Salve a tutti e tutte. Mi farebbe piacere avere un parere esperto.
La mia psicoterapeuta ha avuto u
Salve a tutti e tutte. Mi farebbe piacere avere un parere esperto.
La mia psicoterapeuta ha avuto un lutto e adesso mi sento un po' a disagio. Non me lo ha detto esplicitamente, ma l'ho dedotto perché ha annullato il nostro ultimo appuntamento a causa di un'emergenza familiare (ero già a conoscenza di una situazione molto precaria). Il suo silenzio prolungato sulla ricalendarizzazione mi ha fatto intendere il seguito.
Al momento sono in silenziosa attesa del prossimo incontro con lei (che non so ancora quando sarà), ma non riesco a non provare un forte senso di dissonanza al pensare che, lato professionale, lei sarà lì ad ascoltare i miei problemi un po' futili, mentre sta plausibilmente ancora affrontando il suo lutto. Avevo pensato di parlargliene, ovvero di esplicitare con lei il disagio che sento nel ritrovarmi 'forzatamente' (data l'aspettativa del nostro rapporto di professionista-paziente) a parlare delle mie cose spiacevoli a una persona che è emotivamente provata, ma alcuni miei amici mi hanno detto che sarebbe indelicato, e in qualche modo io concordo con loro, perché il lutto è un fatto personale e non voglio privarla né della sua privacy, né dell'intimità dei suoi sentimenti. Al contempo, non me la sento di far finta di niente, perché mi sembrerebbe di invalidare il suo vissuto e di deumanizzarla.
Posso avere qualche consiglio su come approcciarmi quando ci rivedremo? Agli psicologi e/o psicoterapeuti che eventualmente mi risponderanno chiedo in che modo preferirebbero che un loro paziente si comportasse in una situazione simile?
Ringrazio in anticipo e, sperando che questa questione non sia ritenuta inopportuna, mando un saluto.