Dott.ssa
Lucia Cialone
Psicologo
·
Psicologo clinico
Altro
sulle specializzazioni
Pescara 1 indirizzo
Esperienze
Ogni persona arriva in terapia con una storia unica, fatta di esperienze, emozioni, risorse e fatiche spesso invisibili agli altri.
Il mio lavoro nasce dall’incontro tra psicologia cognitivo-comportamentale e Mindfulness, due approcci che permettono di dare senso a ciò che accade dentro di noi e di imparare, gradualmente, a stare con la propria esperienza in modo più consapevole e gentile. Sono Trainer di Mindfulness certificata e autorizzata a livello nazionale, e questa pratica accompagna il percorso terapeutico come uno strumento concreto di ascolto e presenza.
Lavoro principalmente con persone adulte che stanno attraversando momenti di sofferenza emotiva: ansia, stress, attacchi di panico, difficoltà di adattamento, umore deflesso, disturbi del sonno, sintomi psicosomatici, ma anche rimuginio costante, pensieri intrusivi, sintomi ossessivo-compulsivi, difficoltà relazionali o di coppia, fragilità dell’autostima e una sensazione di smarrimento o blocco nella propria vita quotidiana.
La terapia è uno spazio sicuro, protetto e non giudicante, in cui potersi sentire accolti per ciò che si è, senza dover dimostrare nulla. È un luogo in cui fermarsi, dare voce alle proprie emozioni e iniziare a comprendere come si è arrivati a stare così. Insieme esploriamo il funzionamento emotivo e cognitivo della persona, riconosciamo gli schemi che si ripetono nel tempo e che mantengono la sofferenza, e costruiamo nuove modalità più flessibili, efficaci e rispettose dei propri bisogni.
La Mindfulness viene integrata nel percorso come pratica di consapevolezza: un modo per tornare al momento presente, ridurre il rumore dei pensieri e imparare a osservare ciò che accade dentro di sé con maggiore chiarezza e compassione. Non si tratta di “controllare” le emozioni, ma di creare uno spazio interno in cui poterle accogliere e regolare con maggiore equilibrio.
Nel lavoro sulle dipendenze digitali – come l’uso problematico di smartphone, social media, videogiochi e dispositivi digitali – l’intervento è orientato a riconoscere gli automatismi, comprendere il ruolo emotivo della tecnologia e sostenere la persona nel recuperare un rapporto più consapevole, intenzionale e libero, che lasci spazio ad altre dimensioni della vita.
Ogni percorso terapeutico è costruito insieme, nel rispetto dei tempi, della storia e dell’unicità della persona. Non esistono soluzioni standard né percorsi uguali: il cambiamento nasce dall’incontro, dall’ascolto e dalla possibilità di sentirsi visti nella propria complessità, per costruire un benessere più autentico e duraturo nella vita quotidiana.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
Presso questo indirizzo visito
Foto e video
Prestazioni e prezzi
-
Colloquio psicologico
50 € -
-
Consulenza online
Da 40 € -
-
Assessment psicologico (minori)
50 € -
-
Consulenza psicologica
50 € -
-
Corso assertività
50 € -
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Indirizzi (2)
Consulenza online
Disponibilità
Pagamento online accettato
Risparmia tempo prima della visita.
Modalità di pagamento (visite private)
- Bonifico istantaneo
Telefono
Piazza dello Spirito Santo, 21, 2° piano, Pescara 65121
Disponibilità
Modalità di pagamento (visite private)
- Contanti
- Bonifico istantaneo
- Bonifico
Telefono
Convenzioni assicurative non attive
Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che abbia una convenzione con la tua assicurazione
Recensioni
11 recensioni
Più menzionato dai pazienti
- Attenzione durante la visita
- Spiegazioni dettagliate
- Efficacia del trattamento
-
E
E. C.
Professionista molto competente, empatica e attenta. Mi sono sentita ascoltata e accolta fin dal primo incontro, senza mai sentirmi giudicata. Riesce a mettere a proprio agio e ad aiutare a vedere le situazioni da prospettive nuove, offrendo anche strumenti concreti per affrontare le difficoltà. La consiglio assolutamente.
• Studio privato • colloquio psicologico •
Dott.ssa Lucia Cialone
La ringrazio per la stima!
-
A
A.s l
Mi a fatto sentire al mio agio e molto dettagliata nelle spiegazioni e nelle indicazioni da dare ai genitori
• Studio privato • parent training •
-
L
Lorenzo
Ho cercato a lungo prima di trovare la persona giusta e posso dire che ho fatto la scelta giusta. È una professionista seria e preparata ma anche genuinamente umana, e questa combinazione fa tutta la differenza. Già dalle prime sedute mi ha aiutato a mettere a fuoco delle dinamiche che avevo dentro da anni. L'ambiente è accogliente, lei è disponibile e presente, e il percorso che stiamo facendo insieme mi sta cambiando in meglio.
• Studio privato • colloquio psicologico •
-
V
Varrasso Francesco
Bravissima, accogliente e competente. Riesce a far emergere tutto ciò che è nascosto nella tua mente, renderti consapevole degli errori e delle risorse così da essere sempre più una persona migliore e soddisfatta di sè
• Altro • Altro •
-
L
L.M.
Psicologa eccezionale Consigliatissima a tutti quelli che ne hanno bisogno.
• Studio privato • •
-
P
Patrizia
Una psicologa competente ed empatica,in un ambiente accogliente,mi ha messo subito a mio agio aiutandomi con delle tecniche facili da applicare per gestire un mio problema di lunga data. La consiglio
• Studio privato • pacchetto prestazioni •
-
M
Michela F.
Ho iniziato il mio percorso con questa psicologa in un momento molto difficile della mia vita, in cui mi sentivo smarrita e senza punti di riferimento. Fin dalle prime sedute mi sono sentita accolta, ascoltata e mai giudicata. Mi ha aiutata a comprendere meglio me stessa, a dare un nome alle mie emozioni e soprattutto a riprendere in mano la mia vita passo dopo passo.
Grazie al lavoro fatto insieme ho acquisito maggiore consapevolezza, forza e fiducia in me stessa. È una professionista attenta, preparata e profondamente umana.• Studio di consulenza online • •
-
M
Marco T.
Ho avuto un’esperienza estremamente positiva con questa psicologa. Fin dal primo incontro si è dimostrata una professionista attenta, empatica e capace di creare un clima di ascolto autentico e privo di giudizio. La sua competenza emerge chiaramente nel modo in cui sa guidare il percorso terapeutico con sensibilità e chiarezza, aiutando a comprendere meglio se stessi e ad affrontare le difficoltà con strumenti concreti.
Consiglio vivamente questa professionista a chiunque cerchi un supporto serio, umano e realmente efficace.• Studio di consulenza online • •
-
Anonimo
Fin da subito mi sono sentita capita e mai giudicata. La dottoressa ha un'incredibile capacità di ascolto e mi ha supportata nel percorso di scoperta di me stessa. Un punto di riferimento.
• Studio privato • consulenza psicologica •
-
L
Leonardo
Una professionista che mi ha fatto sentire a mio agio fin da subito. È riuscita a fornirmi strumenti atti ad analizzare il mio stato emotivo
• Studio privato • •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 5 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno, sono una ragazza di 22 anni e da qualche mese è terminata una relazione durata cinque an
Buongiorno, sono una ragazza di 22 anni e da qualche mese è terminata una relazione durata cinque anni.
Da quel momento mi sento completamente persa e faccio molta fatica a ritrovare me stessa. Mi sento un fallimento perché, alla mia età, non ho un obiettivo preciso, non ho amiche e non ho un lavoro. Mi confronto continuamente con i miei coetanei e ho la sensazione di essere molto indietro rispetto a loro, cosa che mi fa soffrire profondamente.
Quello che mi fa stare male, però, non è tanto la fine della relazione in sé, quanto tutte le cose che sento di non riuscire a fare per me stessa. Vorrei costruirmi una vita, trovare i miei obiettivi, conoscere persone, lavorare e sentirmi realizzata, ma mi sembra di essere bloccata e di non riuscire a fare passi avanti. Questa situazione mi provoca molta frustrazione e mi porta a sentirmi sempre più insicura e inadeguata.
Ormai vivo costantemente nell’ansia, mi preoccupo per il mio futuro e sento di non riuscire a godermi il presente. La cosa che mi spaventa maggiormente è che provo una sensazione che non avevo mai provato prima: mi sento strana, diversa, come se non fossi più io stessa. Faccio fatica a riconoscermi e a capire cosa mi stia succedendo.
Vorrei capire da cosa possano derivare queste sensazioni, se siano legate al periodo che sto attraversando o se ci sia qualcosa su cui dovrei lavorare con l’aiuto di un professionista. Vorrei riuscire a ritrovare me stessa, a gestire questa ansia e a capire come ripartire senza sentirmi continuamente sbagliata e indietro rispetto agli altri.
Vi ringrazio per l’attenzione.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, leggendo le sue parole mi arriva soprattutto la fatica di sentirsi ferma, mentre intorno a lei sembra che tutti abbiano già trovato la propria strada.
Vorrei partire proprio da questo: a 22 anni non avere ancora le idee chiare su chi si vuole essere e su quale direzione prendere non significa essere in ritardo, né tantomeno aver fallito. Eppure, quando ci confrontiamo continuamente con gli altri, rischiamo di trasformare i loro tempi e i loro traguardi in un metro con cui misurare il nostro valore.
Mi ha colpito una cosa che scrive: non è tanto la fine della relazione a farla soffrire, quanto la sensazione di non riuscire a costruire qualcosa per sé. Forse questa separazione, pur dolorosa, ha anche portato in primo piano domande e bisogni che prima trovavano meno spazio.
E qui le proporrei di cambiare leggermente prospettiva. Anziché chiedersi continuamente "Dove dovrei essere arrivata alla mia età?", potrebbe iniziare a domandarsi: "Che cosa è davvero importante per me? Che tipo di persona desidero essere? Quali piccoli passi posso fare oggi nella direzione della vita che vorrei costruire?"
Perché c'è una differenza importante tra inseguire degli obiettivi per sentirsi finalmente all'altezza degli altri e scegliere una direzione che abbia significato per noi. Nel primo caso rischiamo di vivere sempre in rincorsa, nel secondo possiamo iniziare a costruire una vita che sentiamo nostra, anche senza avere tutte le risposte.
Rispetto alla sensazione di sentirsi strana, diversa, quasi di non riconoscersi, sarebbe importante approfondire cosa intende esattamente. Periodi di forte stress e ansia possono accompagnarsi anche a esperienze di estraneità rispetto a se stessi, ma non sarebbe corretto attribuire automaticamente a questo ciò che sta vivendo.
Un percorso psicologico potrebbe aiutarla non soltanto a comprendere e gestire l'ansia, ma anche a riconoscere i suoi bisogni, chiarire i suoi valori e soprattutto imparare a muoversi verso ciò che conta per lei, senza aspettare di sentirsi prima completamente sicura o adeguata.
E forse il punto non è tanto ritrovare la ragazza che era prima, quanto concedersi la possibilità di conoscere quella che sta diventando.
Vorrei infine sottolineare un aspetto che considero molto importante: dalle sue parole emerge una buona capacità di osservare se stessa e ciò che sta vivendo. Riesce a riconoscere le proprie difficoltà, a distinguere ciò che la fa soffrire e a esprimere il desiderio di costruire una vita più vicina a ciò che per lei conta davvero. Questa consapevolezza è già una risorsa preziosa da cui partire.
Non è necessario avere fin da subito tutte le risposte, né una direzione perfettamente definita. A volte è proprio attraverso piccoli passi, esperienze e nuove scoperte che iniziamo a comprendere meglio chi siamo e che cosa desideriamo.
Per cui, coraggio! Ha già delle risorse da cui partire e davanti a sé la possibilità di esplorare e costruire il proprio percorso, con i suoi tempi e secondo i suoi valori.
E, se lo desidera, perché no, anche con l'aiuto di un percorso psicoterapeutico: uno spazio di ascolto, scoperta e consapevolezza, capace di offrire una luce nuova attraverso cui guardare se stessa e la propria vita.
Le auguro di affrontare questa nuova fase con curiosità, fiducia e, soprattutto, con maggiore gentilezza verso se stessa. In fondo, c'è ancora tutta la sua avventura da vivere e da costruire.
Buongiorno dottori, scrivo per chiedere il vostro aiuto. Sono una persona, timida introversa e pauro
Buongiorno dottori, scrivo per chiedere il vostro aiuto. Sono una persona, timida introversa e paurosa. Ho sempre avuto difficoltà a interagire con gli altri, ma poi pian piano ho migliorato la mia autostima, ho imparato a volermi bene, accogliere pregi e difetti e correggere ove possibile qualche difetto. Mi è sempre stato difficile esternare sentimenti ed opinioni, ma poi ho imparato a nominare i miei sentimenti e adottare tecniche per abbassare la tensione emotiva e quindi esprimere sempre meglio me stessa. Ho imparato l'importanza del dialogo costruttivo per la mia persona e quindi ho imparato ad esprimere sempre meglio la mia opinione ed accogliere il confronto e l'errore come elementi per crescere. Ultimamente, però, trovo difficoltà nel riconoscere una indipendenza personale del mio giudizio, cioè faccio fatica a dire che il mio giudizio è valido perchè personale, nasce dalla mia esperienza e da come mi relaziono col mondo e le persone a me care. Riconosco che nel muovermi nella realtà, faccio quello che mi rende serena e in equilibrio con quello che sono: esempio se voglio mangiare il gelato scelgo di andare in un certo luogo con un certo metodo che mi far stare bene, serena. A volte però mi scontro col rifiuto di questo mio giudizio e questo mi fa male, soprattutto se viene da persone di cui ho fiducia o affetto. Come posso interrompere questo malessere e ritenermi ugualmente valida e non dettata dal giudizio degli altri? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, da quello che racconta emerge un percorso di crescita davvero significativo: ha imparato a conoscersi meglio, ad ascoltare le proprie emozioni, a comunicarle e a confrontarsi con gli altri. È un cambiamento importante.
Quello che descrive ora sembra riguardare un passaggio ulteriore: accettare che il proprio punto di vista possa essere valido anche quando non viene condiviso. Il giudizio degli altri può certamente dispiacere, soprattutto se proviene da persone a cui teniamo, ma non coincide necessariamente con la verità su di noi.
In questi momenti può essere utile osservare ciò che la mente produce: pensieri come "forse il mio giudizio non vale" o "se l'altro non è d'accordo significa che sbaglio". Provi a considerarli per quello che sono: pensieri, non fatti. La mente cerca spesso spiegazioni e conferme, ma non sempre ciò che pensa corrisponde alla realtà.
A quel punto può chiedersi: "Se mettessi per un momento da parte questo pensiero, cosa continua a dirmi la mia esperienza? Questo giudizio rappresenta ancora ciò che sento, ciò che ritengo giusto e coerente con i miei valori?" Se la risposta è sì, allora il suo punto di vista mantiene il suo valore, anche se qualcun altro ne ha uno diverso.
L'obiettivo non è smettere di dare importanza alle opinioni altrui, ma evitare che diventino l'unico metro con cui valutare se stessa. Possiamo ascoltare il confronto, imparare qualcosa e, allo stesso tempo, riconoscere che persone diverse possono guardare la stessa situazione con occhi diversi, senza che una debba necessariamente invalidare l'altra.
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.