Domande del paziente (22)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, dal Suo messaggio si percepisce il dolore in questo momento per Lei molto difficile, costellato da una serie di eventi dolorosi. Dalle Sue parole sembra inoltre esserci un'unica via d'uscita,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente,
a tutte le persone capita di avere pensieri intrusivi nel corso della giornata o in momenti particolari della vita, ciò che può fare la differenza è come interpretiamo tali pensieri e...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente,
dalle sue parole mi sembra di cogliere una difficoltà nel far valere i suoi diritti e le sue decisioni all'interno del nucleo famigliare. Questo la porta a prendere delle decisioni che...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente,
dal suo racconto emergono pensieri, emozioni e comportamenti che potrebbero risultare disfunzionali e che dunque potrebbero alimentare la situazione di disagio nel quale si trova. Le consiglio...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera Agata, come prima soluzione Le consiglio di parlare apertamente al suo compagno, spiegando come le sue reazioni la fanno sentire e cercare di trovare insieme una soluzione. Nel caso abbiate già... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, la fine di una relazione inizialmente può comportare a sentimenti di dolore e/o di rabbia nei confronti dell' ex partner. Tuttavia, se tali emozioni e pensieri dovessero persistere nel tempo... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, se questo comportamento interferisce con la sua vita quotidiana, le crea disagio ed è associato a pensieri intrusivi e di rimurginio, le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta, per indagare... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, il senso di colpa fa parte dell'esperienza umana, pertanto è inevitabile sperimentarlo nel corso della propria esistenza. Tuttavia, se viene sperimentato di frequente in una vasta gamma di... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente, il suo racconto è chiaro nel contenuto ma mancano alcuni elementi necessari per rispondere alla domanda, ad esempio non si evince che cosa ha pensato quando si è arrabbiato oppure il motivo... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, le linee guida internazionali indicano nella terapia farmacologica e nella terapia cognitivo comportamentale i trattamenti più efficaci. La terapia cognitivo comportamentale è finalizzata... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente, da quello che si evince dal suo racconto, sembra che Lei veda la realtà e ciò che le succede in un unico modo, che risulta disfunzionale al raggiungimento del suo benessere e dei suoi obiettivi.... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
le fobie possono essere trattate efficacemente con la terapia cognitivo comportamentale: il terapeuta la può aiutare ad affrontare gradualmente la sua paura e insegnarle tecniche specifiche...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
La terapia farmacologica può essere un valido alleato per la riduzione della sintomatologia, tuttavia se il problema non viene trattato anche a livello psicologico i sintomi possono permanere...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
non ci sono abbastanza elementi nella sua domanda per poterla aiutare, sarebbe utile capire in quali circostanze si manifesta ciò per cui lei chiede consiglio. Gli studi in ambito psicologico...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
l'ansia può essere molto invalidante, non ci permette di affrontare la nostra quotidianità e ci limita nei rapporti interpersonali. Molto spesso cerchiamo di mettere in atto comportamenti volti...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente,
prima di iniziare qualsiasi tipo di trattamento psicologico e/o psicoterapeutico, il professionista ha il compito di spiegare al cliente in cosa consiste, condividere gli obiettivi terapeutici...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente,
da quanto scrive, mi sembra di capire che i suoi pensieri negativi le impediscano di vivere appieno e in modo soddisfacente la sua vita. La terapia cognitivo comportamentale è basata sull'idea...
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Salve. Io e il mio ragazzo stiamo insieme da due anni e mezzo, ma ora per la seconda volta ha provato a chiudere la nostra relazione. Questo è avvenuto entrambe le volte dopo un momento di incomprensione in cui diceva di sentirsi giudicato. Il fatto è che non sa darmi motivazioni “concrete” e molte cose che dice appaiono discordanti (“dobbiamo pensare al futuro perché è ora..”, “non so cosa voglio dal futuro”, poi mi parla di figli). Ha preso una settimana di tempo per riflettere su di noi, tempo che forse sta giovando più a me che a lui nonostante mi pesi non sentirlo. Mi sento positiva e sento che mi ama, magari meno di prima ma, attenendomi ai fatti più che alle sue parole (e paure), non vedo un vero distacco. Forse mi sto sbagliando.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Da quello che racconta, sembra che il suo ragazzo viva una forte difficoltà nel gestire alcune emozioni, in particolare il sentirsi giudicato o “messo alla prova”, e che questo lo porti a reagire allontanandosi o mettendo in dubbio la relazione. Le contraddizioni che nota nei suoi discorsi potrebbero riflettere proprio una sua confusione interna, più che una mancanza totale di sentimento.
Allo stesso tempo, però, è importante che lei non si basi soltanto su ciò che sente o spera, ma anche sulla stabilità concreta che questa relazione riesce a darle. Amare una persona non sempre basta se l’altro, nei momenti difficili, mette continuamente in discussione il legame.
Questa pausa potrebbe aiutarla non solo a capire cosa vuole lui, ma anche a chiedersi di cosa ha bisogno lei per sentirsi serena e sicura in una relazione.
Un caro saluto
Dott.ssa Rossi Greta
Non so più cosa fare....
Sono una donna di 30 anni e sono stanca....
Voi penserete che mi stia riferendo ad un determinato periodo della mia vita, ebbene qui si parla di anni. Dall'età di 14 anni soffro d'ansia che si manifesta nel corpo con sudorazioni fredde, nausea, borborigmi, meteorismo, tremori e forte senso di vergogna. Nel corso del tempo ho fatto 4 anni di psicoterapia di tipo psicodinamico, 2 anni di psicoterapia sistemico-relazionale, 3 anni di psicoterapia della gestalt, 1 anno di psicoterapia cognitivo comportamentale. Ho provato la mindfullness, ho provato a scrivere un diario, ho provato infiniti psicofarmaci (si, di mia spontanea volontà mi sono rivolta ad uno psichiatra), ho provato a stare a contatto con le mie paure ma sono finita per ammalarmi ancora di più. Sono seguiti pensieri suicidi (da quando avevo 14 anni), nel 2025 ingerisco un bel po di pillole, volevo solo spegnere il cervello, al mio risveglio sento scosse in tutto il corpo e spasmi muscolari, lo riferisco a mia madre, la corsa in ospedale e il primo ricovero (in sicilia), il secondo a distanza di qualche mese (Milano). Infinite diagnosi ricevute ed io che ho sempre più voglia di sparire, mollare tutto e stare da sola.
Il mio corpo e la mia mente si rifiutano di sopportare altro dolore, sono satura, avete presente quando si fa un trapianto e il corpo lo rigetta?
Ecco, io credo di essere diventata intollerante e allergica ad ogni forma di dolore, la solitudine è il mio rifugio ma anche la mia condanna.
Credevo che l'amore potesse curarmi ma mi sbagliavo, da mesi ho intrapreso una relazione con il ragazzo più buono di questo mondo ma ho commesso un grosso errore, per la prima volta mi sono lasciata andare all'amore e adesso ne pago le conseguenze......
Non ho i soldi a sufficienza per permettermi un altro percorso di psicoterapia, ma devo assolutamente andare dallo psichiatra e aiutarmi con i farmaci, l'unica mia vera salvezza, lo so che è triste dirlo, ma solo così riconosco di poter andare avanti.
Vi chiederete come mai tutti questi anni di psicoterapia non hanno sortito alcun effetto positivo su di me? Ho preso consapevolezza che io non voglio cambiare (mi è stato detto più volte in terapia), è questa trappola mentale che mi porta ad avere pensieri suicidi: Non vuoi cambiare, ti piace soffrire, tanto vale morire e cancellare tutto, porre fine a tutto questo schifo.
La cosa che più di tutte mi fa male è che in 30 anni di vita non sono mai riuscita a fidarmi davvero di nessuno, e non lo dico tanto per ma è la verità.
Non ce la faccio a ri-raccontarmi da capo, fa troppo male.....per questo non ce la faccio più ad andare avanti.
Sono davvero stanca.....non ce la faccio....è tutto così pesante e difficile nella mia testa. Non me la sento di continuare ad andare avanti, io non riesco a reagire, ad essere costante, ad avere forza di volontà, quello in cui sono brava è riuscire ad annientarmi, a fare la vittima come tutti mi hanno sempre detto.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Leggendo le sue parole arriva tutta la fatica di una persona che combatte da troppi anni contro una sofferenza molto profonda. E proprio il fatto che lei abbia continuato a cercare aiuto, nonostante tutto, mi fa pensare che dentro di sé esista ancora una parte che desidera stare meglio, anche se oggi è esausta.
Vorrei dirle una cosa importante: il fatto che le terapie fatte finora non abbiano portato il sollievo sperato non significa che lei “voglia soffrire” o che sia senza possibilità. Spesso, quando il dolore dura da tanti anni, si perde fiducia negli altri, in sé stessi e perfino nella possibilità di essere aiutati.
Non consideri una sconfitta il fatto che lei senta il bisogno di un supporto psichiatrico e farmacologico. In alcuni momenti è un aiuto necessario, soprattutto quando la mente e il corpo sono saturi.
In questo momento, però, la priorità non è giudicarsi o imporsi di “reagire”, ma non restare sola con questi pensieri. Lei merita un aiuto che la faccia sentire al sicuro, senza sentirsi sbagliata o colpevole per la sofferenza che prova.
Un caro saluto
Dott.ssa Rossi Greta
Buongiorno, è molto tempo che sogno una persona che per me è stata importante in passato ma tra noi non c'è stato nulla se non un'amicizia. Nei sogni alle volte siamo felici, altre c'è nostalgia, altre ancora mi consola/mi da affetto e in altre provo a dire che mi dispiace non averci dato una possibilità nel passato. Quando mi sveglio poi non ho una buona giornata e alle volte sento una sensazione di vuoto.
Questa persona non fa più parte della mia vita da molti anni. Mi date un parere in merito? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
I sogni spesso non parlano tanto della persona in sé, quanto di ciò che quella persona rappresentava emotivamente per noi in un determinato momento della vita. Nel suo racconto emergono temi come nostalgia, affetto, consolazione e possibilità non vissute: tutti aspetti che probabilmente toccano bisogni emotivi ancora sensibili dentro di lei.
Questo non significa necessariamente che lei debba recuperare quel rapporto o che sia ancora “innamorata”, ma forse che una parte di sé sta entrando in contatto con emozioni rimaste sospese o con un desiderio di vicinanza emotiva, comprensione o protezione.
Il fatto che al risveglio senta vuoto o malinconia è comprensibile: alcuni sogni riescono a riattivare emozioni profonde. Più che cercare un significato assoluto del sogno, potrebbe essere utile chiedersi cosa sente che le manca oggi, nel presente.
Un caro saluto
Dott.ssa Rossi Greta
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Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa del suo…