Dr.
Luciana Ciringione
Psicologo clinico
·
Psicoterapeuta
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sulle specializzazioni
Rovereto 1 indirizzo
Esperienze
Durante i miei anni da ricercatrice mi sono occupata di vari aspetti della salute mentale, come il sonno, l’ansia nei contesti accademici e non, il perfezionismo, i momenti di blocco durante una crisi profonda, i traumi complessi e i disturbi di personalità. Ho anche una formazione specialistica in Terapia Dialettico-Comportamentale (DBT), trattamento gold standard per la disregolazione emotiva e il disturbo borderline della personalità, che mira a costruire passo dopo passo “una vita degna di essere vissuta”.
Questa varietà di esperienze mi ha portata a sviluppare uno sguardo integrato e multidimensionale, costruendo insieme a ogni paziente un percorso personalizzato e uno spazio sicuro di supporto, sfida e crescita.
Oltre alla pratica clinica e alla ricerca, sono attualmente docente di Abilità di Mindfulness e Psicologia Clinica all’Università, e precedentemente ho insegnato psicofisiologia del sonno.
Il mio approccio terapeutico è radicato nella scienza ma guidato dall’empatia, e tratto principalmente disturbi d’ansia, dell’umore, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbi legati a traumi, disturbi della personalità.
Aree di competenza principali:
- Psicodiagnostica
- Psicoterapia
- Psicoterapia cognitiva neuropsicologica
- Psicoterapia cognitivo comportamentale
Principali patologie trattate
- Fobia
- Confusione mentale
- Stress
- Ipocondria
- Disturbo bipolare
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Indirizzo
Corso Rosmini, 52, Rovereto 38068
Disponibilità
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Buonasera, vi scrivo perché ho notato che le ultime mie storie amorose si sono concluse più o meno n
Buonasera, vi scrivo perché ho notato che le ultime mie storie amorose si sono concluse più o meno nello stesso modo. Inizialmente io molto presa e disponibile, accettando a volte comportamenti non del tutto normali per una coppia come il sentirsi pochissimo o anche non ricevere una chiamata o un messaggio per un’intera giornata, ad un certo punto, quando vedo che dall’altra parte si sta creando una situazione in cui è lui a ricercare attenzioni, io necessito di spazio perché mi sento in gabbia e preferisco stare in gruppo piuttosto che sola con lui e la mia parte sensibile e comprensiva lascia spazio ad una me antipatica. Perché faccio così? Ho paura di legarmi e questi miei atteggiamenti sono solo un modo per mettere alla prova le persone per capire se effettivamente ci tengono?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
quello che descrive sembra seguire uno schema relazionale che si ripete e che potrebbe essere utile esplorare più a fondo.
Nella fase iniziale della relazione, si mostra molto coinvolta e disponibile, anche accettando situazioni che, con il senno di poi, potrebbero non essere del tutto soddisfacenti per lei. Tuttavia, nel momento in cui l’altro inizia a cercare più attenzioni, sente il bisogno di prendere distanza, come se la vicinanza diventasse soffocante.
Questa dinamica potrebbe avere diverse spiegazioni.
Una possibilità riguarda lo stile di attaccamento: alcune persone oscillano tra il desiderio di vicinanza e il bisogno di indipendenza, soprattutto se nel loro passato relazionale hanno sperimentato situazioni in cui la stabilità affettiva non era garantita. Potrebbe darsi che, quando percepisce un avvicinamento maggiore da parte dell’altro, scatti in lei un meccanismo di difesa, portandola a ricercare spazio e distanza.
Un’altra ipotesi è che, all’inizio della relazione, tenda a mettere da parte alcuni dei suoi bisogni per favorire la connessione con l’altro, salvo poi, nel tempo, sentire l’esigenza di recuperarli, il che può portare a un cambiamento nel modo in cui vive la relazione. Questo potrebbe far emergere un senso di insoddisfazione o di chiusura emotiva.
Questi atteggiamenti potrebbero essere un meccanismo di difesa da un legame troppo vincolante o dalla paura di una delusione. Potrebbe riflettere su cosa la spinga a prendere distanza o ad accettare situazioni scomode: è un bisogno autentico o il timore di perdere l’altro? Approfondire queste dinamiche potrebbe aiutarla a comprendere meglio i suoi bisogni affettivi.
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