Salve sono una paziente con malattia autoimmune trattamento in atto cortisone, azatioprina, plaqueni
Salve sono una paziente con malattia autoimmune trattamento in atto cortisone, azatioprina, plaquenil, immunoglobuline, liryca, levotirsol. Eseguendo mensilmente esami abbiamo notato una glicemia al di sotto dei 60 Da li abbiamo deciso di fare curva da carico glicemico con insulinemia I risultati sono: glicemia digiuno =86 Glicemia dopo 60'= 60 {v. r. 70-105} Glicemia dopo 120'= 80 Insulina base= 5,11 Insulina dopo 60'= 14,9 {v. R. 12-18} Insulina dopo 120'= 18,4 Mi è stata consigliata visita diabetologica Ma vorrei sapere cosa potrebbe essere?
1 risposta
Gentile Signora, dai dati che riporta, non sembra emergere un quadro di diabete. Anzi, il motivo della visita diabetologica è probabilmente l’opposto: capire perché compaiano valori glicemici bassi o ai limiti bassi. La curva mostra: Glicemia a digiuno 86 mg/dl: normale. Glicemia a 60 minuti 60 mg/dl: bassa o borderline bassa. Glicemia a 120 minuti 80 mg/dl: di nuovo normale. Insulina basale 5,11: non elevata. Insulina a 60 minuti 14,9: nei limiti indicati. Insulina a 120 minuti 18,4: non francamente allarmante, ma da interpretare insieme alla glicemia e ai sintomi. Il dato più interessante è che la glicemia scende a 60 mg/dl dopo 60 minuti dal carico, poi risale a 80 mg/dl dopo 2 ore. Questo può essere compatibile con una forma di ipoglicemia reattiva/post-prandiale, cioè una riduzione della glicemia dopo assunzione di carboidrati. Tuttavia, la diagnosi non si fa solo con la curva. In medicina si parla di ipoglicemia clinicamente significativa quando c’è la cosiddetta triade di Whipple: sintomi compatibili, glicemia realmente bassa misurata in quel momento, e miglioramento dei sintomi dopo assunzione di zuccheri. Le linee guida dell’Endocrine Society raccomandano di approfondire soprattutto quando questa triade è documentata. Quindi la domanda importante è: quando la glicemia mensile è sotto 60, lei ha sintomi? Per esempio sudorazione, tremori, fame improvvisa, palpitazioni, debolezza, confusione, vista offuscata, sensazione di svenimento? E migliorano assumendo zuccheri? Nel suo caso ci sono anche alcuni elementi da valutare con attenzione: malattia autoimmune, terapia cortisonica, eventuali variazioni della dose di cortisone, alimentazione ridotta, peso, funzione epatica e renale, eventuale malassorbimento, e quadro endocrinologico generale. Il cortisone di solito tende ad alzare la glicemia, ma se viene ridotto o assunto in modo variabile, in alcune condizioni può emergere anche una fragilità della risposta surrenalica, soprattutto nei pazienti trattati cronicamente. Questo non significa che sia il suo caso, ma è uno dei motivi per cui la visita diabetologica è sensata. Cordialmente. Dott. Mario Manunta
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