Buonasera, come posso fare a farmi meno paranoie? Noto che ho una tendenza ad avere un pensiero quas
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Buonasera, come posso fare a farmi meno paranoie? Noto che ho una tendenza ad avere un pensiero quasi ossessivo ed è da un mese che penso con estrema ansia ad una situazione in ambito relazionale che in sostanza non può avere delle risposte immediate. Il problema è che un giorno vacillo e sto “tranquilla” mentre il giorno successivo ci penso così tante volte che mi sembra di uscire pazza. Purtroppo è un pensiero costante che ha preso una brutta piega da ormai quasi un mese e non so che fare
Buon giorno! Intanto brava nell'averlo riconosciuto ed essere riuscita a darle un nome. Questo meccanismo indica qualcos'altro che sarebbe bene affrontare con uno specialista.
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Buonasera,
da quello che descrive, non mi sembra tanto una questione di "farsi meno paranoie", quanto di trovarsi in una situazione che attiva molta incertezza. E l'incertezza, soprattutto quando riguarda le relazioni e qualcosa a cui teniamo profondamente, può diventare davvero difficile da tollerare.
Spesso, quando non abbiamo una risposta immediata, la mente prova a fare il suo lavoro: cerca soluzioni, interpreta segnali, immagina scenari, torna sugli stessi pensieri nella speranza di trovare finalmente una certezza. Il problema è che più cerchiamo quella risposta che oggi non è disponibile, più rischiamo di sentirci intrappolati nel pensiero stesso.
Mi colpisce il fatto che dica che alcuni giorni riesce a stare più tranquilla. Questo suggerisce che la sua mente possiede già la capacità di allontanarsi da questi pensieri, anche se in alcuni momenti l'ansia prende maggiormente il sopravvento.
Forse, più che cercare di eliminare il pensiero, potrebbe essere utile chiedersi: "Cosa succede dentro di me quando non ho una risposta?" e "Di cosa avrei bisogno in questo momento, mentre aspetto che la situazione si chiarisca?".
Se questa fatica sta diventando molto intensa o sta occupando gran parte delle sue giornate, potrebbe essere utile dedicare uno spazio più approfondito a comprendere cosa rende questa attesa così difficile da sostenere.
Un caro saluto.
Dott.ssa Mariella
da quello che descrive, non mi sembra tanto una questione di "farsi meno paranoie", quanto di trovarsi in una situazione che attiva molta incertezza. E l'incertezza, soprattutto quando riguarda le relazioni e qualcosa a cui teniamo profondamente, può diventare davvero difficile da tollerare.
Spesso, quando non abbiamo una risposta immediata, la mente prova a fare il suo lavoro: cerca soluzioni, interpreta segnali, immagina scenari, torna sugli stessi pensieri nella speranza di trovare finalmente una certezza. Il problema è che più cerchiamo quella risposta che oggi non è disponibile, più rischiamo di sentirci intrappolati nel pensiero stesso.
Mi colpisce il fatto che dica che alcuni giorni riesce a stare più tranquilla. Questo suggerisce che la sua mente possiede già la capacità di allontanarsi da questi pensieri, anche se in alcuni momenti l'ansia prende maggiormente il sopravvento.
Forse, più che cercare di eliminare il pensiero, potrebbe essere utile chiedersi: "Cosa succede dentro di me quando non ho una risposta?" e "Di cosa avrei bisogno in questo momento, mentre aspetto che la situazione si chiarisca?".
Se questa fatica sta diventando molto intensa o sta occupando gran parte delle sue giornate, potrebbe essere utile dedicare uno spazio più approfondito a comprendere cosa rende questa attesa così difficile da sostenere.
Un caro saluto.
Dott.ssa Mariella
Buonasera, il fatto che scriva che la situazione non possa avere reazioni immediate mi porta a risponderle che, in attesa che la situazione evolva o che chieda aiuto tramite una psicoterapia, potrebbe provare con le tecniche di meditazione Mindfulness validate con protocollo MBSR. Sono oggi il miglior modo per gestire pensieri intrusivi. Le auguro il meglio.
Buonasera,
Quando teniamo molto a qualcosa o a qualcuno la mente prova spesso a fare ciò che sa fare meglio ovvero cercare soluzioni, prevedere scenari, trovare certezze. Il problema è che nelle situazioni relazionali ci sono domande a cui non possiamo rispondere immediatamente. E più cerchiamo di forzare una risposta, più rischiamo di rimanere intrappolati nello stesso pensiero.
Mi colpisce che lei dica di avere giorni in cui riesce a stare meglio. Questo significa che il suo equilibrio non è scomparso, c'è ancora, ma in alcuni momenti viene coperto dall'ansia e dalla preoccupazione!
Molte persone, quando si trovano in una situazione emotivamente importante e incerta, finiscono per pensare di stare "impazzendo" quando in realtà spesso stanno semplicemente soffrendo e cercando, come possono, di ritrovare un senso di sicurezza.
Se questo stato dura da settimane e sente che sta occupando sempre più spazio nella sua vita quotidiana, potrebbe essere utile non concentrarsi solo sul pensiero che la preoccupa, ma comprendere cosa lo alimenta così intensamente e quale bisogno profondo sta cercando di esprimere per cercare di stare meglio.
Se lo desidera, resto a disposizione per approfondire la situazione in uno spazio dedicato, dove poterla aiutare a ritrovare maggiore serenità e chiarezza.
Può riservare un primo contatto gratuito.
Dr.ssa Scarci Alessandra
psicologa
Quando teniamo molto a qualcosa o a qualcuno la mente prova spesso a fare ciò che sa fare meglio ovvero cercare soluzioni, prevedere scenari, trovare certezze. Il problema è che nelle situazioni relazionali ci sono domande a cui non possiamo rispondere immediatamente. E più cerchiamo di forzare una risposta, più rischiamo di rimanere intrappolati nello stesso pensiero.
Mi colpisce che lei dica di avere giorni in cui riesce a stare meglio. Questo significa che il suo equilibrio non è scomparso, c'è ancora, ma in alcuni momenti viene coperto dall'ansia e dalla preoccupazione!
Molte persone, quando si trovano in una situazione emotivamente importante e incerta, finiscono per pensare di stare "impazzendo" quando in realtà spesso stanno semplicemente soffrendo e cercando, come possono, di ritrovare un senso di sicurezza.
Se questo stato dura da settimane e sente che sta occupando sempre più spazio nella sua vita quotidiana, potrebbe essere utile non concentrarsi solo sul pensiero che la preoccupa, ma comprendere cosa lo alimenta così intensamente e quale bisogno profondo sta cercando di esprimere per cercare di stare meglio.
Se lo desidera, resto a disposizione per approfondire la situazione in uno spazio dedicato, dove poterla aiutare a ritrovare maggiore serenità e chiarezza.
Può riservare un primo contatto gratuito.
Dr.ssa Scarci Alessandra
psicologa
Buongiorno,
mi dispiace per la situazione di ansia che sta vivendo, già accorgersi di avere un pensiero ossessivo e di perdere energia e focus sul qui ed ora è un primo passo per distaccarsene e decidere di non identificarsi con questo blocco. Tecniche come la mindfulness possono aiutare così come comprendere se ci sono delle radice profonde nella sua storia che la tengono ancorata a un'insicurezza di base che le porta malessere e la tendenza a rimuginare sul passato o avere ansia del futuro.
Avere uno spazio terapeutico può essere in certi casi efficace per riuscire a gestire le difficoltà in modo più sereno e ritrovare un equilibrio personale.
mi dispiace per la situazione di ansia che sta vivendo, già accorgersi di avere un pensiero ossessivo e di perdere energia e focus sul qui ed ora è un primo passo per distaccarsene e decidere di non identificarsi con questo blocco. Tecniche come la mindfulness possono aiutare così come comprendere se ci sono delle radice profonde nella sua storia che la tengono ancorata a un'insicurezza di base che le porta malessere e la tendenza a rimuginare sul passato o avere ansia del futuro.
Avere uno spazio terapeutico può essere in certi casi efficace per riuscire a gestire le difficoltà in modo più sereno e ritrovare un equilibrio personale.
Buonasera,
provi a scriverlo e descrivere cosa succede in lei descriva il fenomeno per come si presenta.
Veda se la scrittura l 'ha aiuti a non pensarlo sempre e dopo veda come si sente lei se meglio o peggio, li dia un nome a questa suo pensiero ossessivo e cerchi di monitorare la situazione i giorni successivi.
Se vuole mi faccia sapere come va.
Dot. Jasmine Scioscia
provi a scriverlo e descrivere cosa succede in lei descriva il fenomeno per come si presenta.
Veda se la scrittura l 'ha aiuti a non pensarlo sempre e dopo veda come si sente lei se meglio o peggio, li dia un nome a questa suo pensiero ossessivo e cerchi di monitorare la situazione i giorni successivi.
Se vuole mi faccia sapere come va.
Dot. Jasmine Scioscia
Buongiorno, quello che descrive è molto frequente nei momenti di forte incertezza emotiva e relazionale. In ottica CBT (terapia cognitivo-comportamentale), molte volte il problema non è il pensiero in sé, ma il continuo tentativo di controllarlo, risolverlo o trovare una certezza immediata. Questo può alimentare ansia, rimuginio e pensieri ossessivi.
Quando una situazione non ha risposte rapide, la mente tende a monitorarla continuamente (“e se…?”, “cosa significa?”, “come andrà?”), creando un circolo che aumenta la sofferenza.
Sarebbe utile imparare a riconoscere quando sta entrando nel rimuginio, ridurre il controllo continuo del pensiero, riportare l’attenzione al presente e alle attività concrete, tollerare gradualmente l’incertezza senza cercare rassicurazioni immediate.
Se questa situazione va avanti da settimane e sta diventando molto invasiva, un percorso psicologico CBT può aiutarla a interrompere questi meccanismi e gestire meglio ansia e pensieri ossessivi relazionali. Un caro saluto, AM
Quando una situazione non ha risposte rapide, la mente tende a monitorarla continuamente (“e se…?”, “cosa significa?”, “come andrà?”), creando un circolo che aumenta la sofferenza.
Sarebbe utile imparare a riconoscere quando sta entrando nel rimuginio, ridurre il controllo continuo del pensiero, riportare l’attenzione al presente e alle attività concrete, tollerare gradualmente l’incertezza senza cercare rassicurazioni immediate.
Se questa situazione va avanti da settimane e sta diventando molto invasiva, un percorso psicologico CBT può aiutarla a interrompere questi meccanismi e gestire meglio ansia e pensieri ossessivi relazionali. Un caro saluto, AM
Buongiorno,
da quello che descrive sembra che si sia attivato un circolo abbastanza tipico: un tema relazionale incerto → aumento dell’ansia → pensieri ripetitivi nel tentativo di trovare una risposta o una certezza → temporaneo sollievo → ritorno del dubbio.
In questi casi il problema non è tanto il pensiero in sé, quanto il fatto che la mente prova a risolvere un’incertezza che al momento non ha una risposta immediata.
È anche normale che l’ansia fluttui: ci sono momenti in cui si sta più tranquilli e altri in cui il pensiero torna con maggiore intensità. Questo non significa “perdere il controllo”, ma rientra proprio nel funzionamento della ruminazione ansiosa.
Può essere utile iniziare a distinguere tra ciò che accade nella realtà della situazione e ciò che la mente costruisce per cercare di ottenere rassicurazione immediata, cercando poi di non seguire ogni pensiero come se richiedesse una soluzione.
Se il pensiero sta diventando costante e molto invasivo da circa un mese, può essere utile un confronto con uno psicologo di persona per lavorare in modo più approfondito su questi meccanismi.
Un cordiale saluto.
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
da quello che descrive sembra che si sia attivato un circolo abbastanza tipico: un tema relazionale incerto → aumento dell’ansia → pensieri ripetitivi nel tentativo di trovare una risposta o una certezza → temporaneo sollievo → ritorno del dubbio.
In questi casi il problema non è tanto il pensiero in sé, quanto il fatto che la mente prova a risolvere un’incertezza che al momento non ha una risposta immediata.
È anche normale che l’ansia fluttui: ci sono momenti in cui si sta più tranquilli e altri in cui il pensiero torna con maggiore intensità. Questo non significa “perdere il controllo”, ma rientra proprio nel funzionamento della ruminazione ansiosa.
Può essere utile iniziare a distinguere tra ciò che accade nella realtà della situazione e ciò che la mente costruisce per cercare di ottenere rassicurazione immediata, cercando poi di non seguire ogni pensiero come se richiedesse una soluzione.
Se il pensiero sta diventando costante e molto invasivo da circa un mese, può essere utile un confronto con uno psicologo di persona per lavorare in modo più approfondito su questi meccanismi.
Un cordiale saluto.
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Buonasera,
capisco la paura e la confusione che possono dare le "paranoie" soprattutto quando ci sono situazioni su cui abbiamo poco controllo o su cui non possiamo avere risposte immediate.
Il problema è che farci le paranoie serve a darci un senso di controllo sulla situazione futura ma, nel concreto, tendono a peggiorare la situazione.
La soluzione è imparare a darsi del tempo per accettare l'incertezza, l'ignoto, il non sapere e la paura che emerge da queste tematiche. Può essere dura all'inizio ma non esistono "formule magiche" per risolvere subito la situazione o la paura.
Se le "paranoie" fossero troppo disturbanti e limitanti potrebbe essere utile parlarne con un esperto.
Un caro saluto
Dott. Matteo Marconi
capisco la paura e la confusione che possono dare le "paranoie" soprattutto quando ci sono situazioni su cui abbiamo poco controllo o su cui non possiamo avere risposte immediate.
Il problema è che farci le paranoie serve a darci un senso di controllo sulla situazione futura ma, nel concreto, tendono a peggiorare la situazione.
La soluzione è imparare a darsi del tempo per accettare l'incertezza, l'ignoto, il non sapere e la paura che emerge da queste tematiche. Può essere dura all'inizio ma non esistono "formule magiche" per risolvere subito la situazione o la paura.
Se le "paranoie" fossero troppo disturbanti e limitanti potrebbe essere utile parlarne con un esperto.
Un caro saluto
Dott. Matteo Marconi
Buonasera, quando un pensiero riguarda qualcosa di importante per noi e non ha una risposta immediata, può diventare molto difficile smettere di rimuginarci. La fatica che descrive è comprensibile e il continuo alternarsi tra momenti di tranquillità e momenti di forte ansia può essere molto destabilizzante.
Se sente che questo pensiero sta occupando sempre più spazio nella sua vita, potrebbe essere utile parlarne con uno psicoterapeuta, per comprendere meglio cosa sta alimentando questa preoccupazione e trovare un modo più sereno di stare con l'incertezza. Non deve affrontarlo da sola.
Cordialmente
Dott.ssa Francesca Torretta
Se sente che questo pensiero sta occupando sempre più spazio nella sua vita, potrebbe essere utile parlarne con uno psicoterapeuta, per comprendere meglio cosa sta alimentando questa preoccupazione e trovare un modo più sereno di stare con l'incertezza. Non deve affrontarlo da sola.
Cordialmente
Dott.ssa Francesca Torretta
Buongiorno,
da quello che descrivi sembra che la difficoltà principale non sia tanto la situazione relazionale in sé, quanto il modo in cui la tua mente sta cercando di gestire l'incertezza. Quando una situazione non ha risposte immediate, è naturale pensarci; il problema nasce quando il pensiero diventa continuo, ripetitivo e accompagnato dall'idea che, riflettendoci abbastanza, si riuscirà finalmente a trovare una soluzione o una certezza.
Spesso, però, accade il contrario: più si cerca di risolvere mentalmente qualcosa che al momento non può essere risolto, più l'ansia aumenta. Si entra così in un circolo vizioso fatto di analisi, dubbi, rassicurazioni momentanee e nuovi dubbi. È per questo che alcuni giorni riesci a stare più tranquilla, mentre altri ti sembra di essere completamente assorbita dal problema.
Può essere utile provare a distinguere tra ciò che è sotto il tuo controllo e ciò che non lo è. Se in questo momento non hai elementi nuovi o azioni concrete da compiere, continuare a ripensare alla situazione probabilmente non ti sta avvicinando alla risposta che cerchi, ma sta soltanto alimentando la preoccupazione.
Mi colpisce anche il fatto che tu parli di una tendenza ad avere pensieri quasi ossessivi. Se ti riconosci spesso in schemi di rimuginazione, controllo mentale, bisogno di certezze o difficoltà a tollerare il dubbio, potrebbe essere utile approfondire questi aspetti con uno psicologo. Non perché tu stia "impazzendo", ma perché esistono modalità di funzionamento della mente che possono portare a rimanere intrappolati nei pensieri, soprattutto nei momenti emotivamente significativi.
Nel frattempo, cerca di ricordarti che avere un pensiero frequente non significa necessariamente che sia importante, urgente o che richieda una soluzione immediata. A volte il vero lavoro non consiste nel trovare la risposta, ma nell'imparare a convivere con una quota di incertezza senza lasciare che occupi tutto il proprio spazio mentale.
Se questa situazione dura ormai da un mese, ti provoca molta ansia e interferisce con il tuo benessere quotidiano, confrontarti con un professionista potrebbe aiutarti a comprendere meglio il meccanismo che si è attivato e a interrompere questo circolo di preoccupazione e iperanalisi.
Un caro saluto,
Dott. Valerio Romano
da quello che descrivi sembra che la difficoltà principale non sia tanto la situazione relazionale in sé, quanto il modo in cui la tua mente sta cercando di gestire l'incertezza. Quando una situazione non ha risposte immediate, è naturale pensarci; il problema nasce quando il pensiero diventa continuo, ripetitivo e accompagnato dall'idea che, riflettendoci abbastanza, si riuscirà finalmente a trovare una soluzione o una certezza.
Spesso, però, accade il contrario: più si cerca di risolvere mentalmente qualcosa che al momento non può essere risolto, più l'ansia aumenta. Si entra così in un circolo vizioso fatto di analisi, dubbi, rassicurazioni momentanee e nuovi dubbi. È per questo che alcuni giorni riesci a stare più tranquilla, mentre altri ti sembra di essere completamente assorbita dal problema.
Può essere utile provare a distinguere tra ciò che è sotto il tuo controllo e ciò che non lo è. Se in questo momento non hai elementi nuovi o azioni concrete da compiere, continuare a ripensare alla situazione probabilmente non ti sta avvicinando alla risposta che cerchi, ma sta soltanto alimentando la preoccupazione.
Mi colpisce anche il fatto che tu parli di una tendenza ad avere pensieri quasi ossessivi. Se ti riconosci spesso in schemi di rimuginazione, controllo mentale, bisogno di certezze o difficoltà a tollerare il dubbio, potrebbe essere utile approfondire questi aspetti con uno psicologo. Non perché tu stia "impazzendo", ma perché esistono modalità di funzionamento della mente che possono portare a rimanere intrappolati nei pensieri, soprattutto nei momenti emotivamente significativi.
Nel frattempo, cerca di ricordarti che avere un pensiero frequente non significa necessariamente che sia importante, urgente o che richieda una soluzione immediata. A volte il vero lavoro non consiste nel trovare la risposta, ma nell'imparare a convivere con una quota di incertezza senza lasciare che occupi tutto il proprio spazio mentale.
Se questa situazione dura ormai da un mese, ti provoca molta ansia e interferisce con il tuo benessere quotidiano, confrontarti con un professionista potrebbe aiutarti a comprendere meglio il meccanismo che si è attivato e a interrompere questo circolo di preoccupazione e iperanalisi.
Un caro saluto,
Dott. Valerio Romano
Buonasera,
quello che descrive non è semplicemente “farsi paranoie”. Sembra piuttosto un pensiero che, in assenza di risposte certe, continua a tornare nel tentativo di controllare l’angoscia. Il problema è che più si cerca una certezza immediata, più il pensiero si stringe su se stesso e diventa quasi ossessivo.
Nelle situazioni relazionali questo accade spesso: quando l’altro non dà risposte chiare, o quando una situazione resta sospesa, possono attivarsi paure molto profonde, legate al rifiuto, all’abbandono, al non sentirsi abbastanza importanti. A quel punto la mente prova a risolvere tutto pensando, ripensando, interpretando ogni dettaglio. Ma il pensiero, invece di calmare, finisce per alimentare l’ansia.
Il fatto che alcuni giorni riesca a sentirsi più tranquilla e altri abbia la sensazione di “uscire pazza” non significa che stia impazzendo. Significa che dentro di lei c’è un conflitto: una parte prova a contenere l’attesa, un’altra cerca disperatamente una risposta per non restare nell’incertezza.
Proverei a non combattere il pensiero come fosse un nemico, ma a chiedermi: che cosa sta cercando di dirmi questa insistenza? Perché proprio questa situazione ha preso così tanto spazio? Che cosa temo davvero che accada?
Un percorso psicoterapeutico può aiutarla a non restare prigioniera del contenuto del pensiero, ma a comprendere l’angoscia che lo sostiene. A volte non abbiamo bisogno solo di “pensare meno”, ma di capire perché abbiamo bisogno di pensare così tanto. Un primo colloquio potrebbe essere utile per dare forma a questa ansia, prima che continui a occupare tutto lo spazio mentale. Buona serata, Giancarlo Gramaglia
quello che descrive non è semplicemente “farsi paranoie”. Sembra piuttosto un pensiero che, in assenza di risposte certe, continua a tornare nel tentativo di controllare l’angoscia. Il problema è che più si cerca una certezza immediata, più il pensiero si stringe su se stesso e diventa quasi ossessivo.
Nelle situazioni relazionali questo accade spesso: quando l’altro non dà risposte chiare, o quando una situazione resta sospesa, possono attivarsi paure molto profonde, legate al rifiuto, all’abbandono, al non sentirsi abbastanza importanti. A quel punto la mente prova a risolvere tutto pensando, ripensando, interpretando ogni dettaglio. Ma il pensiero, invece di calmare, finisce per alimentare l’ansia.
Il fatto che alcuni giorni riesca a sentirsi più tranquilla e altri abbia la sensazione di “uscire pazza” non significa che stia impazzendo. Significa che dentro di lei c’è un conflitto: una parte prova a contenere l’attesa, un’altra cerca disperatamente una risposta per non restare nell’incertezza.
Proverei a non combattere il pensiero come fosse un nemico, ma a chiedermi: che cosa sta cercando di dirmi questa insistenza? Perché proprio questa situazione ha preso così tanto spazio? Che cosa temo davvero che accada?
Un percorso psicoterapeutico può aiutarla a non restare prigioniera del contenuto del pensiero, ma a comprendere l’angoscia che lo sostiene. A volte non abbiamo bisogno solo di “pensare meno”, ma di capire perché abbiamo bisogno di pensare così tanto. Un primo colloquio potrebbe essere utile per dare forma a questa ansia, prima che continui a occupare tutto lo spazio mentale. Buona serata, Giancarlo Gramaglia
Gentilissima,
avrei diverse domande da porle per comprendere meglio la situazione: di che tipo di relazione si tratta? Quali pensieri si attivano? Quanto incidono sulla sua routine quotidiana e sulla sua vita? In che modo sta cercando di fronteggiarli?
A una prima lettura, più che di “paranoie”, parlerei di pensieri ansiosi e ricorrenti che, in questo momento di incertezza, stanno occupando molto spazio nella sua mente, forse anche nel tentativo di recuperare un po’ di controllo su una situazione che al momento non offre risposte immediate.
Sarebbe importante che riuscisse a confrontarsi con qualcuno che possa aiutarla a fare chiarezza. Qualora questo non fosse possibile nell’immediato, potrebbe provare a cercare dentro di sé alcuni punti di riferimento, partendo dai suoi bisogni, dai suoi valori e da ciò che sente essere importante per il suo benessere.
A volte, affrontare le situazioni relazionali a partire dai propri valori può aiutare a orientarsi meglio e a trovare una direzione più rassicurante. Le auguro di trovare presto la sua "strada".
avrei diverse domande da porle per comprendere meglio la situazione: di che tipo di relazione si tratta? Quali pensieri si attivano? Quanto incidono sulla sua routine quotidiana e sulla sua vita? In che modo sta cercando di fronteggiarli?
A una prima lettura, più che di “paranoie”, parlerei di pensieri ansiosi e ricorrenti che, in questo momento di incertezza, stanno occupando molto spazio nella sua mente, forse anche nel tentativo di recuperare un po’ di controllo su una situazione che al momento non offre risposte immediate.
Sarebbe importante che riuscisse a confrontarsi con qualcuno che possa aiutarla a fare chiarezza. Qualora questo non fosse possibile nell’immediato, potrebbe provare a cercare dentro di sé alcuni punti di riferimento, partendo dai suoi bisogni, dai suoi valori e da ciò che sente essere importante per il suo benessere.
A volte, affrontare le situazioni relazionali a partire dai propri valori può aiutare a orientarsi meglio e a trovare una direzione più rassicurante. Le auguro di trovare presto la sua "strada".
Gentile utente di mio dottore,
potrebbe meglio comprendere il significato di tutto questo all'interno di un percorso di psicoterapia. Si affidi ad uno specialista, vedrà che con il tempo la aiuterà a trovare le risposte che cerca.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
potrebbe meglio comprendere il significato di tutto questo all'interno di un percorso di psicoterapia. Si affidi ad uno specialista, vedrà che con il tempo la aiuterà a trovare le risposte che cerca.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Gent.ma, è difficile poterle dare una risposta appropriata. Se però ci sono pensieri o dubbi che persistono e che per diversi motivi intralciano la possibilità di sentirsi serena, prenda in considerazione l’dea di una consultazione così da poter meglio riportare quanto le accade. SG
Buongiorno.
Molto spesso ci sono più significati dietro ad un pensiero ricorrente.
Per provare a subire meno queste idee è necessario essere più consapevoli di ciò che ci stanno dicendo.
Sarebbe importante imparare a stare dentro un’emozione senza farsi travolgere.
Rimango a disposizione per chiarimenti riguardo la psicoterapia che in questo caso potrebbe essere una chiave importante di lettura,
Dott.ssa Angeli Giulia.
Molto spesso ci sono più significati dietro ad un pensiero ricorrente.
Per provare a subire meno queste idee è necessario essere più consapevoli di ciò che ci stanno dicendo.
Sarebbe importante imparare a stare dentro un’emozione senza farsi travolgere.
Rimango a disposizione per chiarimenti riguardo la psicoterapia che in questo caso potrebbe essere una chiave importante di lettura,
Dott.ssa Angeli Giulia.
gentilissima, grazie per la condivisione innanzitutto. Comprendo quello che ci riporta, e soprattutto il bisogno di essere aiutata in questa fatica del gestire le paranoie che la attanagliano. Credo che intraprendere un percorso di terapia potrebbe aiutarla ad esplorare e provare a comprendere le motivazioni sottostanti le sue paranoie, individuando insieme allo specialista delle strategie funzionali per affrontarle.
Resto a disposizione!
saluti
AV
Resto a disposizione!
saluti
AV
Grazie per la sua domanda.
Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come per i momenti di particolare stress, i problemi di salute o i cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido aiuto.
Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile del problema. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute.
Le consulenze sono disponibili sia in presenza sia online, per garantire la massima flessibilità.
Per ricevere maggiori informazioni o prenotare un primo colloquio, può contattarmi anche tramite WhatsApp.
Sono inoltre disponibili pacchetti promozionali di 5 incontri, al costo di 75 euro a seduta anziché 97 euro.
Cordiali saluti,
Dott. Michele Scala
Psicologo Psicoterapeuta
Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come per i momenti di particolare stress, i problemi di salute o i cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido aiuto.
Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile del problema. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute.
Le consulenze sono disponibili sia in presenza sia online, per garantire la massima flessibilità.
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Sono inoltre disponibili pacchetti promozionali di 5 incontri, al costo di 75 euro a seduta anziché 97 euro.
Cordiali saluti,
Dott. Michele Scala
Psicologo Psicoterapeuta
Le potrei consigliare molte strategie, ma la verità è che bisognerebbe capire quale vuoto ha bisogno di colamare oppure a che cosa deve evitare di pensare, oppure ancora che importanza riveste per la sua autostima questa relazione. Un consiglio immediato che le posso dare è di scrivere, sviscerare il più possibile questa fantasia in tutti i dettagli, magari arricchirla anche un po' e se vuole può provare a rispondere alle domande che ho scritto sopra. In genere scrivcere è un ottimo metodo per tirare fuori e prendere un pochino di distanza dai contenuti interni, quel tanto che basta per cercare di capire qualche cosa in più. Nel caso fosse brava a disegnare può anche disegnare o fare qualcosa di artistico, ma soffermandosi molto sui particolari. Svolgendo queste attività qualcosa si potrebbe scioglire aiutandola a essere meno ossessiva. Buon proseguimento.
Buongiorno, ciò che descrive è un'esperienza piuttosto comune quando ci si trova davanti a una situazione emotivamente importante ma caratterizzata da incertezza. Spesso non è tanto il problema in sé a generare maggiore sofferenza, quanto il tentativo continuo della mente di trovare una risposta, una certezza o una soluzione immediata a qualcosa che, almeno per il momento, non può essere chiarito.
Quando un pensiero diventa costante, si tende a tornarci sopra più e più volte nella speranza di sentirsi meglio o di arrivare a una conclusione definitiva. Paradossalmente, però, questo processo spesso alimenta ulteriormente l'ansia e mantiene il problema al centro dell'attenzione. È anche normale che ci siano giornate in cui riesce a stare più tranquilla e altre in cui il pensiero torna con maggiore forza: questo non significa che stia peggiorando o che stia “impazzendo”, ma che si trova all'interno di un ciclo di preoccupazione che tende ad autoalimentarsi.
Più che cercare di eliminare il pensiero o convincersi a non pensarci, potrebbe essere utile iniziare a distinguere tra il problema reale e il tempo mentale che sta dedicando a cercare di risolverlo. Se la situazione non ha ancora una risposta disponibile, continuare a pensarci per ore difficilmente produrrà maggiore chiarezza, mentre rischia di aumentare la stanchezza emotiva.
Può essere utile chiedersi: "In questo momento sto affrontando concretamente il problema oppure sto cercando di ottenere una certezza che oggi non posso avere?". Questa semplice distinzione aiuta spesso a ridurre il coinvolgimento nel rimuginio. Se dovesse accorgersi che questo schema tende a ripresentarsi frequentemente o a compromettere il suo benessere, potrebbe essere utile approfondirlo con un professionista e iniziare un percorso di psicoterapia per comprendere meglio il funzionamento di questi pensieri e sviluppare strategie più efficaci per gestire l'ansia.
Un caro saluto.
Quando un pensiero diventa costante, si tende a tornarci sopra più e più volte nella speranza di sentirsi meglio o di arrivare a una conclusione definitiva. Paradossalmente, però, questo processo spesso alimenta ulteriormente l'ansia e mantiene il problema al centro dell'attenzione. È anche normale che ci siano giornate in cui riesce a stare più tranquilla e altre in cui il pensiero torna con maggiore forza: questo non significa che stia peggiorando o che stia “impazzendo”, ma che si trova all'interno di un ciclo di preoccupazione che tende ad autoalimentarsi.
Più che cercare di eliminare il pensiero o convincersi a non pensarci, potrebbe essere utile iniziare a distinguere tra il problema reale e il tempo mentale che sta dedicando a cercare di risolverlo. Se la situazione non ha ancora una risposta disponibile, continuare a pensarci per ore difficilmente produrrà maggiore chiarezza, mentre rischia di aumentare la stanchezza emotiva.
Può essere utile chiedersi: "In questo momento sto affrontando concretamente il problema oppure sto cercando di ottenere una certezza che oggi non posso avere?". Questa semplice distinzione aiuta spesso a ridurre il coinvolgimento nel rimuginio. Se dovesse accorgersi che questo schema tende a ripresentarsi frequentemente o a compromettere il suo benessere, potrebbe essere utile approfondirlo con un professionista e iniziare un percorso di psicoterapia per comprendere meglio il funzionamento di questi pensieri e sviluppare strategie più efficaci per gestire l'ansia.
Un caro saluto.
Salve, grazie per aver condiviso la sua esperienza. Non sempre è possibile individuare una causa precisa che spieghi perché alcuni pensieri diventino intrusivi in determinati momenti e non in altri. Immagino che possa essere faticoso convivere con questi pensieri, soprattutto per le emozioni intense che possono suscitare.
Potrebbe essere utile approfondire, con l'aiuto di un professionista e all'interno di un percorso psicologico dedicato, ciò che sta vivendo, sia rispetto alla situazione relazionale che descrive sia rispetto ad alcuni aspetti personali.
Potrebbe essere utile approfondire, con l'aiuto di un professionista e all'interno di un percorso psicologico dedicato, ciò che sta vivendo, sia rispetto alla situazione relazionale che descrive sia rispetto ad alcuni aspetti personali.
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- Gentili Dott.sse e Dott.ri Mi chiamo Federica ed ho ventiquattro anni. Sebbene il mio quesito porterà apparirvi insolito, sarei entusiasta di ricevere un vostro parere autorevole : la vostra esperienza è fondamentale per me per inquadrare correttamente il boom dei programmi di cronaca nera…
- Io prendo eutirox alla mattina verso le 6. Al sabato sera mi piace bere a casa o a cena un po' di alcol. Non sono una persona dipendente da alcol. Quindi se si beve qualcosa alla sera non ci sono problemi? Grazie.
- Salve, ho questo problema da due anni circa... Ho riscontrato un forte blocco nella zona lombare nel novembre 2024 allenandomi in palestra sulla leg press a 45 gradi. Nella fase di discesa ho sentito un blocco muscolare nella zona lombare fortissimo. Da lì mi viene questo blocco nella zona lombare…
- Buongiorno, questa mattina ho fatto una frenulotomia in ospedale. Arrivato a casa ho guardato il risultato ed ho notato che il frenulo è stato correttamente tolto nella sua completezza tra la corona e il collo del glande, lasciando un segno a "Y" ma risulta invece semplicemente tagliato all'attaccatura…
- Buongiorno Dottore, scrivo perché ho notato delle perdite insolite durante l’ovulazione. Ho avuto muco cervicale filante tipo albume, ma associato a perdite di sangue: inizialmente leggere striature rosate/marroncine, poi oggi un episodio più abbondante con sangue rosso vivo mescolato al…
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