Domande del paziente (9)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno signora, comprendo il suo sgomento e le forti preoccupazioni nel vedere la propria figlia "travolta" da una relazione sentimentale violenta e senza le note di dolcezza che i rapporti tra... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, credo che la sua situazione meriti un'attenzione non solo sui sintomi del malessere che lei vive (ansia e attacchi di panico)ma sulle cause nascoste dei motivi che l'hanno resa così fragile... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, cambiare psicoterapeuta è una scelta importante e necessita riflessioni sul significato di tale cambiamento. E' possibile che nel tempo lei abbia valutato che lo psichiatra non le ha dato le... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, credo sia normale che dopo la prima seduta le sia rimasto il senso di paura che spesso è un senso di timore verso ciò che è nuovo e che potrebbe fare perdere il controllo delle situazioni che... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno signora, capisco la sua fatica a gestire le richieste insistenti dei suoceri verso il suo bambino che, probabilmente, più si sentirà obbligato a dare baci e abbracci più bloccherà la sua voglia... Altro
Salve a tutti, sono una ragazza di 21 anni, da circa luglio 2025 ho iniziato a sviluppare un'ansia incontrollabile. E' iniziato tutto da una semplice settimana a casa da sola in quanto i miei in vacanza, dove avevo la costante paura che dei ladri potessero entrarmi in casa, e da lì per una settimana andavo a dormire alle 6 di mattina per accertarmi che durante la notte nessuno cercasse di entrare in casa, a termine di questa settimana mi viene un forte dolore al braccio, vado in ps e mi dicono semplicemente di calmarmi, facendomi un’elettriocardiogramma in cui era tutto ok. Passa l’estate, torno nella mia città dove vivo da fuorisede, e resto sola di nuovo per due settimane, in cui di nuovo vivo con angoscia la cosa, avendo mille paure, nonostante non fosse la prima volta che fossi sola. A termine di queste sue settimane di nuovo mi viene dolore la braccio sinistro per giorni, sono molto preoccupata, vado in ps ed è tutto ok, analisi ed elettrocardiogramma. Da quel momento in poi inizio a sviluppare continua ansia per ogni sensazione del mio corpo, più mi informo e più sto male, ho paura di qualsiasi cosa, questo va a peggiorare anche il mio rapporto sentimentale. A febbraio litigo pesantemente con il mio ragazzo, finendo per avere un attacco di panico con tremore, conati di vomito, dolore braccio sinistro e confusione, vado in ps, tutto okay come al solito e mi danno semplicemente un tranquillante. Un mese dopo torno al ps per emorroidi, le quali non avendole mai avute e avendo una certa perdita di sangue mi hanno fatto preoccupare. Tralasciando queste varie esperienze in questi mesi ho fatto vari elettrocardiogrammi, ecografie, hotler, analisi del sangue, tutto ok, ma ho sempre ansia. Ieri ho litigato di nuovo col mio ragazzo e di nuovo stessi sintomi di attacchi di panico, sto male, è difficile riprendersi. Io non so più cosa fare, non so se può essere correlato ma ho un ritardo del ciclo di 10 gg (uso precauzioni) e al posto del ciclo ho perdite marroni, non vorrei fosse collegato allo stess, non so cosa fare e non riesco nemmeno a parlarne con i miei, il mio ragazzo soffre anche lui per tutte le mie ansie e attacchi di panico, avrei bisogno di un consiglio, grazie in anticipo
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Avere 21 anni significa essere nel cuore della vita, ed essere pronta a riempire giorno dopo giorno lo zainetto delle cose importanti da portarsi dietro, per affrontare le difficoltà che potrai incontrare durante il cammino dell'età "giovane." Uscire dall'adolescenza e avviarsi ad essere una giovane matura apre le porte dell' AUTONOMIA, della separazione dai tuoi genitori e da una presa di coscienza di CHI SEI, di cosa vuoi raggiungere e di quali sono i tuoi VALORI che saranno il faro, la luce del percorso che affronterati.
Credo che tu ti sia spaventata, inconsciamente, di ciò che hai davanti a te. I dottori che ti hanno visitata hanno detto che non sei malata, questo è importante ma il tuo corpo ti sta dicendo che le tensioni che stai vivendo sono forti e ti fanno sentire smarrita. Ed è come se la paura avesse preso il sopravvento e bloccasse ogni libera azione. Ti consiglio di affrontare questa crisi evolutiva che stai attraversando con l'aiuto di un professionista psicologo che può guidarti nel fare chiarezza e ritrovare la forza di affrontare con serenità questi aspetti importanti della crescita. Sono convinta che portrai trovare anche il piacere di DIVENTARE GRANDE e liberarti dalle paure che non ti lasciano godere questo momento della vita fantastico.
P.S. sentiti libera di parlare con i genitori delle tue emozioni non appena ne avrai il coraggio, perché loro fanno parte della tua vita ed essere autonoma non significa, per forza, chiudere i ponti con loro. Ti faccio un sincero augurio di uscire presto da questo brutto momento
Ho bisogno di aiuto, lo so
Ho 48 anni, una famiglia stupenda, nella sua complessità, ma una sorella di quasi tre anni più di me, che ha sempre avuto dei problemi, problemi dai quali mi sono fatta inizialmente peso, fino a farmene schiacciare
Nel tempo, fin da bambina , mi confessava i sui incubi, le sue paure, i suoi pensieri disturbati e io non so perché lo dicesse a me: ero piccola, avevo appena 7 o forse 9 anni e non sapevo cosa fare.
Sono sempre stata, tuttavia, conscia nonostante la mia età delle gravi difficoltà della mia famiglia ( ho un fratello con una lieve forma di autismo), in tutto siamo 5 figli, di cui io la quarta e la piccolina è nata 12 anni dopo di me ( una gioia e una svolta positiva nella mia famiglia)
Insomma, sono sempre stata molto pensierosa, seppure aperta e spigliata, mentre mia sorella, in apparenza ribelle, era sempre triste e in allarme,
Mi raccontava i suoi incubi ... ma nella quotidianità abbiamo vissuto un'infanzia molto allegra e felice, sempre legati tra do noi, complici mamma ( lei di più) e papà che comunque ha sempre avuto un pessimo carattere ( urlava spesso in casa, ogno occasione era buona, ma con noi era premuroso e affettuoros, fose una figure genotoriale un po debole
Vivendo in un paesino ci conoscevamo tutti: io andavo sempre dal dottore perché avevo sempre mal di pancia e lui diventò il mio confidente...gli chiedevo perché si hanno incubi e lui mi rispondeva con gioco, come si fa con i bambini
Mi voleva molto bene
Crescendo sono cresciuti i problemi di Nina: oramai andavamo alle suoeriori e prendevamo il bus, spesso lei marinava la scuola, ma qundo non rivava amici, mi obbligava a farle compagnia, fino a che non arrivava il suo ragazzo e mi lasciava sola.
MI obbligava a pagarla per uscire con le sue amiche, ma poi dopo il ricatto, mi lasciava a casa
Inizialmente stava diventando per me irraggiungibile e una sorta di figura dalla quale chiedevo attenzione e crescendo ho iniziato a sentirmi sua complice, ma spesso ne soffrivo e la notte sognavo una vita diversa e mi immaginavo grande , bella, libera, perché io non mi sentivo me, ma in funzione altrui
C'era anche mio fratello che aveva tante crisi e io non riuscivo a dormire...
la sera fino a che tutti non erano a letto, sereni, io non chiudevo occhio.
Quando Nina faceva il 5 anno del liceo, pretendeva di andare in gita, ma mio padre non era d'accordo e dopo infinite lotte, mi disse ' se non mi manda mi prendo i tranquillanti di Luigi ( mio fratello)
Lo fece davvero
Mi sentii colpevole quando la mattina faticava a svegliarsi e quando venne il 'mio ' dottore disse, ma che ha... io confessai la sua confidenza, ma MAI avrei pensato dicesse sul serio
Da quel giorno ho iniziato ad odiarla per ciò che aveva fatto e a sentirmi sua custode, a temere che lo rifacesse e quindi la adulavo in tutto e mi poteva chieder tutto io lo avrei fatto
QUando va all'università cade nell'anoressia: non si sapeva bene ai tempi consa fosse, comprai un libricino per capire a capii, andai dal mio medico, ma lui disse di stare tranquilla.. Nei finse settimana tornava sempre piu magra, tutti lo vedevamo, ma nessuno parlava. MI ha resa comlice chiedendomi di dire che aveva mangiato poco prima e che stava bene
Lunedì ripartiva e io ero felice, quando tornava stavo male. Dopo due anni toccò a me la scelta Università e i miei tacitamente mi hanno mandata li. da lei ( sarebbe sttao più facile) io sapevo che stavo andando al patibolo con i mei piedi,. HO SMESSO DI VIVERE- io magrissima sono diventata enorme, mangiavo al posto suo, la coprivo, poi la facevo uscire,,, insomma quando ho avuto la lucidità di cose facesse la invogliavo a reagire, che non lo avrei detto a nessuno, ma lei mi diceva che non potevo lasciarla sola e mi offre un patto ' se resti a casa tutto il giorno io mangoo, puoi uscire SOLO 2 ore senza di me- se vai all'università , dai collegi o dal tuo fidanzato ( ne avevo uno) fai tu, ma SOLO 2 ore o non mangio ( per me non mangio era muoio)- Lo feci
La mia prigionia
Alla fine lasciai anche quel ragazzo
Scrivevo, non studiavo più, mi odiavo
Un giorno trova una mia lettera e mi dice ' oddio ti senti in prigione.. basta sei libera'- Io mi sentii debitrice, ma anche in colpa e inizia a parlare del sui problema con alcuni amici... iniziamo a fare volantinaggio, invece di studiare, la porto da uno psicanalista... tutto stava migliorando... pensavo... ce la fa
Invece poi scopro l'inganno.. non andava.. e si teneva i soldi che io guadagnavo cpn il volantinaggio ( che facevo anche per permetterle le sedute)- poi conobbe un tizio che si drogava e la sera spero la trovavo così---- ho iniziato a ragionare e a capire cosa fare: all'ennesima crisi chiamo l'ambulanza , chiamo i miei genitori ' venite a prendervi vostra figlia io non ce la faccio più' - Vidi per la prima volta mio padre piangere
Me ne andai enegli anni non mi sembrava vero ERO FINALMENTE LIBERA! come avevo sempre sognato
Lei la fece curare mia mamma in una clinica, con anni di terapia insieme- LA MAMMA
Per un po la dimenticai... non ricordo bene quegli anni se non con me stessa e la mia nuova vita, che piano piano è iniziata a Roma, ma nel tempo la situazione si à ricreata, ogni due anni circa mi chiama ( che ora) , matrimonio, divorzio, attacchi di panico, lavoro, vaccini figlio, solitudine, rapimenti... cambiati gli attori resta lei e io: ogni chiamata io in panico a rivivere quegli anni, ma corro la salvo, ogni volta e ristabiliti gli equilibri, torno a roma ( mio unico luogo e rifugio)
Ogni due anni le frasi ' mi hai abbandonata, tu sei felice, io sono sola' ricorrono
Oggi vive a Mantova, ha un figlio, divorziata, sola per scelta- da un anno suo figlio è scoppiato. non va piu a scuola e lei è segregata in casa con lui
A Mantova ci stanno i miei fratelli con bambini, ma le non li vuole, chiama me, esige da me, altera silenzi punitivi a richieste ' tipo trasferisciti qua'
Nel tempo ho scelto di darmi dei limiti, nonostante momenti simbiotici, attacchi di ansia, sostituzione
Ho fatto il possibile e lucidamente le ho proposto strutture adeguate ( oltre ai servizi che la seguono ahimè e per fortuna) , psicoterapia e di più per lei, pagando tutto io. trascorro molto tempo con mio nipote, ma a lei non basta, si richiude e se non faccio come dice lei mi taglia fuori
( la mia famiglia c'è , il neuropsichiatra per lei e il bimbo c'é, tutto fatto e attivato)
ma io mi sento in colpa, non vivo da quanto è arrivato tutto ciiò, se vado li parlo e risolvo, se resto.a acasa mia e passeggio e lavoro e sono serena, mi sento in colpa
Io sono single, non ho figli per scelta, ho deciso di affrontare il problema di essere sempre e solo per gli altri- per me non sono stata mai, se non quando il mio ex è andato via perché la madre di suo figlio e suo figlio passavano ciò che ho descritto.
ora lo capisco
non aveva scampo
io sono lui e mia sorelle è la sua ex
Ora mi chiedo ' quanto le mie preoccupazioni sono frutto di realtà o le ingiganstico? Forse lei sa fare e fa e se non me lo racconta non significa nulla. A volte mi chiedo se è lei ad essere richiestiva o se sono io che ormai mi do un senso solo da sorella sua e non da Chiara e basta
DOve sono io?
Chiara
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Chiara vorrei aiutarla a darsi qualche risposta che le permetta di sbrogliare la fitta matassa delle emozioni che la legano a un passato -ancora molto presente- che come lei racconta non le ha permesso di sentirsi libera. Quando si chiede se le sue preoccupazioni per Nina sono frutto di realtà o se è lei a ingigantirle, mi porta a pensare che nella sua mente si stiano aprendo dubbi importanti sul significato che lei stessa ha dato a un ruolo di "salvatrice" di sua sorella. Il ricatto emotivo che l'ha mantenuta attiva e sempre disponibile verso Nina è stato quello di essersi sentita indispensabile per garantire, non la felicità o la compagnia di una sorella, ma la VITA della stessa. Nella sua mente, già da bambina, Chiara ha costruito un'idea si un sé "potente, forte e risolutrice "perché le veniva detto che da lei dipendeva la vita o la morte dell'altro, e nello specifico della storia, di una sorella in grave difficoltà. Lo scorrere del tempo, e arriviamo ad oggi, a questa fotografia Chiara non crede più, tanto che si sta chiedendo che cosa non ha funzionato e sta mettendo in dubbio di essersi confusa nel darsi un valore così difficile, odiato ma radicato tanto da dover essere lei ora a dipendere da quel ruolo. Chiara credo che lei sia pronta psicologicamente ad affrontare una rivisitazione della sua storia per essere aiutata a dare nuovi significati a se stessa e a liberarsi da costrutti mentali che non le servono più ma che la stanno tenendo legata a un passato di sacrifici e rinunce.
Resto a disposizione per ogni eventuale chiarimento o approfondimento delle mie osservazioni e le auguro di percepire come le sue importanti domande siano per lei l'occasione per promuovere un cambiamento significativo delle sue fatiche e orientarsi a vivere con maggior leggerezza e tranquillità la sua vita.
Buongiorno dottori,
scrivo per chiedere il vostro aiuto. Sono una persona, timida introversa e paurosa. Ho sempre avuto difficoltà a interagire con gli altri, ma poi pian piano ho migliorato la mia autostima, ho imparato a volermi bene, accogliere pregi e difetti e correggere ove possibile qualche difetto. Mi è sempre stato difficile esternare sentimenti ed opinioni, ma poi ho imparato a nominare i miei sentimenti e adottare tecniche per abbassare la tensione emotiva e quindi esprimere sempre meglio me stessa. Ho imparato l'importanza del dialogo costruttivo per la mia persona e quindi ho imparato ad esprimere sempre meglio la mia opinione ed accogliere il confronto e l'errore come elementi per crescere. Ultimamente, però, trovo difficoltà nel riconoscere una indipendenza personale del mio giudizio, cioè faccio fatica a dire che il mio giudizio è valido perchè personale, nasce dalla mia esperienza e da come mi relaziono col mondo e le persone a me care. Riconosco che nel muovermi nella realtà, faccio quello che mi rende serena e in equilibrio con quello che sono: esempio se voglio mangiare il gelato scelgo di andare in un certo luogo con un certo metodo che mi far stare bene, serena. A volte però mi scontro col rifiuto di questo mio giudizio e questo mi fa male, soprattutto se viene da persone di cui ho fiducia o affetto. Come posso interrompere questo malessere e ritenermi ugualmente valida e non dettata dal giudizio degli altri? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, vorrei dirle prima di tutto che il timore verso il giudizio dell'altro/a è una condizione molto diffusa, nel senso che sono numerose le persone che soffrono e vivono come una ingerenza pesonale il parere degli altri rispetto ai propri comportamenti. E' anche difficile impedire alle persone, soprattutto quelle che si frequentano e- come dice lei- di cui si ha fiducia ed affetto, di non esprimere pareri sul nostro operato. Quindi credo che la chiave del problema sia cercare di capire quanto peso diamo noi alle opinioni degli altri, se le leggiamo come critiche anche se talvolta non lo sono, se pensiamo che gli altri possano avere intenzioni negative, se sentiamo di essere noi a dipendere molto dalle opinioni altrui. Mi sembra importante quello che scrive quando dice: "...faccio quello che mi rende serena e in equilibrio con quella che sono..."
Le consiglio di rimare solida su questo modo di intendere la sua vita e di ridimensionare il valore delle parole degli altri che molto spesso non vanno oltre il momento in cui vengono dette e non hanno spesso il significato di voler cambiare le sue di scelte. Se così non fosse le consiglio di chiedere anche solo una consulenza ad un professionista che la possa aiutare ad approfondire meglio il problema e a trovare una soluzione.
Le auguro di ritrovare la serenità conquistata e rimango a disposizione se avesse bisogno di ulteriori chiarimenti.
Cosa deve fare un genitore di due figli uno di 11 e uno di 7 che si accorge del fatto che si stanno esplorando fisicamente ? Non voglio che ricolleghino a questo evento qualcosa di negativo, parlarne? O non parlarne?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Dialogare con i figli sui temi legati al corpo e ai cambiamenti che accompagneranno la loro crescita significa offrire loro uno spazio sicuro in cui fare domande, esprimere emozioni e condividere eventuali dubbi o preoccupazioni legati al diventare grandi.
Un genitore può iniziare ad affrontare questi argomenti in modo naturale, partendo da aspetti quotidiani come lo sport, l’abbigliamento o la cura del corpo. Questi temi rappresentano spesso una prima porta d’accesso a conversazioni più ampie riguardanti lo sviluppo personale e la sessualità.
Creare nel tempo un’abitudine al dialogo permette ai figli di percepire questi argomenti come affrontabili senza imbarazzo, favorendo fiducia e apertura. In questo modo il genitore può accompagnare la crescita dei propri figli con presenza ed educazione, rispettando al tempo stesso il loro bisogno di privacy e autonomia.
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