Dott.ssa
Vajana Garau
Psicologa
·
Psicologa clinica
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Esperienze
Sono una psicologa clinica e forense. Nel mio lavoro accompagno adulti che stanno attraversando momenti di difficoltà, sofferenza emotiva, cambiamenti importanti o esperienze che hanno lasciato un segno nel loro modo di vivere e di stare in relazione con gli altri.
Mi occupo in particolare di psicotraumatologia, offrendo sostegno a persone che hanno vissuto eventi traumatici, violenza, abusi, perdite o altre esperienze particolarmente destabilizzanti. Mi occupo inoltre di ansia, stress, difficoltà emotive e relazionali e delle diverse forme di disagio psicologico.
Una parte della mia attività è dedicata alla valutazione psicologica e personologica e all'ambito forense, nel quale integro competenze cliniche, psicodiagnostiche e criminologiche.
Considero ogni persona nella sua individualità e nella sua storia. Per questo il primo colloquio è prima di tutto uno spazio di conoscenza e ascolto, nel quale comprendere insieme la richiesta e individuare il percorso più adatto alle esigenze della persona.
Aree di competenza principali:
- Criminologia clinica
- Psicologia clinica
- Psicotraumatologia
- Psicologia forense
- Psicologia clinica-dinamica
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Colloquio individuale
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Supporto psicologico
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Colloquio psicologico clinico
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Studio clinico
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Recensioni
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M
Maddalena P
Professionista seria e attenta,dotata di grande empatia.Accogliente mi sono sentita ascoltata senza giudizio mi ha fatto sentire subito a mio aggio,le sono davvero grata.
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C
Cecilia Vannucci
Psicologa competente, mi ha dato molta fiducia la grande umanità che traspare dai suoi modi. Ha dato particolare importanza a dettagli che a me apparivano secondari e il suo punto di vista mi è stato di stimolo. Consiglio fortemente come supporto.
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Risposte ai pazienti
ha risposto a 21 domande da parte di pazienti di MioDottore
Come fare a dire a una figlia che soffre di disturbo borderline, che si deve curare.?Ho già provato
Come fare a dire a una figlia che soffre di disturbo borderline, che si deve curare.?Ho già provato su consiglio di una psicologa da cui vado, ma mi sono sentita rispondere che ho bisogno io di curarmi. Mia figlia ha una bimba di due anni e sono molto preoccupata!
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile signora, capisco la sua preoccupazione, ancora di più perché sua figlia è anche mamma di una bambina molto piccola. Purtroppo non possiamo convincere una persona a curarsi se, in quel momento, non riconosce di avere una difficoltà. Più si insiste sul “tu hai un problema e devi farti aiutare”, più è facile che la persona si senta attaccata e risponda difendendosi, come è accaduto con lei.
Proverei quindi a cambiare il punto di partenza: non parlare della diagnosi, ma di ciò che sua figlia vive e di quello che lei concretamente osserva. “Ti vedo soffrire”, “mi sembra che alcune situazioni ti facciano stare molto male”, “se un giorno vorrai chiedere aiuto, io ci sono” possono aprire uno spazio diverso rispetto al tentativo di convincerla che debba curarsi.
Nel frattempo continui anche il suo percorso psicologico: non perché “sia lei quella da curare”, come le ha risposto sua figlia, ma perché può essere uno spazio importante per capire come starle accanto senza entrare continuamente nello scontro, quali confini mantenere e come tutelare anche la serenità della nipotina.
Se invece ci sono comportamenti concreti che le fanno temere per la sicurezza della bambina, questo aspetto merita una valutazione specifica e non va ricondotto semplicemente alla diagnosi di sua figlia.
Un caro saluto
Dott.ssa Vajana Garau
buongiorno, mi sento anormale ma si può avere timore di affrontare un gruppo di persone contro di te
buongiorno, mi sento anormale ma si può avere timore di affrontare un gruppo di persone contro di te? ho timore e desiderio di scappare pensando che sicuramente manipoleranno discorsi per fare risultare che ho sbagliato. Nel cuore so di non avere sbagliato e non ho gli strumenti per difendermi, non trovo una via di uscita. Ho tremore insonnia e alcune volte si alza la pressione. La vita va affrontata ma alcune volte per prudenza è meglio fuggire... prima trovare una calma interiore per vedere meglio...
cosa devo fare?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile,
avere timore di affrontare un gruppo che percepisce come ostile non significa affatto essere “anormale”. Tremore, insonnia e forte agitazione indicano però che questa situazione le sta provocando un livello importante di ansia.
Non sempre affrontare significa farlo subito: a volte fermarsi, ritrovare lucidità e prepararsi è una forma di tutela, non una fuga. Cerchi inoltre di distinguere ciò che teme possa accadere da ciò che è realmente accaduto e si concentri su ciò che può controllare: i suoi confini, le sue parole e il modo in cui sceglie di affrontare la situazione.
Se sente di non avere gli strumenti per farlo da sola, un supporto psicologico può aiutarla proprio a recuperarli.
Un caro saluto,
Dott.ssa Vajana Garau
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