Domande del paziente (212)
Buongiorno dott. io soffro di ansia è disturbo ossessivo da ben 15 anni oramai.. infatti sono in cura.. ma ci sono periodi che ho paure strane se sto solo nella stanza mi sento come se prima o poi dovrei vedere qualcuno di allucinazione, oppure tipo ieri sera ho avuto una discussione con la mia ragazza mene sono andato a dormire nel salone da solo dopo 30 minuti nemmeno sono dovuto tornare nella stanza dalla mia ragazza perchè avevo paura come se dovevo avere qualche allucinazione, oppure se la sera passo dal corridoio per andare in bagno di buoi è come se mi mette ansia... adesso vorrei chiedere tutte queste paure che mi faccio che mi vergogno anche dirlo.. può essere un inizio di psicosi o schizofrenia... anche se non ho mai avuto in 34 anni che ho allucinazioni... Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, suggerirei di trattare in modo approfondito queste tematiche con il professionista che l'ha in cura attualmente poiché quanto descrive potrebbe essere dovuto a diverse cose, ad esempio un acuzie di sintomatologia dovuta all'ansia, oppure un effetto collaterale di qualche farmaco di cui va rivisto il dosaggio (se ne prende), o l'anticamera dell'espressione di un diverso disturbo in comorbilità con il DOC, ecc...
Servirebbero più dati e una sua conoscenza più approfondita rispetto alla sua anamnesi e al suo funzionamento come individuo, quindi, il professionista che la segue è certamente la persona più indicata a sostenerla in questo momento di difficoltà.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Buongiorno, ho una figlia che soffre di binge eating da moltissimi anni, ora è due anni che convive e io la vedo poco, ma ogni volta che la vedo noto chiaramente (e non solo io) che mette sempre più peso. Ormai sarà oltre i 100 kg. Non so proprio da dove iniziare per aiutarla. Nel passato abbiamo provato psicoterapia, psichiatria, farmaci di tutto, ma dopo pochissime sedute si mollava. E’ arrivata a dirmi stop, attraverso una terapeuta che mi ha chiamata e abbiamo fatto colloquio insieme, mi hanno chiesto di lasciarla stare. Da lì ho mollato. Mi sono arresa. Peccato che a distanza di un anno e mezzo la sua situazione sia decisamente peggiorata. Grazie a chi mi risponderà.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, purtroppo per alcune problematiche il supporto esterno della famiglia è funzionale solamente quando ricercato e voluto attivamente dalla persona in difficoltà; se, in accordo con una professionista, le hanno fatta esplicita richiesta di non intervenire o proporsi (se non esplicitamente coinvolta) avranno valutato che fosse l'opzione migliore in quel determinato momento.
Detto ciò, se sua figlia non ha proseguito la terapia e lei la vede in difficoltà, senza "ricadere" in vecchie modalità comunicative, potrebbe essere importante sincerarsi di come stia e come si stia muovendo rispetto alla problematica dell'aumento di peso, anche e soprattutto in virtù del fatto che questo può comportare molteplici aggravamenti di salute da non sottovalutare assolutamente.
Aggiungo inoltre che un certo tipo di intervento, che sia farmacologico, psicoterapico, o altro, che magari non ha sortito effetti o è stato abbandonato in passato, non è detto che oggi produca gli stessi esiti, le persone cambiano e anche il loro modo di rispondere alle cure, pertanto oggi potrebbe aiutare sua figlia un intervento che qualche anno fa non è stato impattante.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Gravidanza voluta, sposati. Da quando ho scoperto la gravidanza oscillo in continuazione fra continuare o meno. adoro la mia vita di ora, non riesco a provare gioia anche xallattamento o bambini piccoli, neanche pensando di annunciare la gravidanza...avevo fissato ivg ma annullata, dopo 1 giorno ci sto ripensando, mio marito propende per continuare ma rispetta la mia scelta, come prendere una decisione definitiva?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, sono decisioni sicuramente molto impegnative sia da un punto di vista emotivo nel momento presente che per l'impatto che avranno comunque (che si proceda in un senso o nell'altro) sulla sua vita, sia individuale che di coppia, pertanto, suggerirei di cominciare un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta che possa aiutarla a fare chiarezza rispetto ciò che sente, ciò che desidera e ciò ci cui ha bisogno.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Io stasera avverto formicolio al braccio sinistro, tremore in tutto il corpo....ho preso levopraid e una camomilla con melatonina, una prima di andare a letto e una camomilla con melatonina dopo perché nn riuscivo a prendere sonno. Da cosa potrebbe dipendere, ansia? Grazi.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, in questi casi è opportuno procedere per gradi:
1) Confrontarsi con il suo medico di base.
2) Eseguire eventuali accertamenti specifici da lui indicati.
3) Se a fronte di accertamenti non sussistono cause di natura prettamente organica o fisiologica, rivolgersi ad uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta che possa affiancarla nella miglior gestione dell'ansia possibile o delle problematiche che potrebbero innescare la sintomatologia da lei descritta.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Buongiorno dottori ,ho 48 anni,volevo chiedere un parere riguardo a problemi che ho da novembre 2024.Ho iniziato con a dimenticare ogni tanto i nomi o comunque non mi arrivano nell immediato, inoltre ho sempre un po' di confusione,gli eventi mi sembrano sempre più lontani rispetto alla realtà,la memoria è peggiorata.Ho vissuto il 2024 con forte stress,e arrivo da 5 anni con problemi di insonnia ,ora migliorata con l assunzione di sertralina e olanzapina,A febbraio 2025 mi hanno fatto fare una risonanza e test neuropsicologici entrambi con esito negativo,a settembre ho rifatto i test neuropsicologici sempre con esito negativo e a febbraio 2026 ho effettuato una PET anche questa negativa.Mi sento la mente confusa.volevo chiedere un vostro parere,io ci penso tutti i giorni da mattina a sera,non so più cosa pensare.grazie a chiunque può aiutarmi
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, al netto della negatività di tutti gli accertamenti già svolti, il quadro sintomatologico che descrive potrebbe essere dovuto ad alti livelli di ansia e/o distress, pertanto, sarebbe opportuno cominciare un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta che possa affiancarla nella comprensione delle cause e nella migliore gestione possibile di ciò che innescano in lei.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Buongiorno, sono una studentessa universitaria di 20 anni e vorrei chiedervi se un mio sospetto è fondato. Sto cercando di capire se ciò che sperimento possa rientrare in un profilo di neurodivergenza (come l'ADHD) o se sia riconducibile a una disregolazione emotiva e ansiosa. Ho provato a fare una lista di ciò che provo/che ho passato:
—Talvolta soffro di insonnia causata da pensieri stupidi che non riesco a fermare. Riesco ad addormentarmi solo se sono veramente esausta.
—In merito ai pensieri che non riesco a fermare, mi sento come se avessi una sottospecie di disco rotto nel cervello che non smette mai di suonare.
—Mi capita molte volte di sentirmi 'fuori luogo' e di ripensare a ciò che dico/faccio. Se commetto un errore ci rimurgino sopra per ore.
—Ho sempre avuto difficoltà a seguire le lezioni sia scolastiche che universitarie. Dopo un po' il mio cervello si disconnette, e perdo il filo. A tal proposito, mi capita di dimenticare le cose sul momento e di interrompere una conversazione prima che mi scordo qualcosa.
—Sotto forte stress tendo a dissociarmi.
—A causa di molti di questi punti mi è capitato di avere episodi depressivi.
Vorrei solo sapere se sia opportuno intraprendere un percorso diagnostico specifico o meno. Vi ringrazio per la disponibilità.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, da quanto descrive sarebbe opportuno cominciare un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta che possa eventualmente fare diagnosi specifica rispetto a cosa siano dovuti i sintomi d lei riportati.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Buongiorno dottori ho una domanda da farvi faccio una terapia da molto tempo per ansia e disturbo dell umore però non riesco a prendere tutta la terapia perché sento che quando prendo tutti i farmaci il corpo mi cambia molto sento questa calma addosso molta sedazione che è benefica ma che mi porta a toglierli sistematicamente aggravano magari gli impulsi ogni tanto del gioco non so come fare per risolvere una volta per tutte questa situazione voi cosa ne pensate grazie per l aiuto
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, la terapia farmacologica è sicuramente utile e necessaria, perché questa funzioni ancora meglio e la problematica in questione vada a ridursi, magari anche fino quasi a scomparire, sarebbe necessario affiancarla ad un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta che possa aiutarla a comprendere i suoi "funzionamenti" che la spingono ad accumulare ansia e a gestirla in un modo più soddisfacente salutare per lei.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Buonasera Cari Dottori, Vi scrivo per chiederVi pareri..sto seguendo un corso per la seconda volta perché non mi sentivo pronta per l'esame..ma il professore quando fa domande riguardanti gli argomenti di lezione, le mie risposte seppur giuste è come se non andassero mai bene perché il professore dice "non sei stata precisa" oppure "non devi essere troppo precisa", altra volta "ho capito, ma quale è il perché?" . Ieri, ho sbagliato una risposta e lui ha detto"non dovete rispondere a caso " "voi non vi chiarite i dubbi"in realtà mi sono sentita offesa anche se ha parlato al plurale.. quando rispondo è perché ho delle conoscenze di altri esami , non parlo per aprire bocca ma non ho potuto difendermi, replicare, fargli capire che non è come pensa lui..non mi ha mai detto brava come mi è stato detto da alcuni altri docenti eppure l'anno scorso ad un convegno mi ha salutata dicendomi che avevo fatto bene a partecipare ..non capisco questo cambiamento di comportamento..mi sento svalutata..già di mio ho una bassa autostima, sono sensibile, introversa, timida ed il fatto di rispondere alle lezioni mi ha sempre aiutato, mi dà più forza, stimolo anche se prima di rispondere sento il cuore che batte, a volte tremo, imbarazzo..però con questo professore mi sembra di non essere compresa, a volte è come se io dicessi "A" e lui "B".. Grazie per i vostri consigli. Buona Serata.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, da quanto descrive, il problema non credo sia relativo a quello specifico professore, semplicemente con quella persona vengono attivate in lei in maniera più intensa alcune dinamiche inter e intra-personali che però appartengono al suo personale modo di approcciarsi e rispondere alla realtà.
Il rispondere alle domande è bene che la aiuti a sentirsi più sicura, se però quando non ottiene il feedback sperato questo la mette a disagio significa che delega, almeno in parte, una quota del suo benessere a qualcun altro che non sia lei stessa.
Pertanto ritengo che sarebbe opportuno cominciare un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta che possa aiutarla a comprendere e gestire in modo più soddisfacente e salutare questi suoi "funzionamenti" (che peraltro appartengono a molte altre persone, quindi mi sento anche di rassicurarla sul fatto che non c'è nulla di particolarmente preoccupante).
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Ho appena terminato una relazione con una ragazza di 26 anni, di cui sono innamorato perso. (Io ne ho 12 in più )
Ed a suo dire anche lei, 3 settimane fa abbiamo prenotato le ferie estive insieme, la settimana scorsa mi ha presentato tutti i suoi parenti, e due settimane fa mi lasciava bigliettini per casa dicendomi che mi ama, che mi scieglierebbe ogni giorno, che nei momenti bui sono la sua luce e che sono il suo tutto eccetera.
Ora, a distanza di una settimana mi dice che il sentimento è cambiato, che non sa più quello che vuole, che prima era sicura di volere una famiglia, ora no. Che vuole stare sola, che non è mai stata sola in vita sua, e che ha bisogno di tempo per sé!
Da un giorno all’altro, senza spiegazioni, senza litigate, dalla mattina alla sera.
Non riesco a darmi spiegazioni
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, per dare una "cornice di senso" rispetto a quanto descrive, io metterei in relazione l'intensa progettualità (vacanze, conoscenza parenti, ecc...) che ha caratterizzato le ultime settimane, con la giovane età della ragazza, la mancanza di esperienza di solitudine (con ciò che comporta: bastare a se stessi, autonomia, autoefficacia, ecc...) con il timore più o meno consapevole di precludersi, legandosi così velocemente, pezzi di vita non ancora vissuti.
Non è così per tutti, sotto questa luce però non sono infrequenti simili scelte nelle relazioni di coppia con importanti differenze di età.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Buongiorno, mi hanno cambiato la cura due giorni fa perché non riesco a star al lavoro e sono sempre con ansia e attacchi. Mi ha aggiunto questo medicinale Pregabalin eg stada italia insieme a xanax e zarelis da prendere a colazione e dopo pranzo. La sera ho solo lo xanax .. Volevi chiedere se è normale aver giramenti di testa, sonnolenza e essere un po stordita ecc. Perché non ho mai preso il Pregabalin e con questa combinazione di medicinali mi farà effetto dopo quanto? E in piu volevo chiedere è meglio non fare neanche un aperitivo? Grazie Cordiali Salu
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, nei primi giorni dopo un cambio di terapia farmacologica è piuttosto comune provare disagio e una "sintomatologia di assestamento", il periodo di adattamento varia in maniera soggettiva da persona a persona, se però il disagio viene percepito come invalidante o troppo intenso è bene dare riscontro e confrontarsi con lo specialista che le ha modificato la terapia per eventuali aggiustamenti.
In virtù di quanto detto sopra, almeno in questo periodo di adattamento sarebbe opportuno evitare alcool che interagisce con la terapia, questo poiché potrebbe prolungare il tempo in cui il suo corpo cerca di stabilire un nuovo equilibrio.
Aggiungo inoltre che, posto che la terapia farmacologica rimane un sostegno necessario e fondamentale, è bene però ricordare che questa agisce stabilizzando la sintomatologia, pertanto, qualora volesse andare ad intaccare alla radice le cause della sua ansia e limitare frequenza e intensità degli stati ansiosi e degli attacchi di panico, sarebbe opportuno cominciare anche in parallelo un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta che la possa aiutare in tale senso.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Figlia quasi 16 enne, mai avuto dubbi sul suo orientamento sessuale, almeno così sembrava. Ha sempre avuto interesse per i maschi, coetanei. Da un po' di tempo è "attaccata" ad un'amica, a cui anche io voglio bene, che è lesbica. Mia figlia dice di essere innamorata di lei. La cosa mi ha spiazzato. Parto dal presupposto che non giudico e sono favorevole a tutte le forme di amore, ma dico che mi ha spiazzato perché non avrei mai sospettato una cosa del genere non avendo mai visto atteggiamenti che potessero farlo pensare. Secondo voi, è possibile che sia infatuazione? Non so come spiegarmi meglio. Le ragazze stanno sempre insieme, ogni cosa che fanno se lo comunicano telefonicamente. Ho il sospetto che mia figlia sia confusa tra affetto amichevole e amore. La mia è una ragazza che, se vuole bene a qualcuno, si focalizza solo su quella persona. Faccio una domanda che può sembrare cattiva e cruda, ma non lo è.
L'essere lesbica, le è scaturita stando sempre a contatto con l'amica? Perché so che i gay, comunque, sanno già da sempre dentro di sé cosa gli piace e cosa no. Ho parlato con lei a cuore aperto dicendo che a me importa solo della sua felicità. Non la giudico e sa che da parte mia c'è sempre il massimo sostegno.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, la consapevolezza rispetto all'orientamento o alle preferenze sessuali possono maturare anche nel tempo, non è detto siano così delineate già dall'infanzia; consideri anche però che non è infrequente in adolescenza sperimentare diversi tipi di rapporto di coppia, così da chiarirsi le idee laddove ci possono essere dubbi o cambiamenti.
Mi sentirei di dirle di continuare ad accoglierla nel suo percorso di crescita aiutandola ad ascoltarsi e a conoscersi sempre di più; questo sicuramente manterrà un buon rapporto fra di voi e la sosterrà nel proprio personale viaggio di scoperta di sé, di ciò che ama adesso e potrebbe continuare ad amare.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Save sono una ragazza di 23 anni che lavorava in un supermercato ho iniziato a soffrire di vertigini da stress ansia forte e attacchi di panico fino a non uscire piu di casa ma passare le giornate a casa piangendo.. ho iniziato a prendere zoloft adesso da cinquantaquattro giorni ho aumentato a zoloft + levopraid + xanax pomeriggio e mirtazapina la sera e sembra che piano piano stavo recuperando adesso da due giorni sto risentendo un po d ansia e vuoti di testa improvvisi ebato avemdo un po paura è una cosa normale che ci vigliono piu giorni o sto tornando indietro?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, la terapia farmacologica è molto importante e sicuramente ci vuole un tempo (variabile anche soggettivamente) per trovare nuovi equilibri a fronte di modifiche; mi sentirei però di suggerirle di cominciare anche un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta in grado di accompagnarla nella presa di consapevolezza dei meccanismi che generano e mantengono la sua ansia, così da trovare anche strategie psicologiche di gestione dello stress da affiancare alla terapia farmacologica per farla stare meglio più velocemente e più a lungo nel tempo.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Ho una preoccupazione che mi assilla tanto .
Mamma si era appena fatta la doccia e si era asciugata le parti intime. Siccome lei ha una difficoltà mi ha chiesto di aiutarla e cosi ho fatto.
Adesso ho costantemente il pensiero che io abbia toccato i suoi vestiti precedentemente toccati da lei , ho paura che dopo magari andando in bagno mi sia mischiata qualcosa anche avendo lavato le mani.
So che è strana la cosa
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, timori di "contaminazione", paure o ansie di questa natura sarebbe opportuno affrontarle con la dovuta attenzione e delicatezza in un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta che possa aiutarla ad affrontarle e rielaborarle prima che si cristallizzino in problemi di impatto e natura più disagiante, pertanto, suggerirei di cercare uno degli specialisti sopra menzionati per muoversi in tale senso.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Salve ho 50 anni e premetto che sono sempre stato ipocondriaco e ansioso, da qualche tempo ho paura di strozzarmi deglutendo il cibo, ho una sensazione di avere tra gola e palato un bolo, a tavola mangio poco o quasi nulla per paura di soffocarmi. Ma la cosa che mi preoccupa è che da quando ho avuto il problema di aver paura di soffocare, ho perso qualche chilo per me di troppo, sono alto 196 e attualmente peso intorno agli 80 chili.. Sto mangiando molto meno rispetto a prima solo pasta e frutta a pranzo e poco a cena. Ho paura di andare sottopeso o che non riesca a recuperare. Ho paura di avere qualche patologia, mi misuro spesso pressione, ho fatto recenti analisi sangue che sono risultate regolari. Ho paura di non riuscere a superare questo problema.Attendo un vostro gradito consiglio.. Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, da quanto descrive e a fronte di accertamenti medici risultati negativi, il calo ponderale potrebbe essere dovuto alla forte situazione di ansia e stress correlata al momento del pasto.
Già di per sé lo stress mette in allerta attivando il suo intero organismo e facendole bruciare più calorie del solito, se poi ha iniziato ad associarvi "strategie di evitamento" (mangio meno e/o in prevalenza cibi con i quali ho meno timore di strozzarmi) anche questo contribuisce al veloce dimagrimento.
Detto questo, suggerirei di cominciare un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta (meglio se Funzionale o ad approccio Psico-corporeo Integrato, in modo da non trascurare i funzionamenti fisiologici, muscolari e posturali associati agli elementi cogniti ed emotivi) che possa aiutarla a comprendere, rielaborare e gestire il timore di strozzarsi che attualmente pare il focus scatenante la situazione per cui descrive il disagio odierno.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Sono una ragazza di 28 anni, studentessa fuori corso all'università e sto cercando lavoro (che non riesco a trovare). Mi sento emotivamente/mentalmente distrutta, ho problemi in famiglia, soprattutto con mio padre non vado per niente d'accordo, mi giudica su ogni cosa che faccio e che dico, specialmente sulla questione del cibo e sull'università, tanto che mi sono state dette frasi molto pesanti come ad esempio il fatto che sono un fallimento e che con me ha fallito e questo mi ha destabilizzato tanto, mi sento la pecora nera della famiglia poiché vengono fatti paragoni tra me e mio fratello e non mi sono mai sentita all'altezza proprio per questa differenza che viene fatta; mio fratello prova a difendermi ma con scarsi risultati, tanto che mio padre per ripicca usa il silenzio punitivo e ancora oggi è una settimana che non ci parliamo.
Inoltre ho subìto dei lutti ravvicinati che mi hanno portato a chiudermi molto in me stessa, soffro d'ansia e panico costante, e non riesco a gestire il tutto.
Provo costantemente una sensazione di vuoto e malessere dentro, non so cosa fare, mi sento inutile, non so come andare avanti, mi sento proprio impotente...
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, da quanto descrive sarebbe veramente opportuno dedicare il giusto tempo e attenzione alla cura di sé stessa, pertanto, suggerirei di cominciare un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta che possa aiutarla nell'affrontare, rielaborare e gestire in maniera più salutare le dinamiche intra e inter-personali di cui parla.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Salve, sono un uomo di 41 anni e da 13 anni sto con una donna di 10 anni più piccola. Abbiamo litigato di rado e per anni tutto è andato bene, ma negli ultimi 4 anni tra di noi è cambiato molto il rapporto, cosa che lei non pensa sia avvenuta. Ogni mia proposta di fare qualcosa insieme è sistematicamente rifiutata, lei esce poco di casa, non si cura come prima, e non ha obiettivi nella vita. Avevano deciso di andare a vivere insieme, ma sua mamma ha accusato un malore, e da quel giorno tutto si è fermato. Io sto male, oltretutto la vita sessuale da 4 anni è quasi assente, mi sento inutile e parlare con lei non serve a nulla. Non chiedo che cambi completamente, ma talvolta un compromesso non farebbe male. Sto pensando di lasciarla ma ho paura di un futuro da solo, non so più che fare.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, se crede possa esserci ancora margine per far funzionare la relazione, potrebbe essere importante (anche per non lasciare sospesi o nulla di intentato) provare una terapia psicologica di coppia con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta che possa aiutarvi a capire se ci sono ancora o sono costruibili nuovi presupposti per un rapporto che appaghi maggiormente entrambi.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Salve vorrei avere un vostro consiglio.
Ho in mente di iniziare un percorso terapeutico , fare seduti in un pisocolog*. Ho scoperto avere tanti disturbi come la DOC.
Soltanto che ho tanta paura e timore nel parlare dei miei problemi e paure.
Non vorrei andare fisicamente ma tipo online però ho il timore della videochiamata, io avevo pensato tipo all'inizio o se sia possibile un colloquio Soltanto scrivendo e poi se riesco anche con videochiamata.
Diciamo che una volta siamo andati da una psicologa per trattare una questione ed eravamo in famiglia, questa vostra collega tratto male mia madre , alzo la voce e disse che lei era esagerata e ci consigliò di dare delle medicine tranquillanti.
Appena mamma fu sgridata uscì dallo stupido e la trovammo che piangeva.
Per questo ho timore.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, mi sento di dirle che avete avuto sfortuna; la maggior parte dei professionisti Psicologi o Psicoterapeuti dovrebbero avere di base molto tatto ed accoglienza, pertanto, direi che riprovando con altro professionista, difficilmente verrà delusa in quel modo.
Per quanto riguarda il resto, è indubbiamente meglio, sotto molteplici punti di vista terapeutici, una terapia in presenza; detto ciò però, una terapia online è meglio di non avere accesso alle cure di cui si necessita, quindi le suggerirei di confrontarsi con uno specialista di sua scelta e decidere assieme a lui/lei come procedere.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Ho quasi 49 anni, sposato con figlia di 7 anni, ipocondriaco del tipo evitante da tempo, soffro di anginofobia sin da prima dell adolescenza, un matrimonio in crisi da una vita privo do affetto e sesso. Da un paio di mesi mia moglie si è ammalata di un carcinoma al seno e l anginofobia è aumentata in maniera assurda: se prima riuscivo a periodi a mangiare tranquillo comunque sempre con dell'acqua o delle bevande vicino, negli ultimi periodi si è aggravata .a volte quando sono solo a casa mi sembra di non riuscire ad inghiottire neanche cibo reso in minima poltiglia tipo pezzetto di banana masticato all infinito o acqua. e quando ingoio in questo stato mi sembra che vada quasi nel "buco" sbagliato, percependo fastidio a livello retro gola e collegamento al naso. Si rischia di morire o polmonite ab ingestio? visita otorino con fibroscopia fatta un paio di mesi fa trovando un po' di reflusso gastroesofageo. Devo fare altro? Sono ipocndriaco e non vorrei fare esami invasivi tipo gastroscopia neanche cibo reso in minima poltiglia tipo pezzetto di banana masticato all infinito o acqua. e quando ingoio in questo stato mi sembra che vada quasi nel "buco" sbagliato, percependo fastidio a livello retro gola e collegamento al naso. nell atto della deglutizione mi capita di stringere i muscoli della gola superiore e faccio un verso come se volessi bloccare il cibo se va di trasverso l acqua o un liquido si può morire? delle volte in super ansia pure con i liquidi mi sembra di andare in difficoltà il problema che quando sono solo ni vergogno a mangiare in pubblico perché faccio delle faccio innaturali perché simulo faccia da soffocamento. A volte sembra che blocco la deglutizione e sento il cibo che va quasi giù verso il fondo della gola e lì mi sale l amsia e la tachicardia e bevo immediatamente sperando do riuscire a ingoiare mentre mangiavo in due occasioni nel momento di ingoiare ho serrato la gola ed emesso un verso come un rantolo in protezione per non far scendere il cibo. Questa cosa mi ha provocato una sensazione di pseudo acidità alla gola che sembrava arrivasse al naso (come se mamdassi il cibo nella oarte sbagliatq) . Ho rischiato la polmonite ab ingesti? sento fastodiot vago al petto, non è che qualcosa sarà passato do là? come me ne accorgo della polmonite? morirò?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, innanzitutto, per chi ha disfagie o altre forme di difficoltà meccaniche relative alla deglutizione, spesso non risulta funzionale né suggeribile berci dietro acqua o altri liquidi per mandare giù il boccone; detto questo, molta della sintomatologia descritta potrebbe tranquillamente essere ascrivibile a livelli elevati di ansia fino quasi a un principio di attacco di panico, pertanto, sarebbe importante affrontare la situazione anche grazie ad un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta (meglio se di approccio Funzionale o comunque Psico-corporeo integrato) che possa aiutarla a comprendere e gestire in modo più efficace e funzionale questa problematica.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Buonasera ho 29 anni non ho mai avuto una ragazza 0 relazioni per non essere più vergine sono andato a escort ma da 1 anno a questa parte, fra rabbia e frustrazione sono diventato un diavolo soprattutto verso me stesso mi trovo così per via delle circostanze principalmente, avendo un attività ho 0 tempo libero quindi ho vado a fare il dipendente per avere più tempo libero oppure ci metto una pietra sopra , il tempo che passa è un veleno perché io faccio distinzione tra non avere relazioni momentanee e non averne mai avute e quindi 0 esperienze è ritardo per questo vado in tilt, penso rimarrò inferiore a vita. Grazie a chiunque mi darà un parere.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, da quanto descrive, mi sento di suggerirle di cominciare un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta che possa aiutarla a definire meglio ciò che prova, le sue priorità del momento e le possibili alternative pratiche tramite cui farvi fronte.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Buonasera dottori, volevo chiedervi un parere/consiglio. Secondo voi è utile fare sedute di psicoterapia con uno psicologo che sta terminando la scuola di specializzazione oppure è meglio rivolgersi a professionisti la cui formazione è già completa?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, ogni specializzanda/o in psicoterapia ha già alle alle spalle numerosi anni di studio, molteplici tirocini pratici in cui è stata/o messa/o alla prova e spesso, anche già alcuni anni di pratica professionale, pertanto, la risposta è si, ha senso!
Detto ciò però c'è una doverosa puntualizzazione da fare: ciò di cui andrete a fare esperienza va inquadrato come "percorso psicologico" cioè la seduta potrà definirsi come "Sostegno/Supporto/Consulenza Psicologica" e solamente quando avrà terminato il percorso di formazione e ottenuta la qualifica (e il/la professionista sarà inserito nell'albo degli psicologi della propria regione anche come Psicoterapeuta) potrà definirsi formalmente come "Psicoterapia" vera e propria.
Tirando le somme quindi, direi che il discrimine più grande sia quanto lei si sente a proprio agio e in grado di affidarsi a questa/o professionista.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
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