Buonasera dottore, le scrivo perché vorrei parlarle di una situazione che mi sta creando molta ansia

21 risposte
Buonasera dottore, le scrivo perché vorrei parlarle di una situazione che mi sta creando molta ansia. Da mesi sto cercando di convincere mia madre a farmi studiare scienze umane, ma lei è contraria perché ritiene il percorso troppo difficile per me e che non sarei in grado di affrontarlo. Questa situazione mi sta pesando molto, soprattutto perché ora sono iscritta a un indirizzo che non mi interessa minimamente e nemmeno la classe mi piace. Mi sento bloccata e non so come andare avanti. Nonostante la mia psicologa ne ha parlato già con mia madre, ma lei non vuole sentire ragioni. Ho paura per il mio futuro, di non trovare lavoro e di rimanere senza soldi. Il mio sogno è diventare psicologa e acculturarmi, e questa situazione mi deprime tantissimo. Sono sicura che verrò bocciata, e mia madre continua a ripetermi che mi boccerebbero anche a scienze umane. Inoltre, quando sono triste ho pensieri negativi come: pensieri di suicidio o farmi del male.
Come posso affrontare questa situazione? Quali alternative ho per il mio futuro?
Dott.ssa Elda Marqeni
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Buongiorno, la situazione sembra emotivamente molto difficile ma si ricordi che in questo non è da sola! Parlare con i genitori può essere complesso e farsi ascoltare a volte è davvero difficile, ma attorno a sè ha persone adulte che possono aiutarla a parlare con sua madre: la psicologa e anche gli insegnanti possono essere una risorsa. Inoltre, si ricordi che indipendentemente da ciò che studia alle superiori, può accedere ad ogni università che desidera in futuro. Dimostri a sua madre che è una persona affidabile e studiosa che ha vagliato con attenzione ciò che sono i suoi interessi e acceda a tutte le risorse possibili per portare a termine il suo obiettivo.

Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online

Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.

Mostra risultati Come funziona?
Dott.ssa Samuela Carmucco
Psicologo, Psicoterapeuta
Palermo
Salve,
sembra avere chiaro il punto, la fatica a poter scegliere autonomamente per se stessa quando le sue attitudini non sono congruenti a sua madre che la fa da ostacolo.
Immagino la questione sia anche di dipendenza economica, ma ad ogni modo, la dipendenza emotiva da quello che decide sua madre sembra la parte più nodale.
Lei è già in terapia, più che la chiamata diretta tra la psicologa e il genitore, lei è una giovane donna, non una bambina, immagino stia affrontando la sua difficoltà a svincolarsi. Può esistere per se stessa e la sua vita senza il consenso materno?
Dott.ssa Arianna Broglia
Psicologo, Psicoterapeuta
Parma
Gentile ragazza, ti ringrazio per aver condiviso qualcosa di così importante e delicato. Da quello che scrivi si sente quanto tu ti senta triste, frustrata e forse anche un po’ sola in questa situazione.
Immagino quanto possa essere doloroso desiderare con convinzione un percorso e sentirsi dire, proprio da una persona così importante come tua madre, che non saresti in grado di affrontarlo. Parole di questo tipo, soprattutto se ripetute nel tempo, possono pesare molto e influenzare anche il modo in cui inizi a vedere te stessa e le tue capacità.
Il tuo desiderio di studiare scienze umane e diventare psicologa parla di una parte di te viva, curiosa e motivata, ed è importante darle spazio e ascolto. Allo stesso tempo, capisco quanto possa essere difficile continuare a stare in un contesto scolastico che non senti tuo.
Mi viene però una domanda importante: la tua psicologa è al corrente di quanto stai soffrendo in questo momento, in particolare dei pensieri di farti del male o di suicidio che hai descritto? È fondamentale che lei lo sappia, perché questi pensieri non vanno affrontati da sola e meritano tutta l’attenzione e la cura possibile.
Per quanto riguarda la scuola e il futuro, può essere utile continuare a lavorare insieme alla tua psicologa per trovare modi diversi di coinvolgere tua madre, ma anche per rafforzare dentro di te la fiducia nelle tue capacità. Inoltre, è importante ricordare che il percorso per diventare psicologa non dipende esclusivamente dalla scuola superiore: esistono più strade per arrivare all’università e costruire il tuo progetto.
In questo momento, però, la cosa più importante sei tu e il tuo benessere. Se i pensieri negativi dovessero intensificarsi, ti invito davvero a parlarne subito con la tua psicologa o con un adulto di fiducia. Non sei sbagliata a desiderare un futuro che senti tuo, e non devi affrontare tutto questo da sola.
Se senti il bisogno di un ulteriore confronto, contattami pure! Sarò felice di darti il supporto che posso. Capisco che trovare un professionista con cui sentirsi a proprio agio non sia sempre facile, soprattutto quando si vivono momenti di difficoltà. Se dovessi sentire che la tua psicologa non riesce a darti il supporto che ti serve, ti incoraggio a parlarne con lei. A volte, è utile esprimere apertamente come ci si sente riguardo alla terapia per cercare insieme nuove modalità di supporto. E, se senti che non stai trovando quello che ti serve, non c’è nulla di male nel cercare un’altra strada.
Ti auguro di trovare la forza e il supporto che meriti. Non sei sola in tutto questo.
Un caro saluto, Dott.ssa Arianna Broglia
Dott.ssa Angela Barbera
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Catania
Capisco perfettamente questa situazione possa farti sentire intrappolata e sotto pressione. Non è solo una scelta scolastica, per te rappresenta identità, futuro e autonomia. E' normale che, quando queste parti vengano bloccate , emergono ansia, tristezza e pensieri molto negativi.
In questo momento si è creato un circolo:
1. Tua madre ti scoraggia
2. Tu ti senti incapace e bloccata
3.Aumenta la paura di fallire
4.Ti senti ancora meno in grado di agire
Il punto è: non la difficoltà del percorso che ti blocca, ma il dubbio continuo su di te.
Spostiamo il focus:da dover convincere tua mamma a sbloccare te
Più cerchi di convincerla, più lei si irrigidisce. E' una dinamica molto comune. Strategicamente, serve cambiare obbiettivo: Non convincerla, ma dimostrarle progressivamente che sei in grado. Ti consiglio di studiare ogni giorno come se fossi già nel percorso che desideri, scegli argomenti inerenti alle materie. Questo aumenta la fiducia reale, da voglia a sto già facendo.
Non pensare più che verrai bocciata.
Quando dici che nei momenti di tristezza compaiono pensieri suicidi o autolesivi, significa che la pressione ha superato la soglia gestibile. Non va ignorato.
In questi questi momenti :
1.Non rimanere da sola
2.Contatta qualcuno ( amici, parenti, psicologa)
3.Se senti che aumenta, rivolgiti subito ad un servizio di supporto( anche telefonico)
Questi pensieri non sono una soluzione, sono un segnale che qualcosa va cambiato subito.
Dott.ssa Giovanna Costanzo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Comprendo profondamente il senso di oppressione e la sofferenza che prova in questo momento; sentirsi inascoltati nei propri desideri più autentici, specialmente quando riguardano la costruzione della propria identità e del proprio futuro, può generare un vuoto molto doloroso. Questo conflitto con Sua madre sembra toccare corde profonde, dove il giudizio sulle Sue capacità rischia di diventare un limite invalicabile che blocca la Sua crescita. In psicologia, spesso osserviamo come le proiezioni e le paure dei genitori possano sovrapporsi ai percorsi dei figli, creando un clima in cui il riconoscimento del Sé viene ostacolato da visioni predefinite. Il Suo desiderio di studiare Scienze Umane non è solo una scelta accademica, ma il tentativo di abitare un mondo che sente affine alla Sua sensibilità. La psicoterapia può aiutarLa a esplorare come queste dinamiche familiari abbiano influenzato la percezione del Suo valore e a trovare la forza per ridefinire i Suoi confini, trasformando il dolore in una spinta verso l'autodeterminazione. È fondamentale che Lei continui a condividere con la Sua terapeuta i pensieri più oscuri e difficili che mi ha riportato, poiché meritano uno spazio di ascolto protetto e prioritario. La invito caldamente a proseguire il Suo percorso clinico per elaborare questo vissuto e ritrovare quella speranza nel domani che oggi Le sembra così lontana.
Cordialità
Dott.ssa Giovanna Costano
Dott.ssa Sofia Bonomi
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Buongiorno, mi dispiace stia vivendo una situazione difficile e complicata. Penso tuttavia che essendo lei già seguita da una psicologa dovrebbe porre queste domande a lei e provare a trovare un modo insieme per stare meglio anche al di là delle decisioni della mamma. Si ricordi che si può arrivare a studiare psicologia anche avendo fatto altre scuole prima, per cui non si scoraggi se non riesce a cambiare! Cordialmente dott.ssa Bonomi
Gent.ma paziente,
sarebbe possibile fare un incontro con sua madre e i professori, così che si scelga insieme un percorso per lei adatto e in linea con i suoi interessi e capacità?
Dott.ssa Minerva Medina-Diaz
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Cara ragazza, ti capisco bene. Quello che mi sento di dirti è che se veramente vuoi studiare psicologia o qualunque altra disciplina lo farai anche se in questa fase trovi tanti ostacoli. Per fare psicologia non devi passare per forza da scienze umane: sia passare da un percorso umanisitico (come nel mio caso) sia passare da uno sicientifico ti sarà molto utile e arrichente, quindi anche se ora fai molta fatica non mollare se sai cosa vuoi.
Dott.ssa Marinella Rotondo
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Buonasera . Lei è gia' supportata da una collega psicologa . Ne parli con lei . I processi di soggettivazione richiedono un po' di tempo e costanza negli incontri con la psicologa . Sono certa che troverà le risposte e le risorse per uscire da una situazione di crisi
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buonasera,
grazie per aver condiviso una situazione così delicata: da quello che racconta emergono sia una forte motivazione verso ciò che desidera fare, sia un livello di sofferenza emotiva che merita attenzione e cura.

Da un lato, è comprensibile il suo bisogno di sentirsi ascoltata e di poter scegliere un percorso che sente più vicino ai suoi interessi e ai suoi obiettivi (come il desiderio di diventare psicologa). Quando si è inseriti in un contesto scolastico percepito come “non proprio”, è facile sentirsi demotivati, bloccati e anche sfiduciati rispetto al futuro. Dall’altro lato, sua madre sembra agire sulla base di una preoccupazione: probabilmente teme che lei possa trovarsi in difficoltà e cerca, a modo suo, di proteggerla, anche se questo atteggiamento rischia di farla sentire non compresa e svalutata.

In queste situazioni, può essere utile lavorare su due livelli:

1. La comunicazione con sua madre
A volte, quando il dialogo si irrigidisce, è difficile farsi ascoltare. Potrebbe essere utile provare a esprimere non solo “cosa vuole fare”, ma soprattutto come si sente (“mi sento demotivata”, “ho paura di fallire perché non mi interessa quello che studio”) e perché quel percorso è importante per lei. Il coinvolgimento della sua psicologa è già un passo molto importante: forse si potrebbe riprendere il confronto con sua madre in uno spazio mediato, dove entrambe possiate essere ascoltate.

2. Il suo vissuto emotivo
Quello che riferisce sui pensieri negativi e autolesivi è un segnale molto importante da non sottovalutare. Non sono semplicemente “effetti della situazione”, ma indicano un livello di sofferenza che merita attenzione immediata. È fondamentale che continui a parlarne apertamente con la sua psicologa: non deve affrontare tutto questo da sola.

Rispetto al futuro, è importante sapere che il percorso scolastico non è mai una strada “senza ritorno”. Anche qualora non riuscisse a cambiare indirizzo ora, esistono comunque diverse possibilità per avvicinarsi in seguito al suo obiettivo (ad esempio attraverso cambi di percorso, recuperi, o scelte universitarie coerenti). Questo non significa che la sua richiesta non sia valida, ma che il suo futuro non è determinato in modo rigido dalla situazione attuale.

Infine, vorrei dirle una cosa importante: il fatto che lei abbia un sogno, delle aspirazioni e il desiderio di “acculturarsi” è una risorsa preziosa. Allo stesso tempo, però, è fondamentale prendersi cura del suo benessere emotivo nel presente, perché è la base per costruire qualsiasi progetto futuro.

Le consiglio quindi di continuare a lavorare su questi aspetti insieme alla sua psicologa e, se possibile, di coinvolgere ancora sua madre in un confronto guidato. Approfondire con uno specialista è il passo più utile per aiutarla a trovare strategie concrete e sostenibili.

Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott. Francesco Paolo Coppola
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Napoli
Buonasera,
la sua domanda va presa molto sul serio, ma bisogna mettere ordine.
Primo punto. Il problema non è soltanto scegliere o non scegliere Scienze Umane. Il problema più profondo è che lei sente di trovarsi in un percorso che non le appartiene, mentre sua madre sembra non riconoscere il valore della sua richiesta.
Secondo punto. Prima di parlare di alternative bisognerebbe sapere quanti anni ha, che classe frequenta, qual è il suo rendimento scolastico e perché desidera proprio Scienze Umane. Se il suo sogno è diventare psicologa, questa scelta potrebbe essere un primo modo per avvicinarsi a ciò che sente più vicino a sé.
Terzo punto. Sua madre può avere paure, dubbi, preoccupazioni. Questo è comprensibile. Ma un genitore non dovrebbe limitarsi a dire: “non ce la farai”. Il compito di un genitore non è sminuire, ma aiutare un figlio a misurarsi con la realtà, anche correndo il rischio di sbagliare.
Quarto punto. Una cosa è fallire dopo aver tentato. Un’altra è non poterci nemmeno provare. Lei ha diritto almeno alla prova, purché questa prova venga preparata seriamente, non vissuta come fuga o fantasia.

Quinto punto. Lei scrive che la sua psicologa ha già parlato con sua madre, ma che sua madre non vuole sentire ragioni. Quindi non basta dire “ne parli con la psicologa”. Questo tentativo è già stato fatto e non ha funzionato.
Sesto punto. A questo punto bisogna cambiare piano: coinvolgere la scuola, un coordinatore, un orientatore, un insegnante serio, qualcuno che possa aiutare a valutare la situazione in modo concreto. Non per dare ragione a lei o torto a sua madre, ma per usc
Settimo punto. Non sappiamo perché sua madre sia così contraria. Potrebbe avere paura per il suo futuro, potrebbe non fidarsi delle sue capacità, potrebbe volerla proteggere in modo sbagliato. Ma se questa protezione diventa blocco, allora non aiuta più: fa male.
Ottavo punto. Il dato più serio è un altro: lei parla di pensieri di farsi del male o di suicidio. Questo non può restare sullo sfondo. Ne parli apertamente e subito con la sua psicologa, senza minimizzare. Se lo ha già fatto, è importante che questo diventi il centro del lavoro e che la psicologa valuti anche se coinvolgere altri adulti di riferimento, familiari o scolastici. In questi casi non si aggiungono consigli: si rafforza il lavoro già in corso.
Nono punto. Le alternative oggi forse non sono molte, soprattutto se è minorenne. Ma una alternativa esiste: non lasciare che questa decisione resti chiusa dentro una relazione madre-figlia che in questo momento sembra bloccata e dolorosa.
Decimo punto. Il suo desiderio non va applaudito senza verificarlo, ma nemmeno spento prima ancora di metterlo alla prova. Va preso sul serio, portato su un piano concreto e sostenuto da adulti capaci di ascoltare, non solo di giudicare.
Un caro saluto.

Dott. Francesco Paolo Coppola
Psicologo e Psicoterapeuta
Dott.ssa Barbara Agnoli
Psicoterapeuta, Psicologo
Napoli
Gentile, continui il percorso di psicoterapia che ha avviato e ponga alla sua terapeuta tutte le domande che le vengono sul suo futuro. Indubbiamente è lei a dover scegliere la strada da intraprendere, la vita è e sarà la sua, sua madre ha fatto altre scelte per sè. So che è difficile quando in famiglia veniamo boicottati nelle nostre scelte, ne parli in terapia e segua per la sua strada! Buona vita
Dott.ssa Marzia Sellini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno,
come mai non pone alla sua attuale psicologa queste domande?
Un saluto cordiale
Dott.ssa Marzia Sellini
Dott. Fabio Mallardo
Psicoterapeuta, Psicologo
Venezia
Buonasera,
ti ringrazio per aver condiviso qualcosa di così importante e delicato. Da come scrivi, si percepisce quanto questa situazione ti faccia sentire bloccata, frustrata e anche spaventata per il tuo futuro. È comprensibile: quando ciò che desideriamo per noi stessi non viene riconosciuto, può nascere un senso profondo di impotenza.

Il tuo desiderio di studiare ciò che senti vicino, così come il sogno di diventare psicologa, meritano ascolto e rispetto. Allo stesso tempo, è possibile che tua madre esprima le sue paure nel modo che conosce, forse cercando di proteggerti, anche se questo oggi ti fa soffrire. In questi casi, può essere utile non solo “convincere”, ma trovare uno spazio di dialogo diverso, magari ancora con il supporto della tua psicologa, per far emergere i tuoi bisogni in modo chiaro e fermo.

Rispetto alla paura di “non farcela”, è importante distinguere tra ciò che temi e ciò che realmente sei in grado di fare: spesso l’ansia e le parole degli altri possono farci dubitare delle nostre capacità più di quanto sia realistico.

Mi soffermo anche su un aspetto molto importante che hai condiviso: i pensieri di farti del male. Questi segnali non vanno sottovalutati e meritano attenzione e cura immediata. Ti invito a parlarne apertamente con la tua psicologa e con un adulto di fiducia: non sei sola e ci sono modi per aiutarti a stare meglio e a proteggerti in questo momento.

Per quanto riguarda il futuro, esistono sempre più strade di quelle che oggi riesci a vedere. Anche percorsi inizialmente diversi possono, nel tempo, portarti verso ciò che desideri davvero. Il punto centrale è aiutarti a ritrovare un senso di direzione e fiducia in te stessa, passo dopo passo.

Se senti il bisogno di un confronto, può essere utile approfondire insieme questi aspetti in uno spazio dedicato, dove poter mettere ordine tra emozioni, pensieri e possibilità.

Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta

Ricevo anche on-line
Dott. Marco Lenzi
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Buonasera,
Grazie per la domanda.
La situazione che descrive appare complessa.
Per quale motivo sua madre non vuole farle cambiare indirizzo scolastico?
Ha provato a parlare con sua madre di quanto è insoddisfatta della scuola attuale?
Potrebbe spiegarle che ciò che studia non le piace minimamente e che per questo fa fatica a seguire le lezioni e a trovare la motivazione. Studiare qualcosa che non piace e in cui non ci si vede è uno sforzo disfunzionale che può generare frustrazione. Può dire a sua madre che si sentirebbe realizzata e motivata a studiare scienze umane perché è ciò che le interessa approfondire in futuro. Chieda alla sua psicologa di darle supporto in questo facendola parlare nuovamente con sua madre.
Ritengo che debba affrontare con molta attenzione i pensieri suicidari e di autoferimento con la propria psicologa in quanto sono elementi di lavoro urgenti. Essi devono essere analizzati e rielaborati in terapia in ottica di cura.
Se vuole studiare scienze umane, continui ad insistere con sua madre sul cambiare scuola e su come questo la aiuterebbe a sentirsi meglio. Porti in terapia anche la mancanza di fiducia di sua madre nelle sue capacità.
Resto a disposizione per ulteriori informazioni e domande. Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Buongiorno,

essendo seguita già da una psicologa la inviterei a parlarne con lei ed eventualmente a chiederle di coinvolgere i suoi genitori, facendo magari delle sedute anche con loro.

Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Tonia Caturano
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Pioltello
Buonasera.
Quello che stai vivendo non è “solo scuola”: è sentirti non ascoltata proprio su qualcosa che per te è importante. È normale che questo ti faccia stare così male.

La tua idea di diventare psicologa è una bussola reale. Le scienze umane possono aiutare, ma non sono l’unica strada: il tuo futuro non è bloccato da questa scelta attuale, anche se adesso lo sembra.

Su tua madre: probabilmente parla dalla paura più che da una vera misura delle tue capacità. Non è facile convincerla subito. Puoi però iniziare a dimostrare, a piccoli passi, che sei capace: impegnarti dove sei e coltivare il tuo interesse per la psicologia fuori dalla scuola. Questo tiene viva la tua direzione.

La cosa più importante però riguarda te: quei pensieri di farti del male vanno presi sul serio. Non devi restarci sola. Parlane apertamente con la tua psicologa o con qualcuno di fiducia, e nei momenti più difficili puoi contattare Telefono Amico Italia.

Non sei ferma davvero, anche se lo senti.
C’è già movimento nel fatto che sai cosa vuoi.
Dott.ssa Elena Carmela Rende
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Castel San Pietro Terme
Salve quello che posso consigliare è parlare con mamma cercando di di comprendere le sue ragioni e farle conoscere le sue, rimanendo calmi e con atteggiamento di apertura e non di scontro. Se anche questo non funziona o se già provato, le chiederei la possibilità di un incontro di terapia familiare o una riunione di famiglia con la presenza di tutti i soggetti quindi padre sorelle e fratelli se presenti, in cui anche gli altri soggetti della famiglia possano condividere la propria opinione sull'argomento.
Dott.ssa Ilaria Visone
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pomigliano d'Arco
Salve ho letto il suo racconto, provi a riportare queste difficoltà alla sua terapeuta, che può aiutarla a costruire e vedere scenari alternativi a quello da lei prospettato, lavorando su una visione tutto o nulla (o faccio tutti gli step utili o sono ferma) e lavorando sia sul dialogo con la famiglia che sulla costruzione di uno spazio, anche parziale, di autonomia (i suoi pensieri, le sue emozioni come parti importanti di lei, su cui può avere capacità di gestione e di ascolto). Spero di esserle stata d'aiuto.
Dott.ssa Rosa Russiello
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Arzano
Buonasera,
da quello che scrive emerge quanto questa situazione la faccia sentire bloccata e poco riconosciuta, ed è comprensibile che questo generi ansia e tristezza. Allo stesso tempo, è importante riconoscere alcuni suoi punti di forza: ha un obiettivo chiaro, sa cosa la interessa.
Il conflitto con sua madre sembra toccare non solo una scelta scolastica, ma anche la fiducia nelle sue capacità. In questo senso, più che convincerla a tutti i costi, può essere utile continuare un lavoro su di sé per rafforzare la fiducia nelle sue risorse e chiarire ancora meglio il suo progetto, magari coinvolgendo la sua psicologa in un dialogo più strutturato con sua madre.
Rispetto ai pensieri di farsi del male, è un aspetto da prendere molto sul serio: le suggerisco di parlarne apertamente con la sua psicologa e con un adulto di fiducia, senza restare sola con questo peso.
Per il suo percorso formativo futuro, tenga presente che esistono diverse strade per avvicinarsi ai propri obiettivi.
Un confronto con un orientatore scolastico potrebbe aiutarla a vedere alternative concrete.
In questo momento, più che trovare subito una soluzione definitiva, può essere importante farsi sostenere e continuare a costruire fiducia nelle sue capacità, passo dopo passo.
Resto a disposizione

Saluti
Dott.ssa Federica Ripamonti
Psicologo, Psicoterapeuta
Paderno Dugnano
Gent.ma Paziente,
quello che sta vivendo è molto pesante, soprattutto perché si trova in un’età in cui sentirsi capita e sostenuta nelle proprie scelte è fondamentale. Dal suo messaggio emerge chiaramente quanto questo desiderio sia importante per lei: non sembra un capriccio momentaneo, ma qualcosa che sente profondamente legato a ciò che vorrebbe diventare.

Prima di tutto, però, vorrei soffermarmi su una cosa importante: quando dice di avere pensieri di suicidio o di farsi del male, non dovrebbe affrontarli da sola. È molto positivo che lei abbia già una psicologa: le parli apertamente di questi pensieri, senza minimizzarli, soprattutto se stanno diventando frequenti o intensi. Anche un adulto di fiducia — un familiare, un insegnante, uno psicologo scolastico — può aiutarla a non restare chiusa dentro questa sofferenza.

Per quanto riguarda sua madre, è possibile che il suo atteggiamento nasca più dalla paura che dalla sfiducia. Alcuni genitori, quando temono che un figlio possa soffrire o fallire, cercano di proteggerlo scegliendo al posto suo. Il problema è che, se una persona studia qualcosa che sente completamente estraneo, rischia di spegnersi emotivamente e perdere motivazione, proprio come sta accadendo a lei.

Detto questo, il suo futuro non dipende esclusivamente dalla scuola che frequenta oggi. Anche se non riuscisse a cambiare indirizzo subito, esistono comunque strade per arrivare a studiare psicologia più avanti. Molte persone arrivano all’università partendo da percorsi scolastici diversi. Certo, sarebbe meglio sentirsi nel posto giusto già ora, ma non pensi che una decisione presa oggi determini definitivamente tutta la sua vita.

Le suggerirei di provare, insieme alla sua psicologa, a spostare il dialogo con sua madre da “non ce la faccio/non ce la fai” a qualcosa di più concreto: quali sono le sue difficoltà reali? Quali materie la preoccupano? Quale supporto potrebbe aiutarla? A volte i conflitti si irrigidiscono quando tutto viene vissuto come una lotta tra volontà opposte.

E un’ultima cosa: il fatto che lei sogni di diventare psicologa e di “acculturarsi” dice qualcosa di molto bello su di lei. Significa che dentro questa sofferenza c’è ancora desiderio di crescere, capire e costruire qualcosa. Cerchi di non trasformare la paura di fallire nella convinzione di non valere. Sono due cose molto diverse.
In bocca al lupo!
dott.ssa Federica Ripamonti

Domande correlate

Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda

  • La tua domanda sarà pubblicata in modo anonimo.
  • Poni una domanda chiara, di argomento sanitario e sii conciso/a.
  • La domanda sarà rivolta a tutti gli specialisti presenti su questo sito, non a un dottore in particolare.
  • Questo servizio non sostituisce le cure mediche professionali fornite durante una visita specialistica. Se hai un problema o un'urgenza, recati dal tuo medico curante o in un Pronto Soccorso.
  • Non sono ammesse domande relative a casi dettagliati, richieste di una seconda opinione o suggerimenti in merito all'assunzione di farmaci e al loro dosaggio
  • Per ragioni mediche, non verranno pubblicate informazioni su quantità o dosi consigliate di medicinali.

Il testo è troppo corto. Deve contenere almeno __LIMIT__ caratteri.


Scegli il tipo di specialista a cui rivolgerti
Lo utilizzeremo per avvertirti della risposta. Non sarà pubblicato online.

Il tuo caso è simile? Questi specialisti possono aiutarti:

Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.