Buonasera, Ho 38 anni e da pochi mesi ho interrotto una conoscenza/frequentazione con una ragazza d
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Buonasera,
Ho 38 anni e da pochi mesi ho interrotto una conoscenza/frequentazione con una ragazza di poco più giovane per mancanza di interesse reciproco, lei era molto attaccata e attratta, io non ero coinvolto ma molto attratto, purtroppo però per seri motivi salutari suoi e in seguito per mancanza di una situazione adeguata non abbiamo potuto fare l'amore e quindi conoscerci sul piano sessuale completo. Questo ha rilasciato in me una sorta di frustrazione nel non aver sentito appagato un desiderio che mi sarebbe sembrato naturale vivere vista nella situazione, non mi butto mai troppo in fretta nelle relazioni specie di carattere sessuale per non ferire l'altra persona. Sono stato interessato a diverse ragazze di cui spesso non ho ricevuto altrettanto interesse e sono stato innamorato una sola volta da quasi vent'anni di una ragazza, ormai donna, che è tornata nei miei pensieri anche di recente. Molte volte mi sono trovato invece a lasciarmi andare in situazioni poco coinvolgenti per me che tronco nel momento in cui capisco di non trovare quell'interesse che invece viene richiesto. Sono stato sempre insicuro del mio corpo e del mio aspetto esteriore, bella figura e bel personale, ma qualche kilo di troppo che hanno minato spesso la fiducia in me stesso e messo di fronte ad una valanga di delusioni; sulle ragazze ho avuto sempre degli standard ai quali pare non riuscire a rinunciare, sia sul piano esteriore che interiore/comportamentale, provo attrazione anche solo con un abbraccio ma se trovo degli aspetti poco seducenti esteriormente non porto avanti la relazione, come se trovassi cose che non vanno sul lato comportamentale; guardo molto il viso, che è anche una mia carta vincente. Ultimamente sento più de solito il desiderio di amare una ragazza, e condividerci la vita, di svegliarmi con una presenza a fianco, impazzisco dall'idea di avere una famiglia tutta mia. Mi sono scritto su un sito dating e ho avuto qualche incontro, approfitto sempre di situazioni sociali ove conoscere gente nuova. Poi nel frattempo è prevalso il desiderio prettamente sessuale che ho cercato di appagare in qualche modo: ho provato a contattare donne in un sito di incontri più spinto ( dove ci sono anche le LEI di coppia aperte) ma ho trovato principalmente uomini e il fatto è stato qui, mi sono imbattuto in un posto dove c'erano degli uomini e mi sono concesso un rapporto soft con uno di loro che mi ha appagato sessualmente, dopo di che me ne sono andato senza nemmeno salutare, ne aspettare l'altrui piacere.
Era successo già un'altra volta di avventurarmi in situazioni del genere prima di iniziare una relazione con una ragazza, periodo in cui mi sentivo solo e inappagato, non riesco a decifrare questa attrazione verso gli uomini, li guardo e li penso solo se sono molto attraenti; mi spiego: una donna può eccitarmi per molteplici aspetti, anche il loro contatto, il loro senso di "scioglimento" tra le mia braccia e quello che può succedere tra noi, se ha qualcosa sul lato fisico che può non piacermi, posso comunque esserne attratto ed avere una relazione, mentre in un uomo ho provato goduria e mi sono spinto solo per l'avvenenza della sua fisicità.
Vorrei chiedere un parere sulla mia sfera sessuale, se può essere, non etichettata, ma per lo meno definita, senza soffermarmi all'identità. Rileggendo queste righe provo già un sollievo perchè è come se sapessi di più di me mettendo tutto nero su bianco, ma vorrei possibilmente una lettura più professionale e meno coinvolta, se tutto questo può essere definito parte di un processo evolutivo, di consapevolezza o conseguenza di altro.
Grazie in anticipo.
Ho 38 anni e da pochi mesi ho interrotto una conoscenza/frequentazione con una ragazza di poco più giovane per mancanza di interesse reciproco, lei era molto attaccata e attratta, io non ero coinvolto ma molto attratto, purtroppo però per seri motivi salutari suoi e in seguito per mancanza di una situazione adeguata non abbiamo potuto fare l'amore e quindi conoscerci sul piano sessuale completo. Questo ha rilasciato in me una sorta di frustrazione nel non aver sentito appagato un desiderio che mi sarebbe sembrato naturale vivere vista nella situazione, non mi butto mai troppo in fretta nelle relazioni specie di carattere sessuale per non ferire l'altra persona. Sono stato interessato a diverse ragazze di cui spesso non ho ricevuto altrettanto interesse e sono stato innamorato una sola volta da quasi vent'anni di una ragazza, ormai donna, che è tornata nei miei pensieri anche di recente. Molte volte mi sono trovato invece a lasciarmi andare in situazioni poco coinvolgenti per me che tronco nel momento in cui capisco di non trovare quell'interesse che invece viene richiesto. Sono stato sempre insicuro del mio corpo e del mio aspetto esteriore, bella figura e bel personale, ma qualche kilo di troppo che hanno minato spesso la fiducia in me stesso e messo di fronte ad una valanga di delusioni; sulle ragazze ho avuto sempre degli standard ai quali pare non riuscire a rinunciare, sia sul piano esteriore che interiore/comportamentale, provo attrazione anche solo con un abbraccio ma se trovo degli aspetti poco seducenti esteriormente non porto avanti la relazione, come se trovassi cose che non vanno sul lato comportamentale; guardo molto il viso, che è anche una mia carta vincente. Ultimamente sento più de solito il desiderio di amare una ragazza, e condividerci la vita, di svegliarmi con una presenza a fianco, impazzisco dall'idea di avere una famiglia tutta mia. Mi sono scritto su un sito dating e ho avuto qualche incontro, approfitto sempre di situazioni sociali ove conoscere gente nuova. Poi nel frattempo è prevalso il desiderio prettamente sessuale che ho cercato di appagare in qualche modo: ho provato a contattare donne in un sito di incontri più spinto ( dove ci sono anche le LEI di coppia aperte) ma ho trovato principalmente uomini e il fatto è stato qui, mi sono imbattuto in un posto dove c'erano degli uomini e mi sono concesso un rapporto soft con uno di loro che mi ha appagato sessualmente, dopo di che me ne sono andato senza nemmeno salutare, ne aspettare l'altrui piacere.
Era successo già un'altra volta di avventurarmi in situazioni del genere prima di iniziare una relazione con una ragazza, periodo in cui mi sentivo solo e inappagato, non riesco a decifrare questa attrazione verso gli uomini, li guardo e li penso solo se sono molto attraenti; mi spiego: una donna può eccitarmi per molteplici aspetti, anche il loro contatto, il loro senso di "scioglimento" tra le mia braccia e quello che può succedere tra noi, se ha qualcosa sul lato fisico che può non piacermi, posso comunque esserne attratto ed avere una relazione, mentre in un uomo ho provato goduria e mi sono spinto solo per l'avvenenza della sua fisicità.
Vorrei chiedere un parere sulla mia sfera sessuale, se può essere, non etichettata, ma per lo meno definita, senza soffermarmi all'identità. Rileggendo queste righe provo già un sollievo perchè è come se sapessi di più di me mettendo tutto nero su bianco, ma vorrei possibilmente una lettura più professionale e meno coinvolta, se tutto questo può essere definito parte di un processo evolutivo, di consapevolezza o conseguenza di altro.
Grazie in anticipo.
Buonasera,
grazie per aver condiviso in modo così dettagliato e sincero la sua storia e le sue riflessioni.
Dalla descrizione emerge un percorso complesso, in cui convivono diversi aspetti: il desiderio di una relazione affettiva stabile e di costruire una famiglia, la difficoltà a trovare relazioni appaganti, insicurezze legate all’immagine corporea, e al tempo stesso esperienze sessuali più impulsive, anche con uomini, che sembrano rispondere a un bisogno immediato di piacere o di vicinanza fisica.
È importante sottolineare che la sessualità è un ambito estremamente sfaccettato, influenzato da componenti biologiche, psicologiche, relazionali e sociali. Il fatto che lei viva attrazione sessuale verso uomini in circostanze legate prevalentemente all’aspetto fisico, mentre verso le donne sperimenti un desiderio anche affettivo e relazionale, non significa necessariamente dover incasellare la sua esperienza in un’etichetta rigida. Tuttavia, sembra che questa parte della sua sessualità generi in lei domande e forse qualche conflittualità interna.
Il sollievo che prova già nel rileggersi è significativo: raccontarsi e mettere ordine nei pensieri è spesso il primo passo verso una maggiore consapevolezza di sé. Le sue esperienze potrebbero far parte di un percorso evolutivo personale, di esplorazione del desiderio e dei propri bisogni affettivi e sessuali, ma potrebbero anche essere la spia di conflitti più profondi legati all’autostima, al timore di essere ferito o rifiutato, o alla difficoltà di lasciarsi coinvolgere pienamente in una relazione.
Per poter comprendere meglio il significato dei suoi comportamenti, le dinamiche che li guidano e soprattutto per vivere la sua sessualità in modo più sereno e integrato, sarebbe molto utile e consigliato approfondire questi temi in un percorso di psicoterapia o di consulenza sessuologica. Un professionista può aiutarla ad esplorare senza giudizio queste parti di sé, accompagnandola verso una maggiore chiarezza e benessere personale.
DOTTORESSA SILVIA PARISI
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
grazie per aver condiviso in modo così dettagliato e sincero la sua storia e le sue riflessioni.
Dalla descrizione emerge un percorso complesso, in cui convivono diversi aspetti: il desiderio di una relazione affettiva stabile e di costruire una famiglia, la difficoltà a trovare relazioni appaganti, insicurezze legate all’immagine corporea, e al tempo stesso esperienze sessuali più impulsive, anche con uomini, che sembrano rispondere a un bisogno immediato di piacere o di vicinanza fisica.
È importante sottolineare che la sessualità è un ambito estremamente sfaccettato, influenzato da componenti biologiche, psicologiche, relazionali e sociali. Il fatto che lei viva attrazione sessuale verso uomini in circostanze legate prevalentemente all’aspetto fisico, mentre verso le donne sperimenti un desiderio anche affettivo e relazionale, non significa necessariamente dover incasellare la sua esperienza in un’etichetta rigida. Tuttavia, sembra che questa parte della sua sessualità generi in lei domande e forse qualche conflittualità interna.
Il sollievo che prova già nel rileggersi è significativo: raccontarsi e mettere ordine nei pensieri è spesso il primo passo verso una maggiore consapevolezza di sé. Le sue esperienze potrebbero far parte di un percorso evolutivo personale, di esplorazione del desiderio e dei propri bisogni affettivi e sessuali, ma potrebbero anche essere la spia di conflitti più profondi legati all’autostima, al timore di essere ferito o rifiutato, o alla difficoltà di lasciarsi coinvolgere pienamente in una relazione.
Per poter comprendere meglio il significato dei suoi comportamenti, le dinamiche che li guidano e soprattutto per vivere la sua sessualità in modo più sereno e integrato, sarebbe molto utile e consigliato approfondire questi temi in un percorso di psicoterapia o di consulenza sessuologica. Un professionista può aiutarla ad esplorare senza giudizio queste parti di sé, accompagnandola verso una maggiore chiarezza e benessere personale.
DOTTORESSA SILVIA PARISI
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
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Gentilissimo,
La ringrazio per la fiducia dimostrata nel condividere aspetti così intimi e personali della sua esperienza. La sua lettera rivela una capacità di auto-osservazione e una ricerca di comprensione che rappresentano già un importante punto di partenza per un eventuale percorso di esplorazione psicologica.
Quello che emerge dalle sue parole è un quadro complesso e articolato, dove diversi elementi si intrecciano: la ricerca di intimità autentica, la gestione dell'attrazione e del desiderio, le insicurezze corporee, e una curiosità esplorativa verso diverse forme di sessualità. Tutti questi aspetti sono profondamente umani e meritano di essere compresi senza giudizio.
La sua domanda su come "definire" la sua sfera sessuale tocca un punto centrale: la sessualità umana è un continuum fluido e complesso, che non sempre si presta a definizioni rigide. Quello che lei descrive – un'attrazione primaria verso le donne accompagnata da episodi di coinvolgimento con uomini in momenti di solitudine o frustrazione – non è infrequente e può essere compreso come parte di un processo di esplorazione e conoscenza di sé.
Ciò che colpisce nella sua narrazione è come questi episodi sembrino verificarsi in momenti di particolare vulnerabilità emotiva o "vuoto" relazionale. Questo potrebbe suggerire che la dimensione sessuale stia servendo, in parte, come modalità per gestire stati emotivi difficili o bisogni di intimità non soddisfatti altrove. La sua osservazione sui "standard" elevati e sulla tendenza a interrompere relazioni quando non trova il coinvolgimento desiderato potrebbe essere collegata a dinamiche più profonde legate all'autostima, all'immagine corporea, e forse a pattern relazionali che meriterebbero di essere esplorati con maggiore profondità.
Un percorso terapeutico psicodinamico potrebbe offrirle lo spazio per esplorare questi temi in modo non giudicante, aiutandola a comprendere i significati inconsci dei suoi comportamenti e a sviluppare una maggiore integrazione tra i suoi diversi aspetti e bisogni. L'obiettivo non sarebbe quello di "etichettare" la sua sessualità, ma di aiutarla a sviluppare una maggiore consapevolezza di sé e delle sue modalità relazionali.
Il fatto che abbia già sperimentato sollievo nello scrivere queste righe conferma l'importanza della verbalizzazione e della riflessione sui propri vissuti interni. Un setting terapeutico potrebbe amplificare questo processo di comprensione e auto-accettazione.
La invito a considerare la possibilità di un colloquio conoscitivo, che le permetterebbe di esplorare questi temi in un ambiente professionale e contenitivo, senza alcun obbligo di impegno a lungo termine.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordialmente,
Katya Patrizia Linda Cervio
La ringrazio per la fiducia dimostrata nel condividere aspetti così intimi e personali della sua esperienza. La sua lettera rivela una capacità di auto-osservazione e una ricerca di comprensione che rappresentano già un importante punto di partenza per un eventuale percorso di esplorazione psicologica.
Quello che emerge dalle sue parole è un quadro complesso e articolato, dove diversi elementi si intrecciano: la ricerca di intimità autentica, la gestione dell'attrazione e del desiderio, le insicurezze corporee, e una curiosità esplorativa verso diverse forme di sessualità. Tutti questi aspetti sono profondamente umani e meritano di essere compresi senza giudizio.
La sua domanda su come "definire" la sua sfera sessuale tocca un punto centrale: la sessualità umana è un continuum fluido e complesso, che non sempre si presta a definizioni rigide. Quello che lei descrive – un'attrazione primaria verso le donne accompagnata da episodi di coinvolgimento con uomini in momenti di solitudine o frustrazione – non è infrequente e può essere compreso come parte di un processo di esplorazione e conoscenza di sé.
Ciò che colpisce nella sua narrazione è come questi episodi sembrino verificarsi in momenti di particolare vulnerabilità emotiva o "vuoto" relazionale. Questo potrebbe suggerire che la dimensione sessuale stia servendo, in parte, come modalità per gestire stati emotivi difficili o bisogni di intimità non soddisfatti altrove. La sua osservazione sui "standard" elevati e sulla tendenza a interrompere relazioni quando non trova il coinvolgimento desiderato potrebbe essere collegata a dinamiche più profonde legate all'autostima, all'immagine corporea, e forse a pattern relazionali che meriterebbero di essere esplorati con maggiore profondità.
Un percorso terapeutico psicodinamico potrebbe offrirle lo spazio per esplorare questi temi in modo non giudicante, aiutandola a comprendere i significati inconsci dei suoi comportamenti e a sviluppare una maggiore integrazione tra i suoi diversi aspetti e bisogni. L'obiettivo non sarebbe quello di "etichettare" la sua sessualità, ma di aiutarla a sviluppare una maggiore consapevolezza di sé e delle sue modalità relazionali.
Il fatto che abbia già sperimentato sollievo nello scrivere queste righe conferma l'importanza della verbalizzazione e della riflessione sui propri vissuti interni. Un setting terapeutico potrebbe amplificare questo processo di comprensione e auto-accettazione.
La invito a considerare la possibilità di un colloquio conoscitivo, che le permetterebbe di esplorare questi temi in un ambiente professionale e contenitivo, senza alcun obbligo di impegno a lungo termine.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordialmente,
Katya Patrizia Linda Cervio
Lei ha descritto un percorso di ricerca intensa, dove il desiderio di una relazione affettiva stabile si alterna a esperienze occasionali mosse da un bisogno di soddisfazione corporea. Nel suo racconto emergono al contempo delusioni, insicurezze legate al corpo, e una certa esigente selettività relazionale, segno di standard elevati a livello fisico e psichico.
Questa attrazione verso gli uomini, vissuta in contesti limitati a stimoli puramente fisici e non accompagnata da legami affettivi, non necessariamente definisce un’orientamento identitario. Piuttosto, sembra un'espressione momentanea del desiderio, spesso legata a stati di solitudine o insoddisfazione.
L’aspetto più significativo è il suo desiderio attuale di costruire un’intimità stabile, affettuosa e di vita condivisa: questo indica un’esigenza di integrazione autentica tra emotività e corporeità, una fase evolutiva di consapevolezza e integrazione affettiva.
Se lo desidera, un percorso psicoterapeutico mirato potrebbe offrirle uno spazio sicuro e competente in cui approfondire questi aspetti con rispetto, senza giudizio, e con attenzione ai significati profondi che oggi stanno emergendo nella sua storia personale.
Resto a disposizione, qualora volesse riprendere il dialogo
Questa attrazione verso gli uomini, vissuta in contesti limitati a stimoli puramente fisici e non accompagnata da legami affettivi, non necessariamente definisce un’orientamento identitario. Piuttosto, sembra un'espressione momentanea del desiderio, spesso legata a stati di solitudine o insoddisfazione.
L’aspetto più significativo è il suo desiderio attuale di costruire un’intimità stabile, affettuosa e di vita condivisa: questo indica un’esigenza di integrazione autentica tra emotività e corporeità, una fase evolutiva di consapevolezza e integrazione affettiva.
Se lo desidera, un percorso psicoterapeutico mirato potrebbe offrirle uno spazio sicuro e competente in cui approfondire questi aspetti con rispetto, senza giudizio, e con attenzione ai significati profondi che oggi stanno emergendo nella sua storia personale.
Resto a disposizione, qualora volesse riprendere il dialogo
Buongiorno, la ringrazio per la fiducia e la sincerità con cui ha condiviso il suo vissuto.
Da quanto racconta, emerge una riflessione complessa e profonda sulla sua sfera sessuale e relazionale, che non va letta come qualcosa da "etichettare", ma piuttosto come un percorso personale in evoluzione.
Il desiderio sessuale non segue regole rigide: può orientarsi verso diversi aspetti di una persona (corpo, mente, gesti) e può cambiare nel tempo, in risposta a bisogni affettivi, solitudine, ricerca di contatto o appagamento fisico. Le esperienze con partner maschili che descrive, ad esempio, potrebbero non essere un indicatore di orientamento sessuale definito, ma parte di un’esplorazione legata al desiderio e al bisogno di connessione corporea, come già sta intuendo.
In sessuologia clinica si parla di comportamento sessuale, non necessariamente di identità, perché ciò che una persona fa non sempre definisce ciò che è. In questo senso, il desiderio non è sempre “lineare” e può essere influenzato da variabili emotive, relazionali o corporee (come l’immagine di sé, che lei cita).
Anche la dicotomia tra desiderio di relazione e impulso sessuale più immediato è comune: non è un segnale di incoerenza, ma di bisogni diversi che cercano spazio.
Il fatto che scrivendolo abbia sentito sollievo è già un indicatore importante: quando mettiamo ordine nei pensieri, iniziamo un processo di consapevolezza.
Le suggerisco di considerare un percorso di consulenza sessuologica o psicologica focalizzato sul riconoscimento dei suoi bisogni autentici, senza fretta di definirli.
Non per ricevere un'etichetta, ma per esplorare ciò che la sua sessualità le sta comunicando oggi.
Resto a disposizione, anche per consulenze online, se desidera iniziare questo percorso in uno spazio protetto e non giudicante.
Un caro saluto.
Da quanto racconta, emerge una riflessione complessa e profonda sulla sua sfera sessuale e relazionale, che non va letta come qualcosa da "etichettare", ma piuttosto come un percorso personale in evoluzione.
Il desiderio sessuale non segue regole rigide: può orientarsi verso diversi aspetti di una persona (corpo, mente, gesti) e può cambiare nel tempo, in risposta a bisogni affettivi, solitudine, ricerca di contatto o appagamento fisico. Le esperienze con partner maschili che descrive, ad esempio, potrebbero non essere un indicatore di orientamento sessuale definito, ma parte di un’esplorazione legata al desiderio e al bisogno di connessione corporea, come già sta intuendo.
In sessuologia clinica si parla di comportamento sessuale, non necessariamente di identità, perché ciò che una persona fa non sempre definisce ciò che è. In questo senso, il desiderio non è sempre “lineare” e può essere influenzato da variabili emotive, relazionali o corporee (come l’immagine di sé, che lei cita).
Anche la dicotomia tra desiderio di relazione e impulso sessuale più immediato è comune: non è un segnale di incoerenza, ma di bisogni diversi che cercano spazio.
Il fatto che scrivendolo abbia sentito sollievo è già un indicatore importante: quando mettiamo ordine nei pensieri, iniziamo un processo di consapevolezza.
Le suggerisco di considerare un percorso di consulenza sessuologica o psicologica focalizzato sul riconoscimento dei suoi bisogni autentici, senza fretta di definirli.
Non per ricevere un'etichetta, ma per esplorare ciò che la sua sessualità le sta comunicando oggi.
Resto a disposizione, anche per consulenze online, se desidera iniziare questo percorso in uno spazio protetto e non giudicante.
Un caro saluto.
Salve Gentile Utente, intanto grazie per la fiducia con cui ha voluto condividere aspetti così intimi e complessi della Sua vita. Da come scrive sembra essere una persona molto introspettiva, profonda, dotata di sensibilità e intelligenza emotiva. Dalle Sue parole emerge chiaramente un desiderio profondo di autenticità, amore e contatto, insieme a una riflessione matura su ciò che ha vissuto e di cui ad oggi probabilmente sente ancora il bisogno. La Sua narrazione evidenzia una mente capace di osservare se stessa con attenzione, anche nei passaggi potenzialmente più scomodi o difficili da elaborare, ed è già questa una grande forma di consapevolezza.
La Sua esperienza sessuale, così come la fluttuazione del desiderio e delle attrazioni, non ha bisogno di etichette rigide. Il binarismo sessuale è un concetto già superato da tempo, così come il concetto di staticità sessuale. È importante non intendere la sessualità come un aspetto "monolitico". Si parla sempre più frequentemente di "sessualità liquida" per identificare una concezione della sessualità non più rigida, non fissa, ma capace di cambiare in relazione alle persone, alle esperienze e ai contesti.
La sua esperienza sembra riflettere un'esplorazione personale che in alcuni momenti è guidata dal bisogno di vicinanza e in altri da una tensione erotica che trova sfogo dove può, anche fuori da un contesto affettivo. Il fatto che abbia vissuto alcune esperienze con uomini esclusivamente per una forte attrazione fisica, senza legami emotivi o interesse più profondo, non rende necessariamente queste esperienze indicatrici di un orientamento sessuale definito. L'orientamento sessuale, il desiderio, le preferenze, possono variare nel tempo senza necessariamente seguire le etichette classiche "etero", "gay", "bisex", ecc..
La frustrazione sessuale che ha menzionato, così come il senso di insoddisfazione, sembrano avere radici anche in un bisogno più ampio: il desiderio di essere visto, accolto e amato, in un contesto di reciprocità, dove anche il suo corpo (che ha faticato ad accettare) possa essere sentito come desiderabile. In questo senso, la ricerca sessuale può anche avere avuto una funzione compensativa o regolativa della solitudine e del senso di esclusione che ha vissuto in passato.
Come più volte detto e come anche lei ha scritto, non credo sia necessario "etichettare" nulla. Piuttosto, le suggerirei di considerare tutto questo come parte di un processo evolutivo, in cui il suo desiderio, sia erotico che affettivo, sta cercando di trovare un'espressione coerente con ciò di cui sente il bisogno oggi. È possibile che, in questo processo, alcune fantasie o sperimentazioni si chiariscano, si rafforzino o si dissolvano, e che lei possa integrare questi vissuti con maggiore calma e senza giudizio.
In conclusione, ciò che ha raccontato può essere letto proprio come una tappa di un cammino verso una maggiore consapevolezza personale.
Le auguro crescere ancora in questo percorso di consapevolezza e di trovare una persona con cui, in un equilibrio sano e corrisposto, possiate rappresentare l'uno per l'altra la risposta ai vostri reciproci bisogni.
Qualora avesse ulteriori dubbi o domande, non esiti a contattarmi.
Un caro saluto.
La Sua esperienza sessuale, così come la fluttuazione del desiderio e delle attrazioni, non ha bisogno di etichette rigide. Il binarismo sessuale è un concetto già superato da tempo, così come il concetto di staticità sessuale. È importante non intendere la sessualità come un aspetto "monolitico". Si parla sempre più frequentemente di "sessualità liquida" per identificare una concezione della sessualità non più rigida, non fissa, ma capace di cambiare in relazione alle persone, alle esperienze e ai contesti.
La sua esperienza sembra riflettere un'esplorazione personale che in alcuni momenti è guidata dal bisogno di vicinanza e in altri da una tensione erotica che trova sfogo dove può, anche fuori da un contesto affettivo. Il fatto che abbia vissuto alcune esperienze con uomini esclusivamente per una forte attrazione fisica, senza legami emotivi o interesse più profondo, non rende necessariamente queste esperienze indicatrici di un orientamento sessuale definito. L'orientamento sessuale, il desiderio, le preferenze, possono variare nel tempo senza necessariamente seguire le etichette classiche "etero", "gay", "bisex", ecc..
La frustrazione sessuale che ha menzionato, così come il senso di insoddisfazione, sembrano avere radici anche in un bisogno più ampio: il desiderio di essere visto, accolto e amato, in un contesto di reciprocità, dove anche il suo corpo (che ha faticato ad accettare) possa essere sentito come desiderabile. In questo senso, la ricerca sessuale può anche avere avuto una funzione compensativa o regolativa della solitudine e del senso di esclusione che ha vissuto in passato.
Come più volte detto e come anche lei ha scritto, non credo sia necessario "etichettare" nulla. Piuttosto, le suggerirei di considerare tutto questo come parte di un processo evolutivo, in cui il suo desiderio, sia erotico che affettivo, sta cercando di trovare un'espressione coerente con ciò di cui sente il bisogno oggi. È possibile che, in questo processo, alcune fantasie o sperimentazioni si chiariscano, si rafforzino o si dissolvano, e che lei possa integrare questi vissuti con maggiore calma e senza giudizio.
In conclusione, ciò che ha raccontato può essere letto proprio come una tappa di un cammino verso una maggiore consapevolezza personale.
Le auguro crescere ancora in questo percorso di consapevolezza e di trovare una persona con cui, in un equilibrio sano e corrisposto, possiate rappresentare l'uno per l'altra la risposta ai vostri reciproci bisogni.
Qualora avesse ulteriori dubbi o domande, non esiti a contattarmi.
Un caro saluto.
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