Domande del paziente (27251)

    Domande su Disfunzione erettile

    Salve, ho 67 anni e mezzo. Assumo Cialis da quando ne avevo 55, prima a basse dosi. Fino a all’anno scorso ho avuto quasi sempre risultati soddisfacenti o molto soddisfacenti. Nell’ultimo anno le erezioni hanno perso forza o addirittura non ci sono. Il fattore emotivo purtroppo incide molto.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Fermo restando lo stato di stress che lei ha cercato di minimizzare con l'impiego del farmaco, non mi pare (lei nulla riporta nel merito) siano mai state valutate e definite le ragioni della DE. Tali ragioni ovviamente non possono aver fatto altro che peggiorare e possono riguardare sia lo stato pelvico-prostatico che gli aspetti generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. Invece di voler solo continuare a "tamponare", ora senza più esito utile, il problema (peraltro correndo non pochi rischi) credo sia necessario provvedere alle adeguate valutazioni sugli aspetti citati per poi prendere utili decisioni di merito.


    Domande su Resezione transuretrale della prostata (TURP)

    Buongiorno 15 giorni fa, ho eseguito un intervento TURP, da ieri ho stimoli continui per urinare, inoltre quando urino ho difficoltà come se ci fosse un ostruzione, poi esce molto sangue e del "tessuto" inoltre avverto anche del bruciore.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Può tutto dipendere dalla reazione infiammatorio-riparativa post-chirurgica con la caduta di escare che produce in sanguinamento. In ogni caso è utile il controllo da parte dell'urologo operatore, magari con una ecografia.


    Domande su Ernia Inguinale

    Buongiorno ho fatto un intervento di ernia inguinale da 3giorni con un taglio di circa 6cm ho messo le mutande elastiche solo oggi . È troppo tardi? Grazie per i vostri pareri.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    No e tanto servono a poco o nulla... ovviamente deve fare attenzione ai carichi e ai movimenti che deve riprendere con cautela e progressivamente.


    Buongiorno sono stato operato di ernia ombelicale di circa 1cm in laparoscopia il 5 Maggio, mi é stato indicato di tenere per un mese la fascia elastica. Ad oggi sono passati circa 25 giorni e inizio ad avere dolori alla schiena quando la indosso. Volevo chiedere un parere se fosse possibile già da ora evitare di indossarla. Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    se tutto procede bene, come sembra, non ci sono problemi a rimuoverla 5 giorni prima... poi riprenda i liberi movimenti con progressione e cautela.


    Domande su Ernia Inguinale

    Dottore buonasera o avuto un intervento di ernia inguinale destro il 4 maggio e ad oggi o il testicolo gonfio, è normale? Grazie per i vostri pareri.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    A quasi un mese di distanza non è normale ed è doveroso verificare la situazione testicolare con una attenta ecografia doppler, da eseguire rapidamente.


    Buonasera,
    Mio padre è portatore di derivazione urinaria/stomia urinaria da diversi mesi. Ho notato che, già dopo circa 10 giorni dalla sostituzione del presidio, l'urina tende a sviluppare un odore molto intenso e sgradevole, tale da incidere sulla qualità di vita quotidiana.
    Attualmente non presenta febbre né altri sintomi evidenti di infezione urinaria, quindi ovviamente niente terapia antibiotica come da indicazione infettivologica.
    Vorrei sapere se questa situazione possa essere considerata normale nei pazienti con derivazione urinaria a lungo termine oppure se sia opportuno eseguire accertamenti specifici. Inoltre, in presenza di questo problema, è più indicato rivolgersi all'urologo o allo stomaterapista?
    Esistono infine accorgimenti o strategie utili per ridurre l'odore dell'urina?
    Grazie per l'attenzione.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Mancano dati fondamentali per poterle dare delle risposte. Il primo: che tipo di stomia è, ovvero è a livello del bacinetto o a livello ureterale? Il secondo: quale è la patologia per cui è stata eseguita la stomia e quale è lo stato attuale di tale patologia? Il terzo: quali son le condizioni metabolico-ossidative e nutrizionali di suo padre?


    Domande su visita urologica

    Buonasera,

    1 mese fa ho avuto una prostatite acuta, ora ho il catetere e da questo mese sto prendendo dei farmaci per disinfiammare la prostata e per ridurla essendo ingrossata, anche per possibili infezioni. Entro quanto fa effetto il farmaco avodart per ridurre la prostata e non incorrere ad intervento chirurgico? Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Occorre avere i dati necessari che lei non riporta (e immagini dell'area pelvico-prostatica esaminata anche in fase doppler con il volume e la struttura prostatica, il dati di PSA T e L, l'esito della coltura differenziale). Se non ha avuto febbre alta di sicuro non è stata una prostatite acuta, ma presumibilmente solo una accentuazione di una condizione congestizio-infiammatoria pre-esistente ed associata a IPB e che ha indotto una ritenzione urinaria tale da richiedere il catetere (non è detto che la sua rimozione ora sia una buona idea, senza aver definito con cura il quadro e le sue ragion locali e generali). Non riporta i farmaci prescritti salvo l'avodart che a poco servirà in termini di regressione volumetrica neanche in tempi medio-lunghi (oltre a dare luogo a non pochi problemi dettati dalla importante azione anti-androgenica) , e quindi poco altro si può dire nel merito.


    Domande su Resezione transuretrale della prostata (TURP)

    Paziente maschio di 82 anni operato alla vescica il 23 aprile 2026 con il seguente quadro istologico: carcinoma uroteliale pT1 associato a carcinoma in situ(pTis) . Dovra’ eseguire la re-Turb e se si quando ? Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Quando lo deve decidere l'urologo operatore in base a quanto rileverà nei controlli post-intervento attuale e alle sue condizioni complessive. Quindi con lui si deve confrontare.


    Domande su Ernia Inguinale

    Buon giorno, ho 69 anni e assumo eliquis, per impianti di stents coronarici, due volte al giorno. Dovrei fare intervento di ernia inguinoscrotale, tra pochi giorni, ma credo che rinviero', poiché mi hanno riferito che i rischi di eventuali emorragie sono molto elevati . Chiedo un consiglio. Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Nelle scelte occorre bilanciare tra la necessità di impiego dell'anticoagulante e la necessità dell'ernia da riparare. In realtà per lo stretto tempo chirurgico può essere sostituito con una eparina che è facile da gestire e consente di tenere in controllo il rischio di trombosi. Deve confrontarsi con il chirurgo scelto e con l'anestesista.


    Le chiedo è da 15 giorni che ho questi sintomi minzioni frequenti intermittenti dolori pube intermittenti no dolore no bruciore alla minzione flusso sembra regolare minzioni di notte 1 urine negative PSA reflex 0 36 feci dure, da cosa potrebbe dipendere? Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Molto probabilmente è in atto una attivazione di uno stato di congestione infiammatoria pelvico-prostatica sostenuto da questioni disfunzionali anche generali. Tutto da valutare con i dovuti esami a partire da quelli genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) per poi decidere per quelli generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. La attenta interpretazione dei dati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica.


    Domande su visita urologica

    Buongiorno, eseguita prostatectomia radicale nel 2009 seguita da stenosi collo vescicale dopo pochi mesi con disturbi apparato urinario( getto sottile, bruciore sovrapubico, minzione frequente). Fatta uretrotomia nel 2020 con benessere iniziale e poi tutto come prima. Questi disturbi si alternano a periodi di benessere e altri no. Mi hanno parlato di Intervento di Optilume privatamente, considerato il costo chiedo se può essere risolutivo. Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Potrebbe anche essere risolutivo, ma per una utile risposta occorre vedere lei e gli esami svolti e quanto ci sia in gioco quale conseguenza post-prostatectomia e relative eventuali terapie successive.


    Salve signori dottori, vorrei provare ad esporVi il mio problema.
    Parecchi anni fa in piena fase di corteggiamento con una donna, durante i primi incontri ci si strusciava un po' senza andare oltre. Questi incontri mi causavano erezioni esagerate, mai avute prima, che culminavano con forti dolori ai testicoli e di conseguenze l'unico modo per avere sollievo era procedere alla masturbazione.
    Fin qui nulla di strano se non che durante una di queste pratiche al momento dell'eiaculazione ho proprio sentito come se qualcosa si fosse sgonfiata improvvisamente, di colpo una parte del mio pene non era più dura come il resto.
    Da quel preciso istante non sono più riuscito ad avere erezioni come prima.
    In principio non ho dato molto peso perché comunque riuscivo ad avere erezioni soddisfacenti, ripeto non come prima ma i rapporti procedevano tranquillamente. Man mano però la situazione è andata peggiorando, all'inizio dovevo concentrarmi, se rallentavo l'eiaculazione afflosciava e non tornava più su, a volte addirittura non riuscivo a capire, durante il rapporto, se fosse più o meno teso, praticamente non riuscivo a sentire il pene. Fino ad arrivare ad oggi che non riesco quasi completamente ad avere erezioni se non la mattina appena sveglio e comunque di poca durata.
    Spero di essere stato il più chiaro possibile nell'esporre le mie problematiche considerando che è un problema complicato anche da spiegare.
    Mi auguro che possiate aiutarmi in qualche modo.
    Cordiali saluti.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    A parte le non trascurabili questioni stresso-emotive e gestionali, da valutare comunque, il quadro è legato ad una discreta congestione infiammatoria pelvico-prostatica con le sue ragioni genitali e generali da valutare con i dovuti esami: ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina; stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale, con gli indici derivati. La attenta interpretazione dei dati in modo integrato e da parte di un buon andrologo consentirà di attivare la utile strategia terapeutica.


    da molti mesi mi porto dietro questo problema quando ho rapporti sessuali, sia da solo che durante il rapporto vero e proprio. il primo problema che ho osservato perché molto molto evidente è la durata del rapporto, ultimamente ho visto che arrivava tranquillamente sotto i 1/2 minuti, quando prima non era mai cosi poco. insieme a questo problema, mentre eiaculo avverto un dolore molto fastidioso, a volte molto doloroso, nella zona tra i testicoli e l'ano, e molto spesso, anche nel periodo terminato il rapporto, avverto un senso di fastidio / pesantezza sempre nello stesso punto. è un dolore molto invalidante perché mi rovina il piacere e mi crea disagio. inizialmente, guardando online, ho pensato fosse un problema dovuto all'eccessiva masturbazione praticata nell'ultimo periodo, quindi da circa due mesi sto rallentando la frequenza, mi masturbo molto più lentamente e durate il giorno, quando me ne rendo conto, rilasso i muscoli del pavimento pelvico perché ho notato che li tenevo sempre contratti. nonostante questo, ho visto solo un unico e piccolo miglioramento riguardo la durata del rapporto, che però comunque non supera i 3 minuti. il dolore invece è rimasto uguale a prima, se non addirittura aumentato in certi momenti.
    sono una persona sportiva, curo molto l'alimentazione, non fumo e non bevo quasi mai, ho sempre avuto rapporti protetti. Grazie per i vostri pareri.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Un quadro legato ad un discreto o consistente stato di congestione infiammatoria pelvico-prostatica e alle relative ragioni locali (anche l'eccesso di masturbazione, ma non solo) e generali. Occorre che un buon andrologo la veda ed esegua i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati, senza trascurare il rapporto prepuzio/glande La attenta interpretazione dei dati integrati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica.


    Domande su visita andrologica

    Salve, sono pochi mesi che ho riscontrato sul mio pene in erezione - piu' precisamente sull'asta una leggera curvatura verso il basso ,diciamo quasi alla meta' dell'asta, che pero non mi da ne fastidio e ne dolore sia durante i rapporti, sia che con la masturbazione; poi allo ststo flaccido ritorna tutto normale.... Sapreste darmi una spiegazione. Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Poiché sembra essere un nuovo evento, potrebbe essere una iniziale fibrosi che tuttavia non va trascurata. Occorre che un buon andrologo la veda ed esegua i dovuti esami per definire la situazione e le sue eventuali ragioni.


    Domande su visita andrologica

    Buongiorno, sto avendo un problema al glande-prepuzio. Inizialmente avevo una macchia rossa sul glande come se fosse spellato arrossato, con leggero fastidio non proprio bruciore è in alcuni momenti il glande sembrava secco e alla vista grinzoso. Il medico mi ha dato pomata canesten, non passando fluconazolo via orale. Qualche giorno, non passando dopo dal dermatologo che esaminando ha detto che considerava balanite da irritazione e non funginea mi ha dato pomata al cortisone da applicare con una con ossido di zinco e genitaln crema di giorno(con glicerina).2Primi giorni ho notato miglioramento e il glande non aveva più la macchina ma poi si è irritato il prepuzio che in alcuni momenti brucia si arrossa ed è secco . Mi brucia anche leggermente il foro del pene. Che appare leggermente arrossato.Cosa potrebbe essere? Come trattarlo in attesa di visita? Quale specialista sentire urologo o andrologo? Vi ringrazio in anticipo

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Non ebbe senso quella terapia, peraltro basata su una possibilità che era ed è tutta da dimostrare. Per come lei descrive lo stato del gande, si trattava e si tratta di uno stato irritativo-infiammatorio dettato dall'alterato rapporto prepuzio/glande con un prepuzio presumibilmente troppo coprente e stretto. Questo favorisce i ristagni e le conseguenti ifniammazioni e nulla centra una micosi o la candida. Premesso che va vista la situazione, la sola reale soluzione è la circoncisione radicale (anche se il prepuzio sia retraibile) che prima farà e meglio sarà. Ovvio che prima o dopo l'intervento sarà da vlautare il suos tato genitale complessivo con i dovuti esami fondamentali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) per poi decidere eventuali altri passi diagnostici. Allo stato e nella breve attesa si lavi più volte al giorno con sola acqua corrente ed applichi esclusivamente (lasci perdere cortisone e antibiotici locali) un poco di gel di aloe vera su tutta l'area. La questione può essere gestita da un urologo o da un andrologo, per quanto sia meglio quest'ultimo.


    Ho fatto intervento ad una cisti sacrococcigea con tecnica aperta dopo due mesi posso fare il bagno a mare? Anche se la ferita è leggermente aperta? Grazie per i vostri pareri.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    E' una risposta che dve darle il chirurgo che la operò e che dovrà valutare il reale stato di guarigione.


    s - ANTIGENE PROSTATICO SPECIFICO * (PSA) Metodo: CMIA 16,810 ng/mL ≤ 4,000
    Esame Ripetuto s - FREE PSA Metodo: CMIA PSA Free 2,120 ng/mL
    PSA Totale * 16,810 ng/mL ≤ 4,000
    Esame Ripetuto
    Ho un valore di PSA molto elevato, ho fatto 3 risonanze magnetiche in 3 anni con esito negativo. Sto prendendo Alfuzosina per regore il flusso he comunque è abbastanza regolare. Ho 64 anni. Cosa posso fare? Il mio urologo dice di non preoccuparsi, ma c'è qualcosa che posso fare per abbassare questo valore? Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Un valore di PSA totale molto alto e un rapporto L/T (12.8%) molto basso che danno luogo a forti sospetti. Cosa intende per mpRMI negativa? Con quel dato anche un PI-RADS-2 deve far alzare l'attenzione e avrebbe e richiede la esecuzione di PET/CT con 68GallioPSMA o con (18F)-DCFPyl-PSMA e determinazione del parametro SUV differenziale sulle aree sospette, oltre al dosaggio di CEA e Prolattina e la determinazione delle mutazioni per BRCA2. Solo se anche tali esami fossero negativi, allora si potrebbe pensare ad una forte congestione infiammatoria associata ad una altrettanto consistente IPB che vanno accuratamente definite sia nella condizione locale che nelle sue condizioni generali e poi adeguatamente trattate... preoccuparsi solo del flusso minzionale non risolve in fatto nulla e lascia solo peggiorare le cose.


    Domande su Calcolosi Renale

    Buongiorno
    Alcuni giorni fa mi sono recato in PS per colica renale seguita da ematuria (un solo episodio dopo la colica)
    Il referto di dimissioni recita "Reni in sede con alcuni piccoli calcoli bilateralmente ed una lieve dilatazione delle cavità calico-pieliche del rene destro".
    La cura che mi è stata prescritta è 1 omnic al giorno, brufen al bisogno, lithos plus e idratazione.

    Dopo 5 giorni le urine sono perfettamente trasparenti ma persiste un dolorino/fastidio al rene destro.
    Il medico curante dice che non è necessario fare altro e continuare la cura, ma il fastidio sempre presente mi preoccupa e mi fa sempre stare in ansia per paura di una nuova colica.

    Cosa suggerite voi?
    Grazie mille del supporto.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Occorre invece eseguire una urotac contrastografica per verificare la totale pervietà della via urinaria (la dilatazione pielica segnalata ecograficamente con i calcoli non sono un buon segnale). Lei ha risolto una fase di "intolleranza" ai calcoli, ma non ha risolto il problema di cui peraltro vanno definite le ragioni, oltre alla possibile riduzione della pervietà del giunto pielo-ureterale dx. Ovviamente filtri sempre l'urina per vedere se espelle o meno i calcoli. Sulla base dell'esito della urotac e delle valutazioni sul quadro metabolico-ossidativo ed elettrolitico si prenderanno le adeguate decisioni di merito. L'unica cosa da non fare è aspettare la prossima colica con l'ematuria.


    Domande su consulenza Sessuologica

    sono positivo al papilloma da ottobre 2025(diagnosi :senza lesioni esterne, solo nel liquido seminale) ho fatto 3 dosi di valente 9(ultima il 25 maggio 2026). Posso trasmettere il papilloma alla mia ragazza non usando il preservativo?
    Grazie. Saluti

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    In linea di massima no... il suo sistema immunitario dovrebbe ormai aver debellato il virus. Faccia in ogni caso un controllo spermatico, non solo per HPV ma anche per la valutazione della sua capacità fertile.


    cosa succede se una settimana e due giorni fa mi è spuntata una macchia rossa sul glande (quello che sta attorno al pene) io l’ho provata a schiacciare e si è formata una bolla con il sangue nei giorni seguenti la bolla è sparita ed è rimasta la macchia che avevo il primo giorno con il passare del tempo la mattina il colore della macchia è rosa non carne ma rosa mentre nella giornata rosa accesa il più la parte dove c’è la macchia è leggermente gonfia rispetto alla parte sinistra ma non mi crea nessun dolore e ne niente?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Probabilmente era una vescica infiammatoria dettata da un prepuzio irritato... lei, male facendo, l'ha schiacciata facendola anche sanguinare e facendo peggiorare la situazione. Ora deve farsi vedere da un andrologo che valuterà la situazione e in ogni caso deve solo tenere pulito con sola acqua corrente lavandosi più volte al giorno per bene e applicando un poco di gel di aloe vera. A parte decidere nel caso di eseguire la circoncisione radicale, non faccia altro, lasci a riposo il pene per almeno 15 giorni (niente sesso in qualunque forma) e poi si vedrà.


Domande più frequenti

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