Buonasera. Sono un ragazzo di 24, sono stato sempre ambizioso nella vita. Ma ultimamente nella mia
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risposte
Buonasera.
Sono un ragazzo di 24, sono stato sempre ambizioso nella vita. Ma ultimamente nella mia testa è un casinò, non ce la faccio più a pensare così tanto. Questo mi ha portato ad isolarmi tanto.
Non ho più voglia di fare nulla.
Mi sento ignorante e un fallito.
Dormo per non pensare, sto sempre al telefono per non pensare, ho iniziato a fumare per non pensare, evito di uscire.
Mi sento intrappolato, non so nemmeno se sto facendo bene a rivolgermi qui. Ma vorrei mettere un punto, ho 24 e io voglio fare un lavoro che mi piaccia.
A breve finisco la triennale in scienze motorie e non so nemmeno se mi piace quello che ho fatto.
Faccio il cameriere da sei anni e questo lavoro non fa più per me.
Ho provato a mettermi in graduatoria come personale ATA sono stato convocato ma non mi soddisfa nemmeno quello. Io voglio fare un lavoro che mi renda felice e non so se iniziare un percorso terapeutico possa aiutarmi a capire tante cose.
Non so da dove partire qualunque cosa la vedo difficile per me. Ad esempio una stupidaggine anche se un giorno volessi insegnare mi sento così stupido che non so nemmeno se riuscissi a iscrivermi al concorso.
Tutto questo sta diventando frustante per me, ero pieno di vitalità, viaggiavo, uscivo ora preferisco a volte scomparire dalla faccia della terra
Sono un ragazzo di 24, sono stato sempre ambizioso nella vita. Ma ultimamente nella mia testa è un casinò, non ce la faccio più a pensare così tanto. Questo mi ha portato ad isolarmi tanto.
Non ho più voglia di fare nulla.
Mi sento ignorante e un fallito.
Dormo per non pensare, sto sempre al telefono per non pensare, ho iniziato a fumare per non pensare, evito di uscire.
Mi sento intrappolato, non so nemmeno se sto facendo bene a rivolgermi qui. Ma vorrei mettere un punto, ho 24 e io voglio fare un lavoro che mi piaccia.
A breve finisco la triennale in scienze motorie e non so nemmeno se mi piace quello che ho fatto.
Faccio il cameriere da sei anni e questo lavoro non fa più per me.
Ho provato a mettermi in graduatoria come personale ATA sono stato convocato ma non mi soddisfa nemmeno quello. Io voglio fare un lavoro che mi renda felice e non so se iniziare un percorso terapeutico possa aiutarmi a capire tante cose.
Non so da dove partire qualunque cosa la vedo difficile per me. Ad esempio una stupidaggine anche se un giorno volessi insegnare mi sento così stupido che non so nemmeno se riuscissi a iscrivermi al concorso.
Tutto questo sta diventando frustante per me, ero pieno di vitalità, viaggiavo, uscivo ora preferisco a volte scomparire dalla faccia della terra
Buonasera, mi sembra che lei si trova in un momento di disorientamento. Non si spaventi, soprattutto per l'età che ha è una fase importante da attraversare per poter investire sul futuro. Anzi, direi che una fase di disorientamento possa essere anche costruttiva se questa la spinge verso una riflessione e un riordino. Assolutamente, la psicoterapia da questo punto di vista è uno strumento utile per potersi chiarire le idee. Le consiglierei di fare una fase preliminare con un professionista per capire insieme le motivazioni più profonde e come questo momento di disorientamento si connetta alla sua storia personale per poi decidere insieme al professionista come proseguire.
Spero di esserle stato di aiuto, cordiali saluti
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Buonasera, grazie per aver condiviso i suoi pensieri e le sue difficoltà. Capisco quanto possa essere frustrante sentirsi così bloccato, soprattutto dopo anni in cui ha sempre avuto ambizione e voglia di fare. Ciò che descrive (la confusione, la sensazione di fallimento, la perdita di motivazione e il bisogno di evitare i pensieri attraverso il sonno, il telefono o il fumo) sono segnali importanti del fatto che sta vivendo un momento di profonda insoddisfazione e malessere. È evidente che sente di aver perso la direzione e che il futuro, invece di apparire come un’opportunità, le sembra un peso. Spesso, quando ci troviamo in una fase di incertezza come la sua, il nostro cervello inizia a produrre pensieri negativi automatici: “Non ce la farò”, “Sono un fallito”, “Non sono abbastanza intelligente”. Questi pensieri diventano così ripetitivi e intrusivi che iniziamo a crederci, e più ci crediamo, più tendiamo a evitarli, isolandoci o cercando distrazioni momentanee. Ma questo, a lungo andare, non fa che rafforzare il senso di impotenza e frustrazione. Quello che sta vivendo non definisce il suo valore come persona. Il fatto che oggi si senta confuso, senza direzione o senza energia non significa che sia un fallito o che non possa trovare una strada che lo renda felice. Significa semplicemente che è arrivato a un punto della sua vita in cui ha bisogno di fermarsi, ascoltarsi e capire cosa desidera davvero. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, potrebbe essere utile lavorare su alcuni aspetti fondamentali. Innanzitutto, sui suoi pensieri: ha detto più volte di sentirsi “stupido” o di non essere in grado di affrontare anche le cose più semplici. Ma è davvero così? Se dovesse giudicare un amico nella sua stessa situazione, gli direbbe che è un fallito? Probabilmente no. La sua mente, in questo momento, le sta proponendo una narrazione estremamente severa e ingiusta su di sé, e questo contribuisce a bloccarla ancora di più. Un esercizio utile potrebbe essere quello di mettere in discussione questi pensieri, cercando prove oggettive che dimostrino che non sono del tutto veri. Un altro aspetto su cui lavorare è la tendenza ad evitare. Evitare il problema (attraverso il sonno, il telefono o l’isolamento) può sembrare una soluzione nel breve termine, ma nel lungo termine non fa che alimentare il senso di impotenza. Affrontare le sue paure, anche a piccoli passi, le permetterà di recuperare fiducia nelle sue capacità. Potrebbe iniziare a darsi degli obiettivi graduali: oggi potrebbe informarsi su un possibile sbocco professionale, domani potrebbe scrivere una lista di cose che un tempo gli davano piacere e provare a riprenderne almeno una. Infine, ha menzionato il dubbio se un percorso terapeutico possa aiutarla. La mia risposta è sì, assolutamente. Un percorso di supporto psicologico potrebbe darle strumenti concreti per affrontare questo blocco e aiutarla a fare chiarezza sulle sue reali aspirazioni. Non significa che debba avere già tutte le risposte, ma significa permettersi di esplorare, di capire cosa la fa stare bene e di imparare strategie più funzionali per gestire la sua insoddisfazione. Lei non è solo in questo percorso e non è sbagliato chiedere aiuto. Il fatto che abbia scritto questo messaggio dimostra che dentro di lei c’è ancora quella voglia di reagire, di stare meglio e di trovare la sua strada. Partiamo da qui. Cari saluti, Dott. Andrea Boggero
gentile utente,
mi sembra che lei racconti una situazione di crisi e insoddisfazione profonda, con dolorosi aspetti emotivi nell'abbassamento del tono dell'umore e anedonia. I dubbi che si pone potrebbero essere anche condivisibili con quelli di molti suoi coetanei, se non fossero per lei così debilitanti e immobilizzanti.
Un percorso psicoterapeutico potrebbe essere utile se:
- lei vuole cambiare questa condizione
- sente di voler parlare con qualcuno di quello che prova e pensa, per cercare di capire da cosa derivi.
Spero lei possa rivolgersi ad un/una collega per un primo consulto.
Cordialmente
mi sembra che lei racconti una situazione di crisi e insoddisfazione profonda, con dolorosi aspetti emotivi nell'abbassamento del tono dell'umore e anedonia. I dubbi che si pone potrebbero essere anche condivisibili con quelli di molti suoi coetanei, se non fossero per lei così debilitanti e immobilizzanti.
Un percorso psicoterapeutico potrebbe essere utile se:
- lei vuole cambiare questa condizione
- sente di voler parlare con qualcuno di quello che prova e pensa, per cercare di capire da cosa derivi.
Spero lei possa rivolgersi ad un/una collega per un primo consulto.
Cordialmente
Gentile Utente, dal suo post è evidente uno stato di insoddisfazione che La sta portando ad un periodo di caos ed indecisione. Sicuramente, un percorso terapeutico La aiuterebbe a mettere ordine su suoi reali bisogni e quello che realmente potrebbe piacerLe (in questo momento non è chiaro cosa Le dia soddisfazioni lavorative). Sta dando molta importanza ai suoi pensieri negativi e questo non La aiuta a chiarire la strada da intraprendere. Inizi a fermarsi e cercare di dare attenzione al suo respiro e quando Le arriva una intuizione, La memorizzi oppure La annoti su un quaderno. Grazie.
Buonasera (o meglio, buon pomeriggio),
Capisco che questo periodo sia davvero pesante e pieno di confusione. Le chiedo, però: cosa potrebbe succedere se riuscisse a fermarsi un attimo e a guardare dentro di sé, senza giudicarsi? Cosa vede quando pensa a ciò che le dà davvero energia e soddisfazione? Forse, più che cercare risposte immediate, potrebbe essere interessante esplorare insieme quelle piccole cose che potrebbero aiutarla a vedere le sue esperienze da una prospettiva diversa.
Cosa ne pensa, sarebbe disposto a scoprire qualcosa di nuovo su se stesso in questo viaggio?
Mi tengo a disposizione,
Un caro saluto,
Dr. Giorgio De Giorgi
Capisco che questo periodo sia davvero pesante e pieno di confusione. Le chiedo, però: cosa potrebbe succedere se riuscisse a fermarsi un attimo e a guardare dentro di sé, senza giudicarsi? Cosa vede quando pensa a ciò che le dà davvero energia e soddisfazione? Forse, più che cercare risposte immediate, potrebbe essere interessante esplorare insieme quelle piccole cose che potrebbero aiutarla a vedere le sue esperienze da una prospettiva diversa.
Cosa ne pensa, sarebbe disposto a scoprire qualcosa di nuovo su se stesso in questo viaggio?
Mi tengo a disposizione,
Un caro saluto,
Dr. Giorgio De Giorgi
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Buonasera, da ciò che mi arriva dalla sua descrizione percepisco un vissuto di grande confusione, mancanza di motivazione e interesse, isolamento, bassa autostima ecc... Questo mi porta a suggerire che iniziare un percorso terapeutico sarebbe la scelta ideale, perché ritengo che possa aiutarla a fare un po' di chiarezza, ad allentare l'ansia e recuperare un senso di efficacia e la capacità di prendere decisioni. Un sostegno psicologico potrebbe aiutarla a recuperare un po' di serenità e restituirle il piacere nel fare le attività della sua vita.
Dott.ssa Lavinia Stefanini
Dott.ssa Lavinia Stefanini
Buonasera,
Capisco che ti stai sentendo sopraffatto da una moltitudine di pensieri che ti sembrano difficili da gestire. La sensazione di confusione e l'isolamento che descrivi sono segnali importanti che il tuo corpo e la tua mente stanno cercando di comunicare. A volte, quando la mente è in continuo movimento, può essere difficile ritrovare la serenità e una visione chiara del proprio percorso.
La difficoltà che senti nel fare scelte, come il tuo lavoro e il futuro, è comprensibile, soprattutto se ti trovi a vivere una sorta di blocco emotivo. Il desiderio di non pensare e l'uso di meccanismi come il fumo o l'isolamento, purtroppo, non risolvono il problema a lungo termine, ma possono portare una temporanea sensazione di sollievo. Tuttavia, sono solo soluzioni parziali che non affrontano le radici del disagio.
Sospettare di non riuscire a intraprendere un percorso che ti renderebbe felice o sentirti incapace è un segno che potresti non aver ancora avuto la possibilità di esplorare appieno il tuo potenziale. Spesso i blocchi emotivi e psicologici derivano da paure legati all'incertezza del futuro e da un'autocritica eccessiva che non ti consente di vedere le tue vere capacità.
In questi casi, sarebbe utile e consigliato rivolgersi a uno specialista per affrontare il disagio che stai vivendo e per esplorare insieme le tue risorse interiori. La terapia può essere un percorso fondamentale per ritrovare fiducia in te stesso, riorientare i tuoi obiettivi e riprendere in mano la tua vita, con maggiore consapevolezza.
Con affetto,
DOTTORESSA SILVIA PARISI
PSICOLOGA PSICOTERAPEUTA SESSUOLOGA
Capisco che ti stai sentendo sopraffatto da una moltitudine di pensieri che ti sembrano difficili da gestire. La sensazione di confusione e l'isolamento che descrivi sono segnali importanti che il tuo corpo e la tua mente stanno cercando di comunicare. A volte, quando la mente è in continuo movimento, può essere difficile ritrovare la serenità e una visione chiara del proprio percorso.
La difficoltà che senti nel fare scelte, come il tuo lavoro e il futuro, è comprensibile, soprattutto se ti trovi a vivere una sorta di blocco emotivo. Il desiderio di non pensare e l'uso di meccanismi come il fumo o l'isolamento, purtroppo, non risolvono il problema a lungo termine, ma possono portare una temporanea sensazione di sollievo. Tuttavia, sono solo soluzioni parziali che non affrontano le radici del disagio.
Sospettare di non riuscire a intraprendere un percorso che ti renderebbe felice o sentirti incapace è un segno che potresti non aver ancora avuto la possibilità di esplorare appieno il tuo potenziale. Spesso i blocchi emotivi e psicologici derivano da paure legati all'incertezza del futuro e da un'autocritica eccessiva che non ti consente di vedere le tue vere capacità.
In questi casi, sarebbe utile e consigliato rivolgersi a uno specialista per affrontare il disagio che stai vivendo e per esplorare insieme le tue risorse interiori. La terapia può essere un percorso fondamentale per ritrovare fiducia in te stesso, riorientare i tuoi obiettivi e riprendere in mano la tua vita, con maggiore consapevolezza.
Con affetto,
DOTTORESSA SILVIA PARISI
PSICOLOGA PSICOTERAPEUTA SESSUOLOGA
Buonasera, le confermo che un percorso di sostegno psicologico le sarebbe molto utile. Cordiali saluti.
Salve,
si sta ponendo domande molto importanti e il fatto stesso che le stia formulando è un segnale di consapevolezza, ma anche di un eccesso di pensiero che rischia di soffocare altre parti fondamentali di sé. Quando si pensa troppo, ci si allontana dalla pancia, dall’intuizione, dal sentire autentico. Eppure, il sentimento è uno strumento psichico altrettanto essenziale oltre al ragionamento. Se tutto passa attraverso la mente, il rischio è di rimanere intrappolati, senza riuscire a cogliere ciò che realmente si desidera.
Proprio per questo, uno spazio terapeutico potrebbe esserle di grande aiuto: non tanto per “trovare subito la soluzione”, ma per iniziare ad ascoltarsi in modo più autentico, senza il filtro costante dell’autoanalisi e dell’autogiudizio. Sentirsi bloccati, demotivati e in fuga dai pensieri non è segno di fallimento, ma piuttosto il sintomo di un bisogno di risintonizzarsi con sé stesso. Forse non si tratta solo di trovare un lavoro che la renda felice, ma di recuperare la capacità di sentire cosa la fa stare bene, al di là della paura di sbagliare. Un percorso di questo tipo non è un lusso, ma un’opportunità concreta per riscoprire la propria direzione con più chiarezza e meno ansia.
Coraggio!
Dott.ssa Alessandra Arena
si sta ponendo domande molto importanti e il fatto stesso che le stia formulando è un segnale di consapevolezza, ma anche di un eccesso di pensiero che rischia di soffocare altre parti fondamentali di sé. Quando si pensa troppo, ci si allontana dalla pancia, dall’intuizione, dal sentire autentico. Eppure, il sentimento è uno strumento psichico altrettanto essenziale oltre al ragionamento. Se tutto passa attraverso la mente, il rischio è di rimanere intrappolati, senza riuscire a cogliere ciò che realmente si desidera.
Proprio per questo, uno spazio terapeutico potrebbe esserle di grande aiuto: non tanto per “trovare subito la soluzione”, ma per iniziare ad ascoltarsi in modo più autentico, senza il filtro costante dell’autoanalisi e dell’autogiudizio. Sentirsi bloccati, demotivati e in fuga dai pensieri non è segno di fallimento, ma piuttosto il sintomo di un bisogno di risintonizzarsi con sé stesso. Forse non si tratta solo di trovare un lavoro che la renda felice, ma di recuperare la capacità di sentire cosa la fa stare bene, al di là della paura di sbagliare. Un percorso di questo tipo non è un lusso, ma un’opportunità concreta per riscoprire la propria direzione con più chiarezza e meno ansia.
Coraggio!
Dott.ssa Alessandra Arena
Gentile utente, la ringrazio per essersi aperto e confidato. Quante cose importanti racconta! Mi sembra che essere qui e parlarne possa essere il primo passo per chiedersi veramente cosa sta accadendo in questo momento di vita e poterne parlare significa volerci mettere mano. Mi trova qui disponibile per intraprendere un percorso! Dott.ssa Martina Panzeri
Buongiorno, quello che descrive (tenendo conto che è un consulto virtuale) sembra proprio essere un episodio depressivo. "dormo per non pensare, fumo per nn pensare e sto sempre al telefono per non pensare" dice. Per non pensare a cosa mi verrebbe da chiederle? Perchè pensa di essere un fallito? Sta per finire la triennale in SM che forse potrebbe non essere quello che vuole fare ma comunque l'ha portata a termine. Fallito perchè? che tipo di aspirazioni aveva? Perchè ha scelto SM? Che tipo di lavoro la renderebbe felice? Aver lavorato come cameriere, immagino per mantenersi agli studi, per tanti anni potrebbe averla portata ad una sorta di "esaurimento emotivo" verso il pubblico? Prima dice che era spensierato e vitale. Poi cosa è successo? C'è stato qualche evento particolare che può aver innescato questa sensazione di disperazione che sta sperimentando? Una cosa è certa, lei ha chiesto aiuto scrivendo qui. Questo è già il primo passo. Lo dice e lo dichiara: "voglio mettere un punto e fare un lavoro che mi piace". Su questo è molto preciso e netto. Cosa le piacerebbe fare? " Non so sa dove partire, tutto è difficile per me". Ha già sperimentato altre realtà lavorative? cosa intende per " tutto è difficile"? La lascio con alcune domande che spero la portino a riflettere...
Mi scriva se vuole altre info o se quanto le ho scritto le ha suscitato una riflessione ulteriore...resto a disposizione Saluti
Mi scriva se vuole altre info o se quanto le ho scritto le ha suscitato una riflessione ulteriore...resto a disposizione Saluti
Buongiorno gentile Utente, quello che sta vivendo sembra essere un momento di profonda confusione e insoddisfazione, una fase in cui sente di aver perso la direzione e la fiducia in sé stesso. È normale, in alcuni periodi della vita, sentirsi bloccati, demotivati e con la sensazione di non riuscire a trovare una strada che dia soddisfazione. Tuttavia, il fatto che abbia deciso di scrivere qui dimostra che dentro di lei c’è ancora una spinta, un desiderio di cambiamento, ed è da questo che può ripartire.
L’ansia di trovare un lavoro che la renda felice è comprensibile, ma spesso la felicità professionale non è qualcosa che si trova all’improvviso, bensì il risultato di un percorso di scoperta e di tentativi. Se ora sente che tutto appare difficile, che ogni scelta sembra pesante o irraggiungibile, potrebbe essere utile prendersi del tempo per ascoltarsi davvero, magari proprio con il supporto di un percorso terapeutico. Non perché ci sia qualcosa di "sbagliato" in lei, ma perché un aiuto esterno può aiutarla a fare chiarezza tra i pensieri, a riconoscere le sue reali passioni e a ritrovare fiducia nelle sue capacità.
L’isolamento, il senso di inadeguatezza e l’evitamento attraverso il sonno, il telefono o il fumo sono segnali che non dovrebbero essere ignorati. È come se dentro di lei ci fosse un conflitto tra il desiderio di realizzarsi e la paura di non farcela. Ma lei non è un fallito, e di certo non è ignorante. È semplicemente in un momento di transizione, uno di quelli che mettono alla prova e fanno paura, ma che possono anche diventare un’occasione per ricostruirsi su basi più solide.
Il primo passo potrebbe essere proprio quello di concedersi la possibilità di parlare con qualcuno, senza giudicarsi e senza la pressione di dover trovare subito tutte le risposte. A volte, ripartire non significa avere già chiaro il traguardo, ma semplicemente iniziare a camminare.
Se vuole approfondire o se ha bisogno di un confronto, sono a disposizione.
Dott. Luca Vocino
L’ansia di trovare un lavoro che la renda felice è comprensibile, ma spesso la felicità professionale non è qualcosa che si trova all’improvviso, bensì il risultato di un percorso di scoperta e di tentativi. Se ora sente che tutto appare difficile, che ogni scelta sembra pesante o irraggiungibile, potrebbe essere utile prendersi del tempo per ascoltarsi davvero, magari proprio con il supporto di un percorso terapeutico. Non perché ci sia qualcosa di "sbagliato" in lei, ma perché un aiuto esterno può aiutarla a fare chiarezza tra i pensieri, a riconoscere le sue reali passioni e a ritrovare fiducia nelle sue capacità.
L’isolamento, il senso di inadeguatezza e l’evitamento attraverso il sonno, il telefono o il fumo sono segnali che non dovrebbero essere ignorati. È come se dentro di lei ci fosse un conflitto tra il desiderio di realizzarsi e la paura di non farcela. Ma lei non è un fallito, e di certo non è ignorante. È semplicemente in un momento di transizione, uno di quelli che mettono alla prova e fanno paura, ma che possono anche diventare un’occasione per ricostruirsi su basi più solide.
Il primo passo potrebbe essere proprio quello di concedersi la possibilità di parlare con qualcuno, senza giudicarsi e senza la pressione di dover trovare subito tutte le risposte. A volte, ripartire non significa avere già chiaro il traguardo, ma semplicemente iniziare a camminare.
Se vuole approfondire o se ha bisogno di un confronto, sono a disposizione.
Dott. Luca Vocino
La ringrazio per aver condiviso la sua esperienza con tanta sincerità. È evidente che stia attraversando un momento di grande confusione e frustrazione, e voglio riconoscere la sua volontà di parlarne, perché non è affatto scontata.
Quello che descrive – il sentirsi incastrato, isolato e senza direzione – è un vissuto che molte persone sperimentano, soprattutto in fasi di transizione come la sua. La fine di un percorso di studi e l’incertezza sul futuro possono far emergere ansia e dubbi sul proprio valore e sulle proprie scelte. Non c’è nulla di sbagliato in quello che sta provando, ma è importante trovare le giuste strategie per far si che questo la blocchi.
L’isolamento e il fatto di evitare di pensare attraverso il sonno, il telefono o il fumo sembrano strategie per tenere a distanza una sofferenza che probabilmente le pesa molto. Ma, come ha intuito, queste abitudini rischiano di alimentare ancora di più il senso di vuoto e di impotenza. Ha mai provato a trovare strategie più differenti per affrontare questa fase? Magari riscoprire vecchie passioni, provare nuove attività o anche solo ricominciare da piccole azioni quotidiane che le diano un senso di soddisfazione? Spesso ripartire da una semplice routine (es: svegliarsi presto, allenarsi)
può fare la differenza sul tono dell'umore e sul mood con cui si affronta la giornata.
Nonostante il senso di smarrimento che prova, sta comunque completando la sua triennale: questo è un traguardo importante. Forse in questo momento non sa ancora se il percorso che ha scelto la rappresenta, ma potrebbe provare a immaginare dove vorrebbe essere tra cinque anni. In quali ambiti le piacerebbe lavorare? Quali attività la entusiasmano? Se il lavoro da cameriere non la soddisfa più, esistono alternative che potrebbe valutare?
In ogni caso, affrontare questi pensieri da soli può essere molto faticoso. Sicuramente parlare con un professionista potrebbe aiutarla a fare chiarezza, a esplorare le sue emozioni e a individuare un percorso che le restituisca energia e motivazione. Le consiglio di valutare questa possibilità come un passo concreto verso il cambiamento che desidera.
Rimango a disposizione, si senta libero di contattarmi, un caro saluto.
Quello che descrive – il sentirsi incastrato, isolato e senza direzione – è un vissuto che molte persone sperimentano, soprattutto in fasi di transizione come la sua. La fine di un percorso di studi e l’incertezza sul futuro possono far emergere ansia e dubbi sul proprio valore e sulle proprie scelte. Non c’è nulla di sbagliato in quello che sta provando, ma è importante trovare le giuste strategie per far si che questo la blocchi.
L’isolamento e il fatto di evitare di pensare attraverso il sonno, il telefono o il fumo sembrano strategie per tenere a distanza una sofferenza che probabilmente le pesa molto. Ma, come ha intuito, queste abitudini rischiano di alimentare ancora di più il senso di vuoto e di impotenza. Ha mai provato a trovare strategie più differenti per affrontare questa fase? Magari riscoprire vecchie passioni, provare nuove attività o anche solo ricominciare da piccole azioni quotidiane che le diano un senso di soddisfazione? Spesso ripartire da una semplice routine (es: svegliarsi presto, allenarsi)
può fare la differenza sul tono dell'umore e sul mood con cui si affronta la giornata.
Nonostante il senso di smarrimento che prova, sta comunque completando la sua triennale: questo è un traguardo importante. Forse in questo momento non sa ancora se il percorso che ha scelto la rappresenta, ma potrebbe provare a immaginare dove vorrebbe essere tra cinque anni. In quali ambiti le piacerebbe lavorare? Quali attività la entusiasmano? Se il lavoro da cameriere non la soddisfa più, esistono alternative che potrebbe valutare?
In ogni caso, affrontare questi pensieri da soli può essere molto faticoso. Sicuramente parlare con un professionista potrebbe aiutarla a fare chiarezza, a esplorare le sue emozioni e a individuare un percorso che le restituisca energia e motivazione. Le consiglio di valutare questa possibilità come un passo concreto verso il cambiamento che desidera.
Rimango a disposizione, si senta libero di contattarmi, un caro saluto.
Buonasera e grazie per aver condiviso ciò che sta vivendo con noi. Da quello che racconta, sembra che lei stia affrontando un periodo di grande confusione e frustrazione. È comprensibile che, dopo anni di impegno e sacrifici, lei voglia trovare una strada che la faccia sentire realizzato e felice. Un percorso terapeutico potrebbe aiutarla a fare chiarezza, a comprendere meglio i propri desideri e a superare questa fase di malessere. Consiglio uno spazio di ascolto e di supporto per ritrovare motivazione e fiducia in se stessi. Resto a disposizione per maggiori chiarimenti =)
Quello che descrivi – sensazioni di vuoto, isolamento, perdita di motivazione e autostima – può essere indice di un profondo disagio emotivo, e non c'è nulla di sbagliato nel cercare aiuto per affrontarlo. È importante riconoscere che il tuo dolore è reale. Anche se in passato eri pieno di vitalità, a volte le esperienze, le pressioni e i dubbi possono portare a un senso di blocco e disperazione. Le sensazioni di "non farcela più" e di voler scomparire sono segnali che il peso delle tue emozioni sta diventando troppo difficile da gestire da solo. Iniziare un percorso con uno psicologo potrebbe aiutarti a capire meglio cosa sta succedendo dentro di te. Un terapeuta può offrirti strumenti per gestire i pensieri negativi, lavorare sull’autostima e affrontare l’ansia e la confusione. La terapia potrebbe anche aiutarti a chiarire i tuoi interessi e a definire una visione più chiara per il tuo futuro professionale, tenendo conto delle tue passioni e dei tuoi desideri.
Dott.ssa Antonella Bellanzon
Dott.ssa Antonella Bellanzon
Buonasera ragazzo ambizioso ma spaventato. Lei ha 24 anni ed è un desiderio sacrosanto quello di voler immaginare un lavoro che le piaccia e la renda felice. Mi sembra però che di fronte alle mille opzioni che il mondo potrebbe offrirle lei si senta disorientato e che questo la stia più spaventando che motivando. Ma il suo è un passaggio che spesso risulta delicato e difficile da realizzare: trovare il proprio posto nel mondo. Si lasci aiutare, così da smettere di rinchiudersi sempre più nel suo piccolo guscio di protezione per scoprire che li fuori c'è ancora tanto da scoprire, conquistare e di cui gioire.
Gentile utente,
Sicuramente sta vivendo un momento di grande confusione, dove le sue ambizioni si scontrano con un senso di frustrazione e insoddisfazione. La sensazione di essere intrappolato e il bisogno di distogliersi dalla mente sono segni di un malessere che, seppur comprensibile, merita di essere affrontato. Cercare un supporto terapeutico potrebbe aiutarla a fare chiarezza sui suoi desideri e sulle sue paure, e a ritrovare un equilibrio interiore. Non c’è nulla di sbagliato nel chiedere aiuto; anzi, è un passo importante per comprendere meglio se stessi e trovare la strada che possa davvero renderla felice.
Sicuramente sta vivendo un momento di grande confusione, dove le sue ambizioni si scontrano con un senso di frustrazione e insoddisfazione. La sensazione di essere intrappolato e il bisogno di distogliersi dalla mente sono segni di un malessere che, seppur comprensibile, merita di essere affrontato. Cercare un supporto terapeutico potrebbe aiutarla a fare chiarezza sui suoi desideri e sulle sue paure, e a ritrovare un equilibrio interiore. Non c’è nulla di sbagliato nel chiedere aiuto; anzi, è un passo importante per comprendere meglio se stessi e trovare la strada che possa davvero renderla felice.
Salve, grazie per essersi aperto rispetto alle difficoltà che sta vivendo.
Da ciò che ha scritto arriva molta confusione rispetto a sé stesso ed al suo futuro, ed è comprensibile che ci sia confusione in questa fase della sua vita; riferendo però anche un forte disagio e frustrazione rispetto a quello che sta vivendo, iniziare un percorso psicologico, come ha giustamente scritto anche lei, potrebbe aiutarla a vedere con più chiarezza sé stesso e il suo futuro.
Forse il punto da cui ripartire è proprio questo: dedicarsi uno spazio personale per comprendere sé stesso e quello che sta vivendo, e con il tempo, riprendere in mano gli aspetti della sua vita che ha messo da parte in questo periodo, apprezzare le sue qualità e risorse personali e riacquisire una propria serenità.
Da ciò che ha scritto arriva molta confusione rispetto a sé stesso ed al suo futuro, ed è comprensibile che ci sia confusione in questa fase della sua vita; riferendo però anche un forte disagio e frustrazione rispetto a quello che sta vivendo, iniziare un percorso psicologico, come ha giustamente scritto anche lei, potrebbe aiutarla a vedere con più chiarezza sé stesso e il suo futuro.
Forse il punto da cui ripartire è proprio questo: dedicarsi uno spazio personale per comprendere sé stesso e quello che sta vivendo, e con il tempo, riprendere in mano gli aspetti della sua vita che ha messo da parte in questo periodo, apprezzare le sue qualità e risorse personali e riacquisire una propria serenità.
Buongiorno e grazie per aver pensato di condividere qui la sua riflessione.
Inizio la risposta per lei comunicandole la curiosità che ha suscitato in me non solo il suo approccio molto riflessivo, ma anche la sua dinamicità. Si, parlo proprio del suo impegno, del suo prestarsi nei lavori che ha svolto e che sta svolgendo, anche se lei riferisce un momento di fatica (che avverto e che mi spiace molto).
La sua ricerca è la conoscenza di sè stesso, e si sta guardando attorno per trovare la via più adatta a lei in cui potersi esprimere.
Il suo è un percorso in evoluzione, fatto di salite faticose, di discese e di mete piacevoli. Posso immaginare la fatica che prova in questo momento....fa un po' parte del viaggio.
Sia clemente con sè stesso, si conceda del tempo per riflettere e consideri che anche questa fase è temporanea, transitoria.
.... E si guardi indietro! quante cose ha fatto fino ad ora? quante esperienze è riuscito ad aggiungere al suo bagaglio di vita? ognuna di queste ha avuto un significato importante per lei: le ha fatto comprendere quale via è la sua!
Le auguro il meglio e resto disponibile qualora lo volesse. Dottoressa Turchetto Letizia
Inizio la risposta per lei comunicandole la curiosità che ha suscitato in me non solo il suo approccio molto riflessivo, ma anche la sua dinamicità. Si, parlo proprio del suo impegno, del suo prestarsi nei lavori che ha svolto e che sta svolgendo, anche se lei riferisce un momento di fatica (che avverto e che mi spiace molto).
La sua ricerca è la conoscenza di sè stesso, e si sta guardando attorno per trovare la via più adatta a lei in cui potersi esprimere.
Il suo è un percorso in evoluzione, fatto di salite faticose, di discese e di mete piacevoli. Posso immaginare la fatica che prova in questo momento....fa un po' parte del viaggio.
Sia clemente con sè stesso, si conceda del tempo per riflettere e consideri che anche questa fase è temporanea, transitoria.
.... E si guardi indietro! quante cose ha fatto fino ad ora? quante esperienze è riuscito ad aggiungere al suo bagaglio di vita? ognuna di queste ha avuto un significato importante per lei: le ha fatto comprendere quale via è la sua!
Le auguro il meglio e resto disponibile qualora lo volesse. Dottoressa Turchetto Letizia
Caro paziente anonimo,
dalle sue parole emerge un "prima e un dopo", come se qualcosa si fosse interrotto lungo il cammino. I momenti di abbattimento possono spaventare, ma possiamo iniziare a osservare come è cambiata la percezione che abbiamo di noi stessi.
I suoi desideri e bisogni sono legittimi, e riconoscerli è un passo importante.
Un percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarla a fare ulteriore chiarezza su dove si immagina nel futuro e quale tipo di lavoro potrebbe davvero soddisfarla.
Prima di tutto, è importante che lei si prenda cura dell'immagine che ha di sé, per coltivarne una più nutritiva e motivante. Ricostruire il proprio senso di valore richiede tempo e pazienza, ma non è un viaggio che deve affrontare da solo.
Le auguro un sentito in bocca al lupo
dalle sue parole emerge un "prima e un dopo", come se qualcosa si fosse interrotto lungo il cammino. I momenti di abbattimento possono spaventare, ma possiamo iniziare a osservare come è cambiata la percezione che abbiamo di noi stessi.
I suoi desideri e bisogni sono legittimi, e riconoscerli è un passo importante.
Un percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarla a fare ulteriore chiarezza su dove si immagina nel futuro e quale tipo di lavoro potrebbe davvero soddisfarla.
Prima di tutto, è importante che lei si prenda cura dell'immagine che ha di sé, per coltivarne una più nutritiva e motivante. Ricostruire il proprio senso di valore richiede tempo e pazienza, ma non è un viaggio che deve affrontare da solo.
Le auguro un sentito in bocca al lupo
Caro ragazzo, provo a riformulare quello che mi arriva leggendo ciò che ha scritto.
Sono ambizioso, voglio fare un lavoro che mi piaccia e non accontentarmi di lavori che sento non essere per me (cameriere, personale ATA) ma... mi sento stupido, ignorante e fallito, tanto che non so nemmeno se riuscirei ad iscrivermi ad un concorso, qualunque cosa è difficile per me.
Penso troppo e non ce la faccio più a pensare così tanto, dunque metto in atto molti comportamenti per evitare di pensare (dormo per non pensare, telefono per non pensare, fumo per non pensare).
Tutto ciò mi affatica molto, mi intrappola, mi toglie vitalità e mi porta ad isolarmi, tanto che forse preferirei a volte scomparire dalla faccia della terra.
Mi sembra che la sua ambizione e il più che legittimo desiderio di felicità e appagamento vadano a scontrarsi con alcune credenze di base su di sé che appaiono, da ciò che scrive, molto negative.
Due modalità di pensiero che la caratterizzano e che ci fanno sentire "intrappolati", proprio come ha scritto lei, sono:
-Rimuginio: pensieri ripetitivi e intrusivi rivolti ad un futuro che si prefigura come molto negativo / catastrofico (non ce la farò mai, anche se provassi non ce la farei, qualunque cosa sarà troppo difficile per me, non riuscirò a fare l'insegnante perché...)
-Ruminazione: pensieri ripetitivi e intrusivi orientati al passato ( non so se ho fatto bene, potevo fare in questo altro modo, ho sbagliato a fare così quella volta, sono stato stupido quando ho detto...).
Un percorso psicologico potrebbe supportarla nel ristrutturare queste modalità disfunzionali di pensiero, migliorare la sima di sé, entrare maggiormente in contatto con le sue emozioni, trovare strategie di autoregolazione emotiva più funzionali, esplorare e focalizzare i valori importanti per la sua vita, e fare scelte di vita coerenti ad essi e soddisfacenti.
Rimango a disposizione per un approfondimento anche online.
Un caro saluto
Dott.ssa Concetta Maccarrone
Sono ambizioso, voglio fare un lavoro che mi piaccia e non accontentarmi di lavori che sento non essere per me (cameriere, personale ATA) ma... mi sento stupido, ignorante e fallito, tanto che non so nemmeno se riuscirei ad iscrivermi ad un concorso, qualunque cosa è difficile per me.
Penso troppo e non ce la faccio più a pensare così tanto, dunque metto in atto molti comportamenti per evitare di pensare (dormo per non pensare, telefono per non pensare, fumo per non pensare).
Tutto ciò mi affatica molto, mi intrappola, mi toglie vitalità e mi porta ad isolarmi, tanto che forse preferirei a volte scomparire dalla faccia della terra.
Mi sembra che la sua ambizione e il più che legittimo desiderio di felicità e appagamento vadano a scontrarsi con alcune credenze di base su di sé che appaiono, da ciò che scrive, molto negative.
Due modalità di pensiero che la caratterizzano e che ci fanno sentire "intrappolati", proprio come ha scritto lei, sono:
-Rimuginio: pensieri ripetitivi e intrusivi rivolti ad un futuro che si prefigura come molto negativo / catastrofico (non ce la farò mai, anche se provassi non ce la farei, qualunque cosa sarà troppo difficile per me, non riuscirò a fare l'insegnante perché...)
-Ruminazione: pensieri ripetitivi e intrusivi orientati al passato ( non so se ho fatto bene, potevo fare in questo altro modo, ho sbagliato a fare così quella volta, sono stato stupido quando ho detto...).
Un percorso psicologico potrebbe supportarla nel ristrutturare queste modalità disfunzionali di pensiero, migliorare la sima di sé, entrare maggiormente in contatto con le sue emozioni, trovare strategie di autoregolazione emotiva più funzionali, esplorare e focalizzare i valori importanti per la sua vita, e fare scelte di vita coerenti ad essi e soddisfacenti.
Rimango a disposizione per un approfondimento anche online.
Un caro saluto
Dott.ssa Concetta Maccarrone
Ciao,
hai fatto bene a scrivere invece.
In realtà stare chiuso dentro casa non aiuta affatto, potresti venire e capire come mai adesso hai questo momento così difficile per te.
In un rapporto valido di terapia, troveresti le risposte alle tue domande.
un caro saluto
Lavinia
hai fatto bene a scrivere invece.
In realtà stare chiuso dentro casa non aiuta affatto, potresti venire e capire come mai adesso hai questo momento così difficile per te.
In un rapporto valido di terapia, troveresti le risposte alle tue domande.
un caro saluto
Lavinia
Gentile utente,
La ringrazio per aver condiviso una parte della sua storia e della sua sofferenza.
È importante comprendere che le emozioni e i sentimenti che sta provando sono comuni a tante storie e sofferenze che stanno vivendo anche i suoi coetanei in una fase di stallo simile. Indubbiamente, il suo valore personale non dipende unicamente dalla sua efficacia lavorativa, ma da tanti altri aspetti che si intersecano.
È importante imparare a tollerare e attraversare, con gli strumenti emotivi adeguati, il disagio emotivo senza fuggire da esso utilizzando erroneamente il fumo, dormendo eccessivamente o chiudendosi in casa senza parlare con nessuno. Inoltre, è importantissimo riconoscere e identificare le emozioni che sta provando per poterle gestire, senza che esse prendano il sopravvento, ma anche verbalizzare con i suoi familiari o amici più stretti per poter essere empaticamente compreso.
Non si devono prendere decisioni quando si è confusi e mentalmente offuscati, ma solo quando subentra la chiarezza e si intravedono i propri obiettivi, aspirazioni e desideri da voler raggiungere e ritorna il senso di piacere e gratificazione per ogni singolo passo compiuto.
Sicuramente un percorso psicologico le sarà di aiuto affinché tutto ciò possa essere affrontato nel modo più sereno e idoneo possibile, in un clima collaborativo, sicuro e non giudicante.
In bocca al lupo e saluti.
Per qualsiasi dubbio o richiesta, sono disponibile per consulenze online.
Psicologa Clinica- Mannarino Sara
La ringrazio per aver condiviso una parte della sua storia e della sua sofferenza.
È importante comprendere che le emozioni e i sentimenti che sta provando sono comuni a tante storie e sofferenze che stanno vivendo anche i suoi coetanei in una fase di stallo simile. Indubbiamente, il suo valore personale non dipende unicamente dalla sua efficacia lavorativa, ma da tanti altri aspetti che si intersecano.
È importante imparare a tollerare e attraversare, con gli strumenti emotivi adeguati, il disagio emotivo senza fuggire da esso utilizzando erroneamente il fumo, dormendo eccessivamente o chiudendosi in casa senza parlare con nessuno. Inoltre, è importantissimo riconoscere e identificare le emozioni che sta provando per poterle gestire, senza che esse prendano il sopravvento, ma anche verbalizzare con i suoi familiari o amici più stretti per poter essere empaticamente compreso.
Non si devono prendere decisioni quando si è confusi e mentalmente offuscati, ma solo quando subentra la chiarezza e si intravedono i propri obiettivi, aspirazioni e desideri da voler raggiungere e ritorna il senso di piacere e gratificazione per ogni singolo passo compiuto.
Sicuramente un percorso psicologico le sarà di aiuto affinché tutto ciò possa essere affrontato nel modo più sereno e idoneo possibile, in un clima collaborativo, sicuro e non giudicante.
In bocca al lupo e saluti.
Per qualsiasi dubbio o richiesta, sono disponibile per consulenze online.
Psicologa Clinica- Mannarino Sara
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