Buonasera, ho bisogno di un consiglio urgentemente in quanto da circa un anno non riconosco più madr

9 risposte
Buonasera, ho bisogno di un consiglio urgentemente in quanto da circa un anno non riconosco più madre : lei dopo aver scoperto di una presunta avance di mio padre nei confronti di un altra donna ( con messaggi whatsapp ma di fatto mai nulla ) è cambiata tantissimo infatti ha dei comportamenti infantili tanto quanto nervosi urlando ...quando mio padre non la considera o per piccolezze rivangando addirittura sempre il passato ( non mangia,urla e minaccia più volte di non andare a cucinare ,per ripicca, a mio nonno 90enme) . Sono andata anche personalmente in analisi( per affrontare) e la mia dottoressa mi disse di lasciarli fare e di uscire o studiare in biblioteca. Questo consiglio non mi è stato d'aiuto perché il problema c'è ljo sempre a casa ,il suo comportamento mi porta a pensare che sia davvero esaurita anche perché sono a limite della pazienza nel sopportarla visto che sfoga anche su di me e mio fratello la sua frustrazione ed entrambi abbiamo iniziato ad odiarla perché poi le dura a giorni e dopo 6/7 giorni riprende con i suoi nervi . Cosa possiamo fare ?
Dott.ssa Alessia D'Angelo
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Gentile utente, posso immaginare quanto faticosa possa essere stare in relazione a sua madre. Tuttavia la collega le ha dato un suggerimento untile, "chiamarsi fuori dalla dinamica". Sua madre sta attraversando un momento assai doloroso, questo non giustifica il suo comportamento ma va calato in una cornice più ampia. Voi figli potete solo chiamarvi fuori, prendendo spazio, distanza fisica ed emotiva da questa dinamica. Voi siete nel suo raggio di punta emotivo, ma non siete obbligati a stare. Non potete fare molto altro se lei non è disponibile a chiedere aiuto. Potreste farle presente la vostra preoccupazione per il suo malessere e rimandarle ciò che vedete in lei. Ma non possiamo obbligare qualcuno a farsi aiutare. Cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo

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Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buonasera,
da ciò che descrive emerge una situazione familiare molto faticosa e dolorosa, che dura da tempo e che sta avendo un impatto importante non solo su sua madre, ma anche su lei e su suo fratello. Il cambiamento improvviso di sua madre dopo l’episodio legato a suo padre può aver attivato una ferita profonda (tradimento percepito, perdita di fiducia, rabbia non elaborata), che sembra oggi esprimersi attraverso comportamenti impulsivi, regressivi e carichi di aggressività emotiva.

È comprensibile che, vivendo quotidianamente questi atteggiamenti, vi sentiate esasperati, confusi e persino arrabbiati con lei. Tuttavia è importante chiarire che, per quanto il suo comportamento sia difficile da tollerare, voi come figli non potete né curarla né “aggiustare” la situazione. Continuare a subire senza strumenti, infatti, rischia di aumentare solo il vostro malessere.

Alcuni punti importanti:

I suoi comportamenti non vanno normalizzati né giustificati, ma neppure affrontati con scontri continui: alimenterebbero il circolo della rabbia.

È legittimo proteggervi emotivamente, ponendo dei confini (ad esempio allontanarvi quando le urla iniziano, evitare di entrare nelle dinamiche di provocazione).

Sarebbe fondamentale che sua madre potesse intraprendere un percorso psicologico, perché ciò che descrive fa pensare a una sofferenza non elaborata che sta esplodendo in modo disfunzionale.

Anche una consulenza familiare o di coppia per i suoi genitori potrebbe aiutare a dare un contenimento a questa situazione, se vi fosse disponibilità.

Il percorso che lei ha già intrapreso è prezioso, ma quando il contesto resta così destabilizzante può essere necessario rivedere le strategie di tutela personale insieme a un professionista, per aiutarla a non caricarsi di un peso che non le appartiene.

Vista la complessità e la durata del problema, il consiglio è di approfondire la situazione con uno specialista, che possa valutare in modo diretto la dinamica familiare e orientare verso l’intervento più adeguato.

Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
potresti lavorare su come ti fa sentire vederla così. Se ti va di esplorare meglio questo argomento, contattami pure.
Dott.ssa Rossella Carrara
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Buongiorno, la sua analista le ha dato il consiglio più adeguato. Non si può aiutare chi non vuole essere aiutato, quindi, per la sua serenità mentale, cerchi di stare alla larga, il più possibile, da sua madre. Cordiali saluti.
Dott. Luigi Pignatelli
Psicologo, Psicologo clinico
Taranto
Salve, da quello che descrivi è comprensibile quanto tu sia stanca, confusa e anche arrabbiata. Quando un genitore cambia improvvisamente comportamento, soprattutto diventando emotivamente instabile, aggressivo o infantile, per un figlio è molto destabilizzante: viene meno il senso di sicurezza di base e ci si sente intrappolati in un clima che non si è scelto. È importante chiarire un punto centrale: tu e tuo fratello non siete responsabili dello stato emotivo di vostra madre, né potete “aggiustarla”. Il tradimento (anche solo percepito) può essere vissuto come un trauma relazionale e alcune persone reagiscono regredendo, con rabbia, ripicche, minacce e comportamenti immaturi. Questo però spiega il suo stato, non lo giustifica, soprattutto quando diventa dannoso per chi le sta intorno. Il consiglio di “allontanarti” non era sbagliato in sé, ma è comprensibile che non basti: se il problema rientra ogni giorno in casa, l’evitamento totale non è realistico. Quello che puoi fare, invece, è lavorare su confini chiari. Quando urla, rivanga il passato o vi coinvolge emotivamente, è legittimo dire (con calma, una volta sola): “Questo modo di parlare mi fa stare male, ora mi allontano” e farlo davvero. Non discutere, non convincerla, non difenderti: ogni confronto a caldo alimenta il ciclo.
Un altro punto fondamentale: sarebbe molto importante che tua madre ricevesse un supporto psicologico o psichiatrico, perché i comportamenti che descrivi non sono semplici “nervi”, ma segnali di una sofferenza che sta tracimando sugli altri. Se vostro padre ha un minimo di lucidità, può essere lui (o un altro adulto di riferimento) a farsi carico di proporle un aiuto: non deve essere una vostra battaglia.
Infine, proteggi te stessa: se senti che l’odio sta prendendo il posto di tutto, è un segnale che sei oltre il limite. Continuare un tuo percorso psicologico può aiutarti non a “sopportare di più”, ma a reggere meno e tutelarti meglio. Se vuoi, posso aiutarti a capire come parlare con tuo padre o come costruire confini più efficaci senza sentirti in colpa.
Dott. Fabio Nenci
Psicologo clinico, Psicologo
San Maurizio Canavese
Buongiorno,
purtroppo credo possiate fare poco, sua madre sta attraverso un momento difficile , dove la sua vita si è completamente stravolta. In questo momento immagino non riesca a sopportare nessuna critica è ferita .


Dott.ssa Caterina Lo Bianco
Psicologo, Psicologo clinico
Palermo
Gentile utente,
grazie per aver condiviso con tanta sincerità ciò che sta vivendo.
Comprendo quanto la situazione che descrive sia emotivamente faticosa e destabilizzante, soprattutto perché coinvolge una figura genitoriale che oggi appare molto diversa da come l’ha sempre conosciuta.
Da un punto di vista clinico, è importante distinguere alcuni livelli. Da ciò che racconta, sua madre sembra trovarsi in uno stato di forte sofferenza emotiva legato a una ferita relazionale profonda (il vissuto di tradimento, anche se solo percepito). In alcune persone, soprattutto quando il dolore non viene mentalizzato né elaborato, questo può tradursi in comportamenti regressivi, acting out emotivi, oscillazioni dell’umore, rabbia intensa e difficoltà nella regolazione affettiva. Questo non giustifica ciò che accade, ma aiuta a comprenderne il senso.
Detto questo, è altrettanto fondamentale chiarire che voi figli non siete responsabili del benessere emotivo di vostra madre, né potete diventare il contenitore della sua frustrazione. Quando la sofferenza dell’adulto invade lo spazio dei figli, si crea una dinamica disfunzionale che nel tempo può generare rabbia, rifiuto e sentimenti di odio, come lei stessa sta riconoscendo con molta lucidità.
Cosa potete fare concretamente:
1. Proteggere i vostri confini
Quando sua madre urla, accusa o coinvolge voi nei conflitti di coppia, è legittimo sottrarvi. Non come fuga, ma come atto di tutela. Uscire di casa, chiudersi in un’altra stanza, interrompere la conversazione quando diventa aggressiva è una forma di limite sano.
2. Non entrare nel triangolo
Evitate di prendere posizione tra sua madre e suo padre o di fare da mediatori. Ogni tentativo di “farla ragionare” o di calmarla rischia di rinforzare la dipendenza emotiva e il suo agire infantile.
3. Un messaggio chiaro e fermo (quando è calma)
Se possibile, in un momento di tranquillità, può essere utile esprimere con tono fermo ma non accusatorio qualcosa come:
“Capisco che tu stia male, ma quando urli o sfoghi la tua rabbia su di noi ci fai stare peggio. In questo modo non possiamo aiutarti.”
Non serve convincerla, serve posizionarsi.
4. Il problema è di coppia, non familiare
Sarebbe auspicabile che sua madre (o entrambi i genitori) intraprendessero un percorso psicologico, preferibilmente individuale o di coppia. Tuttavia, se lei non è disponibile, questo limite va accettato: non potete curarla al suo posto.
5. Continuare il vostro percorso
Il lavoro che sta facendo in terapia è prezioso. In questi casi, l’obiettivo non è “far cambiare” il genitore, ma non lasciarsi risucchiare dalla sua sofferenza e preservare la propria salute mentale.
Il fatto che lei inizi a provare rabbia e rifiuto non è segno di cattiveria, ma di esaurimento emotivo. Dare un nome a questo vissuto è già un primo passo per non trasformarlo in colpa o autoaccusa.
Se desidera, posso aiutarla a formulare meglio come porre dei limiti comunicativi con sua madre o a capire come gestire il senso di colpa che spesso emerge in queste situazioni.
Rimango a disposizione per qualsiasi approfondimento.
Un caro saluto,
Dott.ssa Caterina Lo Bianco – Psicologa ad orientamento Sistemico-Relazionale
Dott.ssa Valentina Sciubba
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Può cercare di migliorare la comunicazione ed il rapporto con sua madre, eventualmente anche con l'altro genitore. La terapia strategico-gestaltica ha ottimi strumenti a questo scopo. La invito a visitare il sito a mio nome per maggiori info.
Dott.ssa Saveria Ottaviani
Psicologo, Psicologo clinico
Marina di Ardea
Da ciò che racconti dovrebbe essere tua madre ad iniziare un percorso psicologico che le permetta di capire il suo dolore e la sua rabbia per poi riuscire a superarli. Puoi cercare di far capire a tua madre che il suo comportamento ferisce te e tuo fratello e che si può ricominciare a stare bene, facendosi aiutare. Puoi farle capire che capisci il suo dolore ma che se vuole stare bene deve iniziare un percorso personale. In bocca al lupo. Un saluto

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