Domande del paziente (31)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, piacere. Sono la psicologa Marika, e vorrei risponderle.
La fase che state attraversando è delicata ma anche molto significativa, perché segna il passaggio dall’idealizzazione del progetto di...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Cara, sono Marika, psicologa clinica e vorrei dirti grazie per aver scritto con così tanta sincerità e profondità. Quello che descrivi non è affatto “troppo” o sbagliato: è il racconto di una sofferenza... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, sono la psicologa Marika e mi occupo anche di relazione di coppia.
La ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità e profondità ciò che sta vivendo. Da quello che scrive emerge chiaramente...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, sono la psicologa Marika e ti ringrazio per aver condiviso una storia così delicata e dolorosa. Da quello che racconti emerge quanto tu abbia provato a portare un’emozione autentica dentro la relazione... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, sono Marika, psicologa clinica e ti rispondo come farei in studio con una mia cliente. Prima di tutto dicendoti una cosa importante: "quello che provi è comprensibile". Non sei “ingrata”, non sei... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, sono Marika, psicologa clinica e di coppia.
Ti rispondo in modo diretto e chiaro perche' quello che racconti emergono due temi distinti:
1⃣ La sua reazione sproporzionata:
Gridare, sbattere oggetti,...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, sono Marika, psicologa clinica e di coppia. Provo a rispondere alla tua situazione cercando di essere esaustiva.
Il trasferimento che chiedi non è un capriccio, ma è un bisogno profondo di radicamento...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno signora, sono la psicologa Marika e vorrei provare a darle una spiegazione al suo quesito/sfogo.
Quando veniamo accusati di qualcosa che sentiamo lontanissimo da noi – come la manipolazione,...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, sono la psicologa Marika, piacere.
Quello che descrive non è “un semplice conflitto tra colleghe”: è una situazione in cui lei ha provato più volte a mantenere collaborazione e rispetto, mentre...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, sono la psicologa clinica Marika, piacere.
Ti rispondo come farei nel mio studio, con rispetto e senza giudizio.
Quello che racconti non parla di “incapacità di amare”, ma di un copione relazionale...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Signore, sono la psicologa Marika e quella che descrive è una dinamica tipica di "gelosia insicura": non nasce dai fatti oggettivi, ma da una paura interna di essere messa da parte o tradita. Quando... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Signora, sono la psicologa Marika e lavoro sull'autostima (nodo centrale di sua figlia). La ringrazio per aver condiviso con tanta attenzione la situazione di sua figlia. Da ciò che descrive, sembra... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, sono la psicologa Marika, piacere.
Rispondo come farei in studio, con molta sincerità ma anche con delicatezza.
Quello che descrivi non è immaturità, non è “essere esagerata” e non è nemmeno “volere...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, piacere Marika, psicologa clinica.
Ti rispondo come farei in un primo spazio di consultazione psicologica, con attenzione ma senza trarre conclusioni affrettate.
Da quello che descrivi emergono diversi...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, sono la psicologa Marika e da ciò che racconta emerge una situazione piuttosto comune nelle relazioni: due persone che si vogliono bene ma che hanno modi diversi di esprimere l’affetto. Il fatto... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao Matteo, provo a risponderti in modo diretto.
Mi presento, sono la psicologa Marika.
Quello che descrivi non è amore da parte sua, ma un forte bisogno emotivo di averti vicino senza assumersi una...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, piacere. Sono la psicologa Marika e ti rispondo in modo diretto.
No, non stai facendo qualcosa di “sbagliato”: sei single, sei stata chiara con entrambi, quindi non stai tradendo nessuno.
Il punto...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao carissima, sono la psicologa Marika e soprattutto grazie per aver condiviso qualcosa di così profondo. Quello che descrivi non è affatto raro, ma quando lo si vive in prima persona può sembrare un... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, sono la psicologa Marika, piacere.
Intanto, grazie per aver condiviso la tua situazione con tanta sincerità.
Quello che racconti non è affatto “strano” o incoerente: è molto umano. Dopo un traguardo...
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Salve, sto attraversando un periodo “buio” nella relazione di convivenza con la mia compagna.
Conviviamo da 13 anni, abbiamo un figlio di 6 anni ed abbiamo fatto i nostri sbagli e avuto i nostri alti e bassi nella relazione, ma recentemente la mia compagna mi ha comunicato di non essere felice ed avere dubbi sui sentimenti nei miei confronti.
Questo pare sia dovuto a tante piccole cose che nel tempo le hanno dato fastidio, non riesce ad essere se stessa per paura di non so cosa e ora è arrivata ad essere “piena” e forse anche un pochino chiusa in se stessa.
Per me è stato un fulmine a ciel sereno, arrivato cosi dal niente e invece a quanto pare è una situazione che si porta avanti da tempo, senza che io mi accorgessi di niente e senza che lei ne parlasse con me per cercare una soluzione. Ovviamente mi sento vuoto, sconfitto, ma anche speranzoso che la situazione possa risolversi positivamente per poter tornare ad essere la famiglia che eravamo, anzi forse anche migliore andando a correggere quelli aspetti che potrebbero aver portato a questa situazione.
La mia più grande paura è ovviamente la sofferenza che potrebbe avere il bimbo, ma anche il fatto di “buttar via” quello che è stato costruito con fatica e impegno in tutti questi anni.
Non credo di averle mai fatto mancare niente, anzi è sempre stata libera di fare le sue cose, anche se alcune mi creavano delle preoccupazioni/perplessità che non ho mai nascosto, ma lei spesso ignorato.
Io mi sono reso più che disponibile a cercare di trovare una soluzione, a lavorare su noi per cercare di migliorare sugli aspetti che hanno portato a questo e ho teso la mano, ma da parte sua non capisco se questa volontà ci sia o meno, come se fosse intrappolata in un limbo e non riesco a comprendere come sia possibile questa freddezza dopo 13 anni e una famiglia costruita.
Sto cominciando ad avere grandi dubbi, tipo che sia stata con me fino ad oggi, nonostante questo suo “disagio”, solo per comodità e per paura di non restare sola, visto che i genitori vivono in un altro stato e quindi di essere stato utilizzato e preso in giro.
Come dovrei comportarmi adesso? Potremmo provare ad intraprendere inizialmente un percorso di coppia insieme ed eventualmente, se reputato necessario, in seguito anche singolarmente per poter affrontare questa problematica che stiamo vivendo?
Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissimo, sono la psicologa Marika e da ciò che descrive emerge un momento di grande dolore, ma anche di forte attivazione emotiva e desiderio di comprendere e “riparare”. È importante riconoscere questo aspetto: la sua disponibilità a mettersi in discussione e a lavorare sulla relazione è una risorsa preziosa.
Quello che sta vivendo è spesso molto destabilizzante: quando uno dei partner esprime un malessere che si è costruito nel tempo senza essere condiviso, l’altro può sentirsi spiazzato, escluso e persino tradito nella fiducia (“perché non me ne sono accorto?”, “perché non me lo ha detto prima?”). Le sue reazioni – senso di vuoto, paura, ma anche speranza – sono comprensibili e umanamente coerenti.
Allo stesso tempo, è utile provare a leggere anche il vissuto della sua compagna non come un attacco o un inganno, ma come il possibile esito di difficoltà nel comunicare bisogni, paure o insoddisfazioni. Alcune persone, per timore del conflitto o per difficoltà a riconoscere ciò che provano, tendono ad accumulare nel tempo piccoli disagi fino a sentirsi “piene”, come lei stessa ha detto.
Rispetto ai dubbi che sta sviluppando (ad esempio l’idea di essere stato “usato”), è importante trattarli con cautela: in momenti di forte incertezza emotiva la mente cerca spiegazioni nette, ma spesso queste ipotesi rischiano di aumentare la distanza e la sofferenza, senza necessariamente essere aderenti alla realtà.
Venendo alla sua domanda su come comportarsi, le propongo alcuni punti di lavoro in chiave terapeutica:
1. Creare uno spazio di dialogo sicuro:
Più che cercare subito soluzioni, può essere utile aprire uno spazio in cui entrambi possiate parlare senza sentirvi giudicati o messi sotto pressione. Ad esempio, provando a comunicare ciò che sente (“mi sono sentito spiazzato e triste”) piuttosto che chiedere spiegazioni o rassicurazioni immediate.
2. Accogliere l’incertezza senza forzarla:
La sua compagna sembra essere in una fase di ambivalenza (“limbo”). Forzarla a prendere una posizione rischia di irrigidire ancora di più la situazione. A volte è necessario tollerare temporaneamente questa incertezza per permettere all’altro di chiarirsi.
3. Distinguere tra responsabilità e colpa:
In una relazione lunga, le dinamiche si costruiscono insieme. Più che cercare “chi ha sbagliato”, può essere utile chiedersi: “quali dinamiche abbiamo creato nel tempo che oggi non funzionano più?”
4. Considerare seriamente un percorso di coppia:
Sì, la terapia di coppia è assolutamente indicata in situazioni come questa. Può offrire uno spazio mediato in cui:
* dare voce ai vissuti di entrambi
* comprendere i bisogni non espressi
* ricostruire modalità comunicative più efficaci
Eventualmente, come giustamente intuisce, un percorso individuale può affiancarsi per lavorare sui vissuti personali.
5. Tenere presente il benessere di suo figlio, ma senza usarlo come unica guida:
Il desiderio di proteggere vostro figlio è molto importante. Tuttavia, i bambini stanno meglio in contesti emotivamente autentici: non necessariamente in famiglie “intatte”, ma in relazioni (anche separate) in cui gli adulti sono consapevoli e rispettosi.
In sintesi, la situazione che descrive non è necessariamente la fine della relazione, ma è chiaramente un punto di crisi che richiede un cambiamento. Le crisi, se affrontate, possono diventare momenti di trasformazione profonda della coppia.
Il passo che ha già fatto – fermarsi, chiedere aiuto e interrogarsi – è un segnale importante. Ora il lavoro sarà capire se questo percorso può essere condiviso anche dalla sua compagna.
Rimango a sua disposizione.
Dott.ssa Marika