Domande del paziente (80)
Buonasera
Ho 40 anni riporto di seguito i risultati della curva glicemica effettuata lo scorso settembre:
GLICEMIA ( mg/dl )
Basale 94
Dopo 60 minuti 192
Dopo 120 minuti 135
INSULINA Ul/ml
Basale 4,3
Dopo 60 minuti 82,9
Dopo 120 minuti 78,9
L'endocrinologo mi parla di iperinsulinemia post carico, vorrei sapere il vostro parere e sopratutto se potrebbe essere questo il motivo del mio dimagrimento dell'ultimo anno ( altezza 1,60 peso kg 47,5 ).
Vi ringrazio anticipatamente
Antonella
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Antonella, concordo con quanto detto dal Collega Endocrinologo. Aggiungerei che è presente una precocità di picco glicemico a T60', dopo carico orale. Per cui il Collega saprà consigliarle come correggere la sua attuale condizione metabolica, che è sicuramente reversibile.
Cordialmente. Dott. Mario Manunta
Buongiorno , vorrei sapere come si curano le microangiopatie in un piede diabetico. Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente, la microangiopatia del piede diabetico non si cura semplicemente con un farmaco per il microcircolo. Va prima capito se il problema è solo microvascolare o se sono presenti anche neuropatia, arteriopatia periferica, infezioni o ulcere. La terapia consiste nel buon controllo del diabete e dei fattori di rischio, nella valutazione vascolare del piede, nello scarico delle zone di pressione, nella cura specialistica di eventuali ferite e nella prevenzione delle infezioni. Se è presente una lesione, una ferita che non guarisce, dolore a riposo, dita scure, piede freddo, secrezione o arrossamento, è necessario rivolgersi rapidamente a un centro per il piede diabetico.
Quindi: non va gestita da soli a casa. Se c’è già diagnosi di microangiopatia o sospetto piede diabetico, la cosa migliore è una valutazione in un ambulatorio/centro per il piede diabetico, dove diabetologo, podologo, infermiere esperto, chirurgo vascolare e ortopedico lavorano insieme.
Cordialmente. Dott. Mario Manunta
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gent.ma, questo valore, così isolato e non contestualizzato, può non significare niente. Racconti di più, ad iniziare dal perchè glielo hanno richiesto. In attesa di ulteriori sue notizie, le porgo i miei... Altro
Buon pomeriggio.Sono una ragazza di 30 anni e da 2 anni seguo una dieta salutare e attività fisica volta ad ottenere una ricomposizione corporea. Pesavo 56 kg per 1.58 m ma soffrivo di gonfiore e spesso non riuscivo nemmeno a passeggiare perchè mi bruciavano le gambe.ho fatto un'eco doppler agli arti inferiori ma è risultato tutto nella norma. Ad ottobre 2019 decido di farmi seguire da un nutrizionista e di iniziare corsi in palestra. Con l'inizio del lockdown a marzo 2020 continuo ad allenarmi a casa grazie a degli attrezzi che mi procuro e a luglio 2020 cambio nutrizionista per farmi seguire da uno specialista nell'alimentazione sportiva dato che volevo dedicarmi alla sala pesi. In 2 anni però il problema è che non sono riuscita a togliere massa grassa nè mettere massa magra(tutto documentato dalle bioimpedenziometrie ). Ad ogni pasto mi sentivo sempre gonfia, durante la giornata ero spesso stanca ed ero molto scoraggiata visto che non riuscivo a perdere peso. Tra alti e bassi con gli allenamenti in palestra, ormai da settembre 2021 vado costantemente ma nulla. Anzi dagli ultimi controlli ho messo 2 kg di massa grassa. Grazie ad una serie di casi del destino, consapevole di avere la sindrome dell'ovaio policistico, cambio nutrizionista e ne scelgo una specializzata in questo. Alla visita, dopo una serie di domande, mi chiede se avessi mai fatto una curva da carico di glucosio perchè dalle risposte e dai problemi che le presentavo(grasso addominale che non riesco a smaltire, gambe grosse e parte alta più piccola e ben formata grazie alla palestra) potevo essere insulino resistente. La curva di glucosio, eseguita dopo 13 ore di digiuno e avendo seguito sempre la solita alimentazione della dieta, a 0/60/120 min è rispettivamente 101/160/102 mg/dL, l'insulina sempre agli stessi tempi è 11.7/56.9/51.2 microU/mL.
ci siamo mosse con una low carb per 3 settimane perdendo mezzo chilo di grasso e mettendo 200 g di muscolo.
da lunedì inizio la chetogenica per 2 settimane giusto per smuovere la questione peso(devo perdere almeno 2 kg) però la sua preoccupazione è che dopo la chetogenica, tornando ad un'alimentazione normale potrei rimettere facilmente il grasso perso, quindi vorrebbe eseguire una terapia di 2/3 mesi con la metformina in modo da regolarizzare la mia glicemia e quindi l'insulino resistenza, ma anche aiutarmi con il ciclo irregolare legato alla sindrome dell'ovaio policistico.
chiedo per questo pareri prima di eseguire una visita da uno specialista in diabetologia.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente, trovo corretta la sua scelta di consultare uno Specialista Diabetologo, spesso i Nutrizionisti, per quanto specializzati non sono medici, ma biologi o farmacisti. Io ritengo che ognuno debba occuparsi delle proprie aree di competenza. Premesso ciò, i valori delle sue curve svelano: una condizione di "Alterata Glicemia a Digiuno" (IFG), nella curva glicemica, ed un mancato rientro del valore di insulinemia a T120', indicativo, questo, di lieve resistenza insulinica. Entrambe le condizioni sono reversibili con trattamento adeguato.
Cordialmente. Dott. Mario manunta
Buongiorno, ho fatto curva da carico per insulina e glicemia con questi esiti:
Glicemia basale 82;30’ -130;60’-131;90’-114;120’-82.
Insulina basale 6,80;30’-65,30;60’-127;90’-101;120’-75,90.
Cosa ne pensate? Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente, i risultati da lei mostrati, non sembrano essere correlati a condizioni patologiche, forse il rientro dell'insulinemia è un po'tardivo, ma senza contestualizzazione non dice assolutamente, niente.
Cordialmente. Dott. Mario Manunta
Vivo in Turchia e mi hanno misurato il glucosio à 65. Quali sono i valori di riferimento per considerarsi diabetico
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente, una glicemia di 65 mg/dl non è un valore da diabete: è piuttosto un valore basso, soprattutto se misurato a digiuno o in presenza di sintomi come sudorazione, tremori, fame improvvisa, debolezza, confusione o palpitazioni.
Per orientarsi, i criteri più usati sono:
Glicemia a digiuno
Normale: sotto 100 mg/dl
Prediabete: 100-125 mg/dl
Diabete: ≥126 mg/dl, da confermare con un secondo esame
Glicemia dopo 2 ore da curva da carico orale di glucosio
Normale: sotto 140 mg/dl
Prediabete: 140-199 mg/dl
Diabete: ≥200 mg/dl
Emoglobina glicata HbA1c
Normale: sotto 5,7%
Prediabete: 5,7-6,4%
Diabete: ≥6,5%, da confermare se non ci sono sintomi chiari
Glicemia casuale in qualunque momento della giornata
Diabete probabile se ≥200 mg/dl insieme a sintomi tipici come sete intensa, tanta urina, dimagrimento inspiegato.
Quindi, con 65 mg/dl, il problema non è “sono diabetico?”, ma: "perché la glicemia è così bassa?" Se era un valore isolato, magari dopo digiuno prolungato o poco cibo, può non significare molto. Se invece si ripete, o se ha sintomi, va riferito al medico.
Controlli anche l’unità di misura: in Turchia potrebbe essere riportata in mg/dl oppure in mmol/L. Se fosse 6,5 mmol/L, corrisponderebbe a circa 117 mg/dl, cioè un valore diverso. Ma se il referto dice davvero 65 mg/dl, è una glicemia bassa, non indicativa di diabete.
Cordialmente. Dott. Mario Manunta
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
i valori che riporta nei giorni “normali” sono ottimi: a digiuno 61–74, dopo 1 ora <120 e dopo 2 ore intorno a 75 sono perfettamente nella norma in gravidanza.
L’episodio della pizza è diverso:...
Altro
Buona sera,ai diabetici è consigliabile una protesi fissa ?o cosa?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente, il diabete non esclude la possibilità di una protesi fissa. Se il compenso glicemico è buono, le gengive sono sane e il dentista valuta che ci siano condizioni locali favorevoli, si può procedere. Prima di decidere, però, è importante controllare emoglobina glicata, igiene orale, presenza di parodontite, eventuali infezioni dentarie e qualità dell’osso. Se il diabete è scompensato o c’è malattia gengivale attiva, è meglio stabilizzare prima la situazione. La protesi fissa può essere una buona soluzione, ma va personalizzata insieme a diabetologo e odontoiatra.
Cordialmente. Dott. Mario Manunta
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gent.ma Signora, i valori che riporta per la curva glicemica in gravidanza (82 a digiuno, 113 a 60 minuti, 157 a 120 minuti) sono tutti entro i limiti stabiliti per la diagnosi di diabete gestazionale,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente, il migliore consiglio che posso darle è quello di parlare con uno Specialista al fine di regolarizzare i suoi valori glicemici, mantenga la terapia per l'ipertensione arteriosa e non abbandoni... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente, dai dati che riporta emergono alcune considerazioni importanti:
La glicemia a digiuno di 110-115 mg/dl rientra nella condizione di alterata glicemia a digiuno (IFG), cioè una situazione...
Altro
Buongiorno gentili dottori,
grazie per il servizio offerto.
Cercando di essere sintetica.Sabato notte mi sono dovuta recare in pronto soccorso per fortissimi dolori allo stomaco e all'addome dovuti ad aria .Diagnosi colica addominale.Da 3 giorni, inoltre stavo facendo una cura per dolore alla schiena con punture di Voltaren alla mattina e fiala di Bentlan alla sera i primi 2 giorni da 4 mg e la stessa sera di sabato da 1,5.Ho mangiato qualcosa (solo 2 fette di pane) prima di fare la puntura di Bentaln alle ore 10.30.In ospedale verso le ore 1 di notte mi fanno il primo prelievo di sangue e la glicemia risulta 5.9 ( 3 ore dopo aver mangiato)Mi somministrano paracetamolo, 10 gocce di diazepam e una soluzione elettrolitica perchè avevo il potassio un po basso.Intorno alle 6.30 nuovo prelievo e stavolta la glicemia era 6.2.Quindi leggermente piu alta della prececente.Come mai al secondo prelievo era leggermente più alta?Possono essere stati i farmaci somministrati ad averla fatta alzare uniti anche al cortisone della sera precedente?Opure anche il forte stress per il dolore e la notte insonne.Io ho ovviamante chiesto alla dottoressa in pronto soccorso,ma mi ha detto di stare tranquilla che la mia glicemia era normale.Forse la mia è solo un,ansia eccessiva. Aggiungo di aver sempre avuto valori nella norma.Dall'ultimo controllo 8 mesi fa era 88 a digiuno.Ho 52 anni.Grazie mille.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. La risposta più corretta è: sì, può stare tranquilla.
I valori che riferisce, 5,9 e 6,2 mmol/L, corrispondono circa a 106 e 112 mg/dl. Sono valori solo lievemente superiori alla glicemia “ideale” a digiuno, ma vanno interpretati nel contesto: pronto soccorso, dolore intenso, notte insonne, stress acuto, terapia con cortisone e farmaci somministrati.
Il piccolo aumento da 5,9 a 6,2 mmol/L è minimo e può dipendere da diversi fattori:
dolore acuto e stress, che aumentano ormoni come cortisolo e adrenalina; notte insonne; possibile disidratazione o situazione infiammatoria; cortisone assunto la sera precedente, anche se a dose ridotta; digiuno prolungato durante la notte, che può stimolare il fegato a liberare glucosio.
Non penserei al paracetamolo, al diazepam o alla soluzione elettrolitica come cause principali. Il Bentelan, invece, può effettivamente favorire un aumento transitorio della glicemia, soprattutto nelle ore successive o nel giorno seguente. Anche il dolore importante può fare lo stesso.
Inoltre, una differenza tra 5,9 e 6,2 mmol/L è molto piccola: non ha un grande significato clinico da sola. Non è una “crescita preoccupante”, è una normale oscillazione biologica in una situazione acuta. Appena possibile si rivolga al suo Medico Curante, (in questo caso non occorre consultare uno Specialista Diabetologo), che le prescriverà gli esami di laboratorio più appropriati e la guiderà su ciò che sarà meglio per lei.
Cordialmente. Dott. Mario Manunta
Salve sono una paziente con malattia autoimmune trattamento in atto cortisone, azatioprina, plaquenil, immunoglobuline, liryca, levotirsol. Eseguendo mensilmente esami abbiamo notato una glicemia al di sotto dei 60
Da li abbiamo deciso di fare curva da carico glicemico con insulinemia
I risultati sono:
glicemia digiuno =86
Glicemia dopo 60'= 60 {v. r. 70-105}
Glicemia dopo 120'= 80
Insulina base= 5,11
Insulina dopo 60'= 14,9 {v. R. 12-18}
Insulina dopo 120'= 18,4
Mi è stata consigliata visita diabetologica
Ma vorrei sapere cosa potrebbe essere?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Signora, dai dati che riporta, non sembra emergere un quadro di diabete. Anzi, il motivo della visita diabetologica è probabilmente l’opposto: capire perché compaiano valori glicemici bassi o ai limiti bassi.
La curva mostra:
Glicemia a digiuno 86 mg/dl: normale.
Glicemia a 60 minuti 60 mg/dl: bassa o borderline bassa.
Glicemia a 120 minuti 80 mg/dl: di nuovo normale.
Insulina basale 5,11: non elevata.
Insulina a 60 minuti 14,9: nei limiti indicati.
Insulina a 120 minuti 18,4: non francamente allarmante, ma da interpretare insieme alla glicemia e ai sintomi.
Il dato più interessante è che la glicemia scende a 60 mg/dl dopo 60 minuti dal carico, poi risale a 80 mg/dl dopo 2 ore. Questo può essere compatibile con una forma di ipoglicemia reattiva/post-prandiale, cioè una riduzione della glicemia dopo assunzione di carboidrati. Tuttavia, la diagnosi non si fa solo con la curva.
In medicina si parla di ipoglicemia clinicamente significativa quando c’è la cosiddetta triade di Whipple: sintomi compatibili, glicemia realmente bassa misurata in quel momento, e miglioramento dei sintomi dopo assunzione di zuccheri. Le linee guida dell’Endocrine Society raccomandano di approfondire soprattutto quando questa triade è documentata.
Quindi la domanda importante è: quando la glicemia mensile è sotto 60, lei ha sintomi? Per esempio sudorazione, tremori, fame improvvisa, palpitazioni, debolezza, confusione, vista offuscata, sensazione di svenimento? E migliorano assumendo zuccheri?
Nel suo caso ci sono anche alcuni elementi da valutare con attenzione: malattia autoimmune, terapia cortisonica, eventuali variazioni della dose di cortisone, alimentazione ridotta, peso, funzione epatica e renale, eventuale malassorbimento, e quadro endocrinologico generale. Il cortisone di solito tende ad alzare la glicemia, ma se viene ridotto o assunto in modo variabile, in alcune condizioni può emergere anche una fragilità della risposta surrenalica, soprattutto nei pazienti trattati cronicamente. Questo non significa che sia il suo caso, ma è uno dei motivi per cui la visita diabetologica è sensata.
Cordialmente. Dott. Mario Manunta
Buongiorno sono un paziente diabetico insulino dipendente da dieci anni ; da un paio di anni ho notato che una siringa di Apidra mi dura sempre meno . Da nove giorni , a causa di integrazioni varie durante la giornata e di un aumento di U.I. prima dei due pasti
principali , attualmente dura sette giorni o spesso , anche sei e mezzo ; il progressivo aumento delle dosi di insulina negli anni
ha qualche controindicazione ? possono esserci effetti negativi ? Inoltre nell ' ambito della rotazione delle sedi di iniezione ,
a causa di una ipertrofia nella fascia " salvagente ..... " della pancia , spesso mi ritrovo a fare iniezioni piuttosto " alte " ,
in una zona " pericardiaca ..." Anche in questo caso ci sarebbero eventualmente controindicazioni ?
Molta grazie Distinti saluti .
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente,la domanda è molto pertinente, perché quando una penna o una cartuccia di insulina rapida “dura sempre meno” bisogna capire se si tratta solo di un reale aumento del fabbisogno insulinico oppure se c’è anche un problema di assorbimento.
Il progressivo aumento delle unità di insulina negli anni non è tossico in sé. L’insulina non “rovina” l’organismo perché se ne usa di più. Se il corpo ne ha bisogno, la dose va adeguata. Però un aumento progressivo del fabbisogno può indicare che qualcosa è cambiato: peso aumentato, minore attività fisica, alimentazione diversa, infezioni, stress, altri farmaci, peggioramento dell’insulino-resistenza, oppure iniezioni fatte in zone di lipodistrofia/lipoipertrofia dove l’insulina viene assorbita male.
Gli effetti indesiderati principali di dosi più alte di insulina sono soprattutto ipoglicemie, aumento di peso e maggiore variabilità glicemica se l’assorbimento è irregolare. Non è quindi il numero di unità in assoluto a essere “pericoloso”, ma il fatto che la terapia sia adeguata, stabile e sicura.
Il punto più importante nel suo racconto è la ipertrofia nella zona addominale. Se si inietta spesso nella stessa area, possono formarsi ispessimenti del tessuto sottocutaneo. In quelle zone l’insulina può essere assorbita in modo imprevedibile: a volte meno, a volte più lentamente, a volte in modo irregolare. Questo può portare a glicemie più alte, correzioni frequenti e apparente necessità di aumentare progressivamente le dosi. La mancata rotazione e l’uso ripetuto della stessa zona sono tra i principali fattori di rischio per lipoipertrofia, oltre che l'uso ripetuto dello stesso ago, che va cambiato ad ogni somministrazione..
Per quanto riguarda le iniezioni “alte” sull’addome: l’insulina va iniettata nel tessuto sottocutaneo, non troppo vicino a ossa, muscoli o aree dove lo strato adiposo è scarso. Le sedi classiche consigliate sono addome, cosce, glutei e parte postero-laterale delle braccia, scegliendo aree con sufficiente tessuto sottocutaneo.
La zona “pericardiaca” non è un termine corretto per indicare una sede di iniezione sottocutanea. Se intende una zona molto alta dell’addome, verso il torace o sotto le coste, io la eviterei: non perché l’insulina possa arrivare al cuore, ma perché può essere una sede meno adatta, più sottile, più dolorosa e con assorbimento meno prevedibile. Meglio restare nelle sedi validate, evitando ombelico, cicatrici, aree dure, arrossate, dolenti o ispessite. Per l’addome, in genere si consiglia di evitare la zona troppo vicina all’ombelico e di ruotare ordinatamente i punti di iniezione.
Potrebbe trovare giovamento dalla rivalutazione con il suo Diabetologo di fiducia.
Cordialmente. Dott. Mario Manunta
Assumo seupin ..ho letto che fa aumentare la glicemia e rischio diabete e vero?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente, il Sereupin, cioè la paroxetina, può influenzare la glicemia, ma non significa automaticamente che faccia venire il diabete.
Nel foglietto tecnico viene riportato che, nei pazienti diabetici, gli SSRI possono alterare il controllo glicemico e talvolta può essere necessario modificare la terapia antidiabetica. Questo vuol dire che in alcune persone la glicemia può cambiare, ma non che il farmaco sia “diabetogeno” in modo diretto e inevitabile.
Con la paroxetina il discorso è un po’ particolare: tra gli SSRI è uno di quelli più associati a possibile aumento di peso in alcuni pazienti, e l’aumento di peso può indirettamente peggiorare insulino-resistenza, glicemia e rischio di diabete nel tempo. Alcuni studi hanno segnalato possibili alterazioni glicemiche, ma le evidenze non sono uniformi: in alcuni casi si parla di iperglicemia, in altri anche di ipoglicemia o variazioni non clinicamente rilevanti. Sicuramente non sospenda Sereupin autonomamente. Il rischio va valutato nel contesto: peso, familiarità per diabete, glicemia a digiuno, emoglobina glicata, alimentazione, attività fisica e durata della terapia. Se c’è già prediabete, ha senso controllare HbA1c e glicemia periodicamente, ad esempio ogni 3-6 mesi secondo indicazione del medico. Se il peso aumenta o la glicata peggiora, si può rivalutare con psichiatra e diabetologo se proseguire, modificare dose o considerare alternative. Ma la decisione deve essere medica, perché sospendere bruscamente la paroxetina può dare sintomi da sospensione e peggioramento dell’umore.” L'azione del farmaco va monitorata, ma non demonizzata.
Cordialmente. Dott. Mario Manunta
Buonasera.. mia figlia 18 anni ha fatto sia la curva insulinica che quella glicemica . I risultati sono : a digiuno insulina 14,2 dopo mezz’ora e dopo aver bevuto 75 di glucosio 79,2 e dopo un’altra mezz’ora a 106. . La glicemia 90 dopo mezz’ora 187 e dopo mezz’ora ancora a 134 … mi hanno detto che è leggermente insulino resistente infatti nonostante tanta attività fisica e seguendo una dieta ha difficoltà a dimagrire soprattutto sull’addome… cosa dovrei fare ??
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente, le rilevazioni non sono quelle codificate, che invece sono T0', T60' e T120'. Tuttavia il valore di glicemia di 187 mg/dl, risulta essere un po' troppo alto. Per quanto riguarda quella insulinemica, la morfologia della curva prevede una riduzione, dopo un incremento fisiologico. Dovrebbe essere rivalutata, ma questa volta in modo scientificamente corretto.
Cordialmente. Dott. Mario Manunta
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente, quando si deve affrontare una condizione di salute è sempre meglio agire con tempestività, in modo tale da poter iniziare un percorso di cura, il prima possibile. Tuttavia la soglia diagnostica... Altro
Salve a tutti dottori.
Mi presento sono Luigi, ho 28 anni, sono alto 174 cm e peso 78 kg, e pratico sport 1 massimo 2 volte a settimana.
Vi scrivo perché l'altro ieri ho effettuato esami del sangue di routine.
Da questi semplici esami di routine è uscita una glicemia a digiuno pari a 100 (fascia di riferimento del laboratorio 70-110).
((Premetto che la sera prima avevo mangiato la pizza)) .
Così il giorno dopo mi sono recato al laboratorio di analisi (con cena a base di petto di pollo stavolta) a ripetere la glicemia che è uscita 84, ed ho effettuato la misurazione dell'emoglobina glicata che è uscita 5, 89 in termini percentuali (con fascia di riferimento per normalità 5-6) , mentre in valori assoluti 40, 8 mmol/ml con fascia di riferimento per normalità 29-42.
Infine ho eseguito una curva da Carico di Glucosio (con 3 prelievi), quindi come detto prima a tempo 0 Prima dell'assunzione di 75 gr di glucosio glicemia a 84.
Al tempo 60' glicemia a 134 (con valori di riferimento 120-170)
Al tempo 120 glicemia a 119 (con valori di riferimento di normalità 70-140).
Volevo sapere cosa pensate di questa situazione, dovrei fare qualcosa, se si cosa?
La curva di carico testimonia che il mio organismo produce bene e in modo giusto insulina oppure anche questo esame e soggetto a margine di errore?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente, la sua curva glicemica dopo carico orale mostra valori assolutamente nella norma. Per avere notizie sulla sensibilità insulinica, avrebbe dovuto fare contestualmente la curva insulinemica, stesse rilevazioni, ma dell'Insulina.
Cordialmente. Dott. Mario Manunta
Salve, dopo aver fatto una visita ginecologica in cui mi è stato riscontrato l'ovaio multifollicare, la mia ginecologa mi spiega che l'ovaio multifollicare è causato da un problema o tiroideo o diabetologico e mi prescrive gli esami tirodei, curva glicemica e insulinemica.
Dagli esami tiroidei si evince ipotiroidismo che il mio endocrinolgo cura con tiche 75.
La curva glicemica e insulinemica invece ha creato confusione, perchè il mio endocrinologo sostiene che io non abbia assolutamente nulla, la mia ginecologa invece sostiene che ho iperinsulinemia e insulino resistenza e dovrei prendere la metformina.
Aggiungo in caso possa essere di aiuto che ho 20 anni, sono alta 160 cm e peso 62 kg, di cui 8 kg presi velocemente negli ultimi 6 mesi.
Curva da carico orale di glucosio 75 gr.
Glicemia basale: 77
Dopo 30 minuti: 145
Dopo 60 minuti: 99
Dopo 90 minuti: 102
Dopo 120 minuti: 85
Curva da carico insulina
Insulina basale: 14,79
Insulina a 30': 206,20
Insulina a 60': 128,80
Insulina a 90': 101,10
Insulina a 120': 117,70
Con questi pareri totalmente contrastanti, non so che fare e a chi credere. Che ne pensate?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Signora, mentre la sua curva glicemica, dopo carico orale è nella norma, quella isulinemica mi trova concorde con la sua Ginecologa. Non fosse altro che il valore a 120' dovrebbe ridursi considerevolmente, mentre invece rimane elevato.
Cordialmente. Dott. Mario Manunta
Buongiorno, normopeso, colesterolo e trigliceridi nella norma, pressione 110/70, corro 50 minuti ogni giorno, glicata sempre tra 5, 1 e 5, 5 da due anni, glicemia tra 89 e 103 in vari esami del sangue fatti in questi due anni (solo 2 volte su 6 sopra 100). Genitori non diabetici solo un nonno dopo i 70 anni. Evito dolci e biscotti e sto attento al pane non integrale, mangio solo cioccolato fondente al 90% come "dolce". Sono troppi 6/8 quadrattini al giorno di media? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente, il focus non è su quanto cioccolato può assumere, anche perchè questo dipende da numerosi variabili, tipo metabolismo basale, dispendio energetico, B.M.I.
Un valore glicemico, seppure sporadicamente superiore a 100 mg/dl, merita di essere indagato con maggiore attenzione. L'esame da fare è OGTT 75 g con determinazione a T0', T60' e T120' della Glicemia e dell'Insulinemia.
Cordialmente. Dott. Mario Manunta
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