Domande del paziente (27251)
Buongiorno, tra 1 mese dovrò operarmi per un'adenoma alla prostata tramite tecnica laser e i parametri dell'ultima ecografia e del PSA sono i seguenti:
PSA 2,24
Dimensioni:
Craunio caudale 57,5 mm
Latero laterale 48,2 mm
Antero posteriore 34,6 mm
Volume 50,2 cc
È considerato grave? ma soprattutto quali potrebbero essere le complicanze post intervento?
Attendo sue considerazioni. Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
E' certamente un volume che richiede l'intervento di riduzione e disostruzione. Il problema principale è la riduzone o carenza dell'ejaculazione e a volte un periodo di minore continenza urinaria chge poi in generale si risolve. Stante quel PSA T è meglio che prima esegua il profilo del PSA (PSA totale e libero, 2-proPSA e PHI; rapporto PSA/volume e PHI/volume, PSA L/T, testosterone/PSA).
Mi hanno diagnosticato un nodulo nella prostata di 25 mm.su una prostata Dl 39 mm.x dt 51 mm x Dap 36 mm con Vol di circa 71 cc PSA 1.63 Ng/ml PSA density 0.02 Ng/ml, mi hanno detto che rientra nella categoria 2 della classifica PI-Rads vs 2 ma e controllo fra 9 mesi, il fatto èche a volte lo sperma è bianco, a volte scuro , e a volte non esce niente
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ha certamente u8na prostata di consiatente volume che va quantomeno ridotta, certamente interessata da un discreto grado di congestione. Quella densità del PSA è condizionata dal volume della IPB e quindi non è attendibile e quel PSA T, per quanto nei limiti, andrebbe meglio caratterizzato con il profilo del PSA (PSA totale e libero, 2-proPSA e PHI; rapporto PSA/volume e PHI/volume, PSA L/T, testosterone/PSA). Poi ci sono due possibilità: l'attesa proposta con la rivalutazione tra sei mesi, l'esecuzione di una PET/CT con 68GallioPSMA o con (18F)-DCFPyl-PSMA e determinazione del parametro SUV differenziale sulle aree sospette. La mpRMI potrebbe ancora lasciare molti dubbi, per quanto potrebbe anche essere eseguita prima della PET/CT. Lo sperma che diventa scuro o non esce marca un forte stato infiammatorio prostatico da non sottovalutare.
salve , ho problemi ha scoprire il glande solo quando è eretto , facendo un paio di ricerche penso che si parla di fimosi , vorrei sapere se ci sono cure per facilitare lo scappellamento del glande senza intervento .
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Non è ancora una fimosi, ma se persistono le condizioni, prima o poi lo diventerà. La sua è una sclero-ipertrofia prepuziale che tende a far tenere sempr coperto i glande, per quanto il prepuzio possa essere retratto. Ciò favorisce i ristagni e ciò che ne consegue sia a livello locale che verso l'area pelvico-prostatica. La sola soluzione reale è la circoncisione radicale che prima farà e meglio sarà. Nella breve (spero) attesa deve solo lavarsi con acqua corrente più volte al giorno e applicare qualche goccia di olio EVO. In ogni caso è utle che un andrologo esegua gli esami genitali fondamentali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma) per valutare il suo stato... no fosse altro che a scopo preventivo.
Sono passati 2 mesi e mezzo dopo intervento con laser per ostruzione collo vescica dove ho preservato la fuoriuscita di sperma. Però adesso ho ancora sintomi di esitazione anche se l’ultima flussometria risultava un qmax di 17/18 senza residuo in vescica, inoltre sto natando che il flusso mi sembra non proprio uniforme ma appena schiacciato all’uscita poi regolare. È normale tutto questo? Migliorerà la situazione?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Dopo due mesi non è normale che accada ma credo che poco centri il collo vescicale, ora e probabilmente prima. La questione, forse minimizzata o non adeguatamente valutata, è un quadro di congestione infiammatoria pelvico-prostatica che va attentamente valutato sia con i dovuti esami genitali che con quelli generali per definire la situazione locale e le sue ragioni.
Salve! Ho fatto un’intervento di frenuloplastica il 7 maggio 2026. Oggi al 21 maggio 2026 ho notato una cosa. Allora da premettere che ho avuto un edema che non mi faceva richiudere il prepuzio ma adesso pare che l’edema si sia levato e oggi all’improvviso ha iniziato a richiudersi da solo. Mi chiedo visto che ho ancora i punti è normale che c’ho accada?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
E' abbastanza normale, ma per quanto descrive del suo prepuzio ha fatto un intervento inutile... andava e va fatta la circoncisione radicale... se ne riparlerà tra un mese.
Buongiorno Dottore, ho 60 anni e sono stato sottoposto A TURP un mese esatto fa.Attualmente soffro di incontinenza mista che controllo più al mattino ma di notte passo la maggior parte del tempo in bagno.Ho iniziato presso un centro di riabilitazione,la rieducazione del pavimento pelvico tre giorni fa.Altro sintomo è dolore urente sopportabile nell uretra peniena e localizzata soprattutto verso il meato.Ringrazio anticipatamente.
Saluti Alberto
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Un mese è ancora poco per poter parlare di normalizzazione: è ancora in corso il processo di infiammazione e riparazione post-chirurgica e a volto sono necessari 3-4 mesi. Buona l'idea della riabilitazione pelvica, ma anche qui occorreranno un paio di mesi. Nel caso può essere utile rivalutare tra un paio di mesi lo stato pelvico-prostatico con una attenta ecografia doppler transrettale.
Buongiorno, sono un uomo di 51 anni e da circa venti convivo con una substenosi uretrale peniena localizzata al terzo distale.
Ho eseguito nel lontano 2026 una cistouretrografia retrograda e uretrocistografia ascendente e minzionale dalla quale non si rilevava nulla di anomalo tranne appunto un lieve assotigliamento uretrale dopo il terzo distale in prossimità della fossa navicolare.
Questa substenosi è sintomatica in quanto soffro di periodiche infezioni urinarie (1-2 volte all'anno) durante le quali avverto i classici sintomi di bruciore durante la minzione e rallentamento del flusso urinario.
Una volta curate con antibiotici queste infezioni se ne vanno e torno alla normalità, anche il flusso urinario pare regolare se non fosse per il fatto che sono consapevole di avere una substenosi e che quindi una eventuale uroflussometria darebbe valori leggermente inferiori a quelli normali.
L'anno scorso l'urologo per visitarmi ha forzato la stenosi con un catetere causandomi dolore e sanguinamento.
Ovviamente questa manovra se per un periodo ha "riaperto" il passaggio ha causato una cicatrizzazione successiva che ha ripristinato la parziale occlusione.
Mi dicono che la soluzione definitiva sarebbe l'uretroplastica ma vi sono due problemi, il primo che si tratta comunque di un intervento invasivo e delicato non esente da rischi, il secondo che va eseguito da personale altamente specializzato che opera quasi esclusivamente in libera professione con costi elevati.
Anche la tecnica Optilume pare essere promettente in alcuni casi ma praticata in pochi centri e visti i costi elevati si dovrebbe ricadere sempre in strutture private.
Su quali altri tecniche potrei fare affidamento per risolvere questo problema visto che la situazione nel mio caso non mi pare eccessivamente grave e ci convivo da tanti anni?
Se non fosse per il fatto che l'uso prolungato di antibiotici crea resistenza e altri effetti collaterali dannosi al proprio corpo, piuttosto di sottopormi ad un'uretroplastica continuerei in questo modo ma so che non è la soluzione corretta.
Grazie in anticipo.
Saluti
A.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ovviamente non è un problema da gestire a colpi di antibiotici che alla fine diventano solo una costante tossica e peggiorativa, anche quando fanno passare i sintomi maggiori. In secondo luogo occorre valutare con attenzione lo stato pelvico-prostatico che non mi pare , da quanto riporta, sia mai stato adeguatamente valutato con i dovuti esami locali e generali: magari gran parte del suo problema proprio da tale condizione deriva. Fatto ciò e ove si dimostrasse che l'unico problema è la substenosi del terzo distale uretrale le soluzioni sono solo le due indicate da lei, ma tra le due è preferibile la optilume che in fatto non è invasiva e richiede circa 20 minuti complessivi di trattamento con un sito che può essere realmente definitivo per quanto a volte capita d dover essere ripetuto dopo un paio di anni. Purtroppo è vero... ha un costo consistente sia per il costo del catetere medicato da impiegare, sia per l'urologo e la struttura che lo impiega. La uretroplastica chirurgica invece può essere anche eseguita a carico del SSN in una buona divisione urologica ospedaliera, ma è certamente molto invasiva.
Salve!
A seguito di prostatectomia nerve sharing ho utilizzato, su prescrizione dell'urologo
Tadalafil per circa 6 mesi.
Dopo l'intervento, mancanza di appetito sessuale e di erezione. È possibile altra terapia?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Per l'erezione, visto che il tadalafil dopo 6 mesi non ha dato sito, non esiste altro che la protesi peniena. Per la libido occorre eseguire alcuni esami per valutare il suo stato genitale e ormonale... sempre che non stia facendo terapie aggiuntive anti-androgeniche. Sulla base dei dati integrati che emergeranno e del suo quadro tumorale, si potrà decidere se e come agire.
Buona sera professore ho gli eritrociti dismorfici a 6 tutto il resto è ok .cosa posso fare.
Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Prima di tutto una valutazione atta a definire la causa che è in parte diversa se uomo o donna e in ragione dell'età.
Eritrociti valore
18 cosa significa. Come posso curalo ? Muco presente come posso curarlo?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Prima di tutto una valutazione atta a definire la causa che è in parte diversa se uomo o donna e in ragione dell'età
Questa mattina mi sono svegliato con un bruciore mentre urinavo e Potito constatare che assieme alle urine c erano dei coaguli di sangue .
Ora sono preoccupato ho lieve fastidio e non dolore sto bevendo molta acqua per diluire le urine .
Crede che sia opportuno prendere un antibiotico ?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Utile assumere acqua, ma senza esagerare, così com filtrare l'urina per verificare se espelle un calcolo. Poi occorre una attenta ecografia della via urinaria e una pelvico-prostatica doppler, da eseguire rapidamente. Sulla base di quanto emergerà si decideranno i passi successivi.
L4 l5 l5 s1. L2 l3 l3 l4 l5 e una malattia professionale?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Scusi... le spiace essere più esplicito? così nulla si può dire.
Buongiorno, sono un ragazzo di 36 anni non sessualmente attivo.
Da qualche tempo ho notato che circa 1/3 del glande non è di colore rosa, ma quasi biancastro.
La zona biancastra è principalmente in punta.
Non sono molto a mio agio a farmi visitare di presenza.
Potrebbe trattarsi di qualche infezione tipo balanite o simili?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
MAgari un uomo di 36 anni... suvvia! Quanto osserva può essere un deposito di smegma incrostato o il frutto di uno stato irritativo da alterato rapporto prepuzio/glande. Posso capire i suoi disagi, ma occorre che si faccia vedere da un andrologo per decidere la natura e nel caso agire. Nell'attesa si lavi per bene con sola acqua corrente ed applichi qualche goccia di olio EVO.
con l'ecografia scrotale si riesce sempre a distinguere l'ernia inguinale dai linfonodi inguinali ingrossati? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
L'ecografia scrotale può solo valutare una eventuale ernia, non rilevabile clinicamente, ch è arrivata nello scroto. Per valutare un'ernia inguinale serve l'ecografia inguinale, ma spesso è molto meglio la sola valutazione clinica nella quale il medico sarà in grado di distinguere tra tumefazioni da linfonodi e da ernia.
Buongiorno. Mia figlia, anni 23, assenza di patologie, a seguito persistere urina maleodorante, no altri sintomi, ha eseguito analisi urine con esito Positiva Conta batteria 10.000.000 ufc/ml - Escherichia coli - Batteri 67941 numero/ul (0-700). Il Medico di base ha prescritto Cefixoral per 7 gg. In considerazione dell’altissima carica batterica chiedo se potesse essere opportuna visita immediata Specialista urologo/ginecologo per eventuali accertamenti più approfonditi e cura antibiotica più forte tramite iniezioni. Grazie molte. Elle.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
La prima cosa da sapere è se quel campione si sia contaminato con l'area vulvare, ovvero se fu raccolto con adeguato discostamente delle labbra vulvari e pulizia, eliminazione del primo getto. Se tutto cià è stato rispettato allora è una carica altissima che, oltre al trattamento immediato com prescritto, richiede poi la attenta valutazione sia della via urinaria (ecografia specifica) sia delle componenti genitali (ginecologo) per poi prendere le successive decisioni di merito.
Ho fatto una visita dall’urologo e mi detto che ho una ipotrofia prostatica , prendo xatral . La domanda è posso prendere un integratore per la prostata? Aiuterebbe? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
La IPB deve essere ben definita nei suoi caratteri, insieme al resto della prostata con una attenta ecografia doppler transrettale e il profilo del PSA (PSA totale e libero, 2-proPSA e PHI; rapporto PSA/volume e PHI/volume, PSA L/T, testosterone/PSA). Poi sula base di tali dati vanno individuate le ragioni (genitali e generali) del probabile stato di congestione infiammatoria pelvico-prostatica. SUlla base di tali dati si può decidere il percorso terapeutico corretot, altrimenti, come sembra essere accaduto, si cerca solo di risolvere il sintomo minzionale senza in fatto nulla risolvere. Gli integratori poi sono diversi tra loro e, ove quanto sopra ne dia indicazione, vanno scelti accuratamente: possono avere azione anti-androgenica (con la serenoa) o solo anti-ossidativa o decongestionante e non è detto che siano utili.
Buongiorno, ho notato da alcuni giorni la presenza di 2-3 piccoli brufoli/protuberanze sulla corona del glande ( di colore rosa chiaro)
Premetto che la dermatologa mi ha diagnosticato, circa 20 giorni fa, una balanopostite da candida e mi ha dato come cura:
applicazione acido borico a impacchi per 5 giorni
crema travocort 2 volte al di per 20 giorni
a tutt'oggi la situazione della balanopostite è migliorata ( anche se ci sono ancora piccoli puntini sul glande)
Volevo sapere se questi brufoli che sono spuntati possono essere sempre associati alla balanopostite oppure se altro ed in caso cosa potrei fare?
grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Premesso che non è il dermatologo che deve valutare tali situazioni, ma un bun andrologo, la balanopostite non deriva mai da una infezione (candida compresa) ma da un alterato rapporto prepuzio/glande e si risolve stabilmente solo con la circoncisione radicale. Il trattamento locale dato può frose migliorare estemporaneamente la situazione ma non la risolve ed inoltre il cortisone può fare non pochi danni, soprattutto in ragione della natura dei brufoli che cita. Quei brufoli possono solo essere espressione dello stato irritativo locale o possono essere dei papillomi (HPV) e quindi vanno visti con attenzione. Quindi cerchi un buon andrologo che la rivaluti con la adeguata attenzione e nel frattempo (breve) si lavi per bene più volte al giorno con sola acqua corrente ed applichi un poco di gel di aloe.
Buonasera, Negli ultimi due anni ho avuto tre infezioni alle vie urinarie e adesso sto seguendo una nuova terapia perché l’ultima infezione mi ha causato anche una prostatite.
In questo momento sto prendendo Saba una capsula al giorno per tre mesi e Probiopros una volta al giorno per tre mesi.
Prima di iniziare questa cura, durante l’infezione mi era stato dato un antibiotico per una settimana e le supposte Mictalase per dieci giorni. Con quella terapia stavo davvero bene: i sintomi erano spariti e anche la libido, che durante l’infezione era calata molto, era tornata normale.
Il problema è che quattro giorni dopo aver finito antibiotico e Mictalase, la libido è di nuovo diminuita e ed il getto durante la minzione è tornato ad essere debole.
A questo punto mi sto chiedendo se l’infezione non sia stata eliminata del tutto, anche perché in tutti e tre gli episodi ho fatto cicli di antibiotico mai più lunghi di 7–8 giorni, e ogni volta l’infezione è tornata.
Mi domando anche se il nuovo calo della libido possa essere collegato al fatto che l’infezione sia ancora presente o che la prostata non sia ancora completamente sfiammata?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Come spesso accade non è l'infezione il problema, ma le condizioni che consentono la proliferazione batterica. Continuare a prendere antibiotici serve a poco e produce problemi anche importanti di squilibrio del micorbiota che poi a sua volta sostiene le condizioni congestizo-infiammatorie che sono terreno per la proliferazione batterica. Ovvio che un lenitivo (mictalase) l'abbai aiutata, ma non è certamente la soluzione, così come non lo è il saba in cui, tra l'altro, la serenoa con l'azione anti-androgenica sfavorisce la soluzione della congestione infiammatoria pelvico-prostatica e può indurre calo della libido e delle funzioni genitali nel loro complesso. Credo che lei debba trovare un buon andrologo che riprenda in mano la situazione e svolga i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. La attenta interpretazione dei dati in correlazione tra loro consentirà di attivare la utile strategia terapeutica che potrebbe richiedere, al netto di correzioni chirurgiche (vedi i problemi di prepuzio o di IPB), potrebbe ormai richiedere da uno a due anni.
ASSUMENDO VESIKER E TADALAFIL PUO ,DARE FASTIDIO AL REFLUSSO. ?????????
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Entrambi possono aumentare i problemi di reflusso gastroesofageo... occorre fare sempre molta attenzione alla combinazione die farmaci e alla presenza d altre disfunzioni.
Buonasera, lunedi sera 18 sono andato in pronto soccorso per un forte dolore al testicolo sinistro. sono stato ricoverato due giorni e dopo varie ecodoppler dolorosissime sotto morfina, molte, troppe palpazioni è stata esclusa torsione ed è emersa chiaramente una orchiepididimite. L'epididimo sicuramente era già infiammato da prima. Per un paio di settimane ho sentito fastidio che andava e veniva, l'infezione non è avvenuta per rapporti perché è molto tempo che non ne ho.
Sono stato dimesso con questa terapia:
cefixoral
tachipirina V brufen
tramadolo (se necessario)
Dopo essere dimesso stavo meglio soprattutto il giorno dopo. Purtroppo avevo fissato una visita da un urologo perchè al tornare a casa dopo l ospedale avvertivo un sintomo nuovo ovvero infiammazione prostata e bruciore a urinare, che però si allentato quasi del tutto tra la sera e la notte bevendo molta acqua e stando a letto.
La visita con l'urologo (>80 anni) è stata disastrosa sotto ogni punto di vista, ma la sua manipolazione al testicolo, per la quale avevo esplicitamente negato il consenso sapendo che mi avrebbe creato un gran dolore, mi ha fatto fare enormi passi indietro tanto che oggi dopo 24 ore sto ancora male e posso solo alzarmi per andare al bagno. Non penso sia stata fatta nel modo sbagliato, ma dopo 3 ecodppler e varie palpazioni al pronto soccorso, un altro trauma era assolutamente da evitare, visto che comunque camminavo con fatica.
Al momento sto seguendo la terapia del pronto soccorso così come mi ha consigliato un altro urologo molto competente con cui però ho parlato solo velocemente al telefono, per un consiglio immediato.
La mia domanda è fra 48 ore finirò di prendere l'antibiotico, basta per un caso simile? non è un po' leggera?
Questa invece è la terapia che mi aveva prescritto il primo urologo, probabilmente pensando a un'infezione derivata da rapporti, cosa che non mi ha dato modo di spiegare così come praticamente nulla.
ceftriaxone (c'è
bactrin x 8 giorni
okitask al posto del brufen x 10 giorni
lasonil x 10 giorni
impacchi caldo umidi
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ma siamo realmente sicuri di quella diagnosi?... per darle valutazioni occorre vedere le immagine delle ecografie doppler svolte. E' stata eseguita, prima degli antibiotici, una coltura del secreto prostatico estratto e dello sperma (ammesso che riuscisse a masturbarsi), fermo restando che infezioni della via genitale non richiedono necessariamente rapprti a rischio: il sistema può infettarsi per via ascendente dalla prostata (questa anche dalla via intestinale) o per via emato-linfatica... quindi con batteri propri. Continuare a bombardarsi di antibiotici, magari non ha mai avuto febbre, a poco serve salvo forse ridurre un po' la reattività locale, così finendo per "nascondere" lo stato reale. Ovviamente occorre vederla, ma credo che un attento riesame del quadro a partire da una nuova ecografia doppler prostatica e testicolare eseguite con delicatezza e la massima attenzione, un emocromo da cui trarre gli indici derivati infiammatori (NLR, PLR, LMR, SII, SIRI, PIV) quantunque i valori in esso per i leucociti indicati siano negli intervalli normali, una coltura del secreto prostatico (da valutare al netto degli antibiotici assunti), potranno dare dati utili per prendere decisioni e sempre sperando che in realtà non siano ripetute condizioni di subtorsione, visto che la torsione lei dice che è stata categoricamente esclusa. Non hanno senso gli impacchi caldo umidi che non fanno altro che aumentare la probabile congestione infiammatoria
Domande più frequenti
-
Ernia del disco lombare
Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa del suo…