapia anche breve può aiutare a comprendere meglio cosa proviamo e quali scelte siano più opportune in relazione alle nostre emozioni e sentimenti più profondi, questo anche per non lasciare nulla di intentato quando dall'altra parte c'è qualcuno a cui teniamo molto. Detto questo resta importante che qualsiasi scelta lei farà, dovrà essere fatta a prescindere dal timore di ferire l'altro, perché rinunciare eccessivamente a noi stessi per non fare del male alla lunga nuoce comunque alla relazione in qualche modo. In questi casi la scelta più sincera e profondamente pensata, anche se può sembrare dolorosa, è quella che fa bene ad entrambi. Spero di essere stata utile in caso mi faccia sapere anche attraverso i canali che questa piattaforma offre . cordialità
Capisco quanto tutto questo possa creare confusione e preoccupazione dentro di sé: è del tutto normale, a volte, trovarsi in una fase della vita in cui si mettono in discussione le proprie scelte e i sentimenti che si provano. Le sue insicurezze e i timori rispetto al fidarsi, così come la fatica per la differenza d’età e il giudizio degli altri, raccontano quanto tenga a questa relazione ma anche quanto desideri sentirsi serena. Forse è utile concedersi il tempo per ascoltarsi, senza fretta e senza giudicarsi, provando a capire quali emozioni e bisogni emergano per lei stessa, non solo per non ferire chi le è accanto. Lasciarsi spazio e accoglienza può aiutare a vedere più chiaramente cosa desidera davvero per stare meglio con sé e con l’altro. Dott.ssa Rizzotti
Buongiorno, capita, in alcuni momenti delle relazioni, di fermarsi a riflettere su cosa si desidera davvero, su quanto ci si sente coinvolti e su quanto la relazione corrisponda ai propri bisogni attuali. Questo non è un segno di debolezza, ma di maturità: si sta interrogando su di sé e sui propri sentimenti, e questo è già un primo passo importante.
La differenza d’età che inizialmente sembrava un aspetto secondario, ora appare più presente nei suoi pensieri. È naturale che, col tempo, alcune dinamiche emergano con più forza, anche a causa del peso del giudizio sociale. Le chiedo però: quanto di questo disagio viene davvero da ciò che sente lei, e quanto invece è condizionato dallo sguardo degli altri? Spesso il timore di non essere accettati può metterci in crisi, ma è importante distinguere tra ciò che sentiamo nel profondo e ciò che temiamo venga valutato dall’esterno.
Anche il tema della fiducia che ha toccato merita attenzione. Se ci sono stati episodi che l’hanno fatta sentire vulnerabile o che hanno lasciato un segno, è comprensibile che oggi faccia più fatica ad affidarsi. Tuttavia, vivere la relazione con ansia e sospetto può diventare pesante e impedirle di viverla con serenità.
Infine, il timore di far soffrire l’altra persona in caso di una separazione è comprensibile, ma restare in una relazione solo per non ferire l’altro può trasformarsi in una forma di sacrificio che rischia di ferire anche sé stessa. Ogni scelta, anche quella di allontanarsi, può essere fatta con rispetto e cura.
Le consiglio, di prendersi del tempo per ascoltarsi e magari farsi accompagnare in questo percorso da un professionista, per esplorare con più chiarezza ciò che sente e ciò di cui ha bisogno.
Dr. Giuseppe Mirabella
La differenza d’età che inizialmente sembrava un aspetto secondario, ora appare più presente nei suoi pensieri. È naturale che, col tempo, alcune dinamiche emergano con più forza, anche a causa del peso del giudizio sociale. Le chiedo però: quanto di questo disagio viene davvero da ciò che sente lei, e quanto invece è condizionato dallo sguardo degli altri? Spesso il timore di non essere accettati può metterci in crisi, ma è importante distinguere tra ciò che sentiamo nel profondo e ciò che temiamo venga valutato dall’esterno.
Anche il tema della fiducia che ha toccato merita attenzione. Se ci sono stati episodi che l’hanno fatta sentire vulnerabile o che hanno lasciato un segno, è comprensibile che oggi faccia più fatica ad affidarsi. Tuttavia, vivere la relazione con ansia e sospetto può diventare pesante e impedirle di viverla con serenità.
Infine, il timore di far soffrire l’altra persona in caso di una separazione è comprensibile, ma restare in una relazione solo per non ferire l’altro può trasformarsi in una forma di sacrificio che rischia di ferire anche sé stessa. Ogni scelta, anche quella di allontanarsi, può essere fatta con rispetto e cura.
Le consiglio, di prendersi del tempo per ascoltarsi e magari farsi accompagnare in questo percorso da un professionista, per esplorare con più chiarezza ciò che sente e ciò di cui ha bisogno.
Dr. Giuseppe Mirabella
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso la sua storia e provo a fornirle un mio parere. La prima domanda che ritengo debba porsi è se desidera stare con il suo compagno e quali emozioni prova al suo fianco. Si ricordi che Il giudizio del mondo esterno prende posto nelle nostre vite solo se trova lo spazio per farlo e lo trova solo quando mettiamo in dubbio chi siamo e lasciamo che siano gli altri a dirlo per noi. In questo momento è importante che lei lavori su se stessa per cercare risposte alle sue ansie e alle sue paure e per capire da dove nasce la sfiducia in questa relazione e la paura verso il mondo esterno. Le consiglio un lavoro terapeutico per cercare di conoscersi più a fondo e ritrovare le sue sicurezze e la sua stabilità emotiva. In questo modo potrà uscire dal "bisogno" dell'altro e potrà capire in modo del tutto libero se desidera o meno questa storia.
Saluti
la ringrazio per aver condiviso la sua storia e provo a fornirle un mio parere. La prima domanda che ritengo debba porsi è se desidera stare con il suo compagno e quali emozioni prova al suo fianco. Si ricordi che Il giudizio del mondo esterno prende posto nelle nostre vite solo se trova lo spazio per farlo e lo trova solo quando mettiamo in dubbio chi siamo e lasciamo che siano gli altri a dirlo per noi. In questo momento è importante che lei lavori su se stessa per cercare risposte alle sue ansie e alle sue paure e per capire da dove nasce la sfiducia in questa relazione e la paura verso il mondo esterno. Le consiglio un lavoro terapeutico per cercare di conoscersi più a fondo e ritrovare le sue sicurezze e la sua stabilità emotiva. In questo modo potrà uscire dal "bisogno" dell'altro e potrà capire in modo del tutto libero se desidera o meno questa storia.
Saluti
Buongiorno,
capisco quanto possa essere difficile trovarsi in questo momento di confusione. È normale, a volte, mettere in discussione i propri sentimenti e chiedersi cosa si desidera davvero, soprattutto quando ci sono differenze importanti come l’età o timori legati alla fiducia. Mi sembra che stia vivendo un conflitto tra il bisogno di ascoltare se stessa e la paura di ferire l’altro o di essere giudicata.
Le suggerisco di prendersi del tempo per riflettere su cosa la fa stare bene e su cosa desidera davvero per sé, al di là delle paure e delle aspettative esterne. Se sente che da sola è difficile, può essere utile confrontarsi con uno psicologo per ritrovare chiarezza e serenità.
Resto a disposizione, un caro saluto.
Dott.ssa Elena Dati
capisco quanto possa essere difficile trovarsi in questo momento di confusione. È normale, a volte, mettere in discussione i propri sentimenti e chiedersi cosa si desidera davvero, soprattutto quando ci sono differenze importanti come l’età o timori legati alla fiducia. Mi sembra che stia vivendo un conflitto tra il bisogno di ascoltare se stessa e la paura di ferire l’altro o di essere giudicata.
Le suggerisco di prendersi del tempo per riflettere su cosa la fa stare bene e su cosa desidera davvero per sé, al di là delle paure e delle aspettative esterne. Se sente che da sola è difficile, può essere utile confrontarsi con uno psicologo per ritrovare chiarezza e serenità.
Resto a disposizione, un caro saluto.
Dott.ssa Elena Dati
Buongiorno,
quello che sta vivendo è un momento di confusione comprensibile, soprattutto in una relazione dove si intrecciano aspetti emotivi, personali e sociali come la differenza d’età e la fiducia.
È importante chiedersi:
Sto restando in questa relazione per amore o per paura di ferire l’altro?
Mi sento libera di essere me stessa, oppure limitata dal giudizio altrui?
La diffidenza che provo è legata solo a questa relazione, o è qualcosa che mi porto dietro?
Il fatto che si senta spesso in ansia, che abbia difficoltà a fidarsi e che il peso del giudizio esterno influenzi il suo benessere sono segnali da non ignorare. La paura di ferire l’altro è umana, ma non può diventare un motivo per restare in una relazione che non sente più giusta per sé.
Potrebbe esserle utile parlare con uno psicologo o una psicologa per chiarire meglio cosa desidera, quali sono i suoi bisogni nella coppia e come gestire le paure che la bloccano.
Trovare uno spazio neutro e sicuro dove riflettere su di sé può davvero fare la differenza.
Resto a disposizione.
Cordiali Saluti
Dott.ssa Beatrice Moro
Psicologa e Sessuologa Clinica
quello che sta vivendo è un momento di confusione comprensibile, soprattutto in una relazione dove si intrecciano aspetti emotivi, personali e sociali come la differenza d’età e la fiducia.
È importante chiedersi:
Sto restando in questa relazione per amore o per paura di ferire l’altro?
Mi sento libera di essere me stessa, oppure limitata dal giudizio altrui?
La diffidenza che provo è legata solo a questa relazione, o è qualcosa che mi porto dietro?
Il fatto che si senta spesso in ansia, che abbia difficoltà a fidarsi e che il peso del giudizio esterno influenzi il suo benessere sono segnali da non ignorare. La paura di ferire l’altro è umana, ma non può diventare un motivo per restare in una relazione che non sente più giusta per sé.
Potrebbe esserle utile parlare con uno psicologo o una psicologa per chiarire meglio cosa desidera, quali sono i suoi bisogni nella coppia e come gestire le paure che la bloccano.
Trovare uno spazio neutro e sicuro dove riflettere su di sé può davvero fare la differenza.
Resto a disposizione.
Cordiali Saluti
Dott.ssa Beatrice Moro
Psicologa e Sessuologa Clinica
Buongiorno, dalla sua domanda traspare un profonda insicurezza e bisogno di conferme. Un periodo di consulenza psicologica può aiutarla a mettere a fuoco le sue paure e anche a capire se avrà necessità di un periodo psicoterapeutico più prolungato. La bussola del suo benessere sembra molto centrata su cosa pensano di lei gli altri. Se avrà bisogno sono a disposizione anche online. Saluti cordiali Dario Martelli
Buongiorno,
quello che stai vivendo è un momento di confusione emotiva che merita ascolto e attenzione. È del tutto naturale, in una relazione significativa e coinvolgente, ritrovarsi a fare i conti con dubbi, paure e insicurezze. Il fatto che tu ti stia ponendo delle domande è già un segnale di consapevolezza e maturità.
Quando si comincia a mettere in discussione ciò che si prova, è utile chiedersi: sto cercando di allontanarmi da questa persona perché i sentimenti sono cambiati o perché sto vivendo un periodo di insicurezza personale? Le relazioni attraversano fasi di cambiamento, ma se il pensiero di stare con lui ti crea più ansia che serenità, è un segnale da non sottovalutare.
Hai detto di avere difficoltà a fidarti, anche per alcune situazioni passate che ti hanno ferita o spiazzata. Questo tipo di insicurezza può influenzare molto la percezione della relazione. È importante distinguere tra ciò che realmente accade e ciò che immagini per proteggerti. Vivere nella costante preoccupazione di essere tradita consuma molta energia emotiva e toglie spazio alla possibilità di costruire un legame basato su sicurezza e libertà reciproca.
La differenza d'età, di per sé, non determina la qualità di una relazione. Ma il disagio che provi rispetto al giudizio degli altri ci dice che, forse, una parte di te non si sente pienamente a suo agio in questa storia, o che non riesce a viverla liberamente. È importante capire se il tuo disagio nasce più da uno sguardo esterno o da un’incompatibilità interna tra ciò che desideri e ciò che stai vivendo.
È molto umano non voler ferire l’altra persona, soprattutto se gli si vuole bene. Ma restare in una relazione solo per paura di far male all'altro può diventare un peso molto grande. In questo modo, però, rischi di mettere da parte i tuoi bisogni, e questo nel lungo periodo può generare frustrazione e insoddisfazione. Il rispetto per l’altro include anche l’onestà.
Ti suggerisco di darti del tempo e dello spazio per ascoltarti davvero, senza pressioni. Potresti trovare utile confrontarti con uno psicologo in uno spazio protetto, dove esplorare più a fondo le emozioni che stai vivendo, la tua storia personale, il tuo modo di amare e di sentirti amata.
A volte, non è questione di trovare una risposta subito, ma di cominciare a farsi le domande giuste. E tu su questo sei sulla buona strada
Ti auguro una buona giornata
Dott.ssa Giulia Raiano
quello che stai vivendo è un momento di confusione emotiva che merita ascolto e attenzione. È del tutto naturale, in una relazione significativa e coinvolgente, ritrovarsi a fare i conti con dubbi, paure e insicurezze. Il fatto che tu ti stia ponendo delle domande è già un segnale di consapevolezza e maturità.
Quando si comincia a mettere in discussione ciò che si prova, è utile chiedersi: sto cercando di allontanarmi da questa persona perché i sentimenti sono cambiati o perché sto vivendo un periodo di insicurezza personale? Le relazioni attraversano fasi di cambiamento, ma se il pensiero di stare con lui ti crea più ansia che serenità, è un segnale da non sottovalutare.
Hai detto di avere difficoltà a fidarti, anche per alcune situazioni passate che ti hanno ferita o spiazzata. Questo tipo di insicurezza può influenzare molto la percezione della relazione. È importante distinguere tra ciò che realmente accade e ciò che immagini per proteggerti. Vivere nella costante preoccupazione di essere tradita consuma molta energia emotiva e toglie spazio alla possibilità di costruire un legame basato su sicurezza e libertà reciproca.
La differenza d'età, di per sé, non determina la qualità di una relazione. Ma il disagio che provi rispetto al giudizio degli altri ci dice che, forse, una parte di te non si sente pienamente a suo agio in questa storia, o che non riesce a viverla liberamente. È importante capire se il tuo disagio nasce più da uno sguardo esterno o da un’incompatibilità interna tra ciò che desideri e ciò che stai vivendo.
È molto umano non voler ferire l’altra persona, soprattutto se gli si vuole bene. Ma restare in una relazione solo per paura di far male all'altro può diventare un peso molto grande. In questo modo, però, rischi di mettere da parte i tuoi bisogni, e questo nel lungo periodo può generare frustrazione e insoddisfazione. Il rispetto per l’altro include anche l’onestà.
Ti suggerisco di darti del tempo e dello spazio per ascoltarti davvero, senza pressioni. Potresti trovare utile confrontarti con uno psicologo in uno spazio protetto, dove esplorare più a fondo le emozioni che stai vivendo, la tua storia personale, il tuo modo di amare e di sentirti amata.
A volte, non è questione di trovare una risposta subito, ma di cominciare a farsi le domande giuste. E tu su questo sei sulla buona strada
Ti auguro una buona giornata
Dott.ssa Giulia Raiano
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