Domande del paziente (14)

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Marc Patti

    Se ha bisogno in questo periodo di "zona rossa" sappia che gli osteopati non possono lavorare


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Marc Patti

    Buongiorno, non vi sono evidenze scientifiche a supporto di tale ipotesi. Se perdessi i capelli non andrei in prima battuta da un collega, ma al massimo farei una visita specialistica più approfondita.... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Marc Patti

    Se è stata fatta già una diagnosi medica allora ha senso approcciare osteopaticamente, ma se non si è a conoscenza della causa allora ha poco senso partire subito con l'osteopatia. Più che altro perchè... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Marc Patti

    Buongiorno, per fare un trattamento serio a domicilio ci vuole il lettino. Non si faccia fare trattamenti sul letto o chissà dove. Sempre meglio comunque andare in studio. Saluti. Patti


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Marc Patti

    Buongiorno, il nervo peroneo profondo può essere intrappolato a livello del retinacolo degli estensori ala caviglia e come sintomatologia può dare un formicolio nella porzione tra primo e secondo dito... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Marc Patti

    Buongiorno, mi permetto di aggiungere una cosa rispetto a quanto detto dai colleghi: qualora la sintomatologia fosse imputabile ad un conflitto disco-radicolare deve tener presente che la cosa può andare... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Marc Patti

    Buongiorno, le tendiniti sono problematiche che vanno per le lunghe ed è normalissimo che in 4 sedute non sia passato. Se poi c'è anche l'interessamento dell'osso vuol dire che l'infiammazione è importantebe... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Marc Patti

    Buongiorno, gli esami strumentali e il fatto che il dolore sia presente da un anno permettono di escludere una problematica più seria. Normalmente dolori del genere sono una conseguenza di una disfunzione... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Marc Patti

    Buongiorno, non è possibile dare una risposta. Qualora avesse già fatto qualche visita dall'osteopata e si sia trovata bene provi con l'osteopatia, al contrario se ha già avuto esperienze positive con... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Marc Patti

    Gentile Utente,

    in seguito a un trauma costale con diagnosi certa di frattura, seppur composta, la primissima e più importante indicazione è di natura biologica: bisogna avere pazienza e aspettare il... Altro


    cosa rischia un bimbo se non si interviene nel correggere la testa piatta

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Marc Patti

    Gentile Genitore,

    la sua è una domanda fondamentale che merita una risposta molto chiara, poiché attorno al tema della "testa piatta" (che in ambito clinico definiamo Plagiocefalia Posizionale) ruotano spesso molti falsi miti.

    La prima cosa importante da chiarire per la vostra serenità è che la plagiocefalia posizionale NON influisce sullo sviluppo cognitivo o intellettivo del bambino, né comprime il cervello. Il cervello del neonato cresce con una forza tale da espandersi comunque, adattandosi alla forma del cranio.

    Tuttavia, considerare la testa piatta come un problema "solo estetico" che si risolverà da solo con la crescita è un errore terapeutico. Se non si interviene tempestivamente (l'epoca d'oro è nei primi 4-6 mesi di vita, quando le ossa del cranio sono estremamente malleabili), un'asimmetria cranica importante non corretta può comportare diversi rischi e compensi posturali a lungo termine.

    Cosa rischia il bambino a lungo termine se non si interviene?
    Il cranio non è un elemento isolato, ma si articola con la colonna vertebrale e ospita organi di senso fondamentali. Una plagiocefalia non trattata può causare:

    Problematiche Occlusali e Masticatorie (ATM): L'appiattimento posteriore (specie se monolaterale) sposta in avanti l'orecchio e l'articolazione temporo-mandibolare dallo stesso lato. Crescendo, questo può alterare la simmetria della mascella e della mandibola, aumentando il rischio di malocclusioni dentali, click articolari e necessità di apparecchi ortodontici in futuro.

    Asimmetrie Visive e Uditive: Lo spostamento in avanti dell'orbita oculare o un disallineamento dell'asse delle orecchie costringe gli occhi a lavorare su piani non perfettamente simmetrici. Questo può predisporre a difetti di convergenza visiva o alterazioni della percezione spaziale.

    Compensi Posturali e Scoliosi Funzionali: Un cranio asimmetrico poggia in modo asimmetrico sulle prime vertebre cervicali (Atlante ed Epistrofeo). Questo genera spesso un atteggiamento di torcicollo miogeno o posturale: il bimbo tenderà a ruotare la testa sempre dallo stesso lato, creando una catena di compensi muscolari che, negli anni della crescita, può ripercuotersi sulla colonna vertebrale sotto forma di atteggiamenti scoliotici o disallineamenti delle spalle e del bacino.

    Come interviene l'Osteopatia Pediatrica?
    L'osteopata pediatrico non effettua alcuna "pressione" pericolosa sul cranio del neonato. Attraverso sfioramenti e tensioni manuali impercettibili e delicatissime, l'obiettivo è:

    Rilasciare le tensioni muscolari e fasciali (spesso legate al parto o alla posizione intrauterina) che costringono il bambino a mantenere la testa ruotata sempre dallo stesso lato (favorito anche dalla gravità quando è sdraiato).

    Restituire una corretta mobilità alle suture craniche, permettendo alle ossa di rimodellarsi in modo simmetrico grazie alla spinta naturale della crescita cerebrale.

    Consigliare ai genitori le corrette strategie di tummy time (gioco a pancia in giù da sveglio) e di posizionamento durante il sonno per scaricare la zona appiattita.

    Ricevo nei miei studi di Milano e Segrate, dove mi occupo quotidianamente di osteopatia neonatale e pediatrica. Il fattore tempo è l'alleato più grande: una valutazione precoce nei primi mesi consente di risolvere il problema in modo rapido, sicuro e definitivo, evitando che le asimmetrie si consolidino con la progressiva ossificazione del cranio.

    Resto a vostra disposizione per una valutazione specialistica del piccolo.
    Cordiali saluti,

    Patti Osteopata Milano & Segrate


    Buongiorno,
    sono ormai 6 mesi che ho un fortissimo dolore alla spalla sinistra. Gia operata due volte. Fatto esami di RMN, ecografia, RX dove non si evidenzia nulla di particolare. Eseguito infiltrazioni di cortisone e acido ialuronico, ma non ho risolto nulla. Questo dolore, parte dal collo e si irradia sulla scapola, trapezio, cuffia dei rotatori, deltoide, e arriva fino al gomito. Fatta visita del mio reumatologo che suggerisce che il problema non è dato dai miei interventi, ma secondo lui si tratta di un disturbo doloroso intervertebrale minore C4-C5 nella parte Sx concomitante con C3-C4 della parte destra. Stavo facendo fisioterapia alla spalla, che nell'ultima settimana ho tramutato in fisioterapia al collo come mi ha indicato, ma il dolore è peggiorato. Non so se passare a trattamento osteopatico o fare prima visita neurologica con magari qualche esame. Considerare che faccio un lavoro a computer di 10-11 ore al giorno. Sono molto limitato nello sport e vorrei risolvere la questione al più presto, perchè mi sta scombussolando anche il sonno e l'umore giornaliero. Sarei orientato a passare direttamente da un osteopata, lascio perdere il fisioterapista. Grazie per i vostri consigli

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Marc Patti

    Gentile Utente,

    il quadro clinico che descrive è indubbiamente complesso e comprendo perfettamente come un dolore cronico che persiste da 6 mesi, arrivando a inficiare il sonno e l'umore, possa generare un forte senso di frustrazione e sfinimento.

    L'indicazione fornita dal suo reumatologo è estremamente preziosa e centra con ogni probabilità il fulcro del problema. Il Disturbo Doloroso Intervertebrale Minore (DDIM) a livello C3-C4 e C4-C5 indica una disfunzione meccanica, segmentaria e reversibile di quelle specifiche vertebre cervicali. Questo blocco o alterazione della micro-mobilità vertebrale va a irritare le radici nervose o le strutture fasciali corrispondenti, proiettando il dolore lungo tutto il decorso del nervo: ecco perché lei avverte quel dolore fisso alla spalla, alla scapola, al trapezio e fino al gomito, nonostante gli esami strumentali alla spalla (RMN, ecografia, RX) siano negativi e le infiltrazioni locali non abbiano dato benefici. La spalla, in questo caso, è la "vittima" e non la causa.

    Perché la terapia locale o al computer peggiora la situazione?
    Se la fisioterapia si è concentrata inizialmente solo sulla spalla o se l'approccio al collo è stato troppo aggressivo su un segmento già infiammato e instabile, il corpo può aver reagito aumentando il tono muscolare di difesa, esacerbando il dolore.

    Le 10-11 ore quotidiane passate al computer rappresentano un sovraccarico posturale statico micidiale per i segmenti C3-C4-C5, mantenendo i muscoli suboccipitali e i muscoli scaleni in costante tensione e perpetuando il blocco vertebrale.

    L'approccio Osteopatico e l'integrazione Terapeutica
    Nel suo caso, non è necessario "scegliere" tra fisioterapia e osteopatia, specialmente se le due discipline cooperano in modo sinergico. L'approccio osteopatico è ideale in questa fase perché non lavora sul sintomo locale, ma sulla globalità del sistema:

    Attraverso tecniche manuali specifiche, decontratturanti e manipolative molto mirate, l'osteopata si focalizzerà sullo sblocco funzionale dei segmenti cervicali C3-C4-C5 indicati dal reumatologo, liberando la radice nervosa compressa.

    L'osteopata valuterà inoltre le correlazioni posturali: la posizione del bacino, della colonna dorsale e persino la dinamica respiratoria (diaframma), elementi fondamentali che influenzano la postura davanti allo schermo per 11 ore al giorno.

    Prima di effettuare una visita neurologica, che rimane un'opzione valida qualora comparissero deficit di forza importanti al braccio o formicolii costanti alla mano, il ripristino della corretta biomeccanica cervicale tramite terapia manuale rappresenta lo step più logico ed efficace.

    Ricevo nei miei studi di Milano e Segrate. Le consiglio di effettuare una valutazione approfondita per analizzare la mobilità del distretto cervico-dorsale e impostare un piano di trattamento delicato ma mirato a risolvere la causa primaria, permettendole di ritrovare la serenità nel sonno, nel lavoro e nello sport.

    Resto a sua completa disposizione se desidera una valutazione del suo caso.
    Cordiali saluti,

    Patti Osteopata Milano & Segrate


    buongiorno, è una settimana che ho dolore alla scapola destra, che mi si irradia al fianco e sotto il seno. Ricordo di essermi abbassata per allacciarmi le scarpe e aver sentito una fitta davanti. Ho resistito qualche giorno, poi mi sono rivolta al PIR, visto che la mia dottoressa mi ha detto che poteva essere un'incrinatura di una costola e mi ha prescritto il brufen. La dottoressa del PIR, dopo una visita mi ha detto che potrebbe essere un dolore intercostale, ma che non poteva escludere un'incrinatura. Mi ha prescritto 3 brufen al giorno, riposo e, se non passasse, una radiografia. Dopo tre giorni di brufen, la situazione non è migliorata, va un po' meglio perchè sto a riposo senza fare nessun sforzo, ma fra due giorni dovrò rientrare al lavoro e, visto che faccio le pulizie in una scuola ho paura di aggravare la situazione. Per fortuna ho trovato l'appuntamento per la radiografia fra tre giorni, vediamo cosa viene fuori, perchè in ceri momenti ho anche difficoltà a respirare profondamente. Pareri? grazie mille

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Marc Patti

    Gentile Utente,

    comprendo perfettamente la sua preoccupazione, specialmente in vista del rientro a un lavoro fisicamente impegnativo come il suo. Il dolore che descrive, acuto e influenzato dagli atti respiratori profondi, è un quadro clinico molto comune che merita un approccio preciso.

    La prima cosa da fare, come le è già stato giustamente suggerito dai medici del PIR, è attendere l'esito della radiografia. È fondamentale escludere con certezza un'eventuale incrinatura o microfrattura costale, anche se il movimento iniziale (abbassarsi per allacciarsi le scarpe) sembrerebbe orientare il quadro verso una problematica puramente meccanica e muscolo-scheletrica.
    Con la radiografia spesso però non si vedono le fratture costali.

    Qualora la radiografia risultasse negativa per lesioni ossee, la mancata efficacia dell'antinfiammatorio (Brufen) e la persistenza del dolore trovano una spiegazione molto chiara dal punto di vista biomeccanico e osteopatico.

    Cosa succede al corpo in questi casi?
    Il movimento di flessione e torsione effettuato per allacciarsi le scarpe può aver generato un blocco funzionale di una o più articolazioni costali (dove la costola si articola con la vertebra dorsale o con lo sterno) o una forte contrattura riflessa dei muscoli intercostali e del diaframma.

    Quando una costola perde la sua corretta mobilità e rimane "bloccata", ogni volta che lei prova a fare un respiro profondo la gabbia toracica non riesce ad espandersi liberamente. Questo genera quella sensazione di fitta acuta e la difficoltà respiratoria che avverte.

    Il dolore alla scapola destra e l'irradiazione verso il fianco e sotto il seno ricalcano perfettamente il decorso del nervo intercostale e le catene muscolari alterate da questo blocco meccanico.

    Come può aiutarla l'Osteopatia?
    Se gli esami escluderanno fratture, l'osteopatia rappresenta una soluzione estremamente efficace e rapida per questo tipo di disturbi. L'approccio terapeutico manuale in questo caso non si concentra sul sedare il dolore con i farmaci, ma sul rimuovere la causa meccanica:

    Attraverso tecniche manuali specifiche, delicate e mirate, l'osteopata lavora per ripristinare la corretta mobilità della costola e delle vertebre dorsali coinvolte.

    Si agisce contemporaneamente per decontrarre i muscoli intercostali e liberare le tensioni del muscolo diaframma, restituendole immediatamente una respirazione fluida e senza dolore.

    Ricevo nei miei studi di Milano e Segrate. Una volta eseguita la radiografia, qualora non emergessero lesioni ossee, le consiglio di effettuare una valutazione osteopatica e posturale. Spesso sono sufficienti pochissimi trattamenti mirati per sbloccare la situazione e permetterle di tornare al lavoro in totale sicurezza e senza il timore di peggiorare la situazione.

    Resto a sua disposizione qualora volesse aggiornarmi sull'esito dell'esame.
    Cordiali saluti,

    Patti Osteopata Milano & Segrate


    Buongiorno vi scrivo perché ho un neonato di 5 settimane che non ne vuole sapere di stare sdraiato ne sul lettino, nella navicella o sulla sdraietta.
    Viene allattato con formula anti coliche e stipsi.
    Dorme solo ed esclusivamente sul petto a pancia in sotto, con o senza fascia, tant’è che io e mio marito dobbiamo darci i turni la notte.
    Chiedo se magari il bambino ha solo bisogno di molto contatto o possa esserci altro.
    Grazie mille.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Marc Patti

    Gentile Mamma,

    prima di entrare nel merito delle possibili cause, mi permetta di fare una premessa fondamentale che riguarda la sicurezza del suo bambino. Capisco perfettamente il vostro sfinimento e la necessità assoluta di trovare una posizione che lo faccia riposare, ma far dormire un neonato a pancia in giù (in posizione prona) non è sicuro.

    Le linee guida internazionali del Ministero della Salute e dell'OMS sono tassative: per prevenire il rischio di SIDS (Sindrome della morte improvvisa del lattante), il neonato deve dormire esclusivamente a pancia in su (posizione supina), su una superficie rigida e senza cuscini, peluche o riduttori morbidi nel lettino. Il fatto che accetti la fascia durante il giorno va benissimo (perché c'è il contatto verticale e il vostro controllo visivo costante), ma la notte sulla pancia va assolutamente evitato.

    Venendo al fulcro del problema: il fatto che il piccolo rifiuti la posizione sdraiata sulla schiena e si calmi solo sul vostro petto non è un semplice "capriccio" o un estremo bisogno di contatto. Molto probabilmente c'è una causa fisica e biomeccanica.

    Avendo accennato a coliche, stipsi e allattamento con formula antiriflusso/anticoliche, il quadro fa fortemente sospettare un reflusso gastroesofageo (anche latente, cioè senza rigurgito visibile) o forti tensioni gassose intestinali. Quando il neonato viene messo in posizione perfettamente orizzontale, gli acidi dello stomaco risalgono più facilmente lungo l'esofago, provocando un forte bruciore (esofagite). Mettendosi sul vostro petto, il bambino sfrutta la gravità e la vostra inclinazione corporea per stare meglio, oltre a beneficiare del calore della vostra pelle che rilassa l'addome.

    Come può aiutare l'Osteopatia Pediatrica?
    In casi come questo, un percorso di osteopatia neonatale è altamente indicato. Attraverso sfioramenti e pressioni estremamente dolci e calibrate (pari al peso di un dito), l'osteopata lavora per:

    Rilasciare le tensioni del muscolo diaframma e della base del cranio (da dove parte il nervo vago, che regola la digestione), spesso compresse a causa del posizionamento intrauterino o della dinamica del parto.

    Migliorare la mobilità del sistema gastroenterico per favorire l'espulsione dell'aria e regolarizzare la stipsi.

    Gestione notturna e sicurezza (Supporto Posturale e Monitor Nanny)
    Per aiutarvi a gestire le ore notturne in totale sicurezza, permettendo al piccolo di dormire a pancia in su senza soffrire e a voi genitori di riposare senza l'ansia di doverlo controllare a vista, in ambito pediatrico consiglio spesso di combinare due strategie:

    Un supporto posturale specifico (posizionatore): Si tratta di un materassino ergonomico sagomato (come il modello Nanni) che accoglie il neonato a pancia in su, ma in posizione semi-flessa e leggermente inclinata. Questa postura scarica le tensioni della pancia, riduce drasticamente la risalita del reflusso e gli permette di riposare supino, rispettando al 100% i criteri di prevenzione della SIDS.

    Un monitor per il controllo del respiro (come il sistema Jablotron Nanny): È un presidio tecnologico composto da un tappetino sensore ultrasottile da posizionare sotto il materasso. Monitora costantemente i movimenti della cassa toracica del neonato e attiva un forte allarme acustico immediato in caso di anomalie o apnee prolungate. Questo vi permetterà di eliminare i turni notturni e dormire sonni decisamente più tranquilli.

    Ricevo nei miei studi di Milano e Segrate, dove mi occupo quotidianamente di osteopatia pediatrica e supporto alla crescita nei primi mesi di vita. Vi invito a fare un controllo specialistico (avvisando e coinvolgendo sempre anche il vostro pediatra di riferimento) per analizzare le tensioni del piccolo e impostare una strategia terapeutica che restituisca serenità a tutta la famiglia.

    Un caro augurio e un grande in bocca al lopo,

    Patti Osteopata Milano & Segrate


Domande più frequenti

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