Domande del paziente (29)

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Vitalia Bartolotta

    salve, sono la Dottoressa Vitalia Bartolotta, ho letto con attenzione ciò che ha scritto. capisco che si senta demoralizzata, quando i sintomi sono reali, ma gli esami risultano normali, è facile sentirsi... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Vitalia Bartolotta

    salve, capisco la sua preoccupazione. Gli episodi di aurea visiva possono essere molto fastidiosi anche quando il mal di testa non è intenso. Per quanto concerne Difmetrè e l'associazione con Tavor, però... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Vitalia Bartolotta

    Buonasera, capisco quanto questa notizia possa averla spaventata e si senta spaesata la sua amica. Quando si associa un disturbo borderline spesso si associano immagini molto pesanti, ma si ricordi che... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Vitalia Bartolotta

    Buonasera, grazie per aver condiviso quello che sta attraversando. Da quello che descrive sembra che il trasferimento e il cambiamento abbiano avuto un impatto importante sul suo equilibrio sonno-veglia.... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Vitalia Bartolotta

    Salve. Mi dispiace molto sentire quanto stia soffrendo. Vivere da sola con dolore cronico e depressione può diventare davvero pesante, capisco che in questo momento si senta senza forze. vorrei capire... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Vitalia Bartolotta

    Salve, capisco la preoccupazione, è normale avere dubbi quando viene aggiunto un farmaco alla terapia. Se il pregabalin è stato prescritto dal suo medico/psichiatra che già era a conoscenza della sua terapia,... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Vitalia Bartolotta

    salve, capisco la preoccupazione. Considerando che ha assunto il farmaco solo per 4 giorni a basso dosaggio, è improbabile che la sospensione provochi effetti indesiderati importanti. I sintomi gastrointestinali... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Vitalia Bartolotta

    Salve, capisco la sua preoccupazione, soprattutto perché questi episodi sembrano essere accompagnati sia da pensieri molto intensi, sia da sintomi fisici importanti. Il fatto che lei riesca oggi a osservare... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Vitalia Bartolotta

    Salve, capisco la sua preoccupazione, soprattutto vedendo Oscar sentirsi stanco e stordito. Effettivamente alcuni effetti di questo tipo possono comparire soprattutto nelle prime fasi della terapia, ma... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Vitalia Bartolotta

    il Bentalan è un cortisonico e non va assunto senza indicazione medica, soprattutto insieme ad altre terapie in corso. Il Trittico non ha interazione diretta importante con il Bentalan, ma prima di prenderlo... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Vitalia Bartolotta

    salve, l'insonnia cronica che dura da anni e che non risponde più ai farmaci richiede quasi sempre un approccio integrato, non solo farmacologico. Da psicologa il punto centrale è capire se il problema... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Vitalia Bartolotta

    salve, grazie per aver condiviso la sua esperienza, potrebbe essere d'aiuto a tanti che si ritrovano nella sua stessa situazione. Da ciò che descrive sembra ci sia una sofferenza che l'accompagna da tempo,... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Vitalia Bartolotta

    salve, si se le vertigini sono legate ad un trauma psicologico o forte stress possono migliorare anche senza l'uso di psicofarmaci, potrebbe trattarsi di ansia somatizzata. Detto questo è sempre importante... Altro


    Salve, sono ansiosa da una vita e soffro di attacchi di panico da tantissimi anni (ne ho 42 ho iniziato a 7). Diversi traumi nella vita. Da gennaio 2026 vari attacchi di tachicardia che non risulta patologica dopo vari controlli.

    Dopo 3 accessi al pronto soccorso in 2 settimane da gennaio 2026, ora (siamo a fine marzo) mi curo con bisoprololo due volte al giorno, magnesio integratore, mi avevano dato omeprazen gastroprotettore ma poi sospeso, mi avevano prescritto xanax poche gocce 3 volte al giorno e poi al bisogno (lo prendo da circa13 14 anni per via di ansia e panico da spostamento oltre i 20 km), e ora mi sento peggiorata dopo anche interruzione psicoterapia e una brusca interruzione non voluta da me di relazione. Continuo a indagare la tachicardia a livello medico, a supportarmi con cure fitoterapiche alchemiche, osteopatia, in sono in procinto di incontrare nuovo psicoterapeuta e psichiatra, ma sono scoppiata da 3 settimane e non riesco a trovare sollievo. Vorrei capire se il mix di farmaci al quale non sono abituata, può aver scatenato emozioni incontrollabili fino a soffrire enormemente per il lutto relazionale, in una misura che non riconosco. Oppure il tutto fa parte di un cambiamento che vivo in maniera esagerata e mi fa sentire stravolta, ma è normale?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Vitalia Bartolotta

    Salve. Capisco quanto possa essere faticoso sentirsi così sopraffatta, soprattutto dopo settimane senza sollievo e in un momento di cambiamenti così importanti. Quello che descrive sembra il risultato di più fattori, che si stanno sommando: la sospensione della psicoterapia, la fine di una relazione, lo stress emotivo accumulato nel tempo e una condizione ansiosa presente sin dall'infanzia. Tutti questi eventi possono intensificare ansia, tachicardia, sensazione di perdita di controllo. Per quanto riguarda i farmaci e i rimedi che sta assumendo, è importante non trarre conclusioni da sola, tutto va valutato dal medico/psichiatra che la segue. Non modifichi autonomamente dosi o terapia. Sarebbe opportuno confrontarsi con il medico che le ha prescritto xanax e bisoprololo per rivalutare la situazione clinica. Da un punto di vista psicologico sappia che corpo e mente spesso reagiscono ai cambiamenti, alle interruzioni e cambiamenti di relazione aumentando i sintomi ansiosi. Più che chiedersi se sia colpa dei farmaci ha bisogno assolutamente di un supporto psicologico e medico. Non perché stia regredendo, ma perché sta attraversando una fase molto delicata che merita attenzione e cura. Resto a sua disposizione. Un caro saluto. Dott.ssa Vitalia Bartolotta


    Buongiorno sono un ragazzo di quasi 33 anni da premettere che da diversi mesi ho la ferritina bassa. Nel mese di marzo ho scoperto di avere l'Helicobapter pylori e ho fatto la cura con 3 antibiotici; all'inizio mi sentivo benissimo ma poi dopo una decina ho iniziato ad andare in palestra più spesso ho subito maggiore stress e un giorno nonostante avessi dormito bene mi sentivo stanchissimo in una maniera mai capitata prima nella giornata stessa sono arrivato al limite dello svenimento ( sintomi: stanchezza esagerata, poca forza in braccia e gambe battito lentissimo e poi tachicardia) l'evento si è ripresentato e ho chiesto al mio Gastroenterologo cosa potessi fare mi ha detto che forse era stato infiammata la mucosa o comunque la cura aveva creato probelmi e che dovevo ripetere gli esami con ves pcr e immunoglobuline per celiachia etc oltre a prendere Mosiac plus (lattoferrina) in quanto dagli esemi ( i secondi) risultava la ferritina a 12, mentre i precedenti di 10 giorni prima era a 8. Io continuo con la cura ma domenica ho un altro evento addirittura con una presincope ( mentre camminavo avvertivo rigidità collo, difficoltà respiratorie, battito quasi assente come se il cuore si fermasse e forze che andavano via, vedevo tutto nero e sentivo che tutto andava verso il basso mi stavo accasciando ma non ho perso conoscenza, la situazione è passata dopo un oretta circa e in questo tempo mi sentivo come se vivessi in due posti assieme con i miei amici e dentro me stesso) allora sono andato dal curante l'indomani che mi ha visitato e ha detto che sarà stato un calo di pressione e che avrei dovuto finire la cura. Io al momento non i sento ancora bene al primo sforzo mi affatico tantissimo il respiro, ho tachicardia e sento la testa come se sta per scoppiare con la pressione. Qualcuno mi può aiutare a capire cosa ho? Aggiungo che si è azzerata la libido, faccio urina bronzea sempre e in passato ho sofferto di attacchi di panico che ora gestisco bene ,a è diverso avere la tachicardia per quello rispetto ad avere sensazione di cuore che si ferma anche perchè mi controllavo al collo. Help per favore

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Vitalia Bartolotta

    Salve, capisco che lei stia vivendo una situazione molto pesante e spaventosa. La forte stanchezza, la sensazione di svenimento e la tachicardia possono creare molta paura, soprattutto se protratti nel tempo. E' importante che lei continui la cura confrontandosi con i medici per Helicobacter pylori, così da escludere eventuali cause fisiche o effetti della terapia. Allo stesso tempo, mi dice che stanno comparendo anche episodi di forte ansia e attacchi di panico: quando il corpo è sotto stress o debilitato, può succedere che il sistema di allarme dell'organismo si attivi molto intensamente, facendo aumentare il battito, paura e sensazione di perdita di controllo. Quello che sente è reale e merita attenzione. Insieme potremmo lavorare per capire meglio quando compaiono questi episodi, cosa li precede, come il suo corpo reagisce e trovare strumenti per aiutarla a gestire l'ansia e ridurre il senso di allarme. Se la tachicardia, il dolore al petto, lo svenimento dovessero peggiorare è importante monitorarli anche attraverso un medico. Resto a sua disposizione. Un caro saluto. Dottoressa Vitalia Bartolotta


    Ciao! Grazie mille in anticipo per i tuoi servizi e le tue risposte.
    Attualmente mi sto riprendendo dall'alcol (bevo ancora massimo 2 birre al giorno, e diminuendo).
    Recentemente mi è stata diagnosticata la sindrome d'ansia reattiva e il mio psichiatra mi ha suggerito di passare dal diazepam al delorazepam. Sono un po' preoccupato, perché ero quasi uscito dalle benzodiazepine (sono passato dallo Xanax al diazepam, e ora sono amassimo al giorno, e alcuni giorni non lo prendo affatto).
    Il delorazepam non crea più dipendenza del diazepam? Cosa mi consigli? Il mio obiettivo è smettere del tutto con qualsiasi sostanza.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Vitalia Bartolotta

    Salve, capisco molto bene la sua preoccupazione, soprattutto perché sta facendo un percorso importante e il desiderio di riuscire a stare bene senza dipendere da sostanze o farmaci è assolutamente comprensibile. In queste situazioni, però, è importante ricordare che ogni persona reagisce in modo diverso agli psicofarmaci, e che le scelte terapeutiche vengono fatte valutando tanti aspetti della sua storia clinica e del momento che sta vivendo. Ad esempio da quanto tempo ha questa dipendenza da alcol? Ha mai sofferto di altre dipendenze? e tantissime altre questioni cliniche che non sto quì ad analizzare.... Bisogna entrare meglio la sua storia clinica. Come psicologa non posso entrare nella prescrizione o nella gestione di psicofarmaci, quindi, la incoraggio a confrontarsi con il suo psichiatra su tutti questi timori apertamente. Le benzodiazepine non andrebbero mai sospese o modificate autonomamente. Mi sento, inoltre, di dirle che l'aspetto legato all'alcol merita attenzione e cura, senza giudizio. A volte l'alcol viene utilizzato per gestire ansia o tensione emotiva, o per sfuggire da una realtà che al momento non ci piace, ma interferisce seriamente con il benessere psicologico, e anche con l'effetto degli psicofarmaci, soprattutto se benzodiazepine. Per questo penso che, accanto al supporto farmacologico, possa essere d'aiuto lavorare con un percorso psicoterapico, così da aiutarla a costruire nel tempo strumenti più solidi per stare meglio. Resto a sua disposizione. Un caro saluto. Dottoressa Vitalia Bartolotta


    Mia figlia 15 anni ora, dall’età di 7 anni dopo aver avuto un’amichetta del cuore viene da lei abbandonata, inizia ad essere esclusa dai pari soffre molto per non avere amici, in quel tempo delle elementari la sorella gemella un po’ meno ma riportava lo stesso problema di esclusione. Alle medie, sperando di cambiare gruppo si ripete lo stesso copione, in seconda media iniziano forti mal di testa che limitano frequenza scolastica inizia terapia con psicoterapeuta per un anno e mezzo . Il problema mal di testa, ansia e difficoltà relazionali persistono in prima superiore e anche in seconda. Viene fatta una valutazione presso un centro universitario conclusione qi 130 e lieve forma di autismo con punteggio 7. La psicologa che la segue, osserva che nella valutazione non sono stati inclusi i test fatti da noi genitori singolarmente circa 12 moduli siglati di cui circa 10 su noi genitori e un paio su mia figlia. Nel colloqui le è stato risposto che i test erano solo stress parentale, ma di fatto non è così. Ci stiamo chiedendo visto un esito così al limite punteggio 7 potrebbe esserci margine di errore? La figlia ancora non è stata informata dell’esito, noi e la psicologa stiamo ipotizzando per ora di lavorare sulla positività quindi spiegarle la plus dotazione e anche come funziona senza comunicarle “l’etichetta” per evitare di aggiungerle altra sofferenza alla molta che vive. C’è sempre tempo per dirlo e magari nel frattempo sentire un altro parere. Il centro che ha fatto la valutazione non è assolutamente d’accordo e dicono che se lo devono fare loro con metodo ma la informeranno.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Vitalia Bartolotta

    Salve signora, capisco la vostra preoccupazione: il timore di aggiungere sofferenza a una ragazza che ha già vissuto esperienze di esclusione e perdita relazionale è comprensibile. Allo stesso tempo, molti adolescenti percepiscono da tempo il "sentirsi diversi", senza riuscire a dare un significato a ciò che vivono, e avere una spiegazione può diventare, se accompagnata adeguatamente, uno strumento di comprensione di sè e non un'etichetta negativa. Più che chiedersi se dirlo, può essere utile, interrogarsi come farlo, con quali parole, in quale momento evolutivo e con quali supporti emotivi intorno a lei. La comunicazione di una diagnosi non dovrebbe essere vissuta come una sentenza, ma come un modo per aiutarla a leggere alcune sue caratteristiche, difficoltà e sensibilità all'interno del funzionamento neurodivergente. E' importante che il messaggio sia calibrato sul suo livello di consapevolezza e sulle sue risorse emotive. Una comunicazione graduale, condivisa tra famiglia e professionisti, può evitare sia il rischio del segreto, che spesso aumenta il senso di inadeguatezza, sia quello di comunicazione troppo brusca e tecnica. L'OBIETTIVO è AIUTARLA A COSTRUIRE UN'IMMAGINE DI Sè PIù COMPRENSIBILE INTEGRATA E MENO COLPEVOLIZZANTE!! resto a vostra disposizione per qualsiasi confronto. un caro saluto. Dott.ssa Vitalia Bartolotta


    salve egregi dottori vorrei chiedere un parere circa la mia situazione.
    dopo 18 anni di matrimonio nel quale abbiamo avuto due figli mi sono accorto quasi per caso che mia moglie aveva una relazione extraconiugale non avevo mai avuto nessun pensiero al riguardo visto che mia moglie ha sempre avuto un carattere molto chiuso non e mai stata una persona espansiva che desse confidenza ad altre persone molto vergognosa timida e con un passato prima di conoscere me con una sola reazione nella quale aveva avuto grandissimi problemi e delusioni per cui mai ho pensato che potesse avere confidenze con altre persone nella fattispecie altri uomini.
    ma evidentemente mi sbagliavo e avendo appreso che fossero 6 mesi che si frequentava con un altro uomo poi approfondendo sono venuto a conoscenza che si frequentava anche con un altro uomo ulteriore e che negli anni precedenti aveva avuto altre due frequentazioni con altri due uomini anche se parrebbe siano state molto brevi e non importanti e che non si era spinta fino ad avere Rapporti con questi due primi.
    avendo appreso questo dopo svariate ricerche e domande a lei effettuate non ho più creduto che fosse tutto o che fosse vero quello che mi diceva ho iniziato a dubitare di ogni cosa mi dicesse pensando che per imbarazzo o vergogna non mi avesse detto tutto o che non mi avesse detto completamente il vero. questo scoprire sempre piu e questo mio iniziare a dubitare ha creato un rapporto che lei si e rinchiusa sempre più e spesso mi ha detto che non riusciva piu ad avere intimità con me perché dopo tutto ciò provasse schifo. infatti da un po e sempre peggio e andata la nostra intimità prima di tutto questo avevamo una vita sessuale normale o addirittura io credo piu che normale certo ero sempre io a iniziare o chiedere di fare sesso ma visto come io l avessi sempre creduta fosse mi sembrava normale che per vergogna lei non mi chiedeva mai certe cose e quindi mi sembrava normale che fossi sempre io a chiedere o iniziare ad avere intimità con lei.
    adesso dopo tutto questo lei non vuole avere piu rapporti con me e se qualche rarissima volta si diciamo concede sta li come un sacco di patate tanto che io smetto perché così non mi piace e poi mi viene da pensare che con altri dopo averla anche perdonata fosse complice e non stesse inerme come con me e questo mi fa doppiamente male e stare veramente male
    vi chiedo cosa posso fare secondo voi
    vi ringrazio anticipatamente

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Vitalia Bartolotta

    Buongiorno, è una situazione molto complessa, che richiede un'adeguata attenzione, perché capisco quanto questa scoperta dei tradimenti possa aver influito sul vostro rapporto intimo.. Il tradimento non riguarda solo ciò che è accaduto, ma spesso cambia il modo in cui oggi si sente visto. Il fatto che lei abbia scelto di perdonare, non significa che il dolore sia superato, anzi, spesso il vero lavoro emotivo comincia dopo. Sarebbe importante che nella coppia si potesse parlare apertamente, non solo del tradimento, ma di ciò che adesso succede tra voi, cercando di capire cosa prova ognuna delle parti in gioco. Le suggerirei di non restare solo con i suoi pensieri, ma di valutare uno spazio di supporto psicologico individuale o di coppia: perché state attraversando una crisi relazionale, non tanto per il tradimento, ma alla base ci sta la comunicazione e non il silenzio che crea interpretazioni sbagliate. Resto a sua o vostra disposizione. Cordiali saluti . Dott.ssa Vitalia Bartolotta


    Domande su Insonnia

    Salve. Io prendo il lorans per l ansia. Mezza pillola mattina, mezza pomeriggio e intera la sera. Siccome nn riesco a dormire mi ha dato Eusom una compressa mezza ora dopo il lorans. Mi può portare problemi. Ho 48 anni.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Vitalia Bartolotta

    Salve, Lorans e Eusom possono essere utili rispettivamente per ansia e insonnia, ma come tutti i farmaci possono avere effetti collaterali, richiedono monitoraggio adeguato. Lei cosa sente? Per eventuali rischi è importante confrontarsi con il medico che glieli ha prescritti così da poter fare una valutazione adeguata. Fa anche psicoterapia? Resto a sua disposizione. Dott.ssa Vitalia Bartolotta


    Neurologia/Psichiatria?
    Salve,
    la scorsa settimana ho avuto un episodio al quanto strano.
    All’improvviso quando parlavo sembrava come fossi distaccato. Parlavo, rispondevo, interagivo, sono anche andato in palestra ad allenarmi, ma quando rispondevo sembrava rispondessi in automatico, senza vera coscienza di cio che dicessi. Ero annebbiato, testa pesante…. Era parlare, senza sentire il pensiero di fondo… vero che nel linguaggio spontaneo funziona cosi, pensiamo e rispondiamo in maniera velocissima, ma io poi mi domandavo “come ho fatto a rispondere cosi?” Anche se era tutto corretto, all’esterno nessuno se ne accorgeva. Poi dopo due giorni cosi, ho avuto sintomi para influenzali e ho pensato potesse essere stato qualche virus. Il medico di famiglia ha parlato di stress. Ora io sono in loop, anche se la sensazione di distacco è andata via, ogni volta che parlo mi sale l’ansia perché poi ripenso al fatto che ho risposto, ma non ho avvertito il pensarlo… insomma non ne esco… non riesco a capire se è ansia/stress ho avuto qualcosa di neurologico e ora sono in loop. È vero che io ho tendenze ad autocontrollarmi, mi capita anche con il respiro di fissarmici…
    Grazie a chi saprà consigliarmi su cosa fare…

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Vitalia Bartolotta

    Buonasera. Capisco che l'esperienza che ha descritto l'abbia spaventata molto. La sensazione di sentirsi distaccato da sé stessi mentre si parla o si svolgono le normali attività, può essere molto angosciante, soprattutto quando non si capisce da subito cosa stia accadendo. E' positivo lei abbia contattato il medico di famiglia. Episodi di questo genere possono avere innumerevoli spiegazioni e non è possibile attraverso un messaggio determinare la causa. Talvolta possono comparire in periodi di forte ansia o stress, ma è importante considerare anche molti aspetti medici. Quello che noto dal suo racconto è che adesso si è attivata molta paura che l'episodio si ripresenti. Le suggerirei di parlarne con uno specialista per una valutazione approfondita. Nel frattempo provi a osservare cosa accade, senza dare per scontato che si ripeterà: il fatto che lei lo abbia avuto non è detto che si ripeterà. Se vuole insieme possiamo osservare cosa accade senza dare per scontato che si ripeterà. Potremmo lavorare insieme sia comprendendo l'episodio, sia lavorando sull'ansia che si è sviluppata successivamente. Resto a sua disposizione. Cordiali saluti. Dott.ssa Vitalia Bartolotta


Domande più frequenti

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