soffro da mesi di dolore cronico lombosa rale che ha peggiorato in modo significativo la depressione

6 risposte
soffro da mesi di dolore cronico lombosa rale che ha peggiorato in modo significativo la depressione di cui soffro da anni.
La mia vita quotidiana non esiste più e pensare al poco futuro (ho 74 anni) in questa situazione mi fa pensare solo a uscire dalla vita, svegliarmi è diventata angoscia perché saranno altre ore insopportabili.
Attualmente assumo farmai oppioidi che hanno avuto un effetto che poi si è fermato.
Non c'è la faccio piu, vivo sola e ogni cosa diventa un problema, non voglio vivere così.
Dott.ssa Ilaria Bresolin
Psicologo, Neuropsicologo
Breda di Piave
Gentile utente, grazie per aver condiviso un momento così complesso di vita.
Posso comprendere la difficoltà e il suo sentirsi esausta di fronte a un dolore cronico che non la fa vivere come vorrebbe.
Il fatto che gli attuali farmaci non funzionino più non significa che non esistano altre soluzioni mediche per il dolore cronico e per l'umore basso che ora sta sentendo. Potrebbe per esempio farsi aiutare da un altro medico e richiedere dei farmaci un po' più specifici anche per l'umore stesso. Provi a introdurre nella giornata piccole cose che potrebbero darle piacere, si soffermi un po' a pensare e a ritrovare ciò che era di suo interesse e lo riporti nella sua routine quotidiana, continui anche se all'inizio può sembrarle difficile.
Se possibile, cerchi anche di mettersi in contatto con familiari, amici, centri del suo paese che le possano dare il calore e l'affetto di cui ha bisogno.
Rimango a disposizione se ha semplicemente bisogno di parlare con qualcuno.
Dott.ssa Ilaria Bresolin.

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Dr. Alessio Fogliamanzillo
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Casagiove
È una situazione complessa, temo di poterle solo rispecchiare, in questa sede, l'importanza del prendere i problemi in tempo adeguato, e di considerare di aggiungere vita ai suoi giorni anziché giorni alla vita; in altre parole, consideri di frequentare uno psicologo ed in generale di chiedere aiuto per migliorare la sua situazione, per mettersi nelle condizioni di decidere al meglio come agire da oggi in avanti
Dott.ssa Sabrina Ulivi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Pistoia
Gentile Signora,
la ringrazio per aver condiviso ciò che sta vivendo. Il dolore cronico che la accompagna da mesi non colpisce solo il corpo: quando persiste, modifica il funzionamento del sistema nervoso e immunitario, spegne l’energia emotiva e rende il risveglio angoscia. Questo non è un cedimento personale, è una condizione biologica di sovraccarico. La depressione che sente ora è strettamente legata al dolore e ai meccanismi neuroinfiammatori che lo sostengono; per questo i farmaci possono perdere efficacia.
Il pensiero di voler “uscire dalla vita” è il bisogno urgente che la sofferenza si fermi. Va preso sul serio e non affrontato da sola. Se in qualunque momento il peso diventa troppo, chieda aiuto immediato, per ascolto, anche notturno. Chiedere aiuto è un atto di cura.
Chieda una rivalutazione specialistica del dolore (quando gli oppioidi non funzionano più spesso è coinvolto il dolore centrale e servono strategie diverse);
dica chiaramente al medico che la depressione è peggiorata a causa del dolore e che sono presenti pensieri di morte: questo orienta le scelte cliniche giuste;
riduca il carico quotidiano: una sola cosa al giorno è sufficiente;
usi piccoli gesti di contenimento (calore lombare, respirazione lenta per pochi minuti, musica calma): aiutano a ridurre l’allarme del sistema nervoso.
Anche a 74 anni il sistema nervoso conserva capacità di modulazione. Ciò che oggi è insopportabile può diventare più vivibile se sostenuto nel modo giusto.
Buonasera, mi spiace molto per il suo malessere. L'uso di farmaci in associazione ad un percorso di psicoterapia, per situazioni psicopatologiche come la sua consente il miglioramento della propria condizione di vita.
Sarebbe indicato intraprendere un percorso psicologico per comprendere il nucleo della sua sofferenza e aiutarla a ritrovare delle aree di vita soddisfacenti. Se dovesse valutare questa possibilità, sono disponibile per una consultazione online. Rimango a sua disposizione. Dott.ssa Antonella Lombardo
Dott.ssa Irene Biscarini
Psicologo, Neuropsicologo
Perugia
Salve, non ho indicazioni mediche da suggerire per il problema cronico a livello lombosacrale. Mi dispiace molto che si trovi in questa situazione, la mia vuole essere una risposta di vicinanza. In momenti di così forte buio, è difficile scorgere motivi per andare avanti, ma a volte il primo passo è semplicemente non restare soli con questo peso. Può contattare i servizi sociali o le associazioni di volontariato della sua città: possono offrire un aiuto concreto e quotidiano che alleggerisca la gestione della casa. Soprattutto, non affronti questa angoscia da sola: ne parli con il suo medico di base o contatti un servizio di ascolto psicologico. C’è sempre una mano tesa, anche quando il dolore sembra nasconderla.
Dott.ssa Annamaria Ghellere
Psicologo clinico, Neuropsicologo
San Bonifacio
Capisco lo sfinimento.
Quando il dolore cronico si somma a una depressione di anni, si crea un corto circuito: il dolore fisico alimenta pensieri di impotenza e la depressione rende il corpo ancora più sensibile alle fitte. A 74 anni, vivere da soli con questo carico rende tutto più pesante.

In chiave CBT (Cognitivo-Comportamentale), ci sono alcuni aspetti da tenere in considerazione:
1 Il limite degli oppioidi: il fatto che non facciano più effetto è un fenomeno tecnico (tolleranza). Non significa che non ci sia soluzione, ma che serve un medico specialista in Terapia del Dolore per cambiare strategia farmacologica. Esistono combinazioni diverse che funzionano meglio sul lungo periodo.
2 Il circolo vizioso: il dolore costante porta a pensare che "non ci sia via d'uscita", e questo pensiero aumenta la tensione muscolare e l'angoscia, peggiorando la percezione del dolore stesso.
3 piccoli passi: quando la giornata sembra inaffrontabile, l'unica è spezzettarla in obiettivi minimi, alternando pochi minuti di attività a riposo programmato, per non farsi travolgere dall'inattività.
Ne parli subito col suo medico di base. Esistono percorsi specifici per il dolore cronico che possono rendere le ore della giornata meno insopportabili. È un suo diritto ricevere una cura che funzioni meglio di quella attuale.

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