Una mia amica ha un figlio di 11 a cui e stato riscontrato un borderline cognitivo la mia amica e mo
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Una mia amica ha un figlio di 11 a cui e stato riscontrato un borderline cognitivo la mia amica e molto preoccupata per il suo futuro e quando me l ha detto in un momento di sconforto sono rimasta anche io sconcertata perché conosco duo figlio e mi e sempre sembrata una persona normale vorrei aiutare la mia amica ma anc ho non sono molto informata a riguardo mi potreste dare qualche informazione su questo argomento
Buongiorno, con “borderline cognitivo” di solito si indica un funzionamento intellettivo appena sotto la media, ma non una disabilità grave. Ogni situazione è molto diversa: alcuni ragazzi hanno un buon adattamento scolastico e sociale, altri necessitano di supporti più strutturati. Capisco la preoccupazione, ma è importante evitare conclusioni drastiche: con interventi adeguati molte competenze possono migliorare e il percorso evolutivo va sempre valutato nel tempo. Un saluto.
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Gentilissima signora, lei descrive un vissuto emotivo importante ancorché riguardi una sua cara amica. È certo che quando un genitore riceve una diagnosi per il proprio figlio/a sente un forte dolore; insomma, un colpo al proprio immaginario perché, in qualche misura, vacilla l’idea del figlio come lo si era immaginato, … e poi la paura del futuro e i sentimenti di impotenza e di colpa.
Attenzione però!
Il borderline cognitivo non significa che la persona non sia “normale”, significa solo che il suo funzionamento intellettivo si colloca di poco sotto la media. Certo, avrà bisogno di tempi un po’ più lunghi per apprendere soprattutto le cose più complesse; farà fatica nella pianificazione e organizzazione e potrà avere più difficoltà nella memoria. D’altro canto, però, spesso questi bambini possono crescere e migliorare le proprie performance se ben seguiti e sostenuti; possono altresì condurre una vita piena e ricca di relazioni sane e di buona autonomia. Si ricordi che il funzionamento cognitivo non definisce la persona, ma solamente uno degli aspetti del suo modo di stare al mondo.
Lei potrà essere utile alla sua amica perché quest’ultima potrà confidarle le sue paure senza sentirsi giudicata; lei potrà fornirle rassicurazioni e non farla sentire sola, potrà aiutarla a comprendere che la diagnosi non è suo figlio e sostenere, per quello che può, la sua capacità genitoriale.
La diagnosi non definisce il destino di un bambino, è solo una mappa, non è la strada.
Salti - Dott. Rocco Ressa
Attenzione però!
Il borderline cognitivo non significa che la persona non sia “normale”, significa solo che il suo funzionamento intellettivo si colloca di poco sotto la media. Certo, avrà bisogno di tempi un po’ più lunghi per apprendere soprattutto le cose più complesse; farà fatica nella pianificazione e organizzazione e potrà avere più difficoltà nella memoria. D’altro canto, però, spesso questi bambini possono crescere e migliorare le proprie performance se ben seguiti e sostenuti; possono altresì condurre una vita piena e ricca di relazioni sane e di buona autonomia. Si ricordi che il funzionamento cognitivo non definisce la persona, ma solamente uno degli aspetti del suo modo di stare al mondo.
Lei potrà essere utile alla sua amica perché quest’ultima potrà confidarle le sue paure senza sentirsi giudicata; lei potrà fornirle rassicurazioni e non farla sentire sola, potrà aiutarla a comprendere che la diagnosi non è suo figlio e sostenere, per quello che può, la sua capacità genitoriale.
La diagnosi non definisce il destino di un bambino, è solo una mappa, non è la strada.
Salti - Dott. Rocco Ressa
Buongiorno,
Comprendo la vostra preoccupazione, è una reazione normale.
Ma fermiamoci un attimo sui fatti.
Il funzionamento cognitivo limite non è una diagnosi di disabilità e non preclude una vita autonoma, relazioni, lavoro o soddisfazione personale. Significa solo che questo ragazzo apprende in modo più concreto e può fare più fatica con compiti complessi o astratti, soprattutto se lasciato solo.
La cosa decisiva non è il punteggio di un test, ma come viene accompagnato adesso.
Lavorando sui suoi punti di forza, sulle strategie giuste e su un ambiente scolastico che non lo umilia ma lo sostiene, il suo percorso può essere assolutamente positivo.
Probabilmente il figlio della sua amica avrà bisogno di tempi più distesi, spiegazioni concrete, rinforzi positivi e di sentirsi competente in qualcosa.
Il vero rischio è che si senta stupido, sbagliato o sempre inadeguato.
Ed è proprio questo che possiamo evitare, attraverso un percorso di supporto finalizzato all'autonomia e alla valorizzazione di suoi punti di forza.
Lavorando quotidianamente con questi ragazzi posso garantirle che sono in grado di raggiungere ciò che desiderano, se accolti, compresi e valorizzati.
Comprendo la vostra preoccupazione, è una reazione normale.
Ma fermiamoci un attimo sui fatti.
Il funzionamento cognitivo limite non è una diagnosi di disabilità e non preclude una vita autonoma, relazioni, lavoro o soddisfazione personale. Significa solo che questo ragazzo apprende in modo più concreto e può fare più fatica con compiti complessi o astratti, soprattutto se lasciato solo.
La cosa decisiva non è il punteggio di un test, ma come viene accompagnato adesso.
Lavorando sui suoi punti di forza, sulle strategie giuste e su un ambiente scolastico che non lo umilia ma lo sostiene, il suo percorso può essere assolutamente positivo.
Probabilmente il figlio della sua amica avrà bisogno di tempi più distesi, spiegazioni concrete, rinforzi positivi e di sentirsi competente in qualcosa.
Il vero rischio è che si senta stupido, sbagliato o sempre inadeguato.
Ed è proprio questo che possiamo evitare, attraverso un percorso di supporto finalizzato all'autonomia e alla valorizzazione di suoi punti di forza.
Lavorando quotidianamente con questi ragazzi posso garantirle che sono in grado di raggiungere ciò che desiderano, se accolti, compresi e valorizzati.
Gentile utente,
comprendo bene il suo sconcerto e la preoccupazione della sua amica: quando si riceve una diagnosi che riguarda un figlio è naturale sentirsi spaventati e proiettarsi immediatamente sul futuro.
Con il termine borderline cognitivo (o funzionamento intellettivo limite) ci si riferisce a un funzionamento cognitivo che si colloca tra la norma e la disabilità intellettiva, generalmente con un quoziente intellettivo compreso indicativamente tra 70 e 85. È importante chiarire che non si tratta di una patologia, ma di una condizione che descrive alcune difficoltà, soprattutto in ambito scolastico e nell’apprendimento, a fronte però di molte risorse personali.
Il fatto che lei descriva questo bambino come “una persona normale” è assolutamente coerente:
i bambini e i ragazzi con funzionamento cognitivo limite possono avere buone competenze relazionali, emotive e sociali, interessi, curiosità e capacità di adattamento. Le difficoltà emergono più spesso quando aumentano le richieste cognitive (studio, organizzazione, autonomia).
Ciò che può fare davvero la differenza per il futuro è:
una presa in carico precoce e mirata
un contesto familiare supportivo, non giudicante
una scuola attenta, con eventuali strumenti di supporto
interventi di potenziamento cognitivo e sostegno psicologico, se indicati
Il futuro di questi ragazzi non è affatto “segnato”: molti riescono a costruire percorsi di studio, lavorativi e di vita soddisfacenti, soprattutto quando vengono accompagnati nel riconoscere i propri punti di forza e nel trovare strategie efficaci per le aree di difficoltà.
Per quanto riguarda il suo ruolo, il modo migliore per aiutare la sua amica è:
offrirle ascolto e rassicurazione, senza minimizzare
invitarla a confrontarsi con i professionisti che seguono il figlio
ricordarle che suo figlio è molto più di una diagnosi
Se la preoccupazione è molto intensa, può essere utile anche per la madre un sostegno psicologico, per elaborare le paure e ritrovare fiducia nelle risorse del proprio bambino.
La sua attenzione e il desiderio di informarsi sono già una forma preziosa di aiuto.
comprendo bene il suo sconcerto e la preoccupazione della sua amica: quando si riceve una diagnosi che riguarda un figlio è naturale sentirsi spaventati e proiettarsi immediatamente sul futuro.
Con il termine borderline cognitivo (o funzionamento intellettivo limite) ci si riferisce a un funzionamento cognitivo che si colloca tra la norma e la disabilità intellettiva, generalmente con un quoziente intellettivo compreso indicativamente tra 70 e 85. È importante chiarire che non si tratta di una patologia, ma di una condizione che descrive alcune difficoltà, soprattutto in ambito scolastico e nell’apprendimento, a fronte però di molte risorse personali.
Il fatto che lei descriva questo bambino come “una persona normale” è assolutamente coerente:
i bambini e i ragazzi con funzionamento cognitivo limite possono avere buone competenze relazionali, emotive e sociali, interessi, curiosità e capacità di adattamento. Le difficoltà emergono più spesso quando aumentano le richieste cognitive (studio, organizzazione, autonomia).
Ciò che può fare davvero la differenza per il futuro è:
una presa in carico precoce e mirata
un contesto familiare supportivo, non giudicante
una scuola attenta, con eventuali strumenti di supporto
interventi di potenziamento cognitivo e sostegno psicologico, se indicati
Il futuro di questi ragazzi non è affatto “segnato”: molti riescono a costruire percorsi di studio, lavorativi e di vita soddisfacenti, soprattutto quando vengono accompagnati nel riconoscere i propri punti di forza e nel trovare strategie efficaci per le aree di difficoltà.
Per quanto riguarda il suo ruolo, il modo migliore per aiutare la sua amica è:
offrirle ascolto e rassicurazione, senza minimizzare
invitarla a confrontarsi con i professionisti che seguono il figlio
ricordarle che suo figlio è molto più di una diagnosi
Se la preoccupazione è molto intensa, può essere utile anche per la madre un sostegno psicologico, per elaborare le paure e ritrovare fiducia nelle risorse del proprio bambino.
La sua attenzione e il desiderio di informarsi sono già una forma preziosa di aiuto.
Gentile, la ringrazio per aver condiviso le sue difficoltà e comprendo quanto una comunicazione del genere possa spaventare un genitore e lasciare disorientati anche chi sta vicino alla famiglia. Con “borderline cognitivo” si indica solitamente un funzionamento intellettivo al limite inferiore della norma (spesso con QI tra 70 e 85 circa), che non coincide con una disabilità intellettiva, ma può comportare maggiore fatica scolastica, tempi più lunghi nell’apprendimento, difficoltà di attenzione, organizzazione e autonomia. È molto importante sapere che questo non definisce “chi è” il bambino né il suo valore: molti ragazzi con questo profilo, con supporti mirati, raggiungono buoni livelli di adattamento e costruiscono un percorso scolastico e lavorativo soddisfacente. Spesso l’aspetto più decisivo è capire quali aree sono più fragili e quali sono le risorse (linguaggio, memoria, attenzione, funzioni esecutive, motivazione), perché l’intervento si costruisce su misura. Il consiglio più utile per la sua amica è chiedere ai professionisti che hanno fatto la valutazione una restituzione chiara, con indicazioni pratiche per scuola e famiglia, e valutare eventualmente un potenziamento e un supporto scolastico (ad esempio con un piano didattico personalizzato se indicato). Se lo desidera, sono disponibile ad approfondire la situazione in seduta con la sua amica o a orientarla su come leggere correttamente la diagnosi e trasformarla in un progetto concreto e rassicurante per il futuro. Rimanendo a disposizione, le invio cordiali saluti. Dott. Ivan De Lucia
Salve,
capisco il suo sconforto e la preoccupazione della sua amica: ricevere una diagnosi di borderline cognitivo per un figlio può generare molte domande e ansia riguardo al suo futuro. Il termine “borderline cognitivo” indica un quoziente intellettivo (QI) che si colloca al di sotto della media, ma al di sopra della soglia di disabilità intellettiva vera e propria. In pratica, si tratta di un livello cognitivo che può comportare alcune difficoltà nell’apprendimento, nell’organizzazione e nella gestione di compiti complessi, ma che non preclude una vita autonoma se sostenuto con le strategie e i supporti adeguati.
I bambini con borderline cognitivo spesso apprendono più lentamente rispetto ai coetanei, possono avere difficoltà a scuola o nell’acquisizione di abilità pratiche, e talvolta mostrano una maggiore vulnerabilità emotiva o ansia. Tuttavia, con un intervento precoce mirato, supporto educativo, strategie di studio personalizzate e un ambiente familiare stabile e incoraggiante, possono sviluppare abilità funzionali solide e crescere in maniera soddisfacente. Non va dimenticato che l’intelligenza non è l’unico indicatore di successo o felicità: motivazione, resilienza, supporto familiare e sociale sono altrettanto importanti.
Il modo migliore per aiutare la sua amica è innanzitutto ascoltarla senza giudizio, rassicurarla sul fatto che il figlio può avere un percorso positivo, e incoraggiarla a rivolgersi a specialisti qualificati come neuropsichiatri infantili, psicologi dell’età evolutiva o pedagogisti, che possono fornire una valutazione completa e suggerire strategie pratiche per sostenere il ragazzo. Anche percorsi di supporto per i genitori possono essere molto utili per ridurre ansia e senso di impotenza.
Saluti, resto a disposizione.
capisco il suo sconforto e la preoccupazione della sua amica: ricevere una diagnosi di borderline cognitivo per un figlio può generare molte domande e ansia riguardo al suo futuro. Il termine “borderline cognitivo” indica un quoziente intellettivo (QI) che si colloca al di sotto della media, ma al di sopra della soglia di disabilità intellettiva vera e propria. In pratica, si tratta di un livello cognitivo che può comportare alcune difficoltà nell’apprendimento, nell’organizzazione e nella gestione di compiti complessi, ma che non preclude una vita autonoma se sostenuto con le strategie e i supporti adeguati.
I bambini con borderline cognitivo spesso apprendono più lentamente rispetto ai coetanei, possono avere difficoltà a scuola o nell’acquisizione di abilità pratiche, e talvolta mostrano una maggiore vulnerabilità emotiva o ansia. Tuttavia, con un intervento precoce mirato, supporto educativo, strategie di studio personalizzate e un ambiente familiare stabile e incoraggiante, possono sviluppare abilità funzionali solide e crescere in maniera soddisfacente. Non va dimenticato che l’intelligenza non è l’unico indicatore di successo o felicità: motivazione, resilienza, supporto familiare e sociale sono altrettanto importanti.
Il modo migliore per aiutare la sua amica è innanzitutto ascoltarla senza giudizio, rassicurarla sul fatto che il figlio può avere un percorso positivo, e incoraggiarla a rivolgersi a specialisti qualificati come neuropsichiatri infantili, psicologi dell’età evolutiva o pedagogisti, che possono fornire una valutazione completa e suggerire strategie pratiche per sostenere il ragazzo. Anche percorsi di supporto per i genitori possono essere molto utili per ridurre ansia e senso di impotenza.
Saluti, resto a disposizione.
Buon pomeriggio , capisco la sua preoccupazione ma nonostante un QI borderline possono essere bambini normali e proprio per questo non ci si accorge subito delle minime difficoltà. Probabilmente il bambino potrebbe avere qualche problema scolastico, o nelle autonomie o nell'organizzarsi , avrei bisogno di maggiori informazioni per dirle di più. In ogni caso potrebbe avviare una psicoterapia cognitivo-comportamentale e soprattutto ove necessario collaborare con la scuola per andare incontro alle esigenze del bambino. Inoltre la mamma per ricevere supporto potrebbe effettuare un percorso di parent-training. Resto a disposizione
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