Domande del paziente (163)

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Maria Giusy Rosamondo

    Cara signora, è indubbio che abbia caricato il percorso psicologico di tante aspettative, che sono andate deluse dai fatti che si sono susseguiti e che ci ha raccontato.
    Questo le ha fatto perdere la motivazione,... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Maria Giusy Rosamondo

    Cara utente, un IVG è sempre fatto con grande sofferenza nonostante si pensi che è la soluzione giusta.
    E quasi sempre viene vissuto come un trauma.
    A tal prosito un percorso EMDR sarebbe particolarmente... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Maria Giusy Rosamondo

    Cara utente, come lei evidenzia nei suoi dubbi, sicuramente le relazioni che mette in piedi, rappresentano solo il palco in cui mette in scena ciò che non ha elaborato di se stessa.
    Probabilmente prendersi... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Maria Giusy Rosamondo

    Gentile utente, mi sembra che ci sia un po' di difficoltà a codificare ciò che avviene dentro e fuori di lei.
    Sicuramente un percorso che la aiuti a mettere chiarezza, a narrare la sua storia e a trovare... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Maria Giusy Rosamondo

    Cara utente, nella descrizione che lei fa della relazione, ci sono certamente degli elementi di tossicità che vanno valutati.
    Per dirne una, la reazione del suo compagno non può essere giustificata e soprattutto... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Maria Giusy Rosamondo

    Cara utente, la relazione terapeutica si deve basare sull'alleanza, altrimenti non funziona. Se il suo terapeuta le dice questo e lei si fida del suo terapeuta, avrà dei benefici.
    Se mette in discussione... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Maria Giusy Rosamondo

    Caro ragazzo, si sente tutta la rabbia che ha accumulato e che reprime.
    Le famiglie sono spesso complicate e difficili da gestire.
    Le ferite che ci provocano sono segni che ci portiamo dietro.
    Una psicoterapia... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Maria Giusy Rosamondo

    Cara ragazza, le dinamiche che esplicita potrebbero semplicemente far parte di un legame, che pur non volendo, c'è già tra voi. E questo è generato dal fatto che frequentate la stessa scuola e ogni giorno... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Maria Giusy Rosamondo

    Cara ragazza, le sofferenze d'amore sono dolcissime ma anche impossibili.
    Non sappiamo i dettagli della tua storia e perchè vi siete lasciati, ma in amore si deve rischiare e non cedere alla paura, altrimenti... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Maria Giusy Rosamondo

    Cara ragazza, hai subìto un lutto importantissimo in una fase delicatissima della tua crescita e questo ti ha lasciato forti strascichi. Non ci dici se hai già fatto un percorso psicologico per superare... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Maria Giusy Rosamondo

    Caro ragazzo, non ci spieghi le ragioni del tuo allontanamento da quest'amica, ma citi la dipendenza affettiva e meccanismi ossessivi, quindi il collega con cui stai lavorando ha saputo inquadrare questa... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Maria Giusy Rosamondo

    Cara utente,
    sicuramente, oltre a quello che ci racconti, c'è tanta complessità che dal racconto che fai ci sfugge. Però un dato c'è e che tu lo hai messo fuori casa e hai deciso per entrambi. Probabilmente... Altro


    Salve dottori a volte porgo domande su curiosità e dubbi in forum del genere cerco appunto dei forum di professionisti mi chiedevo quando basti scrivere su forum del genere oppure quando c’è bisogno di un incontro reale ? Spesso dove aver ricevuto risposte alle mie domande comunque mi risolvono il dubbio , ma quando è attendibile ? Grazie per una vostra risposta

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Maria Giusy Rosamondo

    Caro utente, mi sembra che i tuoi siano più che altro dubbi o curiosità e in quanto tali, bastano risposte esaustive. Diverso è avere un disturbo o un disagio e chiedere per quello. Nella stanza di uno psicologo di solito non ci arrivi per curiosità ma per necessità di cambiamento, per voglia di stare bene e per idea di contrastare qualcosa,


    Salve,
    sono un ragazzo di 18 anni, soffro di un'acuta forma di DOC da ben 8 mesi. Sto seguendo la psicoterapia cognitivo-comportamentale da uno psicoterapeuta da 7 mesi e in più prendo farmaci anti-ossessivi prescritti dallo psichiatra. Sebbene sia in terapia da ormai un bel po' di tempo, le compulsioni sono sempre più frequenti; soffro di DOC da controllo e sono costretto a controllare le luci di casa più di 60 volte al giorno. Non riesco a smettere per alcun motivo. Sto ore e ore in giro per la casa a controllare i lampadari e smetto solo quando vado a letto. In più ho DOC di contaminazione, mi lavo quasi sempre le mani con acqua e sapone. Non so perché ma non miglioro affatto. Sto perdendo peso perché sono sempre in giro per la casa a controllare, a malapena pranzo e ceno. A studiare ho difficoltà. Ho la maturità e non so come fare. In cosa sto sbagliando? Vi chiedo aiuto.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Maria Giusy Rosamondo

    Caro ragazzo, ne hai parlato apertamente con il tuo Terapeuta e fatto con lui un bilancio di questo inizio di percorso? Purtroppo la Psicoterapia ha il limite di non dare indicazioni precise sui tempi e modi di reazione perchè sono altamente soggettivi. Però il tuo Terapeuta saprà fare un bilancio e dirti se c'è bisogno di attendere o se magari è consigliabile sperimentare altro.
    Un caro saluto.


    Buongiorno, sono un ragazzo di 22 anni che vive la vita in un grigio perenne. Il mio problema? La sensazione di non essere mai scelto, nel senso, ho 22 anni e non ho mai avuto una ragazza, ma non solo quello, ormai non riesco neanche più ad approcciarmi con una ragazza se non la conosco, fatico a continuare un discorso non riesco a tenere il contatto visivo e varie cose che forse una persona di 22 anni dovrebbe riuscire a fare. È come se andassi in blocco, evito anche di affezionarmi o cose del genere perché tanto so già che non finirà come voglio io. Prima associavo la cosa del non trovare una ragazza con il mio aspetto fisico, ma con il tempo ho capito che non è quello, anche perché ho migliorato di molto il mio aspetto, certe volte mi sembra di essere destinato a non poter trovare l’amore, mi sembra di essere noioso, di non essere mai abbastanza, mi sembra di essere proprio io il problema ed è da 22 anni così. So che molti diranno “non sei in ritardo ognuno ha i suoi tempi” ma allora a questo punto mi chiedo, quanto sono lunghi i miei tempi? Quanto ancora dovrà durare questa cosa? Per quanto ancora dovrò vedere i miei amici con le loro fidanzate e io dovrò cercarmi altri amici non fidanzati per uscire? So che magari potrà sembrare una banalità, ma ho bisogno di poter amare e di essere amato e invece sono anni che lotto con me stesso e che vivo questa situazione, una situazione che mi logora da fin troppo tempo e certe volte mi fa dire che forse è così che deve andare.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Maria Giusy Rosamondo

    Caro ragazzo, nella mia esperienza professionale ho trovato molte situazioni simili alla tua e posso dirti che lavorare su di te, capire cosa ti manda in blocco, quali esperienze pregresse incidono, quali contesti relazionali frequenti e quali possono aiutarti di più, aiutano a sbloccare la situazione.
    Alcune volte sorrido al pensiero di quanti ragazzi ho aiutato a interagire sentimentalmente e sessualmente e mi mette il buon umore.
    Non siamo mondi isolati, abbiamo bisogno degli altri e di calore e vicinanza.
    Come te, ci sono ragazze lì fuori che cercano la stessa cosa.
    Esci e fai più esperienza possibile della vita, guarda dentro te stesso e vedrai che tutto si sbloccherà.
    Un caro saluto.


    Salve. Io e il mio ragazzo stiamo insieme da due anni e mezzo, ma ora per la seconda volta ha provato a chiudere la nostra relazione. Questo è avvenuto entrambe le volte dopo un momento di incomprensione in cui diceva di sentirsi giudicato. Il fatto è che non sa darmi motivazioni “concrete” e molte cose che dice appaiono discordanti (“dobbiamo pensare al futuro perché è ora..”, “non so cosa voglio dal futuro”, poi mi parla di figli). Ha preso una settimana di tempo per riflettere su di noi, tempo che forse sta giovando più a me che a lui nonostante mi pesi non sentirlo. Mi sento positiva e sento che mi ama, magari meno di prima ma, attenendomi ai fatti più che alle sue parole (e paure), non vedo un vero distacco. Forse mi sto sbagliando.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Maria Giusy Rosamondo

    Cara utente, parla chiaramente con il tuo compagno perchè sembra che ci sia molta confusione su ciò che volete. Il sentimento è alla base della relazione che costruite, ma oltre a quello, ci vuole anche un progetto di vita condiviso e c'è da capire se voi volete le stesse cose. Magari qualche seduta di coppia vi auterebbe a chiarire i vostri dubbi e capire se le vostre incomprensioni sono un problema di comunicazione, che si può eventualmente migliorare o se maschera una visione diversa della vita.
    Un caro saluto.


    Domande su Ansia

    Buongiorno, ho passato il peggior anno della mia vita. negli ultimi sei mesi ho perso entrambi i miei genitori e nel mezzo mi ha lasciata il mio compagno, stavamo insieme da poco più di un anno. I miei genitori sono morti entrambi a seguito di lunghe malattie, nell'ultimo anno ho accudito mio padre con un tumore metastatico. il mio ex mi ha lasciata dopo un periodo di liti, in cui ci sono stati alcuni episodi di gelosia da parte mia (mai avuti prima). La mia autostima si era abbassata anche perchè nel mentre avevo avuto un fallimento lavorativo. Lui, oltre a delle cattiverie, mi ha detto che ho sabotato la storia per le liti e la mia tristezza. nell'ultima lite gli ho detto "non me ne frega di te", ma io ero solo sopraffatta dal dolore e non ce la facevo più, voolevo che mi stringesse più forte.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Maria Giusy Rosamondo

    Cara utente, hai vissuto nel giro di poco tempo parecchi lutti importanti che prevedono un'elaborazione che probabilmente ancora è in atto.
    Probabilmente sei sopraffatta dal dolore e questo ha minato la tua relazione.
    Quello di cui parli è un inevitabile senso di solitudine che in questi casi è fisiologico.
    Cerca di trovare nella tua rete relazionale il sostegno di cui hai bisogno e non negare il tuo dolore, ma affrontalo tutto.
    Probabilmente un percorso psicologico ti aiuterebbe a gestire questa fase e a rimettere ordine nella tua vita.
    Un caro saluto.


    Non so più cosa fare....
    Sono una donna di 30 anni e sono stanca....
    Voi penserete che mi stia riferendo ad un determinato periodo della mia vita, ebbene qui si parla di anni. Dall'età di 14 anni soffro d'ansia che si manifesta nel corpo con sudorazioni fredde, nausea, borborigmi, meteorismo, tremori e forte senso di vergogna. Nel corso del tempo ho fatto 4 anni di psicoterapia di tipo psicodinamico, 2 anni di psicoterapia sistemico-relazionale, 3 anni di psicoterapia della gestalt, 1 anno di psicoterapia cognitivo comportamentale. Ho provato la mindfullness, ho provato a scrivere un diario, ho provato infiniti psicofarmaci (si, di mia spontanea volontà mi sono rivolta ad uno psichiatra), ho provato a stare a contatto con le mie paure ma sono finita per ammalarmi ancora di più. Sono seguiti pensieri suicidi (da quando avevo 14 anni), nel 2025 ingerisco un bel po di pillole, volevo solo spegnere il cervello, al mio risveglio sento scosse in tutto il corpo e spasmi muscolari, lo riferisco a mia madre, la corsa in ospedale e il primo ricovero (in sicilia), il secondo a distanza di qualche mese (Milano). Infinite diagnosi ricevute ed io che ho sempre più voglia di sparire, mollare tutto e stare da sola.
    Il mio corpo e la mia mente si rifiutano di sopportare altro dolore, sono satura, avete presente quando si fa un trapianto e il corpo lo rigetta?
    Ecco, io credo di essere diventata intollerante e allergica ad ogni forma di dolore, la solitudine è il mio rifugio ma anche la mia condanna.
    Credevo che l'amore potesse curarmi ma mi sbagliavo, da mesi ho intrapreso una relazione con il ragazzo più buono di questo mondo ma ho commesso un grosso errore, per la prima volta mi sono lasciata andare all'amore e adesso ne pago le conseguenze......
    Non ho i soldi a sufficienza per permettermi un altro percorso di psicoterapia, ma devo assolutamente andare dallo psichiatra e aiutarmi con i farmaci, l'unica mia vera salvezza, lo so che è triste dirlo, ma solo così riconosco di poter andare avanti.
    Vi chiederete come mai tutti questi anni di psicoterapia non hanno sortito alcun effetto positivo su di me? Ho preso consapevolezza che io non voglio cambiare (mi è stato detto più volte in terapia), è questa trappola mentale che mi porta ad avere pensieri suicidi: Non vuoi cambiare, ti piace soffrire, tanto vale morire e cancellare tutto, porre fine a tutto questo schifo.

    La cosa che più di tutte mi fa male è che in 30 anni di vita non sono mai riuscita a fidarmi davvero di nessuno, e non lo dico tanto per ma è la verità.
    Non ce la faccio a ri-raccontarmi da capo, fa troppo male.....per questo non ce la faccio più ad andare avanti.
    Sono davvero stanca.....non ce la faccio....è tutto così pesante e difficile nella mia testa. Non me la sento di continuare ad andare avanti, io non riesco a reagire, ad essere costante, ad avere forza di volontà, quello in cui sono brava è riuscire ad annientarmi, a fare la vittima come tutti mi hanno sempre detto.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Maria Giusy Rosamondo

    Cara utente, nel tuo messaggio accorato c'è tutta la tua disperazione, che arriva come un pugno nello stomaco.
    Ma se le conseguenze a cui siete giunti in anni di Terapia, è che non vuoi cambiare, forse bisognerebbe capire il perchè, dove nasce questa tendenza a boicottarti, a stare male.
    Hai mai fatto una Terapia familiare?
    Io penso che dovresti partire da quella e magari scovare lealtà invibili, ragioni che non ti permettono di abbandonare il dolore o mandati familiari che ti intrappolano.
    Non so se nei tuoi percorsi hai seguito queste strade, ma se non lo hai fatto, dovresti farlo.
    Potresti anche provare l'EMDR, molto efficace in queste situazioni.
    Ti augiro di trovare la tua strada e di godere della tua vita.
    Un caro saluto.


    Vorrei provare la strada della psicoterapia online ma ho tanta paura di scegliere nuovamente il terapeuta non adatto a me, ecco perchè prima voglio che sappiate alcune cose su di me.
    Sono una donna di 30 anni.
    Ho infiniti problemi, tanto da non riuscire più a capire niente.
    Vorrei poter raccontare la mia storia online nella speranza di trovare la persona più adatta a me.
    In passato ho fatto molte psicoterapie, cbt (1 anno), psicodinamica (4 anni), gestalt (2 anni), sistemico-relazionale (6 mesi).
    Si, per mia scelta prendo anche dei psicofarmaci.
    I miei problemi sono cresciuti con me.
    Ho sofferto di paure e ansie sin dai tempi dell'asilo.
    Timidezza la chiamavano tutti.
    Ad oggi non c'è un nome, e forse non m'interessa neanche più, sicuramente c'è una profonda depressione, e forte somatizzazione dell'ansia, oltre ad una montagna di confusione e solitudine.
    Il mio è un grido d'aiuto perchè mi sto avvicinando di nuovo nell'abisso della disperazione, della morte interiore.
    Non so più cosa fare, come continuare a sopravvivere alla vita.
    Cosa molto importante che dovete sapere: non ho tolleranza contro dolore, sofferenza e paure, il mio corpo e la mia mente si rifiutano di rivivere di nuovo questo inferno e voglio delle garanzie su questo sennò non posso continuare avanti con la mia vita.
    I terapeuti precedenti mi hanno detto che io non ho voglia di cambiare, che loro (voi) non avete la bacchetta magica, che a me piace fare solo la vittima.
    Vi dico queste cose perchè mi sono state dette così tante volte e da persone che rivestivano un ruolo importante che adesso ci credo anch'io.
    Altra cosa importante: sono "allergica" ai giudizi negativi da sempre.
    Nel 2025 ho avuto due ricoveri uno in sicilia, l'altro in lombardia.
    Dall'età di 14 anni ho pensieri intrusivi e autolesionisti.
    Penso di essere un peso per le persone che mi stanno accanto.
    Mi sento un caso perso.
    Non so più a chi, come e dove chiedere aiuto e se quell'aiuto che ricevo mi basta e mi è davvero d'aiuto.
    Più passa il tempo e più la speranza si spegne.
    Sono stanca, credetemi.
    Mentre ero ricoverata ho scritto 21 pagine di quella che chiamo "la mia autobiografia", volevo che la psicologa che mi seguiva potesse capirmi meglio e di conseguenza aiutarmi meglio, ma non sono state lette nemmeno la metà.
    Io non ho più le forze di raccontarmi da capo in un percorso di psicoterapia, ecco perchè tengo ancora conservati questo scritto. Se qualcuno lì fuori vuole leggerlo per capire come sono fatta e di conseguenza come potermi aiutare meglio, sono disponibile ad inviare tramite email in formato pdf la mia storia.
    Non so più come fare...le ho provate tutte.
    Sono davvero stanca.
    La mia paura più grande attualmente è quella di rivivere per l'ennesima volta una psicoterapia iatrogena, di trovare una psicoterapeuta per poi sentirmi sola, abbandonata, incompresa, ho paura di rivivere dei traumi già vissuti e rivissuti.
    Ho paura di chiedere aiuto alla persona che non è adatta a me.
    Non ce la faccio più a rivivere di nuovo l'inferno. Vi chiedo aiuto.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Maria Giusy Rosamondo

    Cara utente, ho letto il suo grido disperato di dolore e la situazione sembra assai complessa, soprattutto per tutti i tentativi che ha già fatto e che non hanno portato risultati.
    Tra le terapie che ha provato, non leggo l'EMDR che potrebbe essere un intervento particolarmente utile per il suo caso. Le consiglio di prenderlo in considerazione e di provarlo.
    Poi per quello che scrive, rispetto al condividere la sua storia, quella che ha scritto, penso che tutti noi profesionisti saremo pronti a leggerla, non appena sceglierà la persona che la seguirà.
    Probabilmente nei vari interventi che ha fatto, forse non si è data abbastanza tempo affinchè si arrivasse ad un risultato, quindi le consiglio di scegliere il professionista giusto e poi dargli tempo per poter lavorare.
    Un caro saluto


    Salve, sono 4 anni che sto insieme a un uomo separato con una figlia. Da un anno non abbiamo rapporti sessuali perché io ho avuto problemi di ciclo ma anche problemi emotivo con lui. Non mi sento vista, ne quando siamo a cena e lui sta davanti al telefono, ne quando la madre (che nn mi conosce) ha voluto partecipare a un evento con la ex nuora, il figlio e la nipote e lui non si è minimamente opposto. Invalidando il mio dolore con "si spreca meno energie facendo così". Stessa risposta che ritrovo dopo più di un anno (dopo terapia mia personale, terapia di coppia, dopo tanti litigi dove ho capito il suo analfabetismo emotivo), oggi, davanti a un esigenza lavorativa dove sarebbe stata reintrodotta la sua ex moglie pubblicamente (e questa donna non lavora dove lavoriamo noi). Sono crollata e ho pianto davanti a lui, lui ha visto il mio dolore, ha detto di averlo capito ma c'è sempre il suo "non so che fare, e fare niente è la scelta meno dolorosa". Per lui. Io sto soffrendo tanto per questo suo atteggiamento e gli ho scritto un messaggio dicendo che nn scegliendo me (ancora) era lui che perdeva me. Lui non ha risposto e a lavoro mi evita (è passato solo un giorno) io voglio dargli il tempo per riflettere, capire...ma non ce la faccio, mi sono messa a piangere per i corridoi del lavoro. Vorrei capire cosa fare. Se sono stata cattiva, egoista, frettolosa. Abbiamo entrambi quasi 50 anni...ed entrambi veniamo da famiglie disfunzionali...e io vorrei solo avere qualche strumento per capire cosa mi sta succedendo (sono dipendente?) e cosa potrei fare. Grazie a chi mi risponderà.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Maria Giusy Rosamondo

    Cara utente, la situazione è complessa, tanto che ci dice che provenite entrambi da famiglie disfunzionali, in cui avrete appreso sicuramente modelli che in questo momento incidono nel vostro rapporto. Ci dice che ha fatto terapia individuale e di coppia, ma sembra che non abbia avuto grande beneficio.
    Magari non era l'approccio giusto, magari deve sperimentare altro, ma è quello il contesto in cui può lavorare su tutto ciò che la fa stare male.
    Dovete sicuramente imparare a comunicare in un linguaggio che sia comune per potervi capire ed aiutare.
    Spero che troviate il giusto approccio terapeutico per uscire fuori da questo dolore.
    Un caro saluto.


Domande più frequenti

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