Dott.ssa
Giulia Boccolari
Psicologa
·
Psicologa clinica
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Modena 1 indirizzo
Esperienze
Sono la Dott.ssa Giulia Boccolari, Psicologa, iscritta all’Albo degli Psicologi dell’Emilia-Romagna e frequento la Scuola di Psicoterapia Sistemico-Relazionale ISCRA di Modena.
Lavoro con adulti, bambini e famiglie, accompagnando le persone nella comprensione di ciò che stanno vivendo e nella costruzione di modalità più funzionali per affrontare difficoltà emotive, relazionali e momenti di cambiamento.
Con gli adulti mi occupo di difficoltà legate a ansia, gestione delle emozioni, autostima, relazioni, conflitti, senso di inadeguatezza, sovraccarico, momenti di crisi o cambiamento e difficoltà nel comprendere o esprimere ciò che si prova. Il lavoro parte dalla storia della persona, dalle relazioni significative e dai contesti in cui vive, con l’obiettivo non solo di comprendere ciò che accade, ma anche di individuare strategie concrete e nuovi modi di stare nelle situazioni.
Un’area importante della mia attività riguarda inoltre le neurodivergenze in età adulta, in particolare ADHD, autismo e AuDHD. Attraverso percorsi di psicoeducazione accompagno la persona nella comprensione del proprio funzionamento e nel lavoro su regolazione emotiva, organizzazione, funzioni esecutive, sovraccarico, masking, relazioni e vita quotidiana.
Con bambini costruisco percorsi individualizzati a partire dal loro funzionamento, dai punti di forza e dalle difficoltà incontrate nella quotidianità. Il lavoro può riguardare regolazione emotiva, rabbia e frustrazione, comportamento, attenzione, funzioni esecutive, problem solving, autonomie, abilità sociali e difficoltà scolastiche, anche nell’ambito di autismo e ADHD.
Il mio approccio è integrato e sistemico-relazionale: alla comprensione della storia personale e delle relazioni affianco strumenti psicoeducativi e strategie concrete. Quando utile, soprattutto nel lavoro con minori, il percorso può coinvolgere anche genitori, scuola, educatori e altri professionisti, per costruire interventi coerenti nei diversi contesti di vita.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicologia dell'età evolutiva
Principali patologie trattate
- Neurodivergenze
- Disturbi emotivi
- Disturbi del neurosviluppo
- Difficoltà relazionali
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
65 € -
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Consulenza online
65 € -
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Assessment psicologico (minori)
65 € -
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Colloquio psicologico di coppia
85 € -
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Colloquio psicologico età evolutiva
65 € -
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Indirizzi (2)
Via Vignolese 1109, Piano Terra, Modena 41126
Disponibilità
Modalità di pagamento (visite private)
- Carta di credito
- Contanti
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Telefono
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Convenzioni assicurative non attive
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Recensioni
13 recensioni
Più menzionato dai pazienti
- Attenzione durante la visita
- Spiegazioni dettagliate
- Ottimo studio
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S
Sm
Mi SN trovato benissimo , ha ascoltato con grande attenzione e mi ha spiegato bene il mio stato attuale
• studio privato • colloquio psicologico •
Dott.ssa Giulia Boccolari
Grazie mille delle parole,
Un caro saluto.
Dott.ssa Giulia Boccolari
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M
Marcella L.
Ho girato vari professionisti, ma ciò che differenzia la dott.ssa è sicuramente la sua accoglienza nel farti sentire a tuo agio e la sua empatia. Mi ha fatto sentire presa in cura, attenta e precisa. La consiglio.
• studio privato • colloquio psicologico •
Dott.ssa Giulia Boccolari
Grazie Marcella per le parole,
Un caro saluto
Dott.ssa Giulia Boccolari
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S
S.P
Professionale ed empatica. Mi sono trovata molto bene con la dott.ssa. La consiglio vivamente!
• studio privato • •
Dott.ssa Giulia Boccolari
Grazie S.
Un caro saluto
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S
Samuele
La dott.ssa mi ha aiutato molto nel credere di più in me stesso, nelle mie capacità e ciò mi ha permesso di sviluppare più abilità nel lavoro e nella vita privata. Continuerò ad andarci.
• studio privato • •
Dott.ssa Giulia Boccolari
Grazie Samuele,
Un caro saluto
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S
Sara
Il suo approccio mi è piaciuto molto, avrei voluto conoscerla prima
• studio privato • colloquio psicologico età evolutiva •
Dott.ssa Giulia Boccolari
Grazie Sara,
Un caro saluto
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G
G.C
Ho avuto il piacere di intraprendere un percorso con la Dott.ssa Giulia.
Fin dal primo incontro mi ha colpito la sua capacità di ascolto autentico, unita a una grande sensibilità e professionalità.
Nonostante la sua giovane età, dimostra una padronanza notevole degli strumenti terapeutici e una sicurezza che mette subito a proprio agio. Riesce a creare uno spazio accogliente e privo di giudizio, dove è facile aprirsi e lavorare su sé stessi in modo profondo.
Apprezzo particolarmente il suo approccio empatico ma allo stesso tempo concreto: sa quando accogliere e quando guidare con delicatezza verso nuove consapevolezze. Il suo entusiasmo e la sua dedizione al lavoro si percepiscono chiaramente in ogni seduta.
La consiglio vivamente a chi cerca una professionista seria, aggiornata e capace di instaurare un rapporto umano autentico. Un vero punto di riferimento.• studio privato • •
Dott.ssa Giulia Boccolari
Grazie G.
Un caro saluto
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E
E.F.
Mi sono trovata molto bene, è una persona accogliente, che ascolta davvero e fa sentire a proprio agio.
La consiglio!• studio privato • colloquio psicologico •
Dott.ssa Giulia Boccolari
Grazie E.
Un caro saluto
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A
A.C.
Grande professionalità e preparazione nonostante la giovane età; mi sono sentita accolta e ascoltata in un ambiente sereno e privo di giudizio. Mi sono sentita libera di esprimere le mie emozioni e i miei problemi, cosa che reputo importante in un percorso psicologico. Consiglio la dottoressa a chi avesse bisogno di un supporto competente, umano e attento
• studio privato • colloquio psicologico •
Dott.ssa Giulia Boccolari
Grazie A.
Un caro saluto
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L
L.Z.
La dottoressa ha creato uno spazio di ascolto e supporto capendo subito i miei bisogni e mi sta permettendo di tornare a stare bene.
Lucia• studio privato • colloquio psicologico •
Dott.ssa Giulia Boccolari
Grazie Lucia,
Un caro saluto
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M
Mara
Serietà e professionalità.
Dottoressa molto disponibile• studio privato • •
Dott.ssa Giulia Boccolari
Grazie Mara,
Un caro saluto
Risposte ai pazienti
ha risposto a 8 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve, sono fuori corso da diversi anni e per un periodo ho praticamente smesso di dare esami. L’ult
Salve, sono fuori corso da diversi anni e per un periodo ho praticamente smesso di dare esami. L’ultimo esame che ho sostenuto risale a settembre dell’anno scorso.
Adesso mi mancano soltanto 4 esami, ma purtroppo sono proprio quelli che considero più difficili e ostici. È come se mi fossi bloccata: da una parte so di essere arrivata ormai a un passo dalla laurea, dall’altra mi pesa tantissimo rimettermi a studiare materie che trovo così impegnative e poco stimolanti.
Inoltre, avendo perso il ritmo, quando studio ci metto molto più tempo rispetto a prima e mi distraggo facilmente. Mi capita spesso di rimandare un esame perché mi rendo conto di non riuscire a prepararlo bene nei tempi che mi ero prefissata, e questo finisce per farmi perdere ancora più motivazione.
Nonostante tutto, non voglio assolutamente rinunciare: dopo tutti questi anni, per così pochi esami rimasti voglio arrivare alla laurea.
Qualcuno si è trovato in una situazione simile, magari dopo un lungo periodo senza dare esami? Come avete fatto a ritrovare il ritmo, a gestire la procrastinazione e soprattutto a superare il blocco davanti alle materie più difficili?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che descrivi è una situazione che può diventare facilmente un circolo vizioso: dopo un periodo lungo senza esami si perde il ritmo, lo studio richiede più tempo e fatica, aumenta la percezione di non riuscire a stare nei tempi e il rinvio dell’esame finisce per rendere ancora più difficile ripartire. Non significa necessariamente aver perso le proprie capacità; spesso è proprio la continuità ad essersi interrotta e va ricostruita gradualmente.
In questi casi può essere utile non partire con l’obiettivo di “tornare a studiare come prima”, ma con quello di recuperare una routine sostenibile. Per esempio, stabilire inizialmente poche ore di studio ma regolari, suddividere ogni esame in obiettivi molto piccoli e concreti e verificare i progressi settimanalmente. Davanti a materie particolarmente difficili, inoltre, può aiutare distinguere il pensiero “devo preparare questo esame” da azioni molto più circoscritte: leggere un determinato capitolo, preparare dieci pagine, fare alcune domande o ripetere un singolo argomento. Ridurre la dimensione del compito spesso rende più semplice iniziare.
Un altro aspetto importante è evitare che la data dell’esame diventi continuamente una sorta di test sul proprio valore o sulla propria capacità di farcela. Può essere più utile costruire una pianificazione realistica, eventualmente scegliendo un esame alla volta, e considerare anche i piccoli passi come parte effettiva del percorso verso la laurea.
La procrastinazione, soprattutto quando un compito viene percepito come molto difficile, lungo o poco gratificante, non è sempre semplice “mancanza di volontà”: può diventare una modalità per allontanarsi temporaneamente dal disagio associato allo studio. Per questo, oltre all’organizzazione, può essere utile osservare cosa accade proprio nel momento in cui si dovrebbe iniziare: quali pensieri compaiono, quali attività prendono il posto dello studio e quali condizioni invece facilitano maggiormente la concentrazione.
Considerando che mancano quattro esami, potrebbe essere utile pensare non tanto a recuperare in fretta gli anni trascorsi, quanto a costruire un percorso concreto per affrontare questi ultimi quattro passaggi uno alla volta.
Se il blocco dovesse però essere molto persistente, accompagnato da forte ansia, demoralizzazione o difficoltà di concentrazione presenti anche in altri ambiti della vita, un confronto con uno psicologo potrebbe essere utile per comprenderne meglio i fattori coinvolti e individuare strategie più personalizzate.
Buongiorno, sto vivendo un momento di grande sofferenza e mi trovo in difficoltà. Ho 28 anni e ho fa
Buongiorno,
sto vivendo un momento di grande sofferenza e mi trovo in difficoltà.
Ho 28 anni e ho avuto la mia prima volta con un ragazzo dopo diversi incontri di soli preliminari. Io ci sto male soprattutto perché non mi sono fidata subito: ho fatto questo passo importante perché lui mi aveva promesso che, seppur non volendo una relazione, per un po' avremmo continuato a fare sesso. Invece non è stato così. Lui sapeva perfettamente che, se avessi saputo la verità, non lo avrei mai fatto.
In seguito, spinto forse dalla pena, mi aveva detto di vederci per un "secondo ed ultimo incontro", ma quel giorno non si è sentito di venire, forse capendo che io ci stavo troppo male e provavo sentimenti per lui ( ma lo sapeva già da prima)
Sono passati due mesi da quando lo abbiamo fatto e ora mi sento in difficoltà: sento come se mi fossi "bruciata" questa esperienza e ho paura di trovarmi in difficoltà con un futuro ragazzo. Sento che mi meritavo di avere le stesse esperienze e la stessa serenità delle altre ragazze.
Vorrei chiedere agli specialisti:
1. Come posso superare il senso di inganno e la rabbia per una promessa fatta sapendo che non l'avrebbe mantenuta?
2. Come posso liberarmi dalla sensazione di essermi "bruciata" questa prima esperienza?
3. Come posso gestire l'ansia e la difficoltà di rapportarmi a un futuro ragazzo dopo questa ferita? Grazie a tutti.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, da quello che racconta sembra che la sofferenza non riguardi soltanto il fatto che questa sia stata la sua prima esperienza sessuale, ma soprattutto il significato che aveva attribuito a quella scelta e la sensazione che le condizioni sulle quali si era affidata all’altra persona siano poi venute meno. È comprensibile che questo possa lasciare rabbia, delusione e una forte sensazione di essere stata ingannata.
Rispetto alla prima domanda, può essere importante distinguere ciò che è accaduto da ciò che lei avrebbe desiderato accadesse. Non può modificare il comportamento di questa persona né ottenere retroattivamente la correttezza che avrebbe voluto ricevere. Può però riconoscere che la sua rabbia ha una funzione: segnala che qualcosa, nella modalità con cui è stata trattata, è stato percepito come profondamente contrario ai suoi bisogni e alle sue aspettative. Elaborare un’esperienza del genere non significa necessariamente arrivare a giustificare l’altro o a non provare più rabbia, ma riuscire gradualmente a fare in modo che quell’episodio occupi uno spazio meno centrale nella propria storia.
Riguardo alla sensazione di essersi “bruciata” la prima volta, proverei a mettere in discussione proprio questa espressione. La prima esperienza sessuale viene spesso caricata culturalmente di moltissimo significato, quasi dovesse necessariamente essere speciale, serena o avvenire con la persona “giusta”. Nella realtà, per molte persone non è così. Un’esperienza deludente non determina la qualità delle esperienze future e non le sottrae la possibilità di vivere una sessualità affettivamente significativa, sicura e soddisfacente. Quello che è successo appartiene alla sua storia, ma non deve necessariamente definirla.
È comprensibile anche il confronto con “le altre ragazze”, ma può diventare particolarmente doloroso perché parte dall’idea che le altre abbiano avuto un percorso più lineare o sereno, cosa che dall’esterno non possiamo realmente sapere. Non esiste un modo corretto o un’età corretta in cui vivere determinate esperienze.
Per quanto riguarda un futuro ragazzo, dopo una situazione vissuta come una ferita può esserci maggiore prudenza, paura di affidarsi o bisogno di maggiori conferme. Non è necessario obbligarsi a tornare subito ad avere la stessa fiducia di prima. Potrà concedersi il tempo di conoscere una persona, osservare la coerenza tra ciò che dice e ciò che fa, comunicare con chiarezza ciò di cui ha bisogno e decidere passo dopo passo fin dove desidera arrivare. La fiducia non deve necessariamente essere concessa tutta insieme: può essere costruita nel tempo.
Se però, a distanza di tempo, questo episodio continuasse a provocarle una sofferenza molto intensa, pensieri ricorrenti, forte ansia rispetto all’intimità o un senso di colpa e svalutazione personale, potrebbe essere utile confrontarsi con uno psicologo. Non perché ci sia qualcosa di “sbagliato” nelle sue reazioni, ma perché uno spazio professionale permetterebbe di comprendere meglio il significato che questa esperienza ha assunto per lei e di evitare che condizioni eccessivamente le relazioni future.
Una cosa, però, credo sia importante sottolineare: questa esperienza può essere stata molto diversa da quella che avrebbe desiderato, ma non ha compromesso la sua possibilità di vivere in futuro esperienze affettive e sessuali completamente diverse.
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