Domande del paziente (213)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, data la natura "traumatica" che ha indotto questi specifici problemi relativi all'ansia, suggerirei di cominciare un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta che possa... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, ogni crisi è frutto di un processo elaborativo di elementi che si sono andati formando nel tempo, pertanto, state vivendo un apice a cui il vostro precedente assetto di coppia vi ha condotti.
Ciò...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, sicuramente una gravidanza in età avanzata aumenta il rischio di complicazioni a 360 gradi, ma si parla di rischio, non di certezza; se non è convinta o ha paure molto intense, suggerirei di affrontare... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, suggerirei di cominciare un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta che possa aiutarla a venire a capo di questi dubbi, aiutandola a definire bene ciò che prova, come... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, in questi casi è bene procedere per gradi:
1) farsi visitare dal medico curante e descrivergli la sintomatologia.
2) fare gli accertamenti che le prescriverà per escludere cause di natura organica...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, sarebbe opportuno cominciare un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico che lo aiuti a gestire l'ansia e ciò che la induce.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, ogni cosa che ci "tocca" corde sensibili ha un effetto su di noi, quindi anche sul nostro modo di relazionarci alle altre persone.
Suggerirei di cominciare un percorso psicologico con uno Psicologo...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, se lei ha diverse aspettative o desideri nei confronti della sua collega, allora sarebbe meglio provare a chiarire la situazione confrontandosi con lei per non soffrire inutilmente e crearsi ipotetiche... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, da quello che descrive sarebbe opportuno iniziare un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta che possa aiutarla a fare chiarezza rispetto ai suoi desideri, ai suoi bisogni... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, direi bene la terapia psicologica!
Mi sentirei di consigliarle di rivolgersi ad un terapeuta con approccio Psico-Corporeo integrato come un Terapeuta Funzionale o Bioenergetico in modo da poter...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, il disturbo ossessivo si caratterizza, fra le altre cose, per un elevato livello di controllo su se stessi e sull'ambiente, ciò comporta un costante dispendio di energia sia mentale che fisica e... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, in affiancamento alla terapia farmacologica, le suggerirei di cominciare un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o con uno Psicoterapeuta in grado di fare eventuale diagnosi differenziale... Altro
Salve a tutti, sono una studentessa universitaria che ora più che mai sta avendo a che fare con pensieri che definirei "ossessivi" per quanto riguarda le relazioni sociali (amicizie, conoscenze, ecc.): dopo ogni interazione non sentita al 100% riuscita, riavvolgo continuamente nella mia testa ogni piccolo dettaglio della situazione per capire cosa avrei potuto sbagliare, cercando continue rassicurazioni, e spendendoci la notte in pianti. Oltre a questo, sospetto da sempre di essere neurodivergente/essere nello spettro autistico.
Mi sto chiedendo quindi se non sia necessario partire da una valutazione psicodiagnostica per l'autismo/AuDHD. Ho il forte sospetto che i miei pensieri ossessivi siano il risultato di un sovraccarico cognitivo dovuto al masking e alla mancanza di strumenti adatti al mio funzionamento reale. Temo che un percorso generico, non formato sulla neurodivergenza, possa rivelarsi inefficace o invalidante, come già accaduto in passato. Dunque, quale percorso pensate sia meglio affrontare per prima (a fronte dei soldi)? Un percorso "generico" per risolvere inanzitutto i miei pensieri ossessivi, o un percorso psicodiagnostico (forse un po' più lungo?) per partire dalla radice?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, la scelta su quale percorso intraprendere per primo risulta, a mio parere, strettamente vincolata al grado di disagio che nel periodo attuale prova rispetto alle problematiche descritte; se fosse molto affaticata dai pensieri ossessivi infatti, anche una eventuale diagnosi differenziale per determinare un suo funzionamento neurotipico o neurodivergente potrebbe esserne sfalsata, pertanto, suggerirei di ascoltarsi accuratamente per determinare quanto questi pensieri adesso potrebbero o meno essere la priorità da attenzionare e solo dopo, agire di conseguenza.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Salve io sono un uomo di 42 anni 2 mesi fa ho fatto venire qui da me una ragazza ucraina e sua figlia.
Adesso ho un serio problema lei è diventata sempre più arrabbiata con me perché dice che io sono un leone nei suoi confronti e non si fida di nessuno neanche dei medici qui nella mia città Alessandria.
In questo momento stiamo affrontando una settimana difficile perché abbiamo scoperto che lei è incinta e ha voluto interrompere la gravidanza ieri ha preso la prima pillola ed oggi ha avuto un attacco di rabbia nei miei confronti dicendomi che sono uno stupido un leone che con me nessuno sarà mai felice....io non le ho mai fatto mancare niente ma è da molti giorni che non parliamo più stiamo in silenzio tutto il giorno gli unici momenti che parliamo è quando lei ha questi attacchi di rabbia ...ieri si è arrabbiata perché le ho chiesto come si sentiva fisicamente dopo aver preso la prima pastiglia...
Vi prego aiutatemi a capire come comportarmi e come aiutarla
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, in questi casi sarebbe opportuno cominciare il prima possibile un percorso psicologico di coppia con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta, sia per gestire il dolore e la rabbia legati alla interruzione di gravidanza che per affrontare le problematiche comunicative che generano incomprensioni e rabbia all'interno delle vostre dinamiche di coppia.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Salve dottori vi vorrei porre una domanda ma quando una persona è normale e quando no? Quando una cosa è normale e quando è patologica ? Mi spiego meglio io ad esempio sono molto sereno della mia vita affronto anche le difficoltà che mi presentono con molta calma e serenità , ad esempio anche con la memoria io credo di avere una buona memoria mi ricordo molte cose anche sé altre e me li dimentico volevo sapere quando è normale e quando è patologico , e in ultimo io leggo molti forum di psicologia ma ancora non sono mai andato da un professionista a volte mi confronto con un amico psicologo ma molto informale so che un professionista è molto d aiuto ma io non è ho mai sentito la necessità questo è un errore ? Dovrei andare ogni volta da un professionista per qualsiasi minimo dubbio? Perché io li risolvo le cose ma non è un metodo che forse usate voi professionisti grazie per un vostro chiarimento
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, per quanto riguarda la capacità di discriminare cosa è normale (direi più nella media) e cosa è patologico (portatore di disagio) ci sono professionisti appositi in ogni campo in grado di fare diagnosi accurate avvalendosi di strumenti e metodi di comprovata validità.
Inoltre, un percorso psicologico fatto con un professionista quale uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta può essere utile sia per chiarire dubbi rispetto al suo stato di salute, sia come momento di crescita personale, ovviamente con caratteristiche assolutamente differenti da una chiaccherata informale con un amico (anche se con competenze).
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Buongiorno Gent.mi Dottori, vorrei un Vostro parere...non so come reagire, come comportarmi, mi trovo sempre impreparata...ho rivisto il mio ex stava parlando con suoi colleghi nel corridoio degli uffici, e siccome io dovevo attraversare per forza il corridoio (dove era fermo lui a parlare) per entrare in ufficio e lo spazio era stretto, non c'erano altre vie e gli sono dovuta passare affianco e quindi il mio braccio ha sfiorato il suo..lui non si è nemmeno spostato per farmi passare, come se non esistessi, un infantile.. so che avrei dovuto dire "permesso, scusate" per farlo spostare e farmi rispettare pero' non volevo rivolgere la parola a ne' a lui né agli altri...non capisco questi suoi dispetti dato che è stato lui a lasciarmi..Lavoriamo nella stessa università ma uffici distanti.. una altra volta mentre parlavo con un collega, mi sono accorta che camminava di fretta a testa bassa come se fossi invisibile, come se avessi la peste..(è come se volesse sottolineare che non mi vuole, di non iludermi ma di questo ne sono consapevole) .il mio collega che lo conosce ma non sa la nostra situazione, gli ha dato una pacca sulla spalla in segno di saluto ed il mio ex sempre a testa bassa , ha detto un buongiorno forzato e se ne è andato di fretta..tempo fa trovandomelo di fronte, gli ho detto ciao e lui ha ricambiato con ciao (ma sembrava un ciao forzato) e ci siamo guardati negli occhi per qualche istante ma di sua iniziativa non saluta né mi rivolge sguardi..forse ha paura non so per quale motivo..nonostante per due anni non ci siamo visti né sentiti..ho evitato luoghi comuni..e nonostante io sappia che non ci potrà essere un futuro tra noi, dopo che lo incontro, sento dentro di me una agitazione, tremore, come se dentro stessi esplodendo tanto che dopo ho bisogno di sedermi..sono purtroppo timida. introversa, ansiosa e non so mai quale è il modo migliore di comportarmi con lui, mi sembra di sbagliare sempre..Grazie per i vostri pareri..Vi Auguro una Buona Pasqua.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, da quanto descrive mi sentirei di suggerirle un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta con il fine di lavorare su sé stessa rispetto alle tematiche di timidezza, introversione, ansia e timore di sbagliare; sciolti questi nodi o imparato a gestire le dinamiche associate in modo più funzionale ai suoi scopi e più soddisfacente, le difficoltà relazionali che descrive andranno attenuandosi fino a scomparire di conseguenza.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Salve dottore ...sto assumendo per stati di ansia la mattina gocce di Cipralex e di Xanax...ma purtroppo non riesco ancora a respirare bene..cosa posso fare
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, la terapia farmacologica è indubbiamente utile nella gestione della sintomatologia ma, per ottenere una miglior efficacia e giovamento duraturo, dovrebbe cominciare anche un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta che possa aiutarla a comprendere le cause e gestire i funzionamenti che generano, mantengono e/o non riescono a "sciogliere" gli stati ansiosi che descrive.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Buongiorno,
ho pensato molte volte di scrivere qui per ricevere un consiglio da parte di professionisti, e finalmente oggi (dopo quasi un anno) ho preso coraggio.
Nel mese di giugno dell’anno precedente, a un evento della mia città dove mi trovavo con una mia amica, ho conosciuto quest’uomo. Inizio premettendo che lui è 20 anni più grande di me…
Nonostante ciò, fin da subito ho sentito una leggera attrazione nei suoi confronti, non solo fisica - essendo molto affascinante - ma anche a livello caratteriale; fin da subito, chiacchierando con lui abbiamo notato molte cose in comune tra noi, insomma mi sembrava quasi di parlare con un mio coetaneo!
Per non portarla alla lunga, io e lui abbiamo parlato tutta l’estate, sviluppando una vera e propria confidenza, e d’estate, verso luglio, ci siamo visti alcune volte (classiche esperienze estive, ma oltre al bacio non si è andato oltre.)
Dopo qualche mese abbiamo spesso di parlare, ho troncato tutto io sia perché notavo da parte mia veri e propri sentimenti, sia perché ho provato ad iniziare una frequentazione con un mio coetaneo. Questa frequentazione - che si è tramutata in una relazione - è durata quasi mezzo anno, fino a quando le cose non sono iniziate ad andare male, e io in un forte periodo di stress (sia in questa relazione, che nella vita in generale, per degli eventi capitati) mi sono trovata nuovamente a pensare a quest’uomo, fino a quando non siamo tornati a chiacchierare/sentirci sporadicamente.
So di star facendo una cosa relativamente sbagliata, parlare con una persona più grande di me non so che fine abbia, né da parte sua che da parte mia. Ma quando parlo con lui mi sento compresa, capita. Cosa che non ho mai visto nella mia ultima relazione.
Ecco ora la mia domanda è: cosa c’è di sbagliato in me per trovarmi meglio con le persone con cui condivido una significativa differenza d’età?
Mi sono sempre reputata una ragazza molto più matura della mia età anagrafica - sarà anche perché sono dovuta crescere molto in fretta, affrontando il divorzio dei miei genitori in tenera età e non avendo mai avuto una figura paterna presente, non lo vedo e non lo sento da dieci anni -, e noto spesso questa differenza di maturità proprio con i miei coetanei.
Spero che la mia domanda (seppur molto lunga) non sia inopportuna, ma è un dubbio che mi tormenta da parecchio.
Mi scuso anche per qualche errore di battitura!
Grazie in anticipo.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, non c'è nulla di sbagliato nel riconoscere di sentirsi più in sintonia a livello di pensieri e valori con alcune persone (in questo caso più mature anagraficamente di lei) rispetto ad altre; se ciò però le mette dubbi o disagi, potrebbe valere la pena approfondire la propria conoscenza di sè e di come "funziona" nelle relazioni attraverso un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta che possano aiutarla a riguardo.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Buongiorno, sono una ragazza di 25 anni. Ultimamente sto vivendo un periodo di stress e ansia dovuto al fatto che non ho mai cose da fare, specialmente nel weekend.
Ho i miei amici, pochi ma buoni ma li ho. Il problema é dato dal fatto che non ho una compagnia con cui uscire: tutti I miei amici Hanno qualche altro gruppetto con cui solitamente escono, oppure escono con I propri partner e le loro compagnie.
Io sono fidanzata ma il mio compagno lavora nel weekend perció non organizziamo mai niente di che.
Questa situazione mi sta creando disagio perché vorrei vivermi la mia gioventú di piú, divertirmi, fare delle belle uscite in compagnia, e invece mi ritrovo a fare una vita da sessantenne con mia mamma.
Tutto ció mi crea disagio perché poi mi viene da pensare che io non abbia una compagnia perché sono sbagliata Io, o perché non sono abbastanza intraprendente o non abbia abbastanza amici e automaticamente mi viene da pensare che io sia sfigata.
Mi sono domandata perché io possa essere finita in questa situazione e probabilmente é perché ho vissuto un anno fuorisede e i miei amici si sono creati i propri equilibri e le proprie compagnie. Oppure questa sensazione potrebbe essere dovuta al fatto che non sto lavorando ne studiando al momento e quindi mi ritrovo a passare tutte le giornate a casa (spero quindi appena inizieró a lavorare di non sentirmi piú cosí).
Peró insomma mi sento molto appiattita e ho paura che questa situazione con il passare del tempo non possa che peggiorare. Vorrei anche solo cercare di cambiare il mio pensiero a riguardo per vivermela meglio e accettare che ci siano periodi piú piatti rispetto ad altri, senza vivere con l'ansia e la fomo che mi perseguita.
Grazie per le vostre eventuali risposte.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, periodi di minor intensità (ma non di appiattimento) sono fisiologici e presenti nella vita di tutti, le tematiche che descrive però sono tante, diverse e tutte interconnesse, pertanto, le suggerirei di cominciare un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta che possa aiutarla a fare chiarezza fra tutti questi dubbi e paure in modo da indirizzare la sua vita verso un periodo di maggior benessere e godimento dei diversi momenti.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Buongiorno dott. io soffro di ansia è disturbo ossessivo da ben 15 anni oramai.. infatti sono in cura.. ma ci sono periodi che ho paure strane se sto solo nella stanza mi sento come se prima o poi dovrei vedere qualcuno di allucinazione, oppure tipo ieri sera ho avuto una discussione con la mia ragazza mene sono andato a dormire nel salone da solo dopo 30 minuti nemmeno sono dovuto tornare nella stanza dalla mia ragazza perchè avevo paura come se dovevo avere qualche allucinazione, oppure se la sera passo dal corridoio per andare in bagno di buoi è come se mi mette ansia... adesso vorrei chiedere tutte queste paure che mi faccio che mi vergogno anche dirlo.. può essere un inizio di psicosi o schizofrenia... anche se non ho mai avuto in 34 anni che ho allucinazioni... Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, suggerirei di trattare in modo approfondito queste tematiche con il professionista che l'ha in cura attualmente poiché quanto descrive potrebbe essere dovuto a diverse cose, ad esempio un acuzie di sintomatologia dovuta all'ansia, oppure un effetto collaterale di qualche farmaco di cui va rivisto il dosaggio (se ne prende), o l'anticamera dell'espressione di un diverso disturbo in comorbilità con il DOC, ecc...
Servirebbero più dati e una sua conoscenza più approfondita rispetto alla sua anamnesi e al suo funzionamento come individuo, quindi, il professionista che la segue è certamente la persona più indicata a sostenerla in questo momento di difficoltà.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Domande più frequenti
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Ernia del disco lombare
Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa del suo…