Buon pomeriggio A mio figlio Oscar di 19 anni è stato prescritto il trittico a causa di ansia che
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Buon pomeriggio
A mio figlio Oscar di 19 anni è stato prescritto il trittico a causa di ansia che gli impedisce di recarsi a scuola. Fa anche psicoterapia. Da avantieri ha cominciato ad assumere Trittico e mi riferisce di sentirsi stordito, dolori muscolari mal di testa e sonnolenza. Il medico neurologo che mi ha prescritto il farmaco mi dice che è normale. Sono comunque preoccupata. Lei cosa mi consiglia?
Un caro saluto
A mio figlio Oscar di 19 anni è stato prescritto il trittico a causa di ansia che gli impedisce di recarsi a scuola. Fa anche psicoterapia. Da avantieri ha cominciato ad assumere Trittico e mi riferisce di sentirsi stordito, dolori muscolari mal di testa e sonnolenza. Il medico neurologo che mi ha prescritto il farmaco mi dice che è normale. Sono comunque preoccupata. Lei cosa mi consiglia?
Un caro saluto
Comprendo il suo timore, ma se suo figlio ha iniziato da poco ad assumere il Trittico è abbastanza comune che si senta un po’ stordito, oppure che abbia sonnolenza o dolori muscolari, ma generalmente questa fase dura non più di un paio di settimane. Se i sintomi sono sopportabili e non aumentano è probabile che scompariranno gradualmente, diversamente, se i sintomi diventano invalidanti, ricontatti il medico che valuterà un eventuale modifica della dose o sostituzione del farmaco. In ogni caso informi il medico della sintomatologia riferita da suo figlio. Saluti
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Buonasera signora,
io sono stato sempre aperto alla prescrizione di psicofarmaci MA quando c'è realmente bisogno, per i giovani e giovanissimi si deve cercare di evitarlo a meno che sia assolutamente necessario. Prima di ricorrere ai farmaci ci sono numerosi prodotti naturali, dalla fitoterapia al magnesio, alla micoterapia ecc. Inoltre ci sono numerose azioni che possono essere intraprese, dall'attività fisica, alla meditazione, ad una dieta corretta. E' normale che un farmaco abbia effetti collaterali. Consideri che a quell'età un eccesso di energia (e di ormoni ) è assolutamente normale. Non costringiamo un giovane a vivere come un malato a meno che sia necessario. Più che neurologo se proprio vogliamo un medico è consigliato lo psichiatra. Comunque dev'essere posta una diagnosi corretta, controllando ad esempio la tiroide, effettuando test specifici della personalità e del grado di ansia, ecc ecc. Cordialmente
io sono stato sempre aperto alla prescrizione di psicofarmaci MA quando c'è realmente bisogno, per i giovani e giovanissimi si deve cercare di evitarlo a meno che sia assolutamente necessario. Prima di ricorrere ai farmaci ci sono numerosi prodotti naturali, dalla fitoterapia al magnesio, alla micoterapia ecc. Inoltre ci sono numerose azioni che possono essere intraprese, dall'attività fisica, alla meditazione, ad una dieta corretta. E' normale che un farmaco abbia effetti collaterali. Consideri che a quell'età un eccesso di energia (e di ormoni ) è assolutamente normale. Non costringiamo un giovane a vivere come un malato a meno che sia necessario. Più che neurologo se proprio vogliamo un medico è consigliato lo psichiatra. Comunque dev'essere posta una diagnosi corretta, controllando ad esempio la tiroide, effettuando test specifici della personalità e del grado di ansia, ecc ecc. Cordialmente
Salve, le consiglio di proseguire con la cura prescritta per almeno 2 settimane, se i sintomi persistono anche dopo 2 settimane recarsi nuovamente dal neurologo e richiedere un miglioramento della terapia. Cordiali saluti.
Salve,
capisco bene la sua preoccupazione, soprattutto perché si tratta di suo figlio e ha iniziato il farmaco da pochissimi giorni. Il Trittico, a base di trazodone, è un farmaco che viene spesso utilizzato per ansia, umore deflesso e disturbi del sonno. Nei primi giorni di assunzione può effettivamente dare effetti collaterali come sonnolenza, senso di stordimento, mal di testa e dolori muscolari. Si tratta di reazioni abbastanza comuni nella fase iniziale, perché l’organismo deve adattarsi al principio attivo.
Nella maggior parte dei casi questi sintomi tendono ad attenuarsi nell’arco di una o due settimane. È importante che Oscar non sospenda il farmaco autonomamente e che segua scrupolosamente le indicazioni del neurologo. Se però i sintomi dovessero intensificarsi, diventare difficili da tollerare o comparissero manifestazioni diverse dal semplice stordimento e dalla sonnolenza, è opportuno ricontattare il medico per una rivalutazione del dosaggio o della terapia.
Considerando che l’ansia gli impedisce di recarsi a scuola, è un segnale che la sofferenza è significativa. Il fatto che stia già facendo psicoterapia è molto positivo. In questi casi può essere utile affiancare al lavoro psicoterapeutico un percorso psicologico di supporto più focalizzato sulla gestione dell’ansia nella quotidianità, con tecniche pratiche di regolazione emotiva, graduale esposizione alle situazioni temute e potenziamento delle autonomie. Anche un breve percorso di sostegno per lei come genitore può essere utile, perché vivere accanto a un figlio in difficoltà genera comprensibilmente ansia e senso di impotenza.
Le suggerisco di monitorare con calma l’andamento dei sintomi nei prossimi giorni, mantenendo un dialogo aperto sia con Oscar sia con il medico curante. La sua attenzione è una risorsa preziosa per suo figlio, ma cerchi di non lasciarsi sopraffare dalla paura: ciò che descrive, nelle primissime fasi di terapia, rientra spesso nella norma.
Resto a disposizione.
Cordiali saluti.
capisco bene la sua preoccupazione, soprattutto perché si tratta di suo figlio e ha iniziato il farmaco da pochissimi giorni. Il Trittico, a base di trazodone, è un farmaco che viene spesso utilizzato per ansia, umore deflesso e disturbi del sonno. Nei primi giorni di assunzione può effettivamente dare effetti collaterali come sonnolenza, senso di stordimento, mal di testa e dolori muscolari. Si tratta di reazioni abbastanza comuni nella fase iniziale, perché l’organismo deve adattarsi al principio attivo.
Nella maggior parte dei casi questi sintomi tendono ad attenuarsi nell’arco di una o due settimane. È importante che Oscar non sospenda il farmaco autonomamente e che segua scrupolosamente le indicazioni del neurologo. Se però i sintomi dovessero intensificarsi, diventare difficili da tollerare o comparissero manifestazioni diverse dal semplice stordimento e dalla sonnolenza, è opportuno ricontattare il medico per una rivalutazione del dosaggio o della terapia.
Considerando che l’ansia gli impedisce di recarsi a scuola, è un segnale che la sofferenza è significativa. Il fatto che stia già facendo psicoterapia è molto positivo. In questi casi può essere utile affiancare al lavoro psicoterapeutico un percorso psicologico di supporto più focalizzato sulla gestione dell’ansia nella quotidianità, con tecniche pratiche di regolazione emotiva, graduale esposizione alle situazioni temute e potenziamento delle autonomie. Anche un breve percorso di sostegno per lei come genitore può essere utile, perché vivere accanto a un figlio in difficoltà genera comprensibilmente ansia e senso di impotenza.
Le suggerisco di monitorare con calma l’andamento dei sintomi nei prossimi giorni, mantenendo un dialogo aperto sia con Oscar sia con il medico curante. La sua attenzione è una risorsa preziosa per suo figlio, ma cerchi di non lasciarsi sopraffare dalla paura: ciò che descrive, nelle primissime fasi di terapia, rientra spesso nella norma.
Resto a disposizione.
Cordiali saluti.
Buongiorno, prima di tutto bene che suo figlio venga seguito da uno psicoterapeuta. Le consiglierei, in collaborazione con lo psicoterapeuta, di trovare uno psichiatra, specialista in questo ambito, che possa seguire suo figlio per la cura farmacologica adatta alla sua sintomatologia, in parallelo al percorso psicologico che sta svolgendo. Dott.ssa Susanna Scainelli
Salve, capisco la sua preoccupazione, soprattutto vedendo Oscar sentirsi stanco e stordito. Effettivamente alcuni effetti di questo tipo possono comparire soprattutto nelle prime fasi della terapia, ma è importante continuare a monitorare come sta e riferire tutto al medico che lo segue. Dal mio punto di vista psicologico, può essere utile aiutare Oscar ad ascoltare e comunicare bene ciò che prova, attraverso la psicoterapia ad esempio e non solo, senza sospendere il farmaco autonomamente. Se i sintomi dovessero aumentare o diventare difficili da tollerar, vi consiglio di ricontattare il neurologo. resto a vostra disposizione. Dott.ssa Vitalia Bartolotta
Buongiorno, capisco perfettamente la sua apprensione. Da psicoterapeuta, ci tengo a specificare che la gestione della terapia farmacologica e degli eventuali effetti collaterali è competenza del neurologo, che resta il vostro riferimento medico.
È ottimo che suo figlio stia già facendo psicoterapia per l'ansia scolastica. Poiché Oscar ha già il suo spazio di cura, il mio consiglio è di non trascurare il suo benessere emotivo di genitore: sostenere un figlio in un momento così bloccante comporta un carico enorme che può avere necessità di uno spazio d'ascolto privato, dedicato a sostenere lei in questa delicata fase familiare. Un caro saluto.
È ottimo che suo figlio stia già facendo psicoterapia per l'ansia scolastica. Poiché Oscar ha già il suo spazio di cura, il mio consiglio è di non trascurare il suo benessere emotivo di genitore: sostenere un figlio in un momento così bloccante comporta un carico enorme che può avere necessità di uno spazio d'ascolto privato, dedicato a sostenere lei in questa delicata fase familiare. Un caro saluto.
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