Dott.ssa
Claudia Silvaggi
Psicologa
·
Psicologa clinica
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sulle specializzazioni
Lido Di Ostia 1 indirizzo
Esperienze
Credo profondamente nel potere del cambiamento e nella forza della relazione terapeutica. Nel mio lavoro, guardo alla persona prima dei sintomi o delle difficoltà che porta, valorizzando le risorse individuali e accompagnando con rispetto e autenticità ogni percorso di crescita.
Offro sostegno psicologico, abilitazione e riabilitazione psicologica, con un approccio integrato e flessibile.
Mi occupo in particolare di:
• sostegno alle relazioni e alla comunicazione
• supporto alla genitorialità
• elaborazione del lutto e dei momenti di transizione
• stati d’ansia e attacchi di panico
• promozione del benessere psicologico
Il mio obiettivo è creare uno spazio sicuro e accogliente, in cui sentirsi ascoltati e accompagnati in un percorso di crescita e trasformazione personale.
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologia dell'età evolutiva
Principali patologie trattate
- Malattia cronica
- Autostima
- Ansia
- Difficoltà relazionali
- Lutto
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Prestazioni e prezzi
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Consulenza online
60 € -
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Colloquio psicologico
60 € -
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Colloquio psicologico clinico
60 € -
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Consulenza LGBTQIA+
60 € -
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Parent training
60 € -
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Consulenza online
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Modalità di pagamento (visite private)
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Viale Vasco de Gama 66, Lido Di Ostia 00121
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Convenzioni assicurative non attive
Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che abbia una convenzione con la tua assicurazione
Recensioni
6 recensioni
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J
Julia
Una brava dottoressa, fatto risolvere tanti problemi familiari. Molto gentile, professionale. Ci ha fornito gli istrumenti per uscire da una crisi familiare.
• Studio de Gama - Studio di Psicologia e Psicoterapia • colloquio di coppia •
Dott.ssa Claudia Silvaggi
Grazie mille Julia, è stato un piacere accompagnarvi in questo percorso!
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U
U.C.
Claudia sa metetrti a tuo agio ed è incredibilmente attenta a tutto ciò che dici. Sa ascoltare con pazienza e arrivare dritta al punto delle problematice in maniera chiara e umana. Consigliata anche per chi è alla prima esperienza: non mette fretta e sa rassicurare.
• Claudia Silvaggi • consulenza online •
Dott.ssa Claudia Silvaggi
Sono felice che tu ti stia trovando bene in questo percorso. Grazie!
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M
Marco
La Dottoressa Silvaggi è una professionista empatica e competente. Nel suo studio mi sono sentito ascoltato e accolto fin dal primo incontro. Il percorso iniziato con lei lo trovo davvero utile e rispettoso dei tempi personali. Grazie davvero Dottoressa!
• Studio de Gama - Studio di Psicologia e Psicoterapia • colloquio psicologico •
Dott.ssa Claudia Silvaggi
Grazie di cuore Marco per le sue parole e per la fiducia.
Sapere che si è sentito ascoltato e accolto fin dal primo incontro è per me molto importante. Continueremo il percorso con attenzione e rispetto dei suoi tempi. Un caro saluto.
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M
Marina Germani
Lavora con i bambini e le famiglie che necessitano di aiuto guida e supporto, scrupolosa attenta e soprattutto molto empatica dote necessaria per lavorare con i bambini.
Consiglio la Dottoressa per la sua professionalità, gentilezza e disponibilità.
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Dott.ssa Claudia Silvaggi
Grazie mille Marina!
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S
Syriana Bonaiuto
Psicologa eccezionale, professionale e molto preparata. I suoi metodi sono davvero efficaci e curati nei minimi dettagli. Riesce a mettere subito a proprio agio e a seguire il percorso con grande competenza ed empatia. Senza dubbio una professionista di altissimo livello. Consigliatissima.
• Studio de Gama - Studio di Psicologia e Psicoterapia • Altro •
Dott.ssa Claudia Silvaggi
Grazie mille per la bellissima recensione!
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A
Alessandro Lanfranchi
Molto cordiale ed accogliente.
E' stato come parlare con una persona familiare e con la quale ho potuto aprirmi (finalmente).
Il percorso è ancora lungo ma penso che stiamo andando nella giusta direzione!• Studio de Gama - Studio di Psicologia e Psicoterapia • colloquio psicologico •
Dott.ssa Claudia Silvaggi
Grazie Alessandro, far sentire accolte le persone è uno degli standard che cerco sempre di raggiungere! Lieta della tua attuale soddisfazione.
Risposte ai pazienti
ha risposto a 8 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno dottori, scrivo per chiedere il vostro aiuto. Sono una persona, timida introversa e pauro
Buongiorno dottori, scrivo per chiedere il vostro aiuto. Sono una persona, timida introversa e paurosa. Ho sempre avuto difficoltà a interagire con gli altri, ma poi pian piano ho migliorato la mia autostima, ho imparato a volermi bene, accogliere pregi e difetti e correggere ove possibile qualche difetto. Mi è sempre stato difficile esternare sentimenti ed opinioni, ma poi ho imparato a nominare i miei sentimenti e adottare tecniche per abbassare la tensione emotiva e quindi esprimere sempre meglio me stessa. Ho imparato l'importanza del dialogo costruttivo per la mia persona e quindi ho imparato ad esprimere sempre meglio la mia opinione ed accogliere il confronto e l'errore come elementi per crescere. Ultimamente, però, trovo difficoltà nel riconoscere una indipendenza personale del mio giudizio, cioè faccio fatica a dire che il mio giudizio è valido perchè personale, nasce dalla mia esperienza e da come mi relaziono col mondo e le persone a me care. Riconosco che nel muovermi nella realtà, faccio quello che mi rende serena e in equilibrio con quello che sono: esempio se voglio mangiare il gelato scelgo di andare in un certo luogo con un certo metodo che mi far stare bene, serena. A volte però mi scontro col rifiuto di questo mio giudizio e questo mi fa male, soprattutto se viene da persone di cui ho fiducia o affetto. Come posso interrompere questo malessere e ritenermi ugualmente valida e non dettata dal giudizio degli altri? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
La difficoltà che descrive riguarda un punto molto delicato: riuscire a sentire valido il proprio giudizio anche quando non viene confermato dagli altri, soprattutto da persone affettivamente significative. È comprensibile che il disaccordo faccia male, ma è importante distinguere tra “l’altro non è d’accordo con me” e “io valgo meno” o “il mio pensiero non è valido”.
Il suo punto di vista può essere legittimo anche se non condiviso. Nasce dalla sua storia, dai suoi bisogni e dal modo in cui lei sente di stare bene nel mondo. Confrontarsi non significa annullarsi: significa ascoltare l’altro senza perdere il contatto con sé.
Quando sente quel malessere, può provare a chiedersi: “Sto ricevendo un’opinione diversa o una svalutazione della mia persona?”. E ricordarsi che il disaccordo non definisce il suo valore.
Se questa difficoltà dovesse ripetersi spesso o farla soffrire molto, potrebbe essere utile approfondirla in un percorso psicologico, per rafforzare il senso di validità personale anche nelle relazioni più importanti. Cordiali Saluti
Buongiorno dottori, sono una ragazza di 24 anni, vi scrivo perché sono un po’ confusa riguardo al mi
Buongiorno dottori, sono una ragazza di 24 anni, vi scrivo perché sono un po’ confusa riguardo al mio orientamento sessuale e romantico, o meglio sull’etichetta da usare. So che l’etichetta non è obbligatoria, ma a me piace usarla anche solo nella mia testa perché sono una persona che categorizza le cose e vorrei almeno saper dare un nome a quello che provo. Praticamente, so di essere bisessuale da qualche anno, e credevo di esserlo anche romanticamente (biromantica), ma recentemente ho iniziato a pensare bene a se questo sia o meno la realtà, perché essenzialmente io mi sono sempre e solo innamorata di donne, ho sempre pensato che fosse perché gli uomini sono ancora immaturi alla mia età ma forse sto realizzando che emotivamente io non mi trovo proprio con gli uomini, e se questo fosse un segno che appunto io sia omoromantica piuttosto. Ho avuto tante celebrity crushes da adolescente sia per uomini che donne a livello estetico e ideale, ma il sentimento e la cotta romantica nasceva solo per le donne, non solo celebrità irraggiungibili ma pure ragazze vicine a me. Tutto quello che mi ha fatto credere di essere biromantica fino a ora era una cotta delle elementari per un mio compagnetto, era sincera, ma dopo quel caso non è più successo di provare sentimenti per un maschio, e soprattutto non è mai successo con un uomo fatto e finito, perché comunque eravamo bambini al tempo. Ho spesso avuto fantasie sessuali per uomini e donne in modo astratto, quindi nella mia testa, ma comunque so che non farei a prescindere nulla sessualmente senza un sentimento, nè con uomini nè con donne, però come ho detto il sentimento può nascere solo con delle donne; quando penso all’amore penso alle donne, e se mi immagino innamorata non riesco a immaginare di farlo verso un uomo proprio perché in amore sono una che cerca una grande connessione e questo lo vedo abbastanza impossibile per me con un uomo. Ne ho incontrati comunque molti anche abbastanza gentili e esteticamente belli, ragazzi che consideravo attraenti e idealmente il tipo ideale, ma non è mai scattato niente di lontanamente paragonabile a come mi sento quando mi piace una ragazza e non sono attivamente interessata a cercare un fidanzato mentre una fidanzata si, proprio perché preferisco il mondo femminile. Quando sono innamorata mi viene da prendermi cura dell’altra persona, e questo non riesco a sentirlo per i maschi, solo per le ragazze. A questo punto mi sono chiesta se io non sia essenzialmente lesbica. Ho utilizzato fino a ora bisessuale omoromantica, che probabilmente sulla carta è anche giusta, ma ho letto che la definizione di lesbica è “attrazione esclusiva o prevalente verso altre donne”, il che mi ha fatto pensare se non fossi categorizzabile anche io nella parola lesbica. Ho spesso visto ragazze lesbiche che non sentono proprio niente per gli uomini, nemmeno in modo astratto con fantasie, dire che una ragazza lesbica è una ragazza esclusivamente attratta da donne in ogni modo, e quindi non ho mai utilizzato quel termine per me pensando fosse errato e poco accurato e non mi sembrava giusto utilizzare la stessa parola per me, che comunque a volte sento attrazioni astratte per uomini mentre loro zero assoluto. Cosa ne pensate? Il termine lesbica è un termine che potrei utilizzare o in fondo è meglio bisessuale? Vi ringrazio per il tempo che mi dedicherete.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
la sua riflessione mostra una buona capacità di ascoltarsi e di distinguere aspetti diversi dell’attrazione: sessuale, romantica, affettiva e ideale. Non sempre queste dimensioni coincidono perfettamente, e non sempre è semplice trovare un’etichetta che le rappresenti in modo completo.
Da ciò che racconta, sembra che l’attrazione romantica e affettiva per lei sia rivolta prevalentemente, verso le donne, mentre verso gli uomini possano esserci fantasie o attrazioni più astratte. In questo senso, termini come “bisessuale omoromantica” possono descrivere bene la distinzione tra attrazione sessuale e romantica. Allo stesso tempo, se la parola “lesbica” la fa sentire più rappresentata nella sua esperienza affettiva, relazionale e identitaria, può essere una parola legittima da esplorare.
Le etichette non devono essere gabbie né definizioni da meritare: servono, quando aiutano, a dare senso a ciò che si vive o a cercare di far comprendere meglio agli altri "come funzioniamo". Non è necessario trovare subito la formula perfetta o definitiva. Può concedersi il tempo di usare il termine che sente più vicino oggi, sapendo che potrà modificarlo se in futuro ne sentirà il bisogno.
Più che chiedersi quale parola sia “corretta” in assoluto, potrebbe essere utile domandarsi: “Quale termine mi fa sentire più autentica, serena e compresa?”. Saluti.
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