Buonasera Come faccio a dimenticarmi di una vecchia psicoterapeuta, Sono una ragazza di 36 anni

20 risposte
Buonasera
Come faccio a dimenticarmi di una vecchia psicoterapeuta,
Sono una ragazza di 36 anni inizio con il dire che sono un caso complicato senza speranze, 10 anni fa ho iniziato il mio prima rapporto terapeutico durato circa 4 anni per forze maggiori purtroppo è stato interrotto in questi anni ho cercato altre dottoresse ma niente adesso sono in terapia da 2 anni ma non vedo risultati non riesco a fidarmi la sento troppo distante fredda e autoritaria ed ho paura di persone così poi penso sempre alla vecchia dottoressa vorrei ricominciare terapia con lei ( non si può il discorso è complicato ) ho avuto un infanzia adolescenza abbastanza doloroso e complicato, soffro di dipendenza affettiva, paura dell' abbandono, ansia, paure, autostima sotto terra, sono molto chiusa ho difficoltà a lasciarmi andare non riesco a sentire le mie emozioni e non mi sento neanche, ho delle vere e proprie barriere ma quello che mi affligge di più e che non riesco a togliermi la terapeuta dalla testa non so come fare perché per me ( mi son fissata ) solo lei può aiutarmi
Dr. Ugo Ungaro
Psicologo, Psicoterapeuta
L'Aquila
Gentile Signora dal suo racconto sembra che lei stia lavorando molto su alcuni temi. Nel complesso si può facilmente capire come anche con il nuovo terapeuta ci sia un lavoro avviato e, quindi perché non parlare con lui di questo vissuto relativo al precedente psicoterapeuta. Sicuramente saprà darle delle indicazioni molto più adatte a lei di quelle generiche che si possono ricavare dalla sola lettura della sua nota. Può essere una buona strada raccontargli di questa sua richiesta espressa in un sito dove rispondono psicoterapeuti. Un cordiale saluto

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Dott.ssa Marina Montuori
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Salve, è interessante l'espressione che usa quando scrive della sua prima terapeuta, parla di "rapporto" terapeutico. Ciò che si verifica durante la psicoterapia (per semplificare) è spesso la riedizione di investimenti emotivi e affettivi che ci sono stati verso figure significative soprattutto dell'infanzia. Sarebbe per lei utile provare a ricordare cosa l'aveva così tanto colpita nel rapporto con la prima terapeuta e provare a parlarne con la terapeuta attuale. Durante una terapia può essere utile infatti in alcuni momenti parlare dei percorsi terapeutici precedenti, soprattutto quando sono così significativi, come nel suo caso. Porterà così nel percorso con la nuova terapeuta materiale sicuramente interessante su cui lavorare. La saluto cordialmente Marina Montuori
Dott. Alessandro Pacco
Psicologo, Psicoterapeuta
Trieste
Salve,
concordo con la collega che le ha risposto prima di me e credo che sarebbe utile vedere in maniera approfondita all'interno del suo attuale rapporto terapeutico il senso del rapporto precedente. Forse lo ha già fatto, forse teme di farlo. È evidente, da quanto descrive, la sua difficoltà di recuperare qualcosa di perduto nel passato. Nel malaugurato caso dovesse interrompere anche con questa ulteriore dottoressa, le consiglierei di provare con un dottore. Forse le permetterebbe di mantenere una distanza emotiva utile ad avvicinarsi pian puano alle questioni emotive. È solo un'ipotesi, ma alle volte può funzionare. Un cordiale saluto
Dott.ssa Viviana Lisetti
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Perugia
Gentile utente, anche io condivido la posizione degli utenti che mi hanno preceduta. Credo sia opportuno trovare la possibilità di confronto con l'attuale terapeuta. Entrare nelle caratteristiche di quella relazione terapeutica potrebbe fornire informazioni preziose per indirizzarla alla conoscenza del suo sè relazionale.
Un caro saluto, Viviana
Dott.ssa Daniela Benvenuti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova
Gent sig.ra, concordo pure io coi colleghi che mi hanno preceduta, deve portare questo materiale nell'attuale rapporto terapeutico e discuterne. Se sente questa terapeuta poco accogliente, espliciti senza timore le sue sensazioni. Molto spesso dalla franchezza nascono spunti terapeutici impensabili, utili a ridefinire il rapporto terapeuta/paziente. Cordialmente, dr.ssa Daniela Benvenuti
Dott.ssa Maria Cristina Pacella
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Sarebbe interessante capire cosa ha investito profondamente nel precedente rapporto terapeutico e cosa non le permette di separsi dalla immagine della terapeuta. Ne parli nella sua attuale psicoterapia. Usciranno spunti utili al suo percorso. Saluti
Dott.ssa Eugenia Cardilli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Buonasera, penso che sia molto interessante capire xchè lei è da ben 2 anni in un rapporto terapeutico che non la fa stare bene, descrive questa terapeuta come fredda, autoritaria e distante ed addirittura le mette paura. Quindi dovrebbe intraprendere una nuova psicoterapia, scegliendo una professionista con cui intraprendere un buon percorso, dove potrà elaborare un transfert e controtransfert sicuro. Nel nuovo rapporto di terapia dovrà sentirsi al sicuro e non impaurita, si concederà di elaborare il precedente rapporto di terapia e finalmente accomiatarsi con serenità, sono sempre a sua disposizioni, la saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli.
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Dott. Michele Iannelli
Omeopata, Agopuntore, Psicoterapeuta
Roma
Molto pragmaticamente, sulla base delle informazioni che lei fornisce, direi questo: se lei non può tornare dalla "vecchia psicoterapeuta" e non si trova a suo agio con quella attuale, si cerchi un/una altro/a psicoterapeuta competente e accogliente al punto tale da iniziare un vero itinerario che la porti a un effettivo miglioramento della sua qualità della vita. Sono disponibile on line e telefonicamente a fornirle maggiori ragguagli. Cordiali saluti!
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Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore,

anche io condivido la posizione dei colleghi che mi hanno preceduto. Credo sia opportuno trovare la possibilità di confronto con l'attuale terapeuta. Dalla precedente relazione con il suo terapeuta potrebbero emergere elementi fondamentali anche per l'evoluzione di questa terapia. Faccia come indicatole, vedrà le tornerà utile.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Dr. Roberto Pitzalis
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Cagliari
buongiorno i colleghi hanno risposto esaustivamente. Può essere che il suo attuale terapeuta non sia quello più indicato per lei per cui potrebbe sceglierne un'altro. Il fatto che non si riesca a staccarsi dal suo primo terapeuta mi fa pensare che non ha risolto la sua dipendenza. Dovrà continuare a lavorarci. I miei auguri
Dr. Alessandro Crescentini
Psicoterapeuta, Psicologo
Pesaro
Cerchi il luogo per lei più congeniale e ci lavori con impegno: laddove le tematiche da lei riportate sono tante, interessanti, importanti; e fabbisognano di un impegno continuativo ed onesto.
Per affrontare lo stato di precarietà affettiva che percepisce e che la sballotta da un terapista all’altro...
Coraggio dunque, e buon lavoro su di sé!
Dott. Massimiliano La Paglia
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Pescara
Salve, le hanno già dato molte risposte con le quali concordo, sia nel parlare con l'attuale terapeuta, sia sul darsi il permesso di poter cambiare qualora sia necessario. Mi colpisce quando si definisce 'senza speranza', io ci rifletterei perché con un presupposto del genere si attivano facilmente aree sabotanti.
Le auguro il meglio
Massimiliano
Dott.ssa Marianna Zanardi
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Bergamo
Gentilissima, dalle sue parole si evince una sofferenza rispetto alla rottura con la precedente terapeuta e a mio parere sarebbe buona cosa parlarne con la sua attuale psicoterapeuta al fine di cogliere questa difficoltà non come vincolo bensì come opportunità di crescita e di argomento sul quale lavorare in psicoterapia, altro aspetto da considerare insieme alla terapeuta attuale è la distanza che lei percepisce tra voi e parlarne al fine di indagare le motivazioni profonde che sottendono a questo vissuto.

Spero di averle avanzato spunti utili.


Buone cose.

Dott.ssa Marianna Zanardi
Dott. Gian Piero Grandi
Analista clinico, Psicoterapeuta, Psicologo
Torino
Non ci sono casi senza speranze. Mi spiace iniziare la risposta in modo così brutale ma ritengo che ci siano sempre possibili spiragli di luce per poter lavorare. Il rapporto coi terapeuti passati non va dimenticato in particolare se si è svolto un buon lavoro solo che dopo un periodo di tempo se si ritiene opportuno dover continuare a lavorare a livello di analisi personale è consigliabile un cambio di analista in quando si può incorrere nel rischio che vada persa la giusta distanza tra terapeuta e paziente. Cordialmente Gian Piero dott. Grandi
Dott.ssa Paola Maria Biancardi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gentile ragazza,
leggo con attenzione la sua preoccupazione per questo desiderio fisso della sua vecchia terapeuta, ai suoi occhi la sola che la possa aiutare. Sembra che la sua ricerca di una nuova terapeuta non abbia dato quei frutti che lei si aspettava. Immagino la fatica e la frustrazione per questa ricerca infruttuosa. A volte è davvero difficile trovare ciò di cui abbiamo veramente bisogno.
Le auguro di non smettere di ricercare e di trovare ciò che è utile per lei e per il suo benessere.
Un caro abbraccio
Paola
Dott.ssa Arianna Sala
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Cernusco sul Naviglio
Gentile signora,
sembra che abbia vissuto la chiusura della sua relazione terapeutica con la prima dottoressa con grande difficoltà e pare che non abbia ancora elaborato questo allontanamento. Quando si presentano queste condizioni tutto "il resto" appare come insoddisfacente e non all'altezza, credo che proprio questo debba diventare il primo tema su cui soffermarsi a riflettere con il suo attuale terapeuta.
Cordialmente
Dott.ssa Arianna Sala
Cernusco sul Naviglio
Dott.ssa Serena Sciortino
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Siracusa
Gentile signora, penso che contattare la sua vecchia terapeuta può esserle di aiuto per capire come chiudere il vostro percorso. Inoltre provi anche a esprimere il disagio che prova anche con la collega che la segue attualmente. I "non detti" causano sofferenza le consiglio di non lasciare nulla in sospeso. Cordialmente Dott.ssa Serena Sciortino
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buonasera! Sicuramente con la vecchia terapeuta avevate toccato nuclei importanti e probabilmente per lei non è facile fidarsi e affidarsi. Provi a parlare dei suoi pensieri alla vecchia terapia con la nuova dottoressa che la segue. Otterrete spunti interessanti sul suo modo di entrare in relazione.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott.ssa Valentina Sciubba
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gentile ragazza, mi sembra che lei non abbia elaborato e superato l'interruzione del suo primo rapporto terapeutico; forse la modalità con cui si è interrotto non è stata corretta? nel caso sarebbe bene approfondire l'argomento con uno psicoterapeuta che potrà darle chiarimenti e spunti per superare questa "impasse". Cordiali saluti
Dott.ssa Giovanna Costanzo
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Sento nelle Sue parole una stanchezza profonda e quel senso di impotenza che deriva dal sentirsi incastrati in un legame che, sebbene interrotto fisicamente, continua a occupare ogni spazio del Suo mondo interno. È doloroso sentirsi un "caso senza speranza", ma vorrei dirLe che questa sensazione non è una verità oggettiva, bensì il riflesso di una ferita da abbandono ancora bruciante, che La porta a guardare al passato come all'unico luogo possibile di salvezza e al presente come a una minaccia.

L'idealizzazione della Sua prima terapeuta e la difficoltà a investire nel rapporto attuale sono dinamiche che, in un'ottica gruppale e relazionale, ci dicono molto sulla Sua storia. Quando si è vissuta un'infanzia segnata dal dolore e dalla precarietà dei legami, la prima persona che è stata capace di accogliere i Suoi vissuti diventa, nella Sua mente, l'unica depositaria della chiave per la Sua guarigione. Quella "fissazione" di cui parla non è un capriccio, ma un tentativo disperato della Sua identità di proteggersi: se solo lei può aiutarLa e lei non è disponibile, allora Lei è autorizzata a non rischiare più, a non abbassare quelle barriere che la proteggono da una nuova, possibile ferita. La freddezza che percepisce nella terapeuta attuale potrebbe essere reale, ma potrebbe anche essere il riflesso della Sua paura di persone autoritarie, un'eco di dinamiche vissute in famiglia che La portano a chiudersi prima ancora di essere ferita.

Dimenticare non è l'obiettivo, perché quella relazione ha fatto parte della Sua crescita; l'obiettivo è semmai integrare quel ricordo affinché smetta di essere un ostacolo e diventi una base da cui ripartire. La psicoterapia può aiutarLa a esplorare proprio questo "blocco", trasformando il fantasma della vecchia dottoressa in una parte di sé che sa di poter essere amata e ascoltata. Non è necessario che Lei si senta "pronta" a fidarsi subito; può iniziare proprio portando in seduta questo Suo rimpianto e la Sua sfiducia, facendo di questo stallo il cuore del lavoro clinico. Solo attraversando questo lutto relazionale potrà lentamente sentire di nuovo le Sue emozioni e permettersi di abitare il presente.

Con la speranza che possa presto concedersi la possibilità di un nuovo inizio, Le rivolgo un caloroso saluto.

Dott.ssa Giovanna Costanzo
Psicoterapeuta

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