Buona sera, è da 16 anni che sto con una persona . E sono 16 lunghi anni che quando si fissa , mi di

18 risposte
Buona sera, è da 16 anni che sto con una persona . E sono 16 lunghi anni che quando si fissa , mi dice e ripete sempre le stesse cose .. mi accusa , per non aver creato una famiglia , mi addossa tutte le colpe .. me ne dice tante cose .. e anche molto pesanti .. io ho un carattere allegro e magari mi pongo anche in modo un po’ xhe può dare fastidio ma non manco di rispetto .. è così forte questa cosa che vorrebbe il controllo di tutto.. non ho potuto scegliere un lavoro e mi sono accontentata per lui , per non parlare delle altre cosa .. non faccio nulla se non con lui .. cosa mi dite , xhe è così ogni due tre settimane ,? Mi toglie anche telefonate e messaggi .. ma cosa può essere. ? Grazie mille dott
Dott.ssa Agnese Lanatà
Psicoterapeuta, Terapeuta, Psicologo
Bologna
Buon giorno!
La comprendo. Succede di trovarsi in situazioni come quelle che lei sta vivendo quando all'interno delle relazioni, per non ferire l'altra persona, si tende a non esprimersi. Si creano dei non-detti che nel tempo poi portano a non capirsi e colpevolizzarsi.

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Dr. Stefano Tantillo
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
In una relazione affettiva è importante il rispetto reciproco. Avere interessi, progettualità ed attività comuni è fondamentale. Ma è importante conservare anche i propri spazi personali per ricaricarsi e portate energia nel rapporto di coppia. Se il partner ha un controllo esagerato e non giustificato sui messaggi, sulle telefonate, sulle persone che frequenta e le attività che si possono non si possono fare, non è un segnale positivo e può essere veramente logorante per chi le subisce. Potreste trovare giovamento da una terapia di coppia, con spazi individuali di riflessione ed elaborazione. Vi auguro il meglio per la vostra serenità. Buon proseguimento.
Dott.ssa Alessandra Scarci
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buonasera,
da quello che racconta più che chiedermi cosa possa avere il suo compagno, mi viene da chiedermi come stia lei.
Leggendo le sue parole comprendo lo spazione che ha avuto questa relazione, sotto forma di rinunce, adattamenti, scelte messe da parte per cercare di mantenere un equilibrio. Eppure nonostante questo mi sembra che periodicamente si ritrovi a sentirsi accusata, colpevolizzata e messa sotto pressione.
Al di là delle etichette o delle diagnosi, credo sia importante focalizzarsi sul fatto che una relazione dovrebbe essere un luogo in cui poter essere sé stessi senza vivere costantemente nel timore di essere giudicati, controllati o rimessi in discussione.

Mi sembra che oggi la sua sofferenza non derivi tanto dai singoli litigi, quanto dal fatto che questa dinamica si ripeta da molti anni e la lasci sempre più sola, confusa e svuotata.

Dunque le chiedo di cosa avrebbe bisogno per tornare a sentirsi libera di esistere, scegliere e respirare?
Se sente il bisogno di approfondire questi aspetti in uno spazio protetto e senza giudizio, resto a disposizione per un primo contatto gratuito.

Dr.ssa Alessandra Scarci
psicologa
Dott. Ferdinando Suvini
Psicologo, Psicoterapeuta
Firenze
Buonasera, certamente comprendo la sua sofferenza per questa situazione che descrive come logorante.I comportamenti che riferisce configurano un quadro di forte controllo, isolamento e svalutazione sistematica. Quando un partner limita la libertà lavorativa, impone di non fare nulla da soli e monitora comunicazioni come messaggi e telefonate, non si tratta di litigi superficiali ma segnali di una dinamica di manipolazione psicologica e controllo coercitivo. L'alternanza regolare di queste crisi, seguita da periodi di calma fa parte del ciclo della dipendenza affettiva.
Le consiglio vivamente di non affrontare questo peso da sola. Può essere utile farsi aiutare anche contro eventuali violenze.
Un cordiale saluto
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Bruino
Buonasera,
da quello che descrive sembra che nella relazione si sia consolidata nel tempo una dinamica caratterizzata da accuse ricorrenti, forte conflittualità e momenti in cui lei si ritrova a rinunciare a spazi personali e di autonomia.

Il fatto che si ripeta da molti anni e con una certa ciclicità suggerisce che non si tratti di episodi isolati, ma di una modalità relazionale ormai strutturata.

Al di là delle possibili spiegazioni del comportamento del partner, il punto centrale è l’impatto che tutto questo ha su di lei: quanto si sente libera nelle sue scelte, quanto spazio personale riesce a mantenere e come sta dentro questa relazione nel tempo.

Quando in una relazione si arriva a limitare progressivamente contatti, scelte e autonomia, è importante fermarsi a osservare con chiarezza cosa questo comporta sul proprio benessere.

In questi casi può essere molto utile uno spazio di confronto psicologico dal vivo per comprendere meglio la situazione e ritrovare una posizione più chiara rispetto a sé e ai propri bisogni.
Un cordiale saluto.
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Dott.ssa Valeria Romeo
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buonasera, grazie per aver condiviso qualcosa di così personale. Da ciò che racconta emergono dinamiche ripetitive di accuse, controllo e limitazione della sua autonomia che negli anni l'hanno fatta sentire colpevole e senza spazio. Da quello che scrive non sembra trattarsi di semplici discussioni di coppia, ma di un modello relazionale che può avere un impatto profondo sul benessere personale.
È comprensibile che lei si senta confusa o stanca. Sarebbe importante capire cosa desidera davvero per sé, quali parti sono rimaste in ombra e quali confini possono essere ricostruiti. Se interessata, possiamo esplorare con calma questi aspetti in un percorso dedicato, in un luogo sicuro e non giudicante.
Dott.ssa Sara Tezza
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Bergamo

Buonasera,

dal suo racconto emerge una situazione che sembra essere per lei molto faticosa e dolorosa da vivere da molti anni. Colpisce soprattutto il fatto che descriva non solo discussioni frequenti, ma un senso di colpa che le viene attribuito ripetutamente, insieme alla sensazione di dover rinunciare a parti importanti di sé (come il lavoro, le scelte personali, i contatti con gli altri).

In una relazione è normale attraversare momenti di crisi o avere bisogni diversi, ma un rapporto sano dovrebbe lasciare spazio anche all’individualità di ciascuno: poter avere interessi, amicizie, scelte personali e sentirsi liberi di esprimere il proprio modo di essere senza paura di conseguenze o rimproveri continui.

Il fatto che lei racconti di sentirsi controllata, limitata nelle comunicazioni e spesso accusata merita attenzione. Non è possibile comprendere attraverso un messaggio cosa stia accadendo nella relazione, ma potrebbe essere utile chiedersi: “Come mi sento io in questa relazione? Mi sento rispettata, libera e considerata, oppure spesso in colpa e sotto pressione?”

Un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla a fare chiarezza sui meccanismi che si sono creati nella coppia, sui suoi bisogni e sui confini che sente di poter recuperare.

Le auguro di trovare uno spazio in cui poter ascoltare anche la sua voce, non solo le richieste dell’altro.
Auguri, Dott.ssa Sara Tezza
Dr. Matteo Marconi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Cesena
Buonasera,
la dinamica raccontata in questo messaggio sembra una dinamica di forte controllo.

Più che concentrarsi sul perché lui si comporta così (servirebbe parlare con lui per capire meglio) mi vengono in mente altre domande a cui potrebbe essere interessante rispondere (soprattutto all'interno di un percorso psicologico): perché rimango da 16 anni con una persona così controllante? Perché accetto di essere trattata così? C'è qualche tipo di paura nel chiedere un maggiore rispetto o prendere le distanze?

Queste potrebbero essere domande che potrebbero dare delle riflessioni e risposte importanti.

Un caro saluto
Dott. Matteo Marconi
Dott.ssa Francesca Torretta
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Busto Arsizio
Buonasera, dalle sue parole si percepisce molta sofferenza e un senso di fatica che dura da tanto tempo. Quando ci si sente spesso criticati, controllati o messi in discussione, è naturale stare male e sentirsi confusi.
Credo che potrebbe esserle utile uno spazio psicoterapeutico in cui poter parlare liberamente di ciò che sta vivendo e comprendere meglio i suoi vissuti e i bisogni che stanno emergendo. Non sottovaluti il disagio che sente.
Cordialmente
Dott.ssa Francesca Torretta
Dott. Valerio Romano
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno,
da ciò che racconta emerge una situazione che sembra farla soffrire da molto tempo. Colpisce il fatto che lei descriva una relazione in cui si sente frequentemente accusata, colpevolizzata e limitata nelle sue scelte personali.
Il punto forse non è tanto capire "che cosa abbia" lui, quanto interrogarsi sugli effetti che questa dinamica sta avendo su di lei. Racconta di aver rinunciato a opportunità lavorative, di fare poche cose autonomamente, di sentirsi controllata nelle comunicazioni e di dover affrontare periodicamente discussioni in cui le vengono attribuite responsabilità e colpe. Se questo schema si ripete da 16 anni, è comprensibile che possa aver inciso sulla sua serenità, sulla sua autonomia e sulla fiducia nelle proprie percezioni.
Può accadere che alcune persone, soprattutto quando vivono frustrazioni o insoddisfazioni personali, tendano a proiettarle sul partner, individuandolo come responsabile di ciò che non è andato come desideravano. Tuttavia, una relazione sana dovrebbe permettere a entrambi di esprimere bisogni, delusioni e desideri senza ricorrere a continue accuse, controlli o svalutazioni.
Mi colpisce anche il fatto che lei descriva se stessa come una persona allegra, ma che nel corso degli anni abbia progressivamente ristretto i propri spazi di scelta e di autonomia. Forse potrebbe essere utile chiedersi quanto spazio abbia oggi, all'interno della relazione, per essere se stessa, per coltivare interessi personali, amicizie, progetti e decisioni indipendenti.
Se il suo compagno fosse disponibile, una terapia di coppia potrebbe aiutare a comprendere e modificare queste dinamiche. Se invece non lo fosse, potrebbe essere molto utile per lei intraprendere un percorso psicologico individuale, non per stabilire chi abbia ragione o torto, ma per ritrovare uno spazio personale in cui riflettere sui suoi bisogni, sui suoi limiti e su ciò che desidera per il suo futuro.
Dopo 16 anni di sofferenza relazionale, credo che la domanda più importante non sia cosa possa essere il comportamento del suo compagno, ma quanto ancora lei sia disposta a convivere con una modalità che la fa sentire controllata, colpevolizzata e poco libera di scegliere per se stessa.

Un caro saluto,
Dott. Valerio Romano
Buon pomeriggio, purtroppo credo proprio che lei possa essere vittima di abuso psicologico da parte del suo compagno. Non sottovaluti i segnali d'allarme e la prego di rivolgersi a qualcuno per farsi aiutare. I centri antiviolenza sono molto diffusi e la violenza non è solo fisica, è anche psicologica. Se non può permettersi una terapia, può fare comunque una consultazione o farsi aiutare da un'amica a rivolgersi a uno di questi centri. La saluto e spero che lo faccia.
Dott.ssa Alessandra Domigno
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buongiorno Cara utente, la situazione che descrive immagino quanto sia dolorosa per lei e quanto lei stia comprendendo che qualcosa così non va. Credo che non dovrebbe chiedersi tanto perchè lui fa così ma piuttosto come lei può aiutare se stessa a gestire il tutto. La invito ad intraprendere una psicoterapia anche solo online se ha difficoltà a muoversi per iniziare a condividere, esprimersi, tirar fuori e trovare le sue risorse. Un caro saluto. Dott.ssa Alessandra Domigno
Dott.ssa Liza Bottacin
Psicologo, Psicoterapeuta, Professional counselor
Padova
Salve,
la sua situazione mi colpisce molto e la invito a riflettere sul senso profondo per cui accetta di vivere questo calvario da 16 anni: sedici lunghi anni, con solo brevi pause (2/3 settimane) di benessere, durante i quali sembra essersi assoggettata a questa dinamica e agli indirizzi del partner. La invito a non farsi sola in questa situazione.
Rispetto agli aspetti che riporta (accuse ripetute, colpevolizzazione, controllo delle telefonate e dei messaggi, limitazione delle sue scelte lavorative e della sua autonomia) potrebbe esserci una dinamica relazionale di controllo da parte del partner; non mi sento di definire “che cosa abbia”, né formulare una diagnosi , in assenza di una valutazione; una valutazione specialistica potrebbe essere una buona proposta, al fine di comprendere meglio i comportamenti messi in atto e le loro possibili cause, ma verrebbe accettata? o verrebbe accettata almeno una terapia di coppia? confrontarsi su questi aspetti potrebbe essere utile e già un buon inizio di nuove dinamiche relazionali. Buon pomeriggio
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Salve,

lei è portatrice di una istanza di coppia, ed è in un percorso di coppia che andrebbero affrontate le problematiche qui riportate. Ne parli anche col suo compagno, sarebbe una occasione di crescita per entrambi.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Dr. Michele Scala
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova
Grazie per la sua domanda.
Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come per i momenti di particolare stress, i problemi di salute o i cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido aiuto.
Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile del problema. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute.
Le consulenze sono disponibili sia in presenza sia online, per garantire la massima flessibilità.
Per ricevere maggiori informazioni o prenotare un primo colloquio, può contattarmi anche tramite WhatsApp.
Sono inoltre disponibili pacchetti promozionali di 5 incontri, al costo di 75 euro a seduta anziché 97 euro.
Cordiali saluti,
Dott. Michele Scala
Psicologo Psicoterapeuta
Dott.ssa Reka Tessuti
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Padova
Buonasera,
dalle sue parole emerge una situazione che sembra farla soffrire da molto tempo e nella quale riferisce di essersi sentita progressivamente limitata in alcune scelte importanti delle sua vita, come il lavoro e gli spazi personali.
Al di là delle possibili spiegazioni del comportamento del suo compagno, credi sia importante soffermarsi su come lei vive questa relazione e su quanto questi episodi incidano sul suo benessere emotivo e sulla sua libertà di fare scelte il linea con i propri bisogni.
Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a esplorare questi vissuti, a comprendere meglio le dinamiche relazionali che descrive e a riflettere su ciò che desideri per sè.
Un caro saluto
Dott.ssa Francesca Grosso
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Ivrea
buonasera,
cosa la tiene legata ancora a questa persona che continua a sminuirla e a controllare la sua vita? sicuramente non è una risposta che si può dare su due piedi... probabilmente un percorso la potrebbe aiutare a comprendere meglio se stessa (mi focalizzarei più su di se che sull'altro)
Dott.ssa Alessia Tringali
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Catania
Gentile utente,

dalle sue parole emerge una situazione che sembra protrarsi da molto tempo e che appare fonte di grande sofferenza. Vivere per sedici anni accanto a una persona che ciclicamente la accusa, le attribuisce responsabilità per aspetti importanti della vostra vita e tende a controllare le sue scelte può avere un impatto significativo sull'autostima, sul senso di libertà personale e sul benessere emotivo.

Colpisce il fatto che lei descriva un meccanismo che si ripete nel tempo: ogni poche settimane il suo compagno sembra tornare sugli stessi argomenti, riproponendo accuse e recriminazioni legate al passato. Quando all'interno di una relazione alcuni temi non trovano una reale elaborazione, può accadere che vengano continuamente riproposti, come se il conflitto rimanesse congelato e destinato a ripetersi senza mai trovare una soluzione.

Tuttavia, al di là delle motivazioni che possono spingere una persona a comportarsi in questo modo, credo sia importante soffermarsi anche su come tutto questo faccia sentire lei. Dalla sua lettera emerge l'impressione di aver progressivamente rinunciato a parti importanti della sua autonomia: scelte lavorative, spazi personali, relazioni e attività indipendenti. Quando in una coppia uno dei partner sente di dover limitare costantemente se stesso per evitare tensioni o conflitti, è utile interrogarsi sull'equilibrio della relazione e sullo spazio che ciascuno riesce ad avere al suo interno.

Un altro elemento significativo riguarda il controllo che descrive. Limitare telefonate, messaggi o contatti con altre persone non è semplicemente una differenza di carattere o una manifestazione d'amore particolarmente intensa. Può diventare una modalità relazionale che restringe progressivamente la libertà dell'altro e alimenta un senso di dipendenza e di isolamento.

Comprendo il suo desiderio di capire "cosa può essere", ma probabilmente la domanda più importante non riguarda una possibile etichetta da attribuire al comportamento del suo compagno. Forse sarebbe utile chiedersi come mai, nel corso degli anni, lei abbia sentito il bisogno di adattarsi così tanto alle sue richieste e quanto spazio sia rimasto per i suoi bisogni, i suoi desideri e la sua realizzazione personale.

Le relazioni affettive richiedono inevitabilmente compromessi reciproci, ma una relazione soddisfacente dovrebbe consentire a entrambi i partner di sentirsi rispettati, ascoltati e liberi di esprimere la propria individualità. Quando prevalgono il controllo, le accuse ripetute e il senso di colpa, è importante fermarsi a riflettere sul significato che queste dinamiche stanno assumendo nella propria vita.

Le riflessioni che ho condiviso hanno naturalmente un carattere generale e non possono sostituire una valutazione approfondita della sua situazione personale. Se desidera comprendere meglio le dinamiche della sua relazione e ritrovare uno spazio in cui ascoltare i propri bisogni e le proprie emozioni, può fissare un appuntamento tramite il mio profilo oppure contattarmi telefonicamente. Sarò lieta di offrirle uno spazio di ascolto e di riflessione dedicato.

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